Il Paraclito. i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’oriente X

Sukui Nusci Sama il fondatore di Sûkyô Mahikarì

A te farò trasmettere qualcosa che è di maggiore profondità. Lo Spirito di Verità entra nella tua anima … [corpo astrale].

 Farai conoscere ciò che avrai udito da lui. È giunto il tempo del Cielo! Levati, prendi il nome Kòtama “Globo di Luce”!

Alza la mano! Si realizzerà un’epoca di rigore. Goseighen P. 24)

10.4. Il Bosatsu dell’OrienteIV

 Se ricordiamo le parole menzionate  dal Cristo Gesù all’inizio del primo articolo apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” cui pochi giorni prima  della sua morte sulla croce, promise agli apostoli la venuta del Paraclito o del Consolatore (Gv 16, 12-15), possiamo allora in parte capire l’impulso nuovo di conoscenza spirituale che opera attraverso i Bodhisattva umani. Vale a dire l’impulso dello Spirito Santo22 che opera tramite il nuovo Bodhisattva Maitreya successore del Buddha e i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, i quali formano la loggia dei dodici messaggeri del Cristo, tramite cui opera come loro guida lo Spirito luciferico redento dal Cristo, ossia Lucifero convertito al bene che è portatore della luce di conoscenza del Cristo. Alla saggezza antica dei Maestri lunari che ha operato prima del Cristo attraverso i Bodhisattva super-umani per preparare la discesa dell’Altissimo Spirito del Sole, subentrò con l’evento del Golgotha (tramite l’incarnazione nell’uomo Gesù di Nazareth dello stesso Spirito solare), un nuovo impulso da parte dei Bodhisattva umani che operano come discepoli e fratelli del Cristo tramite la saggezza solare che viene ispirata dallo Spirito Santo, lo spirito luciferico risorto a nuova figura. In altre parole, Lucifero che è diventato il portatore della luce del Cristo. Dobbiamo però sempre tener presente che la vera sostanza della luce spirituale è soltanto il Cristo! Per questo l’Antroposofia può diventare pericolosa, se la conoscenza del nuovo Lucifero non è accompagnata dall’impulso di amore per il Cristo; gli antroposofi devono sempre tener presente quest’aspetto luciferico a cui possono essere tentati nel loro orgoglio di arroganza intellettuale. Poiché come il Cristo ha redento Lucifero23 quale antico fratello cosmico appartenente alla gerarchia degli Spiriti della Saggezza rimasto indietro durante il secondo stato di coscienza o eone cosmico dell’antico Sole24, così l’uomo purificando la sua anima, può a sua volta, purificare l’essere luciferico incorporato nel suo corpo astrale reintegrandolo nella gerarchia angelica. Per cui come occorsero sei Buddha umani per preparare la discesa del Cristo e dell’umanità durante la cacciata dal mondo spirituale, così occorreranno sei Buddha umani per preparare la risalita dell’umanità ai mondi dello Spirito e alla conoscenza di che cos’è il Cristo; ciò che Lui stesso annunciò durante il Suo commiato dagli apostoli cui furono i primi archetipi umani a ricevere il nuovo Spirito di conoscenza durante la Pentecoste ebraica. Giovanni difatti, come diretto testimone cita le parole del Cristo nel suo vangelo: “Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future”; (Gv 16,13). 

Il primo di questi Bodhisattva umani discepolo del Cristo, è come abbiamo già avuto modo di dire il Bodhisattva Maitreya, il quale come spiegato nella nota (1) s’incarna ogni secolo scegliendo gli uomini più adatti che possano sopportare il suo fuoco bodhisattvico in modo da ispirare la sua dottrina di saggezza, per l’arco di cinquemila anni. Dopodiché passati i cinquemila anni, egli sceglierà dei genitori umani attraverso i quali possa esprimere le sue facoltà spirituali cui deve realizzare in sé quale dottrina ispirata attraverso i diversi uomini terrestri, percorrendo il cammino appunto di buddha umano. In questo suo cammino evolutivo buddhico egli sarà ispirato non solo dal suo Angelo e dall’Arcangelo, ma anche da un Archai e alla fine come già citato, da un grande Bodhisattva che lo compenetrerà solo per poco tempo, fino a istillare nell’umanità l’insegnamento della sua dottrina, alfine diventi patrimonio di ogni uomo che si sia già preparato nel nostro quinto periodo di cultura. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama, e userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo di cultura postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro quinto periodo di cultura attuale che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè, verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico quale potenza del logos del nuovo Buddha Maitreya. Per meglio dire, la “parola magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che già da ora imparino a esercitarsi spiritualmente in modo da sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo. Vale a dire che devono esercitarsi a stimolare la ghiandola “Pineale”, la quale rappresenta il primo “Chakra”25 a due petali che l’uomo deve ri-attivare attraverso gli esercizi o altre pratiche spirituali consigliate dai Maestri di saggezza.

Rudolf Steiner nel libro “Iniziazione O.O. 10”, consiglia che prima di tutto venga formato un punto nel centro pituitario della testa, e poi dopo, quando l’allievo abbia imparato a dominare e purificare le brame, i desideri, ecc. del suo corpo astrale, può esercitarsi ad attivare il Chakra a due petali del terzo occhio (Ajna), che nel secondo grado iniziatico antroposofico è lo sviluppo della veggenza immaginativa. Quando poi abbia sviluppato una forte volontà e una buona forza morale può  attivare il Chakra a sedici petali della gola (Vishuddha), che nel terzo grado iniziatico è lo sviluppo della coscienza ispirativa; infine, quando colmo d’amore per il Cristo può cercare di attivare il Chakra a dodici petali del cuore (Anahata), il quale rappresenta il quarto grado26 iniziatico più alto della via antroposofica quale veggenza intuitiva. Tutte le altre pratiche occulte che tendano ad aprire gli altri Chakra non secondo lo schema consigliato da Rudolf Steiner, possono essere dannosi per la salute umana. In modo particolare aprire il settimo Chakra a quattro petali che si trova di sotto la colonna vertebrale chiamato ”Kundalini” (Muladhara), sarebbe molto pericoloso  col  rischio di perdere la vita tra un vortice di fuoco spirituale di cui l’anima verrebbe avvolta e di cui  non  riuscirebbe  più  a dominare se non ha purificato gli altri Chakra, in modo particolare quello della sommità della testa, cioè il loto dai mille petali (Sahaswara).

Rudolf Steiner difatti, nel libro menzionato non fa mai alcun accenno a questi due Chakra complementari, sapendo la pericolosità cui andrebbero incontro i discepoli. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé l’anima cosciente attraverso la fede di un nuovo esoterismo cristiano moderno; un cammino spirituale cui può autoconoscersi e afferrarsi come essere autonomo e libero avente in sé un che di divino, il quale è congiunto a un essere a lui superiore che lo ha sempre diretto, di cui però egli è solo un’immagine rispecchiata. In pratica l’anima cosciente è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano risvegliato, può afferrarsi e riconoscersi come il “dio nell’uomo”. Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive:

«L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di sé stesso, cosi come, per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza [divino spirituale] (…). Perciò l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (Ibidem pag. 56-57-58).    

Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale, di cui essi sperano appunto che possa realizzarsi nell’ambito dei movimenti spirituali e nelle comunità religiose, la formazione morale e spirituale tramite la conoscenza che vien fatta fluire dai Maestri di saggezza nel nostro quinto periodo di cultura, cosicché le anime siano preparate ad accogliere nel futuro sesto periodo di cultura, la “parola magica” del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che anche i veri antroposofi devono prendere in considerazione, specialmente là dove si studia in comune la Scienza dello Spirito nei gruppi locali, i quali possono diventare come lanterne luminose che rischiarano la notte alle anime anelanti che cercano la via ai mondi dello Spirito cosmico, alfine che l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale per essere utile e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente secondo l’Impulso del Cristo, entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Ciò farà sì che uomini vengano allo stesso tempo preparati ad accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, anche il dono che dall’alto del mondo angelico fluirà nelle loro anime umane come principio pentecostale del Sé spirituale. È a fronte di ciò che il Bodhisattva Maitreya ha ispirato appunto un laico giapponese di nome Yoshikazu Okada (1901-1974), affinché fondasse un’organizzazione exoterica spirituale proveniente dall’Oriente per formare degli uomini futuri che possano accogliere l’insegnamento del nuovo Buddha futuro. Ciò avviene tramite una pratica spirituale di purificazione di 26 punti particolari del corpo umano, la cui vitale importanza è la ricezione della luce spirituale cui ogni membro di questa corrente, è in grado di ricevere e di far fluire attraverso la mano verso la fronte di ogni uomo in direzione appunto della ghiandola pineale, cui è indicata col punto otto (P.8); ne parleremo più avanti.

Di Yoshikazu Okada sappiamo ben poco, sia a riguardo di vite precedenti sia come livello iniziatico raggiunto attraverso il tirocinio di Bosatsu all’inizio della sua chiamata da Dio alfine formasse la corrente sovra religiosa di Sûkyô Mahikarì. Mentre di Rudolf Steiner sappiamo che ha compiuto un cammino iniziatico di altissimo livello spirituale cui va oltre il quarto grado della veggenza intuitiva, cioè egli si elevò fino al sesto grado iniziatico chiamato dalla Scienza dello Spirito “ Unione col Macrocosmo”, ciò che nell’iniziazione antica era rappresentato dal sesto grado iniziatico chiamato eroe solare ed è lo stesso livello cui erano arrivati i discepoli del Cristo nel giorno della Pentecoste con l’Illuminazione dello Spirito Santo; (Atti degli Apostoli cap.2). Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che tra le sue vite precedenti, spiccano personaggi di filosofi molto importanti, quali: “Aristotele, Cratilo, Tommaso d’Aquino e infine come Rudolf Steiner. Diversamente di Yoshikazu Okada conosciamo ben poco, sia a riguardo di vite precedenti sia come livello iniziatico appunto raggiunto attraverso il tirocinio di Bosatsu all’inizio del suo risveglio spirituale, cui seguì l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya, cioè la chiamata da Dio come riportato nelle pagine del Goseighen (parole sacre). Nel libro “Daiseisciu” (venerabile maestro), si menziona di una sua probabile vita precedente vissuta nel XVI secolo nella grande personalità giapponese di nome Nobunagà capo del potentissimo clan Oda, quale grande generale condottiero del feudo di Owari. Egli nasce il 23 giugno 1534 e muore per sventramento (seppuku) il 21 giugno 1582, tradito dal suo generale samurai Akechi Mitsuhide. Nobunagà contribuì all’unificazione del Giappone, ma non vi riuscì del tutto a causa del tradimento appunto del suo generale sottoposto Mitsuhide che lo costrinse al tradizionale harakiri. Favorì la penetrazione di missionari cattolici gesuiti, anche per limitare l’influenza politica buddhista, tra i quali il gesuita Francesco Saverio che giunse per primo in Giappone nel 1549 per ordine del papa Paolo III (1468 – 1549), costruendo la prima chiesa a Kyoto. Nel libro citato, Sukuinuscisama (Yoshikazu Okada) nel secondo capitolo rivela che un suo antenato da parte del padre, si chiamava Nobunagà Odà, dove egli dice: “Durante il periodo dei feudatari belligeranti, all’epoca in cui viveva l’antenato della mia famiglia che si chiamava Nobunagà Odà, il costruire castelli che servissero a conservare il controllo del territorio costituiva l’obiettivo principale dei “signori della guerra”… Una volta rispondendo a un discepolo, Sukuinuscisama disse: “La mia personalità, è quella di un Nobunagà che si è emendato!” (Ibidem pag. 45-48 e alcuni tratti biografici presi da Wikipedia).

Possiamo dire che ciò che più accomuna queste due grandi Personalità umane è l’aver contribuito a dare un forte impulso all’unificazione del Giappone, sia sul piano politico sia su quello religioso,  trasformando l’anima giapponese così orgogliosa e conservatrice sul piano del suo antico “han feudale” dello shogunato giapponese durato per moltissimi secoli fino alla restaurazione di Meiji (1866-69), ad aprirsi agli altri popoli della Terra attraverso un interscambio della vita sociale culturale-religiosa, e in modo particolare attraverso Yoshikazu Okada (Kòtama Okada) a realizzare l’unificazione di tutte le religioni. Quest’impulso si accentuerà nel corso del XX secolo da parte delle due correnti spirituali, di cui quella del Bodhisattva Maitreya proveniente dall’Oriente che ha ispirato il Bosatsu Kòtama Okada (Sukuinushisama), il fondatore della corrente sovra religiosa di Sûkyô Mahikarì, e l’altra proveniente dall’Occidente da parte del Maestro di saggezza Christian Rosenkreutz, insieme alla collaborazione del Maestro Gesù e di Rudolf Steiner.  Rudolf Steiner in una conferenza del 1911 citata da Sergej O. Prokofieff27 nel suo libro “La nascita dell’esoterismo cristiano del XX secolo”, scrive: “In seguito all’azione comune per tre anni (dal 1910 al 1913) con il Bodhisattva Maitreya sul piano occulto, ebbe luogo un evento importante: la corrente occidentale rosicruciana e la corrente orientale del Maitreya confluirono nella loro essenza. Il grande iniziato cristiano unì definitivamente entrambe le correnti sulla Terra sotto il segno del loro comune servizio per il Cristo eterico. Per cui, a ragione, egli poté dire nel 1911:” La corrente del futuro Maitreya Buddha e la corrente occidentale, che si collega a Christian Rosenkreutz, agiscono insieme27; infatti, da allora, agiscono insieme come pegno per la futura unione dell’occidente con l’oriente (Ibidem pag.97-98). (10.4. continua).  

Collegno, novembre 2022                                                        Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

22    Lo Spirito Santo sappiamo che è un’altissima Entità spirituale cui è parte del terzo principio della Trinità divina, la quale opera attraverso le nove gerarchie spirituali del nostro sistema solare. In modo particolare lo Spirito Santo opera tramite la terza gerarchia delle Archai, Arcangeli e Angeli, ma opera anche nelle gerarchie superiori, cioè i Cherubini e gli Spiriti della Saggezza. Per cui Lucifero essendo stato integrato dal Cristo nella gerarchia degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), può operare attraverso i Bodhisattva divini, i Bodhisattva umani e i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, come Spirito Santo; ossia come loro guida, quale tredicesimo della triplice corrente dei dodici Bodhisattva servitori del Cristo.

23    Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del  “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare  il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse secondo la gerarchia cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, che ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane (Satana) l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

24   L’evoluzione umana passa attraverso sette stati o eoni cosmici di coscienza che vanno da “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e vulcano”. L’antico Sole è il secondo stato cosmico evolutivo della nostra Terra (cioè, tutto il nostro sistema solare), dove l’uomo era costituito solo da un corpo di calore (Fantoma) e da un corpo eterico ancora imperfetto.

25 Come sappiamo l’uomo ha sette centri energetici che s’integrano con l’energia universale  eterico – astrale che sono chiamati chakra o ruote, la cui controparte fisica è situata in tutto il corpo umano come sistema ghiandolare. Nel capo sono presenti come ghiandole ipofisi ed epifisi, nella gola come tiroide, nel petto come timo, nell’addome il pancreas, nella base sacrale i testicoli e l’ovaia e in ultimo, tra l’ano e il pube corrispondono le ghiandole surrenali. Questi sette chakra o ruote energetiche sono situate sia nella parte dietro sia in quella davanti del corpo umano, di cui i sette chakra della parte di dietro l’Io superiore li ha già aperti in modo incosciente durante l’epoca Lemurica e i primi periodi dell’epoca Atlantica. Ora l’uomo nella sua evoluzione dell’anima cosciente, può risvegliarli attraverso dei particolari esercizi e aprire la sua controparte davanti, quello della fronte, ossia il terzo occhio, oppure aspettare che si apra normalmente nel corso dell’evoluzione dell’anima cosciente che durerà ancora per circa 1500 anni.

26      Nella disciplina esoterica antroposofica si conoscono sette scalini o gradi iniziatici che corrispondono a sette stati di coscienza, i quali sono:

1 – Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

2 – L’acquisizione della conoscenza immaginativa (mondo Astrale).

3 – La lettura della scrittura occulta (corrispondente all’ispirazione).

4 – L’inserimento nell’ambiente spirituale (corrispondente all’intuizione).

5 – La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

6 – L’unione col macrocosmo.

7 – Lo sperimentare come stato complessivo le esperienze precedenti, vissute come stato                 fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

27    Sergej O. Prokofieff è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner, in gioventù incontra l’Antroposofia e decide di dedicare a essa la maggior parte della sua vita per la divulgazione del cristianesimo-rosicruciano a orientamento antroposofico. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente IX

Interno della Chiesa di Giovanni (Johannes-Kirche) della Comunità dei Cristiani di Dresda.

“Le idee sono per l’Antroposofia i recipienti d’amore nei quali vien fatto entrare dai mondi spirituali, in modo spirituale, l’essere umano. Attraverso l’Antroposofia deve risplendere, avvolta da pensieri pieni d’amore, la luce della vera umanità. La conoscenza è solo la forma di come attraverso l’uomo deve venir data la possibilità che il vero spirito proveniente dalle lontananze del mondo si raccolga in cuori umani, affinchépossa illuminare i pensieri dai cuori stessi. E poiché l’Antroposofia può venir compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando venga compresa nella sua vera natura … Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo”.  Rudolf  Steiner, (Stoccarda 23 gennaio 1923).

9.4. Il Bosatsu dell’Oriente IV

Il Bodhisattva Maitreya come abbiamo citato si è manifestato nel XX secolo nel mondo occidentale attraverso Rudolf Steiner il Maestro e fondatore della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, incorporandosi nel suo corpo astrale per circa un settennio attraverso il quale come abbiamo visto è fluito un nuovo impulso dei misteri iniziatici e quale rinnovamento del cristianesimo esoterico moderno, cui è accessibile a qualsiasi persona di buona volontà che aneli nel suo cuore l’incontro col Cristo.  Occorre però dire che la via spirituale esoterica della Scienza dello Spirito o antroposofia, non è così semplice come quello della pratica religiosa dove basta sforzarsi di rispettare i sette sacramenti cristiani e partecipare al culto sacramentale dell’eucarestia domenicale. L’Antroposofia richiede l’impegno costante di dedizione allo studio della Scienza dello Spirito, alla meditazione e alla riflessione sul nostro operare di ogni giorno nel metterci nella giusta relazione con gli altri, ossia cercare di vivere la nostra quotidianità nella consapevolezza del nostro karma. Possiamo certamente accogliere l’Antroposofia inizialmente attraverso l’impulso interiore del nostro cuore, cioè, anelando con amore lo spirito della conoscenza in modo di capire la nostra esistenza su questo piano fisico, dando così un significato nuovo alla nostra vita a volte così complicata nelle sue prove di dolore, di sofferenza ecc., cui molto spesso non fanno che aumentare il nostro egoismo di chiuderci in noi stessi. Dobbiamo però poi dopo, impegnarci sempre più a fondo nello studio dei concetti antroposofici che possiamo apprendere solo attraverso lo studio della Scienza dello Spirito tramite le diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner in diverse parti del mondo occidentale, e raccolte nell’Opera Omnia dall’Editrice Antroposofica di Dornach (Svizzera) e tradotti dalla nostra Editrice Antroposofica di Milano. Si tratta di 6000 conferenze raccolte nei diversi volumi dell’O.O. e che non sono ancora state del tutto pubblicate in italiano. A fianco della Società Antroposofica Universale, esiste la corrente religiosa della “Comunità dei Cristiani” (Christengemeinschaft), la quale non ha nulla a che vedere con il movimento antroposofico di Dornach, ma è come dire figlia dell’Antroposofia,  per il fatto che nacque dall’impulso di pastori protestanti su consiglio di Rudolf Steiner. Quando dei pastori protestanti chiesero a Rudolf Steiner dei consigli su come  rinnovare  il culto cattolico in quanto non corrispondeva più alla loro esigenza interiore del vero impulso cristiano, egli acconsentì volentieri dando loro dei consigli collaborando così alla nascita della corrente religiosa della Comunità dei Cristiani fondata nel 1922 a Dornach, in Svizzera, da un gruppo di 45 teologi ecumenisti per lo più giovanissimi, sotto la guida del pastore protestante Friedrich Rittelmeyer (1872–1938), e di uno dei suoi più ferventi seguaci, Emil Bock (1895–1959).

Rudolf Steiner, tenne comunque a escludere con fermezza qualunque legame ufficiale con l’organizzazione antroposofica dove in alcune conferenze egli chiarisce il rapporto della Comunità dei Cristiani col movimento antroposofico:

«Ciò che ho donato a queste personalità non ha nulla a che fare col movimento antroposofico. L’ho dato loro come privato cittadino, e l’ho fatto in un modo tale da sottolineare con la necessaria determinazione che la corrente antroposofica non deve avere nulla a che fare con questo movimento di rinnovamento religioso; ma che soprattutto non sono il fondatore di questo movimento … È un movimento che è nato da se stesso, e da me ha ricevuto dei consigli perché se qualcuno chiede legittimamente un consiglio in qualsiasi settore, è un dovere umano poterlo concedere» (“La relazione del mondo delle stelle con gli umani, e degli umani con le stelle, da alcuni appunti per due conferenze tenute a Dornach il 29 e il 31 dicembre 1922, Opera Omnia n. 219 di Rudolf Steiner.

Nonostante però la chiarificazione di Rudolf Steiner nei riguardi di questo movimento religioso, alcuni antroposofi partecipano lo stesso al culto della Comunità dei Cristiani, per il fatto che non riescono ancora a superare il bisogno del culto eucaristico cristiano che non trovano nella Scienza dello Spirito; ciò è dovuto al fatto secondo cui si può pensare che l’Antroposofia non è ancora stata compresa nella sua vera essenza divina spirituale. Se leggiamo attentamente il libro “Formazione di Comunità” O.O. 257, Rudolf Steiner spiega dettagliatamente che ogni volta che antroposofi si riuniscono insieme per studiare o dialogare su contenuti antroposofici, compiono insieme un atto cultico rovesciato quando in loro c’è la consapevolezza e l’atteggiamento devoto nel considerare i concetti antroposofici dei pensieri divini fluiti dal mondo spirituale. Egli continua dicendo che possiamo ottenere quest’atteggiamento devoto quando la nostra consapevolezza ci esorta a passare con riverenza la porta del locale che, per quanto profano, sarà santificato dalle letture antroposofiche che si tengono in comune (Ibidem pag. 106). Ciò può accadere se crediamo fermamente a quello che Rudolf Steiner afferma in questo libro, laddove egli dice che:

”Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo” (Ibidem pag.13).

E più avanti a pag. 106-107, leggiamo:

“Come nelle forme di culto che si svolgono nel mondo sono presenti in modo sensibile le forze divine, così dobbiamo imparare a suscitare con le nostre anime, con i nostri cuori e mediante la nostra concezione animica, la presenza soprasensibile di una reale entità spirituale nell’ambiente in cui risuona la parola antroposofica; dobbiamo saper dirigere il nostro discorso, il nostro sentimento, il nostro pensiero, i nostri impulsi volitivi in senso spirituale, cioè non in qualunque senso astratto, ma avendo la sensazione che ci guardi e ci ascolti un essere che si libra sopra di noi, spiritualmente presente” (Ibidem).

Il compito di Rudolf Steiner non era quello di creare una nuova religione ma piuttosto quello di unificare le religioni, facendo comprendere attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia, l’Essenza spirituale che accomuna tutte le religioni la cui origine e verità ha un nome solo: “L’Io Sono l’Io Sono”, cioè il Cristo, il grande Spirito del Sole, il quale ha sempre operato attraverso i Suoi messaggeri appartenenti alla seconda e terza gerarchia spirituale e ai diversi Bodhisattva umani che si sono manifestati attraverso tutti i popoli della Terra, da cui sono derivate le diverse religioni. Questo compito sarà ripreso stranamente circa mezzo secolo dopo da un laico giapponese di nome Yoshikazu Okada, il quale dirà che dopo aver avuto una febbre altissima per diversi giorni riceve alle cinque del mattino del suo compleanno cioè il 27 febbraio del 1959, una rivelazione divina concernente il compito di fondare un’organizzazione spirituale che possa aiutare l’umanità a superare il battesimo del fuoco spirituale che sta per manifestarsi nell’ambito terrestre nei riguardi delle anime umane a causa delle loro impurità e del troppo materialismo dilagante sempre più sulla Terra. Secondo la Scienza dello Spirito il Bodhisattva Maitreya s’incorpora ogni secolo in un uomo tra i più evoluti cui egli possa manifestare la sua Dottrina, per cui essendosi incorporato in Rudolf Steiner nel XX secolo, la sua venuta sarebbe dovuta avvenire nel XXI secolo. Forse possiamo attribuire questa incorporazione per così dire precoce, al motivo che Rudolf Steiner nelle sue conferenze cita un’eventuale incarnazione (o incorporazione) di Arimane sul piano fisico entro il primo terzo del XXI secolo. Per questo forse il Bodhisattva Maitreya ha anticipato la sua venuta nel XX secolo in modo da preparare l’umanità a prepararsi per la sua venuta sul piano fisico nel primo terzo del quarto millennio, cioè fra circa tremila anni secondo la Scienza dello Spirito e fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, secondo la corrente spirituale religiosa del Maitreya fondata da Yoshikazu Okada. E inoltre per il secondo motivo che ci rivela Rudolf Steiner, ed è la venuta appunto di Arimane nel primo terzo del XXI secolo, cui egli rivela che gli uomini saranno tentati dal potere arimanico la cui forza seduttrice sarà talmente forte che riuscirà a confondere e fare adepti anche tra uomini iniziati altamente evoluti.

Quel mattino del 27 di febbraio Yoshikazu dopo essere passato attraverso diversi giorni di febbre incosciente, quasi come una ripetizione di un rituale antico iniziatico quando Jahvè tramite la “Bat Kol” ebraica, ossia la voce del cielo o l’antica Sapienza salomonica ispirava i Profeti, ora la voce divina ispirava Yoshikazu a levarsi in piedi e prendere il nome di “Kôtama” (globo di luce) con la missione di:

  • Aiutare l’umanità a superare il battesimo del fuoco spirituale dell’Epoca luminosa che è iniziata alla fine del 1899, cioè il Dvpara Yuga che sostituisce l’Epoca oscura del Kali Yuga.
  • Unificare le religioni attuali facendo capire che sono nate in momenti e luoghi diversi da una stessa origine spirituale.
  • Costruire un Tempio Mondiale, dove gli uomini dei cinque colori possano unirsi per pregare Dio SU, il creatore dell’umanità che potrà scendere e abitare in mezzo a loro.

Come possiamo vedere sono tre aspetti simili che è possibile approfondire tramite la conoscenza esoterica cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofica, ispirati a Rudolf Steiner dal Bodhisattva Maitreya, ma che nella corrente religiosa di  Sûkyô Mahikari21 fondata da Yoshikazu Okada sono appena accennati, in quanto il suo contenuto esoterico richiede un maggiore impegno primario di studio nell’approfondimento della conoscenza antroposofica; al contrario nel movimento religioso di  Sûkyô Mahikari, la conoscenza è secondaria nei rispetti della pratica di purificazione (Okiyome) che va posta al primo posto, in quanto la missione del fondatore di Mahikarì era piuttosto quello di aiutare l’umanità a superare il “Battesimo di Fuoco” spirituale, dovuto al suo cadere troppo in basso nel suo egoismo individuale quale causa dello sviluppo del materialismo scientifico.  A questo punto è lecito chiedere chi è Yoshikazu Okada, e perché fra tutte le nuove religioni sorte nel XX secolo in Giappone, è quella che maggiormente è riuscita a espandersi in tutto il continente terrestre?  (9.4. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note antroposofiche

21       Sûkyô Mahikari è una corrente spirituale che in Giappone fa parte di tutte quelle nuove religioni apparse nel Giappone dopo la sconfitta da parte dell’America cui furono obbligati alla resa tramite la devastazione delle bombe nucleari fatte precipitare su Hiroshima e Nagasaki  che determinarono  la fine dell’imperialismo giapponese con la destituzione di Hirohito  quale monarca divino a semplice uomo dello  stato del Giappone. In Italia come in altri paesi occidentali in cui si è divulgato, esso assume invece l’aspetto di movimento spirituale sovra-religioso, ossia che il suo insegnamento è universale in quanto assume in sé la sintesi di tutte le religioni attuali. Il  fondatore Sukui Nusci Sama (Yoshikazu Okada) similmente a un Profeta ebraico ebbe una rivelazione dal mondo spirituale nel 1959 col compito di uniformare le religioni attuali sotto l’«egida» di un unico Dio: «Mioya Moto Su Mahikari Oomikami (Dio, origine della Luce di Verità), oppure semplicemente “Dio Su”». Ha avuto il compito di costruire un «Tempio Mondiale» dove possano unirsi i rappresentanti di tutti gli uomini attuali appartenenti a qualsiasi razza, e a qualsiasi ceto sociale, per creare una nuova fratellanza e una comunità universale che si fonda su dei principi morali divini, tramite il quale ognuno possa riconoscersi come individuo umano avente in sé un che di divino e figlio di un unico Dio Creatore. Come terzo compito, inoltre, ebbe quello di aiutare l’umanità attuale caduta troppo nel materialismo, a prendere coscienza del suo stato originario divino, attraverso la purificazione dell’anima tramite una pratica spirituale divina, cosicché ognuno prenda coscienza e possa compensare il proprio karma negativo sia di questa, sia delle vite passate, operando con altruismo e dedizione al mondo spirituale per la salvezza e l’elevazione degli altri uomini.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente VIII

Mosè davanti al roveto ardente – Arnold Friberg

«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.  Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: «Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia».   Il Signore mi rispose: «Quello che hanno detto, va bene.   Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò» (Dt 18,15-19). 

8.3. Il Bosatsu dell’Oriente III

Abbiamo detto che le verità antiche che erano conquistate dagli Adepti nei Templi dei Misteri attraverso il sonno ipnotico da parte dello Ierofante cui li guidava nel mondo spirituale all’incontro con lo Spirito del Sole in modo sognante, si presentano oggi in una forma diversa di come esse si accoglievano nei luoghi misteriosofici. Questo cambiamento avvenne già durante il Battesimo di Giovanni nel Giordano quando lo Spirito sublime del Sole, la massima Entità del nostro universo stellare che chiamiamo Cristo, il cui vero nome è l’Io Sono l’Io Sono, s’incorporò in uno dei Suoi più grandi discepoli di nome Zarathustra, allora incarnatosi come Gesù di Nazareth. Egli mise in luce i segreti iniziatici che avvenivano di nascosto nel Tempio ebraico con il risveglio di Lazzaro che era morto da tre giorni, ossia il tempo che nel mistero iniziatico l’anima veniva tratta fuori dal corpo tramite un atto come dire ipnotico dello Ierofante, cui l’iniziando in modo sognante andava incontro allo Spirito del Sole da cui veniva illuminato da saggezza divina. Questo rito iniziatico diventò superfluo e pericoloso in quanto l’anima umana andava modificandosi con l’avvento del Cristo sulla Terra, poiché lo Spirito del Sole si era come dire trasferito sulla Terra e manifestato nel popolo israelita tramite Gesù di Nazareth. Come sappiamo Egli venne crocefisso perché aveva violato le leggi iniziatiche occulte del Tempio, per cui i sacerdoti sadducei e farisei decisero con la complicità dei romani di eseguire la condanna a morte. Difatti l’improvvisa malattia e morte di Lazzaro, non fu altro che un pretesto, per dare al Cristo il modo di mettere fine a una pratica antica iniziatica che non era più adeguata ai tempi nuovi futuri, in cui l’io umano dopo la discesa del Dio solare sulla Terra, si sarebbe evoluto sempre più come personalità umana libera e autonoma svincolandosi di conseguenza, dai ceppi dell’anima di gruppo del popolo di appartenenza. La legge yahvetica lunare dell’occhio per occhio, dente per dente, ecc. doveva lasciare il posto alla legge solare dell’amore e del perdono. Il Dio lunare Jehovah doveva lasciare il posto al Dio solare disceso sulla Terra, all’Io Sono l’Io Sono che occultamente, aveva sempre operato e ispirato Jahvè e i Profeti antichi ebraici. L’iniziando non aveva più bisogno ormai di morire durante il sonno del tempio per incontrare il Dio solare, in quanto Egli non stava più nella sfera del Sole, giacché come menzionato, aveva già da tempo intrapreso la discesa da infinite altezze della sfera divina della “Parola cosmica” per venire in soccorso dell’umanità sofferente. Egli passando attraverso le porte spirituali stellari dovette lasciare le Sue forze macrocosmiche nella sfera stellare superiore del nostro Sole, affinché potesse entrare con le Sue forze cosmiche nella sfera planetaria inferiore del nostro Sole, dove venne conosciuto da popoli diversi con diversi nomi, di cui in ultimo nel popolo ebraico col tetragramma sacro YHWH, ossia Yahveh o Geova italianizzato. Rudolf Steiner rivela che il Cristo per unirsi all’uomo Gesù di Nazareth doveva prima spogliarsi di tutte le Sue forze macrocosmiche e cosmiche planetarie, in modo da poter penetrare in un angusto corpo fisico di un uomo, anche se in un uomo tra i più evoluti e perfetti della nostra Terra. Per potersi manifestare nell’ambito terrestre tramite un essere umano, il Cristo dové spogliarsi delle Sue forze superiori in modo da potersi unire all’anima umana di Gesù di Nazareth, cioè col suo corpo eterico, astrale e con il suo Io umano celeste non corrotto dalle forze luciferiche. Non deve meravigliarci che il Cristo si spogli delle Sue facoltà spirituali superiori per entrare nel mondo planetario, poiché essendo Egli costituito di altissime forze spirituali trinitarie, non potrebbero essere sopportate dalle gerarchie spirituali inferiori, né tantomeno dalle anime umane.

Ritornando all’iniziazione pubblica di Lazzaro la quale aveva indignato non di poco i sacerdoti sadducei e farisei ebrei, per il fatto che il Cristo come citato, aveva svelato i misteri della morte mistica del Tempio cui era stato come tradire i misteri antichi ebraici del tempio e, per questo fu decretato che fosse messo a morte. Ciò favorì maggiormente quello che era già in atto fin dall’occupazione di Alessandro il Macedone e poi dopo dall’occupazione dei romani,  cioè la decadenza e la fine dei misteri ebraici antichi, cui il Cristo col Suo gesto mise fine del tutto al potere sacerdotale ebraico. Egli diede poco dopo, un nuovo impulso alla via dei misteri iniziatici, quando durante i Suoi quaranta giorni dopo la morte, aveva chiamato, Pietro e Giovanni, affidando loro la missione di guida dei nuovi impulsi del nascente cristianesimo. Aveva perciò preso in disparte Pietro, come accennato, chiedendogli per tre volte di proteggere gli “agnelli e le pecorelle” (Gv 21, 15-21), ossia gli affidò la via che possono percorrere maggiormente quelle anime che hanno bisogno di un’istituzione religiosa che li guidi per mano fino a che non diventino uomini e imparino a camminare da soli. Mentre come abbiamo visto a Giovanni che li seguiva a distanza, affidò un compito più difficile, ossia quello di preparare la via dei misteri sofianici, cui saranno realizzati soltanto nella prossima sesta epoca di cultura chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “Filadelfia” (Apocalisse 3,7-13). È la via esoterica cui possono percorrere uomini più maturi che decidano liberamente di lavorare spiritualmente e attivamente su se stessi per il bene dell’umanità, purificando e trasformando la loro anima inferiore elevandola attraverso un giusto sviluppo tra pensare, sentire e volere, a un’esistenza superiore del secondo gradino iniziatico della coscienza veggente per immagini. Questa corrente esoterica sofianica di Giovanni percorrerà difatti, una via diversa da quella più semplice exoterica di Pietro che appunto andrà sviluppandosi nell’arco di XIX secoli come cristianesimo-cattolico pietrino. Grazie al fatto che l’imperatore Costantino il Grande, divenuto cristiano tramite un sogno rivelatore decretò il cristianesimo come religione di Stato fino a raggiungere la massima espressione di potere regale, dove il papa Pio IX divenne re-sacerdote dello Stato Pontificio del Vaticano e di alcune delle più importanti città italiane, per circa trentadue anni, terminando nel 1861. Da allora il declino della chiesa è sempre divenuto più evidente coi suoi scandali di pedofilia, Istituti bancari, ecc., per cui il destino di questa corrente religiosa pietrina che doveva già terminare il suo compito nel XV secolo, cioè dopo la nascita dell’anima cosciente, stando alle previsioni di Rudolf Steiner dovrebbe terminare entro il primo terzo del nostro quinto periodo di cultura, ovverosia con la fine della reggenza di Michele verso la fine del 2250-300 circa. Ciò però potrà avvenire se una maggior parte di uomini si risveglierà spiritualmente e decideranno di percorrere la via verso la propria autocoscienza, vale a dire che decidano di percorrere una via spirituale cristiana – rosicruciana che li aiuti a risvegliare nel proprio intimo, una religiosità libera da dogma e realizzare attraverso il superamento del proprio egoismo, la coscienza morale, quale facoltà interiore per il giusto sviluppo dell’anima cosciente.  Se ciò non avverrà, la maggior parte degli uomini, grazie ai dogmi della Chiesa cattolica nei riguardi della non credenza nella reincarnazione, nella legge karmica e nell’esistenza dello spirito nell’uomo, resteranno come dire, involuti, prigionieri di se stessi nella loro anima razionale. In tal caso il vero cristianesimo per questi uomini sarà soffocato e con esso la coscienza interiore del Cristo che non potrà essere risvegliata in loro dal profondo della loro anima dove dal XIX secolo si è trasferita quale conseguenza della morte per soffocamento nel mondo astrale della coscienza del Cristo, cui era custode l’anima natanica o adamitica fin dal suo risveglio del Cristo dopo la sua morte sulla croce del Golgotha. Il Cristo nel XIX secolo è intervenuto in aiuto dell’anima natanica liberandola dal soffocamento della coscienza cristica, la cui conseguenza è da ricercarsi dal forte materialismo introdotto da diverse anime umane dopo la loro morte nel mondo astrale adiacente alla Terra, durante i secoli XVI-XVIII, cui il Cristo risvegliò questa volta, l’anima, natanica nel Sé spirituale. Secondo una regola spirituale ciò che muore sul piano astrale avviene un risveglio nel piano fisico, di conseguenza il risveglio della coscienza del Cristo che era stata soffocata sul piano astrale, si trasferì a livello inconscio sul piano fisico terreno nelle anime umane, cioè sotto la soglia della coscienza umana. Pertanto, ogni uomo deve a sua volta risvegliare questa coscienza del Cristo in sé, per avere un incontro con Lui, col Cristo eterico sul piano astrale (vedi: La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo” – Pensieri Antroposofici dell’Anima).

Se dunque gli uomini non si risveglieranno spiritualmente continuando a sottostare alle credenze dogmatiche del cattolicesimo romano, la teologia cattolica perpetuerà il suo potere gesuitico fino alla fine della quinta Epoca Postatlantica. In questo modo offrirà la possibilità alle potenze del male di dominare la volontà umana sottomettendola ai loro scopi oscuri nel cercare di distruggere l’io umano, cosicché l’evoluzione umana venga fermata e l’uomo non possa giungere alla sua meta divina. Un’altra conseguenza potrà essere quella per cui l’anima razionale invece di evolversi spiritualmente elevandosi verso i mondi dello spirito cosmico trasformando il pensiero razionale – intellettivo in pensiero intellettivo – veggente, partorirà simile a un aborto, ossia in modo imperfetto il “Figlio dell’uomo”, cioè l’anima cosciente che come conseguenza, risveglierà in sé l’antica veggenza ottusa che l’umanità possedeva come retaggio antico divino. Questo farà sì che mentre con lo sviluppo normale dell’anima cosciente l’uomo avrebbe conseguito una nuova facoltà superiore cosciente, quale pensiero intellettivo – veggente che gli avrebbe dato la possibilità di rapportarsi in modo armonico con le entità divine delle gerarchie spirituali superiori, al contrario lo sviluppo anormale luciferico – arimanico di questa parte superiore dell’anima, farà sì che gli uomini confonderanno i mondi luminosi luciferici con i mondi spirituali divini celesti; con le dovute conseguenze sul piano fisico-animico umano. Affinché ciò sia evitato in ogni secolo scende dall’alto del mondo spirituale uno dei dodici Bodhisattva, il Paraclito promesso dal Cristo, per guidare le anime alla conoscenza del Cristo e del vero impulso cristiano. Come spiegato negli articoli precedenti, il nuovo Bodhisattva successore del Buddha Gautama, il Bodhisattva Maitreya, si è incorporato per la prima volta in Jeshu ben Pandira il Maestro degli Esseni. Rudolf Steiner ne dà notizie di Jeshu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123, dove viene menzionato come la guida della corrente degli Esseni, i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeshu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeshu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia con il quale entrò in contrasto, ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeshu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del Bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: “Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda”. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù20, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo. Come citato il Bodhisattva Maitreya, s’incorporò nel corpo astrale di Rudolf Steiner per diversi anni ispirandolo sui nuovi misteri cristiani e sulla seconda venuta del Cristo in “Veste eterica”, inoltre, in modo particolare, sulla “legge della reincarnazione e del karma umano” cui Rudolf Steiner poté esporre solo alcune conferenze per il fatto che tutto subito non venne compreso dagli antroposofi di allora; occorsero circa 21 anni prima che Rudolf Steiner potesse dare un chiarimento completo sul karma in sei volumi dell’Opera Omnia, col titolo: “Considerazioni Esoteriche su Nessi karmici”; ed. Antroposofica Milano. (8.3. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

20     Nel Vangelo antroposofico di Luca O.O. 114, Rudolf Steiner rivela il mistero di due bambini Gesù nati alcuni mesi uno dall’altro, di cui quello descritto nel vangelo di Matteo che usa una genealogia discendente regale che va dal Re Davide a suo figlio il re Salomone, fino a Gesù. Nel vangelo di Luca invece, abbiamo una linea sacerdotale ascendente che va da Gesù fino al sacerdote Nathan figlio del re Davide. Queste due linee furono necessarie per preparare un uomo che fosse in grado di accogliere in sé il grande Spirito solare senza per questo morire bruciato dal fuoco creatore dello Spirito cosmico. Difatti Gesù di Nazareth nonostante la sua purezza resistette per tre anni, fino a quando il suo corpo era divenuto polvere cui  il Cristo tenne insieme fino al sacrificio della croce del Golgotha. (Vedi Pensieri Antroposofici dell’Anima, I due bambini Gesù quale corrente messianica di Melchisedec – Pensieri Antroposofici dell’Anima.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’oriente VII

Rudolf Steiner, il 5° sigillo apocalittico, nell’esecuzione di Clara Rettich (1907)18
 

«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra» (Ap 12,1-4).

7.1. Il Bosatsu dell’Oriente I

Le verità antiche che si accoglievamo nei luoghi dei misteri del “Tempio” non cambiano nel passare da una civiltà all’altra; essi sono sempre le stesse nel loro significato essenziale spirituale profondo. Ciò che cambia è la forma con cui si manifestano nei periodi di civiltà seguenti, perché il pensiero e l’Io umano, si evolvono a stati di coscienza superiori, per cui le verità assumono di conseguenza durante l’arco evolutivo di un nuovo periodo di cultura, la forma attraverso cui possono essere comprese secondo lo sviluppo appunto del pensiero e delle facoltà intellettuali che sono affluite nell’anima umana tramite le guide dell’umanità. Il pensiero umano prima dell’ottavo secolo difatti, non era ancora così forte e chiaro com’è oggi percepito attraverso l’intelletto umano; l’uomo avvertiva i pensieri come una sorta d’immagini venirgli dal divino che pensava in lui, percependoli in modo sognante attraverso il cuore, poiché il pensiero concettuale attuale moderno, non si era ancora formato. Questo durò fin quasi alla fine dell’ottavo secolo, cioè quando secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, gli Spiriti della Forma o Potestà lasciarono il posto o la guida degli uomini agli Spiriti della Personalità o Archai come nuovi dirigenti dello sviluppo dell’evoluzione umana. Pertanto, la nuova direzione divina diresse i pensieri nel capo umano, cosicché dall’ottavo secolo in poi l’uomo cominciò a percepire i pensieri nel suo capo o meglio tramite il suo intelletto umano. Questo cambiamento nasce con l’evento del Golgotha attraverso la nascita e lo sviluppo dell’Impulso del Cristo19 e della coscienza dell’io quale avvento della morte e resurrezione del Cristo Gesù nell’anima umana, dapprima nell’anima razionale e poi dopo, dall’anno 1413 in poi, con l’inizio dell’anima cosciente si fortifica con lo sviluppo poco dopo della rivoluzione copernicana e scientifica circa la metà del XVI secolo, cui l’uomo percepisce il pensiero e la coscienza dell’io sempre più forte entro se stesso. Questo diede una svolta all’evoluzione del pensiero, cui portò che alcune anime più evolute della cultura filosofica – religiosa occidentale cominciarono ad affrancarsi dal potere dogmatico ecclesiastico della Chiesa cattolica romana, a volte anche col sacrificio della propria vita (vedi Giordano Bruno), cosicché il loro esempio diede una svolta allo sviluppo e all’elevazione della coscienza dell’io assumendo una maggiore consapevolezza e chiarezza del pensiero che divenne nei secoli XVII-XIX, più libero e autonomo ma anche più materialista e di conseguenza più egoista, mettendo in serio pericolo l’evoluzione della meta divina umana. Nell’epoca moderna l’egoismo ha ormai raggiunto un livello quasi smisurato, ciò lo possiamo costatare dagli atteggiamenti di scarso buon senso da parte delle guide che operano nel mondo moderno, ossia dalle istituzioni politiche, religiose ed economiche, e dalla nascita di correnti individualiste, nazionaliste e sovraniste, da cui nasce un nuovo razzismo nei confronti di chi è diverso. Per questo occorre al mondo occidentale una nuova rivelazione che possa sollevare la coscienza umana a un risveglio spirituale dimodoché, l’uomo prenda coscienza dell’esistenza del proprio karma e della legge della reincarnazione, senza di cui l’evoluzione umana correrebbe un grave pericolo in quanto che come conseguenza dell’egoismo individuale, l’io umano tenderebbe a terrestrizzarsi fino a staccarsi completamente dagli Dei della giusta evoluzione e dalla sua origine divina. Perciò nel XX secolo il nuovo Paracleto, il Bodhisattva Maitreya, si è manifestato nel 1902 attraverso Rudolf Steiner il fondatore dell’Antroposofia per oltre un settennio, tramite il quale ha rivelato all’umanità, una nuova forma di saggezza. Una nuova forma di verità accessibile a ogni cuore e pensiero umano che sappia aprirsi con fiducia al nuovo Maestro dell’umanità, accogliendo con la sana ragione senza dogmatismo né preconcetto, i nuovi misteri esoterici del cristianesimo, tramite i quali l’umanità viene introdotta nel significato dell’evento del Golgotha e della morte e resurrezione del Cristo, infine nella seconda venuta del Cristo eterico.

 Rudolf Steiner durante gli anni in cui fu segretario generale della Società Teosofica di Berlino, fu scelto dal Bodhisattva Maitreya alfine che lo aiutasse nella sua missione di Maestro dell’umanità poiché non esisteva nel mondo occidentale un uomo adatto che potesse accogliere nel corpo astrale le forze sovrumane del Bodhisattva Maitreya. Rudolf Steiner con grande sacrificio offrì la sua interiorità animica dietro la richiesta di alcuni Maestri guida del cristianesimo-rosicruciano alfine di essere compenetrato nel corpo astrale, in modo da accogliere le ispirazioni del Bodhisattva Maitreya e farle fluire attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia quale nuova via esoterica moderna cristiana – rosicruciana a orientamento antroposofico. Egli, diversamente dagli altri uomini che erano stati ispirati dal Bodhisattva e che erano costretti a lasciare il posto all’Io bodhisattvico che occupava in parte tutto il loro corpo astrale, restò sempre col suo Io individuale in modo cosciente nei suoi involucri animici senza mai perdere la coscienza dell’io terreno, ma collaborando in ogni istante col Bodhisattva Maitreya. Per dirlo meglio, Rudolf Steiner si prestò coscientemente a essere compenetrato nel corpo astrale dal Bodhisattva Maitreya, il settimo Bodhisattva dopo il Buddha Gautama, alfine di far fluire nell’umanità una nuova forma di saggezza, cioè comprendere attraverso l’intelletto umano, i misteri cristiani che abbiamo citato, inoltre il mistero dell’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth. Egli fu ispirato negli anni che vanno dal 1902 fino al 1909-11 circa, dove tenne moltissime conferenze cristologiche, rivelando i diversi aspetti delI’impulso del nuovo cristianesimo-rosicruciano cui mai nessuno ne aveva parlato fino allora. Egli rivelò all’umanità una nuova saggezza misterica cristiana cui anticamente era accessibile attraverso immagini simboliche solo a pochi uomini che erano preparati in luoghi particolari nei cosiddetti Templi misteriosofici. Oggi può essere afferrata concettualmente da qualsiasi persona che non abbia pregiudizi, ma che possa aprirsi attraverso lo studio della Scienza dello Spirito in modo da poterla afferrare con un sano intelletto e ragionevolezza evitando qualsiasi atteggiamento misticheggiante e intollerante, sottraendosi a qualsiasi imposizione dogmatica che possa minare alla sua libertà individuale e all’espressione soggettiva, del proprio pensiero. Per dirla in breve con maggiore chiarezza, nella Personalità storica di Rudolf Steiner convissero insieme per un certo tempo nel suo corpo astrale due Io, l’Io superiore di Rudolf Steiner con la sua coscienza desta dell’io terreno, e l’Io bodhisattvico del futuro Maitreya Buddha. Per questo a Rudolf Steiner premeva molto che le conferenze o qualsiasi concetto sull’Antroposofia, non fosse mai accolto da un atteggiamento dogmatico e intollerante, ma sempre dalla ragionevolezza di un sano pensare e il rispetto per il pensiero altrui. Egli attraverso l’ispirazione del Maitreya e la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano, tenne diverse conferenze antroposofiche sul significato occulto dei quattro Vangeli canonici, sulla legge dl karma e della reincarnazione, sul mistero dei due bambini Gesù e sull’Apocalisse di Giovanni, attingendole direttamente tramite la sua indagine chiaroveggente, attraverso la lettura della “Cronaca dell’Akasha”. Ciò comportò da parte di Rudolf Steiner, la separazione nel 1912 dalla Società Teosofica per delle divergenze con la Presidentessa della Società Teosofica Annie Besant, la quale sosteneva che il Cristo era di nuovo incarnato nel giovane figlio adottivo, Jiddu Krishnamurti.

Da questa separazione poté nascere il 28 dicembre 1912 la prima Società Antroposofica, la quale aveva un carattere maggiormente esoterico da quella attuale fondata nel 1923 e altrettanto diversa dalla Società Teosofica, la quale è più orientata verso l’antica saggezza indiana orientaleggiante. Al contrario la corrente antroposofica è sempre stata una via esoterica rosicruciana a carattere completamente occidentale, pur non disconoscendo alcune verità che possano essere trovate nella saggezza indiana e in modo particolare negli insegnamenti del Buddha Gautama, il quale collabora strettamente a livello spirituale con i Maestri occidentali di saggezza, in modo particolare con Cristian Rosenkreutz e col Maestro Gesù. Le ispirazioni del Bodhisattva Maitreya terminarono verso gli anni 1909-11, dove Rudolf Steiner continuò la sua missione come Maestro dell’umanità nel rinnovare i misteri antichi iniziatici e dare impulso a un nuovo cristianesimo che fosse più accessibile a ogni uomo moderno senza alcuna distinzione di classe sociale. Ciò fu reso possibile in quanto la corrente rosicruciana e la corrente cristiana confluirono insieme durante il Convegno di Natale tenuto il 25 dicembre del 1923, durante la posa della “Pietra di Fondazione” della nascita della Società Antroposofica Universale e della Libera Università della Scienza dello Spirito di Dornach in Svizzera, alla presenza spirituale del Maestro Gesù e di Cristian Rosenkreutz. Rudolf Steiner nel Convegno di Natale del 1923, rinnovò la vecchia Società Antroposofica dando un nuovo impulso spirituale meno rigido e più rivolto a ogni persona di buona volontà, appartenente a qualsiasi religione o stato sociale e a qualsiasi pensiero politico, cui il quarto principio fondante della Società Antroposofica Universale di Dornach, recita così:

Nella Società Antroposofica è benvenuto ogni uomo che cerca nella propria anima la via dell’esperienza spirituale e una crescita sociale nell’incontro con l’altro; una via conoscitiva adatta alla coscienza moderna, scevra da pregiudizi, dogmi o fede nell’autorità, che si dischiude alla chiarezza del pensare e alla piena autonomia del giudizio individuale. La Società Antroposofica esiste per aiutare queste anime nella loro ricerca.

L’iscrizione alla Società Antroposofica Universale è possibile a ogni uomo, indipendentemente dalla sua concezione del mondo, dalle sue convinzioni scientifiche, religiose, politiche o artistiche e dalle sue condizioni sociali, purché “ritenga giustificata l’esistenza di un’istituzione com’è il Goetheanum, a Dornach, quale Libera Università di Scienza dello Spirito” (art.4 dei Principi).

». https://www.societaantroposoficapadova.it/il-sito/come-diventare-soci

Rudolf Steiner dedicò tutta la sua vita affinché la Volontà del Cristo possa realizzarsi sulla Terra in modo che attraverso l’Antroposofia vengano superati tutti gli egoismi umani e riconoscersi quale antichi fratelli nati da uno stesso Spirito comune; perciò, le sue parole che egli rivolgeva con amore ai suoi discepoli erano quelle in cui soleva ripetere: “Non voglio essere venerato, ma vorrei essere capito!”. Ad alcuni discepoli che gli chiesero quale fosse il rapporto con Cristian Rosenkreutz, egli rispose che occorreva immaginare nel mondo spirituale un altare dove da una parte c’era Cristian Rosenkreutz con una stola azzurra e dall’altra, Rudolf Steiner con una stola rossa. (7.1. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note   Antroposofiche

18    Rudolf Steiner indica agli ascoltatori antroposofi, questo quinto sigillo come contrappeso alla bestia SORAT, particolarmente adatto per tenere lontano dall’anima dell’uomo, qualsiasi influsso di magia nera. «Il sigillo apocalittico è veramente allo stesso tempo il segno del superamento della magia nera mediante la magia bianca. Mediante le forze umane che si trasformano, nascono forze solari dall’uomo stesso, cosicché le forze lunari, stanno ai piedi dell’uomo» (O. O.101, 21.10.1907-II). (Dal libro di Sergei O. Prokofieff: “E la Terra diviene Sole”).

19 L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico per chi non ha ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:

“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un “Archetipo spirituale”, un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; (vedi la Tav.1 del blog Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo IV – Pensieri Antroposofici dell’Anima). In una conferenza tenuta a “Norrköping, il 30 maggio 1912”, pubblicata nel libro “Cristo e l’anima umana”, si legge: “Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…).  Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [ lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (pag. 122-126 Ibidem)

Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità sviluppando queste qualità animiche e spirituali:

a) Sviluppo delle forze di vera fede e di meraviglia = Corpo Astrale

b) Sviluppo di vero amore e dedizione verso gli altri = Corpo eterico

c) Sviluppo della coscienza morale =                         Corpo fisico     (corpo spirituale)

Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura. 

LO SPIRITO NEL MIO CUORE

Luciano Balduino- Diogene alla ricerca dell’uomo

«Quando l’anima si congiunge con l’eterna verità, vive essa stessa nell’eterno. E quando l’anima vive nell’eterno, gli esseri superiori trovano accesso ad essa e possono  farvi scendere la loro forza» (Indicazioni  per una scuola esoterica pag.105).

Lo Spirito nel mio cuore

«L’UOMO COMPRENDE DAVVERO LE COSE QUANDO LE COGLIE CON IL CUORE. L’INTELLETTO E LA RAGIONE SONO PURI E SEMPLICI INTERMEDIARI DELL’INTENDIMENTO DEL CUORE. MEDIANTE L’INTELLETTO E LA RAGIONE SI GIUNGE AI PENSIERI DÌ DIO.  E QUANDO SI ABBIA COSÍ IL PENSIERO, SI DEVE PERÒ IMPARARE AD AMARLO, COSICCHÈ A POCO A POCO, L’UOMO IMPARA AD AMARE TUTTE LE COSE.  QUESTO NON VUOL DIRE CHE EGLI, SENZA GIUDICARE, DEBBA AFFEZIONARSI A TUTTO QUANTO INCONTRA. PERCHÉ LA NOSTRA ESPERIENZA PUÒ ALL’INIZIO INGANNARCI. QUANDO PERÒ CI SI SFORZA DI STUDIARE UN ESSERE O UNA COSA IN BASE AL SUO FONDAMENTO DIVINO, ALLORA SI COMINCIA ANCHE AD AMARLO …» .  

                                                             RUDOLF  STEINER

Collegno, settembre 2022 Antonio Coscia

Rudolf Steiner Maestro di saggezza III

L’emorroissa guarita dal Cristo -Pinterest

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«Anticamente gli uomini potevano elevare verso gli Dei soltanto olocausti simbolici. Nel futuro gli uomini eleveranno verso gli spiriti [divini] correnti d’amore, e dal sacrificio d’amore qualcosa scenderà di nuovo verso il basso: affluiranno agli uomini forze superiori che, dirette dal mondo spirituale con una potenza sempre più grande, interverranno attivamente nel nostro mondo fisico. Queste saranno allora forze magiche nel vero senso».

Rudolf  Steiner, Amburgo 28 maggio 1910

Rudolf  Steiner faceva il guaritore ? III

Alla fine dell’articolo precedente ci siamo chiesti se quei guaritori psichici o magnetizzatori (pranoterapisti) possono nei loro processi di guarigione, accogliere in loro anche la causa karmica che determina l’imperfezione nell’Io inferiore. Nell’antico periodo8 dell’anima razionale (747 a.C. – 1413 d.C.) sarebbe stato più facile rispondere a questa domanda, giacché l’Io umano, non aveva ancora quel carattere autonomo e libero come lo è oggi nel nostro quinto periodo dell’anima cosciente (1413 – 3573), in cui l’Io terreno ha la tendenza a svincolarsi da qualsiasi autorità istituzionale sia essa religiosa o altro, che tenda a reprimere la libera espressione della volontà umana.  Pertanto, è difficile e complesso dare una risposta esaustiva, giacché riguarda lo sviluppo e l’elevazione individuale della coscienza morale di ogni singolo individuo umano che va perfezionandosi nel cammino dello sviluppo dell’anima cosciente. Nel libro “Le Manifestazioni del karma” (op. cit.), Rudolf Steiner cita alcuni esempi karmici su questo tema nella quarta conferenza, spiegando alcuni casi in cui l’Io inferiore, cerca attraverso il superamento di alcune malattie epidemiche, il perfezionamento del suo Io cosciente terreno. Egli menziona due casi, dove nel primo siamo di fronte a un Io umano troppo debole, cui durante la vita da morte a nuova nascita, durante il periodo in cui permane nel kamaloka9, immetterà nella parte del suo subcosciente la tendenza a cercare nella prossima incarnazione il pareggio karmico tramite ostacoli che gli si contrappongano cercando quelle occasioni in cui potersi esporre a una malattia contagiosa, quale il colera. L’altro caso è invece una Personalità umana troppo forte che nella vita precedente continuò a compiere azioni egoiste troppo incentrate su se stesso, cui ha bisogno di sviluppare quelle forze morali che possano frenarlo. Nel libro citato Rudolf Steiner spiega che:

«Ciò determinerà in lui … nella prossima incarnazione, qualcosa mediante il cui superamento egli compirà delle azioni che possono effettuare un compenso a certe azioni della sua vita precedente. Questo avviene particolarmente con quella forma di malattia che oggi conosciamo come difterite, una malattia che in molti casi si manifesta quando è presente una disposizione karmica, dovuta al fatto che la persona in questione si era precedentemente espressa nella vita in modo da agire spesso movendo da ogni sorta di eccitazioni, passioni, e così via” (Ibidem, pag. 83-85).

E più avanti a pag. 91 egli continua dicendo:

«Vediamo dunque in tal modo come agisca il karma nella malattia, e come esso agisca per il superamento della malattia. Ora non apparirà più incomprensibile che nel karma risieda la guaribilità o l’inguaribilità di una malattia. Se ci rendiamo conto che lo scopo, lo scopo karmico dell’ammalarsi, è di far progredire e di rendere più perfetto l’uomo allora il presupposto è che quando l’uomo, secondo la ragione che egli porta con sé dal kamaloca nell’ingresso di una nuova esistenza, incorre in una malattia, sviluppa allora le forze curative che significano irrobustimento della sua interiorità e possibilità di arrivare più in alto» (Ibidem). 

 Stando all’affermazione di Rudolf Steiner, se dunque un Maestro dello spirito o un guaritore psichico prendesse su di sé il karma che ha reso più imperfetto il soggetto malato, non potrebbe in tal modo evitargli la possibilità di sviluppare e superare con le sue forze il corso epidemico della malattia in modo da riequilibrare la sua imperfezione? Per cui il suo subcosciente non potrebbe di conseguenza spingerlo in tal modo verso un nuovo effetto karmico, laddove possa trovare attraverso un nuovo ostacolo il compenso per la sua azione riprovevole della vita precedente, cosicché sviluppi le forze morali che gli necessitano per non commettere più lo stesso errore? Difficile dirlo. Solo un Maestro chiaroveggente potrebbe rispondere. Possiamo tuttavia pensare che in linea di massima un Maestro spirituale o un taumaturgo che comprenda l’essere umano nel suo essere corporeo, animico e spirituale, possa sì aiutare una persona malata accogliendo in sé per amore quegli impulsi luciferici e arimanici che provocano il guasto animico ristabilendo così la salute nella persona malata, ma l’amore non può rimuovere l’imperfezione karmica. A volte i veri Maestri dello spirito, si limitano a consigliare (quando richiesto), quelle vie di conoscenza che possono dare la possibilità di comprendere la missione della “legge karmica”10 che opera nell’uomo, in modo da prendere coscienza dell’effetto karmico della malattia. Neanche il Cristo, rimosse l’azione karmica di adulterio della Maddalena salvandola sì dalla lapidazione del popolo ebraico, ma non dal giudizio morale karmico che Egli scrisse come causa nella Terra per aver commesso l’errore di adulterio, il cui effetto karmico si sarebbe poi presentato come pareggio nella sua prossima vita terrena. Ciò è avvalorato dalle stesse parole del Cristo dove nel Vangelo di Matteo Egli dice:

« Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento» (Mt 5,17).

Vale a dire che Egli non venne per togliere il karma umano affinché l’uomo non potesse più ammalarsi, ma per modificare la vecchia legge mosaica che non era più idonea all’umanità che andava cambiando, assumendo Egli stesso ora il giudizio karmico che quale aspetto del nuovo cristianesimo, ha iniziato a manifestarsi solo dal 1930 in poi, per coloro che accolgono l’Impulso del Cristo11 secondo l’insegnamento della Scienza dello Spirito o antroposofia. Pertanto, può accadere che se in questa vita commettiamo un’azione cosciente malvagia, è possibile che nella prossima incarnazione l’effetto della nostra azione malvagia, possa manifestarsi negli arti corporei o nel nostro metabolismo, essendo questi in relazione con la nostra volontà. Per cui possiamo pensare che quest’azione cattiva che ha reso il nostro Io terreno più imperfetto possa di conseguenza manifestarsi come malattia articolare, ossia con una degenerazione artropatica dei nostri arti superiori o inferiori, o in quelle parti che possa compromettere il nostro metabolismo umano. L’atto d’amore che un Maestro spirituale o un taumaturgo elevato dovesse compiere nei nostri riguardi, potrebbe guarire la nostra malattia artropatica o il nostro metabolismo, ma non possono ripristinare la nostra imperfezione che quale predisposizione malvagia è presente nella nostra anima come brama o desiderio egoista, cui il nostro Io non riesce a dominare. Perciò, per trovare il giusto equilibrio tra la guarigione e la nostra imperfezione animica, occorre che avvenga in noi anche un risveglio spirituale, dove dedicando una parte del nostro tempo allo sviluppo della vita animica e spirituale, possiamo purificare la nostra anima (il corpo astrale), rafforzando così le nostre facoltà umane, cioè il pensare, il sentire e il volere che sono le espressioni del nostro Io cosciente. In questo modo possiamo ripristinare la nostra imperfezione morale avendo conquistato la forza spirituale tramite la quale possiamo ora trasformare il nostro egoismo e le nostre brame di potere, elevando così la nostra coscienza morale in modo da non commettere più la stessa malvagità. 

Su questo tema dell’amore che non toglie né crea il karma soggettivo, Rudolf Steiner ne parla in modo più profondo nel libro “L’amore e il suo significato per il mondo” O.O. n. 143, dove da un estratto leggiamo:

«… Col karma intendiamo ciò che in una vita è causa e ha il suo effetto nella vita successiva. Nel senso di causa ed effetto noi non possiamo parlare di amore, non nel senso di un atto di amore e del suo compenso. Si tratta di un fare e di un compenso per quel che si è fatto, ma questo non ha nulla a che fare con l’amore: gli atti d’amore sono tali che non cercano il loro compenso nella vita successiva. Pensiamo ad esempio di lavorare e perciò di guadagnare. Però può anche essere diverso, vale a dire che si lavori senza alcuna gioia, perché non si lavora per uno stipendio ma per pagare debiti. Possiamo immaginare che si sia già usato quel che ora si guadagna col lavoro. Si preferirebbe non avere debiti, ma così si deve lavorare per pagare i debiti. Trasferiamo ora questo esempio alla nostra generale azione umana: tutto quel che facciamo per amore, è paragonabile a quando paghiamo i debiti! Visto occultamente tutto quel che avviene per amore non comporta una paga, ma è compenso per beni già usati. Le uniche azioni per le quali nel futuro non avremo nulla, son quelle che compiamo per autentico, vero amore. Di questa verità ci si potrebbe spaventare. Per fortuna la gente, nella sua coscienza normale non ne sa nulla. Però nel subcosciente lo sanno tutti gli uomini, e perciò fanno così malvolentieri azioni di amore. Questa è la ragione per cui vi è tanto poco amore nel mondo. Gli uomini sentono istintivamente che dalle loro azioni d’amore nulla avranno in futuro per il loro io. Un’anima deve essere già molto avanzata nel suo sviluppo, per aver piacere nelle azioni d’amore dalle quali essa stessa non riceve nulla. L’impulso a questo non è forte nell’umanità; ma dall’occultismo si possono certo acquistare anche forti impulsi per le azioni d’amore. Per il nostro egoismo nulla abbiamo dalle azioni d’amore, ma tanto più ne ha il mondo» (Zurigo, 17 dicembre 1912, pag. 9-10). 

       Rudolf Steiner era una Personalità colma di amore, di quell’amore incondizionato che operava e agiva in tutte le anime che incontrassero il suo sguardo severo ma benevolo, quale iniziato del Cristo; non per questo però possiamo dire che fosse un guaritore di professione o, sotto qualsiasi aspetto di taumaturgo psichico lo si voglia vedere. Egli era un Maestro di vita, il cui compito non era quello di guarire le malattie endemiche umane, ma di guarire l’anima umana che stava in parte deviando verso il baratro del materialismo demoniaco arimanico e dall’altro, verso una credenza religiosa luciferica dei mondi spirituali dovuto al cattivo uso della conoscenza spirituale di alcune anime medianiche, quale Allan Kardec, le sorelle Fox, e altri, tra cui la stessa Elena Petrovna Blavatsky, la fondatrice della Società Teosofica. Egli con l’aiuto di altri Maestri di saggezza tra i quali il Maestro Gesù e Cristian Rosenkreutz, introdussero la vera conoscenza dei mondi dello spirito in modo da rinnovare sia i misteri antichi iniziatici sia il vero cristianesimo delle origini ormai trasformatosi attraverso i secoli con l’inizio del Costantinismo del quarto secolo, in una teologia arimanizzata, un sincretismo degenerato quale ombra delle antiche culture religiose del paganesimo, ebraismo e romanesimo dei primi secoli dell’impulso cristiano. Rudolf Steiner assunse su di sé durante il convegno di Natale del 1923-4, il karma della Società Antroposofica e il karma oggettivo negativo sul cattivo uso della conoscenza antroposofica da parte di antroposofi che non hanno ancora del tutto compreso l’Antroposofia nella sua vera essenza spirituale di “Entità divina” colma d’amore. Vale a dire quando gli antroposofi compiono degli abusi attraverso la conoscenza antroposofica commettendo quegli errori a fini egoistici, cioè quando l’Antroposofia è accolta ed espressa freddamente per dominare il pensiero altrui facendo così emergere la propria arroganza intellettuale. Per meglio dire, tutte le volte che abusiamo della Scienza dello Spirito con arroganza e mancanza di amore verso gli altri, Rudolf Steiner assume su di sé il nostro errore karmico oggettivo; va da sé che il karma soggettivo dell’errore morale, dobbiamo compensarlo noi stessi. Per cui un aspetto è il karma solare comune, cioè quello divulgativo della Società Antroposofica universale, dietro cui operano Entità luminose angeliche molto evolute del mondo spirituale cui ogni antroposofo dovrebbe sforzarsi di collaborare per il bene della comunità antroposofica e dell’umanità.  L’altro aspetto invece, è il karma oggettivo del cattivo uso della conoscenza, dietro cui operano entità oscure luciferiche e arimaniche che vogliono distruggere la corrente antroposofica, impedendo così al vero cristianesimo di essere preparato e realizzato in vista  dell’avvento del sesto periodo del Sé spirituale.  È stato detto:

    «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi» (Mt 7,6).

     Le parole del Cristo dicono di non dare la conoscenza spirituale a chi non è in grado di comprenderla, poiché potrebbe deriderla e dissacrarla, per questo nell’epoca greco-romana nacquero delle correnti esoteriche iniziatiche cui potevano accedere solo pochi uomini tra i più evoluti e in grado economicamente di percorrere un cammino esoterico con l’aiuto e l’ausilio di un Maestro spirituale che li guidava in ogni passo. Oggi nel periodo dell’anima cosciente la conoscenza deve essere liberamente divulgata a qualsiasi persona appartenente a qualsiasi ceto sociale, nessuno escluso, e la conseguenza è che a volte può non essere compreso questo dono del cielo e ricacciato indietro tra scherno dissacratorio, ciò che qualcuno dovrà poi portarne il peso del disprezzo. Questo peso è portato dai due Maestri cristiani discepoli del Cristo, cioè Cristian Rosenkreutz e Rudolf Steiner, cui ogni antroposofo dovrebbe essere cosciente che possiamo alleggerire o appesantire il loro peso karmico oggettivo. È un tema delicato e profondo che andrebbe affrontato tra persone che amano veramente l’Antroposofia, la cui ricerca per la verità deve guidarci al rispetto reciproco durante le serate di studio e in qualsiasi situazione dove si discute di Antroposofia, in modo da essere dei degni rappresentanti della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico. Ciò potrà permetterci di stabilire un giusto rapporto con Rudolf Steiner che quale Maestro spirituale della Società Antroposofica universale, può dalla sfera del mondo delle gerarchie divine aiutarci e ispirarci alfine di essere più efficienti per la divulgazione dell’Antroposofia nel mondo.

     Detto questo ritornando al nostro tema, trovo difficile pensare Rudolf Steiner nel suo studio privato fare il guaritore, ossia imponendo le mani sui malati o guarendoli attraverso la forza del suo pensiero, per i motivi karmici che ho cercato di esporre secondo la mia modesta esperienza nel movimento antroposofico. Penso che ciò sia un po’ svilire il compito primario cui Rudolf Steiner dedicò tutta la sua vita come altissimo iniziato cristiano-rosacruciano e quale uno dei più alti Bodhisattva della corrente esoterica cristiana occidentale. Il suo compito fu di formare degli uomini in grado di accogliere e riconoscere il Cristo nella Sua figura eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra e preparare una comunità micaelita per il prossimo sesto periodo di cultura di Filadelfia in grado di accogliere dall’alto del mondo angelico il principio del Sé spirituale. Come ogni antroposofo sa, o perlomeno dovrebbe sapere, egli ebbe l’altissimo compito d’incorporare nel suo corpo astrale il Bodhisattva Maitreya dal quale fu ispirato per circa sette anni, dando un nuovo impulso al cristianesimo rosicruciano rinnovandolo secondo il pensiero esoterico moderno. Fece conoscere la “legge karmica e della reincarnazione” secondo il nostro pensiero concettuale occidentale, e molte altre cose cui non è qui il caso di dilungarci ancora in quest’articolo. Ho per lui profonda gratitudine e devozione e capisco quando si dice che avesse sempre tutti i giorni delle lunghissime code di persone che chiedessero il suo aiuto per motivi diversi cui egli nonostante la sua attività di Maestro della Società Antroposofica e di conferenziere, dedicasse molto tempo ad ascoltare e a consigliare, dando ad alcuni di loro delle meditazioni personali alfine trovassero attraverso la via meditativa le forze per ristabilire il loro equilibrio psico-fisico. Diverse sono difatti le testimonianze di antroposofi ai quali egli dava delle meditazioni personali, alfine che trovassero in loro stessi il modo di ripristinare il loro difetto karmico, ristabilendo così lo stato di malattia o altro, esaurendo a volte le sue forze fisiche per il troppo lavoro cui dedicava agli altri, con amore e sacrificio. Forse non tutti sanno, perlomeno le persone che operano nelle pagine di questa ragnatela globale (Word Wide Web) e di facebook, che Rudolf Steiner è stato uno dei più alti iniziati chiaroveggenti cristiano-rosacruciano del XX secolo, e che fa parte dei dodici Maestri di Saggezza e dell’armonia dei sentimenti della “loggia bianca” della Terra. È una Personalità umana cui possiamo definire secondo Sergej O. Prokofieff, un Bodhisattva occidentale dello stesso livello di un Buddha orientale; Egli era arrivato secondo Sergej O. Prokofieff, al sesto gradino dell’iniziazione esoterica cristiano-rosacruciano a orientamento antroposofico, chiamato “Fusione col Macrocosmo”, ossia lo stesso livello cui erano arrivati i discepoli del Cristo nel giorno della Pentecoste con l’illuminazione dello Spirito Santo.  Pertanto per rispondere alla seconda domanda che ci siamo chiesti nel primo articolo e cioè: “Rudolf Steiner poteva assumere su di se il karma di una persona malata sollevandola dalla sofferenza karmica quale effetto negativo di un’azione riprovevole compiuta nella sua vita passata e di cui l’io si era reso imperfetto?”. 

      La risposta non può che essere affermativa e che certamente egli fosse in grado di prendere su di sé l’imperfezione karmica che causava il dolore e la malattia nel soggetto malato, ma ciò avrebbe causato un rapporto antico tra Maestro e discepolo non più idoneo nel periodo dell’anima cosciente, per cui non poteva che limitarsi a dare consigli e donare amore sacrificale in modo da risanare ciò che era stato guastato dagli influssi nefasti di Lucifero e Arimane. Le persone trovavano conforto in Rudolf Steiner traendone benessere anche solo standogli accanto per il fatto di essere un altissimo discepolo del Cristo. Pertanto era normale che emanassero da lui quelle forze curative di luce e amore tramite cui poteva ristabilire il guasto, animico dei malati. Un guaritore dello spirito non ha bisogno di fare dei gesti per operare delle guarigioni, se si ha fiducia in lui; basta solo stargli accanto per il tempo necessario che avvenga la polarizzazione e l’armonizzazione tra il negativo e il positivo, ossia tra il guaritore e il “Doppio” del malato. Il Cristo guariva la gente solo dopo aver rimesso i loro peccati, oppure guarivano anche solo standogli accanto o, toccandogli il mantello com’è scritto nel Vangelo di Matteo:

     «Ora una donna, che da dodici anni soffriva di emorragia, gli si accostò di dietro e toccò la frangia del suo mantello. Diceva tra sé: Se riesco anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata. Gesù si volse e vedendola disse: Coraggio, figlia mia! La tua fede ti ha salvata. E da quell’istante la donna fu salvata (Matteo 9,20-22).

    Caro amico, questo è quello che sento di dire nei riguardi della tua domanda cui vorrei ancora aggiungere che fu uno dei più nobili Maestri di saggezza cristiani-rosacruciani del XX secolo e che ci ha lasciato un patrimonio spirituale enorme di cui non siamo ancora del tutto coscienti, tanto che il dott. Giuseppe Leonelli ebbe una volta dire: “Non c’è più niente da dire, giacché tutto è stato detto da Rudolf Steiner”. Nessun uomo laico o discepolo di Rudolf Steiner, ha uguagliato finora ciò che questa grande anima ha fatto e dato per l’umanità: se non si comprende questo, non si è onesti con se stessi.

Albenga, settembre 2022                                                    Antonio Coscia

Note Antroposofiche

8    L’evoluzione umana passa attraverso sette periodi cultura che chiamiamo:” Paleo-Indiano, Paleo-Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-latino, anglo-germanico, russo-moldavo e in ultimo, il periodo americano”, (vedi nota 6 e Tav.1, del primo articolo).

9      Il Kamaloka è il periodo di purificazione, dove l’anima permane nell’ambito della sfera lunare, laddove dalla teologia cattolica è chiamato Inferno, che in realtà è soltanto uno stato in cui l’anima deve spogliarsi delle abitudini terrene di brame, desideri e passioni umane, per prepararsi a entrare nel puro mondo spirituale. Più l’anima ha avuto attaccamenti terreni, e più deve permanere in questo stato di purificazione, fino a che tutta quella parte umana negativa non venga lasciata indietro come karma della prossima incarnazione e l’io umano può salire più in alto nel mondo solare unito al suo Io superiore, per preparare il nuovo corpo terreno.

10    La legge del karma o di causa ed effetto, è la legge che regola le nostre azioni umane, nel bene e nel male. Tutto ciò che pensiamo, sentiamo e vogliamo non rispettando la legge morale sia nell’ambito della natura sia in quello della nostra comunità umana ci rende più imperfetti. Per cui dopo la morte, l’uomo rivive in sé tutte le azioni negative che ha causato negli altri, tramite le quali il suo Io terreno è sceso di livello spirituale, cosicché la coscienza umana superiore che viene risvegliata in noi dopo la morte, decide il modo di compensare nella prossima incarnazione terrena ciò che abbiamo disarmonizzato, pareggiando i nostri errori morali verso gli altri. In questo modo il nostro Io inferiore può ripristinare lo stato di perfezione cui era prima di commettere l’azione negativa. In realtà la legge karmica è molto complessa dove in una nota non può che essere espresso quel tanto  per chi non ha ancora avuto la possibilità di approfondire la Scienza dello Spirito o antroposofia.  Vedi  la nota 4 di: “Alcuni aspetti del dolore umano I “, nel blog: Pensieri Antroposofici dell’Anima.

11     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; (Mc 14,51-52).

Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici e corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori  dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.

Rudolf Steiner Maestro di saggezza II

Leyden, Lucas van — Guarigione del cieco di Gerico (trittico) — Museo dell’Ermitage

«Anticamente gli uomini potevano elevare verso gli Dei soltanto olocausti simbolici. Nel futuro gli uomini eleveranno verso gli spiriti [divini] correnti d’amore, e dal sacrificio d’amore qualcosa scenderà di nuovo verso il basso: affluiranno agli uomini forze superiori che, dirette dal mondo spirituale con una potenza sempre più grande, interverranno attivamente nel nostro mondo fisico. Queste saranno allora forze magiche nel vero senso».

Rudolf  Steiner, Amburgo 28 maggio 1910

2. Rudolf Steiner faceva il guaritore? II

Il rapporto di assoluta obbedienza tra Maestro e discepolo cui era giustificato durante l’epoca dell’anima razionale, nell’epoca dell’anima cosciente (il cui inizio risale all’inizio dell’anno 1413 circa) è andato sempre più allentandosi, fino a che il Maestro è divenuto per l’allievo un amico e un fratello maggiore cui chiedere consiglio. Ciò non vuol dire che non possiamo avere nei suoi riguardi amore e devozione! Amare il proprio Maestro, è l’essenza primaria di chiunque si accinga a percorrere un cammino spirituale senza per questo creare nei suoi confronti il dogma della Personalità, né deve essere per noi come dire, una stampella cui cercare appoggio. Dobbiamo imparare a prendere le proprie decisioni individuali, anche se ciò può portarci a commettere l’errore d’imperfezione dovuto a un cattivo giudizio, assumendoci ogni volta le proprie responsabilità morali, senza per questo piangerci addosso, ma, rialzandoci ogni qualvolta che cadiamo. A questo punto secondo quel che abbiamo spiegato nell’articolo precedente, si potrebbe pensare che compiere un’azione d’amore nei riguardi di un ammalato per sollevarlo dal peso della sofferenza e del dolore a causa della sua malattia sia errato, perché potremmo interferire nel suo effetto karmico giacché la malattia è stata determinata come menzionato, da una volontà superiore (l’Io superiore) quale compensazione sul piano fisico di un’azione malvagia compiuta dall’io inferiore, cui si è reso in tal modo più imperfetto. Dobbiamo però distinguere l’azione karmica risalente a una vita precedente che ha reso l’io umano più imperfetto, (per cui l’Io superiore cercherà la redenzione attraverso il compenso karmico tramite il dolore, la malattia o una prova fisica, animica o spirituale che dovrà riequilibrare l’imperfezione) e l’azione d’amore che il Maestro o Taumaturgo, può compiere per compassione (nel senso più alto della solidarietà umana) riportando un certo equilibrio psicho-fisico nell’anima umana che è stata oscurata da forze luciferiche e arimaniche che operano attraverso il “Doppio”7 quale è la causa ultima della malattia nell’uomo. Rudolf Steiner nel libro “Le Manifestazioni del Karma”, spiega:

“… in un corpo malato vi è una parte animica guasta che ha subito un influsso non giusto, un influsso luciferico o arimanico; nel momento in cui potessimo portar fuori dall’animico l’influsso luciferico o arimanico, sopravverrebbe l’esatta compenetrazione di anima e corpo, ossia sopravverrebbe salute nell’uomo” (ibidem pag.200).

Stando alle parole qui menzionate da Rudolf Steiner, l’uomo si ammala a causa di un guasto animico in una parte dell’anima dove l’uomo è compenetrato da un influsso luciferico o arimanico. Ma il guasto animico che ha sedotto l’anima da questi influssi negativi causando con ciò lo stato di malattia attraverso il “Doppio”, è dovuto appunto a un’azione  immorale risalente a una o più vite precedenti dove l’Io o la Personalità terrena si rese imperfetta attraverso un’azione karmica egoistica in relazione col suo pensare, sentire o volere, nei riguardi della sua vita soggettiva, comunitaria, oppure di un’azione immorale malvagia incosciente; giacché il male cosciente comincia a nascere solo nella nostra quinta epoca dell’anima cosciente. E in un’altra conferenza Rudolf Steiner mette in evidenza il “Doppio” umano quale responsabile delle malattie organiche che sorgono dal nostro interno animico, dove egli appunto dice:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via» (“Il Mistero del Doppio” O.O. 178, pag. 54).

Queste due citazioni ci fanno prendere coscienza che la malattia nell’uomo è appunto un guasto o un disequilibrio dovuto a un danno nell’ambito della costituzione animica umana causato da un’azione scriteriata dell’Io inferiore cui si rese più imperfetto nei riguardi del consorzio umano e più distante dalla meta divina che deve realizzare. Per ristabilire l’equilibrio e quindi la guarigione nella persona malata, occorre pertanto purificare e risanare il danno nell’anima umana estirpando l’influsso luciferico e arimanico dal corpo astrale e dal corpo eterico, infine, occorre ripristinare l’imperfezione dell’Io terreno in modo da riportarlo nel suo stato originario cui era prima di commettere l’azione karmica negativa. Ma che cos’è il guasto o il danno che genera la malattia animica dovuta all’influsso luciferico e arimanico nell’ambito della costituzione umana? Qual è la sua origine?  A questa domanda risponde Rudolf Steiner tramite una serie di conferenze tenute ad Amburgo e raccolte nel libro citato “Le Manifestazioni del karma”, O.O. n. 120, dove nella decima conferenza egli spiega com’è costituita la materia fisica e animica che avvolge l’essenza umana e quella della nostra Terra, giacché anche questa è un essere spirituale costituito da involucri fisici e animici similmente  com’è costituito l’uomo, ossia “fisico, eterico, astrale e Io”  (vedi: “Le Entità Spirituali nei Corpi Celesti e nei Regni della Natura”, O.O. n. 136). Nel libro citato, Rudolf Steiner spiega che tutta la materia non è altro che “luce” condensata, e tutto l’animico, non è altro che amore modificato; per cui per risanare il danno che genera la malattia occorre che portiamo luce nel corpo fisico oscurato e amore spiritualizzato nell’animico che è stato leso dall’influsso luciferico. Per  meglio spiegare e comprendere questo concetto,  citiamo un estratto dal libro dove egli dice: “Esiste un’essenza fondamentale della nostra esistenza terrestre materiale da cui tutto il fisico si è formato attraverso condensazione. Chiedendo poi quale sia la materia fondamentale della nostra vita terrestre, la Scienza dello Spirito risponde che ogni materia sulla Terra è luce condensata … Ora prendiamo l’altro quesito: che cos’è l’essenza dell’animico? Così come tutto il materiale è luce compressa, altrettanto  ogni moto di carattere animico dovunque si presenti, è in qualche modo amore modificato … Se nell’uomo abbiamo per così dire ficcato l’uno nell’altro, impressi l’uno nell’altro l’interiore e l’esteriore, abbiamo allora la sua corporeità esteriore intessuta di luce e il suo animico interiore intessuto, in modo spiritualizzato, di amore”(Ibidem, 10° conf. Amburgo, 27 maggio 1910, pag 203-204).

Rudolf Steiner, continua dicendo che possiamo in qualche modo rimuovere tutto ciò che causa dolore attraverso l’influsso luciferico apportando amore, e rimuovere l’oscurità nel fisico, apportando le forze d’amore non contaminate da Lucifero  che troviamo nell’ambito della natura, ossia dai  farmaci naturali che vengono estratti dai minerali, vegetali e animali. Ripetendo meglio questo concetto estrapolandolo dal  libro citato, leggiamo: “Vale a dire che esiste per l’uomo la possibilità che gli venga dato aiuto da due parti:”… da un lato fornendogli amore modificato nei processi terapeutici psichici, e dall’altro fornendogli luce modificata nelle maniere più varie nei processi che in qualche modo sono connessi con i processi terapeutici esteriori. Tutto quel che può essere fatto viene dato o con mezzi interiori psichici mediante l’amore, o con mezzi esteriori mediante la luce in qualche modo consolidata» (Ibidem pag. 212). Questo vuol dire che tutti quei processi terapeutici compiuti da guaritori psichici o pranoterapisti (magnetizzatori) anche se fatti in modo incosciente possono agire da balsamo d’amore nei confronti dell’anima depressa; ma possono essi in tal modo compensare anche l’imperfezione del  karma negativo della persona malata, cioè assumendo su di sé il karma dell’imperfezione dell’Io inferiore?  (II. continua)

Collegno,  agosto  2022                   Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

7    Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un entità arimanica che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana, diversamente dal suo fratello luciferico invece che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

L’esperienza dell’uomo da vita a nuova nascita V

Gerusalemme Celeste, Arazzo dell’Apocalisse, Castello di Angers, Francia.

Grazie all’evento del Golgotha, la morte fu vinta nel mondo fisico, e ciò è importante per i morti che stanno nel mondo spirituale. Coloro che accolgono il Cristo nella loro interiorità, rischiarano di nuovo la vita devachianica [planetaria], divenuta un’ombra. Quanto più si sperimenta qui il Cristo, tanto più si rischiara il mondo spirituale … Questo è uno dei misteri più profondi dell’umanità. Cristo discese tra i morti e disse loro: “Sulla Terra è avvenuto qualcosa che toglie la possibilità di dire che quel che là avviene è meno importante di quanto avviene qui. Questa è la buona novella che il Cristo portò ai morti nei tre giorni e mezzo del suo soggiorno tra loro per redimerli; “Miti e misteri dell’Egitto; O.O. 106, pag.136).    Rudolf Steiner

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita V

Come abbiamo visto dall’articolo precedente l’uomo terreno o se vogliamo l’io inferiore o, la Personalità umana, fu diviso dall’Adamo celeste o Io superiore cioè la nostra Individualità umana quale immagine archetipica creata da Jehovah, a causa degli spiriti della Forma luciferici rimasti indietro durante la loro evoluzione sull’antica Luna. La nostra Individualità umana superiore è l’essenza spirituale dell’uomo che s’incarna in ogni vita, ma non scende mai fino al livello terreno; essa non cambia mai è sempre la stessa, ma, come dire riflette una parte di se stessa, un’immagine riflessa imperfetta nel corpo astrale umano. La causa di ciò fu dovuto a che spiriti angelici luciferici rimasti indietro al livello umano sull’antica Luna, non potendo proseguire la loro evoluzione a un gradino superiore insieme ai loro fratelli angelici più evoluti, fu permessa dagli Dei d’inserirsi come del parassita nel corpo astrale degli uomini provenienti dall’antica evoluzione lunare, quasi nel medesimo istante in cui gli Spiriti della Forma o Elohim solari e lunari, facevano fluire il loro Io nel corpo astrale dell’uomo. In questo modo questi spiriti luciferici conferirono agli uomini la possibilità di divenire liberi svincolandosi dall’autorità degli Spiriti della Forma o Potestà, di conseguire cioè attraverso il discernimento del bene e del male quell’autoconoscenza autonoma individuale superiore, in grado di elevarsi fino alle sfere cosmiche degli stessi creatori. Nella Bibbia questo fatto viene descritto così:

«Il Signore Dio disse allora: “Ecco l’uomo è diventato come uno di noi, per la conoscenza del bene e del male. Ora, egli non stenda più la mano e non prenda anche dell’albero della vita, ne mangi e viva sempre!”».

Questi spiriti luciferici dunque se da una parte diedero all’uomo la possibilità di conseguire una coscienza autonoma e libera, dall’altra gli diedero però anche quello di compiere il male, quel male cosciente che può distruggere l’anima umana facendo sì che non superi il gradino evolutivo umano terrestre e ricada in un’animalità ancor più peggiore di quell’antica lunare,  dimodoché  non realizzi  la sua meta divina quale  decima gerarchia angelica nel prossimo eone di Giove; ossia  gli sarà precluso di entrare nella “Gerusalemme Celeste” come preannunciato dall’Apocalisse di Giovanni; (Apocalisse 21,10-22). Pertanto come possiamo vedere la discriminazione da parte del maschio nei riguardi della femmina è un fatto risalente agli eventi biblici  quale colpa della tentazione che viene attribuita  alla donna, dietro la cui immagine biblica però, è invece nascosto come menzionato il mistero umano dell’incorporazione da parte di esseri luciferici nel corpo astrale dell’uomo. Con ciò  l’uomo conseguì la possibilità di conquistare attraverso il discernimento del bene e del male il libero arbitrio, cioè la libertà di esimersi dal divenire un semplice specchio divino. Se gli spiriti luciferici non fossero intervenuti  contrastando l’evoluzione umana l’uomo si sarebbe divinizzato già durante l’Epoca Atlantica, ma sarebbe divenuto un semplice specchio, uno specchio che avrebbe rispecchiato semplicemente le immagini della natura  esteriore.  Nella Bibbia difatti, è descritto un fatto immaginativo dove il “Tentatore” (serpente) cioè Lucifero, convince Eva la compagna di Adamo a mangiare il frutto proibito da Dio, cioè la “mela”,ovverosia la coscienza inferiore o manas inferiore  . La conoscenza manasica che questi spiriti luciferici immisero nel corpo astrale dei nostri progenitori biblici, diede loro la possibilità di elevarsi da uomini-animali lunari a uomini intelligenti morali che con l’aprirsi degli occhi, si avvidero di un mondo esterno da Dio e nello stesso istante, presero coscienza della loro nudità, cui per la vergogna si coprirono con le foglie di fico. La storia continua dove Dio rivolgendosi verso i due progenitori umani, dice loro che da ora in poi sperimenteranno le sofferenze e la morte umana non potendo  più mangiare dall’albero della vita, quindi vengono  scacciati dal consesso divino dopo che Jehovah li ha rivestiti con delle tuniche di pelli; ossia con la polvere lunare (Genesi  3,1-22). 

Dietro questa immagine cosmica – umana, che in realtà dobbiamo collocare ancora nel mondo astrale dove un occhio fisico non era ancora in grado di vedere nulla giacché è ancora tutto in una forma spirituale, è nascosto il dramma di altri esseri umani che sull’antica Luna appunto non maturarono il loro Io umano restando indietro nell’evoluzione cosmica lunare e che abbiamo chiamato “spiriti luciferici”. In realtà ci sono diversi spiriti luciferici che appartengono a diverse classi umane e divine che sono rimasti indietro durante l’evoluzione degli antichi stati di coscienza planetari di Saturno, Sole e Luna. Vogliamo qui considerare gli spiriti luciferici più vicini all’uomo, vale a dire quelle classi super-umane appartenenti alla terza gerarchia che sono rimasti indietro fin dall’antico stato di coscienza saturnia, ossia gli spiriti della Personalità o Archai che vengono chiamati anche Asura o spiriti delle tenebre. Questi spiriti asurici sono tre gradi superiori all’uomo, i quali non superarono il loro gradino umano sull’antico Saturno e per questo divennero spiriti del male; sono dei grandi maghi neri secondo le rivelazioni di Rudolf Steiner. Questi spiriti malefici sono entrati solo da poco tempo nel nostro quinto periodo di cultura inserendosi nell’evoluzione dell’anima cosciente e perciò entro l’Io umano, che trova in essa maggiormente la sua manifestazione. Attraverso l’anima cosciente non cristianizzata può quindi l’Io umano che con essa è maggiormente congiunto, essere tentato da questi spiriti asurici a compiere quel male cosciente in quanto operano con le loro forze malvagie sulla volontà umana. Pertanto, l’Io umano, non avrà più la possibilità di compensare e redimere l’imperfezione malefica arrecatagli da questi spiriti asurici, perché gli Dei non crearono alcuna azione da parte dell’uomo contro di essi. Se contro Lucifero gli Dei crearono la sofferenza e il dolore e contro Arimane la legge della reincarnazione e del karma, contro questi spiriti asurici del male, gli Dei non possono far nulla; giacché è una questione che riguarda solo l’uomo, cioè la sua elevazione quale decima gerarchia divina; ciò che questi spiriti riescono a strappare dall’Io umano attraverso l’anima cosciente sarà irrimediabilmente perduto!

Pertanto alla fine dell’eone terrestre le anime che avranno commesso quel male cosciente divenendo succube di questi spiriti asurici, arriveranno alla meta finale terrestre in parte lese, cioè imperfette, perché mancherà loro quelle parti di esperienze sottrattegli dagli Asura che gli avrebbe permesso di superare il livello umano; ciò potrà  essere compensato solo da elevati Maestri cristiani, se le persone in questione avranno nel momento accolto l’Impulso del Cristo.  In una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Berlino il 22 marzo 1909, leggiamo: «E nell’epoca che ora verrà, saranno delle entità spirituali denominate gli Asura che si insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo l’io dell’uomo (perché l’io sorge nell’anima cosciente). Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca atlantica o degli spiriti luciferici nell’epoca Lemurica. Il male che gli spiriti luciferici, insieme al beneficio della libertà, hanno arrecato all’uomo,l’uomo lo espierà tutto quanto durante il corso dell’evoluzione terrestre. Il male che gli spiriti arimanici hanno portato, potrà essere rimosso nel corso del divenire, grazie alla legge karmica. Ma quel male che sarà arrecato dalle potenze asuriche, non potrà similmente essere espiato. Se gli spiriti buoni hanno dato all’uomo dolori e sofferenze, malattia e morte  affinché, nonostante la possibilità del male, egli potesse evolversi ulteriormente, se gli spiriti buoni hanno dato, in contrapposizione alle potenze arimaniche, la possibilità del karma, per pareggiare l’errore,  non sarà invece altrettanto facile contrapporsi agli spiriti asurici durante il corso dell’esistenza terrestre. Perché questi spiriti riusciranno ad ottenere che tutto quanto sia da loro afferrato (ed è proprio la zona più profonda ed intima dell’uomo, l’anima cosciente con l’io), che l’io dell’uomo si congiunga con la sfera materiale della Terra. Pezzo per pezzo, verranno estirpate dall’io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza. Quanto cade preda delle potenze asuriche è irrevocabilmente perduto. Non è che l’uomo debba cadere intero in loro mano; ma dallo spirito dell’uomo verranno tagliati fuori, ad opera delle potenze asuriche, dei pezzi» (“Influssi luciferici, arimanici e asurici”, O.O. 137 ).

Una seconda categoria di spiriti luciferici che agisce da tentatori malefici nell’ambito dell’anima umana è conosciuta dalla Scienza antroposofica come esseri arimanici il cui capo è Arimane che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”. È uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli rimasti indietro durante la loro evoluzione umana sull’antico eone solare, dove non riuscirono a completare la loro perfezione dell’Io umano. Come gli Asura, anch’essi non possono unirsi ai loro antichi fratelli solari e operano dal mondo astrale nel mondo materiale entro il quale, ne fanno una loro specifica sfera dove manifestano pienamente la loro natura arimanica nel mondo elementare; mentre svolgono un’azione diversa nella natura umana e in modo particolare, nell’anima razionale.  Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; (Ibidem, pag.149). Questi spiriti pur non essendo saliti a un gradino divino sono molto superiori all’uomo normale, giacché sono più avanti di due evoluzioni cosmiche cui un uomo normale non può redimerli da solo, ma solo tenerli a bada se ha accolto in sé l’Impulso del Cristo. Essi potranno essere redenti solo nel lontanissimo eone futuro dello stato di coscienza cosmico di Giove; (vedi la nota 3).

Infine abbiamo una terza categoria di spiriti luciferici i quali sono di natura meno malefica delle altre due classi, il loro capo è Lucifero e appartiene alla categoria angelica rimasta indietro durante l’antica evoluzione lunare. Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo; egli è rappresentato nell’immagine biblica come il “Serpente” tentatore che invita Eva e Adamo a mangiare la mela, il frutto proibito da Dio dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”.  Gli Angeli  durante l’eone dell’antica Luna attraversarono la loro evoluzione umana, così come ora l’uomo attraversa il suo stato umano; fu così che alcuni uomini-angeli non riuscirono a perfezionarsi, restando indietro al loro gradino lunare. Quando essi si presentarono nel seguente stato di coscienza cosmico o eone terrestre, avvenne che durante la ripetizione del terzo stato lunare cioè nell’Epoca Lemurica15, dovettero separarsi dai loro fratelli solari non  essendo in grado di sopportare le pure forze del Sole; per cui dovettero restare al livello umano lunare come spiriti ritardatari, per questo luciferici, ma a un grado superiore degli uomini, i quali erano ancora al livello animale conseguito durante l’evoluzione dell’antica luna.  Essi si dicono luciferici, perché il loro operare nell’evoluzione cosmica agisce come inibitore delle forze progressiste solari degli altri Dei, per questo diventano spiriti di contrasto, i quali vogliono mantenere lo “status quo” dell’eone precedente; il loro capo o l’anima di gruppo di questi angeli luciferici, è conosciuto appunto come Lucifero. In realtà “Lucifero” è un’entità ostacolatrice demoniaca molto complessa che appartiene a tutte le classi gerarchiche divine superiori a cui si contrappone; dagli Angeli fino ai Serafini ma con manifestazioni diverse, secondo la gerarchia di appartenenza.  

L’entità “Lucifero” appartiene agli antichi Spiriti di Saggezza rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antico Sole, quando a livello di Potestà sacrificarono il loro corpo eterico all’uomo, cui Lucifero era fratello del Cristo e reggente del pianeta Venere, il quale avendo terminato la sua missione cosmica – terrestre di contrasto, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha. Si tratta del ladrone che è crocefisso alla destra di Gesù di Nazareth e che è chiamato dalla Chiesa cattolica S. Dismas, il quale secondo la Scienza dello Spirito ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; egli è anche il mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner nel libro “L’Oriente alla luce dell’Occidente”, dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; (Ibidem, O.O. 113 pag.128).  All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico angelico, purificando il suo corpo astrale con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove. Occorre ancora aggiungere che è importante che l’umanità comprenda questo nuovo aspetto della redenzione di Lucifero, il quale è divenuto il nuovo spirito cosmico solare al posto del Cristo, per il fatto che il Cristo lasciò il Sole per unirsi all’uomo di Nazareth e alla sfera terrestre quale nuovo Sole in divenire, giacché potrà beneficiare del suo aiuto dopo la morte per salire verso i mondi spirituali delle sfere superiori.   (V. continua)

Collegno,  agosto  2022

Agg.   Novembre  2022                                            Antonio Coscia

Note Antroposofiche

15     Durante il quarto stato di coscienza cosmico o eone della nostra Terra, prima di iniziare la vera evoluzione terrestre, vengono ripetuti a stati superiori i tre stati di coscienza cosmici evolutivi antichi di Saturno, Sole e Luna, i quali si riflettono poi dopo, nelle prime Epoche evolutive terrestri, cioè; “L’antico Saturno nella prima Epoca Polare; l’antico Sole nella seconda Epoca Iperborea e l’antica Luna durante la terza Epoca Lemurica”. Segue poi l’Epoca Atlantica e dopo la sua fine col diluvio universale, la nostra quinta Epoca Postatlantica  che è la ripetizione su di un livello più alto dell’Epoca Lemurica, cui seguirà la ripetizione dell’antico Sole nella sesta Epoca Postatlantica e infine, la ripetizione dell’antica Luna nella settima Epoca Postatlantica.    

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita IV

Arte spirituale di Daniel B. Holeman

Nelcampo della Scienza dello Spiritocon il nostro sentire dobbiamo sempre più accompagnare il nostro conoscere. Non è bene se con il nostro sentire rimaniamo indietro. Mentre via via conosciamo aspetti diversi e più alti della Scienza dello Spirito, dobbiamo saper sviluppare sentimenti di maggiore devozione per i segreti del mondo, segreti che in definitiva riconducono ai segreti dell’essere umano In questo calore spirituale, chiarificatore delle nostre sensazioni e dei nostri sentimenti, sta in definitiva il giusto progredire nella Scienza dello Spirito.

 Rudolf  Steiner (Lipsia, 22 febbraio 1916 da O.O. 168).

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita IV

Riassumendo in breve l’articolo precedente abbiamo visto che l’uomo è formato dagli Dei della prima e seconda gerarchia spirituale attraverso millenni o stati di coscienza cosmici in cui la nostra Terra, ossia il sistema planetario, ha attraversato tre incarnazioni cosmiche che abbiamo chiamato Saturno, Sole e Luna, dove ogni Entità divina gerarchica dona una parte dei suoi arti cosmici alfine siano preparati i germi spirituali di due correnti spirituali umane, di cui: una superiore formata da Atma o Uomo Spirito, Budhi o Spirito Vitale e Manas o Sé spirituale. E una seconda corrente inferiore formata da un corpo fisico di calore (Fantoma), corpo eterico e un corpo astrale che alla fine dell’antica epoca lunare, l’uomo inferiore si presentava come un essere animale entro il quale gli Dei fecero fluire il germe dell’anima senziente e dell’anima razionale, elevando così una parte di uomini-animali a un gradino di animale superiore più perfetto. Cosicché sull’antica Luna abbiamo quattro regni di esseri umani di cui quelli più evoluti che erano gli uomini-angeli, poi uomini-animali maggiormente evoluti, uomini-animali che restano indietro a un gradino inferiore animale e altri uomini che restano ancora più indietro al gradino vegetale. Abbiamo poi visto che nell’eone seguente lo stato terrestre, ossia la quarta incarnazione della Terra (inteso come sistema planetario), gli Dei creatori, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma (Potestà, Exusiai), si uniscono in un’unità armonica e tramite le loro forze creatrici creano un essere complesso, un Elohimità che nella Bibbia è chiamato Signor Iddio o Jehovah e che Rudolf Steiner chiama Jahve-Elohim. Attraverso Jahve-Elohim le sette divinità creatrici (nella Bibbia sono tradotte al singolare di Dio), possono ora elevarsi con l’aiuto di un’altra Entità ancor più complessa, raggiungendo l’altissima sfera della “Parola cosmica” dove accolgono una parte del fuoco divino della Divinità Trina, ossia il principio dell’Io quale micro-logos divino e vero nucleo dell’uomo superiore che abbiamo chiamato Adam Kadmon. Quest’uomo ancestrale eterico superiore, verso la fine dell’Epoca Iperborea fu separato dalle Entità lunari e terrestri dal Cristo che insieme alle Entità divine superiori e alle sostanze solari più pure (tra cui quelle della corrente umana superiore di Manas, Budhi e Atma), si allontana col Sole lasciando insieme Terra e Luna perché le Entità solari avevano bisogno per la loro evoluzione superiore una dimora più elevata, giacché più rapida di quelle dell’Entità della Luna e della Terra; ciò avvenne durante l’Epoca dei Pesci, vale a dire quando il Sole durante il solstizio di primavera nasceva nella direzione della Costellazione dei Pesci. Il Cristo unì di nuovo durante gli eventi di Palestina, l’uomo superiore o Vero Io insieme all’anima superiore Manas, Budhi e Atma, col corpo di Gesù di Nazareth che divenne il nuovo Archetipo umano dell’umanità, attraverso cui ogni uomo può ora tramite l’Impulso del Cristo11 avere la possibilità di unirsi alla sua immagine spirituale superiore o “Vero Io”, prima però occorre che ognuno si elevi allo stato superiore del Sé spirituale cioè al suo “Io superiore”, di cui diremo più avanti. 

Vogliamo ritornare di nuovo all’inizio dell’Epoca Lemurica, laddove dopo la separazione del Sole da parte del Cristo cui aveva portato con sé le Entità superiori solari alfine che l’evoluzione umana potesse continuare a evolversi e perfezionarsi secondo le forze terrestri, occorse un sacrificio da parte di uno tra i più elevati degli Elohim solari, cioè Yahveh o Jehovah che rinunciando alle sue forze solari superiori divenne il “reggitore” della sfera Lunare. Grazie dunque al sacrificio di quest’altissimo Spirito della Forma o Eloah lunare, la corrente umana inferiore fu elevata e plasmata da uomo-animale a uomo superiore, avendo ricevuto una parte del suo fuoco divino creatore. Vale a dire che gli Spiriti della forma avendo maturato sull’antica Luna la parte più bassa della loro natura divina settemplice12, cioè l’“Io”, poterono ora donarlo all’uomo durante lo stato terrestre del primo terzo dell’Epoca Lemurica, facendolo fluire nel corpo astrale o nell’anima umana. Dobbiamo pensare che dicendo “uomo” è inteso tutta l’umanità, dove invece nella Bibbia è menzionato il solo archetipo umano rappresentato da Adamo che viene plasmato da Jehovah, quando gli insuffla attraverso il suo alito divino, una parte del Suo spirito, ossia l’Io superiore, cosicché l’uomo divenne un’anima vivente. In realtà qui si tratta di tutta l’umanità che come tante spugnette accolgono una goccia del fuoco divino dagli Spiriti della Forma o Potestà, elevandosi al di sopra della loro animalità lunare. Come possiamo vedere l’uomo-animale lunare viene trasformato da Jehovah in uomo superiore terrestre, cosicché da uomo-animale orizzontale (la linea dell’animalità), si eleva a uomo verticale (la linea divina della verticalità), conseguendo con questo il rango “Umano” qual essere della decima gerarchia in divenire. Come possiamo vedere l’uomo viene costituito dagli Dei attraverso dei lunghi periodi di Epoche o stati di coscienza e non come viene tradotto dalla Bibbia in un solo giorno, cioè il sesto giorno; (Genesi 1,26-31).  Pertanto abbiamo visto che nel primo capitolo della Genesi viene creata dai sette Elohim solari l’umanità celeste macrocosmica, il cui rappresentante androgino eterico è stato chiamato Adam Kadmon: «E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen. 1,26-27)». Nel secondo capitolo della Genesi dopo le considerazioni che abbiamo fatto finora, dobbiamo vedere una prosecuzione della creazione e separazione dell’umanità androgina astrale dell’uomo, questa volta però soltanto da parte dell’Eloah lunare Jehovah o Jahve-Elohim.  È una seconda creazione cui l’uomo o l’umanità viene come dire compressa, cui va solidificandosi sempre più in modo da diventare uomini terrestri cosicché  lo spirito umano possa evolversi e rafforzarsi sperimentandosi attraverso la massima densità della materia fisica. Non si tratta dunque della stessa creazione che gli esegeti biblici attribuiscono ai due capitoli biblici (Genesi 1,26 e 2,7), affermando che appartengono a due correnti spirituali diverse secondo che siano “jahvista o Elohista”, ma è una seconda creazione in cui viene creata una seconda generazione umana terrestre plasmata da Jahve-Elohim, cioè Adamo, cui non può che essere un altro androgino la cui forma non è ancora solida, ma è una forma astrale entro la quale Yahve-Elohim fa fluire il suo Io planetario, ovvero l’archetipo dell’umanità “Adamo”. A questo punto dell’Epoca Lemurica, l’uomo inferiore è costituito da un corpo di “calore, acqua e aria, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io”, il quale è separato dalla sua natura spirituale superiore e dal suo vero nocciolo o uomo superiore, cioè il Vero Io che riposano insieme nel grembo divino degli Spiriti della Forma solari.

L’Epoca Lemurica fu una delle epoche più lunghe in cui il Sole dovette fare un doppio giro dello Zodiaco per perfezionare e formare l’uomo di acqua quale ripetizione dell’uomo-animale astrale lunare, per cui i fatti biblici iniziano con il quarto stato o eone terrestre con la ripetizione a un livello più alto dell’Epoca Polare quale ripetizione dell’antico Saturno, cui la Terra appare in uno stato oscuro di calore. Poi abbiamo l’Epoca Iperborea, quale seconda ripetizione dello stato solare dell’antico Sole, cui la Terra appare come una sfera di calore e gas luminosa. Dopodiché dopo una breve pausa (Pralaya) inizia l’Epoca Lemurica che al calore e all’aria si aggiunge ora (perché la sfera planetaria viene maggiormente compressa dagli Dei) il terzo elemento dell’acqua, cui il Sole che da pianeta, e diventato “Stella”13, deve a questo punto separarsi dall’insieme dei due pianeti Luna e Terra in modo da permettere alla materia astrale di solidificarsi maggiormente, cosicché come menzionato, ogni gerarchia divina, e umana possa evolvere secondo il giusto equilibrio delle loro forze animiche lunari e terrestri. Durante la lunga Epoca Lemurica avviene appunto che Sole, Luna e Terra raggiungono il perfetto equilibrio in modo che gli Spiriti della Forma o Elohim solari, gli uomini-angeli e gli uomini-animali, possono salire al loro gradino corrispondente di “Potestà, Angelo e Uomo”, secondo la loro velocità evolutiva. Durante il secondo giro e nel secondo terzo dell’Epoca Lemurica, iniziò la divisione dei sessi che come spiegato si concluse circa alla metà dell’Epoca Atlantica, con le anime che iniziarono a ripopolare la Terra attraverso l’accoppiamento sessuale che era diretto allora dagli Dei lunari, fino a quando nell’Epoca Postatlantica divenne un atto esclusivo della volontà umana, spinto però dal desiderio luciferico, lo stesso impulso tentatore che fa commettere il peccato originario ai nostri antenati biblici. Chi è Lucifero? Perché Dio permise che un’Entità dell’ostacolo fosse presente nel “paradiso terrestre?”. Siamo qui di fronte a un mistero cosmico-dvino che ci viene svelato dalla visone chiaroveggente di Rudolf Steiner, laddove egli dice che Lucifero è un essere che appartiene a diverse categorie gerarchiche delle diverse gerarchie spirituali che ha il compito di ostacolare la giusta evoluzione normale degli Dei del progresso. Le entità luciferiche che interessano a noi sono prima di tutto quelle entità divine appartenenti alla categoria degli Spiriti della Forma che sull’antica Luna restano indietro a livello di Archai, per il fatto che non maturano il loro Io.  Pertanto nell’eone terrestre, quando i loro fratelli più elevati, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma normali fanno fluire il loro Io nel corpo astrale dell’anima umana, vollero fare altrettanto gli Spiriti della Forma o Archai luciferici rimasti indietro durante l’eone lunare.  Ma essi non avendo maturato l’Io, fecero fluire nel corpo astrale dell’uomo soltanto le loro forze astrali impure non purificate, cosicché il corpo astrale umano si divise in due parti: una parte astrale umana più pura e luminosa, dove gli Spiriti della Forma (il cui reggente lunare è Jahve-Elohim) fecero fluire l’Io altruista o Io superiore nel corpo astrale umano virginale proveniente dall’antica Luna  e, una parte astrale umana più impura e oscura, dove gli Spiriti della Forma luciferici fecero fluire le loro forze astrali più basse da cui si formò l’io egoista inferiore che prese la via dell’incarnazione terrena e che nella Bibbia è descritto come la “cacciata dal paradiso terrestre”; (Genesi 3,20-24; e rivista Antroposofia ottobre-dicembre 1986, pag. 156) .Intanto un altro fatto cosmico venne ad aggiungersi a questi eventi menzionati, e cioè quello di alcuni esseri luciferici appartenenti alla categoria angelica che durante l’evoluzione dell’antico stato lunare restarono indietro a livello di uomini-angeli. Essi non progredirono superando il gradino umano e per cui nell’ambito dello stato terrestre si presentarono appunto come entità luciferiche il cui capo lo conosciamo come Lucifero, ossia il “Demonio”, che non va confuso con l’altro tentatore superiore appartenente alla categoria arcangelica rimasta ancora più indietro durante la loro evoluzione sull’antico Sole come uomini-arcangeli arimanici e che il loro capo è conosciuto come “Satana”.  Per cui queste due categorie umane-divine cui potremmo definirli dei “super-uomini” luciferici-arimanici rimasti indietro durante le passate evoluzioni cosmiche, non potendo proseguire il loro perfezionamento insieme ai loro fratelli più evoluti, né quello di potersi incarnare come uomini normali sulla nostra Terra, l’unico modo fu di permettere loro di unirsi al corpo astrale umano come dei parassiti.  In tal modo gli Dei diedero all’uomo la possibilità di emanciparsi come semplice specchio divino e di conquistare la coscienza libera e autonoma attraverso il discernimento del bene e del male; dall’altra diedero la possibilità agli spiriti luciferici di evolversi attraverso l’uomo e di poter essere redenti da questi con l’aiuto del Cristo, cosicché possano di nuovo integrarsi e riunirsi alla sfera superiore dei loro fratelli solari. (IV. Continua).

Collegno, agosto 2022                                        Antonio   Coscia     

Note Antroposofiche

11   L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra sia in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico per chi non ha ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come Maestro Gesù. Il Cristo, nei tre anni di convivenza negli involucri animici-spirituali di Gesù di Nazareth, non-solo ripristinò le quattro parti costitutive umane, ossia: “Il corpo fisico (Fantoma)14, l’eterico, l’astrale e l’Io terreno”, ma plasmò dal vecchio corpo fisico antico di calore di Saturno che Rudolf Steiner chiamò “Fantoma”, un altro corpo fisico spirituale più elevato e luminoso, vale a dire il corpo di resurrezione. Affinché l’umanità possa continuare la sua evoluzione verso gli stati superiori di coscienza chiamati “Giove, Venere e Vulcano” in modo da  ri-unirsi al proprio creatore, deve accogliere in sé il corpo di resurrezione del Cristo. Ciò può farlo solo accogliendo l’Impulso del Cristo e risvegliando la “Coscienza del Cristo” nella parte subcosciente della sua anima.  Occorre pertanto unirsi al corpo di resurrezione, ma non come pensa la teologia cattolica alla fine dei tempi! Possiamo già farlo nella nostra epoca dell’anima cosciente per il fatto che il Cristo secondo l’economia spirituale ha moltiplicato per ogni uomo della Terra il corpo di resurrezione, quando egli realizza in sé il motto di Paolo: “Non Io ma il Cristo in me”.

       Questi due impulsi spirituali furono generati dall’azione del Cristo nella Sua discesa in un corpo umano che divenne poi visibile e oggettivo quando i romani nell’arrestare Gesù nel giardino dei Getsemani, si accorsero di un ragazzo che lo seguiva a distanza cui essi cercarono invano di prenderlo, ma riuscirono solo a togliergli di dosso il lenzuolo lasciandolo nudo.  Questo episodio è descritto solo nel vangelo di Marco, laddove egli dice: “Un certo giovane lo seguiva, avvolto solo in un panno di lino e lo presero, ma egli, lasciando andare il panno di lino, se ne fuggì nudo” (Mc 14,51-52). Rudolf Steiner ci rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo.  Questo Impulso spirituale creato dal Cristo nel mondo umano, è dato affinché l’umanità possa accogliere il Vero Io del Cristo senza che il suo io terreno venga sopraffatto, annullato dalla potenza dell’Io Sono cosmico del Cristo. Per questo l’umanità deve rivestire questo archetipo spirituale, questo Io superiore cosmico rimasto nudo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possa unirsi al “Vero Io cosmico del Cristo”, in modo da superare le catastrofi future. La prima catastrofe avverrà alla fine della nostra quinta Epoca (la guerra di tutti contro tutti), la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe (vedi la nota 2 della Tav. 1). Possiamo rivestire questa Entità spirituale del Cristo  se sviluppiamo in noi alcune virtù cristiane quali: “La fede e la meraviglia, l’amore e la dedizione verso il prossimo e lo sviluppo della coscienza morale nelle nostre azioni verso gli altri”; sono le virtù animiche spirituali che dobbiamo sviluppare, affinché la futura umanità possa essere salvata e superare le prove finali col male e con la magia nera asurica  in un futuro ancora remoto, ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura. Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Sé cosmico superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, (“(L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo)”.

12   Gli Spiriti della Forma come tutte le divinità del nostro sistema planetario sono costituiti similmente come la natura settemplice dell’uomo. Mentre l’uomo ha come parte più bassa il corpo fisico, poi un corpo eterico, un corpo astrale e l’Io; poi ha tre arti o corpi superiori, cioè Manas, Budhi e Atma quale trasformazione del lavoro di purificazione che l’Io compie nei suoi arti inferiori. Questi germi o arti spirituali superiori, sono per adesso inglobati nell’Io superiore e saranno sviluppati e perfezionati nei prossimi eoni o stati di coscienza cosmici di Giove, Venere e Vulcano, ma che comunque già nel corso del nostro eone terrestre dovranno essere sviluppati in modo parziale. Gli Spiriti della Forma o Potestà diversamente sono esseri spirituali che hanno sviluppato perfettamente i loro arti inferiori attraverso diversi eoni cosmici, per cui pur essendo costituiti in modo settemplice come l’uomo, i loro arti sono invece arti cosmici e macrocosmici. Vale a dire che mentre il corpo astrale di un Arcangelo avvolge come in una nuvola un singolo popolo umano, il corpo astrale di ogni singolo Spirito della Forma o Potestà è grande quanto un pianeta. Essi dopo aver donato all’uomo il loro arto inferiore cioè l’Io umano, sono costituiti ora da un Sé spirituale, da uno Spirito Vitale, dall’Uomo Spirito e da un quarto corpo che similmente all’Io umano è come un loro centro; poi hanno ancora tre corpi superiori macrocosmici che dovranno sviluppare nei prossimi eoni cosmici di Giove, Venere e Vulcano.

13   Il nostro Sole prima di diventare Stella era un Pianeta, difatti prima deve passare come un semplice Pianeta, attraverso tre metamorfosi cosmiche affinché possa diventare una Stella.  Il nostro Sole difatti, nasce all’epoca dell’antico Saturno, il quale si presentava come una sfera di calore buia che si estendeva fin oltre i confini dell’attuale Saturno. Esso poi si condensò e divenne luce durante l’antico Sole, ma la sua luce illuminava solo l’interno del sistema planetario. Poi sull’antica Luna divenne una Stella che iniziò a brillare spiritualmente anche esternamente gli altri pianeti del sistema planetario astrale, e finalmente divenne una Stella fissa durante la quarta metamorfosi dell’eone terrestre.  Esso, pertanto, ha come dire due porte, di cui una si apre al sistema cosmico planetario come Pianeta, e l’altra si apre al mondo stellare come Stella, di un sistema solare.

14   Il Fantoma è il vero corpo fisico dell’uomo costituitosi sul primo stato o eone evolutivo di coscienza cosmica dell’antico Saturno, quale dono degli Spiriti della Volontà o Troni che durante l’Epoca Lemurica venne guastato dalla tentazione luciferica, cioè col peccato originario, e che durante l’epoca terrestre finì col deteriorarsi ancor di più a causa delle forze luciferiche e arimaniche che spinsero l’uomo verso un egoismo smodato cui fu necessario l’intervento del Cristo. Il Cristo difatti durante i tre anni vissuti sulla Terra, ripristinò il Fantoma umano di Gesù di Nazareth entro il quale s’incorporò nel fiume Giordano tramite il Battesimo del Battista, riportandolo al suo stato originario saturnio.  Nei tre giorni dopo la morte sulla croce trasse dal Fantoma un altro corpo più spirituale superiore con il quale il Cristo poté risorgere la domenica mattina di Pasqua, vale a dire con il corpo di resurrezione che ogni uomo può accogliere in sé e con il quale può mantenere desta la sua coscienza terrena dell’io, anche dopo la morte. È il corpo con cui l’umanità potrà continuare la sua evoluzione nel prossimo quinto stato di coscienza o eone di Giove.    

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita III

Immagine rappresentativa dell’anima dopo la morte

Dall’altro lato, dal lato spirituale, guardando indietro al momento della morte, essa appare di continuo come la vittoria dello spirito, come il faticoso liberarsi dello spirito dal corpo fisico. Questo evento spirituale sublime accende in noi quella che dopo la morte è la nostra coscienza dell’io. Per tutto il periodo tra morte e rinascita  abbiamo una coscienza dell’io non soltanto simile a quella che abbiamo qui  nella vita fisica, ma l’abbiamo persino in un senso molto più elevato; (“L’evento della morte e i fatti del dopo-morte”, O.O. 168).     Rudolf   Steiner

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita III

Per rispondere alle domande postaci sul significato della nostra esistenza e sul mistero della morte umana, occorre che prendiamo consapevolezza prima di tutto della nostra costituzione umana, animica e spirituale, in modo da capire che cosa resta di noi dopo la morte. Il pensiero materialista moderno crede che l’uomo sia un essere fisico complesso formato da miliardi di cellule fisiche che aggregandosi tra loro formano tutta la struttura solida, liquida, gassosa e nervosa dell’uomo, attraverso cui si manifesta la mente o psiche umana, quale essenza o “anima” individuale, cui fa di ogni essere, un individuo a sé. Il pensiero teologico non va molto più oltre, asserendo che l’uomo è un essere costituito di corpo e anima e che l’anima a sua volta ha un quid spirituale più sottile donato da Dio durante l’atto creativo sessuale tra maschio e femmina, cui eleva spiritualmente l’uomo a un livello superiore del singolo animale. Se così fosse, resterebbe ben poco dell’uomo dopo la morte! In realtà l’uomo va visto come un essere fisico-animico e spirituale molto complesso, un microcosmo quale riflesso del macrocosmo entro il quale operano gli Dei e l’uomo celeste superiore creato dall’insieme dei sette Elohim creatori solari e dalla collaborazione di tutte le gerarchie divine spirituali, dai Serafini fin giù alla sfera degli Angeli.

Nel primo capitolo della Bibbia è scritto che Dio, ossia il complesso dei sette Elohim solari appartenenti alla seconda gerarchia delle Potestà (Spiriti della Forma o Exusiai, secondo la nomenclatura antroposofica o greca), dopo aver collaborato singolarmente alla creazione del nostro universo, per creare l’uomo occorreva loro qualcosa in più di come avevano fatto finora separatamente con l’aiuto delle gerarchie superiori; essi come dire devono fare di più, devono elevarsi verso quell’altezza vertiginosa oltre lo Zodiaco, in modo da ricevere aiuto dal mondo divino che opera al di sopra dei Serafini. Devono per questo unirsi insieme e, in una perfetta sintesi armonica, trascendere loro stessi per chiedere aiuto alla Divinità Trina, a quell’Essere inaccessibile per qualsiasi intelletto umano e che nell’esoterismo cristiano è chiamato per antonomasia “Dio Padre”7, il quale possiamo solo presagire la Sua esistenza giacché nessun iniziato per quanto possa essere evoluto chiaroveggentemente, può toccare la Sua sfera macrocosmica esistente oltre le Stelle fisse dello Zodiaco. Cosicché dalla loro unione nacque un essere spirituale superiore, una specie di “alter ego” settemplice che Rudolf Steiner nel libro “Genesi” O.O. 122, chiama Elohimità8; un essere “sobornico” molto complesso, costituito spiritualmente di ogni singolo Elohim. Rudolf Steiner a pag. 118, continua dicendo che i sette Elohim solari tramite il loro alter ego possono ora operare elevandosi in modo unitario fino a quella sfera altissima divina, là dove attraverso un processo molto complicato l’unità degli Elohim  poté accogliere dalla sfera della “Parola cosmica” un frammento del fuoco divino creatore, una pura essenza divina – spirituale che nella Scienza antroposofica è chiamato “Scintilla divina” o “Vero Io” il quale è il vero nucleo spirituale dell’uomo celeste macrocosmico superiore della natura umana.  Per meglio dire, dal mondo o sfera della “Parola cosmica creatrice” esistente di là dallo Zodiaco o mondo stellare, i sette Elohim solari tramite il loro alter ego che, a suavolta, entrò in relazione con un altro essere9 sobornico a lui superiore molto complesso, accolsero un frammento del fuoco divino dalla Divinità Trina del nostro sistema solare, cioè un “Io” divino macrocosmico che nella Cabala ebraica (Qabbālāh) è chiamato Adam Qadmon o Kadmon, l’Uomo del principio, l’essere ancestrale androgino proveniente appunto dal mondo della Parola o Logos creatore, cioè dalla stessa sfera cosmica da cui proviene il “Cristo”. Pertanto tra il Cristo quale “Logos superiore” e il Vero Io umano quale “logos inferiore”, esiste un’affinità spirituale cui rese possibile al Cristo durante gli eventi di Palestina di congiungersi con l’Io umano e d’incorporarsi per tre anni negli involucri animici-corporei di Gesù di Nazareth. Quest’aspetto creativo del primo uomo androgino da parte degli Elohim solari, lo troviamo nel primo versetto della Bibbia, là dove il complesso degli Elohim non opera più singolarmente ma operano insieme essendosi essi evoluti a una coscienza unitaria superiore, come menzionato. Ora possono creare l’uomo secondo la loro immagine, secondo la loro somiglianza androgina maschio-femmina, come riportato dal primo capitolo della genesi:

«E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Gen. 1,26-27)».

Grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, possiamo cercare di capire questo capitolo biblico dicendo che Dio, ossia il complesso dei sette Elohim solari, creano un essere macrocosmico spirituale cui non può che essere un’immagine eterica asessuata androgina nella quale si rispecchiano e che poi da questa, l’Eloah lunare Jehovah o Yahveh crea il secondo uomo, una seconda progenie umana formata dalla “polvere lunare”.  Nel secondo capitolo biblico leggiamo:

«Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen. 2,7).

Questa polvere o materia lunare con la quale il Signore Dio (il quale secondo Rudolf Steiner non è altri che l’Elohimità creata dall’insieme degli Elohim solari, cioè Jahve-Elohim) riveste la seconda progenie adamitica, è rappresentata da Adamo10 l’archetipo dell’umanità. Dobbiamo però pensare che l’uomo formato dall’Eloah lunare Yahveh (Signore Dio), non ha ancora una forma solida come qualcuno potrebbe pensare, ma è una forma spirituale astrale maschio-femmina, un androgino astrale proveniente dalla prima generazione androgina – eterica creata dagli Elohim solari, vale a dire l’immagine androgina archetipica del primo uomo celeste solare che abbiamo chiamato Adam-Kadmon. La polvere lunare con la quale Jahve-Elohim plasmò il secondo uomo  di terra  Adamo, era costituita da quelle forze lunari di quando ancora Terra e Luna erano insieme e che Jehovah o Yahveh dovette poi separate perché indurivano troppo la forma umana. Pertanto l’umanità  durante l’Epoca Lemurica passò attraverso una crisi profonda di spopolamento che la maggior parte delle anime umane furono costrette a emigrare come loro dimora provvisoria, su altri pianeti. Ciò fu a causa del Cristo che alla fine dell’Epoca Iperborea quando Sole, Terra e Luna erano ancora uniti, dovette separare il Sole dai due pianeti con le sostanze e le Entità più pure, per il fatto che questi avevano un’evoluzione più rapida degli Dei lunari e degli uomini terrestri che al contrario, era più lenta. Con l’uscita però del Sole le forze lunari rallentavano troppo l’evoluzione degli uomini, fino a causare una fase discendente in cui l’umanità scese di livello spirituale abbassandosi fino a orrende forme astrali bestiali che col tempo causarono un indurimento, una specie di mummificazione dei corpi umani non più idonei alle incarnazioni delle anime umane cui moltissimi di loro dovettero appunto ripiegare fino ai tempi migliori, sugli altri pianeti del nostro sistema planetario. Soltanto una coppia (Adamo ed Eva) insieme a un altro gruppetto di uomini più evoluti e resistenti, riuscirono a sopportare l’indurimento delle forze mummificatrici lunari e a superare la crisi cosmica, scongiurando così il pericolo dell’estinzione della forma umana dalla Terra. Ciò durò fino a che Jahve-Elohim dovette separare durante l’Epoca Lemurica la Luna dalla Terra, portando con sé tutte le Entità angeliche lunari e altri Dei a Lui sottoposte. Così fu possibile ripopolare la Terra fino a che verso la metà dell’Epoca Atlantica, tutte le anime rifugiatesi sui diversi pianeti all’intorno del nostro sistema planetario, fecero di nuovo ritorno in corpi umani terrestri; grazie anche all’intervento del Cristo che durante l’Epoca Lemurica poté ristabilire l’equilibrio tra Sole, Terra e Luna, servendosi della pura anima di Adamo non ancora toccata dall’influsso di Lucifero.

Occorre dire che anche nell’Epoca Atlantica degli occhi fisici umani non avrebbero potuto vedere nulla di tutto ciò che è stato fin qui descritto, giacché l’uomo era costituito ancora di una materia sottile spirituale eterica fino al secondo terzo dell’Epoca Atlantica, fino a quando cioè la materia eterica si addensò con la cenere o polvere lunare rimasta sulla terra che così diventò un po’ più solida, cioè poco prima che avvenisse la catastrofe di Atlantide, cui nella Bibbia è descritto come il “Diluvio Universale”. Nei primi periodi dell’Epoca Atlantica, l’uomo atlantideo era costituito ancora da un corpo fisico non ancora consolidato, per certi versi ancora molle e bisessuato, per cui solo verso la metà dell’Epoca Atlantica verranno a formarsi le due correnti umane unisessuate maschio e femmina, col fatto che si erano formati quattro ceppi o archetipi principali umani dovuto all’attività particolare su di una loro singola parte corporea o animica. Là dove l’anima umana era più attiva, assunse delle forme eteriche animali che non hanno nulla a che vedere con gli animali di oggi che sono solo delle caricature degenerate. Per cui le anime che erano più attive nel corpo fisico, assunsero un corpo eterico animale simile al “Toro”; dove erano più attive nel corpo eterico, assunsero la forma animale del “leone”; dove erano più attive nel corpo astrale, assunsero la forma simile all’aquila, e là dove era più attivo l’Io, assunsero la forma più evoluta di “uomo”. Pertanto quasi alla metà dell’Epoca Atlantica, questi quattro ceppi archetipici si unirono in due correnti principali maschile e femminile, di cui la corrente che era più attiva nel fisico (Toro) assunse la forma maschile, mentre quella più attiva nell’eterico (Leone) assunse la forma femminile. Questo fatto è riportato nel secondo capitolo della Bibbia là dove avvenne la separazione dei sessi:

«Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.  Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta» (Gen 2,21-23)».

Anche qui non possiamo pensare che la donna venga separata da Dio con un bisturi dal costato dell’uomo, qui la Bibbia usa delle immagini allegorie alfine di celare un fatto cosmico che può essere compreso solo attraverso delle forze chiaroveggenti. Difatti, questo fatto avviene quando l’uomo è ancora nel mondo astrale cui Adam-Eva sono ancora un’unità androgina che durante questa lunghissima terza Epoca Lemurica terrestre, cominciano a separarsi; ciò durerà fin circa la metà dell’Epoca Atlantica. La superiorità dell’uomo nei confronti della donna nei diversi secoli passati e per certi aspetti ancora tuttora, fu dovuta quindi all’incomprensione spirituale dei traduttori biblici, i quali hanno causato per millenni che la donna fosse bistrattata, trattata male dal potere del maschio perché portato a credere che fosse qualcosa di suo dominio, giacché fu plasmata da una sua parte inferiore. Qui la Bibbia parla che la costola venne tolta all’uomo, cioè Adamo, quale rappresentante della quarta gerarchia umana e non a un maschio comune della specie umana. La parola “Uomo” ha la stesso significato delle nove potenze gerarchiche superiori angeliche, che vanno dai Serafini fino agli Angeli e in ultimo l’Uomo, vale a dire che l’Uomo è parte della decima gerarchia spirituale umana. L’uomo, ossia il maschio, animicamente non è dunque per nulla superiore alla donna cioè la femmina, ma essi formano sul piano fisico l’unità maschio-femmina quali discendenti o rappresentanti dell’originaria “umanità” antica quale immagine eterica androgino creato dagli Dei solari e perfezionato dal Dio lunare Jehovah, quale androgino astrale fino alla separazione dei sessi durante i periodi dell’Epoca Lemurica e di quella Atlantica, come citato. Nel secondo capitolo biblico questo fatto viene riportato in un’immagine che ha causato tanto contrasto e dolore nell’ambito della vita sociale tra i due rappresentanti umani, che in realtà la differenza tra loro due sta solo nella loro forma corporea umana, in quanto che la forma unisessuale femminile si formò come abbiamo visto, solo dopo alcuni millenni da quella unisessuata maschile. Pertanto dobbiamo pensare che solo la forma fisica femminile è meno evoluta di quella maschile, in quanto apparve dopo, ciò però non vale a livello animico interiore giacché una donna può essere di livello spirituale-animico molto più superiore di quello interiore di un uomo. Ciò dipenderà dalle facoltà spirituali interiori che ognuno ha sviluppato durante le sue vite terrene, una volta come uomo (maschio) e una volta come donna (femmina), giacché l’evoluzione umana procede difatti, a fasi alterne, una volta c’incarniamo come maschio e una volta come femmina. Dobbiamo sapere che l’anima umana (astrale) di per se stessa non è né maschio né femmina, ma è androgina, per cui quando s’incarna e si unisce maggiormente al corpo fisico terreno, esternamente si manifesta come maschio, mentre nel corpo eterico è femmina; al contrario invece, quando l’anima non entra completamente nel corpo fisico, esternamente si manifesta come femmina, mentre nel corpo eterico è maschile. Per questo il mondo femminile è più sensibile al mondo dello Spirito, giacché non penetra completamente nel corpo fisico, mentre la sua forza vitale è superiore a quella dell’uomo per il fatto  che nell’eterico è maschile per cui è più longeva, e vive di conseguenza più a lungo  dell’uomo!  (III. Continua).

Collegno,   luglio  2022                                              Antonio    Coscia

Note Antroposofiche

7    Nell’esoterismo cristiano “Dio Padre” è situato oltre le gerarchie spirituali di là dallo Zodiaco o Stelle fisse. È un essere talmente altissimo che nessun chiaroveggente per quanto sia elevato può riuscire a toccare quella sfera presagita e sconosciuta della Divinità Trina.  Gesù pronunciò diverse volte il nome del Padre nei suoi commenti con i sacerdoti farisei che confusi, non riuscirono mai a comprendere a che cosa volesse riferirsi con la parola “Abba” (Padre), giacché non si riferiva né agli Elohim, né al Signore Dio Jehovah creatore dell’uomo, né al Dio Altissimo sumerico di Melchisedec. In realtà il Cristo parlava del “Principio” superiore dell’Uomo Spirito al quale l’umanità doveva imparare a conoscere grazie al “Principio” del “Figlio” rappresentato dal Cristo in Gesù di Nazareth, quale “principio microcosmico” esistente nell’uomo come anima divina superiore, ossia il “Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma”.  Nella preghiera del “Padre Nostro” è nascosto il mistero cristiano del principio dell’uomo superiore e quello dell’uomo inferiore, attraverso cui l’Io superiore e inferiore dell’uomo possono evolversi attraverso la purificazione ed evoluzione della natura inferiore in quella superiore, nel prendere coscienza attraverso l’Impulso del Cristo.

8    Rudolf Steiner nel libro menzionato O. O. 122, dice che l’Elohimità  creato dagli Elohim, non è altri che il Signore Dio o l’Eloah lunare Jehovah o Yahveh biblico, il quale  crea Adamo quale seconda generazione androgina astrale proveniente dalla prima generazione dell’uomo androgino di calore-eterico superiore, creato dai sette Elohim solari. Jahve-Elohim è un essere formato da una singola parte di ogni Elohim, per cui mentre gli Elohim solari continuano nel settimo giorno (ossia ciò che nella Bibbia è detto come giorno di riposo di Dio) la loro evoluzione a stati più alti di coscienza, Jahve-Elohim viene sacrificato nell’ambito lunare (cioè quell’ambito che comprende Luna, Mercurio e Venere) là dove, come Dio lunare ha diversi compiti tra i quali quello di creare la seconda progenie umana terrena. Quando fra diversi millenni dopo aver riunito di nuovo alla Terra prima la Luna e poi dopo il Sole, Egli si riunirà di nuovo con i suoi fratelli divini solari a stati più elevati di coscienza cosmica e macrocosmica.

9    Nel libro “Le Entità spirituali nei corpi celesti e nei regni della natura” O.O. 136, Rudolf Steiner ci parla dell’esistenza di esseri divini spirituali  che sono costituiti da Entità divine al posto  di arti cosmici come le altre gerarchie divine  che vanno dagli Angeli fino alle gerarchie superiori del nostro sistema planetario. Egli facendo un’analogia con l’uomo che come sappiamo ha sviluppato sinora il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale, l’anima senziente, l’anima razionale e nell’epoca attuale l’anima cosciente, anche questi esseri sviluppano degli arti spirituali macrocosmici. Per cui al posto del corpo fisico  hanno uno Spirito della Forma o Elohim, al posto del corpo eterico hanno uno Spirito del Movimento o Virtù,  al posto del corpo astrale hanno uno Spirito della Saggezza, al posto dell’anima senziente hanno uno Spirito della Volontà o Trono, al posto dell’anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia o Cherubino e al posto dell’anima cosciente, hanno uno Spirito dell’Amore o Serafino. E come l’uomo anela a unirsi alla sua essenza divina superiore, cioè il Manas, il Budhi e l’Atma, così questi esseri anelano a unirsi alla Divinità Trina superiore.

10    Adamo è il nome italianizzato dell’archetipo dell’umanità che viene rivestito da Jehovah con la polvere lunare terrestre, il suo significato etimologico vuol dire “Uomo”, ed essendo tratto dalla terra da Jahvè, significa anche “uomo tratto dalla terra”. Il suo significato biblico vuole comunque indicare la specie umana, ossia l’umanità androgina spirituale pre-terrestre che dall’Epoca Lemurica all’Epoca Atlantica si divise in “maschio e femmina”. Pertanto, quando nella Bibbia è menzionata la parola “uomo”, non è riferita al semplice “maschio” umano, ma a tutta l’umanità che è formata da esemplari maschi e femmine. Adamo, difatti, ha un doppio aspetto, sia quello di essere il primo uomo androgino creato dagli Elohim solari maschio-femmina e sia, quello di essere il secondo uomo androgino maschio-femmina plasmato nel paradiso terrestre e separato da Jahvè, cui dopo la tentazione viene coperto da tuniche di pelle e avviato verso l’incarnazione terrena. La Bibbia esprime un fatto cosmico spirituale in immagini grandiose, dietro di cui nasconde un fatto reale avvenuto dopo che il Signore Dio o Jahve-Elohim, fa fluire il principio superiore dell’Io nel corpo astrale dell’uomo-animale come menzionato e che sarà maggiormente approfondito nel prossimo articolo.  Possiamo ancora sintetizzare come l’uomo o l’umanità si sia formata ed evoluta per quanto possa essere detto in una nota, in modo da farci un’immagine di come si siano formati gli involucri di cui Adamo è formato e plasmato da Jahvè. Adamo o l’umanità ha avuto inizio tre incarnazioni o stati di coscienza passati della nostra Terra che chiamiamo Saturno, Sole e Luna, come spiegato nella nota (3) dell’articolo precedente dove si formarono due correnti umane, una superiore cioè “Atma, Budhi e Sé spirituale”, e un’inferiore “fisico (calore), eterico e astrale”.  Per cui la prima disposizione del germe spirituale del corpo fisico nacque dal sacrificio dei Troni sull’antico Saturno come corpo o archetipo spirituale di calore (Fantoma), mentre la coscienza umana attraversava uno stato ottuso simile al minerale. Il corpo o l’archetipo spirituale eterico nacque dal sacrificio delle Dominazioni (Kyriotetes), durante l’evoluzione sull’antico Sole, la cui coscienza umana attraversava uno stato di sonno senza sogni simile al vegetale. Il corpo o l’archetipo spirituale astrale umano nacque dal sacrificio delle Virtù (Dynameis), durante la terza incarnazione planetaria che chiamiamo antica Luna, la cui coscienza umana attraversava uno stato di sogno simile all’animale; l’uomo, pertanto, sull’antica Luna era un essere umano-animale formato da un “corpo di calore, un corpo eterico e un corpo astrale”, cui nel corpo astrale venne alla fine dello stato lunare inglobato il germe dell’anima senziente e dell’anima razionale. Quando poi l’uomo riapparve durante l’Epoca Lemurica dello stato terrestre, era formato da due correnti animiche-spirituali di cui, una superiore formata da “Manas-Budhi-Atma”, la quale era separata ancora nel grembo degli Elohim solari e, l’altra inferiore formata da “calore-eterico-astrale” a cui venne aggiunto il germe delle tre facoltà animiche, cioè l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. A quel  punto gli Dei solari o Spiriti della Forma fecero fluire il loro arto più basso, cioè l’Io, cui l’uomo acquistò la stazione eretta elevandosi dal regno animale-uomo al  regno umano superiore; nella Bibbia questo fatto è menzionato in immagine laddove  il Signore Dio ossia Jahve-Elohim,  plasmò l’uomo con polvere lunare e alitò in esso la vita divina, cosicché l’uomo divenne un essere vivente superiore agli altri due regni della natura che erano stati formati prima,  vale a dire il vegetale e l’animale. 

 «Allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente» (Gen 2,7).

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