
Rappresentazione schematica del corpo astrale
«La forza che penetra come goccia divina nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (La Scienza Occulta). Rudolf Steiner
3. Il corpo astrale
Riassumendo brevemente, abbiamo detto che il primo elemento costitutivo della natura umana, è il corpo fisico visibile, che appare ai nostri occhi come un’immagine materiale appartenente ad ogni individuo del quarto regno naturale della categoria umana. Tuttavia, abbiamo sottolineato che questo corpo fisico umano, non rappresenta il vero corpo fisico dell’uomo. Il vero corpo fisico è ciò che abbiamo definito come “fantòma” o (fantasma), ovvero l’archetipo di calore creato dal sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà. Il corpo fisico è l’elemento più perfetto della natura umana, poiché ha attraverso quattro stati di coscienza cosmici e quattro trasformazioni, passando dagli stati di calore, aria e acqua fino a trasformarsi nello stato solido terrestre. Inoltre, deve passare attraverso altre metamorfosi cosmiche, per raggiungere uno stato cosmico di coscienza futuro remoto chiamato “Vulcano”, dove sarà completamente trasformato in un arto divino superiore noto come “Uomo Spirito o Atma”. Abbiamo poi detto che il corpo fisico può sussistere se è compenetrato dal secondo arto della costituzione umana che abbiamo chiamato corpo eterico o vitale, diversamente verrebbe completamente distrutto dalle forze naturali. Come per il corpo fisico, anche per il corpo eterico va detto che non è il vero corpo eterico, poiché furono sottratti dagli Dei superiori i due eteri cosmici, cioè l’etere del suono e l’etere della vita, cui verranno restituiti all’uomo quando sarà più maturo per vivere la realtà spirituale senza che ciò possa condizionare il suo libero arbitrio.7 Arriviamo così a un nuovo elemento costitutivo dell’uomo che compenetra il corpo eterico, cui alla percezione del corpo fisico e alla impressione del corpo eterico, segue ora la sensazione di un terzo elemento animico. Questo nuovo elemento animico della natura umana che appare appunto al veggente osservando l’uomo, è il “Corpo astrale”. Il corpo astrale è, come citato, il terzo arto della costituzione umana che fu donato dagli Spiriti del Movimento o Virtù durante il terzo stato di coscienza cosmico dell’antica Luna. È un elemento animico corporeo molto complesso, al quale gli Dei della seconda gerarchia aggiunsero durante lo stato lunare i germi dell’anima senziente e dell’anima razionale; in un secondo tempo successivo, durante lo stato di coscienza cosmico terrestre, aggiunsero quelli dell’anima cosciente; ovvero i germi dell’anima umana inferiore dell’uomo. Durante l’Epoca Lemurica gli Elohim solari o Spiriti della Forma (Potestà), fecero fluire una parte del loro fuoco divino, ossia l’Io umano, nel corpo astrale dell’uomo proveniente dall’antica Luna. Sicché l’uomo che nell’antico stato lunare proveniva da un regno animale, fu elevato al regno umano. Per cui l’Io umano o l’Individualità superiore, iniziò a lavorare e a trasformare in modo incosciente il corpo astrale, estraendo e risvegliando i germi animici dell’anima umana, ovvero l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Dopodiché verso la metà dell’Epoca Atlantica, lasciò questo compito di perfezionamento all’io inferiore, ispirando l’uomo dal mondo spirituale. Questo compito continua tuttora, anche se non del tutto consapevole per la maggior parte degli uomini, nei riguardi di un altro elemento animico superiore della costituzione animica dell’uomo. Questo sviluppo animico dell’uomo ebbe inizio col periodo Paleo-persiano, dove l’io umano in modo incosciente sviluppò il corpo astrale o possiamo dire il “corpo animico o senziente”. Poi dopo, nel periodo egizio-caldaico, continuò lo sviluppo dell’anima senziente e nel periodo greco-romano, quello dell’anima razionale. Infine, dal 1413 circa in poi, ha iniziato lo sviluppo in cui siamo tuttora dell’anima cosciente che terminerà nel 3573 circa, ovvero alla fine del quinto periodo di cultura della nostra quinta Epoca Postatlantica.8 Dopodiché l’io inferiore e l’Io superiore si ri-uniranno insieme, per purificare e sviluppare in modo cosciente, una parte del corpo astrale in Sé spirituale o Manas; una parte del corpo eterico in spirito Vitale o Budhi; e una parte del corpo fisico in Uomo spirito o Atma. Occorre però dire che questo sviluppo corporeo inferiore, avverrà simultaneamente insieme allo sviluppo morale della coscienza umana. Per cui alla trasformazione dei corpi umani, segue anche lo sviluppo della coscienza morale, trasformando l’anima cosciente in anima immaginativa; l’anima razionale in anima ispirativa e la trasformazione dell’anima senziente in anima intuitiva.
Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia”, diversamente dal libro “La Scienza Occulta”, fa una distinzione più dettagliata della natura animica e spirituale dell’uomo. Egli aggiunge al corpo eterico un terzo elemento animico che non è ereditato dai genitori, ma è un’entità animica interiore donata all’uomo come citato, dagli Spiriti del Movimento o Virtù creatrici durante l’eone lunare e, che chiamiamo corpo astrale. Il corpo astrale come possiamo vedere ha due aspetti: quello animico corporeo-senziente che è congiunto al corpo eterico e al corpo fisico e, che ereditiamo da una coppia di genitori umani maschio-femmina. Dall’altra, quello animico-senziente che è l’anima umana la quale è formata da anima senziente, anima razionale e anima cosciente. Pertanto, per meglio chiarire questo aspetto, diciamo che l’uomo è costituito da un corpo fisico e un corpo eterico, a cui si aggiunge un terzo elemento che è il corpo animico senziente e di un quarto elemento che è l’anima senziente. Quest’ultima sporge al di fuori del corpo eterico ed è limitata dal corpo animico-senziente che Rudolf Steiner definisce come un elemento animico che è come dire, una parte più sottile del corpo eterico. Ripetendo brevemente in modo più semplice questo concetto, diciamo che il corpo animico (figura astrale) è strettamente congiunto: da una parte al corpo eterico e, dall’altra, all’anima senziente, costituendo con quest’ultima un’unità animica-spirituale essendo essi della stessa sostanza astrale. Per questo sono considerati come il terzo elemento costitutivo della natura umana dell’uomo che chiamiamo “Corpo astrale”.
La differenza tra il corpo animico e l’anima senziente può essere chiarita in questo modo: il corpo animico è un elemento corporeo-senziente che, alla percezione del corpo fisico e alla impressione del corpo eterico, aggiunge a essi la “sensazione”. D’altra parte, invece, l’anima senziente segue alla semplice sensazione corporea un’attività cosciente (seppur ancora ottusa di sogno) che suscita in essa un’esperienza interiore di sentimenti di piacere o dispiacere, impulsi di brame, passioni, ecc. Tutto ciò fa sì che nell’anima si crei attraverso i processi corporei, un mondo interiore a sé, costituito da tutte le esperienze vissute nei quattro regni della natura, formando così in ogni individuo il carattere di una coscienza istintiva non ancora illuminata dalla ragione: ovvero dall’anima razionale, il quinto elemento animico umano. Per questo il corpo astrale è il terzo organo della costituzione umana e rappresenta l’anello di congiunzione attraverso cui l’anima si manifesta quale strumento dello spirito, unendo il mondo fisico al mondo spirituale. Anche gli animali posseggono un corpo astrale e, di conseguenza, un’anima senziente.9 Tuttavia, nell’uomo, l’anima senziente entra in rapporto d’azione non solo con il corpo fisico, ma anche con lo spirito pensante, cioè l’io umano, formando così dei pensieri intorno alle proprie sensazioni; ciò che invece l’animale non può fare. L’animale segue istintivamente qualsiasi sensazione, giacché, pur essendo attraversato da pensieri, non può coglierli e renderli autonomi, in quanto non possiede l’io. Dal libro Teosofia, prendiamo un estratto in modo da rendere più chiari questi concetti, laddove a pag. 34, Rudolf Steiner scrive:
«Per l’anima senziente l’uomo è affine all’animale. Anche nell’animale osserviamo l’esistenza di sensazioni, impulsi, istinti e passioni. Ma l’animale li segue immediatamente. In lui essi non vengono attraversati da pensieri autonomi, trascendenti l’esperienza immediata. Lo stesso accade fino a un certo punto anche nell’uomo poco evoluto. La semplice anima senziente è perciò diversa dal superiore e più evoluto elemento animico che pone il pensiero al proprio servizio. L’anima servita dal pensiero si chiamerà “anima razionale”. L’anima razionale compenetra l’anima senziente. Chi possiede l’organo capace di “vedere” l’anima, vede dunque l’anima razionale come un’entità particolare rispetto alla semplice anima senziente» (ibidem).
Qui Rudolf Steiner, come vediamo, congiunge all’anima senziente un quinto elemento animico che definisce la parte pensante dell’anima, che chiama “anima razionale” e che, in un altro contesto, chiama “anima razionale o affettiva”. Ciò perché l’anima razionale o affettiva ha un duplice aspetto: quello di volgersi verso il basso, verso le brame, i desideri e gli attaccamenti terreni cui è spinta dall’anima senziente a cui è strettamente unita, e verso l’alto, cercando la verità sulla sua esistenza, offrendosi come strumento alle ispirazioni dello spirito, in quanto strettamente unita con un sesto elemento animico-spirituale: l’anima cosciente.10 Quanto più l’anima razionale si eleva moralmente verso l’alto, aprendosi alla verità del mondo dello spirito cosmico, tanto più nobilita il suo essere in modo che in lei risplende lo spirito eterno. L’anima razionale, o della ragione, è come abbiamo visto un’entità pensante superiore alla semplice anima senziente e rappresenta il nucleo dell’anima umana attraverso cui l’io o lo spirito pensante si manifesta come un individuo autonomo e libero. All’anima razionale si congiunge, come citato, un sesto elemento che abbiamo chiamato l’anima cosciente, la quale a sua volta è strettamente unita all’anima superiore o Sé spirituale. L’anima cosciente, dunque, è il sesto elemento animico dell’anima umana ed è il nocciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima; il sacrario profondo dell’anima, dove l’uomo deve autoconoscersi come un essere divino proveniente da Dio. Dal libro “La Scienza Occulta” prendiamo un estratto dove Rudolf Steiner scrive:
«Niente di esterno ha accesso a quella parte dell’anima umana di cui ora parliamo [l’anima cosciente]. È il “santuario nascosto” dell’anima, in cui può riuscire a penetrare solo un essere che sia della stessa natura di essa. “Il Dio che abita nell’uomo quando l’anima stessa si riconosce come io”. Come l’anima senziente e l’anima razionale vivono nel mondo esterno, così un terzo elemento dell’anima si immerge nel divino, quand’essa arriva alla percezione della sua propria essenza … L’uomo può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. L’uomo raggiunge per mezzo di questo terzo elemento della sua anima, una conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno. Per questo la Scienza Occulta chiama questo terzo elemento dell’anima: anima cosciente. E considera la parte animica dell’uomo costituita da tre elementi: l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Così come la parte corporea è costituita da tre elementi: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale (ibidem, pag. 55-56).
Riassumendo ancora una volta abbiamo detto che il corpo astrale è il terzo componente animico della costituzione umana, il quale compenetra il corpo eterico e il corpo fisico. A sua volta il corpo astrale similmente ai due ultimi componenti, si suddivide in tre elementi animici: l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Questi tre elementi animici a loro volta formano nell’uomo un’unità animica-spirituale a sé stante quale entità autonoma o anima umana, entro la quale si manifesta il quarto elemento della costituzione dell’uomo, ovvero l’io umano. “Come il corpo fisico e il corpo eterico si offrono all’anima per servirla, così l’anima a sua volta si offre all’io per servirlo quale anello di congiunzione tra il mondo spirituale e il mondo materiale. L’anima è uno strumento attraverso il quale l’io può realizzare la sua meta, rappresentando la decima gerarchia umana-divina. È importante aggiungere che anche il corpo astrale, come il corpo eterico e il corpo fisico, non costituisce il vero corpo astrale. Questo perché la sua parte originaria fu sottratta dagli Dei durante l’Epoca Lemurica.” (3. continua)
Collegno, maggio 2024 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
7 Se l’uomo vivesse nei suoi elementi corporei, animici e spirituali originari, vivrebbe costantemente a contatto col mondo spirituale. Egli vedrebbe in ogni cosa che lo circonda le “entità” spirituali che operano dietro ed entro i quattro regni naturali. Se così fosse, l’uomo non sarebbe tentato dalle forze dell’ostacolo, in quanto che sarebbe in ogni momento sotto la protezione del suo Angelo custode; sarebbe pertanto impossibile dire o compiere qualcosa d’immorale. In questo caso non potrebbe sviluppare il suo libero arbitrio e distinguere il bene dal male. Così non potrebbe raggiungere la sua meta divina come “Entità libera e autonoma”, ma sarebbe solo un semplice specchio divino. Ecco perché le Divinità superiori decisero diversamente, facendo sì che l’uomo fosse tentato dagli spiriti degli ostacoli. Questo gli permette di sviluppare forze superiori attraversando le sue diverse incarnazioni tramite prove, sofferenze e dolori fino a raggiungere lo stato di coscienza morale di decima gerarchia divina, autonoma e libera.
8 Nella nota (1) abbiamo già in parte spiegato l’evoluzione settemplice umana. E abbiamo detto che l’uomo deve poi passare attraverso sette Epoche, cioè: Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica. Qui dobbiamo aggiungere che in ogni Epoca, l’uomo deve attraversare sette periodi di cultura di cui ognuno di 2160 anni. Pertanto, dopo il “Diluvio universale” che dobbiamo fissare la fine dell’Epoca Atlantica, l’uomo entrò nella quinta Epoca Postatlantica, della quale sono passati quattro periodi di cultura, di cui l’ultimo fu il periodo greco-romano. Attualmente siamo dunque come citato, nel quinto periodo che terminerà nel 3573, dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura, sotto il segno dell’Acquario.
9 Gli animali, sono come dire una scoria dell’uomo-animale evolutosi sull’antica Luna, il quale era allora assai diverso degli animali attuali. Pertanto, è naturale che anche in loro ci sia una parte animica senziente che, pur essendo attraversata da pensieri, l’animale non può coglierli e renderli autonomi in se stesso, in quanto il suo “io” non è presente nel mondo fisico come pe l’uomo, ma è un’anima di gruppo esistente nel mondo astrale; se così non fosse sarebbe un uomo. Il mondo vegetale e minerale, sono anch’essi delle scorie umane non evolutosi, lasciate indietro dall’uomo. Noi uomini dobbiamo al sacrificio dei nostri fratelli umani rimasti indietro, se abbiamo potuto salire più in alto nella sfera dei tre regni naturali inferiori.
10 L’Anima cosciente o anima dell’intelletto è la quintessenza dell’anima umana, attraverso la quale l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana. Tramite questa essenza, l’«io risvegliato» può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. Nel libro la «Scienza Occulta», Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore … estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (ibidem, pag. 56-57-58).
