
Cristo ritratto nel ruolo di giardiniere in un dipinto di Tiziano del 1553 al Museo del Prado
«Maria invece stava all’esterno vicino al sepolcro e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi, ma non sapeva che era Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Essa, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Essa allora, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: «Rabbuni!», che significa: Maestro! Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e dì loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro» (Gv 20,11-18).
10. L’entità del Cristo IV
Se vogliamo cercare di farci una modesta opinione sulla veridicità dei quattro vangeli sinottici in modo di approfondire tramite la Scienza antroposofica l’unione mistica dell’Altissimo Spirito del Sole in Gesù di Nazareth, tramite l’aiuto di Giovanni il Battista, dobbiamo capire perché i quattro vangeli non concordino nel descrivere la storia biografica di Gesù di Nazareth; perché in alcuni punti salienti come la nascita, sono discordanti tra loro non descrivendo gli stessi fatti cronologici sulla vita di Gesù di Nazareth. Per farlo dobbiamo capire com’è strutturato l’uomo secondo gli insegnamenti che ci offre l’Antroposofia tramite la Scienza dello Spirito, così come insegnati nel libro “Teosofia”. Sappiamo che l’uomo è essenzialmente costituito da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io, per cui dobbiamo pensare che anche Gesù di Nazareth era costituito da quattro involucri corporei similmente a ogni uomo; soltanto che questi involucri erano alquanto diversi dall’uomo comune! Come abbiamo dimostrato finora nel nostro tema sulla base della conoscenza della Scienza antroposofica, (la cui origine si fonda sull’esperienza chiaroveggente di Rudolf Steiner che ha rivelato in pensieri astratti le immagini universali accolte dalla memoria dell’Akasha), nel corpo umano di Gesù di Nazareth, convissero interpenetrandosi simultaneamente quasi tre Individualità peculiari tra le più evolute delle gerarchie divine spirituali e umane. Una di esse abbiamo detto che era Zarathustra il fondatore dell’antica religione persiana, il quale nasce come bambino salomonico da genitori nativi di Betlemme e che durante l’età puberale, la sua Individualità superiore si sacrifica, uscendo dai suoi involucri umani trasferendosi o meglio incorporandosi nell’altro bambino Gesù dodicenne nato da genitori nativi di Nazareth. Ciò causerà la morte pochi giorni dopo del bambino salomonico nativo di Betlemme, in quanto l’anima non supportata dall’l’Io superiore non può vivere nel mondo fisico. Zarathustra dopo aver elaborato il corpo di Gesù di Nazareth come citato, si sacrifica per la seconda volta abbandonando di nuovo all’età di trent’anni anche questo involucro animico particolare per far sì che possa essere compenetrato e incorporato dall’Altissimo Dio solare, in modo che possa realizzarsi sulla Terra l’evento del Golgotha.
Rudolf Steiner ci rivela nel suo “Quinto Vangelo” antroposofico che Gesù di Nazareth prima di andare dal Battista per compiere il rituale del Battesimo, ebbe un lungo colloquio con la matrigna che in realtà era la sua vera madre Maria originaria della città di Betlemme, la quale come citato, si era unita in matrimonio col padre Giuseppe di Nazareth dopo che la giovane moglie Maria nativa di Nazareth morì giovanissima, pressappoco in concomitanza con il bambino salomonico, cioè il bambino entro il quale era incarnato Zarathustra. Da questo colloquio apprendiamo che Gesù di Nazareth confida alla sua vera madre tutto il dolore animico per il fatto che gli uomini a causa del loro egoismo erano sempre più malati e sofferenti, e ciò per colpa delle correnti religiose che non erano più in grado di aiutarli per essersi sempre di più allontanate dall’impulso divino della Bat Kol (voce divina) che aveva ispirato gli antichi Profeti ebraici servitori di Yahveh. E perfino la corrente spirituale degli esseni rimasti fedeli agli insegnamenti di Mosè, i quali con il loro zelo religioso non erano in grado di aiutare il popolo alleggerendolo dalle malattie cui erano tormentati dagli spiriti luciferici e arimanici. Alla fine del colloquio Gesù si congeda dalla madre e nello stesso momento anche l’Individualità superiore di Zarathustra esce dall’involucro corporeo-animico, cui Gesù simile a un automa si dirige presso Giovanni in modo da essere aiutato a compiere il grande sacrifico per accogliere in sé l’Altissimo Dio solare; ciò che avviene tramite la morte momentanea di Gesù durante il battesimo con l’acqua. Attraverso il battesimo dell’acqua avveniva uno stato momentaneo di soffocamento del battezzando per il fatto che il suo corpo eterico si allentava dal corpo fisico, separandosi per un istante, giacché veniva totalmente immerso nell’acqua dal Battista fino a che con la sua vista spirituale vedeva il momento che il battezzando poteva rischiare realmente la morte per asfissia, per cui all’ultimo momento veniva tirato fuori dall’acqua. Il rituale con l’acqua era una preparazione di purificazione del soggetto che causava in lui una catarsi, cui gli permetteva di vedere in immagini reali come in un grande panorama spaziale, tutta la sua vita trascorsa fino alla sua infanzia e la sua discesa dal mondo spirituale. In questo modo Giovanni preparava le anime ebraiche a prepararsi spiritualmente all’imminente venuta del Messia, come predetto dai Profeti dell’antico Testamento, cosicché potessero riconoscerlo e seguirlo nella sua missione salvifica.
Era un rituale molto pericoloso cui solo un chiaroveggente era in grado di praticarlo con sicurezza, alfine di evitare la morte fisica per asfissia e soffocamento del battezzando; per questo dopo il battessimo di Gesù e con la morte di Giovanni il Battista, il battesimo con l’acqua non fu più praticato giacché non più necessario per il nuovo cristianesimo nascente, in quanto al suo posto subentrò il battesimo del fuoco tramite l’imposizione delle mani sul capo del battezzando, alfine potesse avvenire la catarsi e il risveglio spirituale interiore tramite la forza del fuoco dello Spirito Santo. Per questo il Cristo all’inizio ebbe bisogno di Giovanni, affinché potesse come dire “nascere” in Gesù di Nazareth incorporandosi in un primo momento nel suo corpo astrale e, successivamente nel corpo eterico e infine, nel Giardino dei Getsemani fin nel corpo fisico. Per meglio dire, alfine che il Cristo potesse unirsi con l’uomo Gesù di Nazareth, fu necessario l’immersione nell’acqua in modo che il Battista favorisse la fuoriuscita momentanea del corpo eterico e del corpo astrale di Gesù, in modo da permettere al Cristo d’incorporarsi in essi fino a incarnarsi completamente nel giro di tre anni nel corpo fisico durante l’agonia nel giardino dei Getsemani; quì grazie al tradimento di Giuda, divenne possibile ai romani riconoscerlo e prenderlo per arrestarlo. Rudolf Steiner nei Vangeli antroposofici rivela che l’arresto di Gesù da parte dei soldati romani nel Getsemani, fu possibile perché i discepoli spaventati scapparono via lasciandolo solo, per cui a quel punto, il Cristo uscì dai loro involucri non essendo più sostenuto dai dodici discepoli e di conseguenza, si separò anche da Gesù di Nazareth. Per il fatto che la Sua aura divina non poté più essere presente sul piano fisico, fu possibile ai soldati romani avvicinarglisi e arrestarlo. Rudolf Steiner continua dicendo che il Cristo però non uscì del tutto dall’anima di Gesù di Nazareth, ma restò legato a lui come dire, con un lembo della Sua veste spirituale in modo da sperimentare la morte terrena tramite il Nazareno. Affinché Gesù potesse morire e compiersi l’evento del Golgotha, il Cristo doveva abbandonare gli arti inferiori di Gesù di Nazareth in modo da permettergli di morire, giacché essendo Egli immortale la morte non sarebbe potuto avvenire; se non avesse abbandonato gli involucri umani di Gesù, i soldati romani non avrebbero nemmeno potuto arrestarlo, la Sua aura spirituale sarebbe stata troppo forte per permettere loro di avvicinarglisi. Per cui il Cristo si ritrasse dagli involucri corporei di Gesù, restando congiunto con lui soltanto col suo Io umano superiore, da dove ebbe la possibilità di sperimentare la morte umana e congiungersi del tutto con l’Io della Terra, alfine che questa si trasformi in un nuovo Sole che in un lontano futuro si unirà col nostro Sole centrale, arricchendolo dell’esperienza umana terrena.
In fondo, Egli era stato mandato dagli Dei superiori anche allo scopo di compensare un karma antico risalente alla tentazione di Adamo ed Eva da parte di Lucifero, cui gli Dei permisero la sua presenza nel Paradiso e di sedurre i nostri antenati biblici alfine che l’umanità divenisse qualcosa di diverso da come avrebbero voluto gli Elohim creatori, ossia dei semplici specchi entro i quali si sarebbero rispecchiati. Difatti, era nelle loro intenzioni divinizzare l’uomo già nella metà dell’Epoca Atlantica, senza che questi si unisse completamente al fuoco terrestre, ma che la sua evoluzione e divinizzazione, dovesse avvenire soltanto nell’ambito della materia aerea, simile agli uccelli. Così però non volle la Divinità creatrice divina superiore, la quale voleva attorno a Sé, nel “Panteon divino”, qualcosa di diverso, di peculiare che gli somigliasse, vale a dire un impulso individualmente libero creativo quale manifestazione dell’amore cosmico che provenisse dal petto di un Dio completamente libero, in grado di prendere iniziative individuali e non un semplice automa cui eseguisse gli ordini dall’alto così com’è nell’ordine universale delle gerarchie divine spirituali superiori, dai Serafini fino agli Arcangeli e parte degli Angeli. Affinché ciò potesse realizzarsi occorreva che alcune divinità si sacrificassero trasformandosi in divinità degli ostacoli; che cioè ostacolassero il piano divino universale! Quest’ordine fu dato come citato durante un Pralaya, ossia la pausa cosmica tra l’antico Sole e l’antica Luna, cui fu comandato a delle Virtù creatrici che introducessero degli ostacoli nell’evoluzione degli Dei normali superiori, alfine che venissero sviluppate delle forze più elevate di quelle che sarebbero state sviluppate in un’evoluzione normale. Rudolf Steiner rivela che ci fu una grande scissione e una lotta nei cieli tra le Virtù sorelle, (la cui conseguenza sono i massi erranti tra la sfera di Marte e di Giove) fra quelle che non vollero scendere più in basso e altre invece, che accolsero il comando di divenire spiriti luciferici, spiriti del contrasto e di conseguenza del male che ne derivò tra la gerarchia degli Angeli durante lo stato di coscienza dell’antica Luna. Alcuni Angeli difatti, scesero più in basso divenendo così luciferici giacché vollero seguire le Virtù dell’ostacolo, per cui durante lo stato di coscienza terrestre furono a loro volta i seduttori e i tentatori dell’anima umana, vale a dire dei nostri progenitori Adamo ed Eva durante l’Epoca Lemurica che nella Bibbia è menzionato come il “peccato originario” e la successiva cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre. Per questo il Cristo fu mandato dagli Dei superiori anche per compensare un’azione che quale conseguenza costò all’uomo la discesa nella materia terrestre più densa di quella che invece gli Elohim creatori avrebbero voluto. Secondo il loro disegno, l’uomo doveva svilupparsi e perfezionarsi nella materia terrestre più sottile, cioè l’aria, cosicché si sarebbe divinizzato già nella metà dell’Epoca Atlantica, quando cioè la Terra non si era ancora consolidata e quindi l’uomo non avrebbe attraversato tutti i dolori e le sofferenze che ha dovuto subire scendendo nella materia terrestre più solida alfine di conquistare la libertà, ma anche la possibilità di commettere il male, quel male di cui l’anima umana può essere sopraffatta dagli spiriti asurici se non accoglie in sé l’Impulso del Cristo.
Alfine che l’Altissimo Dio solare potesse unirsi e incorporarsi in un uomo seppur di quelli più nobili ed elevati della Terra, occorreva però ancora qualcos’altro. Era necessario non solo un corpo fisico dei più puri e perfetti di tutta l’umanità antica di allora, ma, occorreva anche un corpo eterico e un corpo astrale che non erano ancora stati contaminati dalle forze luciferiche e arimaniche, ma conservassero in loro la purezza e l’integrità spirituale di cui erano stati formati durante gli stati antichi di coscienza cosmici di Saturno, Sole e Luna. A ciò provvidero le guide spirituali degli esseni, i quali prepararono l’evento messianico della nascita fisica dell’archetipo umano tramite la vergine Maria di Nazareth. Ella già da bambina era stata preparata nel mistero del Tempio di Nazareth, alfine fosse educata ad accogliere nella sua anima la manifestazione della divina Sofia, tramite cui fosse generato attraverso di lei il figlio di Dio; così come abbiamo accennato negli articoli precedenti (2.1. Il Cristo Gesù). Maria di Nazareth e Gesù di Nazareth, provenivano dalla “Fortezza Celeste” solare dov’erano custoditi quali archetipi umani originari provenienti dall’evoluzione cosmica dell’antico Saturno, Sole e Luna, i quali furono separati dalla sostanza madre di Adamo e protetti dall’Arcangelo Michele nella fortezza cosmica solare appunto, prima che avvenisse la contaminazione o la tentazione come menzionato nella Bibbia, da parte di Lucifero. Ciò avvenne come già citato, durante l’Epoca Lemurica, dove gli Dei separarono una parte del corpo astrale di Adamo prima che questi fosse tentato e oscurato da Lucifero (il serpente del paradiso biblico) e, più avanti durante l’Epoca Atlantica gli Dei separarono l’etere del suono e l’etere della vita, affinché Arimane non si appropriasse di tutto il corpo eterico di Adamo, cosicché una parte delle forze di Adamo non poterono più riprodursi attraverso le seguenti generazioni.
Per meglio dire, all’umanità androgina-animale proveniente dall’eone precedente del terzo stato di coscienza dell’antica Luna il cui capostipite o archetipo umano era Adamo, prima che questi ricevesse dagli Dei una scintilla del loro fuoco divino cioè l’Io umano, separarono una parte animica dal suo corpo astrale originario e poi dopo, anche due dei quattro eteri di cui era costituito il suo corpo eterico. Ovverosia ciò che nella Bibbia sono descritti come i due alberi del paradiso: “L’albero del bene e del male, e l’albero della vita” cui gli Dei privarono Adamo di continuare a cibarsi dopo che questi soggiacque al “Serpente”, cioè a Lucifero. Questa pura parte originaria animica separata da Adamo e tenuta in serbo dagli Dei, s’incarnò per la prima volta sul piano fisico come madre e figlio, attraverso i quali fosse preparato un corpo fisico puro che fosse costituito da un corpo eterico avente in sé i quattro eteri originari e da un puro corpo astrale proveniente dall’antica saggezza lunare, con il quale Zarathustra unì la saggezza terrena quale esperienza di antico iniziato solare. In questo modo venne preparato e costituito dalle guide spirituali e umane, un uomo che aveva in sé le più nobili e pure facoltà umane e spirituali in grado di accogliere seppur per breve tempo, l’Altissima Entità divina del Sole, l’Io Sono l’Io Sono cioè il Cristo.
Gesù di Nazareth era dunque costituito da un corpo fisico che riassumeva in sé le più pure forze ereditarie del popolo ebraico e un corpo eterico avente in sé i quattro eteri originari non oscurati da Arimane, tramite i quali l’uomo all’inizio dell’Epoca Lemurica era in grado di autoriprodursi. Inoltre, aveva un corpo astrale costituito del più elevato amore cosmico divino e della più elevata saggezza terrena sviluppata da Zarathustra attraverso le sue diverse incarnazioni terrene, con l’aiuto del più grande iniziato solare Melchisedec (Noè biblico). Un corpo dunque che riunì in sé le due correnti antiche messianiche, entro il quale poté incorporarsi e vivere per tre anni l’Altissimo Dio solare affinché potesse realizzarsi l’evento più importante di tutta l’evoluzione terrestre; l’evento che diede una svolta affinché l’umanità potesse redimersi ed elevarsi a ulteriori stati di coscienza verso la sua meta divina quale decima gerarchia dell’amore e della libertà; l’evento che abbiamo cercato di caratterizzare e conoscere tramite la Scienza dello Spirito, come l’evento del Golgotha, uno dei più profondi misteri di tutta la storia dell’evoluzione umana. (X. Continua)
Collegno, febbraio 2023 Antonio Coscia
