L’Epifania di nostro Signore

Particolare dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, Galleria degli Uffizi

«Dobbiamo tornare nuovamente a questa comprensione soprasensibile del Cristo. Nonostante la sincera venerazione  che vogliamo conservare per la festa dell’anniversario di Gesù, per quella che è diventata la festa del Natale, dobbiamo nuovamente imparare a dirigere la nostra attenzione interiore sull’altra nascita, che si compie quì come una nascita sovraterrena,  attraverso il Battesimo di Giovanni nel Giordano» (Rudolf Steiner O.O. 209, 25.12.1921).

La nascita virginale e la nascita battesimale

Il 6 gennaio è una data molto importante per il mondo cristiano e non solo, poiché è una ricorrenza che ogni anno dovrebbe coinvolgere qualsiasi uomo che aneli all’unione con il  divino Spirito cosmico del nostro universo planetario, che chiamiamo “Cristo o Cristo Gesù”.  Questo giorno, infatti, ci ricorda  la nascita dell’Altissimo Spirito del Sole nell’uomo di Nazareth, ossia Gesù detto il Christós (Messia = Unto dal Signore) attraverso il Battesimo nel fiume Giordano, da parte di Giovanni il Battista. È un “Impulso divino” che ogni anno ripete l’avvento e la discesa del Cristo che  dal mondo incommensurabile della “Parola creatrice” si unisce alla Terra e al cuore di ogni uomo di buona volontà, in quanto impulso d’amore cosmico divino! Dal mondo del Padre cosmico esistente al di là dello Zodiaco, questo nuovo Impulso divino entra dalla porta della costellazione dell’Ariete il 24 dicembre (Natale) in concomitanza alla nascita virginale del bambino Gesù del Vangelo di Luca e passando  attraversando le dodici costellazioni cosmiche, raggiunge il 6 gennaio (Epifania) la costellazione dei Pesci, dove si unisce alla Terra e a coloro che con vera fede lo accolgono nel loro cuore; ripetendo in tal modo appunto la nascita battesimale compiuta dal Battista nel 30 d.C. su Gesù di Nazareth. È un impulso spirituale che ogni anno rinnova le forze della Terra preparandola ad una nuova  nascita germinale che sboccerà poi in primavera, con il  risveglio della Terra. Secondo Rudolf Steiner l’uomo che sappia accoglierlo con vera fede e devozione e che con cuore sincero aneli all’unione con lo Spirito del Cristo, può avere un risveglio spirituale da cui potrà essergli data la grazia di incontrarlo  nel mondo astrale nei dintorni della Terra dove è presente col  Suo corpo eterico, quale promessa della Sua seconda venuta (Mc 13,26). Purtroppo, nel corso dei secoli e in modo particolare negli ultimi secoli dello sviluppo scientifico e in concomitanza con la rivoluzione copernicana, la civiltà scientifica, se da una parte ci ha resi più liberi ed emancipati, dall’altra ci ha tratto sempre più in basso nell’egoismo del materialismo consumistico moderno. Questo ha ridotto le festività natalizie cristiane solo più a una tradizione di scambi di regali e di stare insieme per passare una giornata diversa con la voglia di divertirsi, perdendo così di vista il vero significato sia della tradizione del Natale sia quella dell’Epifania di nostro Signore. Nella tradizione occidentale è diventato ormai consueto festeggiare appunto al posto della festa dell’Epifania del Signore, la festa popolare della “Befana”, ovvero la ricorrenza di una goffa e brutta contro-immagine femminile di strega che va in giro la notte del 5 gennaio, cavalcando una scopa volante per la gioia dei bambini che i genitori  suggeriscono di mettere vicino al letto una calza appesa, entro la quale possa mettere dei doni secondo il  loro comportamento morale durante l’anno trascorso.

Nei tempi antichi quest’immagine simboleggiava l’antico culto pagano mitraico che usava propiziarsi attraverso spiriti volanti (spiriti femminili che svolazzavano nei campi dopo la semina) i frutti della terra, alfine che in quell’anno fossero abbondanti. Questa figura mitica femminile venne contrapposta nel quarto secolo d.C. come figura oscura notturna lunare, alla figura diurna solare del Cristo e, venne associata anche ad altre tradizioni sparse per l’Italia meridionale tra cui, per esempio, la fine del vecchio anno, oppure l’antica tradizione dei tre re Magi (menzionati nel vangelo di Matteo)  che offrono i loro doni al loro antico maestro e astrologo babilonese Zoroastro rinato nel bambino Gesù, in una casa di Betlemme. Oggi il materialismo consumistico moderno ha trasformato  la festa dell’Epifania, così come la tradizionale festa di Natale, in scambi di regali e di auguri sciocchi e offensivi nei confronti delle donne, con l’appellativo di Befane! In realtà nell’antichità questa festa era per i cristiani una delle più importanti feste dell’anno perché  simboleggiava la nascita del “Verbo solare”, l’Altissimo Spirito del Sole. Ovvero, era festeggiata la nascita sovrasensibile battesimale del Cristo cosmico che si univa alla Terra, tramite l’incorporazione nel corpo astrale di Gesù di Nazareth attraverso il battesimo con l’acqua da parte del Battista che, con l’andare del tempo, si è perso  sempre più il significato e l’importanza che andava assumendo nei primi secoli del  cristianesimo originario, non solo per i cristiani ma per l’anima umana di tutta l’umanità. Occorre pertanto dire che, se l’umanità non vuole perdere la sua origine divina staccandosi dal mondo spirituale come un ramo secco dall’albero, col rischio di indurirsi sempre più con l’andare del tempo in uno sfrenato egoismo luciferico e materialismo arimanico, e avere invece la possibilità di  elevarsi al rango di  decima gerarchia spirituale  angelica secondo la meta divina, deve riconsiderare il vero significato sia del Natale che dell’Epifania di nostro Signore, ripristinando queste due feste cristiane. Queste due importantissime feste cristiane erano festeggiate anticamente con molta venerazione e devoto rispetto, poiché esprimevano la manifestazione di due nascite divine importanti sia nell’ambito terrestre, sia nell’ambito dell’anima umana, quali archetipi primordiali di tutta l’umanità terrena. Infatti, fino alla metà del quarto secolo, la nascita del Cristo o ‘Epifania del Signore’ era festeggiata appunto il 6 di gennaio, poiché esprimeva per il mondo cristiano antico la nascita battesimale del Cristo-Sole nell’uomo di Nazareth chiamato Gesù, tramite Giovanni il Battista nel sacro fiume Giordano. Giovanni l’Evangelista ne fa menzione nei primi passi del suo vangelo, laddove egli afferma che il “Logos divino” (la Parola creatrice) si fece carne e visse per tre anni sulla Terra come uomo tra gli uomini, fino a compiere l’estremo sacrificio della croce e sperimentare la morte umana, un’esperienza  che fino ad allora era incomprensibile per gli Dei superiori. Gli Dei comprendevano la nascita dell’uomo, ma non la morte, poiché non esiste nel mondo spirituale. Solo il sacrificio di un Dio molto particolare, che è sempre stato vicino all’umanità fin dai tempi primordiali dell’origine della Terra, risalente a tre eoni o stati di coscienza cosmici molto antichi che chiamiamo “Saturno, Sole e Luna”, in cui l’umanità era ancora tutt’una nel grembo divino, poteva dare loro l’esperienza della morte umana. È solo nel nostro eone terrestre, ovvero verso la metà del nostro quarto stato di coscienza cosmico e durante il quarto periodo di cultura greco-romano dell’anno 1 d.C., che il Cristo ebbe la possibilità da un mondo puro ed elevatissimo di discendere per immergersi nella materialità più densa terrestre per unirsi alla Terra attraverso l’uomo di Nazareth, nel fiume Giordano.  Secondo la Scienza dello Spirito, lo abbiamo conosciuto fin dall’antichità nelle nostre vite passate durante il periodo Paleo Indiano, come “Vishvakarman attraverso  la religione indù dei sette Santi Rishi dell’Oriente. Nel secondo periodo Paleo persiano, tramiteil grande discepolo solare Zarathustra lo abbiamo conosciuto come “Ahura Mazdao”.Poi dopo,nel terzo periodoegizio-caldaico-ebraico,attraverso il grande Profeta e condottiero ebreo Mosè, lo abbiamo conosciuto come Jehovah o Yahve o, come ”Io Sono l’Io Sono”. In ultimo, nel quarto periodo greco-romano, lo abbiamo conosciuto sul piano fisico come “Gesù di Nazareth”, il Messia o portatore del Cristo.

Occorre dunque andare fino all’anno 353 d.C. dove la nascita battesimale del Cristo era ancora commemorata dai cristiani romani, con sacralità e con la più profonda gratitudine insieme alle altre comunità cristiane e ai primi Padri delle chiese mediorientali. Successivamente, con l’editto di Costantino del febbraio 313 d.C. firmato a Milano, il cristianesimo diventava una religione di Stato e quasi subito dopo la sconfitta del suo avversario Massenzio, l’Imperatore Costantino iniziò a trasformare il cristianesimo in una sorta di sincretismo giudaico – pagano – romano, in quanto seguace del culto solare del Dio Mitra. La conversione di Costantino al cristianesimo originario nascente, avvenuta tramite un sogno, durò poco. Questa nascita mistica battesimale era poco compresa dai romani e creava malcontento tra il popolo, che preferiva invece offrire i propri culti agli antichi Dei pagani piuttosto che abbracciare la religione di un Dio morto tramite l’ignominia della croce. Ciò intralciava l’ambizione del potere imperiale di Costantino, per cui ben presto ritornò al culto solare pagano mitraico, fino a quando Teodosio il Grande, decretò la fine di tutte le religioni pagane nel 391. Grazie alla protezione dell’Imperatore Teodosio, la religione giudaico-cristiana si consolidò sempre di più nell’Impero romano e, di conseguenza, l’impulso cristiano originale dell’incarnazione del “Logos creatore” secondo l’evangelista Giovanni, andò perduto. Questo dipese dal fatto che la celebrazione del Cristo-Sole, la cui nascita era festeggiata il 6 gennaio, venne spostata da papa Liberio il 25 dicembre del 354, e al suo posto venne commemorata la “nascita verginale” di Gesù bambino, nato dall’intervento divino dello Spirito Santo attraverso la Vergine Maria di Nazareth, discendente della casa di Davide e risalente fino a Dio, quale archetipo divino dell’umanità e figlio dell’Elohah Yahveh o Jehovah.1  In questo modo la teologia romana cristiana, dall’anno 354 in poi, perse la nascita del Cristo cosmico come “nascita battesimale”, e accolse al suo posto, la “nascita virginale” di Maria (del vangelo di Luca), la cui discendenza è fatta risalire dall’evangelista Luca fino ad Adamo e da questi a Dio. Pertanto, il vero cristianesimo ritornò nell’ombra dei misteri, dove per vie esoteriche sotterranee, emerse nel tredicesimo secolo tramite l’altissima personalità cristiana di Cristian Rosenkreuz. Secondo Rudolf Steiner, i Maestri2 dell’umanità che guidano l’evoluzione terrestre dello sviluppo umano da un’epoca all’altra, fecero fluire nel XIII secolo in un luogo segreto dell’Europa tutta la loro conoscenza attraverso un rituale particolare di formule magiche nell’anima di Cristian Rosenkreutz. Egli divenne in tal modo come trasparente e, staccandosi dal corpo, incontrò l’Entità del Cristo-Sole nel mondo spirituale che accolse la conoscenza insufflatagli dai dodici Maestri dell’umanità,  trasformandola completamente  e rinnovandola in un nuovo cristianesimo in vista dello sviluppo dell’anima cosciente3, iniziato nel XIV secolo. A causa dei dogmi teologici persecutori nati nella Chiesa cattolica contro qualsiasi corrente od ordine spirituale che non giurasse sottomissione alla Chiesa romana (vedi i Templari), questo nuovo cristianesimo rinnovato non poté che manifestarsi soltanto in pochi uomini iniziati rosicruciani nel XVII secolo in Germania, come corrente esoterica della Rosa-Croce. Soltanto nel XX secolo, grazie al fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner, uno dei più elevati Iniziati cristiani chiaroveggenti rosacruciano e discepolo del Cristo, questa corrente esoterica si diffuse a tutti gli uomini di qualsiasi razza e ceto sociale. Oggi grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, possiamo accogliere queste due feste cristiane con la dovuta  devozione e con la giusta comprensione di che cosa esse debbano significare per ognuno di noi che voglia riconoscersi quale vero seguace del Cristo e per l’intera umanità, affinché possiamo evolvere nella giusta direzione della meta divina stabilita da Dio fin dal primo periodo dello stato di coscienza cosmico dell’antico Saturno. Grazie all’Antroposofia possiamo oggi  rispondere alla famosa locuzione posta dal quadro del pittore francese Paul Gauguin nel 1987, il quale pone il massimo quesito dell’uomo: “Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?

Collegno, gennaio 2024                                                          Antonio  Coscia

Note   Antroposofiche

1      Jehovah  o Jahvè, è un elevata Entità divina spirituale appartenete alla seconda gerarchia divina degli Spiriti del Sole che vengono comunemente chiamati Potestà o Exusiai e dalla Scienza antroposofica “Spiriti della Forma”, poiché sono le Entità spirituali che stanno dietro ad ogni forma fisica. Ovvero, dietro a ogni forma fisica esistente nell’universo planetario, operano con le loro forze formative questi altissimi spiriti solari cui nella Bibbia ebraica sono chiamati “Elohim” (Dei o Divinità)  che sono attivi nel primo capitolo della Genesi cui descrive la creazione del mondo ispirati dall’Altissimo Dio solare che nel primo verso recita così: «In principio Dio creò il cielo e la terra.  La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l’abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque» (Genesi 1,1-2). Ora lo Spirito divino che aleggia sulle acque (mondo Astrale), era il Cristo, ossia l’Io Sono l’Io Sono o, il secondo aspetto della Trinità Divina Superiore che conosciamo come antonomasia di Dio Figlio. Egli quale “Guida e Archetipo superiore” di tutte le divinità gerarchiche del mondo planetario e per altri aspetti del mondo stellare, opera come guida ispiratore nei confronti degli Elohim creatori solari che secondo la Scienza dello Spirito, sono sette. In  ogni gerarchia spirituale operano difatti sette spiriti  guida e possiamo qui pensare che Jehovah o Jahvè è il centro, la guida centrale dei sei Elohim creatori cui ebbe il compito di sacrificare la sua parte divina  come guida solare, per trasferirsi sulla Luna dove assunse il compito di completare la creazione dell’Uomo androgino primigenio originario (Adam Kadmon) creato dai sette Elohim solari,  da cui derivò poi l’Uomo di Terra, cioè Adamo. Possiamo ancora aggiungere per quanto in una nota si possa dire,  che Jehovah non ha solo avuto il compito di creare l’uomo di Terra e diventare la guida del popolo ebraico antico, ma ha il compito di contrastare dalla fortezza lunare le forze luciferiche che operano dal sole e quelle dell’ottava sfera4 astrale entro la quale operano le forze negative di Lucifero e di Arimane. Egli ha inoltre il compito in un lontano futuro di unire la Luna alla Terra e, in un futuro ancor più lontano, la Terra e la Luna con il Sole; dopodiché si unirà definitivamente con i suoi fratelli solari in un’evoluzione superiore.

2      I Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, sono una cerchia di  uomini evoluti che hanno già superato di molto l’evoluzione normale umana e che appartengono a diverse classi dei dodici Bodhisattva della loggia Bianca terrestre. Essi sono al servizio del Cristo e operano costantemente per il bene dell’umanità, di cui cinque operano dal mondo spirituale e sette sono sempre presenti nel mondo fisico. I sette Bodhisattva che operano sul piano fisico sono: “Maestro Gesù (l’antico Zarathustra), Cristiano Rosacroce (l’antico Lazzaro-Giovanni), Manes, Buddha, Bodhisattva Maitreya,  Sciziano e Novalis (vedi lo schema sotto del Settogramma dei Maestri, tratto dal libro di Serghei O. Prokofieff: “La nascita dell’esoterismo cristiano nel XX secolo” e “Rudolf Steiner e i Maestri del cristianesimo esoterico” – Ed. Widar).). I Bodhisattva occidentali al contrario di quelli orientali che diventando dei Buddha, non s’incarnano più nel mondo fisico, seguono invece il Cristo fino agli adempimenti dei tempi dell’eone terrestre.

3      L’Anima cosciente o  dell’intelletto è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana, cui  l’«io risvegliato» può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In sintesi, è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo  dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (pag. 56-57-58).

 4       È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera in quanto richiede una preparazione accurata della Scienza dello Spirito o antroposofia. In questa nota possiamo dire che l’evoluzione cosmica umana si svolge attraverso sette stati o sfere cosmiche di coscienza che la Scienza dello Spirito chiama: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Ognuno di questi stati  di coscienza cosmici passa a sua volta attraverso come dire sette sottostati di coscienza chiamati “Stati di vita, di forma, di Epoca e  periodi di cultura”.  In tutti questi sottostati di coscienza qualcosa resta indietro come scoria animica elementare secondo gli stati di forma menzionati, che in questo caso dobbiamo attribuire in particolare allo stato di coscienza dell’antica Luna. Pertanto nell’evoluzione seguente, queste scorie agiscono da freno, da contrasto nei riguardi dell’evoluzione normale, come fosse una sfera a sé. Da questa sfera  agiscono delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli stati di coscienza planetari antichi che, cercano in tutti i modi di porre fine all’evoluzione terrestre rubando per modo di dire la materia terrestre quale creazione degli spiriti della Forma o Elohim solari, per fare di questa loro sfera spettrale, una sfera malefica secondo il loro volere anticonformista verso gli Dei del progresso e dell’evoluzione normale. Rudolf Steiner tenne a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O.254), una conferenza dove dice che l’ottava sfera  si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, costituita da immagini-visionarie dell’antica Luna che Lucifero e Arimane cercano di riempire con della materia terrestre che vogliono sottrarre a Yahve e alla libera volontà umana, in modo da estinguere l’esistenza terrestre. In ciò potrebbero riuscire se Yahve e gli spiriti della Forma normali non avessero preso delle precauzioni, contrapponendogli la nostra Luna fisica, la quale essendo costituita di materia molto condensata, fa sì che Lucifero e Arimane vengano fermati. Ciò non è valido nei confronti dell’uomo, dove essi possono carpire questa materia, animica tramite la volontà visionaria umana, ossia verso quegli uomini che sviluppano una chiaroveggenza ottusa fatta appunto d’immagini illusorie che non rispecchiano la realtà del mondo spirituale, ma una realtà animica illusoria. Per meglio dire, il maggior apporto d’immagini-visionarie che serve a Lucifero e ad Arimane, può essere preso dal capo umano (spiritualmente),  quando attraverso delle vie spirituali  occulte sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata, cioè un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse antiche (luciferiche appunto) e non tramite una via esoterica come può essere quella dell’Antroposofia o Scienza antroposofica cristiana-rosicruciana. 

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