La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo II

Immagine di Gesù di Nazareth nell’ultima cena di Leonardo da Vinci

«Il Cristo sposa la morte, che sulla terra è divenuta l’espressione caratteristica dello Spirito del Padre (…). L’immagine della morte diventa così ingannevole, poiché essa si trasforma nel seme di un nuovo Sole nell’universo. Se sentiamo che la morte sulla croce diventa il seme dal quale germoglia un nuovo Sole, allora comprendiamo anche come l’umanità sulla terra abbia percepito e intuito giustamente quell’evento come il momento di transizione più significativo nell’evoluzione dell’umanità»

(Rudolf Steiner, O.O.112, pag.254)

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo II

    Il cristianesimo, secondo Rudolf Steiner, non può quindi essere considerato semplicemente una dottrina di saggezza, simile alle altre religioni popolari. Esso ha conferito un significato universale a tutta l’evoluzione della Terra, un significato che dobbiamo sforzarci di comprendere nella sua profonda portata. Questo si manifesta nella morte e resurrezione che il Cristo ha compiuto sulla collina del Golgota, evento che definiamo “il Mistero del Golgota”. Tuttavia, comprendere pienamente questo Mistero del Golgota, sia dal punto di vista storico sia da quello spirituale, è arduo senza aver sviluppato in noi delle facoltà superiori come l’Immaginazione, l’Ispirazione e l’Intuizione. Rudolf Steiner, in qualità di eminente iniziato cristiano rosicruciano, ha reso possibile, attraverso la Scienza dello Spirito e la sua facoltà straordinaria di chiaroveggenza, accogliere e penetrare il significato del Mistero cristiano. Questo avviene attraverso differenti punti di vista, rappresentativi dei vari aspetti misteriosofici, espressi nei diversi libri cristologici che possiamo studiare nell’Opera Omnia concessaci da Rudolf Steiner, attraverso circa seimila conferenze tenute nella gran parte delle città europee. Abbiamo visto, nel libro di Prokofieff, la menzione di uno di questi aspetti salienti del nuovo cristianesimo moderno: ciò che il Cristo ha compiuto per l’umanità durante la Sua Resurrezione attraverso il Fantoma di Gesù di Nazareth (vedi la nota 7). Ovvero, il Cristo, attraverso il Mistero del Golgota, donò all’uomo un nuovo arto superiore della costituzione umana: un corpo spirituale incorruttibile, o Fantoma superiore8, che permetterà all’uomo di sviluppare una coscienza non solo legata all’io terreno, ma anche tipi di coscienza ancora più elevati, definiti da Rudolf Steiner come: “Coscienza psichica o immaginativa, coscienza super-psichica o ispirativa, e coscienza universale spirituale o intuitiva” (Berlino, 29 ottobre 1903 – GA 93a). Occorre, però, che l’uomo sviluppi prima l’anima cosciente9 e, attraverso di essa, lavori alla trasformazione della sua costituzione inferiore, ovvero il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico, mediante la trasformazione delle sue facoltà di pensare, sentire e volere10 con l’aiuto del suo Io superiore. Questa collaborazione con l’Io superiore avverrà, appunto, tramite lo sviluppo dell’anima cosciente, attraverso la quale l’uomo realizzerà in sé un’autocoscienza libera e autonoma, avente un aspetto divino. Grazie a questa autotrasformazione, egli si unirà dapprima al proprio Io superiore (sviluppando una dimensione microcosmica della coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva) e successivamente raggiungerà il suo vero nucleo umano superiore: il Vero Io.

Anche l’apostolo Paolo di Tarso, continua Sergej O. Prokofieff, sottolinea la morte e la resurrezione del Cristo come il tratto più caratteristico del cristianesimo: «Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto, ma, se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede, e voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini» (1 Corinzi 15,16-19).In questo senso, si può comprendere perché Rudolf Steiner caratterizza il cristianesimo come qualcosa che inizia sì come una religione; tuttavia, secondo il suo essere più profondo è più di qualsiasi religione: «Al suo inizio il cristianesimo fu di certo religione, ma esso è più grande di tutte le religioni (…). È ancora più grande del principio religioso stesso» (O.O. 102, 24.3.1908). Tutte le religioni possono essere considerate religioni di saggezza, miranti a riallacciare l’umanità alla sua originaria sorgente spirituale attraverso nuove rivelazioni di saggezza. Per questo motivo, sono tutte rivolte al passato, cercando di ricondurre gli uomini all’originario paradiso. Il cristianesimo, invece, non si basa essenzialmente sulla saggezza, bensì sull’azione unica e decisiva del Cristo nel Mistero del Golgota e sulle sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità e della Terra. Di conseguenza, il cristianesimo, se compreso correttamente, è orientato completamente al futuro e, nel presente, si manifesta come apocalittico – [ovvero misterioso e profetico; una grande trasformazione, un cambiamento epocale che conduce a una nuova comprensione e a una svolta nell’evoluzione umana e terrestre].  Ma in che cosa consiste chiede Prokofieff, questa azione del Cristo?

Egli risponde dicendo che, Rudolf Steiner ne parla in modo dettagliato attraverso la sorgente della sua indagine spirituale caratterizzandola attraverso il centrale ciclo cristologico del libro “Da Gesù a Cristo” (O.O. 131). In esso descrive come l’Io dell’uomo, la cui coscienza era legata sin dall’inizio alla funzione riflettente del corpo fisico, sarebbe inarrestabilmente andato perduto con il tempo a causa della graduale decadenza di quest’ultimo. Infatti, il cosiddetto “peccato originale”, le cui conseguenze sono legate alla penetrazione delle potenze luciferiche e arimaniche11 durante l’evoluzione umana, portò a un eccessivo indurimento del corpo fisico e a un crescente decadimento verso la morte. Per cui, per l’intera evoluzione dell’umanità, esisteva il pericolo che la coscienza dell’io, la vera e propria conquista dell’evoluzione della Terra, andasse perduta (ibidem, conf. 11.10.1911). Nella stessa conferenza, prosegue Prokofieff, viene inoltre descritto come, senza il mantenimento di questa coscienza dell’io, anche l’Io dell’uomo stesso, con il tempo, andrebbe in rovina. Per questo, Rudolf Steiner poté dire che il Mistero del Golgota, dobbiamo considerarlo come qualcosa di reale, come qualcosa che è avvenuto e che doveva avvenire nell’evoluzione della Terra; esso è infatti letteralmente la salvazione dell’Io umano (ibidem).

  Con questo, Prokofieff prosegue affermando che l’Io dell’uomo [concesso come dono divino dagli Spiriti della Forma o Elohim] quale conquista centrale dell’evoluzione terrestre, non fu salvato soltanto per il periodo di vita nel corpo fisico, ma soprattutto per l’esistenza dell’uomo dopo la morte; in altre parole, per l’intera vita nel mondo spirituale in senso assoluto. In questo modo, all’io terreno stesso o coscienza dell’io, venne conferito un carattere eterno. Tuttavia, egli sottolinea a una condizione imprescindibile: che, già qui sulla Terra, l’uomo stabilisca un rapporto consapevole con il Mistero del Golgota, ossia con il corpo di resurrezione o Fantoma del Cristo.12 Infatti, solo in tal modo l’uomo potrà portare con sé, nel post mortem, una forma del corpo che rimanga pienamente esistente anche nel mondo spirituale, fungendo così da “specchio” per preservare la sua coscienza dell’io nell’ambito soprasensibile. Nei tempi precristiani, una volta che la coscienza dell’io veniva raggiunta attraverso il corpo fisico, era possibile portare con sé di essa nel post mortem solo per quello che si poteva ricordare dopo la morte, il momento della morte o la forma fisica rimasta. Ma ben presto, dopo la morte, questo ricordo sbiadiva per l’anima e, di conseguenza, si assopiva anche il sentimento dell’Io, tanto che già poco dopo si poteva sperimentare il mondo spirituale soltanto come un’ombra. Con il progressivo deperimento del corpo fisico sulla Terra, la coscienza dell’io dopo la morte diventava sempre più debole, al punto che l’Io dell’uomo [ossia l’Io superiore] avrebbe, col tempo, definitivamente perduto la sua immortalità come essere individuale. Pertanto, il problema dell’immortalità della coscienza dell’io dopo la morte poté essere risolto solo grazie alla creazione di un corpo terreno [cioè, il corpo spirituale o Fantoma superiore, come citato]. Questo corpo può esistere sia nell’ambito terrestre, sia in quello soprasensibile, garantendo così il mantenimento della coscienza dell’io umano sia sulla Terra sia nel mondo spirituale.

Questo corpo fisico-spirituale fu creato dal Cristo tramite la sua resurrezione. Esso è l’incrollabile fondamento, continua Prokofieff, della salvazione dell’io individuale umano per l’intero futuro dell’evoluzione terrestre. Per questo Rudolf Steiner in merito al futuro rapporto col Cristo poté dire: «“Il Cristo mi dà la mia essenza umana” questo sarà il sentimento fondamentale che compenetrerà l’anima» (O.O.26, 9.11.1924). Nel libro“Massime Antroposofiche”, al riguardo Rudolf Steiner scrive:

«Il Cristo, dal Mistero del Golgota in poi, è raggiungibile per l’anima umana. E non occorre che i rapporti dell’anima col Cristo rimangano indeterminati e oscuri sentimenti mistici; possono divenire esperienza umana pienamente concreta, chiara e profonda. In tal caso, da questo vivere in unione col Cristo, fluisce nell’anima umana ciò che essa deve sapere sulla sua entità soprasensibile (…). La vita potrà venir cristianizzata dal sentire del Cristo l’essere che dà all’anima umana la veggenza della propria natura soprasensibile» (ibidem, O.O. 26, pag. 92)].

A questo punto, Sergej O. Prokofieff termina questo terzo capitolo, evidenziando l’essere dell’Io umano e l’ulteriore sviluppo della coscienza dell’io.  Questi aspetti hanno una centralità fondamentale per l’essenza stessa dell’Antroposofia, che è indissolubilmente legata al Mistero del Golgota e alle sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità. “Infatti, per l’Antroposofia, la risoluzione definitiva dell’enigma dell’uomo risiede nel Mistero dell’Io umano, che, senza il Mistero del Golgota, non può né esistere né essere compreso. L’Essere del Cristo e la Sua azione unica sulla collina del Golgota costituiscono quindi il fulcro della sua rivelazione. Rudolf Steiner lo sottolinea con queste parole: «Così, per la concezione antroposofica del mondo, l’Entità del Cristo appare come il punto centrale nell’intero quadro complessivo della reincarnazione, della natura dell’uomo, dell’osservazione del cosmo e così via. Chi considera la concezione antroposofica nel modo giusto deve dirsi: “Io posso considerare tutto questo, ma posso comprenderlo soltanto se immagino l’intero quadro convergere verso il punto centrale: il Cristo (…). Così è la concezione antroposofica del mondo: noi tratteggiamo un grande quadro dei diversi fatti del mondo spirituale; poi vediamo la figura principale, il Cristo, e solo allora comprendiamo tutti i singoli particolari del quadro”» (O.O. 112, 30.6.1909; pag. 130).

Prokofieff continua dicendo che, oggi, l’Antroposofia è la corrente centrale del cristianesimo esoterico. Essa è cristiana, non solo perché Rudolf Steiner ha tenuto molte conferenze su temi cristologici e ha dato moltissimo per la comprensione del Mistero del Golgota, dei Vangeli e dell’Essere del Cristo nei suoi aspetti terrestri e cosmici, ma perché il metodo di ricerca e di conoscenza dell’Antroposofia stessa è cristiano, sia che si tratti di temi cristologici o di temi che sembrano molto distanti da essi. Infatti, l’origine dell’Antroposofia risiede nell’essere della resurrezione stessa. Perciò, l’intero processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensiero sui contenuti scientifico-spirituali. Poi, con l’estensione di questo processo all’ambito del sentire e, infine, del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantoma nell’essere dell’uomo, conducendo al reale incontro con il Vero Io del Cristo nella sfera della resurrezione.

Ma che cos’è questo nuovo Fantoma che viene immesso nell’uomo durante il discepolato della disciplina esoterica antroposofica? E da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui il Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota? Prokofieff non affronta questo tema nel suo libretto “Che cos’è l’Antroposofia?”. Egli approfondisce questi argomenti in altri libri, come ad esempio “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia”. In quest’opera, «l’autore disegna una grande immagine differenziata delle possibilità di sviluppo e dei compiti risultanti dall’evento della Pasqua per il singolo uomo e per l’umanità. Un ulteriore capitolo tratta del Mistero del Sabato Santo, che unisce i due poli del Mistero del Golgota: la morte e la resurrezione. Nell’appendice viene osservato il fenomeno delle stigmate dal punto di vista dell’antroposofia» (Da: “Le opere di Sergej O. Prokofieff” – Widar Edizioni). (II. Continua)

Collegno 3 maggio 2020                                                                   

Aggiornato aprile 2025                                                                              Antonio    Coscia

Note   Antroposofiche

8   Il Fantoma superiore è un corpo di calore luminoso spirituale più sottile rispetto al fantòma umano normale. Esso è stato donato all’uomo dagli Spiriti della prima gerarchia superiore, ovvero i Troni o Spiriti della Volontà. Questo corpo forma un’unità con il fantòma umano inferiore e rappresenta il corpo spirituale con cui Cristo è risorto dalla morte la Domenica di Pasqua. È lo stesso corpo con cui Egli apparve a Paolo sulla via di Damasco, lasciandolo accecato per tre giorni. (Vedi anche la nota 2 dell’articolo precedente).

9   Vedi la nota (9) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” sul blog “Pensieri Antroposofici dell’anima”.

10   Il pensare, il sentire e il volere sono tre facoltà dell’anima attraverso le quali l’io terreno si manifesta come Personalità umana, ovvero coscienza dell’io. Tuttavia, la Personalità umana o coscienza dell’io può sussistere solo nel mondo fisico, poiché il corpo fisico tiene unite queste tre forze animiche in un tutt’uno organico. Nel momento in cui l’uomo attraversa la porta della morte, esse si separano e si uniscono alle loro forze archetipiche originarie facendo sì che l’uomo o io terreno, cada nell’oblio o, meglio, nell’incoscienza; come succede di notte quando l’anima abbandona nel letto il corpo eterico e il corpo fisico.  Per questo come citato nel terzo capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff, l’uomo ha bisogno di un sostegno nel mondo spirituale al fine di mantenere integra la sua coscienza dell’io.  Queste tre facoltà animiche si manifestano nell’uomo come anima razionale in relazione al pensiero, anima senziente in relazione al sentire e anima cosciente in relazione al volere. Possiamo ancora aggiungere che il pensare è in relazione al corpo astrale, il sentire al corpo eterico e il volere al corpo fisico. Per questo lo sviluppo dell’anima cosciente fa parte dei misteri iniziatici della volontà umana; per cui al fine di realizzare l’illuminazione e il giusto sviluppo dell’anima cosciente in anima immaginativa, occorre rafforzare la volontà e nello stesso tempo la forza morale accogliendo in sé l’impulso del Cristo. 

11   Le forze luciferiche, sono Angeli rimasti indietro a livello umano, durante l’evoluzione dell’eone cosmico o incarnazione passata del nostro cosmo planetario, il cui capo è Lucifero (Demonio). Le forze arimaniche, sono Arcangeli rimasti indietro a livello angelico, durante due incarnazioni passate del nostro cosmo planetario. (Vedi anche le note (24-25) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

12    Il Fantoma del Cristo, ovvero il corpo di resurrezione con cui Egli risorse dopo la morte sul Golgotha il giorno di Pasqua, è una trasformazione ed elevazione del fantòma ripristinato di Gesù di Nazareth a una forma superiore spirituale di sostanza di calore, luce e amore (Agape) del Cristo. Paolo di Tarso fu accecato da questo corpo di resurrezione del Cristo, sulla via di Damasco. (Vedi anche la nota (20) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

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