
Rappresentazione astratta della luce divina del Cristo-Sole
“Questa preghiera nasce come invocazione devota alla Luce del Cristo‑Sole, affinché possa riscaldare il cuore umano e illuminare il pensiero, guidando l’anima verso una più alta armonia interiore. È un appello rivolto a tutti gli uomini di buona volontà, affinché operino nella vita sociale con spirito di fraternità, seguendo l’impulso rosacruciano di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza”.
Preghiera al Cristo-Sole1
Luce divina, Cristo‑Sole,
riscalda il mio cuore
e illumina il mio capo.
Possa il Tuo calore, o mio Dio,
concedermi la forza
di sciogliere e trasformare
l’egoismo nel mio cuore.
Possa la Tua Luce di Sapienza,
la Tua Luce di Verità,
donarmi la forza
di dissolvere le tenebre
e l’egoismo nel mio capo.
Affinché io possa realizzare in me
il giusto discernimento,
il giusto equilibrio,
la perfetta armonia;
e possa agire in questo mondo
con il mio pensare, sentire e volere
colmi d’amore.
Possa io, con il Tuo aiuto,
sviluppare in me
le giuste forze2,
cosicché possa essere degno
di divenire, un giorno,
un Tuo vero discepolo.
Collegno, ottobre 2019 – Agg. aprile 2025 – agosto 2026 Antonio Coscia
Note Integrative
1 Questa preghiera implorativa al Cristo‑Sole può essere utilizzata anche come semplice preghiera meditativa, pur non possedendo ancora le basi necessarie per la pratica della vera meditazione esoterica. È indispensabile sviluppare in noi una sincera devozione e un autentico amore per la Luce divina del Cristo. Se recitata con uno stato d’animo puro, è possibile percepire — secondo la sensibilità psichica individuale — una condizione di benessere che avvolge tutto il nostro essere. Prima di procedere con l’invocazione meditativa, occorre impegnarsi a far tacere i pensieri caotici generati dalle preoccupazioni quotidiane, fino a raggiungere uno stato di calma e di silenzio interiore. Immaginiamo quindi di incontrare, nel mondo astrale adiacente alla Terra, il Cristo nella Sua figura luminosa ed eterica; visualizziamo il nostro corpo astrale — ossia la nostra anima — in parte oscurato dalle impurità karmiche. Con un atteggiamento colmo di venerazione, possiamo immaginare che la Luce del Cristo ci venga incontro e ci illumini, compenetrandoci come una fiamma splendente. Possiamo percepire il calore spirituale nel nostro cuore e avvertire il nostro egoismo dissolversi, trasformandosi in un impulso d’amore verso il mondo. Allo stesso modo, immaginiamo che la Luce del Cristo, illuminando e riscaldando il nostro cuore, dissipi la tenebra del nostro capo, rischiarando tutto il nostro corpo astrale con la Sua Luce divina. I nostri pensieri, ora purificati dalla Luce del Cristo, possono fluire nel mondo permeati d’amore. Soffermiamoci per un attimo in noi stessi con questi pensieri e, nella calma interiore, cerchiamo di sentirci completamente compenetrati dalla Luce del Cristo. Attraverso di essa possiamo sentirci vivificati nello spirito, risanati nell’anima e fortificati nel corpo, così da poter essere più attivi e utili non solo verso coloro che ci sono karmicamente più vicini, ma anche verso chi non è ancora legato a noi da un vincolo karmico: tutti coloro che incontriamo quotidianamente nella nostra comunità umana. Al termine di questa riflessione, lasciamo che ogni attività animica si plachi, riportando nuovamente il silenzio nell’anima. Rimaniamo in questo stato di quiete per alcuni minuti, finché gradualmente ritorniamo alla nostra normale attività quotidiana. L’intero esercizio dovrebbe durare tra i 15 e i 20 minuti, a seconda della forza di concentrazione individuale, e va sempre svolto con moderazione, evitando eccessi che potrebbero provocare mal di testa. È necessario ripetere questa pratica finché i pensieri erranti, le preoccupazioni e ogni altra distrazione non vengano domati e ricondotti nel profondo, permettendo il raggiungimento del giusto silenzio dell’anima. Inoltre, è importante imparare a concludere l’esercizio seguendo un senso interiore del tempo, senza ricorrere all’orologio come strumento meccanico.
2 Sono le forze di sacrificio che possono essere sviluppate solo tramite la sofferenza e il dolore animico cosciente, quando cioè si diventa maturi per seguire l’esempio del Cristo.
