
Sukui Nusci Sama il fondatore di Sûkyô Mahikarì
A te farò trasmettere qualcosa che è di maggiore profondità. Lo Spirito di Verità entra nella tua anima … [corpo astrale].
Farai conoscere ciò che avrai udito da lui. È giunto il tempo del Cielo! Levati, prendi il nome Kòtama “Globo di Luce”!
Alza la mano! Si realizzerà un’epoca di rigore. Goseighen P. 24)
10.4. Il Bosatsu dell’Oriente IV
Se ricordiamo le parole menzionate dal Cristo Gesù all’inizio del primo articolo apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” cui pochi giorni prima della sua morte sulla croce, promise agli apostoli la venuta del Paraclito o del Consolatore (Gv 16, 12-15), possiamo allora in parte capire l’impulso nuovo di conoscenza spirituale che opera attraverso i Bodhisattva umani. Vale a dire l’impulso dello Spirito Santo22 che opera tramite il nuovo Bodhisattva Maitreya successore del Buddha e i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, i quali formano la loggia dei dodici messaggeri del Cristo, tramite cui opera come loro guida lo Spirito luciferico redento dal Cristo, ossia Lucifero convertito al bene che è portatore della luce di conoscenza del Cristo. Alla saggezza antica dei Maestri lunari che ha operato prima del Cristo attraverso i Bodhisattva super-umani per preparare la discesa dell’Altissimo Spirito del Sole, subentrò con l’evento del Golgotha (tramite l’incarnazione nell’uomo Gesù di Nazareth dello stesso Spirito solare), un nuovo impulso da parte dei Bodhisattva umani che operano come discepoli e fratelli del Cristo tramite la saggezza solare che viene ispirata dallo Spirito Santo, lo spirito luciferico risorto a nuova figura. In altre parole, Lucifero che è diventato il portatore della luce del Cristo. Dobbiamo però sempre tener presente che la vera sostanza della luce spirituale è soltanto il Cristo! Per questo l’Antroposofia può diventare pericolosa, se la conoscenza del nuovo Lucifero non è accompagnata dall’impulso di amore per il Cristo; gli antroposofi devono sempre tener presente quest’aspetto luciferico a cui possono essere tentati nel loro orgoglio di arroganza intellettuale. Poiché come il Cristo ha redento Lucifero23 quale antico fratello cosmico appartenente alla gerarchia degli Spiriti della Saggezza rimasto indietro durante il secondo stato di coscienza o eone cosmico dell’antico Sole24, così l’uomo purificando la sua anima, può a sua volta, purificare l’essere luciferico incorporato nel suo corpo astrale reintegrandolo nella gerarchia angelica. Per cui come occorsero sei Buddha umani per preparare la discesa del Cristo e dell’umanità durante la cacciata dal mondo spirituale, così occorreranno sei Buddha umani per preparare la risalita dell’umanità ai mondi dello Spirito e alla conoscenza di che cos’è il Cristo; ciò che Lui stesso annunciò durante il Suo commiato dagli apostoli cui furono i primi archetipi umani a ricevere il nuovo Spirito di conoscenza durante la Pentecoste ebraica. Giovanni difatti, come diretto testimone cita le parole del Cristo nel suo vangelo: “Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future”; (Gv 16,13).
Il primo di questi Bodhisattva umani discepolo del Cristo, è come abbiamo già avuto modo di dire il Bodhisattva Maitreya, il quale come spiegato nella nota (1) s’incarna ogni secolo scegliendo gli uomini più adatti che possano sopportare il suo fuoco bodhisattvico in modo da ispirare la sua dottrina di saggezza, per l’arco di cinquemila anni. Dopodiché passati i cinquemila anni, egli sceglierà dei genitori umani attraverso i quali possa esprimere le sue facoltà spirituali cui deve realizzare in sé quale dottrina ispirata attraverso i diversi uomini terrestri, percorrendo il cammino appunto di buddha umano. In questo suo cammino evolutivo buddhico egli sarà ispirato non solo dal suo Angelo e dall’Arcangelo, ma anche da un Archai e alla fine come già citato, da un grande Bodhisattva che lo compenetrerà solo per poco tempo, fino a istillare nell’umanità l’insegnamento della sua dottrina, alfine diventi patrimonio di ogni uomo che si sia già preparato nel nostro quinto periodo di cultura. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama, e userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo di cultura postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro quinto periodo di cultura attuale che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè, verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico quale potenza del logos del nuovo Buddha Maitreya. Per meglio dire, la “parola magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che già da ora imparino a esercitarsi spiritualmente in modo da sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo. Vale a dire che devono esercitarsi a stimolare la ghiandola “Pineale”, la quale rappresenta il primo “Chakra”25 a due petali che l’uomo deve ri-attivare attraverso gli esercizi o altre pratiche spirituali consigliate dai Maestri di saggezza.
Rudolf Steiner nel libro “Iniziazione O.O. 10”, consiglia che prima di tutto venga formato un punto nel centro pituitario della testa, e poi dopo, quando l’allievo abbia imparato a dominare e purificare le brame, i desideri, ecc. del suo corpo astrale, può esercitarsi ad attivare il Chakra a due petali del terzo occhio (Ajna), che nel secondo grado iniziatico antroposofico è lo sviluppo della veggenza immaginativa. Quando poi abbia sviluppato una forte volontà e una buona forza morale può attivare il Chakra a sedici petali della gola (Vishuddha), che nel terzo grado iniziatico è lo sviluppo della coscienza ispirativa; infine, quando colmo d’amore per il Cristo può cercare di attivare il Chakra a dodici petali del cuore (Anahata), il quale rappresenta il quarto grado26 iniziatico più alto della via antroposofica quale veggenza intuitiva. Tutte le altre pratiche occulte che tendano ad aprire gli altri Chakra non secondo lo schema consigliato da Rudolf Steiner, possono essere dannosi per la salute umana. In modo particolare aprire il settimo Chakra a quattro petali che si trova di sotto la colonna vertebrale chiamato ”Kundalini” (Muladhara), sarebbe molto pericoloso col rischio di perdere la vita tra un vortice di fuoco spirituale di cui l’anima verrebbe avvolta e di cui non riuscirebbe più a dominare se non ha purificato gli altri Chakra, in modo particolare quello della sommità della testa, cioè il loto dai mille petali (Sahaswara).
Rudolf Steiner difatti, nel libro menzionato non fa mai alcun accenno a questi due Chakra complementari, sapendo la pericolosità cui andrebbero incontro i discepoli. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé l’anima cosciente attraverso la fede di un nuovo esoterismo cristiano moderno; un cammino spirituale cui può autoconoscersi e afferrarsi come essere autonomo e libero avente in sé un che di divino, il quale è congiunto a un essere a lui superiore che lo ha sempre diretto, di cui però egli è solo un’immagine rispecchiata. In pratica l’anima cosciente è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano risvegliato, può afferrarsi e riconoscersi come il “dio nell’uomo”. Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive:
«L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di sé stesso, cosi come, per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza [divino spirituale] (…). Perciò l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (Ibidem pag. 56-57-58).
Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale, di cui essi sperano appunto che possa realizzarsi nell’ambito dei movimenti spirituali e nelle comunità religiose, la formazione morale e spirituale tramite la conoscenza che vien fatta fluire dai Maestri di saggezza nel nostro quinto periodo di cultura, cosicché le anime siano preparate ad accogliere nel futuro sesto periodo di cultura, la “parola magica” del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che anche i veri antroposofi devono prendere in considerazione, specialmente là dove si studia in comune la Scienza dello Spirito nei gruppi locali, i quali possono diventare come lanterne luminose che rischiarano la notte alle anime anelanti che cercano la via ai mondi dello Spirito cosmico, alfine che l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale per essere utile e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente secondo l’Impulso del Cristo, entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Ciò farà sì che uomini vengano allo stesso tempo preparati ad accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, anche il dono che dall’alto del mondo angelico fluirà nelle loro anime umane come principio pentecostale del Sé spirituale. È a fronte di ciò che il Bodhisattva Maitreya ha ispirato appunto un laico giapponese di nome Yoshikazu Okada (1901-1974), affinché fondasse un’organizzazione exoterica spirituale proveniente dall’Oriente per formare degli uomini futuri che possano accogliere l’insegnamento del nuovo Buddha futuro. Ciò avviene tramite una pratica spirituale di purificazione di 26 punti particolari del corpo umano, la cui vitale importanza è la ricezione della luce spirituale cui ogni membro di questa corrente, è in grado di ricevere e di far fluire attraverso la mano verso la fronte di ogni uomo in direzione appunto della ghiandola pineale, cui è indicata col punto otto (P.8); ne parleremo più avanti.
Di Yoshikazu Okada sappiamo ben poco, sia a riguardo di vite precedenti sia come livello iniziatico raggiunto attraverso il tirocinio di Bosatsu all’inizio della sua chiamata da Dio alfine formasse la corrente sovra religiosa di Sûkyô Mahikarì. Mentre di Rudolf Steiner sappiamo che ha compiuto un cammino iniziatico di altissimo livello spirituale cui va oltre il quarto grado della veggenza intuitiva, cioè egli si elevò fino al sesto grado iniziatico chiamato dalla Scienza dello Spirito “ Unione col Macrocosmo”, ciò che nell’iniziazione antica era rappresentato dal sesto grado iniziatico chiamato eroe solare ed è lo stesso livello cui erano arrivati i discepoli del Cristo nel giorno della Pentecoste con l’Illuminazione dello Spirito Santo; (Atti degli Apostoli cap.2). Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che tra le sue vite precedenti, spiccano personaggi di filosofi molto importanti, quali: “Aristotele, Cratilo, Tommaso d’Aquino e infine come Rudolf Steiner. Diversamente di Yoshikazu Okada conosciamo ben poco, sia a riguardo di vite precedenti sia come livello iniziatico appunto raggiunto attraverso il tirocinio di Bosatsu all’inizio del suo risveglio spirituale, cui seguì l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya, cioè la chiamata da Dio come riportato nelle pagine del Goseighen (parole sacre). Nel libro “Daiseisciu” (venerabile maestro), si menziona di una sua probabile vita precedente vissuta nel XVI secolo nella grande personalità giapponese di nome Nobunagà capo del potentissimo clan Oda, quale grande generale condottiero del feudo di Owari. Egli nasce il 23 giugno 1534 e muore per sventramento (seppuku) il 21 giugno 1582, tradito dal suo generale samurai Akechi Mitsuhide. Nobunagà contribuì all’unificazione del Giappone, ma non vi riuscì del tutto a causa del tradimento appunto del suo generale sottoposto Mitsuhide che lo costrinse al tradizionale harakiri. Favorì la penetrazione di missionari cattolici gesuiti, anche per limitare l’influenza politica buddhista, tra i quali il gesuita Francesco Saverio che giunse per primo in Giappone nel 1549 per ordine del papa Paolo III (1468 – 1549), costruendo la prima chiesa a Kyoto. Nel libro citato, Sukuinuscisama (Yoshikazu Okada) nel secondo capitolo rivela che un suo antenato da parte del padre, si chiamava Nobunagà Odà, dove egli dice: “Durante il periodo dei feudatari belligeranti, all’epoca in cui viveva l’antenato della mia famiglia che si chiamava Nobunagà Odà, il costruire castelli che servissero a conservare il controllo del territorio costituiva l’obiettivo principale dei “signori della guerra”… Una volta rispondendo a un discepolo, Sukuinuscisama disse: “La mia personalità, è quella di un Nobunagà che si è emendato!” (Ibidem pag. 45-48 e alcuni tratti biografici presi da Wikipedia).
Possiamo dire che ciò che più accomuna queste due grandi Personalità umane è l’aver contribuito a dare un forte impulso all’unificazione del Giappone, sia sul piano politico sia su quello religioso, trasformando l’anima giapponese così orgogliosa e conservatrice sul piano del suo antico “han feudale” dello shogunato giapponese durato per moltissimi secoli fino alla restaurazione di Meiji (1866-69), ad aprirsi agli altri popoli della Terra attraverso un interscambio della vita sociale culturale-religiosa, e in modo particolare attraverso Yoshikazu Okada (Kòtama Okada) a realizzare l’unificazione di tutte le religioni. Quest’impulso si accentuerà nel corso del XX secolo da parte delle due correnti spirituali, di cui quella del Bodhisattva Maitreya proveniente dall’Oriente che ha ispirato il Bosatsu Kòtama Okada (Sukuinushisama), il fondatore della corrente sovra religiosa di Sûkyô Mahikarì, e l’altra proveniente dall’Occidente da parte del Maestro di saggezza Christian Rosenkreutz, insieme alla collaborazione del Maestro Gesù e di Rudolf Steiner. Rudolf Steiner in una conferenza del 1911 citata da Sergej O. Prokofieff27 nel suo libro “La nascita dell’esoterismo cristiano del XX secolo”, scrive: “In seguito all’azione comune per tre anni (dal 1910 al 1913) con il Bodhisattva Maitreya sul piano occulto, ebbe luogo un evento importante: la corrente occidentale rosicruciana e la corrente orientale del Maitreya confluirono nella loro essenza. Il grande iniziato cristiano unì definitivamente entrambe le correnti sulla Terra sotto il segno del loro comune servizio per il Cristo eterico. Per cui, a ragione, egli poté dire nel 1911:” La corrente del futuro Maitreya Buddha e la corrente occidentale, che si collega a Christian Rosenkreutz, agiscono insieme27; infatti, da allora, agiscono insieme come pegno per la futura unione dell’occidente con l’oriente (Ibidem pag.97-98). (10.4. continua).
Collegno, novembre 2022 Antonio Coscia
Note Antroposofiche
22 Lo Spirito Santo sappiamo che è un’altissima Entità spirituale cui è parte del terzo principio della Trinità divina, la quale opera attraverso le nove gerarchie spirituali del nostro sistema solare. In modo particolare lo Spirito Santo opera tramite la terza gerarchia delle Archai, Arcangeli e Angeli, ma opera anche nelle gerarchie superiori, cioè i Cherubini e gli Spiriti della Saggezza. Per cui Lucifero essendo stato integrato dal Cristo nella gerarchia degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), può operare attraverso i Bodhisattva divini, i Bodhisattva umani e i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, come Spirito Santo; ossia come loro guida, quale tredicesimo della triplice corrente dei dodici Bodhisattva servitori del Cristo.
23 Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”. È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse secondo la gerarchia cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, che ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane (Satana) l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.
24 L’evoluzione umana passa attraverso sette stati o eoni cosmici di coscienza che vanno da “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e vulcano”. L’antico Sole è il secondo stato cosmico evolutivo della nostra Terra (cioè, tutto il nostro sistema solare), dove l’uomo era costituito solo da un corpo di calore (Fantoma) e da un corpo eterico ancora imperfetto.
25 Come sappiamo l’uomo ha sette centri energetici che s’integrano con l’energia universale eterico – astrale che sono chiamati chakra o ruote, la cui controparte fisica è situata in tutto il corpo umano come sistema ghiandolare. Nel capo sono presenti come ghiandole ipofisi ed epifisi, nella gola come tiroide, nel petto come timo, nell’addome il pancreas, nella base sacrale i testicoli e l’ovaia e in ultimo, tra l’ano e il pube corrispondono le ghiandole surrenali. Questi sette chakra o ruote energetiche sono situate sia nella parte dietro sia in quella davanti del corpo umano, di cui i sette chakra della parte di dietro l’Io superiore li ha già aperti in modo incosciente durante l’epoca Lemurica e i primi periodi dell’epoca Atlantica. Ora l’uomo nella sua evoluzione dell’anima cosciente, può risvegliarli attraverso dei particolari esercizi e aprire la sua controparte davanti, quello della fronte, ossia il terzo occhio, oppure aspettare che si apra normalmente nel corso dell’evoluzione dell’anima cosciente che durerà ancora per circa 1500 anni.
26 Nella disciplina esoterica antroposofica si conoscono sette scalini o gradi iniziatici che corrispondono a sette stati di coscienza, i quali sono:
1 – Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.
2 – L’acquisizione della conoscenza immaginativa (mondo Astrale).
3 – La lettura della scrittura occulta (corrispondente all’ispirazione).
4 – L’inserimento nell’ambiente spirituale (corrispondente all’intuizione).
5 – La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.
6 – L’unione col macrocosmo.
7 – Lo sperimentare come stato complessivo le esperienze precedenti, vissute come stato fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).
27 Sergej O. Prokofieff è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner, in gioventù incontra l’Antroposofia e decide di dedicare a essa la maggior parte della sua vita per la divulgazione del cristianesimo-rosicruciano a orientamento antroposofico. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera.









