Le Gerarchie Spirituali VII

La tentazione di Gesù Cristo nel deserto Ivan Nikolaevic Kramskoj
San Pietroburgo 1872/1874Olio su tela, The Tretyakov Gallery, Mosca

L’inimmaginabile dolore che il Cristo dovette patire durante i Suoi tre anni della vita sulla vita Terra aveva ancora un’altra origine. Il Cristo nel prendere su di Sé il karma dell’umanità, non si trattò del karma personale soggettivo, che ogni uomo deve pareggiare egli stesso e che vuole anche pareggiare, se comprende in giusta maniera il suo compito sulla Terra, ma si tratta del karma oggettivo per il quale l’uomo ha bisogno dell’azione del Cristo (O.O. 155, 15.07.1914).16

7. Le Grandi Divinità Avatariche II

Per avvicinarsi al concetto dell’Assoluto, è necessario menzionare altre Entità avatariche, o “Alter Ego”, rappresentanti di tutte le gerarchie spirituali. Una seconda Entità sobornica o avatarica è descritta da Rudolf Steiner e approfondita in modo significativo da Sergej O. Prokofieff nel suo libro La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia. In quest’opera, attraverso l’analisi di diverse conferenze di Rudolf Steiner contenute nell’Opera Omnia – alcune delle quali non ancora tradotte in italiano – Prokofieff presenta la Divina Sofia come un Essere complesso nato durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza cosmico dell’antico Sole. Durante l’antico stato solare, sappiamo che gli Spiriti della Saggezza, o Dominazioni, sacrificarono il loro corpo eterico alle Entità della prima gerarchia: Troni, Cherubini e Serafini. Queste ultime integrarono tale sacrificio nella sfera oscura di calore dell’antico stato di coscienza cosmico, che abbiamo chiamato Saturno. Questo stato fu generato grazie al sacrificio dei Troni, i quali offrirono una parte della loro essenza di Volontà ai Cherubini. Questi, insieme ai Serafini, fecero fluire tale essenza in uno spazio universale vuoto, che sarebbe poi divenuto il fondamento spirituale del nostro attuale sistema planetario. La vita, ovvero il corpo eterico donato dagli Spiriti della Saggezza, illuminò l’oscurità di Saturno e attraverso questa luce, gli Arcangeli – aiutati dai Cherubini – attraversarono il loro stadio umano, operando all’interno di una sostanza composta dagli elementi inferiori di calore e aria e quelli superiori di etere di calore ed etere di luce. In quell’antico stato di coscienza solare, nacque la Divina Sofia quale unità cosmica superiore o coscienza unitaria superiore di tutte le coscienze delle gerarchie divine e umane presenti nella sfera solare, le quali rappresentano gli organi esecutivi di quest’Essere avatarico, ossia gli Arcangeli, le Archai, le Potestà, le Virtù e le Dominazioni. Sergej O. Prokofieff chiarisce, nel libro citato, che l’essere della Divina Sofia è costituito da sette corpi, analogamente alla costituzione umana. Cinque di questi nacquero durante lo stato di coscienza solare, mentre gli altri due si aggiungeranno nel terzo e nel quarto stato di coscienza cosmico, corrispondenti all’antica Luna e alla Terra. Durante l’evoluzione sull’antica Luna si unirono gli Angeli, i quali attraversarono il loro stadio umano negli elementi inferiori di calore, aria e acqua, e in quelli superiori dell’etere di calore, dell’etere di luce e dell’etere sonoro. Questi ultimi (insieme all’etere di vita che verrà aggiunto durante l’evoluzione terrestre) compongono il corpo eterico, formato appunto dalle quattro forze plasmatrici eteriche. Sulla Terra, infine, si aggiungeranno gli uomini, che attraversano il loro stadio umano negli elementi inferiori di calore, aria, acqua e solido-minerale, e in quelli superiori dell’etere di calore, dell’etere di luce, dell’etere sonoro e l’etere della vita. Durante l’epoca Lemurica e Atlantica, gli Dei sottrassero all’uomo l’etere del suono e l’etere della vita17 che gli saranno restituiti in futuro, quando avrà raggiunto una maggiore maturità. L’ultimo arto della Divina Sofia sarà dunque rappresentato dagli uomini, ovvero dalla coscienza totale e unitaria dell’umanità, quando questa avrà raggiunto un certo grado di evoluzione umano-divina, grazie alla Coscienza e all’Impulso del Cristo (vedi note 4 e 10). Nell’Antico Testamento essa era conosciuta come Teosofia, nell’antica Grecia come Filosofia, e nell’epoca attuale come Antroposofia. Difatti nei Proverbi di Salomone è menzionata come Sapienza, nei quali viene in parte velato la sua parte costitutiva settemplice: «La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne» (Proverbi 9,1).

In sintesi, la Divina Sofia è un Essere complesso e sobornico, che nella tradizione sanscrita dell’India viene denominato Avatara. Non è né maschile né femminile, ma un’entità androgina –  come tutti gli Dei – che si manifesta talvolta in forma femminile, talvolta in forma maschile. La modalità della manifestazione dipende dal modo in cui essa si rivela all’essere umano, attraverso i suoi messaggeri: Angeli e Arcangeli. Questi possono apparire come entità individuali (maschile), oppure essere inviati da un ambito comunitario (femminile), al quale appartengono più esseri gerarchici. Nemmeno questo Essere avatarico può quindi essere concepito come un Assoluto, bensì come un’Entità composita e articolata, costituita da molteplici esseri spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia. Spesso la Divina Sofia viene erroneamente identificata con lo Spirito Santo, poiché si manifesta come Sapienza. Tuttavia, secondo la Scienza dello Spirito, essa rappresenta le forze congiunte dello Spirito Santo e del Cristo nell’ambito del cosmo planetario, esprimendosi sia come Sapienza che come Vita universale.

Un altro Essere avatarico molto complesso nasce dall’insieme della terza gerarchia, ovvero gli Angeli, Arcangeli e Archai, i quali rappresentano i dodici Bodhisattva che contemplano la “Sapienza e la Vita  divina”  del Cristo nella sfera del Budhi.18 Uno di questi Bodhisattva (un Arcangelo) deve scendere ogni tanto sul piano astrale e a volte anche eterico, per trasmettere all’umanità attraverso un Bodhisattva umano19 (un uomo altamente evoluto) per circa cinquemila anni, una parte della Sapienza e della Verità sull’Essere del Cristo Cosmico. Sul finire dei cinquemila anni, il Bodhisattva umano deve scendere completamente sul piano fisico in una completa incarnazione come buddha umano – e deve realizzare la “Dottrina” rivelata in tutti i cinquemila anni agli uomini. Quando il buddha umano arriva all’Illuminazione (ossia quando ha purificato e trasformato il suo corpo astrale in Sé spirituale) elevandosi in tal modo a Buddha Celeste, affinché la sua dottrina possa  diventare  patrimonio di tutta l’umanità, deve essere incorporato per poco tempo (non potrebbe resistere al fuoco divino di questi grandi esseri) da uno di questi grandi Bodhisattva avatarico generato dai membri divini della terza gerarchia.  La generazione di questi grandi Esseri divini avviene similmente a quella degli Elohim o, Spiriti della Forma, quando unendosi insieme alfine di realizzare un lavoro comune nella realizzazione dell’uomo, generano quell’ Entità avatarica complessa che abbiamo chiamato Yahve-Elohim. La stessa cosa accade per gli esseri della terza gerarchia, i quali dovendo fare un lavoro in comune nella sfera del Budhi, creano una cerchia di dodici grandi Bodhisattva che diventano esecutori delle forze cosmiche del Cristo nell’ambito dell’umanità attraverso appunto i Bodhisattva umani. Nel libro di Sergej O. Prokofieff “Rudolf Steiner e i Maestri del Cristianesimo Esoterico”, in merito a questi grandi esseri si esprime così:

«Questi grandi Bodhisattva, dei quali ciascuno compenetra con il proprio agire un’intera razza radicale20 e oltrepassa persino i limiti di essa, abbracciano insieme la “globale” evoluzione terrestre; e di numero sono “dodici”. Questi dodici grandi Bodhisattva formano insieme ciò che può essere definito il più alto aspetto della grande loggia dei Bodhisattva nel mondo della “Provvidenza o, del Budhi … Quando questi dodici Bodhisattva avranno raggiunto la loro missione, il tempo dell’esistenza terrestre sarà esaurito (O.O.116, 25.10.1909) … Per accogliere nella loro ordinaria coscienza un “impulso ancor più elevato” gli esseri della terza gerarchia – Archai, Arcangeli e Angeli – si uniscono in una comune sovranità sull’evoluzione terrestre nella forma di un essere superiore, dal quale nel mondo spirituale nasce di nuovo un essere completamente nuovo, il cui corpo “fisico” viene formato dalle Archai, il corpo  “eterico” dagli Arcangeli e il corpo “astrale” dagli Angeli. E poiché l’intero macrocosmo collegato con la Terra possiede una duodecemplice struttura (vedi O.O.113, 31. 8.1909), per accogliere nel suo centro questo impulso superiore, gli esseri della terza gerarchia si uniscono formando “dodici triplici” Entità divine, dalla cui globalità nasce nuovamente qualcosa di simile a un gigantesco calice, nel quale poi per continuare a regnare sull’evoluzione terrestre possono accogliere il centrale impulso cosmico, l’Impulso del Cristo quale “Agnello mistico”» (ibidem, pag.242-244).

Come possiamo vedere anche qui non possiamo parlare di divinità assolute, ma esseri enormi, complessi, nati dall’insieme di Individualità divine della terza gerarchia che abbraccia la globalità dei Bodhisattva nel mondo del Budhi o degli archetipi: “ È questo un mondo della globalità dei dodici grandi Bodhisattva che abbraccia il tutto, che può essere nominato il vero collegio dello Spirito Santo, o in un certo senso persino lo Spirito Santo stesso (vedi O.O. 113, 31. 8.1909), perché in un cosmo gerarchico – e ciò significa anche nell’evoluzione terrestre – lo Spirito Santo viene rappresentato dagli esseri della terza gerarchia” (ibidem, pag.242).

Una categoria ulteriore di esseri compositi avatarici viene descritta da Rudolf Steiner nel libro Le Entità Spirituali nei Corpi Celesti e nei Regni della Natura. In quest’opera, egli parla dell’esistenza di grandi Esseri spirituali che si innalzano fino alle più elevate regioni dei mondi dello Spirito, raggiungendo i Serafini e oltre, penetrando nella sfera stessa della Divinità Trina universale. Analogamente agli Spiriti della Forma (Elohim) e alla comunità solare dei triplici dodici Bodhisattva – appartenenti alle tre categorie della terza gerarchia – questi Esseri sono costituiti da ogni singola gerarchia spirituale, dalla sfera degli Exusiai (Spiriti della Forma) fino a quella dei Serafini. Si tratta, dunque, di divinità macrocosmiche di altissimo rango, la cui comprensione richiede, secondo Rudolf Steiner, un’analogia con la costituzione dell’essere umano:

« Dove l’uomo ha il corpo fisico questi Esseri avatarici hanno al suo posto uno Spirito della Forma. Come  noi uomini abbiamo il corpo eterico così quelle entità come loro secondo costituente uno Spirito del Movimento; al posto del corpo senziente (astrale) hanno uno Spirito della Saggezza; al posto dell’anima senziente esse hanno come quarto elemento costituente uno Spirito della Volontà (o Trono); come quinto elemento corrispondente alla nostra anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia (Cherubino); e come sesto, (corrispondente alla nostra anima cosciente) hanno uno Spirito dell’Amore (Serafino). E come noi leviamo lo sguardo verso ciò che solo nell’avvenire potremo acquistarci, così quelle entità levano lo sguardo verso ciò che sovrasta tutto il mondo delle gerarchie. Come noi dalla nostra anima cosciente parliamo del nostro Manas (Sé spirituale), del Budhi  (Spirito vitale), dell’Atma  (Uomo spirito) così queste entità elevatissime, innalzano per così dire lo sguardo dalla  sua natura di Serafino verso una suprema spiritualità originaria [cui a nessun uomo per quanto elevato e dato conoscere, ossia la Trinità Assoluta]» (ibidem, O.O. 136, pag. 67)

Come possiamo osservare, anche queste divinità elevatissime – che la coscienza umana moderna non può comprendere attraverso il pensiero razionale – pur essendo di gran lunga superiori rispetto alle divinità considerate assolute dal pensiero religioso contemporaneo, quali Jehovah (o Geova), Yahve-Elohim e Allah, restano comunque ancora distanti dall’Essere Assoluto che, nel cristianesimo rosicruciano, definiamo per antonomasia “Dio Padre”. Nessun chiaroveggente, per quanto elevato, può giungere a quelle altezze supreme. L’umanità dovrebbe pertanto imparare a distinguere, non solo le gerarchie spirituali – prima, seconda e terza – entro le quali si collocano Jehovah (Geova), Yahve-Elohim e Allah, ma anche il più supremo degli Avatar, manifestatosi due millenni fa sulla Terra. Si tratta dell’Essere divino che si è rivelato in Palestina attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, e che l’umanità ha imparato a chiamare – nei secoli della storia cristiana – “Cristo” o “Gesù Cristo”. Chi sono queste due Entità che hanno cambiato radicalmente il corso della storia passata, presente e futura del mondo? Chi sono coloro che hanno impresso una svolta decisiva nella realizzazione della meta umana, attraverso quell’atto misterico compiuto due millenni or sono presso Gerusalemme, sulla croce del Golgota?  (7. Continua)

Collegno,  ottobre 2025                                                                        Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

16     Molti credono che il Cristo abbia preso su di Sé i peccati o il karma di tutti gli uomini. In realtà, secondo la Scienza dello Spirito, è vero che Egli abbia assunto su di Sé i peccati dell’umanità, ma non si tratta dei peccati soggettivi, ossia del karma individuale che ciascuno di noi ha generato come conseguenza immorale o negativa nei confronti del prossimo. Questo karma individuale deve essere compensato da ciascun uomo nel corso della propria vita attuale, come conseguenza delle azioni negative compiute nelle incarnazioni precedenti. Gli errori e le azioni negative commesse in questa vita, invece, dovranno essere riequilibrati nella prossima esistenza terrena. Il Cristo assume su di Sé i peccati oggettivi, quelli iscritti nella “Cronaca dell’Akasha”. Ciò significa che, anche quando abbiamo compensato il debito morale, resta comunque inscritto per l’eternità, nella memoria akashica, l’immagine negativa della nostra azione immorale. È proprio questa immagine che il Cristo prende su di Sé e trasforma, generando un nuovo mondo evolutivo nel quale l’uomo potrà progredire verso stati superiori di coscienza.

17    Il vero corpo eterico è composto da quattro elementi o forze formatrici, di cui però due di esse furono sottratte all’uomo durante l’Epoca Lemurica e l’Epoca Atlantica, per colpa prima di Lucifero e poi di Arimane; esse ci verranno restituite durante l’evoluzione terrestre quando l’uomo sarà più maturo, ovverosia quando avrà sviluppato  l’anima cosciente e sarà tutt’uno col suo Io superiore.

18    La sfera del Budhi rappresenta una dimensione elevatissima, accessibile soltanto ai Bodhisattva umani –  esseri altamente evoluti che hanno ampiamente superato l’evoluzione ordinaria dell’umanità e operano nell’ambito della sfera lunare – e ai Maestri cristiani, i grandi Iniziati che vengono chiamati “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”. Secondo la Scienza dello Spirito orientata antroposoficamente, questa sfera si colloca oltre la regione delle stelle fisse – ossia al di là della sfera di Saturno – ed è conosciuta, nell’esoterismo cristiano-rosicruciano, con diversi nomi: “Cronaca dell’Akasha”, mondo degli Archetipi, mondo della Provvidenza e, appunto, mondo del Budhi. In questa sfera avviene l’incontro con la Luce dello Spirito Santo e con la Vita divina del Cristo. Da essa operano dodici Bodhisattva, i quali accolgono la Luce della Saggezza e la Vita divina del Cristo, che ciascuno di loro, a turno, porta nel mondo terreno, ispirando una “Dottrina” di saggezza a un Bodhisattva umano affinché possa guidare l’umanità nel suo progresso verso la meta stabilita dal Creatore (cfr. il testo, L’Impulso del Cristo e la coscienza dell’Io, O.O. 116).

19      I bodhisattva umani sono dodici Bodhisattva che operano dal mondo lunare  i quali sono ispirati dai Bodhisattva superiori celesti che operano dal mondo del Budhi. Sono degli uomini evoluti che hanno già superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità e poco manca per elevarsi al rango di Angeli. Per realizzare ciò, quando il tempo è maturo per dare all’umanità una nuova facoltà spirituale  (che hanno ispirato come “Dottrina” durante l’arco di cinquemila anni a uomini evoluti terreni) essi devono scendere sul piano fisico e incarnarsi come uomini terreni e compiere il cammino che Rudolf Steiner indica come “buddha umano”.  Il tema dei Bodhisattva è un tema alquanto complesso che ho cercato di spiegare in altri articoli sui Bodhisattva (vedi sul blog  Pensieri Antroposofici dell’Anima : “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bodhisattva dell’Oriente”).

20      Sergej O. Prokofieff, in questo passaggio, adotta una terminologia in uso nella Società Teosofica, risalente al periodo in cui Rudolf Steiner era segretario generale a Berlino e impiegava, nelle sue conferenze, un linguaggio di matrice orientale. Nella Scienza dello Spirito, il termine “razza radicale” corrisponde a un periodo evolutivo denominato “Epoca”. Abbiamo già evidenziato più volte negli articoli di questo blog che l’evoluzione dell’essere umano si svolge attraverso sette stati di coscienza cosmici, chiamati: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Ogni stato di coscienza, a sua volta, si articola in sottostati inferiori di coscienza, definiti: Forma, Vita, Epoca e Periodi di cultura. Possiamo dunque affermare che il nostro eone, o stato di coscienza terrestre, attraversa sette stati di Forma. Ciascuno di questi stati di Forma si suddivide in sette stati di Vita, e ogni stato di Vita si sviluppa attraverso sette Epoche: Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica. Nella terminologia teosofica, ciascuna di queste Epoche viene designata come “razza radicale”: prima razza radicale, seconda razza radicale, e così via. Attualmente ci troviamo nella quinta razza radicale, ovvero nella quinta Epoca Postatlantica, e nel quinto periodo di cultura, detto “anglo-germanico”, iniziato intorno al 1413 e destinato a concludersi verso il 3573. Successivamente entreremo nel sesto periodo di cultura, denominato “russo-slavo”, e infine nel settimo, detto “americano”, che si concluderà con una catastrofe provocata dall’eccessivo egoismo umano, culminante in una guerra di “tutti contro tutti” (cfr. il testo Apocalisse, O.O. 104).

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