L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VI

La guerra spirituale nei cieli, dettaglio da Caduta degli angeli ribelli,

di Pieter Bruegel il Vecchio (1562)

«Quando l’uomo entra nella vita terrena, salute, sicurezza, forza e speranza nella vita terrena dipendono da quali forze egli porta con sè dalla vita fra l’ultima morte e la nascita di questa volta. Quali forze abbiamo però potuto prendere là dipende a sua volta da come noi ci siamo comportati nella precedente incarnazione; di quale atteggiamento morale, di quale atteggiamento religioso, o in generale di quale atteggiamento animico ci siamo appropriati. Dobbiamo quindi pensare che noi collaboriamo attivamente con l’elemento spirituale nel quale viviamo fra morte e nuova nascita, e che vi collaboriamo o per il progresso di tutto il genere umano, oppure per la sua distruzione (Vita da morte a nuova nascita O. O.141, pag. 49).

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VI

Come si può capire da tutto quello che è stato detto fin ora, ci sono delle Entità spirituali appartenenti a diverse gerarchie divine – umane che non hanno superato il loro gradino di perfezione nei loro eoni precedenti e che quindi restano indietro trasformandosi in esseri luciferici, in spiriti malefici che contrastano gli Dei della giusta evoluzione introducendo così l’impulso del male nell’evoluzione umana. Possiamo ora chiedere, perché Dio permette che questi esseri possano intromettersi nell’evoluzione umana portando quell’impulso malefico cui l’uomo il più delle volte non riesce a sottrarsi dal compiere il male?  Perché Dio permise a Lucifero di entrare nel paradiso e istigare i nostri progenitori umani alla disobbedienza che causò la caduta sul suolo terrestre?  Quale fu la causa originaria che determinò il male nel nostro universo?

Nel libro “Gerarchie Spirituali”, Rudolf Steiner risponde a queste domande dicendo che: «Nel periodo intermedio tra l’evoluzione di Giove e quella di Marte (tra l’antico Sole e l’antica Luna) a un certo numero di entità appartenenti alla sfera delle Virtù [le Dynameis o le divinità che nella Scienza dello Spirito conosciamo come Spiriti del Movimento] fu dato l’ordine, se mi è lecito esprimermi così, “d’intervenire in modo da porre ostacoli al processo evolutivo invece di favorirlo … Questo fatto è quello che abbiamo imparato a conoscere come la lotta nei cieli … Mai potrebbe avvenire [nell’evoluzione cosmica – umana] ciò che deve avverarsi, se la via continuasse a procedere dritta [senza ostacoli]. Mète più alte devono essere raggiunte!» (Ibidem, pag 151). Questa lotta spirituale tra sorelle determinò poi dopo, durante il terzo stato evolutivo di coscienza cosmica dell’antica Luna, una scissione tra gli uomini-angeli che percorrevano il loro gradino umano lunare, di cui alcuni di loro seguirono la via del contrasto istigate da quelle Virtù malefiche che si erano contrapposte alle loro sorelle che erano invece rimaste a un gradino superiore nella sfera solare. Di conseguenza anche quegli uomini-angeli che seguirono le Virtù del contrasto divennero più densi scendendo a un livello evolutivo più basso, diventando così spiriti luciferici, mentre i loro fratelli più evoluti seguirono le Virtù creatrici a un livello superiore più alto, nell’ambito della sfera solare. Rudolf Steiner continua dicendo che: «Tutto ciò fece sì che durante l’evoluzione terrestre vi fossero uomini-angeli più avanzati e altri rimasti indietro. Gli uomini-angeli più avanzati si accostarono all’uomo durante l’Epoca Lemurica, quando questi fu maturo per ricevere il germe dell’Io umano, e rimisero al suo arbitrio il salire subito nei mondi spirituali, non occupandosi più di quanto, dall’epoca lunare, si era frammischiato al corso regolare dell’evoluzione cosmica. Furono gli esseri che allora erano rimasti indietro, e che chiamiamo le entità luciferiche, quelle che vennero a influenzare il corpo astrale dell’uomo (all’Io non potevano accostarsi), e innestarono nel corpo astrale tutte le conseguenze della lotta nei cieli … cui nel corpo astrale umano assunsero un significato diverso; cioè significarono per l’uomo, la possibilità dell’errore e la possibilità di commettere il male. Quando l’uomo ebbe acquistato la possibilità dell’errore e del male, ebbe al tempo stesso anche la possibilità d’innalzarsi per forza propria al di sopra dell’errore e del mal(Ibidem pag. 153).

Occorre qui ricordare che l’origine del male nacque da un comando divino che fu impartito agli Spiriti del Movimento o Virtù, cui non era in loro commettere il male e che a loro volta istigarono una parte della gerarchia angelica a contrastare il volere degli Dei superiori. In tal modo il loro corpo astrale si oscurò divenendo più denso e per questo si abbassarono a un livello inferiore, divenendo in tal modo spiriti luciferici, i quali a loro volta innestarono le loro forze di ribellione nel corpo astrale dell’uomo. Ciò avvenne durante l’Epoca Lemurica del seguente stato di coscienza cosmico o eone terrestre, dove appunto alcuni angeli-uomini luciferici non potendo proseguire la loro evoluzione altrimenti, s’insediarono nel corpo astrale dell’uomo quando questi stava ricevendo il suo Io quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma. Avvenne così che il corpo astrale umano si divise in due parti: di cui una parte più luminosa dove gli Elohim o Potestà fecero fluire una goccia del loro fuoco divino, cioè la nostra Individualità o Io umano superiore, e una parte astrale più oscura (che causò la caduta su di un piano inferiore terrestre), dove fluirono le conseguenze degli spiriti ribelli e dove si ancorarono come parassiti quegli angeli-uomini luciferici rimasti indietro; là dove ancora oggi l’uomo li porta in sé. Dobbiamo però dire che se da una parte questi spiriti del male luciferici, determinarono come conseguenza che anche l’uomo divenisse più oscuro e denso, e quindi scendesse di livello, incarnandosi in un corpo molto più denso di quanto gli Elohim avrebbero voluto, causando con ciò la caduta e il distacco dal consesso divino. Dall’altra però gli diedero la possibilità attraverso il libero arbitrio di compiere il male o il bene, in modo da sviluppare la coscienza autonoma e libera tramite la quale l’uomo può sviluppare forze spirituali superiori a quelle che gli avrebbero permesso i suoi creatori, cosicché volendo, può elevarsi a stati di coscienza superiore, persino al di sopra degli stessi creatori. Riflettendo su questo dramma cosmico divino – umano, possiamo vedere in fondo che l’uomo deve la sua esistenza umana e spirituale a tutte le sfere gerarchiche e persino agli stessi spiriti luciferici i quali, hanno in fondo sacrificato la loro evoluzione superiore alfine che l’uomo potesse rafforzarsi attraverso forze più elevate di quelle che gli avrebbero concesso gli Elohim creatori, cui possono elevarlo oltre lo stato di coscienza del futuro stato di Vulcano.16 Per questo siamo debitori verso quegli spiriti luciferici che ci hanno permesso di emanciparci dai nostri creatori, dandoci la possibilità di diventare un essere autonomo e libero e non un semplice automa, uno specchio cosmico umano in cui potessero rispecchiarsi gli Dei superiori.

Ed è ancora Rudolf Steiner a dirci che l’uomo può sdebitarsi con gli spiriti luciferici, se accoglie liberamente il Cristo in sé, non soltanto però nel corpo astrale tramite un sentimento devoto ma anche nel suo Io. L’io umano deve liberamente decidersi ad accogliere in sé il Cristo, per il fatto che solo con l’aiuto del Cristo può cancellare le qualità negative umane provenienti da Lucifero, cosicché in tal modo, come uomini, liberiamo in noi anche quelle forze luciferiche che dovettero sacrificarsi e scendere a un’evoluzione inferiore, per dare all’uomo la libertà. Le quali per il fatto che non ebbero l’occasione di sperimentare esse stesse sulla terra la forza del Cristo, verrà anche per loro, per opera dell’uomo, la possibilità di conoscerla e di redimersi. E ancora dal libro citato leggiamo: “L’uomo redimerà Lucifero, accogliendo in sé nella maniera voluta, la forza del Cristo. Con ciò l’uomo diverrà a sua volta, più forte di quanto sarebbe stato altrimenti, poiché se l’uomo non avesse ricevuto le forze luciferiche, la forza del Cristo, irradiando, non avrebbe incontrato le forze luciferiche, e all’uomo sarebbe stato impossibile progredire nel bene, nel vero, nella saggezza, nell’alto grado che potrà raggiungere avendo avuto quelle forze avverse da superare” (Ibidem, pag. 160). La forza di redenzione fu portata dal Cristo con l’avvento del Golgotha e il primo a beneficiare fu appunto Lucifero, com’è stato citato nell’articolo precedente, il quale rappresentava appunto sul piano fisico il ladrone sulla croce alla destra del Cristo che pentito dei suoi errori, chiede al Cristo di essere redento, cui il Cristo rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,43).  Da ciò possiamo desumere che l’uomo ha un altissimo compito nell’ambito dell’evoluzione universale, cui furono necessari che uomini e dèi si sacrificassero alfine che l’umanità potesse arrivare ad altezze spirituali cui nessuna gerarchia divina ha mai ancora raggiunto, e sviluppasse in sé quell’impulso libero introdotto dal Cristo sulla Terra: la massima espressione dell’amore cosmico-umano. Non può esserci amore se non c’è libertà, e, al contrario, non si può essere completamente liberi, se non si è capaci di amare; ciò che può realizzarsi però, solo attraverso la forza del sacrificio. Quel sacrificio che le stesse Virtù creatrici eseguirono come volere divino facendosi serve del male, alfine che l’uomo attraverso il male potesse arrivare a sviluppare il massimo bene; cioè il vero amore. Da ciò possiamo capire che l’evoluzione umana è molto complessa. Essa non si riduce come vuol farci credere la teologia cattolica, che l’uomo nasca, viva una vita che può essere felice o infelice, e alla fine muoia lasciando alla terra il suo cadavere, mentre l’anima entra in una dimensione spirituale alquanto confusa, tra inferno, purgatorio e paradiso, aspettando in modo sognante il giudizio divino alla “fine dei tempi”, con la resurrezione della carne. Ma l’anima non è già stata giudicata da Dio, giacché dopo la morte, la tradizione religiosa popolare crede che viva per secoli e migliaia di anni insieme  agli Angeli e ai santi, in paradiso? 

Questi sono i controsensi umani quando non sanno dare risposte su di un tema antico cui è sempre stato un enigma per la teologia cattolica, la quale dopo il terzo secolo, ha iniziato a creare dogma ed eresie pur di mantenere il potere contro chi pensava diversamente l’evoluzione della vita umana e della vita da morte a nuova nascita. E ancora oggi non è compreso il vero significato esoterico delle lettere di Paolo, interpretando le sue parole sulla fine dei tempi in modo superficiale e non secondo il linguaggio misterico gnostico cui esse furono scritte. Pertanto solo attraverso la conoscenza esoterica rosicruciana è possibile avvicinarsi e accedere alla comprensione spirituale della parusia paoliniana. Non va dimenticato che Paolo di Tarso era un veggente, per cui alcuni tratti dei suoi scritti hanno una terminologia iniziatica accessibile solo a iniziati cristiani che nelle vite precedenti hanno dedicato la loro vita come veri discepoli e servitori del Cristo. Tra il XIX e XX secolo, alcuni di questi discepoli si sono reincarnati come Maestri cristiani-rosacruciani rinnovando il cristianesimo esoterico, dimodoché possa essere compreso da ogni persona (che non abbia in sé alcun pregiudizio bigotto) nel suo aspetto originario, ma in una forma più accessibile ai nostri tempi moderni. È solo grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, che possiamo avvicinarci agli scritti di Paolo di Tarso e comprenderli nella loro vera essenza spirituale cui egli ricorre spesso nella parusia, dove ci avvisa di essere preparati alla seconda venuta del Cristo in ogni momento in cui riviviamo la nostra vita sul piano fisico in una nuova incarnazione, poiché il Cristo può venire durante una di queste vite e dobbiamo essere pronti a riconoscerlo nel piano spirituale in cui Egli si manifesta. Sappiamo che il Cristo non verrà più sul piano fisico come alcuni movimenti  religiosi credono, così come erroneamente crede il pensiero popolare materialista che possa apparire attraverso le nuvole fisiche del nostro cielo. In realtà secondo la conoscenza cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, il Cristo è già presente spiritualmente, ma non nel corpo fisico né tantomeno possiamo vederlo apparire attraverso le nuvole del cielo, cui è solo un simbolismo che gli evangelisti e Paolo nascosero accuratamente, aspettando che l’io umano maturasse nel nostro tempo attuale entro il quale si sarebbe potuto avverare la seconda venuta del Cristo.

Oggi il vero cristianesimo rosicruciano a orientamento antroposofico, ci annuncia che il Cristo è presente fin dal principio del primo terzo del XX secolo nella sfera astrale terrestre, cui l’umanità può prepararsi ad accoglierlo e riconoscerlo nella Sua “Veste eterica” nel mondo astrale adiacente alla Terra, se accoglie l’Impulso del Cristo che scaturì dall’evento del Golgotha secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Tutti quelli che si prepareranno nel modo giusto attraverso l’Antroposofia, potranno avere un incontro spirituale e riconoscere il Cristo sul piano astrale, il quale sarà presente per circa tremila anni, cui quelli che si preparano potranno incontrarlo durante la loro incarnazione terrena, oppure dopo aver varcato la porta della morte. (VI. Continua)

Collegno,  novembre  2022                                              Antonio  Coscia

Note    Antroposofiche

16 Come spiegato nella nota (3) l’evoluzione umana si svolge attraverso sette stati o eoni di coscienza che sono chiamati dalla Scienza antroposofica, “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove Venere e Vulcano”. Dopo Vulcano l’umanità attraverserà altri cinque stati di coscienza più elevati cui nessun chiaroveggente, per quanto possa essere elevato può seguire con la sua vista spirituale. Alla fine di questi altri cinque stati di coscienza l’uomo divinizzato, come dire, si affaccerà verso un punto del vuoto universale e creerà un nuovo Zodiaco.

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