La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

       

Raffaello – Trasfigurazione di Gesù e ascensione del Cristo

«Allora comparirà nel cielo il segno del “Figlio dell’uomo” e allora si batteranno il petto tutte le tribù della Terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria» (Mt 24,30).

La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo”.

Il Cristo non si mostrerà più sulla Terra in un corpo fisico come ha fatto duemila anni fa tramite Gesù di Nazareth, ma si mostrerà in quelli che si prepareranno tramite l’Antroposofia, in un corpo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra. Fra tremila anni lo potremo vedere in un corpo astrale nel mondo “Celeste o Devachan inferiore”, e tra seimila anni lo incontreremo nella Sua vera essenza dell’Io Sono, nel mondo della “Ragione o Devachan superiore”. Soltanto allora l’umanità saprà che cos’è il Cristo nella Sua manifestazione più alta quale, “Io Sono l’Io Sono dell’umanità”. Se l’umanità vuole comprendere la seconda venuta del Cristo in “Veste eterica” (questo è il significato occulto di “nuvole”) e avere la giusta comprensione e la giusta relazione col Cristo, sia nel mondo terreno che nel mondo spirituale dopo la morte, occorre che si prepari quaggiù nel mondo fisico attraverso la conoscenza che può essere data solo dalla Scienza dello Spirito o antroposofia.  Non esiste nel mondo attuale nessuna corrente spirituale che parla della venuta del Cristo eterico nel mondo astrale adiacente alla Terra, in verità già iniziata per pochi (dal 1930) e per tutta l’umanità, nei tremila anni a seguire. In merito Rudolf Steiner nella conferenza tenuta a Norimberga nel 2 dicembre 1911, dice:

        «Per gli uomini che si preparano fin d’ora all’avvento del Cristo nel ventesimo secolo non farà differenza, quando tale avvento si produrrà in ampia misura, se saranno incarnati in un corpo fisico o se avranno già oltrepassato la porta della morte; anch’essi, infatti, se si erano preparati quaggiù all’avvento del Cristo, avranno dopo la morte la giusta comprensione per esso, mentre non potranno ottenerle coloro che sono passati disattentamente accanto al terzo grande annuncio 1 all’umanità, alla Scienza dello Spirito o antroposofia, perché la preparazione all’avvento del Cristo deve venir acquisita qui, nel corpo fisico. Quelli che oltrepassano la porta della morte senza aver volto lo sguardo alla Scienza dello Spirito o antroposofia nell’attuale incarnazione, dovranno attendere la prossima per acquisire nel giusto modo la comprensione dell’avvento del Cristo. Sta di fatto che chi non ne avrà avuta notizia sul piano fisico, non ne potrà avere la comprensione nemmeno fra la morte e nuova nascita e dovrà attendere di venirne preparato quando sarà di nuovo sul piano fisico» (Fede, Amore e Speranza, O.O. 130, pag. 14-15).

    Collegno 11 maggio 2019                                               Antonio Coscia

1        Il primo annuncio fu dato a Mosè sul Monte Sinai dall’Io Sono, attraverso le “Tavole della Legge”.     Il secondo annuncio fu dato durante l’evento del Golgotha con l’incorporazione fin nel corpo fisico di Gesù di Nazareth.  Il terzo annuncio infine è stato dato a Rudolf Steiner nel XX secolo,  tramite l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya.

Il sentiero della conoscenza

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         Rudolf Steiner alla fine del libro Teosofia, indica degli esercizi morali per sviluppare le giuste qualità spirituali per chi voglia inoltrarsi sul cammino di conoscenza che lo porti a sviluppare e rafforzare le forze animiche e in modo particolare, a educare lo sviluppo del pensiero. Chi vuole arrivare all’indagine del mondo spirituale occorre che prima di tutto ponga attenzione al mondo dei pensieri, in quanto il pensiero umano è secondo Rudolf Steiner,  “la più alta qualità che l’uomo possiede nel mondo sensibile”, (Teosofia, pag. 126).

Se dunque vogliamo rafforzare e perfezionare il nostro pensiero umano, occorre imparare ad accogliere non per dogma o fede cieca, le comunicazioni del  vero indagatore dello spirito, ma imparando semplicemente ad accogliere senza preconcetti ciò che egli dice sui mondi dello spirito e sul metodo pratico consigliato, per imparare a diventare a nostra volta, cittadini dei mondi dello spirito. Accogliere dunque con calore nella nostra anima le esperienze dell’indagatore dello spirito, può diventare per noi, una fonte di “forze viventi per il nostro progresso spirituale” (Ibidem).

Dal capitolo “Il sentiero della conoscenza” prendiamo uno spunto, dove appunto possiamo imparare a sviluppare la prima qualità della “Dedizione senza riserva e senza preconcetto”, ossia:

         «Lo studioso deve in ogni istante potersi trasformare in un recipiente del tutto vuoto in cui si riversi il mondo estraneo. Sono fecondi per la conoscenza solo i momenti in cui tace ogni giudizio, ogni critica che parla da noi. Di fronte a un uomo non importa ad esempio se siamo più saggi di lui. Anche il più irragionevole fanciullo ha qualcosa da rivelare al più alto saggio. Se questi poi si avvicina al fanciullo già con un pregiudizio, per quanto saggio, quel giudizio s’interpone come vetro appannato fra lui e ciò che il fanciullo ha da rivelargli. Questa dedizione del mondo estraneo richiede una totale abnegazione interiore. Esaminandoci per sapere in quale misura si abbia tale dedizione, si faranno scoperte sorprendenti. Chi voglia intraprendere il sentiero della conoscenza superiore deve esercitarsi a potere in ogni momento spegnere se stesso con tutti i suoi pregiudizi» (Teosofia O.O. 9, pag. 129-130).

Le correnti occulte del contrasto e lo sviluppo dell’anima cosciente

Giardino Sigurtà

«La lotta contro lo spirito  stette sempre e continua

a stare nello sfondo  di ogni avvenire esteriore »

Rudolf Steiner a L. Polzer-Hoditz,

il 3 marzo 1925

Questa riflessione nasce da un capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff “Le sorgenti spirituali dell’Europa orientale e i futuri misteri del S. Gral” (ed. Antroposofica Milano),  dove egli spiega dettagliatamente la presenza nel tempo presente di tre correnti occulte che operano come forze contrastanti attraverso azioni illecite, non consone all’evoluzione attuale dello sviluppo della sesta parte della costituzione umana, ossia di quella parte più essenziale dell’interiorità umana che la scienza dello spirito a orientamento antroposofico chiama “anima cosciente”. « Col nome di anima cosciente si intende qui il nocciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima» (Teosofia pag. 36). Nella corrente spirituale antroposofica sappiamo dagli insegnamenti di Rudolf Steiner che l’umanità attuale, almeno per quella parte più evoluta, è entrata nello sviluppo dell’anima cosciente da circa sei secoli, cioè dal 1413 d.C. e terminerà nel 3573; dopodiché nel periodo seguente il nostro attuale, entrerà in uno sviluppo superiore ricevendo dall’alto del mondo angelico, un principio microcosmico del Sé spirituale. Occorre quindi che in vista di quell’evento futuro debba già ora prepararsi, sviluppando accuratamente l’anima cosciente (ossia quella parte dell’anima che da una parte si apre all’anima divina superiore o Sé spirituale, e dall’altra, all’anima razionale che a sua volta si apre all’anima senziente (1), la quale è strettamente unita al corpo fisico e quindi più a contatto col mondo materiale), attraverso uno sviluppo di qualità morali che tendano a rafforzare la forza del pensiero intellettuale astratto, fino a trasformarlo in un pensiero vivente immaginativo veggente. Questo pensiero intellettuale veggente, possiamo conseguirlo molto tempo prima dell’evoluzione normale, attraverso un processo di purificazione cosciente della nostra anima (astrale), tramite degli esercizi consigliati da Rudolf Steiner, attraverso i diversi libri messi a disposizione dalla casa editrice Antroposofica di Milano, quali ad esempio: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”; ognuno può scegliere all’inizio, quello più appropriato al suo temperamento e sviluppo interiore. Contro questo sviluppo dell’anima cosciente agiscono però sia sul piano fisico che su quello spirituale, tre correnti occulte che non vogliono assolutamente che l’uomo possa realizzare questo sviluppo animico che gli darà la possibilità di prendere coscienza della sua vera essenza spirituale interiore cui egli è strettamente legato, cioè il Sé spirituale e di conseguenza  il suo Io superiore.
È molto importante quindi che nella nostra epoca l’anima cosciente possa svilupparsi nel modo più sano possibile, in quanto può determinare nelle nostre incarnazioni future, non solo quello di accogliere come dono degli Angeli il Sé spirituale nel sesto periodo della quinta Epoca (2) come suddetto, ma anche che nei tremila anni a venire, a cominciare dal nostro periodo attuale, di avere la possibilità d’incontrare la “figura luminosa del Cristo eterico” nelle vicinanze del mondo astrale della nostra Terra. Occorre peraltro dire che c’è anche la possibilità che quest’anima cosciente possa prendere strade diverse a causa del contrasto delle correnti summenzionate e, svilupparsi nel modo sbagliato, andando così incontro a una luciferizzazione e di conseguenza a un’arimanizzazione (3) del pensiero veggente; vale a dire che l’anima umana invece di risvegliarsi chiaroveggentemente nel giusto mondo spirituale in mezzo agli Dei del progresso, possa risvegliarsi in mondi luciferici in mezzo agli dèi del contrasto, in una specie di prigionia occulta. Per evitare questo, è importante che quando inoltratoci nel cammino di conoscenza della scienza dello spirito o antroposofia, nasca in noi l’impulso di accogliere secondo le indicazioni di Rudolf Steiner menzionate nei diversi libri di cristologia, l’”Impulso del Cristo”, così come indicato dal vero cristianesimo-rosicruciano nei libri summenzionati.
In merito alle correnti di contrasto occulte sul piano fisico, Sergej O. Prokofieff ne parla  molto a lungo nel suo libro citato, dove appunto possiamo capire quanto lo sviluppo dell’anima cosciente sia contrastato da queste correnti occulte che vogliono far sì che l’evento della seconda venuta del Cristo eterico passi inosservato, cosicché l’umanità non possa incontrare il Cristo e quindi non possa ricevere le giuste forze eteriche in modo che l’anima cosciente possa raggiungere la sua meta nel modo giusto. Prendendo qualche spunto dal suo libro a pag. 257 leggiamo:
«Quando Rudolf Steiner parlò delle più importanti correnti che nel nostro tempo agiscono contro l’evoluzione spirituale dell’umanità e in ultima analisi vogliono “condurre al precipizio la nostra attuale civiltà”, (4) ne nominò tre, che secondo le sue parole ”lavorano … attualmente da grandi punti di vista con reale attenzione alle forze conformanti il mondo” (5) e rappresentano quindi il massimo pericolo per quelle. Queste tre correnti che nell’epoca attuale formano tre diversi aspetti di un impulso centrale del male, sono: certe società segrete occidentali, che determinano molteplici direttive principali della politica mondiale; poi la corrente dei gesuiti che vorrebbe formare la base per la struttura di potere della Chiesa cattolica romana; e il bolscevismo che ha oggi il suo centro in Europa orientale. Tutte e tre le correnti si basano, secondo la loro più profonda essenza, su determinate influenze occulte ed hanno perciò la particolarità che è possibile opporsi alla diffusione dei loro impulsi, basandosi sulle conoscenze occulte che fluiscono direttamente da quelle forze spirituali di luce che vogliono condurre, nel nostro tempo, l’umanità alla realizzazione delle vere mete dell’evoluzione del mondo. Solo così possiamo intendere le parole dell’iniziato cristiano moderno, che oggi solamente la scienza dello spirito orientata antroposoficamente può resistere nel rapporto occulto a queste tre tendenze del male … A questo “confronto” spirituale che abbiamo qui caratterizzato è anche connesso con il fatto che queste tre direzioni occulte del male del nostro tempo, non sono solo correnti che dispongono di queste o di quelle conoscenze esoteriche, bensì di correnti fondate su una determinata forma di iniziazione, anche se questa possa appartenere alla tendenza della “via nera”. (6) In tal caso, un’opposizione occulta può avvenire anche solo con le forze dell’iniziazione, ma di quella opposta, cioè l’iniziazione della “via bianca” come fu presentata esaurientemente da Rudolf Steiner nei suoi libri “L’iniziazione, La scienza occulta” e molti altri libri e conferenze» (Ibidem).
Come possiamo vedere queste tre correnti del male agiscono in modo negativo sullo sviluppo dell’anima cosciente, di cui fanno parte le logge segrete occidentali, cioè quelle “anglofone e americane”, tramite il potere politico e di conseguenza quello economico. La corrente dei gesuiti insieme a quella dell’Opus Dei, nate successivamente una dal religioso spagnolo Ignazio di Loyola (1491-1556) insieme a sei confratelli, cosiddetti “la compagnia di Gesù” nel XVI secolo (1534), e l’altra nel XX secolo (1928) da un sacerdote spagnolo Josemaría Escrivá de Balaguer (1902-1975), che avrebbe avuto l’incarico di fondare l’Opera di Dio da un’ispirazione divina ricevuta durante un ritiro spirituale. Queste due correnti religiose appartenenti alla Chiesa cattolica operano nel trattenere le anime umane a livello dell’anima razionale, ossia a quello sviluppo antico conseguito nel quarto periodo di civiltà greco-romano, cui lo sviluppo della Chiesa romana ha avuto il compito di accompagnare e frenare l’umanità nel non scendere troppo in basso nel materialismo sociale. In merito Rudolf Steiner scrive:

«L’anima cosciente doveva farsi avanti. Roma [la Chiesa cattolica romana] voleva mantenere, e mantiene a tutt’oggi, di fronte all’anima cosciente, quella cultura suggestiva adatta a trattenere gli uomini dal trapasso allo stato dell’anima cosciente, adatta a mantenerli al punto di vista dell’anima razionale o affettiva. Questo è proprio il combattimento che Roma [la Chiesa romana] conduce contro il procedere del mondo, questa Roma che persevera in quanto va bene per l’anima razionale o affettiva, mentre l’umanità vuole progredire verso il suo sviluppo dell’anima cosciente … Infatti in quest’epoca l’uomo deve poggiare su se stesso, deve emanciparsi come “Personalità umana”, deve liberarsi dai vecchi sostegni, non può farsi suggerire le cose cui prestar fede, deve prendere parte attiva all’elaborazione di quello cui deve credere;» ( O.O. 185 pag. 40-41, Lo studio dei sintomi storici).

A fronte di ciò, la Chiesa cattolica romana ha terminato il suo compito  già nel XV secolo con l’inizio dello sviluppo di quella parte più evoluta dell’anima umana cioè l’anima cosciente, essendo questa  come suddetto, in stretta relazione col Sé spirituale superiore, deve trovare la via per ri-unirsi con la sua immagine divina superiore in modo libero senza l’aiuto di autorità coercitive, siano esse istituzionale, religioso o quant’altro, che possano indebolire la sua volontà. Anche qui Rudolf Steiner in una sua conferenza tenuta a Dornach (Svizzera) ci rivela che:

«L’elemento ecclesiastico gerarchico-cultico in cui la romanità si è trasformata nell’affluire verso l’Europa del cattolicesimo romano, è uno degli impulsi che continueranno ad agire come impulsi ritardatari per tutto il quinto periodo postatlantico di civiltà, specialmente durante il suo primo terzo. Potete farvi un calcolo di quanto durerà: sapete già che un periodo postatlantico dura all’incirca 2160 anni, di cu un terzo dura 720 anni. Avete perciò, partendo da circa l’anno 1413, l’azione principale fino al 2133 (1413+720= circa 2133 anni), cosicché gli ultimi flussi della romanità gerarchica dureranno fino addentro al principio del terzo millennio». ( O.O. 174, 15/1/1917).

Infine il popolo russo (definito da Rudolf Steiner, il “popolo di Cristo”) che ha il compito di condurre nel sesto periodo evolutivo (3573 circa) l’umanità verso lo sviluppo del Sé spirituale, è contrastato dalla corrente bolscevica che cerca di trattenere le anime russe nella coscienza dell’anima senziente – razionale cosicché non sia possibile preparare il sesto periodo di “Filadelfia”, cioè il periodo russo-slavo in cui l’umanità riceverà un principio microcosmico del Sé spirituale dal mondo angelico. Occorre dire che dietro queste tre correnti del male operano delle forze spirituali occulte del contrasto, (forze asuriche, arimaniche e luciferiche ) le quali, sono al servizio dello spirito della Forma rimasto indietro in antiche evoluzioni cosmiche  chiamato “Sorat”, cioè la “Bestia apocalittica del male”, il demone solare, l’anticristo che nel mondo del Sole combatte contro il Cristo. Sergej O. Prokofieff  nel suo libro sopra citato approfondisce un insegnamento di Rudolf Steiner, dove  l’anima cosciente (e con essa dobbiamo intendere anche l’Io umano), è posta a un bivio in cui deve decidere dove andare. È una decisione molto importante  cui seguirà il  futuro karmico di tutta l’evoluzione umana in divenire, e  cioè:  salire verso i mondi dello spirito o, discendere inesorabilmente  verso l’”abisso infernale”. L’uomo deve decidere se andare verso l’alto, spinto da un impulso spirituale di conoscere la verità sulla sua origine diventando un vero collaboratore degli Dei del progresso, oppure andare verso il basso legandosi sempre più strettamente alle brame e ai desideri materiali della sua anima senziente che di conseguenza lo porterà verso la bestialità animica.  Qui appunto egli   scrive:
      «Nell’attuale quinto periodo postatlantico dell’anima cosciente, questa è posta da tutto il corso dell’evoluzione del mondo direttamente di fronte a due alternative: una in salita e una in discesa. Essa si trasformerà un giorno, nel corso della sua graduale spiritualizzazione, in un’”anima d’immaginazione” (7) ciò che significa che nell’attuale periodo di cultura si compirà il passaggio dal pensiero astratto, solo intellettuale, dapprima in un pensiero vivente (nel senso goethiano) e più tardi in un pensiero immaginativo o chiaroveggente, (8) quello solo capace di accogliere coscientemente nel susseguente sesto periodo di civiltà, il principio del Sé spirituale che allora discenderà nell’umanità: oppure invece, l’anima cosciente si svilupperà verso il basso, verso una sempre più forte arimanizzazione, in quanto seguirà la sua immanente affinità per il corpo fisico. (9) In quest’ultimo caso avrebbe luogo nella misura della sua arimanizzazione, al posto di uno sviluppo verso il Sé spirituale, un concrescere sempre maggiore dell’anima con il corpo fisico.
In conseguenza di un tale “concrescimento” della più alta parte costitutiva dell’essere umano con il suo involucro più esterno e materiale, si produrrebbe un collegamento diretto tra un’attività estremamente arimanico-astratta del capo e i più rozzi istinti animaleschi delle inferiori parti del corpo, con esclusione del puro elemento umano, come viene alla luce nella zona media, e proprio in ciò consiste, come è già stato dimostrato (cap.16, IV) (10), la mèta occulta del bolscevismo che, se venisse raggiunta, porterebbe a che “la società umana dovrebbe trasformarsi su tutta la Terra in un gregge animale, che può solo pensare raffinatamente”. (11)
Il pensare di ogni membro di questo “gregge animale” conterrebbe allora una quantità quasi sovrumana di senno, che non sarebbe però un senno umano, bensì riempirebbe la sua testa il senno istintivo di una bestia, attraverso la cui sostanza si potrebbero incorporare nell’uomo delle entità arimaniche [mefistofeliche, sataniche], per renderlo ossesso di loro. Tale incorporazione può durare ore, giorni o anni, e l’io individuale dell’uomo si troverebbe, nell’attimo dell’incorporazione, come in una prigionia occulta e verrebbe sempre più fortemente attirato, nei mondi spirituali, nell’obbedienza a quello spirito demoniaco [soratico] servito dall’essere arimanico incorporatosi nei suoi involucri. (12) Per questo, quell’uomo diverrebbe temporaneamente, o magari per tutta la sua vita, un condiscendente strumento degli scopi di tale spirito demoniaco. Ecco perché Rudolf Steiner ebbe a dire, come è stato citato sopra: “Lenin, Trotskij e gente simile sono strumenti di queste potenze arimaniche”. (13) 
E non è tutto. Infatti il sopradescritto concrescimento dell’anima cosciente con il corpo fisico ha per l’uomo un’ ulteriore conseguenza, particolarmente tremenda. Considerandola esteriormente, se ne ha un primo sintomo nel fatto che un tale uomo si trasforma straordinariamente presto in un ateo radicale, in un convinto negatore di Dio. La causa occulta di tale trasformazione consiste nel fatto che l’anima, nella misura in cui concresce con il corpo, è sempre meno in condizione di sperimentare in sé qualcos’altro se non la copia di processi materiali. Questo si dimostra per l’anima stessa come una grave malattia, difficilmente guaribile, che minaccia di mortificare tutte le superiori forze-divino spirituali a lei unite in origine e, conseguenza, minaccia di materializzare l’anima, o più precisamente di arrecarle la “sostanzializzazione” dell’elemento animico. “Malattia della negazione di Dio” Rudolf Steiner ebbe una volta a chiamare tale malattia dell’anima. (14) La più terribile conseguenza di questa malattia della “sostanzializzazione dell’anima” sarebbe che questa correrebbe prima o dopo il pericolo di rimanere unita ai processi puramente materiali del corpo fisico, anche dopo la morte » (pag. 258-59 Ibidem).

Queste parole devono farci riflettere molto a lungo, poiché possiamo constatare che già oggi guardandoci intorno a ciò che accade nell’ambito  sociale, possiamo vedere quest’animalizzazione da parte di alcuni membri fanatici, associati a estremismi religiosi mediorientali, ed anche ad atti crudeli e barbarici che accadono nelle altre parti del mondo occidentale, non sono da meno. Nell’umanità attuale possiamo scorgere i primi sintomi della divisione dell’umanità quale sarà in un futuro non molto lontano, cioè nel sesto periodo di civiltà tra “buoni e cattivi”, in cui la “magia bianca e quella nera” si affronteranno per la salvazione di quella parte dell’umanità, rimasta indietro, con l’aiuto del nuovo Bodhisattva Maitreya.  Egli dovrà allora in quel lontano futuro che possiamo fissare (secondo Rudolf Steiner e alcune profezie di correnti orientali) nel primo terzo della sesto periodo della quinta Epoca, ossia tra circa 2500 anni e cioè nel 4400 circa, vale a dire 5000 anni dopo la venuta e l’Illuminazione del Buddha (600 anni circa a.C.). Il Bodhisattva Maitreya dovrà trovare dei genitori che siano in grado di preparargli un involucro umano adatto alla sua missione e scendere per un incarnazione completa sul piano fisico, realizzando la “Dottrina” rivelata attraverso i suoi messaggeri umani nell’arco dei cinquemila anni come successore del grande Buddha Gautama, in modo da conseguire l’Illuminazione spirituale come fu per il suo predecessore; cosicché anch’egli possa elevarsi alla dignità di nuovo Buddha celeste umano, quale messaggero e servitore del Cristo.

Collegno 3 aprile 2019                                                                               Antonio Coscia

Sopra: Parco Giardino Sigurtà, (Garda)

Note  Integrative

1    L’anima senziente, insieme all’anima razionale e cosciente, forma l’anima inferiore umana tramite cui si manifesta l’Io inferiore, la cui maggiore manifestazione è nell’anima cosciente. L’ anima senziente è quella parte dell’anima che accoglie le sensazioni dal mondo esterno tramite cui sorgono nell’Io le brame, i desideri che egli cerca poi di soddisfare. Essa è strettamente unita al corpo senziente (il corpo che riceviamo insieme al corpo fisico e al corpo eterico, come eredità dei nostri genitori e dove si manifesta quella parte più caratteriale dei nostri antenati), per questo è chiamato anche “corpo astrale”. Maggiori approfondimenti sono possibili nel libro “Teosofia”.

2     Lo sviluppo dell’evoluzione umana avviene attraverso sette stati di coscienza cosmici i quali sono suddivisi in altri sottostati di coscienza, di vita, di forma, di epoche e di periodi di epoche. Per cui nel nostro caso prendendo come esame le “Epoche” diciamo che: uno stato di coscienza è formato da sette stati di vita, di cui uno stato di vita è formato da sette stati di forma e uno stato di forma a sua volta, è formato da sette Epoche. Noi siamo dunque nella quinta Epoca, chiamata “Epoca Postatlantica”; la prima fu l’Epoca Polare, la seconda l’Epoca Iperborea, la terza l’Epoca Lemurica e la quarta l’Epoca Atlantica; in avvenire ci saranno ancora la sesta e la settima Epoca, dopodiché la Terra si evolverà in un astrale più perfetto verso altri stati di coscienza superiori.

3    Arimane (Satana o Mefistofele) è una divinità dell’ostacolo rimasta indietro nel secondo “Eone” o stato di coscienza cosmico, chiamato antico “Sole”. In quell’antico stato di coscienza gli Arcangeli completavano il loro perfezionamento umano, per cui alcuni di essi non riuscirono a perfezionarsi restando indietro non solo nel secondo stato di coscienza, ma anche nel terzo eone cosmico chiamato “antica Luna”.

Note tratte dal libro citato di Sergej  O. Prokofieff

4    Vedi O.O. 197, 13/6/1920

5     Id.

6     Vedi O.O. 10, “L’Iniziazione”: “Vita e morte. Il grande Guardiano della soglia” (EA 1988).

7      Vedi O.O.145, 29/3/1913,  (Lo sviluppo occulto dell’uomo nelle sue quattro parti costitutive), (EA 1986).

8    Vedi O.O. 130, 18/11/1911.

9    Vedi le conferenze del 7 e 9/6/1910 (O:O. 121)

10   Vedi pag. 211 del libro di Sergej O. Prokofieff : “ Le sorgenti spirituali dell’Europa Orientale e i futuri misteri del Santo Gral.

11   Vedi nota 4 e la conferenza del 15/7/1923, (Rivista Antroposofia del 1950/34).

12    Vedi O.O. 199,7/8/1920

13     Vedi nota 3

14      Vedi O.O. 182, 16/10/1918 (Riv. Antroposofia 1948/66)

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia III

Raffaello, disputa del sacramento nella stanza della Segnatura, Vaticano

“Molte cose ho da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di Verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà” (Gv 16,12-14).La vita divina (II)

3.La via divina II

 Perciò a fronte di ciò che si è detto finora, per “religione divina”, è da ritenersi una possibilità nuova, moderna, libera, che più si addice al nostro periodo evolutivo attuale, tramite cui l’uomo moderno se vuole, può accogliere delle nuove forze spirituali di conoscenza, nel pieno rispetto della sua volontà. Questo è dato dall’Antroposofia quale corrente spirituale areligiosa cui, può essere conquistato e realizzato dall’uomo moderno tramite questa nuova via iniziatica attuale rosacrociana, libera da qualsiasi forma di dogmatismo e fanatismo religioso (che ancora si riversa come ignoranza spirituale nella gran parte di correnti religiose moderne) la via al proprio Sé divino, perseverando con sincera dedizione e venerazione al proprio “dio interiore”, attraverso un vero risveglio spirituale. È la via verso quel dio-umano interiore che, sia la scienza materialista, sia la teologia moderna, nega l’esistenza spirituale quale nucleo originario dell’Entità umana da quando la chiesa romana del nono secolo, confutò la tricotomia paoliniana, riducendo l’uomo a una sorta di animale superiore negando la sua vera essenza spirituale, cioè lo spirito (Pneuma). Questa confutazione dello spirito umano avvenne come già accennato durante il concilio di Costantinopoli del nono secolo, dove in breve fu deciso che l’uomo è formato da un corpo e da un’anima, la quale si caratterizza in due aspetti di cui: uno “razionale” rivolto più al mondo esteriore naturale, e l’altro “intellettuale” rivolto più al mondo interiore animico – spirituale. Per meglio dire, i teologi dell’ottavo concilio costantinopolitano  non poterono più concepire a causa del loro offuscamento spirituale arimanico che l’uomo sussista di due anime com’era uso credere da parte di diversi filosofi antichi greci e gnostici religiosi dei primi secoli dell’avvento del cristianesimo. Vale a dire l’anima inferiore che è presente nell’uomo sulla Terra a causa della caduta originaria di Adamo dal paradiso terrestre dovuto alla tentazione di Lucifero, e l’anima superiore quale immagine divina creata da Yahve (Adamo celeste) trattenuta dagli Dei nel mondo spirituale prima della tentazione del serpente luciferico, cui Paolo chiama l’ultimo Adamo. Queste due anime furono di nuovo congiunte dal Cristo durante l’evento del Golgotha, nell’uomo Gesù di Nazareth, laddove nel vangelo di Luca l’Angelo dice a Maria che concepirà un figlio grazie all’adombramento dello Spirito Santo che scenderà su di lei e di cui, sarà chiamato “Figlio di Dio” (Lc 1,35).  In questo si realizzò la volontà divina cui l’umanità venne poi redenta dal sacrificio del “Figlio”, ossia dell’Altissimo Dio solare che chiamiamo Cristo. Ciò alfine di riscattare il “peccato originario” voluto dagli Dei della prima gerarchia superiore cioè i Troni, Cherubini e Serafini, (i “Signori” del karma prima che fosse avocato al Cristo nel XX secolo), cosicché l’uomo potesse sviluppare una coscienza autonoma e libera attraverso l’impulso del vero amore cosmico universale quale meta dell’umanità terrena, cui si realizzò in “primis” in Gesù di Nazareth, quale archetipo dell’umanità.   

I teologi costantiniani non si avvidero dell’errore cui la loro confutazione paoliniana avrebbe portato inevitabilmente come effetto nel futuro sociale lo sviluppo di una scienza materialista che, avrebbe sì dato all’uomo la possibilità di sviluppare una coscienza autonoma e libera, ma anche quello di indurre uomini all’ateismo e all’apostasia religiosa e, a staccarsi di conseguenza, dalla sua origine spirituale divina. Per cui essendo la loro coscienza, come suddetto, offuscata dalle forze mefistofeliche, non si avvidero che in tal modo confutarono e negarono loro stessi quali custodi e discepoli del principio spirituale dell’Impulso del Cristo 12 scaturito dall’evento del Golgotha, ossia il principio spirituale dell’Io sono nell’uomo! Per meglio dire, nella mentalità religiosa del popolo romano, dal IX secolo in poi, fu dichiarato eretico credere a quella parte degli scritti di S. Paolo dove nella prima lettera ai Tessalonicesi, è menzionato l’uomo tripartito costituito da corpo, anima e spirito; dove appunto per spirito, è da ritenersi quella parte spirituale superiore dell’uomo individuale che s’incarna in ogni vita. Occorre però dire che questa individualità superiore umana non scende fino al livello terreno, ma riflette la sua immagine nel corpo materno. Dopo avere accompagnato verso l’incarnazione terrena l’uomo inferiore  attraverso le sfere planetarie fino alle porte della Luna e, dopo che ha unito l’anima umana al germe materno, egli si ritira di nuovo nella sfera solare la sua patria Celeste, da dove ispira e guida l’io umano ancora incosciente, verso il suo destino terreno. Con ciò si vuole asserire che il nostro “io terreno” non è il vero Io, ma è soltanto un’immagine imperfetta che l’Io superiore riflette nel nostro corpo astrale inferiore, quale sintesi di tutte le personalità umane assunte e vissute sulla Terra insieme alle facoltà morali conquistate durante le esperienze terrene cui manifestiamo in ogni vita, come qualità animiche-spirituali attraverso la nuova personalità inferiore umana.   

Nel libro “Teosofia” sono menzionati i due “Io umani” (concetti a volte un po’ difficili da afferrare per chi si avvicina per la prima volta alla conoscenza antroposofica), dove Rudolf Steiner parla della formazione della natura spirituale superiore e inferiore dell’essere dell’uomo. Occorre rileggere diverse volte questi brani di lettura, come per altri, scritti  appositamente  da Rudolf Steiner nei quattro libri principali della Scienza dello Spirito o antroposofia, per fare in modo che l’allievo impegni il suo pensiero in modo energico  alfine che  venga rafforzato il suo pensare intellettivo immaginativo. Pertanto, nello scritto che segue ed estrapolato dal libro citato, Rudolf Steiner dice che lo Spirito divino forma l’Io superiore dall’interno verso l’esterno, mentre le forze e le rappresentazioni immaginative del mondo naturale dei quattro regni minerale, vegetale, animale e umano, formano l’io inferiore dall’esterno verso l’interno.  In merito appunto a pagina 40 leggiamo:

«L’io vive nell’anima. Sebbene la più alta manifestazione dell’”io” sia parte dell’anima cosciente, va tuttavia detto che, irradiando da questa, l’io pervade tutta l’anima, e attraverso di lei agisce nel corpo. Nell’”io” è vivente lo spirito. Lo spirito s’irradia nell’”io” e vive in esso come nel suo “involucro”, allo stesso modo con cui l’io vive nel corpo e nell’anima come nei suoi “involucri”. Lo spirito forma l’io [l’Io superiore] dall’interno all’esterno; il mondo minerale lo forma dall’esterno all’interno, [l’io inferiore]. Alla spiritualità formatrice dell’”io”, e vivente quale “io” [ l’Io superiore], daremo il nome di Sé spirituale, poiché si manifesta come “io” o “sé” dell’uomo [ossia come nel mondo fisico indichiamo l’anima umana sé inferiore, così nel mondo spirituale indichiamo l’anima superiore Sé spirituale]» (Ibidem).

Per capire quest’aspetto occorre avere ben presente la costituzione della natura corporea, animica e spirituale dell’uomo, che per meglio capire le parole di Rudolf Steiner, diamo una sintesi schematica nelle tavole seguenti così come descritta in Teosofia. Come possiamo vedere dalle due tabelle che seguono, l’uomo è formato da un “Corpo” cui viene diviso a sua volta in “corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente”, che sono quelli che ereditiamo dai genitori e dai nostri antenati. Siamo poi formati da un’”Anima” dove l’Io inferiore ha lavorato per diverso tempo in modo incosciente, per perfezionare e organizzare il corpo astrale in anima senziente, anima razionale e anima cosciente. Pertanto,  è attualmente cosciente solo nell’anima razionale, la quale forma il nucleo dell’io terreno e dove l’uomo si autoconosce come “coscienza dell’io”. Attraverso questa coscienza dell’io, chi in modo incosciente e chi tramite un lavoro esoterico più cosciente, l’io umano  lavora allo sviluppo dell’anima cosciente, purificando e perfezionando maggiormente il corpo astrale dalle brame, dai desideri, dalle passioni, e particolarmente dal proprio egoismo, giacché l’anima cosciente rappresenta la sintesi, la parte più pura ed elevata del nocciolo inferiore umano. Essa difatti, è strettamente congiunta al Sé spirituale ed è quella parte che appunto il Cristo generò come “Figlio dell’uomo” in Gesù di Nazareth, durante il battesimo di Giovanni. Inoltre, vediamo che l’uomo è formato da uno “Spirito” che a sua volta Rudolf Steiner divide in Sé spirituale (Manas), spirito Vitale (Buddhi) e Uomo spirito (Atma); cui l’Io superiore è presente nel “sé spirituale”, da dove opera attraverso l’anima cosciente e quindi inconsciamente guida l’uomo inferiore verso il suo destino karmico.

(Per un maggiore chiarimento occorre leggere molto attentamente il libro “Teosofia” e anche le prime pagine della “Scienza Occulta). Ricapitolando nelle seguenti tavole schematiche (Tav. 1 e 2) quello che abbiamo accennato, diciamo che l’uomo visto chiaroveggentemente da Rudolf Steiner, è così costituito:

A quest’aspetto schematico Rudolf Steiner ne aggiunge un altro settemplice, spiegando che poiché il corpo senziente (c) e l’anima senziente (d), sono della stessa sostanza animica senziente, vengono riuniti in una stessa unità astrale; lo stesso dicasi per l’anima cosciente (d) e il sé spirituale (g), essendo questi della stessa sostanza animica spirituale; per cui egli suddivide l’uomo in modo settemplice, ossia:

      Come possiamo vedere l’anima cosciente è l’anello che si apre da una parte col mondo esterno tramite l’anima razionale e l’anima senziente, e  dall’altra, col mondo divino tramite il sé spirituale. Pertanto, l’anima cosciente (dove l’io umano ha origine  e da dove maggiormente si manifesta nei corpi inferiori), assume di conseguenza un ruolo primario nell’evoluzione attuale, poiché l’uomo può scendere di livello spirituale e di conseguenza morale per colpa del materialismo scientifico moderno in tutto il suo genere filosofico, religioso e culturale. Perciò, essendo l’anima cosciente legata all’anima razionale, viene da questa trascinata in basso a causa delle brame, desideri e passioni che nascono nell’anima senziente cui l’io inferiore non ha purificato e sviluppato abbastanza forze morali, per cui, viene sedotto dagli esseri luciferici e arimanici che lo attraggono inevitabilmente verso il basso, nell’animalità sensuale bestiale.  (Vedi in merito la conferenza di Zurigo del 9 ottobre 1918, O.O.182, “Che cosa fa l’angelo nel nostro corpo astrale”, Ed. Antroposofica Milano). Occorre quindi che l’anima cosciente (cioè l’io umano) badi a cautelarsi verso queste forze tentatrici demoniache che tendono a irretirla e portarla verso il basso della scala evolutiva morale, affinché non arrivi a realizzare la sua divinizzazione e quindi il ritorno e l’unione col “Padre Celeste”. Può farlo soltanto compenetrandosi della forza dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, così come riportato dai vangeli del nuovo testamento e interpretati dalla Scienza antroposofica. Solo attraverso l’Antroposofia possiamo prendere coscienza delle divinità dell’ostacolo che operano attualmente nella nostra evoluzione storica – umana come correnti distruttrici e ostacolatrici dell’uomo, le quali sono a loro volta strumenti del male al servizio della “Bestia Apocalittica” menzionata da Giovanni nel libro dell’Apocalisse, e che conosciamo col nome di “Sorat”, cioè l’anticristo dell’Altissimo Dio solare. Il compito dell’io umano, dunque, nel nostro periodo evolutivo è quello di sviluppare l’anima cosciente attraverso la quale come abbiamo visto, può prendere coscienza della sua immagine divina superiore o sé spirituale, tramite cui può unirsi non solo al suo Io superiore, ma anche al “vero Io”13, ossia potrà prendere coscienza del motto paoliniano: “Non Io ma il Cristo in me” (Gal. 2,20).  Volendo chiarirci la differenza tra l’anima cosciente e il Sé spirituale nel libro Teosofia leggiamo:

 “Mentre l’anima cosciente nell’osservare la natura delle cose nel mondo fisico tocca la verità indipendentemente da qualsiasi simpatia o antipatia esistente in sé, il sé spirituale porta in sé la medesima verità ma accolta e abbracciata dall’io [dall’Io superiore], da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo [anima cosciente] dell’uomo. Poiché la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’io, l’”io” stesso [l’Io inferiore], consegue l’eternità ( Teosofia pag. 40). 

 Possiamo cercare di interpretare queste parole affermando che la verità è una, e non può essere che una qual è abbracciata dall’Io superiore quale sintesi della verità che le due anime accolgono dal mondo spirituale (il Sé superiore) e dal mondo materiale (il sé inferiore). L’uomo tocca la verità insita nel mondo naturale esterno attraverso l’anima cosciente ma non può individualizzarla in sé, giacché la verità nel nostro mondo, è un immagine-oggettiva astratta dietro di cui opera l’agire di un “essere pensiero” che è la manifestazione nel mondo astrale di un archetipo divino che opera dal mondo spirituale. Quando l’anima cosciente o, il pensiero intellettivo immaginativo cosciente accoglie in sé la verità della rosa, unisce a sé l’essere pensiero della rosa che congiunge poi all’archetipo spirituale superiore, cioè alla stessa verità o “pensiero-immagine” divino della rosa accolta dal Sé spirituale, cui l’Io superiore congiunge e individualizza in sé rendendo così libera e autonoma la verità nell’anima cosciente. Poiché la verità ha un’esistenza eterna ed essendo stata accolta dall’Io superiore, l’io inferiore che è legato all’io superiore attraverso l’anima cosciente, consegue di conseguenza anch’esso l’eternità dell’anima. Per meglio dire, essendo l’anima cosciente unita al corpo astrale purificato del Sé spirituale dove opera anche l’Io superiore, quale conseguenza accoglie in sé il riflesso astrale della verità individualizzata e divenuta autonoma nell’io inferiore. Ciò  farà sì che dopo la morte l’anima umana e lo stesso io terreno, non si estinguano, ma continuino la loro esistenza congiunti con l’Io superiore fino alla mezzanotte cosmica, laddove dopo essersi questi congiunto col “Vero Io” umano, inizia la discesa per una nuova incarnazione terrena assumendo una nuova Personalità umana, quale sintesi del vecchio io terreno. 

 Possiamo quindi ancora aggiungere dicendo che, quanto più l’anima umana (anima cosciente) si compenetra di verità e saggezza attraverso la sua esperienza terrena, tanti più frutti l’io inferiore potrà offrire al suo Io superiore, che tenderà a elevarsi e a espandersi sempre più nel mondo spirituale in modo da accogliere maggiormente a dei gradini superiori, la verità e la saggezza dallo Spirito cosmico universale. Questo ingrandirsi maggiormente nel mondo spirituale, darà la possibilità all’io inferiore di conquistare quelle facoltà che potranno dargli la forza attraverso le esperienze terrene di elevarsi a stati di coscienza superiori in grado di ri-unirsi come suddetto, non solo con l’Io superiore, ma anche con il “Vero Io” del Cristo. (3. Continua)

Collegno 1 giugno 2013                                               Antonio Coscia

 Agg. Marzo  2016 –  Settembre 2020

Note   Integrative

12    L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra,  mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per  il Cristo  un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Questa Sua discesa da mondi infiniti dello spirito fu per la Terra e per gli uomini, un’esperienza nuova e nello stesso tempo stravolgente, in quanto per la prima volta un «impulso divino» attraversava l’esperienza della morte umana, per ridurre il potere di Arimane sulla paura che incuteva agli uomini del quarto periodo di cultura greco-romano, nell’attraversare la porta della morte. Questo impulso divino spirituale generato dall’azione del Cristo nella Sua discesa e incorporazione in un corpo umano,  divenne visibile e oggettivo come menzionato dall’evangelista Marco nel suo Vangelo, dove egli racconta che quando i soldati romani arrestano Gesù nel giardino dei Getsemani, grazie al tradimento di Giuda, era presente un  giovinetto avvolto in un lenzuolo che seguiva Gesù da distante cui  i soldati romani  cercano invano di prenderlo, ma riuscendo  solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo. Nel vangelo di Marco leggiamo: “Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo, e lo afferrarono;  ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”  (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner dice che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un archetipo spirituale, un “Entità-Io superiore” dell’umanità, il quale essendo rimasto nudo deve essere rivestito dagli uomini. Come ogni “Io” ha bisogno di essere rivestito di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico, anche l’Impulso dell’Io del Cristo deve essere rivestito da questi tre elementi spirituali cosmici in modo da essere compenetrato dal Vero Io cosmico del Cristo, cosicché   l’umanità possa  superare le catastrofi future; cioè quella alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti); la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe (vedi nota 36 Tav.1). Riassumendo possiamo dire che l’Impulso del Cristo è l’impulso dell’Io scaturito dall’evento del Golgotha che l’umanità  deve rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico,  in modo da superare le prove future  cui secondo le indicazioni di Rudolf Steiner l’uomo può sviluppare attraverso:

aCorpo Astrale  =  con lo sviluppo delle forze  di “fiducia, di vera fede e di meraviglia”.

bCorpo eterico  =  con lo sviluppo  di “vero amore e dedizione verso gli altri”.

cCorpo fisico    =  con lo  sviluppo  della “coscienza morale” Fede, fiducia e meraviglia; aiutare il prossimo con vero amore e dedizione; e sviluppo della coscienza morale, sono le virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo quale «Archetipo spirituale» della futura umanità, che potrà essere salvata e superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura (vedi L’impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo – Pensieri Antroposofici dell’Anima).  

13    Al di sopra dell’ «Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, difatti ne parla soltanto in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere». (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

   

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia II

“Secondo Goetheanum costruito in cemento armato sulla collina di Dornach in Svizzera. Fu costruito tra il 1925 e il 1928 su un progetto di Rudolf Steiner (1861 – 1925), fondatore della dottrina antroposofica. L’edificio, che ospita anche un teatro e una biblioteca, è stato fino a oggi il centro della Società Antroposofica e funge da luogo di formazione, arte e incontri”

«L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre

lo spirituale che è nell’uomo allo spirito che è nell’universo».

(Rudolf Steiner)

2.La via divina I

Quasi in tutti i libri della Scienza dello Spirito o antroposofia pubblicati in Italia, troviamo scritto a fine pagina della quarta di copertina, le parole di Rudolf Steiner: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirito che è nell’universo». Queste parole vogliono in sintesi indicarci la missione divina – umana dell’”Essere Anthropos-Sophia”6, il cui compito è fare affluire nell’anima umana la giusta conoscenza, in modo che l’uomo ritorni alla vita divina universale quale sua origine spirituale. Dalle parole menzionate possiamo prendere coscienza, se accolte senza pregiudizio, che l’Antroposofia non è una filosofia scaturita da una logica intellettuale fondata sulla storia di un personaggio particolare esteriore o, di uno stato d’animo interiore umano soggettivo. Essa si fonda sulla percezione spirituale cosciente di un puro pensiero chiaroveggente di uno dei più elevati iniziati cristiani del XX secolo, il quale poté andare oltre la dimensione terrena fino a “toccare spiritualmente” altri mondi di altissime dimensioni, dove la coscienza veggente può partecipare alla vita divina quale manifestazione delle diverse intelligenze cosmiche divine spirituali. Tra queste Entità divine, Rudolf Steiner ci parla di un “Essere reale” il quale è l’Archetipo divino di una parte delle gerarchie spirituali superiori  e che conosciamo col nome di “Divina Sofia”7, la quale è costituita da “sette arti” spirituali il cui ultimo arto, si manifesta nel mondo umano come loro messaggera, ossia “l’Antroposofia”. Egli ci rivela ancora attraverso la Scienza dello Spirito da lui fondata nel 1913 dopo la separazione dalla Società Teosofica, che tutte le Entità gerarchiche partecipano dai mondi spirituali seguendo con attenzione l’evoluzione umana, facendo fluire attraverso la loro messaggera spirituale nell’ambito della Terra, la nuova conoscenza moderna ispirando uomini evoluti che sono chiamati “Iniziati” o “Bodhisattva”8 dai  quali fluì nel secolo scorso, la nuova rivelazione spirituale  quale evento di un rinnovato cristianesimo-rosicruciano. Da questo possiamo intuire per chi cerca la verità con amore e con assiduo sforzo e modestia, (scevro da qualsiasi forma di pregiudizio) che, ancor prima di essere studiata, l’Antroposofia possa manifestarsi attraverso la voce interiore o intuizione del cuore (anche i cuori possono avere pensieri), come un’Entità reale spirituale a noi vicino e non come un’astratta filosofia escogitata da un pensiero intellettuale moderno. Un’Entità divina spirituale, dunque, che si presenta come una specie di “Maestro spirituale invisibile” che vuole unire l’umanità attuale (scesa troppo in basso nel materialismo) alla sua origine divina, elevandola al mondo degli Dei, alla patria perduta a causa del peccato originale, laddove potrà unirsi con la sua “immagine divina” o Io superiore. Tutte le religioni della Terra sono state date attraverso un maestro umano chiamato dalla saggezza orientale “bodhisattva” (vedi più avanti), il quale è ispirato da una saggezza divina superiore universale ossia dalla divina Sofia che a sua volta, è mediatrice dello Spirito Santo. Dobbiamo imparare a distinguere quest’Entità divina che nei tempi antichi e ancora oggi, è confusa con lo Spirito Santo il terzo aspetto della Trinità divina universale, la quale è l’Archetipo divino di tutte le gerarchie spirituali che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino agli Angeli e, tramite l’Antroposofia, all’umanità terrena quando questa arriverà a realizzare la sua meta umana-divina.

L’Antroposofia vuole condurre e unire direttamente l’uomo moderno del quinto periodo dello sviluppo dell’anima cosciente, allo spirito cosmico universale cioè il Cristo, attraverso una sorta di “religione divina” (da non confondere con le religioni attuali che sono per lo più istituzionali e con una forte coloritura materialista che lederebbero la libera volontà umana del vero ricercatore dello spirito) cui ognuno può a tutta prima  unirsi ad essa, tramite la mediazione della Scienza dello Spirito o antroposofia. Lo scopo di quest’archetipo superiore umano è quello di ispirare e di unirsi a tutta l’umanità, ma in un primo momento, potranno farlo soltanto quelle anime più evolute che sono già entro uno sviluppo superiore spirituale iniziato nel primo decennio del quindicesimo secolo. Sostanzialmente possiamo dire che in generale, l’umanità dal 1413 in poi, è entrata nello sviluppo del quinto periodo di cultura9detto periodo dell’anima cosciente o dell’intelletto che durerà fino alla metà del quarto millennio, cioè circa fino al 3573. In questo sviluppo dell’anima cosciente è interessata in modo consapevole o incosciente la gran parte dell’umanità attuale e in modo particolare tutte quelle anime umane più evolute che in qualche modo tendono all’autocoscienza, cioè a usare il pensiero come facoltà intellettuale per autoconoscersi come un “essere autonomo e libero” o, in modo più esplicito, al significato della famosa locuzione platonica: “Conosci te stesso”. Una parte dell’umanità attuale è dunque in questo cammino di autoconoscenza chi più chi meno che lo voglia o no, dopo essere passati attraverso il quarto periodo greco-romano, cioè dallo sviluppo del pensiero razionale o della ragione, al quinto periodo del pensiero intellettivo veggente dell’anima cosciente. Siamo cioè entrati da circa sette secoli, nel periodo in cui il pensiero umano è andato gradatamente evolvendosi fino ad afferrarsi come un individuo a sé, come una personalità umana dotata di un “io individuale e autonomo” che ora deve però elevarsi attraverso uno sviluppo morale e spirituale, fino ad autoconoscersi non solo come un io autonomo e libero ma avente in sé un che di divino. Questo lavoro di trasformazione del pensiero intellettuale e della coscienza morale dell’io, è ancora in una lunga fase evolutiva che ha avuto inizio col mistero del Golgotha, ossia con l’unione del Cristo in Gesù di Nazareth, fino a raggiungere attraverso diversi stati di coscienza superiore di epoche e di periodi futuri, la meta finale umana. Vale  a dire fino alla fine del nostro periodo terrestre quando l’Io umano  avrà purificato e trasformato una parte del corpo astrale in Sé spirituale o Manas, una parte del corpo eterico in spirito vitale o Budhi e una parte del corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’evoluzione terrestre sarà terminata e l’uomo sarà maturo per evolvere attraverso un nuovo stato cosmico planetario (dopo un Pralaya cosmico, ossia dopo un oscuramento planetario in cui tutto il sistema Planetario viene riassorbito dagli Dei o, se vogliamo da Dio) che nell’Apocalisse di Giovanni è chiamata “Gerusalemme Celeste” o periodo di Giove10 secondo la Scienza antroposofica, come decima gerarchia della libertà e dell’amore.  Perciò il pensiero e la coscienza umana devono passare ancora attraverso diverse metamorfosi umane-divine, prima di giungere in quel remotissimo futuro in cui l’uomo salirà al gradino angelico come decima gerarchia “dell’amore e della libertà”. Pertanto, l’evoluzione terrena prosegue verso questo sviluppo di facoltà nuove superiori dell’intelletto umano, e l’uomo non può fare a meno di seguire ed evolversi verso i mondi divini dello spirito se non vuole restare indietro con delle “tragiche conseguenze animiche e spirituali” che ne potrebbero derivare per la sua natura superiore umana, in divenire.

L’umanità deve perciò proseguire attraverso quelle conoscenze spirituali che man mano si presenteranno nell’evoluzione terrestre tramite quelle correnti spirituali nate da nuove rivelazioni divine ispirate dai messaggeri dello spirito, ossia dagli iniziati veggenti e i Bodhisattva o Maestri dell’umanità che, agendo nel rispetto della volontà umana, fanno affluire attraverso le loro dottrine nuovi aspetti della verità divina. Questo ci dà la possibilità di proseguire tramite queste nuove conoscenze dello spirito, un giusto cammino evolutivo verso “la via divina”, alfine di purificarci e rafforzarci moralmente in modo da realizzare attraverso un’evoluzione normale, lo sviluppo dell’anima cosciente entro la data sopra descritta, anzi per certi versi, noi dovremmo realizzare l’anima cosciente già prima che il periodo micheliano11 possa terminare, ossia verso la fine del XXIII secolo, quando a Michele subentrerà l’epoca dell’Arcangelo “Orifiele”. Soltanto attraverso la via indicatoci dai maestri dell’umanità, possiamo sperare di realizzare nel modo giusto l’anima cosciente (il “Figlio dell’uomo”, Mt 8, 20) come massima manifestazione del nostro io inferiore e quale espressione dell’autocoscienza umana autonoma e libera che ci permetterà di unirci non solo al nostro archetipo divino superiore (Sé spirituale dell’umanità), ma anche al nostro Io individuale superiore, ossia all’immagine archetipica originaria da cui fu separato l’uomo inferiore nell’epoca paradisiaca, a causa del peccato originale. Oggi come suaccennato, siamo ancora tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente e volendo, possiamo accelerare questo processo evolutivo spirituale avendo la possibilità tramite la via esoterica moderna cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, di compiere un lavoro autocosciente su noi stessi, anticipando così lo sviluppo e la realizzazione di quest’arto animico superiore che è in relazione con quella parte della natura umana di cui è più rappresentativa la facoltà volitiva, cioè il metabolismo e gli arti del nostro corpo fisico. Per questo oggi i misteri dell’iniziazione moderna sono definiti «misteri della volontà» che Rudolf Steiner quale principio della Tripartizione umana, divide in: «Parte del “capo” o sensoriale, parte del “torace” o ritmico del cuore e dei polmoni, e parte delle “membra” o del metabolismo degli arti umani». Egli in questo principio tripartitico porta a conoscenza l’importanza di comprendere l’uomo come un “Essere tripartito” dividendolo  appunto, in uomo del capo in relazione al pensare, l’uomo del petto in relazione al sentire, e l’uomo delle membra in relazione al volere. Perciò è importante che il discepolo dello spirito che voglia percorrere la via spirituale moderna, debba curare e porre molta attenzione allo sviluppo della volontà umana, la quale appunto è in relazione al giusto sviluppo dell’anima cosciente.  (2. Continua)

 Collegno 1 giugno 2013                                              Antonio Coscia

Agg.    Settembre 2020

 Note Integrative

6    È difficile definire in una nota che cosa sia l’Antropos-Sophia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale». Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C. Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.

7    La divina Sofia o Sapienza divina, è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali, in modo particolare dai Cherubini, dagli Spiriti di Saggezza e dagli Angeli. La Divina Sapienza invece è un’Entità composita, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fin nell’ambito dell’anima umana, attraverso i suoi messaggeri che appartengono alla categoria di Iniziati o uomini più evoluti chiamati Bodhisattva. Essa nasce nell’antico stato di coscienza del Sole come Essere composito formato dagli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dagli Spiriti del Movimento o Dynameis, agli Spiriti della Forma o Potestà, dagli Spiriti della Personalità o Archai e dagli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nello stato di coscienza dell’eone Terra, si aggiungeranno alla fine gli uomini, come decima gerarchia Cosicché possiamo dire che quest’Essere divino è un’Entità composita settemplice, formata dall’insieme di tutte le gerarchie che vanno dagli uomini fino agli Spiriti della Saggezza.  E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Sé, Buddhi e Atma, anche quest’Essere anela alla gerarchia superiore, cioè i Troni, i Cherubini e i Serafini. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina, ma esiste soltanto come aspetto androgino asessuato. La differenza che gli Dei possano manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte con quella maschile, dipende soltanto dalla manifestazione con cui le Entità divine spirituali superiori si presentano all’occhio veggente dell’iniziato, se in qualità di essere individuale o, quale messaggero degli Dei superiori. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile. Nel 5° sigillo apocalittico, è rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e come viene rappresentata immaginativamente da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici. In merito Egli dice: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la “Celeste Sofia” sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole portarla a collegarsi con la sfera cosmica della Sofia, allora comprenderemo anche che nel nostro tempo la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è l’Antroposofia. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene (O.O. 273, 28.9.1918). E questa per il nostro tempo è appunto l’Antroposofia … Il contenuto spirituale del quinto sigillo è appunto questo e per cui esso appartiene anche ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera» (vedi libro citato alla nota 24 di Sergej O. Prokofieff, pag, 303-305).

8    Gli Iniziati o Bodhisattva sono uomini molto evoluti che hanno già superato notevolmente l’evoluzione normale dell’umanità attuale, poco manca per entrare nel rango angelico e a quel punto  non s’incarnano più sulla Terra, ma continuano la loro evoluzione su dei piani più alti dell’esistenza spirituale, da dove possono agire nel corpo astrale o eterico di uomini terreni evoluti. La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa perché queste Entità spirituali bodhisattviche appartengono a diverse classi spirituali e in modo particolare alla categoria Celeste degli Arcangeli, gli arci-messaggeri divini, aiutati dall’alto dalla gerarchia delle Archai e dal basso dalla gerarchia degli Angeli. Queste tre categorie celesti formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che accolgono la saggezza divina nella sfera del Budhi, (vale a dire oltre la sfera delle stelle fisse o Devachan Superiore, oppure secondo un termine occidentale il «piano della Provvidenza») dove contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’Entità del Cristo-Sole.  Quando giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi, ossia un “Arcangelo” (che sono i più rappresentativi in quanto perfezionano il loro corpo buddhico o del principio vitale), scende nei livelli spirituali inferiori terrestri ove ispira una «Individualità bodhisattva umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani. Questi uomini evoluti bodhisattvici vivono nell’ambito della sfera lunare e a loro volta, formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, i quali hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra. Quando si avvicina il momento, uno di essi scende sulla Terra per divulgare la sua dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, egli s’incarna circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che il Bodhisattva umano essendo egli troppo evoluto per l’incarnazione completa in un corpo umano troppo angusto, sceglie a sua  volta una Personalità  umana fra gli uomini più evoluti e lo compenetra nel corpo astrale,   oppure nel corpo eterico, ciò dipende dalla missione e dalla presenza cui nel mondo fisico possano esserci uomini evoluti che siano in grado di sopportare il “fuoco bodhisattvico”. Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per loro da un corpo materno, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva compie l’evoluzione umana chiamata da Rudolf Steiner il cammino di “buddha umano” ed è ispirato nel suo lavoro, non solo dal suo Angelo ma anche da un Arcangelo e a volte, anche da un Archai, fino a realizzare l’Illuminazione spirituale attraverso cui egli diviene un Buddha completamente formato, liberandosi per sempre dal ciclo delle morti e rinascite sulla Terra; volendo però, egli potrà agire dal mondo spirituale col suo corpo astrale trasformato o «Saṃbhogakāya»,  manifestandosi sul piano eterico umano. Il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama nel sesto secolo circa prima del Cristo, si chiama “Maitreya”  e sarà il nuovo Buddha umano che fra circa 2500 anni, dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina, attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha.  Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste”, menzionata nel vangelo di Giovanni. (vedi anche nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”: “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente” e seguenti).

9    Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma.  Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura.  Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura».  Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci.

Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima, cui seguirà nel prossimo futuro, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica» (origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo arto corporeo, cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico.

Abbiamo poi un secondo periodo detto Paleo Persiano cui l’uomo sviluppò il corpo astrale o senziente; un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui abbiamo sviluppato l’anima senziente, seguito dal quarto periodo greco-romano in cui abbiamo sviluppato l’anima razionale e finalmente nel nostro attuale, il quinto periodo di cultura anglofono-tedesco in cui stiamo sviluppando l’anima cosciente.  Seguiranno nel futuro, un sesto e un settimo periodo di civiltà,  dove l’umanità svilupperà il Sé spirituale o Manas e lo spirito Vitale o Budhi,   alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale–Vedi “Apocalisse, O.O. 104” e Tav.1 nota 36.

10    Il periodo di Giove è lo stato di coscienza che seguirà il nostro stato terrestre dopo che l’umanità sarà salita al grado angelico, ossia quello stato che nell’Apocalisse è menzionata da Giovanni come la «Gerusalemme Celeste». In questo stato di coscienza cosmico, l’Entità umana deve completamente purificare e trasformare il corpo astrale in Sé spirituale salendo così al grado superiore di Arcangelo. La stessa cosa sarà per il gradino superiore di Arcangelo nell’eone di Venere, dove trasformerà completamente il corpo eterico in spirito Vitale o Budhi, e in ultimo, nel settimo stato di coscienza su Vulcano, dove trasformerà completamente il corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’uomo, sarà una «Personalità divina umana» similmente a quella che si è manifestata alla «svolta dei tempi» nel Cristo Gesù. Ma per realizzare tutto questo, occorre che l’umanità possa compenetrarsi dell’impulso del Cristo com’è descritto dalla Scienza antroposofica, cosicché possa entrare in rapporto col corpo di «resurrezione del Cristo» con il quale sarà possibile proseguire l’evoluzione superiore. Nel periodo di Giove, l’uomo non avrà più il suo corpo fisico, poiché esso è un prodotto della nostra Terra e come tale va lasciato alla Terra; per cui esso va trasformato e sostituito da un corpo spirituale superiore che possa adeguarsi all’ambiente che sarà di Giove, cioè astrale. Occorre pertanto un corpo che possa supplire il nostro corpo fisico, in quanto l’uomo può avere la coscienza dell’io solo grazie a un corpo denso. Per questo nell’ambiente astrale di Giove, ciò che potrà supplire il nostro corpo fisico alfine di poter sviluppare la coscienza dell’io, è il corpo di risurrezione del Cristo. Questo è il mistero dell’eternità dell’anima!  Eternità che l’uomo può conseguire già in questa incarnazione se riesce a unirsi al corpo di resurrezione del Cristo, giacché dopo la morte, la sua coscienza dell’io potrà continuare a esistere fino alla prossima incarnazione terrestre.  

11    Nella nota 9  abbiamo detto che ogni Epoca passa attraverso lo sviluppo di sette periodi di cultura di cui ognuno ha la durata di circa 2160, e che viene diretto da sette Arcangeli o spiriti planetari che si susseguono singolarmente per un periodo di circa 350 anni.  Gli Arcangeli sono: “Orifiele spirito di Saturno (200 a.C. – 150 d.C.), Anaele spirito di Venere (150 – 500 d.C.), Zaccariele spirito di Giove (500 – 850 d.C.),  Raffaele  spirito di Mercurio (850 – 1190 d.C.), Samaele spirito di Marte (1190 – 1510 d.C.), Gabriele  spirito della Luna (1510 – 1879 d.C.) e Michele  spirito del Sole (1879 – 2233 d.C.)”.  Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro guida,  non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi di cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.

Il Libro quale Maestro moderno e l’Essere Antroposofia I

  Il primo Goetheanum (denominato Johannesbau, “edificio di Giovanni”), costruito completamente in legno e distrutto totalmente nella notte di S. Silvestro del 1922 da un incendio doloso                   
 

« Ci si deve educare ad accettare con assoluta calma anche ciò con cui non si concorda minimamente, e non solo con altezzosa sufficienza ma tollerandolo  nell’intimo come legittima espressione dell’altra persona». Rudolf  Steiner 1

 PREFAZIONE

Fino a pochi secoli fa la conoscenza era accessibile soltanto a poche persone, quelle cioè che la cercavano e avevano i requisiti morali per intraprendere un cammino spirituale esoterico sotto la severa guida di un Maestro. L’allievo doveva dimostrarsi degno della conoscenza e degli insegnamenti che gli venivano impartiti dal Maestro, attenendosi con assoluta obbedienza e fiducia a tutto ciò che gli era comunicato nel segreto dell’anima. Veniva così a crearsi sul piano fisico e su quello spirituale, un legame strettamente vincolante tra i due, che durava per tutto l’arco della vita e a volte, persino dopo la morte. La volontà dell’allievo era completamente sottomessa alla volontà del Maestro che guidava l’adepto per mano fino alla veggenza spirituale. Qualora questa sottomissione o mancanza di fiducia nei riguardi del Maestro fosse venuta meno, il vincolo spirituale tra i due veniva reciso immediatamente, lasciando l’allievo libero di percorrere il cammino sotto la propria responsabilità morale a rischio e pericolo che comportava l’entrare impreparato nel mondo astrale, senza l’aiuto di un Maestro che avesse già avuto un’esperienza chiaroveggente dei mondi spirituali superiori.

Oggi con il nuovo avvento dell’anima cosciente2 le cose sono alquanto diverse, perché essendo questa strettamente connessa al Sé spirituale e di conseguenza all’Individualità o Io superiore3, la volontà del discepolo non può più essere diretta da un altro uomo che sia esso Maestro, Istituzione religiosa, o, quant’altro che possa tendere a interdire il volere decisionale dell’allievo dello spirito. Lo sviluppo dell’anima cosciente deve avvenire esclusivamente attraverso azioni, sentimenti e pensieri, liberi da qualsiasi autorità coercitiva che tenda a sovrapporsi, ad annullare, la decisione che spetta esclusivamente all’allievo come espressione della libera volontà e della propria responsabilità morale, nella via esoterica da lui scelta. Il Maestro, pertanto, non può più agire secondo le regole antiche occulte, ma deve limitarsi soltanto a dare consigli, (quando gli siano richiesti) anche qualora possano essere inascoltati. Perciò la conoscenza non può più essere data per via occulta solo per pochi eletti com’era uso nel mondo antico prima del Cristo, cioè soltanto a quelli che erano scelti, oppure che avevano la possibilità finanziaria di frequentare le scuole occulte. Oggi la conoscenza deve essere alla portata di tutti, di qualsiasi persona ricca o povera che sia, che abbia delle facoltà intellettuali o meno, tutto ciò non ha più nessuna importanza, né può essere un vantaggio per quelli più acculturati. La sola cosa che più conta è l’amore per la conoscenza! Amare la conoscenza con tutto il cuore e con tutta l’anima, vuol dire amare lo Spirito Santo che procede dal Cristo, lo stesso Spirito pentecostale che agì sugli apostoli tramite il calore, ossia, le “fiamme spirituali” che discesero sugli apostoli quale nuova “Coscienza individuale e libera”.

Ciò che più conta dunque è l’anelito interiore e l’entusiasmo con cui ci rapportiamo col mondo dello spirito, così che possiamo sentirci motivati e stimolati al conoscere, a voler comprendere il senso della vita umana su questo pianeta Terra: “Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?”.

Le istituzioni religiose attuali non possono darci queste risposte in quanto sono tutte desuete, nate nei periodi antichi della storia umana cui non si sono più come dire, aggiornate con nuove rivelazioni che possano adeguarsi ai tempi moderni, dove ci vedono testimoni ogni giorno di violenze, di contrasti tra chi non ha nulla e chi ha più del dovuto, di catastrofi che portano disagi e sofferenza. È un periodo cui il male va intensificandosi sempre più, iniziato maggiormente con la distruzione delle due Torri Gemelle, (le Twin Towers), situate nel centro degli Stati Uniti d’America all’inizio del nostro nuovo millennio. L’umanità è sempre più provata da tutto questo male che ci viene incontro, senza mai comprendere la vera causa spirituale o i motivi occulti che operano dall’inconscio collettivo di tutti e che molto spesso, restiamo impotenti per cui non resta che rimetterci alla volontà divina i cui misteri, ci dicono, non è dato conoscere. Dietro queste risposte dogmatiche in verità si cela tutto il disagio e l’incomprensione della teologia moderna, cui non sa rispondere giustificandosi dietro il dogma dell’obbedienza. Questo perché nei primi secoli del cristianesimo nascente, fu decretata eretica dalla Chiesa cattolica la dottrina della “Metensomatosi” (reincarnazione) accettata invece da alcuni Padri della Chiesa, tra cui Origene, e confutando inoltre nel IX secolo, la dottrina tricotomica di Paolo di Tarso secondo cui l’uomo è formato da «corpo, anima e spirito», dichiarata eretica durante il concilio di Costantinopoli dell’869.

Oggi grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia4, alcuni misteri divini del cristianesimo rosacruciano vengono svelati e resi pubblici al mondo profano, per il fatto che in modo particolare proprio gli Dei partecipano in modo attivo a che nell’uomo moderno possa avvenire un risveglio animico-spirituale, alfine che possa prepararsi al nuovo evento quale seconda venuta del Cristo eterico nel mondo elementare (astrale), adiacente alla Terra. Occorre soltanto volerlo, aprendoci con fiducia senza preconcetti e vagliando nello stesso tempo con la sana ragione, la conoscenza che c’è offerta dalla Scienza antroposofica con quella serietà che occorre avere per percorrere in modo giusto una via spirituale esoterica moderna. Se in cuor nostro siamo desiderosi di avvicinarci ai misteri divini dell’esistenza universale, allora l’”l’Entità guida” del nostro destino umano può manifestarsi a noi nel sogno o in altro modo, ispirandoci verso quei movimenti spirituali o, verso quei Maestri cristiani che hanno saputo sviluppare in loro quella giusta umiltà spirituale che il Cristo operò sui suoi discepoli quale gesto da cui nacque il primo gradino del cammino mistico-cristiano, ossia: “La lavanda  dei piedi”.5  I veri Maestri cristiani, fanno affluire all’umanità moderna molta conoscenza tramite la pubblicazione di moltissimi libri che possiamo trovare o comprare in una qualsiasi libreria o Biblioteca pubblica. Oppure avendo la possibilità, possiamo decidere di iscriverci ed essere attivi in quelle correnti spirituali che riteniamo più adatte alla nostra ricerca interiore e che, maggiormente si adattano al nostro temperamento individuale per percorrere insieme una via spirituale di studio in comune.

 Questa riflessione nasce appunto dal fatto che a volte nelle serate di “gruppo di studio” della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, vengono a crearsi dei contrasti fra chi vuole impostare la serata di studio esclusivamente sullo studio dei testi antroposofici e chi invece, vuole piuttosto soffermarsi su di una lettura dialogica dei testi. Da questo contrasto nasce questa breve riflessione sul tema: “Il maestro e la nuova guida moderna”, il quale vorrebbe essere uno spunto sul come potremmo imparare a stare insieme nelle serate di studio e vivere in un modo più armonico la vita comunitaria antroposofica. Con questo l’autore non intende altro che esprimere modestamente un punto di vista sul come il lavoro spirituale antroposofico, potrebbe eventualmente essere svolto nelle serate di studio in comune, onde evitare inutili discussioni e disarmonizzazione del gruppo.  Quando l’Antroposofia è accolta e praticata secondo la sua vera essenza, vale a dire con amore e dedizione verso gli altri, come dall’insegnamento che più volte Rudolf Steiner ci indica in molte conferenze (il cui consiglio è sempre quello del rispetto reciproco), laddove in merito egli dice: «Ci si deve educare ad accettare con assoluta calma anche ciò con cui non si concorda minimamente, e non solo con altezzosa sufficienza ma tollerandolo nell’intimo come legittima espressione dell’altra persona».      

 Rudolf  Steiner,  28 febbraio 1923 – O.O. 257    (continua).

Collegno 1  giugno  2013                                                          Antonio Coscia

Aggiornato  aprile 2016 – Agosto 2020                                           

Premessa

 Affinché questi articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o antroposofia, la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà», ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, cosicché possa essere di aiuto a introdurre il lettore profano, in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano sono pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

 Note Integrative

1    Rudolf Steiner, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. I dintorni maestosi con boschi e prati nelle vicinanze, e in lontananza gli era possibile vedere le cime nevose delle Alpi. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2   Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (pag. 56-57-58).  

Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai). (Vedi  “Teosofia” O.O. 9).

 3     Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim) cui l’io inferiore è solo un’ immagine, un riflesso; come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’uomo normale non è consapevole di quest’«Essere superiore» che gli è vicino in ogni istante della sua vita che dal mondo spirituale lo guida (inconsciamente) verso quel destino a volte, così doloroso, in modo che possa compensare i suoi errori e ripristinare la sua imperfezione morale. È quest’Entità spirituale che da mondi divini superiori s’incarna in ogni vita, solo che egli non scende fino al piano terreno, ma si ferma nell’ambito della sfera solare da dove proietta la sua immagine nel mondo fisico. L’immagine che egli proietta è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene e nei quali acquisì il grado morale e spirituale secondo lo sviluppo morale delle sue esperienze terrene. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze esperite in ogni vita. Perciò la personalità umana che rinnova in ogni vita, è la sintesi o l’estratto raggiunto nella vita precedente e porta in sé concentrato nei suoi arti corporei animici, gli errori e la forza morale sviluppata nella vita precedente: ciò che la Scienza antroposofica chiama «karma». Il karma, dunque, è l’estratto delle azioni compiute dall’uomo nelle sue vite passate le quali sono indice di evoluzione e di condanna per quelle azioni scriteriate o sagge che compimmo nelle/a vita passate/a, le quali esigono il compenso o pareggio verso tutto ciò che abbiamo danneggiato sia nell’ambito naturale che in quello umano. Al di sopra dell’ “Io superiore”, Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un “Io” ancora più superiore che possiamo definire un “Entità superspirituale” il quale, è il “vero nocciolo” di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama: “Il vero Io o Scintilla divina”.

Rudolf Steiner menziona pochissimo questa parte costitutiva umana. Egli ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione»,* dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io così: « L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze [che l’uomo fa] del pensare, del sentire e del volere. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».

* Sulla via dell’Iniziazione (la soglia del mondo spirituale) – O.O. 12 – Editrice Antroposofica Milano.

4      La Scienza dello Spirito o Antroposofia, è una via di conoscenza che vuole risvegliare lo spirito nell’uomo per condurlo alla conoscenza dello Spirito universale, cui egli è sempre stato unito spiritualmente fin dalla sua caduta dal mondo divino, la sua patria originaria, dalla quale venne separato a causa di Lucifero (il Serpente biblico). È una corrente spirituale rosacrociana moderna, cui può aderire qualsiasi persona di ambo i sessi, di qualsiasi credo e ceto sociale, e che voglia tendere a coltivare la vita dell’anima in armonia alla vita dello spirito. Nella Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, possiamo trovare le risposte che maggiormente ci assillano nel profondo dell’anima, quali: «il senso della vita, il significato del dolore e del karma, il destino dell’uomo» e altre ancora inerenti alla Scienza, all’Arte e alla Religione. Il tema centrale della Scienza antroposofica è l’”evento del Golgotha”, cui Rudolf Steiner dedicò maggiormente la sua ricerca d’indagatore occulto chiaroveggente, rinnovando le fonti del cristianesimo delle origini adattandolo alle esigenze del pensiero astratto moderno. Questo ci dà la possibilità di elevare il nostro pensiero astratto razionale, a un pensiero intellettivo più puro che miri tramite uno sviluppo morale, a una coscienza morale superiore attraverso cui, possiamo realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e l’incontro spirituale del Cristo, nel corpo eterico.

5      Nella via mistica cristiana si riconoscono sette scalini o gradi iniziatici quali:  « La Lavanda dei piedi,  la Flagellazione,  l’Incoronazione delle spine,  la Croce,   la Morte Mistica, la Sepoltura – Resurrezione,  la Resurrezione – Ascensione».

BUON ANNO 2019

AUGURO A TUTTI I VISITATORI DEL BLOG “PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA”  UN FELICE E SERENO ANNO NUOVO 2019.

POSSA LA “LUCE DIVINA DEL CRISTO SOLE” SCALDARE I NOSTRI CUORI E ILLUMINARE  LE NOSTRE MENTI, AFFINCHE’ IL NOSTRO EGOISMO POSSA TRASFORMARSI IN UN IMPULSO D’AMORE CHE  PORTI UN PO’ DI PACE IN QUESTO  MONDO COSI’ AGGRESSIVO E VIOLENTO.  POSSANO MANI DI COLORE DIVERSO STRINGERSI E RITROVARSI COME ANTICHI FRATELLI FIGLI DI UNA STESSA MADRE TERRA.

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Che cos’è la verità? II

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Gabriela de Carvalho, immagine del Cristo.
Il rappresentante dell’umanità scolpito in legno da Rudolf Steiner.

 

«Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita. Allora apparirà che la nostra visione è stata colorata in senso orientale od occidentale, cosa che non deve avvenire. Chi parla in senso rosicruciano non conosce né orientalismo né occidentalismo: ha la medesima simpatia per entrambi; presenta la verità traendola dall’intima natura dei fatti». Rudolf Steiner Oslo, 17 giugno 1910

Che cos’è la verità II

Queste parole ci devono far capire di fare attenzione quando affermiamo una verità solo perché l’ha detto Rudolf Steiner, ma vagliarla prima di tutto attentamente in noi stessi, esaminandola attraverso i documenti a noi accessibili e poi dopo, porgerla con modestia all’attenzione degli altri, affinché possano accoglierla liberamente, secondo il principio dialogico che si armonizzi con lo sviluppo dell’anima cosciente. Non possiamo affermare che sia valido solo ciò che afferma la Scienza antroposofica e tutto il resto del mondo scientifico può essere in errore, per cui sentiamo il dovere di correggere tutto secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Non dovremmo mai arrivare a dire che è giusta soltanto la nostra Scienza spirituale e che è in errore la scienza materiale e quindi va corretta. Occorre invece lavorare affinché si possa arrivare un giorno al punto che, la Scienza antroposofica e la Scienza ufficiale, arrivino a comprendersi e a integrarsi in modo che possa nascere da loro, una vera Scienza umana più elevata, una scienza cristiana in grado di aiutare maggiormente l’umanità a emanciparsi dalla vita materiale, cosicché trovi la via alla sua libertà redentrice con l’aiuto dell’Impulso del Cristo.

È giusto difendere le verità antroposofiche, ma occorre farlo nel modo giusto, cioè senza acredine, né insulti né tantomeno lasciare spazio all’odio o peggio ancora, alla discriminazione verso chi non conosce l’Antroposofia. Che cosa, dunque, deve contraddistinguere l’antroposofo dalla gente comune che non conosce l’Antroposofia, se non quello di mettere in pratica il comportamento morale che Rudolf Steiner ci addita nel libro “Iniziazione” come “monito morale” per una sana vita spirituale, e cioè: quello d’imparare a fare “un passo nella conoscenza e tre passi nella morale”. Essere difensori dell’Antroposofia senza avere prima sviluppato in noi quest’atteggiamento di modestia intellettuale, rischiamo di metterci allo stesso livello degli altri, ossia di quelli che non rispettano il pensiero di Rudolf Steiner perché sono obnubilati dagli spiriti arimanici che creano in essi la cecità spirituale. Possiamo accogliere o rifiutare l’esperienza di un uomo, si può discuterla ma non disprezzarla, si può anche capirla e non accettarla, ma in tutti i casi, essa va rispettata perché è parte di un’esperienza umana vissuta nel più profondo sacrario dell’anima. Se cerchiamo la verità con serietà e con un atteggiamento sincero, il nostro cammino è senz’altro illuminato dalla “Luce del Cristo” e alla fine, potremmo sperimentare nell’anima (ciò può anche accadere durante il sonno, cui può restare il suo effetto dopo il risveglio) un “Essere” che bussando alla nostra porta interiore, ci chiederà di farlo entrare, perché la verità non è un dogma umano che si possa obbligare, ma è una «Entità divina» che non ci costringe, ma che ci libera dai ceppi del materialismo terreno e dalle forze dell’ostacolo che tendono a offuscare la nostra origine divina. Al contrario, chi vive nella calunnia e nella menzogna, il cammino verso lo “Spirito cosmico” non può che essere sempre più incerto e pericoloso, in quanto è oscurato dalle ispirazioni degli spiriti luciferici e arimanici che tendono a deviare l’uomo, verso forze maggiormente oscure e tenebrose chiamate “Asura”.5

Rudolf Steiner in merito ci comunica che tutto ciò che questi spiriti delle tenebre (Asura) riusciranno a depredare dall’anima umana, non potrà mai più essere conquistato e andrà irrimediabilmente perduto. Sarà come se l’uomo fosse amputato in diverse parti dell’anima in modo che alla fine dell’evoluzione terrestre, mancherà qualcosa di essenziale dell’esperienza umana terrena per il perfezionamento animico – spirituale che occorrerà aver conseguito, per entrare nel rango superiore angelico. Vale a dire entrare nella «Gerusalemme Celeste» menzionata nell’Apocalisse di Giovanni o, secondo la Scienza antroposofica, nel quinto stato di coscienza evolutivo o eone cosmico chiamato “Giove”6 in qualità di Angelo, cui l’umanità proseguirà il cammino verso successive evoluzioni cosmiche di sviluppi superiori della coscienza umana.

Sergej O. Prokofieff nel suo libro: «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

«Rudolf Steiner mette in rilievo ciò che in parte abbiamo già menzionato e cioè che per pareggiare i danni delle due categorie di potenze oppositrici, cioè gli spiriti luciferici e arimanici e persino per porre fine alla loro azione malefica nell’evoluzione umana, le potenze del bene hanno introdotto nei più svariati modi contro Lucifero tutte le malattie fisiche e le sofferenze; e contro il sopravvento di Arimane esse pongono la legge del karma. Con questi mezzi non si riesce a eliminare dal campo la terza categoria, cioè gli spiriti asurici. Infatti, per via indiretta, attraverso l’anima cosciente che nel nostro tempo si trova già nella sua piena fioritura, essi penetrano nell’intimo dell’uomo, per attaccare il suo Io e danneggiarlo direttamente. In merito Rudolf Steiner dice: “E nell’epoca che ora verrà, [XX secolo] saranno le entità spirituali denominate Asura che s’insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo Io dell’uomo (perché l’Io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o dei demoni luciferici nell’epoca Lemurica». Poi Rudolf Steiner, nella stessa conferenza (O.O. 107-II, 22.3.1909), continua dicendo che: «Pezzo per pezzo verranno estirpate dall’Io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza (…). Quanto cade preda delle potenze asuriche, è irrevocabilmente perduto» pag. 284-285 (Ibidem).

Tutto il lavoro spirituale che poté nascere da questo “grande iniziato”, non nacque dal cogitare di un monologo filosofico interiore con se stesso, ma fu un’esperienza, un “incontro” che avvenne nel profondo sacrario della sua anima e vissuto in modo cosciente col suo spirito, cui lo congiunse in un’intima unione con l’Entità del Cristo nel mondo spirituale, al quale, liberamente e nella più piena e profonda consapevolezza, egli si offrì in sacrificio per il bene di tutti gli uomini come Maestro dell’umanità. Rudolf Steiner si era già offerto anni prima in sacrificio a dei Maestri spirituali che guidano l’evoluzione umana, offrendo loro il suo corpo astrale e il suo corpo eterico, dove Entità molto elevate, sia umane sia divine, poterono esprimere attraverso il suo Io umano (che diversamente dal mondo antico, egli mantenne la sua coscienza sempre nello stato di veglia) la “Saggezza divina” accolta dalla contemplazione del Cristo-Sole, nella sfera del vero mondo spirituale chiamato “Budhi” situato oltre le costellazioni del nostro “Zodiaco”.

Amare e venerare dunque questo grande Maestro dell’umanità, non significa affatto creare un nuovo culto della personalità! Vuol dire amare la conoscenza, la verità divina che egli incarna, avendola realizzata in sé nel vero uomo superiore, e vissutodurante l’incontro spirituale con il Cristo e che si manifesta e realizza nel nostro mondo come via di conoscenza all’”Essere Antroposofia”. È solo grazie a Rudolf Steiner che oggi abbiamo la possibilità attraverso l’Antroposofia di approfondire e di comprendere i nuovi misteri cristiani rinnovatisi attraverso l’impulso rosicruciano, tramite l’unione sul piano spirituale tra la corrente di Cristian Rosenkreutz e quella del “Maestro Gesù”, che confluirono insieme nel convegno di Natale tenuto da Rudolf Steiner nel dicembre del 1923 a Dornach in Svizzera, durante la “ Posa della Pietra di Fondazione”, al servizio di Michele – Cristo.  

 Ciò detto, è ovvio pensare adesso, che nessun uomo nella sua evoluzione attuale sia in grado di schiudere l’arcano e rispondere alla domanda che cosa sia la verità se prima non l’ha realizzata e sperimentata in sé con la nascita e l’incontro con il suo Io superiore. Nessun uomo mortale potrebbe assumerla in sé, senza prima di aver purificato e rafforzato la sua anima, ossia il corpo astrale, in quanto rischierebbe di mettere in pericolo la propria vita, giacché il suo corpo astrale mortale, (in quanto riflesso del vero corpo astrale), non potrebbe sopportare il calore divino della pura realtà dello Spirito di conoscenza o della Sapienza divina. Possiamo venire in contatto con la verità soltanto nell’anima cosciente, in quanto è in stretta relazione con il Sé spirituale che contiene in sé la stessa verità accolta dallo Spirito cosmico, con la quale ci uniamo e assumiamo nel nostro Io umano autocosciente. Nel libro “Teosofia” difatti è scritto:

«Ci si può spiegare la differenza tra il “Sé spirituale” e l’”anima cosciente” come segue.  L’anima cosciente entra in contatto con la verità, indipendente da qualsiasi simpatia e antipatia, ed esistente di per sé; il Sé spirituale porta in sé la medesima verità, ma accolta e abbracciata dall’”Io”, da esso individualizzata e assunta nell’essere autonomo dell’uomo. Per il fatto che la verità eterna si è in tal modo individualizzata e congiunta in un medesimo essere con l’”Io”, l’”Io” stesso consegue l’eternità»; pag. 41 Ibidem.

Dobbiamo pertanto essere riconoscenti a Rudolf Steiner, per averci dato la possibilità attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito di avvicinarci alla comprensione della verità e di poter svelare e accogliere i nuovi misteri del cristianesimo, afferrandoli con il nostro pensiero intellettuale astratto, affinché i pensieri-reali dello Spirito cosmico, non potessero inibire e ledere la nostra libertà umana nello sviluppo della libera autocoscienza individuale dell’Io umano terreno. La verità, infatti, essendo una pura essenza divina vivente, costringerebbe il nostro io inferiore a essere un semplice specchio del mondo divino e la nostra volontà umana sarebbe annullata dalla forza divina, mettendo così in pericolo la realizzazione della mèta per la quale l’uomo è sceso sulla Terra. Vale a dire la conquista della libertà e dell’amore umano attraverso lo sviluppo e l’elevazione della nostra coscienza morale individuale con la quale, dobbiamo trasformare il nostro io umano in un Io divino o, se si vuole, l’unione con il nostro Io Superiore e con il nostro Vero Io. Cosicché alla fine dell’evoluzione terrestre, l’uomo si divinizzerà e sarà unito non solo al Vero Io del Cristo, ma sarà parte delle nove gerarchie Celesti, con il grado di Angelo e come decima gerarchia delle entità divine spirituali dei mondi superiori, fondata sul vero amore e sulla vera libertà. Questa nuova facoltà autonoma e libera umana, nel mondo spirituale non esiste ancora, poiché le gerarchie spirituali rispecchiano la Volontà dei mondi superiori; non è in loro la disubbidienza a Dio.

Occorre però qui aggiungere che possiamo sì conseguire questa facoltà spirituale, ma, soltanto se avremo la forza di accogliere non solo l’impulso dell’evento del Golgotha, ma se sapremo sviluppare in noi stessi anche la giusta forza morale in grado di unirci al “corpo di resurrezione”7 del Cristo, ossia al nuovo arto umano trasformato dal Cristo quale nuovo “corpo spirituale” dell’uomo, in modo che possa continuare il suo cammino spirituale verso lo sviluppo di nuove facoltà superiori che, verranno sviluppate nei prossimi stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano.8

Collegno luglio 2012 Antonio Coscia

Agg. novembre 2018

Note Antroposofiche

5       Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista  Giovanni, l’anticristo  del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno,  non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

6   Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi, possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare. (Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta O.O. 13”).

7       Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve  attraversare  sette stati di coscienza, ove  durante  il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che  Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del  Cristo che il corpo di resurrezione,  è un arto  spirituale  di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un’unità. Questo corpo di resurrezione  non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».                                           

8    Giove, Venere e Vulcano rappresentano i futuri stati di coscienza cosmici dello sviluppo dell’uomo che saranno la metamorfosi cosmica degli stati antichi di coscienza attraversati dall’uomo durante i tre eoni antichi e cioè: “Saturno, Sole e Luna. Lo stato di coscienza dell’antica Luna si metamorfoserà nel futuro stato di Giove, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Immaginativa” di Angelo, cioè col Sé spirituale alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale (Manas). L’antico stato di coscienza del Sole si metamorfoserà nel futuro stato di Venere, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Ispirativa” di Arcangelo alla completa trasformazione del corpo eterico in spirito Vitale (Budhi). In ultimo, l’antico stato di coscienza di Saturno si metamorfoserà nel futuro stato di Vulcano, dove l’uomo lavorerà con la coscienza “Intuitiva” di Archai alla completa trasformazione del corpo fisico in Uomo spirito (Atma). Per i sette stati di coscienza dell’evoluzione umana vedi anche la nota 2 di 1.Note Integrative Antroposofiche

Che cos’è la verità? I

Rudolf Steiner (1861-1925) , fondatore dell’Antroposofia

«Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» Gv 14, 5-6.

Che cos’è la verità I

In ogni uomo nel suo profondo esiste un anelito alla verità. Fa parte della ricerca e realizzazione della nostra autocoscienza individuale alfine di poterci unire al nostro Sé divino. Il mistero della verità è un tema molto complesso, cui non è facile dare una risposta in modo chiaro ed esauriente, poiché fa parte di quei misteri divini cui solo un iniziato chiaroveggente potrebbe rispondere, in quanto ha realizzato in sé non solo l’unione con il suo Io superiore, ma anche con il suo «vero Io o Scintilla divina». Questo iniziato sarebbe allora la manifestazione vivente della realtà divina che quale verità assoluta, opererebbe attraverso di lui quale rappresentante delle forze dello Spirito Santo cui neppure quest’altissima Entità divina potrebbe contenere in sé tutta la verità intera, la quale può vivere soltanto nel seno del Padre. Difatti, nel vangelo di Marco, è il Cristo stesso che incorporatosi in Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato dal Battista a esprimere questo concetto assoluto della verità, laddove Egli dice:

«Quanto poi a quel giorno o a quell’ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli del cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre (Mc 13,32)».

Riflettendo profondamente su quest’aspetto assoluto della verità, possiamo pensare che nessun uomo sulla Terra per quanto possa essere evoluto, sia in grado di accogliere la manifestazione delle forze macrocosmiche divine del Padre, ma solo quelle del Dio Figlio e dello Spirito Santo, in quanto operano nel mondo planetario e nell’ambito della seconda e terza gerarchia divina attraverso quell’Essere spirituale che conosciamo come “Divina Sofia”. Difatti, l’iniziato chiaroveggente che poté realizzare quest’altissima meta spirituale incontrando il Cristo sul piano del Budhi o della Provvidenza (sfera spirituale situata oltre le stelle fisse), fu Rudolf Steiner1 grazie al fatto di essere salito a un grado iniziatico elevato che possiamo paragonare a quel grado iniziatico conseguito dagli stessi discepoli durante l’evento della “Pentecoste”, ossia il sesto gradodell’antica iniziazione  precristiana chiamato “Eroe solare”2, cui nell’iniziazione rosicruciana moderna corrisponde alla “Fusione con il macrocosmo”. Egli poté realizzare quest’altissimo grado iniziatico grazie alla sua veggenza spontanea all’età di sette anni e poi dopo, una sera dopo un lungo lavoro cui ebbe l’incontro col Sé spirituale all’età di diciannove anni. L’incontro con il suo Maestro spirituale e poi dopo con altri fra cui l’altissima Entità spirituale di Cristian Rosenkreutz, permise a Rudolf Steiner verso la fine del 1900, alcuni anni dopo essere passato attraverso prove molto dure, l’unione col suo Vero Io3 grazie al quale fu possibile avere l’incontro con l’Io Sono del Cristo, diventando così uno dei Suoi più alti discepoli e collaboratore per la divulgazione della conoscenza del vero cristianesimo esoterico moderno, rinnovatosi attraverso l’Antroposofia4.

Rudolf Steiner indicò questo momento importante della sua vita, nel XXVI capitolo del suo libro “La mia vita”, ove egli scrive:

«Il tempo in cui dicevo sul cristianesimo cose tanto contrastanti, se si guarda solo alla lettera, con quanto ho detto più tardi, fu quello in cui il vero cristianesimo cominciò a germogliare dinanzi alla mia anima come fenomeno di conoscenza interiore. Sul declinare del secolo quel germe si sviluppò sempre più. Poco prima avevo dovuto subire la prova interiore che ho descritto. Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza»; pag. 279 Ibidem.     

Se comprendiamo quest’aspetto della verità realizzato dal grande Iniziato chiaroveggente cristiano nel XIX secolo, possiamo allora quale anelito alla conoscenza superiore accogliere e sviluppare in noi attraverso l’Antroposofia, l’amore e la venerazione per lo “Spirito di Verità” che realizzò tutto questo e si presentò nel ventesimo secolo come Maestro dell’umanità e fondatore dei nuovi misteri cristiani-rosacruciani attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia, conosciuto dagli antroposofi col nome di Rudolf Steiner. Egli fu molto osteggiato e calunniato nella sua vita  da nemici dell’Antroposofia cui tentarono perfino di avvelenarlo, ma fortunatamente, grazie al suo altissimo livello spirituale, seppe uscirne sempre indenne senza alcuna conseguenza per la sua vita.   I suoi scritti furono e sono tuttora criticati da persone di scarsa moralità e disonestà intellettuale appartenenti a correnti di pensiero filosofiche, sia laiciste sia religiose, in modo particolare dalla corrente dei gesuiti che  furono  in parte responsabili dell’incendio doloso del primo Goetheanum in legno situato a Dornach in Svizzera. Questo ci porta a dire che quando in noi esiste l’impulso della vera ricerca e amore per la verità, l’atteggiamento morale e intellettuale che dovremmo manifestare di fronte a esperienze spirituali di uomini così evoluti che sacrificano la loro vita per il bene dell’umanità, sarebbe quello di avere nei loro confronti, il rispetto se non altro per la loro fedeltà e abnegazione nei confronti del mondo spirituale.

Ciò non vuol dire accogliere dogmaticamente la loro dottrina o pensiero filosofico senza prima vagliarlo tramite il nostro giudizio intellettivo, purché privi di pregiudizio o nel peggiore delle ipotesi di disonestà intellettuale o, addirittura d’intolleranza verso il confronto dialogico che potrebbe portarci a una giusta armonizzazione e riconciliazione dei diversi punti di vista, alla stessa verità. Naturalmente ciò vale ricordarlo anche a noi antroposofi, ossia il non lasciarci andare a inutili critiche o ad atteggiamenti di superbia e di arroganza intellettuale di verità assolutistiche, cui ogni cosa che non è condivisa dalla Scienza antroposofica, è dannoso e sbagliato. Non mi pare che Rudolf  Steiner abbia mai detto che la sua verità è assoluta e quella degli altri sia sbagliata; lui stesso ebbe a dire di non accogliere mai nulla per autorità per ciò che aveva detto o potuto dire nei riguardi del suo insegnamento, come verità assoluta, ma vagliarla sempre col nostro sano raziocinio umano. Queste parole, le troviamo scritte in una conferenza di Oslo, il 17 giugno del 1910, laddove egli dice:

«Male sarebbe se chi ancora non ha facoltà di veggenza spirituale dovesse accettare per cieca fede, quanto viene narrato. Io prego, come pregai a Berlino, di non accettare per fede o per autorità nulla di quanto posso aver detto o che dirò in seguito. Anche prima che si raggiunga la chiaroveggenza, esiste per l’uomo la possibilità di vagliare quel che risulta dall’osservazione chiaroveggente … Quanto ho potuto dire su Zarathustra o Gesù di Nazareth, su Ermete o Mosè, su Odino o Thor, sul Cristo Gesù stesso, io raccomando di non crederlo o accettarlo per autorità. Scongiuro di disabituarsi dal principio d’autorità, poiché esso è un male per noi … I migliori scolari della conoscenza spirituale sono quelli che vengono stimolati dall’insegnamento per metterlo al servizio e per provarlo nella vita … Vorrei tutti persuasi che non è antroposofico accettare per dogma una cosa perché qualcuno l’ha detto; è antroposofico accogliere gli impulsi della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e vagliarli nella vita»; (La Missione di singole anime di popolo O.O. 121, pag. 187-188). (1. Continua)

Collegno luglio   2012                                            Antonio Coscia

Agg. novembre  2018

Note Integrative

   1     Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 costituisce la Società antroposofica universale e a Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia che in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     Nella via iniziatica antica si riconoscono sette gradi iniziatici quali: “Il Corvo – L’Occulto – Il Guerriero – Il Leone – Il Persiano (nome del popolo di appartenenza) – L’Eroe Solare e il Padre”.

Anche nella gnosi cristiana il discepolo passava attraverso sette gradi iniziatici quali: “La Lavanda dei piedi – La Flagellazione – L’Incoronazione delle spine – La Croce – La Morte Mistica – La Sepoltura (Resurrezione) – La Resurrezione ( Ascensione)”.

Nella via iniziatica moderna cristiana- rosacruciana troviamo gli stessi sette gradi, ossia:

1 –   Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

2 –   L’acquisizione della conoscenza immaginativa ( mondo Astrale ).

3 –   La lettura della scrittura occulta ( corrispondente  all’ispirazione ).

4 –   L’inserimento nell’ambiente spirituale  ( corrispondente all’intuizione ).

5 – La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

6 –   L’unione col macrocosmo.

7 – Lo sperimentare come stato complessivo l’ esperienze precedenti, vissute come stato  fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

3  L’uomo secondo la conoscenza della Scienza antroposofica è costituito da “corpo, anima e spirito; a sua volta Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia” divide queste tre parti dell’Entità umana in tre volte tre parti e cioè:

1) Corpo  = corpo fisico, corpo eterico e corpo senziente.

2) Anima = anima senziente, anima razionale o affettiva e anima cosciente.

3) Spirito = Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito.

Queste tre parti o nove parti, sono gli strumenti articolati animici e spirituali quali veicoli dell’”Essere spirituale” dell’uomo, ossia l’Io. Ma sta di fatto che anche questo Essere spirituale o Io umano, è formato da tre “Io” che s’interpenetrano uno nell’altro che sono chiamati: “Vero Io, Io superiore e Io terreno“. Il Vero Io è il nocciolo divino dell’uomo, il quale è conosciuto anche come Scintilla divina,  poiché è un dono concesso all’uomo attraverso un’unione particolare dei sette Elohim (Spiriti della Forma, Exusiai, Potestà) che lo accolsero dal mondo della «Parola universale», il quale si manifesta nel vero mondo spirituale come «logos umano» in divenire. È l’albero della vita menzionato nella Bibbia di cui si cibava l’uomo o l’Io superiore, dove appunto leggiamo: “Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l’albero della vita in mezzo al giardino e l’albero della conoscenza del bene e del male”; (Gn 2,9).  L’uomo ha poi un secondo Io umano che chiamiamo «Io superiore», il quale è un dono di un frammento del fuoco divino degli Spiriti della Forma concessaci durante l’Epoca Lemurica e che è la nostra Individualità umana superiore che s’incarna in ogni vita, ma, che non scende fino al livello terreno ma resta nell’ambito della sfera solare da dove proietta una sua immagine imperfetta, quale principio dell’Io inferiore o Personalità umana. In ultimo abbiamo il nostro Io terreno che come menzionato è un’immagine riflessa della nostra Individualità umana o Io superiore che in ogni vita non è mai lo stessa. Il Vero Io e l’Io superiore invece, non cambiano mai, ma si evolvono a stati di  coscienza superiori attraverso i frutti che in ogni vita offre loro la nuova Personalità terrena. Possiamo dire che in ogni vita la Personalità umana o Io terreno muore, ma acquisisce nuove facoltà umane e si rende più perfetto, fino a quando non realizzerà la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché potrà di nuovo congiungersi con la sua immagine spirituale o Io superiore. Questo è il lavoro che l’Io umano inferiore deve fare nell’attuale quinto periodo di cultura, ossia purificando e trasformando il corpo astrale in un principio microcosmico del Sé superiore, ma prima deve realizzare in sé lo sviluppo dell’anima cosciente.

4       Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun’altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale». Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C. Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale , come la vera Entità superiore dell’uomo. In una conferenza tenuta da Rudolf Steiner il 18 novembre del 1923, così si esprime nei riguardi di Antroposofia: « E ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».     

Il rapporto dell’uomo con gli esseri elementari naturali e col mondo della subnatura II

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       Se dunque prendiamo coscienza di tutto l’ambiente naturale che abbiamo intorno e lo elaboriamo nella nostra anima attraverso idee, pensieri e sentimenti morali, accogliendolo e vivendolo nella nostra interiorità quale bellezza del creato ed elevandolo al di sopra dell’ambiente fisico naturale, noi liberiamo questi esseri elementari ricollocandoli nella loro sfera originaria ossia la regione del fuoco, sciogliendoli dal loro incantesimo. E ancora in merito Rudolf Steiner a pag. 29 del libro citato, dice:

          “Come possono dunque le entità divino – spirituali che ci attorniano far sì che si produca il solido, il liquido, l’aeriforme, quali esistono sul nostro pianeta? Esse inviano giù i loro spiriti elementari che vivono nel fuoco, e li imprigionano nell’aria, nell’acqua, nella terra: sono i messaggeri elementari degli spiriti creatori, degli architetti spirituali. In origine gli spiriti degli elementi vivono nel fuoco. Nel fuoco essi si trovano ancora a loro agio, figuratamente parlando, ma poi vengono per così dire condannati a vivere nell’incantesimo (…). Questi esseri, ai quali dobbiamo tutto quello che ci circonda, sono stati magicamente confinati nelle cose che ci sono attorno”.

        Tutto quello che pertanto ci viene incontro dal nostro destino terreno tramite questi esseri elementari della natura, è dovuto appunto dall’operare degli Dei che vogliono aiutarci a evolvere e a perfezionarci e nello stesso tempo, ad acquisire un nuovo stato di coscienza superiore. Dipende poi da noi trovare il giusto rapporto con questi esseri elementari naturali dell’aria, dell’acqua e della terra, nel prendere coscienza e riconoscerli nella loro essenza sovrasensibile, attraverso la conoscenza che ci offre l’Antroposofia, in modo da liberarli quando ci vengono incontro quali forze naturali durante la nostra vita terrena e quali effetti karmici attraverso le cose e gli avvenimenti del nostro destino.  Osservare i fenomeni che accadono nel nostro ambiente naturale, sia nell’ambito della natura terrestre che in quello dell’universo planetario e prendere coscienza dello spuntare di un fiore o lo sfiorire delle foglie in Autunno, oppure cogliere lo scorrere delle nuvole sospinte dal vento, o il levarsi del Sole del mattino, tutto ciò è opera della natura vivente dietro di cui agiscono gli “esseri elementari naturali”, cui quando gioiamo e rendiamo grazie per il loro sacrificio, allora noi li liberiamo del fardello e li leghiamo a noi nell’ambito della nostra anima, per liberarli infine, dopo la nostra morte dal piano fisico.

     L’uomo moderno ha dimenticato il rapporto con questi esseri della natura, ciò che ancora era possibile percepirli e prendere coscienza nel medioevo dantesco, attraverso le notizie che possiamo apprendere dal libro “il Tesoretto” di Brunetto Latini, dove appunto egli narra dell’incontro con la “dea natura” durante la strada di ritorno dalla Castiglia. E ancora prima dello sviluppo industriale agricolo nel XIX secolo e quel tecnologico informatico nel XX secolo, possiamo dire che l’uomo viveva più a contatto col mondo naturale e quindi con gli esseri della natura che bene o male (anche se non li percepiva) riusciva a convivere in un rapporto quasi armonico. Il contadino si alzava presto il mattino e usando un arnese semplice, arava la terra con tanta fatica e sudore cui seguiva poi la semina a mano, cui s’interpenetravano in modo incosciente, flussi e riflussi tra spiriti naturali e l’anima umana e in modo particolare, seguiva poi il ringraziamento al “Signore” prima di mangiare, quale retaggio religioso ricevuto dagli antenati. Con lo sviluppo tecnologico delle macchine agricole, tutto questo è venuto a cessare da quando è stato introdotto l’uso del trattore e delle altre macchine agricole simili, cui l’uomo, venne sollevato sì dal duro lavoro, ma perse il contatto con gli esseri naturali. Tuttavia non del tutto, poiché in un certo qual modo la vita contadina riesce ancora comunque a dare all’uomo, il modo di vivere e di esperire in un ambiente a lui connaturato qual è la vita reale con la natura terrestre, nella quale vivono gli esseri naturali elementari.

    Ma nel campo virtuale di Internet, telefonini e … altro, la cosa è alquanto diversa e pericolosa, giacché l’uomo è completamente escluso dal rapporto con gli esseri elementari naturali, dove qui invece, agiscono esseri elementari subnaturali. E in questo caso occorre prendere coscienza che questi esseri subnaturali sono al contrario, degli elementi intelligenti artificiali creati dall’attività di spiriti dell’ostacolo che vengono comunemente chiamati dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, spiriti «arimanici» (dal loro capo Arimane o Satana) e spiriti «luciferici» (dal loro capo Lucifero o Diavolo). L’attività di queste entità spirituali dell’ostacolo demoniaci che la chiesa cattolica confonde con un solo essere diabolico o mefistofelico, è molto più complessa di quello che credono i sapientoni teologi della scienza religiosa, in quanto agiscono non soltanto come tentatori nell’ambito della natura umana, ma sono anche quelli che con le loro azioni operano nella distruzione e nella morte dell’esistenza. E qui è ancora Rudolf Steiner che nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” ci mette sull’avviso di come operano questi esseri dell’ostacolo, e cioè:

    «Una specie di quelle entità spirituali [arimanici] si manifesta in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale. Per quanto sgraditi possano riuscire al presente certi nomi … chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi (…). Però queste entità arimaniche svolgono, dal mondo elementare, tra l’altro quell’azione che si esprime nella distruzione e nella morte dell’esistenza. Si può affermare addirittura che per i regni superiori della natura le entità arimaniche hanno il compito di causare la morte. In quanto la morte appartiene al necessario ordinamento dell’esistenza, il compito delle entità arimaniche è fondato in tale ordinamento»; (O.O.12, pag. 149-150).

      Ecco perché nella terza tentazione che Arimane sferrò contro il Cristo, (dopo essere penetrato negli involucri di Gesù di Nazareth attraverso il Battesimo nel Giordano da parte di Giovanni il Battista ed essersi allontanato nel deserto), Egli non poté vincerlo, come invece aveva fatto con Lucifero, ma volle solo tenerlo a bada poiché l’uomo ha bisogno di mangiare ancora il pane che produce la terra.

    « Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.  E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.  Il tentatore allora gli si accostò e gli disse: «Se sei Figlio di Dio, di’ che questi sassi diventino pane». Ma egli rispose: «Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio». Mt 4,1

     L‘uomo prima di arrivare alla sua meta divina, ha bisogno ancora della sostanza spirituale che viene materializzata nell’ambito del suolo terrestre dalle forze arimaniche, per cui il Cristo non poté, vincere Arimane, ma dovette come dire, temporeggiare fino a che l’uomo non sia maturo per vincere e redimere egli stesso Arimane e, ciò, non potrà avvenire che alla fine dello stato di coscienza di Giove9, ossia nel prossimo eone planetario o incarnazione della nostra Terra. Questa scena possiamo contemplarla nell’immagine a lato, della statua di legno scolpita da Rudolf Steiner ed esistente a Dornach in Svizzera, dove egli scolpì questa statua per il primo Goetheanum costruito in legno, bruciato da avversari nemici dell’Antroposofia, nella notte di S. Silvestro il 31 dicembre 1922.

  Representative-Of-Humanity                 Ritornando al mondo subnaturale, dobbiamo dire che la questione si pone in modo diverso, perché qui operano soltanto delle forze subnaturali dall’intelligenza artificiale che sono dirette dagli spiriti inibitori dell’ostacolo, per lo più arimanici, il cui scopo è di separare, di staccare l’uomo dalla gerarchia superiore divina e integrarlo nel loro mondo, lontano dalla vita divina del Padre Cosmico. Non dobbiamo per questo rinunciare al progresso della scienza informatica per la paura di essere “posseduti” da questi esseri virtuali arimanici, perché come abbiamo visto, fanno parte di un piano evolutivo divino superiore alfine di contrastare e rafforzare l’uomo nella sua evoluzione dell’anima della coscienza, in modo che possa elevarsi alla consapevolezza divina di essere un figlio di Dio. Occorre però che impariamo a distinguere e a riconoscere l’effetto negativo che questi spiriti producono nell’ambito animico quando la nostra volontà viene come dire impigrita, resa abulica e sottomessa dalla bramosia delle immagini e dallo strumento tecnologico in sé, cioè quando l’uso diviene quasi ipnotico, simile a una droga virtuale. Occorre che ciò sia evitato imparando a difenderci dall’operare di questi spiriti arimanici e luciferici che agiscono sia dall’ambito esterno della natura, sia da quello più interno subnaturale e in modo particolare, dall’ambito di quest’ultimo dove diventa più difficile difenderci, a causa della realtà astratta virtuale in cui operano «esseri dall’intelligenza artificiale» quale manifestazione appunto di queste entità ostacolatrici.

     Il fascino virtuale di Internet, telefonini e… altro, nel campo dell’informatica, è per noi oggi e in modo particolare in quelli più indifesi cioè i bambini, molto seducente, in quanto la loro fonte ha un potere di comunicazione pressoché illimitato, sia a livello di conoscenza, sia quello d’immagini più disparate che girano per il Web (ragnatela mondiale), a volte istruttive, a volte volgari e violente, quindi nocive per l’anima e l’educazione morale del bambino (e… perfino degli adulti). Quando non si hanno molta forza di volontà e la coscienza poco desta, e facile venire dominati dalla bramosia di questi strumenti virtuali dai quali siamo attratti da un insano modo di usarli, similmente a come se venissimo drogati da un insaziabile divorazione d’immagini e di comunicazioni vocali. Dobbiamo per questo imparare a usarli (insegnando ai bambini come porsi nel modo giusto nei loro confronti, usandoli cioè, con parsimonia e secondo la necessità del momento) senza lasciarci troppo sedurre dal loro fascino virtuale, dietro di cui si cela la tentazione arimanica e di conseguenza luciferica. Cercare cioè, il giusto equilibrio per non lasciarci dominare ma imporre la nostra volontà umana che, qualora venga «esercitata nel modo giusto» (ossia che si accompagni a un giusto sviluppo morale del sentire e del pensare tramite gli esercizi che suggerisce la Scienza dello Spirito antroposofica), possiamo sviluppare in noi quelle facoltà intellettuali superiori, tramite cui è possibile realizzare lo sviluppo dell’anima della coscienza. Vale a dire, per meglio esprimere questo concetto, che se sviluppiamo la nostra volontà seguendo il giusto insegnamento dell’Antroposofia, abbiamo la possibilità di realizzare il giusto equilibrio nella nostra anima attraverso cui è possibile elevare il nostro pensiero intellettuale, a un grado superiore di pensiero intellettivo veggente, pienamente cosciente.

      La Scienza antroposofica, può essere molto di aiuto non soltanto alle persone adulte, ma in modo particolare ai giovani, tramite le diverse attività pedagogiche delle scuole steineriane o “pedagogia Waldorf” e per i più piccoli, gli “asili nido” presenti ormai in tutto il mondo; così come la “Comunità dei cristiani”, per chi ha ancora bisogno di coltivare un sentimento religioso. Attraverso la conoscenza della “saggezza” antroposofica, quale via di pensiero e del rafforzamento della volontà e del sentire umano, abbiamo maggiormente la possibilità di prendere coscienza dei pericoli e delle tentazioni, e del danno psichico che ne potrà derivare nel bambino in età più adulta dal mondo virtuale. Possiamo, volendo, anche soltanto leggere e accogliere la saggezza antroposofica, integrandola se vogliamo in un secondo tempo più opportuno, con la vita meditativa tramite un lavoro di riflessione e concentrazione, attraverso gli esercizi consigliati da Rudolf Steiner. Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” in merito egli dice:

         «La Scienza dello Spirito non significa solo l’appropriarsi di certe conoscenze, essa ha in altissimo grado il significato di un’educazione, di un’autoeducazione della nostra anima. Dopo essere penetrati per alcuni anni nella Scienza dello Spirito noi, diventiamo qualcosa di diverso: cambiano i nostri interessi, cambiano le cose alle quali prestiamo attenzione (…). Dal momento in cui si partecipa a uno studio scientifico-spirituale, partecipando con tutto il cuore e col sentimento agli insegnamenti della Scienza dello Spirito, già ha inizio l’esoterismo: la nostra anima comincia a trasformarsi, e ha inizio un processo simile a quello che subirebbe un essere che prima abbia percepito, mettiamo, solo il chiaro e il buio, e poi (per effetto di una diversa organizzazione dei suoi occhi) cominciasse a distinguere i colori.

   Tutto il mondo diverrebbe diverso per quell’essere. Basta osservare il fatto, basta riconoscerlo: tutto il mondo comincia a presentarsi con un aspetto differente, dopo avere messo in opera per qualche tempo l’autoeducazione spirituale che possiamo ricevere con lo studio scientifico-spirituale (…). Occorre invece rendersi conto che si educano i propri sentimenti coltivando la conoscenza dei fatti di un mondo superiore, e che in tal modo si trasforma la propria anima»; (O.O.n.136, pag.9).

    Occorre qui aggiungere che nel mondo dell’informatica virtuale, ossia Internet, telefonia, Tv, etc. dietro di cui agiscono gli “esseri intelligenti virtuali”, non abbiamo la possibilità di liberarli come al contrario, possiamo fare con gli “esseri elementari naturali”. Perciò mentre da una parte viene creata la “ragnatela informatica”, con tutti i pensieri astratti che girano in Internet (W.W.W. ossia: “Word, Wide, Web”, che significa appunto: “Ragnatela estesa in tutto il mondo”) da cui nasceranno tra alcuni migliaia di anni (quando la Luna si unirà di nuovo alla Terra) dei ragni “semiminerali e semivegetali” (O.O. 204 – Dornach, 13 maggio 1921) che l’uomo dovrà affrontare e potrà sconfiggere solo con la “Magia bianca”, altri, semplicemente li leghiamo a noi. Ossia vengono addensati al nostro “doppio arimanico-luciferico ” che alla fine, se l’uomo non compensa con una sana vita morale e meditativa, possono creare dei disturbi spiacevoli, come tic nervosi, o altro.   La cosa è alquanto diversa invece per i bambini, poiché sono più fragili degli adulti, per il fatto che i loro organi animici devono ancora formarsi, sono ancora in una fase delicata in cui hanno bisogno di essere attorniati da un ambiente sano e naturale. Essi come dire, imitano e succhiano sia dall’ambiente domestico in cui vivono che dal mondo esterno naturale, la linfa vitale per la loro crescita corporea e per la loro formazione caratteriale psichica quale identità futura che potrà determinare un’entità armonica, oppure, introversa e quindi infelice. Questo dipenderà dall’educazione morale e religiosa che i genitori sapranno impartire oppure no, al bambino in modo naturale e non attraverso una forma rigida e autoritaria, poiché ciò sarebbe deleterio e negativo per il bambino, giacché la sua indole animica-spirituale deve formarsi come sopradetto, attraverso l’imitazione; – perlomeno, fino al compimento del primo settennio. Pertanto un ambiente duro, autoritario o nella peggiore delle ipotesi volgare o irreale (per l’uso molto prolungato del telefonino o altri strumenti virtuali), potranno provocare in lui una menomazione, un difetto nell’ambito animico psichico – corporeo che può a volte manifestarsi accompagnato con atteggiamenti particolari non usuali di disturbi visivi, di nervosismo, insonnia o altro … e a volte, anche di casi più gravi.

    Qui  Rudolf Steiner ci mette sull’avviso,   che è possibile che questa errata educazione possa metamorfosarsi e manifestarsi in un’età più adulta o senile, con delle malattie che potranno essere gravi o meno, ciò dipenderà dalle forze negative accumulate durante l’infanzia, dovute appunto, da una cattiva educazione impartita dai genitori e a volte, anche da un insegnamento troppo rigido e autoritario da parte di pedagoghi e insegnanti. E in parte dipenderà anche dall’anima stessa del bambino, ossia dalle forze karmiche che egli porta con sé quale frutto delle sue vite precedenti, se egli sarà in grado nella vita da adulto compensare la cattiva educazione ricevuta da bambino con delle facoltà spirituali acquisite nella vita precedente che potranno in tal caso, sopperire e in parte ripristinare e vitalizzare le forze eteriche avvizzite dagli errori dell’infanzia, tramite un cammino spirituale. I genitori dunque, così come gli insegnanti e i tutori dell’infanzia possono aiutare i bambini ad alleggerire o ad appesantire maggiormente il loro karma, ciò fa parte della responsabilità morale degli adulti; molto per cui, dipenderà crescere in una vita familiare armonica, serena e cosciente, oppure no. Le tentazioni e i danni che possono derivare dall’uso di strumenti virtuali cui il bambino è sollecitato dalla televisione e dalla cattiva pubblicità, potranno essere mitigati appunto da quei genitori attenti e coscienti nei riguardi del bambino, cui sapranno imporsi con serietà e fermezza, non lasciando il bambino per troppo tempo da solo a giocare con questi strumenti virtuali, i quali, rendono passivi e inabili la focalizzazione e il lavoro che compiono invece i nostri organi dei sensi, quali: l’organo della vista e dell’udito e in particolare l’organo del cervello, cui possono formarsi nel modo giusto solo nell’ambito del mondo reale naturale.

    L’umanità moderna deve prendere coscienza del pericolo e del danno che possono incorrere i loro bambini, quando sono lasciati per troppe ore vicino agli strumenti virtuali. Ossia devono prendere coscienza che dietro queste immagini virtuali e ascolto vocale dei telefonini, agiscono da un mondo subnaturale esseri elementari virtuali, esseri dall’intelligenza artificiale che possono raggiungere quello stato più profondo del subconscio del bambino, in quanto la sua coscienza terrena non è ancora formata come l’adulto e quindi, non può proteggerlo e fare da filtro contro queste “ombre” arimaniche virtuali. L’Io superiore opera direttamente nel bambino proteggendolo fino al terzo anno di età nella particolare formazione del cervello, per cui, ogni giorno compensa il danno che ne potrebbe derivare dagli influssi negativi esterni, soltanto però per l’arco dei primi tre anni, ossia fino a quando nel bambino non comincia a inserirsi e a fare capolino, la coscienza dell’io. Ma dopo i tre anni, l’Io superiore ritira le sue forze plasmatrici cosmiche dal bambino, giacché dopo la nascita, l’io terreno non riuscirebbe più a sopportarle, si spezzerebbe, causando in lui la morte cerebrale. Perciò la responsabilità morale passa completamente ai genitori, cioè quello di vegliare attentamente sul bambino, alfine di evitare che questi esseri artificiali arimanici possano insinuarsi nella sua parte subcosciente dove non è più protetto dall’ Io superiore, per cui resterebbe più predisposta a delle conseguenze negative per la sua salute nella prima infanzia e più avanti nell’età adulta.  Dobbiamo proteggere i nostri figli usando quella forma di autorevolezza genitoriale che si manifesti con un atteggiamento di amore e severità e, facendo sì che il bambino, possa vivere maggiormente a contatto con la natura e perciò con gli esseri elementari naturali, educandolo al rispetto e a prendere coscienza della bellezza della natura. Il Sole per esempio che al mattino si sveglia e porta la vita e la gioia nei tre regni naturali e in quello superiore umano, mentre  i fiori  fanno capolino e aprono le loro corolle per essere baciate dall’amore dei suoi raggi; ma più di tutto occorre insegnare al bambino la “gratitudine” per ogni dono che la natura ci offre attraverso i suoi frutti, l’acqua, l’aria, che ci consentono di poter vivere la nostra esperienza sulla Terra, grazie all’amore sempre presente di Dio Padre.

    E ancora qui per terminare, possiamo aggiungere che Rudolf Steiner quale grande iniziato chiaroveggente cristiano-rosacruciano, ci rivela  attraverso la Scienza antroposofica che tutte le sofferenze e le malattie che possono manifestarsi nell’età adulta o senile, sono in parte  dovute agli errori generati nell’infanzia, da un atteggiamento errato dell’abuso d’autorità (anche l’abuso errato che può esercitare il Maestro d’asilo o elementare)  nei riguardi del bambino. Per cui questo abuso negativo d’autorità, può essere compensato o, come dire porvi rimedio, se durante l’età che va dai 21 ai 42 anni, nasca nella persona in questione,  lo stimolo a coltivare la vita spirituale. Ciò può essere realizzato, sia coltivando in noi stessi una sana vita religiosa, che quello di percorrere una via di conoscenza, purché in entrambi i casi possiamo vivere quel processo evolutivo della vita dell’anima, che ci porti a realizzare in noi la coscienza morale, tramite cui possiamo sperare di avere un giorno la “grazia”, di avere l’incontro col  Cristo eterico.

Collegno,     13 luglio   2017                                       Antonio Coscia

Agg. e corr. 8 novembre 2018

Sopra: Castello di Pralormo, Torino (Italia)

Sotto: Immagine del Rappresentante dell’umanità scolpita in legno da Rudolf Steiner e collocata a Dornach in Svizzera, nel secondo Goetheanum costruito in cemento dopo che il primo costruito in legno, fu distrutto da un incendio doloso.

Note Integrative

9    Giove, rappresenta il prossimo eone o quinto stato di coscienza cosmico dello sviluppo dell’uomo, e che diversamente dallo stato di coscienza cosmico terrestre, si svolgerà in una materia più sottile, cioè astrale. Qui l’uomo svilupperà ulteriormente il corpo astrale attraverso l’Io superiore pianamente cosciente, trasformandolo completamente in Sé spirituale, mentre la coscienza umana di veglia terrestre, si eleverà a uno stato superiore di “coscienza immaginativa” macrocosmica, perfezionando ulteriormente sia la “coscienza Ispirativa”, sia quella “Intuitiva” che a loro volta verranno sviluppate in stati cosmici futuri chiamati: “ Stato di coscienza di Venere e di Vulcano”. In sintesi possiamo ancora dire per meglio capire questi concetti, che la “coscienza Immaginativa” è la facoltà di vedere oltre il mondo sensibile ciò che è la manifestazione del fisico o solido minerale di cui è costituito il nostro mondo terreno, cioè la visione spirituale veggente dell’“immagine pensiero” di tutto ciò che ci circonda. La “coscienza Ispirativa” è la facoltà di udire il suono dall’Immagine che ci appare nel mondo dell’Ispirazione, ossia nel mondo dei Pianeta. Infine, la “coscienza Intuitiva” è quando nello stato di veggenza spirituale, ci uniamo nell’intimo con l’Essere spirituale che ci appare nel mondo dell’Intuizione o mondo stellare.

(Un maggiore approfondimento è possibile nel libro “La Scienza Occulta”).

Possiamo per ultimo ancora aggiungere che soltanto nello stato di coscienza di Giove, l’uomo potrà vincere Arimane in quanto non avrà più bisogno del mondo minerale, poiché come appunto menzionato, l’evoluzione umana avverrà in uno stato di materia più sottile, cioè come menzionato, in una materia astrale più perfetta. Vedi anche la nota 7.