
«L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre
lo spirituale che è nell’uomo allo spirito che è nell’universo».
(Rudolf Steiner)
2.La via divina I
Quasi in tutti i libri della Scienza dello Spirito o antroposofia pubblicati in Italia, troviamo scritto a fine pagina della quarta di copertina, le parole di Rudolf Steiner: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirito che è nell’universo». Queste parole vogliono in sintesi indicarci la missione divina – umana dell’”Essere Anthropos-Sophia”6, il cui compito è fare affluire nell’anima umana la giusta conoscenza, in modo che l’uomo ritorni alla vita divina universale quale sua origine spirituale. Dalle parole menzionate possiamo prendere coscienza, se accolte senza pregiudizio, che l’Antroposofia non è una filosofia scaturita da una logica intellettuale fondata sulla storia di un personaggio particolare esteriore o, di uno stato d’animo interiore umano soggettivo. Essa si fonda sulla percezione spirituale cosciente di un puro pensiero chiaroveggente di uno dei più elevati iniziati cristiani del XX secolo, il quale poté andare oltre la dimensione terrena fino a “toccare spiritualmente” altri mondi di altissime dimensioni, dove la coscienza veggente può partecipare alla vita divina quale manifestazione delle diverse intelligenze cosmiche divine spirituali. Tra queste Entità divine, Rudolf Steiner ci parla di un “Essere reale” il quale è l’Archetipo divino di una parte delle gerarchie spirituali superiori e che conosciamo col nome di “Divina Sofia”7, la quale è costituita da “sette arti” spirituali il cui ultimo arto, si manifesta nel mondo umano come loro messaggera, ossia “l’Antroposofia”. Egli ci rivela ancora attraverso la Scienza dello Spirito da lui fondata nel 1913 dopo la separazione dalla Società Teosofica, che tutte le Entità gerarchiche partecipano dai mondi spirituali seguendo con attenzione l’evoluzione umana, facendo fluire attraverso la loro messaggera spirituale nell’ambito della Terra, la nuova conoscenza moderna ispirando uomini evoluti che sono chiamati “Iniziati” o “Bodhisattva”8 dai quali fluì nel secolo scorso, la nuova rivelazione spirituale quale evento di un rinnovato cristianesimo-rosicruciano. Da questo possiamo intuire per chi cerca la verità con amore e con assiduo sforzo e modestia, (scevro da qualsiasi forma di pregiudizio) che, ancor prima di essere studiata, l’Antroposofia possa manifestarsi attraverso la voce interiore o intuizione del cuore (anche i cuori possono avere pensieri), come un’Entità reale spirituale” a noi vicino e non come un’astratta filosofia escogitata da un pensiero intellettuale moderno. Un’Entità divina spirituale, dunque, che si presenta come una specie di “Maestro spirituale invisibile” che vuole unire l’umanità attuale (scesa troppo in basso nel materialismo) alla sua origine divina, elevandola al mondo degli Dei, alla patria perduta a causa del peccato originale, laddove potrà unirsi con la sua “immagine divina” o Io superiore. Tutte le religioni della Terra sono state date attraverso un maestro umano chiamato dalla saggezza orientale “bodhisattva” (vedi più avanti), il quale è ispirato da una saggezza divina superiore universale ossia dalla divina Sofia che a sua volta, è mediatrice dello Spirito Santo. Dobbiamo imparare a distinguere quest’Entità divina che nei tempi antichi e ancora oggi, è confusa con lo Spirito Santo il terzo aspetto della Trinità divina universale, la quale è l’Archetipo divino di tutte le gerarchie spirituali che vanno dagli Spiriti della Saggezza fino agli Angeli e, tramite l’Antroposofia, all’umanità terrena quando questa arriverà a realizzare la sua meta umana-divina.
L’Antroposofia vuole condurre e unire direttamente l’uomo moderno del quinto periodo dello sviluppo dell’anima cosciente, allo spirito cosmico universale cioè il Cristo, attraverso una sorta di “religione divina” (da non confondere con le religioni attuali che sono per lo più istituzionali e con una forte coloritura materialista che lederebbero la libera volontà umana del vero ricercatore dello spirito) cui ognuno può a tutta prima unirsi ad essa, tramite la mediazione della Scienza dello Spirito o antroposofia. Lo scopo di quest’archetipo superiore umano è quello di ispirare e di unirsi a tutta l’umanità, ma in un primo momento, potranno farlo soltanto quelle anime più evolute che sono già entro uno sviluppo superiore spirituale iniziato nel primo decennio del quindicesimo secolo. Sostanzialmente possiamo dire che in generale, l’umanità dal 1413 in poi, è entrata nello sviluppo del quinto periodo di cultura9detto periodo dell’anima cosciente o dell’intelletto che durerà fino alla metà del quarto millennio, cioè circa fino al 3573. In questo sviluppo dell’anima cosciente è interessata in modo consapevole o incosciente la gran parte dell’umanità attuale e in modo particolare tutte quelle anime umane più evolute che in qualche modo tendono all’autocoscienza, cioè a usare il pensiero come facoltà intellettuale per autoconoscersi come un “essere autonomo e libero” o, in modo più esplicito, al significato della famosa locuzione platonica: “Conosci te stesso”. Una parte dell’umanità attuale è dunque in questo cammino di autoconoscenza chi più chi meno che lo voglia o no, dopo essere passati attraverso il quarto periodo greco-romano, cioè dallo sviluppo del pensiero razionale o della ragione, al quinto periodo del pensiero intellettivo veggente dell’anima cosciente. Siamo cioè entrati da circa sette secoli, nel periodo in cui il pensiero umano è andato gradatamente evolvendosi fino ad afferrarsi come un individuo a sé, come una personalità umana dotata di un “io individuale e autonomo” che ora deve però elevarsi attraverso uno sviluppo morale e spirituale, fino ad autoconoscersi non solo come un io autonomo e libero ma avente in sé un che di divino. Questo lavoro di trasformazione del pensiero intellettuale e della coscienza morale dell’io, è ancora in una lunga fase evolutiva che ha avuto inizio col mistero del Golgotha, ossia con l’unione del Cristo in Gesù di Nazareth, fino a raggiungere attraverso diversi stati di coscienza superiore di epoche e di periodi futuri, la meta finale umana. Vale a dire fino alla fine del nostro periodo terrestre quando l’Io umano avrà purificato e trasformato una parte del corpo astrale in Sé spirituale o Manas, una parte del corpo eterico in spirito vitale o Budhi e una parte del corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’evoluzione terrestre sarà terminata e l’uomo sarà maturo per evolvere attraverso un nuovo stato cosmico planetario (dopo un Pralaya cosmico, ossia dopo un oscuramento planetario in cui tutto il sistema Planetario viene riassorbito dagli Dei o, se vogliamo da Dio) che nell’Apocalisse di Giovanni è chiamata “Gerusalemme Celeste” o periodo di Giove10 secondo la Scienza antroposofica, come decima gerarchia della libertà e dell’amore. Perciò il pensiero e la coscienza umana devono passare ancora attraverso diverse metamorfosi umane-divine, prima di giungere in quel remotissimo futuro in cui l’uomo salirà al gradino angelico come decima gerarchia “dell’amore e della libertà”. Pertanto, l’evoluzione terrena prosegue verso questo sviluppo di facoltà nuove superiori dell’intelletto umano, e l’uomo non può fare a meno di seguire ed evolversi verso i mondi divini dello spirito se non vuole restare indietro con delle “tragiche conseguenze animiche e spirituali” che ne potrebbero derivare per la sua natura superiore umana, in divenire.
L’umanità deve perciò proseguire attraverso quelle conoscenze spirituali che man mano si presenteranno nell’evoluzione terrestre tramite quelle correnti spirituali nate da nuove rivelazioni divine ispirate dai messaggeri dello spirito, ossia dagli iniziati veggenti e i Bodhisattva o Maestri dell’umanità che, agendo nel rispetto della volontà umana, fanno affluire attraverso le loro dottrine nuovi aspetti della verità divina. Questo ci dà la possibilità di proseguire tramite queste nuove conoscenze dello spirito, un giusto cammino evolutivo verso “la via divina”, alfine di purificarci e rafforzarci moralmente in modo da realizzare attraverso un’evoluzione normale, lo sviluppo dell’anima cosciente entro la data sopra descritta, anzi per certi versi, noi dovremmo realizzare l’anima cosciente già prima che il periodo micheliano11 possa terminare, ossia verso la fine del XXIII secolo, quando a Michele subentrerà l’epoca dell’Arcangelo “Orifiele”. Soltanto attraverso la via indicatoci dai maestri dell’umanità, possiamo sperare di realizzare nel modo giusto l’anima cosciente (il “Figlio dell’uomo”, Mt 8, 20) come massima manifestazione del nostro io inferiore e quale espressione dell’autocoscienza umana autonoma e libera che ci permetterà di unirci non solo al nostro archetipo divino superiore (Sé spirituale dell’umanità), ma anche al nostro Io individuale superiore, ossia all’immagine archetipica originaria da cui fu separato l’uomo inferiore nell’epoca paradisiaca, a causa del peccato originale. Oggi come suaccennato, siamo ancora tuttora in questo sviluppo dell’anima cosciente e volendo, possiamo accelerare questo processo evolutivo spirituale avendo la possibilità tramite la via esoterica moderna cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, di compiere un lavoro autocosciente su noi stessi, anticipando così lo sviluppo e la realizzazione di quest’arto animico superiore che è in relazione con quella parte della natura umana di cui è più rappresentativa la facoltà volitiva, cioè il metabolismo e gli arti del nostro corpo fisico. Per questo oggi i misteri dell’iniziazione moderna sono definiti «misteri della volontà» che Rudolf Steiner quale principio della Tripartizione umana, divide in: «Parte del “capo” o sensoriale, parte del “torace” o ritmico del cuore e dei polmoni, e parte delle “membra” o del metabolismo degli arti umani». Egli in questo principio tripartitico porta a conoscenza l’importanza di comprendere l’uomo come un “Essere tripartito” dividendolo appunto, in uomo del capo in relazione al pensare, l’uomo del petto in relazione al sentire, e l’uomo delle membra in relazione al volere. Perciò è importante che il discepolo dello spirito che voglia percorrere la via spirituale moderna, debba curare e porre molta attenzione allo sviluppo della volontà umana, la quale appunto è in relazione al giusto sviluppo dell’anima cosciente. (2. Continua)
Collegno 1 giugno 2013 Antonio Coscia
Agg. Settembre 2020
Note Integrative
6 È difficile definire in una nota che cosa sia l’Antropos-Sophia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale». Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C. Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.
7 La divina Sofia o Sapienza divina, è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali, in modo particolare dai Cherubini, dagli Spiriti di Saggezza e dagli Angeli. La Divina Sapienza invece è un’Entità composita, la quale è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo delle gerarchie che vanno dagli Spiriti della Saggezza fin nell’ambito dell’anima umana, attraverso i suoi messaggeri che appartengono alla categoria di Iniziati o uomini più evoluti chiamati Bodhisattva. Essa nasce nell’antico stato di coscienza del Sole come Essere composito formato dagli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dagli Spiriti del Movimento o Dynameis, agli Spiriti della Forma o Potestà, dagli Spiriti della Personalità o Archai e dagli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e nello stato di coscienza dell’eone Terra, si aggiungeranno alla fine gli uomini, come decima gerarchia Cosicché possiamo dire che quest’Essere divino è un’Entità composita settemplice, formata dall’insieme di tutte le gerarchie che vanno dagli uomini fino agli Spiriti della Saggezza. E come l’uomo anela alla sua trinità superiore spirituale, ossia al Sé, Buddhi e Atma, anche quest’Essere anela alla gerarchia superiore, cioè i Troni, i Cherubini e i Serafini. Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina, ma esiste soltanto come aspetto androgino asessuato. La differenza che gli Dei possano manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte con quella maschile, dipende soltanto dalla manifestazione con cui le Entità divine spirituali superiori si presentano all’occhio veggente dell’iniziato, se in qualità di essere individuale o, quale messaggero degli Dei superiori. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile. Nel 5° sigillo apocalittico, è rappresentata l’immagine della Sofia cosmica come appare a Giovanni nella sua visione spirituale e come viene rappresentata immaginativamente da Rudolf Steiner nei sette sigilli apocalittici. In merito Egli dice: «Da questa immagine possiamo riconoscere che nella lotta contro la magia nera, l’unione dell’umanità con la “Celeste Sofia” sarà di decisiva importanza. E a questo punto consideriamo che nell’Antroposofia è dato all’umanità un cammino che vuole portarla a collegarsi con la sfera cosmica della Sofia, allora comprenderemo anche che nel nostro tempo la miglior protezione contro la magia nera (e in generale contro il male) è l’Antroposofia. Infatti, l’uomo viene protetto dal male soltanto approfondendosi nella vita spirituale del bene (O.O. 273, 28.9.1918). E questa per il nostro tempo è appunto l’Antroposofia … Il contenuto spirituale del quinto sigillo è appunto questo e per cui esso appartiene anche ai migliori mezzi occulti per proteggersi dagli influssi della magia nera» (vedi libro citato alla nota 24 di Sergej O. Prokofieff, pag, 303-305).
8 Gli Iniziati o Bodhisattva sono uomini molto evoluti che hanno già superato notevolmente l’evoluzione normale dell’umanità attuale, poco manca per entrare nel rango angelico e a quel punto non s’incarnano più sulla Terra, ma continuano la loro evoluzione su dei piani più alti dell’esistenza spirituale, da dove possono agire nel corpo astrale o eterico di uomini terreni evoluti. La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa perché queste Entità spirituali bodhisattviche appartengono a diverse classi spirituali e in modo particolare alla categoria Celeste degli Arcangeli, gli arci-messaggeri divini, aiutati dall’alto dalla gerarchia delle Archai e dal basso dalla gerarchia degli Angeli. Queste tre categorie celesti formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che accolgono la saggezza divina nella sfera del Budhi, (vale a dire oltre la sfera delle stelle fisse o Devachan Superiore, oppure secondo un termine occidentale il «piano della Provvidenza») dove contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» dell’Entità del Cristo-Sole. Quando giunge per loro il momento in cui l’umanità ha bisogno di un nuovo impulso spirituale, uno di essi, ossia un “Arcangelo” (che sono i più rappresentativi in quanto perfezionano il loro corpo buddhico o del principio vitale), scende nei livelli spirituali inferiori terrestri ove ispira una «Individualità bodhisattva umana», un uomo evoluto appartenente alla classe dei bodhisattva umani. Questi uomini evoluti bodhisattvici vivono nell’ambito della sfera lunare e a loro volta, formano una cerchia di dodici Entità bodhisattviche al servizio dello Spirito Santo, i quali hanno il compito di promuovere l’impulso del Cristo sulla Terra. Quando si avvicina il momento, uno di essi scende sulla Terra per divulgare la sua dottrina agli uomini per la durata di cinquemila anni, durante i quali, egli s’incarna circa ogni cento anni. Dobbiamo però dire che il Bodhisattva umano essendo egli troppo evoluto per l’incarnazione completa in un corpo umano troppo angusto, sceglie a sua volta una Personalità umana fra gli uomini più evoluti e lo compenetra nel corpo astrale, oppure nel corpo eterico, ciò dipende dalla missione e dalla presenza cui nel mondo fisico possano esserci uomini evoluti che siano in grado di sopportare il “fuoco bodhisattvico”. Soltanto dopo che siano passati cinquemila anni, questi super-uomini bodhisattvici devono scendere completamente sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo fisico preparato per loro da un corpo materno, così come fu per il Buddha Gotama, e realizzare la loro dottrina che hanno ispirato e che, soltanto allora potrà diventare un patrimonio comune spirituale di tutta l’umanità. A quel punto il bodhisattva compie l’evoluzione umana chiamata da Rudolf Steiner il cammino di “buddha umano” ed è ispirato nel suo lavoro, non solo dal suo Angelo ma anche da un Arcangelo e a volte, anche da un Archai, fino a realizzare l’Illuminazione spirituale attraverso cui egli diviene un Buddha completamente formato, liberandosi per sempre dal ciclo delle morti e rinascite sulla Terra; volendo però, egli potrà agire dal mondo spirituale col suo corpo astrale trasformato o «Saṃbhogakāya», manifestandosi sul piano eterico umano. Il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama nel sesto secolo circa prima del Cristo, si chiama “Maitreya” e sarà il nuovo Buddha umano che fra circa 2500 anni, dovrà incarnarsi sulla Terra e realizzare la sua dottrina, attraverso cui salirà alla nuova dignità di Buddha. Secondo la scienza dello spirito antroposofica, si devono contare dodici bodhisattva e non possono che essere dodici che contemplano il Cristo (l’Io Sono l’Io Sono) nel mondo del Budhi, dal quale accolgono le ispirazioni da portare sulla Terra. Quando l’ultimo dei bodhisattva avrà terminato la sua missione, l’umanità saprà che cosa è il Cristo, e a quel punto l’eone terrestre arriverà alla sua fine continuando una nuova incarnazione nel prossimo eone di Giove, la nuova “Gerusalemme Celeste”, menzionata nel vangelo di Giovanni. (vedi anche nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”: “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente” e seguenti).
9 Tutta l’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici detti «Eoni» di cui la Scienza antroposofica chiama: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano» (i nomi non sono in relazione con i pianeti del sistema solare attuale) di cui, ogni stato di coscienza passa attraverso sette stati di vita che a sua volta, ogni stato di vita passa attraverso sette stati di forma. Ogni stato di forma passa a sua volta, attraverso sette Epoche e alla fine, ogni Epoca passa attraverso sette periodi di cultura. Come possiamo vedere è un’evoluzione alquanto complessa che non può essere spiegata in una nota, poiché ci porterebbe oltre il tema di questo capitolo, per cui prenderemo in esame soltanto lo stato di forma attuale della nostra Terra. Diciamo quindi che l’umanità è già passata attraverso tre stati di coscienza quali: «Saturno, Sole e Luna», siamo attualmente nel quarto stato di coscienza chiamato Terra che deve passare attraverso: «Sette stati di vita, sette stati di forma, sette Epoche e sette periodi di cultura». Tralasciando tutti gli altri stati di forma che abbiamo già superato, diciamo che attualmente siamo nella quinta Epoca e nel quinto periodo di cultura, ossia in quello che sviluppiamo l’anima cosciente. Siamo entrati in questo periodo circa nel 1413, in concomitanza della costellazione dei Pesci.
Se guardiamo indietro alle Epoche che si sono succedute nell’arco della nostra storia culturale umana, viste chiaroveggentemente, l’uomo è andato sempre più perfezionandosi elevandosi nel corpo e nell’anima, cui seguirà nel prossimo futuro, lo sviluppo della parte spirituale superiore. Dobbiamo collocare pertanto il suo inizio diverse migliaia di anni fa, con la prima Epoca chiamata «Polare»; a essa seguirono una seconda «Iperborea», una terza «Lemurica» (origine del peccato originale), una quarta «Atlantica», che terminò col famoso «diluvio universale» e infine, la nostra: la «Quinta Epoca Postatlantica»; cui seguiranno una Sesta e una settima Epoca. Ogni Epoca a sua volta, abbiamo detto che va suddivisa in sette periodi di cultura di cui, quattro sono già passati quali: il Paleo Indiano, che possiamo collocarlo a circa 7500 anni a.C. dopo il diluvio universale o la catastrofe di Atlantide, o secondo l’Astrologia moderna, collocarlo sotto il segno del «Cancro». Durante quest’antico periodo di cultura, l’uomo perfezionava maggiormente il suo arto corporeo, cioè il corpo eterico, sotto la guida del grande re-sacerdote Melchisedec (Noè) il quale, iniziò i «sette Santi Rishi» nei misteri del corpo eterico quali guide della civiltà indiana e poi dopo, durante il periodo ebraico, anche il capostipite del popolo ebraico Abramo nei misteri del «pane e del vino», cioè nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico.
Abbiamo poi un secondo periodo detto Paleo Persiano cui l’uomo sviluppò il corpo astrale o senziente; un terzo periodo di cultura detto egizio-caldaico-ebraico cui abbiamo sviluppato l’anima senziente, seguito dal quarto periodo greco-romano in cui abbiamo sviluppato l’anima razionale e finalmente nel nostro attuale, il quinto periodo di cultura anglofono-tedesco in cui stiamo sviluppando l’anima cosciente. Seguiranno nel futuro, un sesto e un settimo periodo di civiltà, dove l’umanità svilupperà il Sé spirituale o Manas e lo spirito Vitale o Budhi, alla cui fine seguirà una catastrofe simile al diluvio universale–Vedi “Apocalisse, O.O. 104” e Tav.1 nota 36.
10 Il periodo di Giove è lo stato di coscienza che seguirà il nostro stato terrestre dopo che l’umanità sarà salita al grado angelico, ossia quello stato che nell’Apocalisse è menzionata da Giovanni come la «Gerusalemme Celeste». In questo stato di coscienza cosmico, l’Entità umana deve completamente purificare e trasformare il corpo astrale in Sé spirituale salendo così al grado superiore di Arcangelo. La stessa cosa sarà per il gradino superiore di Arcangelo nell’eone di Venere, dove trasformerà completamente il corpo eterico in spirito Vitale o Budhi, e in ultimo, nel settimo stato di coscienza su Vulcano, dove trasformerà completamente il corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’uomo, sarà una «Personalità divina umana» similmente a quella che si è manifestata alla «svolta dei tempi» nel Cristo Gesù. Ma per realizzare tutto questo, occorre che l’umanità possa compenetrarsi dell’impulso del Cristo com’è descritto dalla Scienza antroposofica, cosicché possa entrare in rapporto col corpo di «resurrezione del Cristo» con il quale sarà possibile proseguire l’evoluzione superiore. Nel periodo di Giove, l’uomo non avrà più il suo corpo fisico, poiché esso è un prodotto della nostra Terra e come tale va lasciato alla Terra; per cui esso va trasformato e sostituito da un corpo spirituale superiore che possa adeguarsi all’ambiente che sarà di Giove, cioè astrale. Occorre pertanto un corpo che possa supplire il nostro corpo fisico, in quanto l’uomo può avere la coscienza dell’io solo grazie a un corpo denso. Per questo nell’ambiente astrale di Giove, ciò che potrà supplire il nostro corpo fisico alfine di poter sviluppare la coscienza dell’io, è il corpo di risurrezione del Cristo. Questo è il mistero dell’eternità dell’anima! Eternità che l’uomo può conseguire già in questa incarnazione se riesce a unirsi al corpo di resurrezione del Cristo, giacché dopo la morte, la sua coscienza dell’io potrà continuare a esistere fino alla prossima incarnazione terrestre.
11 Nella nota 9 abbiamo detto che ogni Epoca passa attraverso lo sviluppo di sette periodi di cultura di cui ognuno ha la durata di circa 2160, e che viene diretto da sette Arcangeli o spiriti planetari che si susseguono singolarmente per un periodo di circa 350 anni. Gli Arcangeli sono: “Orifiele spirito di Saturno (200 a.C. – 150 d.C.), Anaele spirito di Venere (150 – 500 d.C.), Zaccariele spirito di Giove (500 – 850 d.C.), Raffaele spirito di Mercurio (850 – 1190 d.C.), Samaele spirito di Marte (1190 – 1510 d.C.), Gabriele spirito della Luna (1510 – 1879 d.C.) e Michele spirito del Sole (1879 – 2233 d.C.)”. Le date nelle quali si susseguono i diversi Arcangeli nella loro guida, non vanno considerate in periodi rigidi di tempo, ma è possibile una loro mobilità di tempo secondo i periodi di cultura che possono essere più o meno corti, secondo il susseguirsi della missione dei singoli arcangeli.






Ritornando al mondo subnaturale, dobbiamo dire che la questione si pone in modo diverso, perché qui operano soltanto delle forze subnaturali dall’intelligenza artificiale che sono dirette dagli spiriti inibitori dell’ostacolo, per lo più arimanici, il cui scopo è di separare, di staccare l’uomo dalla gerarchia superiore divina e integrarlo nel loro mondo, lontano dalla vita divina del Padre Cosmico. Non dobbiamo per questo rinunciare al progresso della scienza informatica per la paura di essere “posseduti” da questi esseri virtuali arimanici, perché come abbiamo visto, fanno parte di un piano evolutivo divino superiore alfine di contrastare e rafforzare l’uomo nella sua evoluzione dell’anima della coscienza, in modo che possa elevarsi alla consapevolezza divina di essere un figlio di Dio. Occorre però che impariamo a distinguere e a riconoscere l’effetto negativo che questi spiriti producono nell’ambito animico quando la nostra volontà viene come dire impigrita, resa abulica e sottomessa dalla bramosia delle immagini e dallo strumento tecnologico in sé, cioè quando l’uso diviene quasi ipnotico, simile a una droga virtuale. Occorre che ciò sia evitato imparando a difenderci dall’operare di questi spiriti arimanici e luciferici che agiscono sia dall’ambito esterno della natura, sia da quello più interno subnaturale e in modo particolare, dall’ambito di quest’ultimo dove diventa più difficile difenderci, a causa della realtà astratta virtuale in cui operano «esseri dall’intelligenza artificiale» quale manifestazione appunto di queste entità ostacolatrici.
