
Le tre croci (Pasqua); acquarello di Rudolf Steiner, aprile 1924
«Ciò che abitualmente viene definito corpo umano, dopo la morte dal punto di vista fisico-materiale va in rovina. Si dissolve negli strati superiori della Terra, tuttavia non la somma delle forze, che tiene unito il corpo fisico nella forma (il Fantoma). Questa [forma-fantòma], potete trovarla nel settimo strato terrestre, il cosiddetto specchio della Terra (…). Effettivamente questo settimo strato è una specie di serbatoio delle forme che rimangono. La materia [corpo umano] va in rovina, tuttavia la forma [il Fantoma] rimane conservata (O.O. 96, 16.4.1909; Rudolf Steiner).
La coscienza dell’Io e il corpo di resurrezione del Cristo III
Per rispondere alle due domande che ci siamo posti nell’articolo precedente (cos’è questo nuovo Fantoma che viene immesso nell’uomo durante il discepolato della disciplina esoterica antroposofica? E da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui il Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota?) è necessario fare una breve digressione rispetto al tema principale del libro di Sergej O. Prokofieff, Che cos’è l’Antroposofia? Occorre dire che Prokofieff ha già cercato di fornire una risposta molto esauriente nei suoi due libri: “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia” e “E la Terra diviene Sole – Il Mistero della Resurrezione”.13 Qui possiamo offrire una sintesi concisa, senza allontanarci troppo dal tema principale del terzo capitolo del libro sopracitato. A tal fine, è necessario risalire al primo terzo dell’Epoca Lemurica14, quando l’essere umano, frutto dell’antica evoluzione cosmica del terzo stato o eone lunare15, era ancora un’entità astrale, a un livello istintuale paragonabile a quello di un animale superiore. Era un essere triplice, composto da un corpo fisico di calore (fantòma), un corpo eterico e un corpo astrale ancora non del tutto organizzato. In realtà, sia la componente fisica – il fantòma di calore – sia il corpo eterico devono essere considerati come forze fisiche ed eteriche, entrambe inglobate nel corpo astrale o anima istintiva dell’uomo-animale. All’interno di quest’ultimo, gli Dei superiori (ossia gli Elohim, o Spiriti della Forma) fanno fluire una parte del loro fuoco divino, generando così l’Io umano quale immagine divina superiore dell’uomo. In tal modo, l’uomo-animale viene elevato a uomo-divino, portando in sé una “Scintilla divina” di cui deve prendere consapevolezza attraverso un processo di trasformazione dei suoi tre corpi inferiori di cui egli è costituito. Questo percorso conduce l’uomo dall’essere inferiore, guidato dall’istinto, a un essere superiore, dotato di coscienza divina. Tutto ciò diventa possibile solo grazie al fatto che, altre divinità, ovvero Spiriti della Forma16 rimasti indietro durante l’eone cosmico lunare antico, fanno fluire simultaneamente le loro forze astrali grossolane e non purificate nel corpo astrale dell’uomo. Di conseguenza, il corpo astrale dell’uomo lunare si divide in due parti: una superiore, luminosa, nella quale gli Elohim fanno fluire il loro Io umano o immagine divina; e una inferiore, oscurata dalle forze astrali più dense, che, staccandosi dal mondo divino-spirituale, intraprende la discesa verso la materialità terrestre. In essa si manifesterà, nel corso dell’evoluzione terrestre, la coscienza dell’io (conf. Berlino, 29 febbraio 1908; pubblicato sulla “Rivista Antroposofia ottobre-dicembre 1986”).
In questa discesa verso la materia terrena si insinuano nel corpo astrale dell’uomo (o, se vogliamo, viene loro concesso dagli Dei superiori) spiriti angelici rimasti anch’essi indietro nell’antico eone lunare. Questi angeli-uomini non avendo superato il loro gradino umano, diventano di conseguenza entità luciferiche, spiriti inibitori, che contrastano e rallentano l’evoluzione cosmica-terrena normale delle gerarchie superiori. Non potendo proseguire la loro evoluzione insieme ai fratelli solari, cioè gli Angeli normali, né incarnarsi come uomini per scendere nel piano fisico terrestre – poiché ciò era consentito solo agli esseri umani che non avevano ancora un Io – si inseriscono nel corpo astrale dell’uomo, in modo simile a dei parassiti, dove vivono tuttora in ogni uomo fisico. In ciò consiste il peccato originale menzionato nella Bibbia. Attraverso gli esseri luciferici, possiamo affermare che, se da un lato l’umanità è ostacolata nella sua evoluzione terrena, spinta verso un egoismo sfrenato dell’io fino a compiere azioni malefiche contro i propri fratelli, dall’altro è stata emancipata, acquisendo la coscienza dell’io. Grazie all’Impulso del Cristo17, questa coscienza può ora elevarsi al vero principio dell’Io Sono divino-umano, raggiungendo la vera libertà e l’amore autentico verso gli altri. Il compito dell’uomo inferiore è dunque quello di attraversare l’evoluzione terrena insieme a questi angeli-umani luciferici, che ciascuno porta dentro di sé come ‘tentatore’ nella propria anima – ossia nel corpo astrale che l’io umano ha organizzato inconsapevolmente durante l’evoluzione terrena. Attraverso questa esperienza, l’uomo deve imparare a discernere il bene dal male fino alla conquista di una coscienza autonoma e libera. Infine, deve dominare e purificare il proprio corpo astrale, fino a redimere ed elevare il suo angelo luciferico, reintegrandolo nella nona gerarchia celeste angelica. Solo attraverso questo processo l’uomo può elevarsi, grazie al Cristo e all’evento del Golgota, a uno stato di autocoscienza divina superiore, fino a unirsi con il proprio Sé superiore o con la sua immagine divina archetipica.
Questo percorso gli permetterà di essere di nuovo accolto nel consesso divino, non più come uomo dell’istinto, ma con una nuova dignità: come uomo dell’intelletto e della ragione, evolutosi fino a una coscienza divina superiore, raggiungendo il livello della decima gerarchia divina umana. Questo lavoro ebbe inizio verso la metà dell’Epoca Atlantica, dopo che l’umanità era stata compenetrata dal fuoco divino, ovvero l’Io umano, dagli Elohim solari, e dopo che l’uomo aveva attraversato le varie fasi evolutive delle tre grandi epoche: Polare, Iperborea e Lemurica. Fu allora che la legge karmica iniziò a operare per ogni individuo. Questa rappresentava la conseguenza inconscia delle proprie azioni imperfette: da un lato contribuì parzialmente all’emancipazione dell’io umano, dall’altro ne accentuò le imperfezioni sul piano spirituale. Per compensare tale imperfezione, iniziò per l’uomo il ciclo del karma terreno, che lo riporta, dopo un certo periodo, a incarnarsi nuovamente nel mondo fisico in un corpo materiale. Questo processo gli consente di ripristinare ed elevare ulteriormente la propria coscienza morale e spirituale attraverso azioni guidate dal buon senso. Ogni incarnazione, infatti, offre all’uomo l’opportunità di compiere scelte sagge, contribuendo così a bilanciare l’imperfezione e il karma negativo accumulato nelle vite precedenti. Prima di questo, però, occorre tornare indietro nel tempo, verso la fine dell’Epoca Iperborea, quando il Sole si separò dalla Terra e dalla Luna, che formavano un’unica unità cosmica. Con il Sole si separarono anche il Cristo e le gerarchie più sublimi, Entità divine che necessitavano di un’evoluzione più rapida, possibile solo in una materia più elevata e sottile. Tra queste gerarchie vi era anche il germe spirituale superiore dell’uomo, formatosi durante le antiche evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna: il Sé spirituale, lo Spirito vitale e l’Uomo spirito. Alcune di queste Entità della seconda gerarchia spirituale si sacrificano, lasciando la loro parte divina- spirituale superiore sul Sole, scegliendo di non seguire i loro fratelli solari e stabilendo la loro dimora sulla Luna (vale a dire nella sfera lunare).18 Questa loro scelta sacrificale permetterà a entità delle gerarchie inferiori, tra cui gli esseri umani, di evolvere in una materia più densa, più adatta a un ritmo di evoluzione meno rapido rispetto a quello degli esseri solari. Tra queste divinità che si sacrificano, Rudolf Steiner ci indica un nome noto nella Bibbia: Jahvè o Jehovah (il Signore Dio), il creatore di Adamo. Questa entità divina è la figura centrale tra i sette creatori-guide del nostro universo, conosciuti come Spiriti della Forma o Elohim solari. Questi Elohim, guide dell’evoluzione umana terrestre, donarono agli uomini, come citato, la loro componente costitutiva più bassa: il loro Io umano, facendolo fluire nel corpo astrale umano.
Anche alcuni Spiriti della Forma, rimasti indietro sull’antico eone lunare a livello di Archai, vollero fare la stessa cosa insinuandosi in un’evoluzione umana che non gli competeva. Tuttavia, non avendo maturato il loro Io umano, fecero fluire le loro forze astrali impure – quelle che avrebbero dovuto far fluire esclusivamente sull’antica Luna – nel corpo astrale degli uomini. Questo causò una scissione, come citato, in due parti: un astrale superiore, luminoso, e uno inferiore, oscurato dalle basse passioni di questi spiriti luciferici. Di conseguenza, nel corpo astrale umano vennero create due correnti o principi dell’Io, da cui hanno origine i due aspetti fondamentali dell’essere umano: l’uomo divino, quale immagine di Dio, ossia l’archetipo superiore dell’Adamo celeste, e l’archetipo inferiore, ovvero l’Adamo terrestre o terreno, che attraversa le varie incarnazioni. Questi due principi verranno uniti dal Cristo, in Gesù di Nazareth, durante i tre anni che precedettero la sua morte sul Golgota.
«Così noi, dallo stillare dell’Io umano dagli Spiriti della Forma, abbiamo l’Io disposto all’altruismo. Invece, da ciò che è stillato dagli Spiriti-io ritardatari [Spiriti della Forma rimasti indietro a livello di Archai], abbiamo l’altro io, quello dedito alla cura di sé, all’egoismo. Quest’ultimo è l’io inferiore, che ancora non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni terrene, istillate da spiriti luciferici che agiscono come se fossero ancora nell’ambito lunare» (ibidem, O.O. 102; pag. 75).
Questa separazione dal corpo astrale originario avvenuta alla prima metà dell’Epoca Lemurica va immaginata come un processo in cui, a causa dell’oscuramento delle forze astrali più basse instillate dagli spiriti Archai ritardatari, si addensò al punto da essere attratto verso il basso, unendosi al fuoco terrestre. Questo fenomeno diede poi origine all’evoluzione umana attraverso le ripetute incarnazioni terrene. Durante l’antica Epoca Lemurica, il corpo astrale dell’uomo, osservato chiaroveggentemente, appariva chiuso e simile a una ghianda. L’Io superiore, guidato inconsciamente, lo fecondò per dar vita all’uomo inferiore. Questo evento verificatosi a metà di quella lunghissima epoca remota, segnò il momento in cui l’Io superiore fecondò il corpo astrale, creando una sorta di fenditura, un taglio che si estese fino al corpo eterico, dando origine all’anima senziente. Questa apertura al mondo esterno spirituale, fece sì che l’anima umana iniziò a percepire, seppur in modo molto ottuso, il mondo esterno. Questa percezione si manifestava sotto forma di colori aleggianti, che suscitavano simpatia o antipatia a seconda della loro natura, a seconda che fossero dannosi o meno per l’anima stessa. Nel primo e secondo terzo dell’Epoca Atlantica, l’Io feconda poi il corpo eterico, creando in esso una seconda apertura verso il mondo esterno. Grazie a questa trasformazione, l’anima umana comincia a percepire delle figure, simili a immagini oniriche, ma più nitide rispetto a quelle osservate attraverso il corpo astrale. Queste figure permangono a lungo nella memoria del corpo eterico, da cui l’Io, in modo inconscio, trae l’anima razionale. Infine, verso l’ultimo terzo dell’Epoca Atlantica, l’Io feconda il corpo fisico, il quale appare incavato, circondato dal corpo eterico e dal corpo astrale. Il corpo fisico accolse in sé l’Io e il punto che lo accolse si trova al centro della fronte dove è situata la ghiandola Pineale. L’Io dopo aver compenetrato gli occhi, le orecchie e altre aperture non solo della testa ma di tutto il corpo fisico umano, trae per ultimo l’anima cosciente, dopodiché l’uomo impara a conoscere realmente per la prima volta il mondo esterno solidificatosi e comincia a elaborare coscientemente il corpo astrale. L’Io umano dopo aver tratto l’anima cosciente, foggia all’interno del corpo astrale un involucro entro il quale fluiscono le esperienze umane che si depositano e uniscono a esso.
«Tutto quello che l’Io trae dal mondo esterno attraverso lo sviluppo dell’esperienze umane, diventa sempre più grande, fino a che il corpo astrale nel corso dell’evoluzione lo trasforma nel vero e proprio manas o Sé spirituale» (ibidem, pag.78).
Dopo aver estratto l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente19 dal corpo astrale, eterico e fisico dell’uomo, l’Io superiore iniziò, dall’alto del mondo spirituale, a guidare l’uomo inferiore verso il suo destino karmico, affidandogli il compito di sviluppare e perfezionare ulteriormente l’anima umana. Questo processo ebbe inizio verso la fine dell’ultimo terzo del periodo atlantideo e proseguì dopo il “Diluvio Universale”, nella quinta Epoca Postatlantica. Nel primo periodo di cultura, chiamato Paleo-Indiano, il corpo eterico venne perfezionato in modo inconscio. Nel periodo Paleo-Persiano fu il corpo senziente o astrale a subire tale perfezionamento. Nel terzo periodo, egizio-caldaico-ebraico, venne perfezionata l’anima senziente, mentre nel quarto periodo, greco-romano, fu la volta dell’anima razionale. Infine, nel nostro quinto periodo di cultura, iniziato intorno al 1413, lo sviluppo e il perfezionamento dell’anima cosciente hanno avuto inizio in modo cosciente, sebbene non per tutti. Questo processo continuerà fino a circa il 3573. Il processo di purificazione ed elevazione di queste tre facoltà animiche umane – le quali sono in relazione con i tre corpi inferiori dell’uomo: il corpo astrale, l’eterico e il fisico – continuerà ancora per molto tempo nell’ambito dello sviluppo evolutivo della costituzione settemplice dell’uomo. Difatti, il suo compito è perfezionare e trasformare l’anima cosciente in anima immaginativa, l’anima razionale in anima ispirativa e l’anima senziente in anima intuitiva.
Questi tre aspetti della chiaroveggenza umana sono legati alla purificazione e allo sviluppo di un principio microcosmico della costituzione inferiore dell’uomo. La purificazione e lo sviluppo del corpo astrale ha già avuto inizio, come citato, nel XV secolo. Pertanto, coloro che si saranno preparati secondo le indicazioni della Scienza dello Spirito riceveranno correttamente dall’alto del mondo angelico il principio del Sé spirituale o Manas, durante il sesto periodo di cultura (3573-5733). Durante il settimo periodo di cultura, coloro che si saranno resi idonei riceveranno dall’alto del mondo arcangelico il principio del Budhi o Spirito Vitale; infine, nel primo periodo di cultura (dopo la catastrofe o pausa cosmica dovuta alla guerra di tutti contro tutti), le anime più mature, preparatesi durante il quinto, sesto e settimo periodo di cultura, riceveranno il principio dell’Uomo Spirito o Atma. Tutto ciò potrà essere realizzato da ogni uomo, se già nel nostro periodo di sviluppo dell’anima cosciente egli accoglierà il principio dell’Impulso del Cristo, così come rivelato da Rudolf Steiner nei diversi libri cristologici, in particolare nei quattro Vangeli antroposofici e nel libro Cristo e l’anima umana (O.O. 155). Questa visione futura, verso cui l’uomo si dirige in questo secondo aspetto evolutivo dell’eone terrestre, viene descritta da Rudolf Steiner attraverso la suddivisione dello stato di coscienza terrestre in due fasi: la discesa dell’umanità nella materia terrestre, da lui denominata Marte e l’ascesa verso la patria spirituale celeste, che chiama Mercurio. L’umanità ha superato da poco la metà della sua evoluzione marziana e si trova attualmente nella fase di ritorno di Mercurio. Di conseguenza, ogni uomo deve risvegliarsi alla vita spirituale, in modo da superare la linea di demarcazione tra due direzioni opposte: scendere oltre la curva parabolica della salita – e dunque precipitare nell’abisso arimanico, trascinato dal proprio egoismo materialista – oppure risalire verso i mondi dello spirito cosmico del Cristo, avanzando verso la meta della propria divinizzazione attraverso i tre ulteriori stati di coscienza cosmici: Giove, Venere e Vulcano.20
Ogni uomo può realizzare questo percorso preparando sin d’ora il proprio essere ad accogliere l’Impulso del Cristo, scaturito dal Mistero del Golgotha, secondo l’insegnamento della Scienza dello Spirito o antroposofia. Infatti, questo potente impulso del Cristo, basato sull’amore cosmico-umano, permetterà a ogni individuo, nel normale processo evolutivo del quinto periodo di cultura, di ricevere il “Fantoma” di Gesù di Nazareth e, in un secondo momento, il “corpo di resurrezione” del Cristo. Per i discepoli della Scienza dello Spirito che si prepareranno adeguatamente seguendo la disciplina esoterica antroposofica, sarà possibile unirsi al Fantoma e, di conseguenza, al proprio Io superiore. Successivamente, attraverso specifici esercizi meditativi, potranno entrare in relazione con il corpo di resurrezione e, di conseguenza, con il loro Vero Io. Il Fantoma del Cristo-Gesù, trasformato dal Cristo durante i tre anni nel corpo astrale, eterico e fisico di Gesù di Nazareth, e il corpo di resurrezione, formatosi durante la morte e la Pasqua della resurrezione, possono essere moltiplicati secondo l’economia spirituale e inseriti in tutte le anime che avranno accolto il vero impulso cristiano dell’amore e della vera libertà umana (cfr. Sergej O. Prokofieff, Il Mistero della Resurrezione alla Luce dell’Antroposofia, pag. 105 e ss). (III. continua)
Collegno aprile 2020
Agg. giugno 2025 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
13 Nel secondo volume, E la Terra Diviene Sole, Sergej O. Prokofieff approfondisce ulteriormente il Mistero del Golgotha, il Fantoma umano e il corpo di Resurrezione. In particolare, esplora in maniera più dettagliata il tema del Fantoma umano e, nella seconda copertina, sintetizza alcuni aspetti dell’indagine cristologica di Rudolf Steiner sui misteri del cristianesimo, sempre aperta a nuovi sviluppi nella comprensione del Mistero del Golgotha. «La presente opera – continua Prokofieff – rappresenta la diretta continuazione del libro Il Mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia. Poiché, durante la stesura del suo contenuto, la complessità e la molteplicità degli aspetti trattati hanno lasciato aperte molte domande e ne hanno fatte emergere di nuove, ho deciso di riprendere nuovamente i fili del libro già pubblicato».
14 L’epoca Lemurica risale a un periodo molto antico dell’evoluzione dell’uomo. Dobbiamo collocarla secondo la Scienza dello Spirito prima dell’Epoca Atlantica, la quale terminò con una catastrofe di fuoco attraverso grandi cataclismi vulcanici. La narrazione biblica narra appunto i primi tempi lemuriani con l’immagine del paradiso terrestre e la nascita dell’Io umano da parte di Elohim-Yavè o Jehovah. (Per un maggiore approfondimento vedi il libro “Dalla cronaca dell’akasha”, Editrice Antroposofica di Milano).
15 Il terzo eone o stato lunare è un antichissimo stato evolutivo dell’umanità e della nostra Terra. L’evoluzione umana e del nostro sistema planetario, è un tema molto complesso per poterlo pienamente esprimere in una nota. Pertanto, si può sintetizzare dicendo che l’evoluzione umana attraversa sette stati di coscienza o eoni che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. A sua volta ogni stato di coscienza si suddivide in sette stati di vita e ogni stato di vita in sette stati di forma. Dobbiamo ancora suddividere ogni stato di forma in sette Epoche, ovvero: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Post-Atlantica e settima Post- Atlantica. Infine, dobbiamo ancora fare una suddivisione cui ogni Epoca va suddivisa in sette periodi di cultura, cioè: “Paleo-Indiano, Paleo-Persiano, Egizio-Caldaico-Ebraico, Greco-Romano, Anglo-Germanico, Slavo-Russo e Americano. (Vedi la tavola 1 della nota 37 sull’articolo “Alcuni aspetti del dolore e del karma umano IV” apparso nel blog Pensieri Antroposofici dell’Anima). L’evoluzione lunare o antica Luna, dobbiamo collocarla pertanto nell’incarnazione precedente il nostro quarto attuale stato di coscienza o eone cosmico.
16 Questi Spiriti della Forma sono Entità divine appartenenti alla seconda gerarchia creatrice spirituale, rimaste indietro durante l’antico eone – o stato di coscienza lunare – quando attraversavano la loro evoluzione al livello degli Archai, o Spiriti del Tempo. In quel remoto passato lunare, non tutte queste Entità divine avanzarono al successivo gradino dell’evoluzione terrestre come creatori o Elohim solari. Alcune rimasero indietro, mantenendo il livello degli Archai, divenendo così Spiriti della Forma di natura luciferica. Furono loro i responsabili della caduta dell’uomo sulla Terra, instillando in lui le forze dell’egoismo: forze astrali non purificate durante l’antica fase lunare. Proprio grazie a questa loro influenza negativa, permisero a entità angeliche, anch’esse rimaste indietro durante lo stadio lunare, di inserirsi nel corpo astrale umano. In tal modo, tali entità – che definiamo luciferiche, in quanto guidate da Lucifero – poterono proseguire la propria evoluzione e intraprendere un cammino di redenzione attraverso l’essere umano.
17 Rudolf Steiner ci rivela che il giovane che seguiva Gesù durante il suo arresto da parte delle guardie romane – il quale rimase nudo quando queste, nel tentativo di catturarlo, lo lasciarono andare dopo avergli strappato via il mantello – non è altro che l’Impulso del Cristo, quale immagine-Io scaturita dal sacrificio del Mistero del Golgotha (Mc 14,51-52). Ciò significa che l’Impulso-Io del Cristo restò nudo, rivestito soltanto del corpo eterico, poiché le guardie riuscirono a trattenere solo il suo corpo fisico, ovvero il “mantello”. Secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, l’uomo può rivestire questo Impulso-Io cosmico del Cristo attraverso azioni morali che non solo favoriscono la sua evoluzione spirituale, ma contribuiscono anche al bene dell’umanità. Infatti, grazie a questo Impulso, l’umanità potrà superare la futura catastrofe della “guerra di tutti contro tutti”, che segnerà la fine della nostra quinta Epoca – precisamente, verso la fine del settimo periodo di cultura, nell’ottavo millennio, attorno al 7893. Rudolf Steiner ci rivela che possiamo rivestire l’Impulso-Io del Cristo con il corpo astrale, sviluppando la fede, la fiducia e la meraviglia; con il corpo eterico, attraverso l’amore e la dedizione agli altri; e infine con il corpo fisico, mediante azioni morali consapevoli, ossia azioni libere e pienamente coscienti (conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912).(Vedi anche la nota 3 dell’articolo apparso nel blog Pensieri Antroposofici dell’Anima: “La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I”).
18 Nella Scienza dello Spirito, o antroposofia, vengono menzionate sette sfere cosmiche: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno. Per questo motivo, la sfera lunare viene collocata al di sotto del Sole e comprende Luna, Mercurio e Venere, mentre la sfera solare si trova al di sopra del Sole e include Marte, Giove e Saturno. Le sfere superiori, situate oltre il Sole, sono definite come Devachan superiore, ossia la sfera di Saturno, che si estende fino ai confini del mondo macrocosmico stellare, e Devachan inferiore, corrispondente alla sfera di Marte, che si prolunga fino al cosmo inferiore del Sole. La sfera di Giove funge da elemento di separazione tra le due sfere devachaniche. Per comprendere la posizione spirituale di queste sfere cosmiche, dobbiamo immaginare che, a partire dal punto in cui si trova ogni singolo pianeta fisico visibile nel cielo notturno, si formino sette circonferenze concentriche sempre più ampie intorno alla Terra, le quali si compenetrano l’una nell’altra. Il vuoto oscuro determinato dal movimento orbitale di ogni pianeta attorno alla Terra rappresenta la sfera spirituale di quel pianeta. Ad esempio, la sfera della Luna corrisponde alla parte oscura che si forma attorno alla Terra, determinata dal raggio immaginario che collega la Luna alla Terra. Possiamo immaginare che le anime, al momento della morte, debbano rimanere nell’ambito lunare (perciò molto vicine alla Terra e, di conseguenza, all’uomo) fino a quando non si purificano dagli attaccamenti terreni. Dopodiché, esse espandendosi attraversano la sfera di Mercurio e infine quella di Venere; queste tre sfere costituiscono nel loro insieme la sfera lunare. Dopo aver trascorso un periodo pari a circa un terzo della vita vissuta sulla Terra e aver completato il processo di purificazione dagli attaccamenti terreni, l’anima entra nella sfera solare, dove permane per un lungo periodo, e dove inizia a dimenticare la vita vissuta sulla Terra e alla fine unirsi al suo Vero nocciolo divino umano, vale a dire il Vero Io o Micrologos umano. Dopo un certo periodo che possiamo determinare circa tre-quattro secoli, l’Io umano o Individualità superiore ridiscende per una nuova incarnazione terrena.
19 L’anima senziente, l’anima razionale (o affettiva) e l’anima cosciente rappresentano le tre facoltà animiche dell’uomo, attraverso le quali egli prende coscienza della propria esistenza terrena come personalità umana, ovvero coscienza dell’Io. Nell’anima senziente, l’uomo si avvicina alla condizione animale, possedendo una coscienza istintiva e offuscata. Con l’anima razionale, invece, sviluppa una coscienza di veglia e si riconosce come individuo tra altri simili: ciò gli consente di percepirsi come appartenente al quarto regno, quello umano, superiore ai tre regni inferiori della natura. Solo mediante lo sviluppo dell’anima cosciente, l’uomo può riconoscersi come essere autonomo e libero, portatore di un elemento divino. Questo principio divino gli consente di prendere coscienza di un essere superiore che lo ha sempre guidato nel corso delle vite. Tale essere divino costituisce la sua realtà superiore: l’Io, che si incarna in ogni esistenza ma non discende mai fino al piano terreno. L’uomo, dunque, è l’immagine imperfetta dell’Io superiore, riflessa nel corpo astrale.
20 Giove, Venere e Vulcano, sono tre stati o eoni cosmici futuri dell’evoluzione umana che si svolge attraverso sette stati o eoni cosmici di coscienza, cioè: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. L’evoluzione inizia da una fase discendente dal Devachan Superiore o mondo della ragione senza forma, passa nel il Devachan Inferiore o Mondo Celeste della forma, poi attraversando il mondo astrale si materializza nella sfera terrestre. La sfera terrestre è uno stato come dire di transizione, uno stato a sé che non si ripete, come invece nella fase discendente di Saturno, Sole e Luna che invece si ripetono in una fase ascendente di stati di coscienza o eoni cosmici più perfetti, ovvero di Giove, Venere e Vulcano. Lo stato lunare si ripeterà nello stato di Giove, dove l’uomo trasformerà completamente il suo corpo astrale in Sé spirituale percorrendo il grado di Angelo. Lo stato solare si ripeterà nello stato di Venere, dove l’uomo trasformerà il suo corpo eterico in spirito Vitale percorrendo il grado di Arcangelo; infine, lo stato saturnio si ripeterà nello stato di coscienza di Vulcano, dove l’uomo trasformerà il suo corpo fisico percorrendo il grado di Archai. infine, lo stato saturnio si ripeterà nello stato di coscienza di Vulcano, dove l’uomo trasformerà il suo corpo fisico percorrendo il grado di Archai. Qui egli si manifesterà come Personalità divina simile all’archetipo umano divino vissuto due millenni or sono nella figura umana di Gesù di Nazareth, quale primo archetipo di uomo-dio.
