Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XVI

Immagine rappresentativa della luce divina

« Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.  Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca,  e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo … Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.  

Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.  Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà 24,30-44).

16.10. Il Bosatsu dell’Oriente X

Oltre alla preparazione di uomini che possano accogliere il Bodhisattva Maitreya nel futuro sesto periodo di cultura, occorre preparare anche degli uomini in grado di accogliere e riconoscere il secondo evento della venuta del “Figlio dell’uomo”, cioè il Cristo che deve venire di nuovo sulle “nuvole del cielo”. In realtà Rudolf Steiner ha già annunciato la venuta del Figlio dell’uomo nel XX secolo,  secondo ciò che gli evangelisti e in modo particolare il Vangelo di Matteo, annunciano la Sua seconda venuta sulle nuvole del cielo che, secondo l’esoterismo occidentale è indicato il piano astrale attraverso la Sua manifestazione nel corpo eterico; vale a dire che verrà con lo stesso corpo eterico con cui il Cristo Gesù salì nel mondo spirituale (Atti 1-11). Questa Sua manifestazione nel corpo eterico, sul piano astrale adiacente alla Terra è iniziata ad essere visibile per alcune anime più elevate, a partire dal 1930 in poi, e durerà per l’arco di tremila anni per tutto il resto dell’umanità; cioè, per tutti quegli uomini che si prepareranno in modo adeguato  ad accoglierlo secondo gli insegnamenti degli evangelisti, o secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia. Pertanto, sia il compito dell’Antroposofia, sia quello della corrente religiosa di  Sûkyô  Mahikari, è  quello di preparare  degli uomini che siano in grado di riconoscere e accogliere queste due Entità spirituali superiori, giacché nel mondo astrale adiacente alla Terra si può facilmente confondere il Cristo eterico con la controimmagine eterica arimanica presente nel mondo elementare terrestre. Il compito di Rudolf Steiner e di conseguenza dell’Antroposofia, così come quello del Bosatsu dell’Oriente, il venerabile Maestro Sukuinuscisama o Kôtama Okada e della comunità religiosa di Sûkyô Mahikari, in tal senso convergono nell’operare spiritualmente a realizzare la volontà del Cristo, ossia alfine che la Terra diventi immagine dell’amore cosmico umano del Cristo o, il nuovo “paradiso in Terra”.

Da una parte abbiamo dunque  l’Antroposofia fondata da Rudolf Steiner, entro la quale operano uomini (maschi e femmine) più attivi nel pensare, anche se il lavoro spirituale su se stessi è armonizzare le tre facoltà dell’anima, cioè: pensare, sentire e volere. Pertanto, il loro pensiero attivo prometeico, possiamo relazionarlo alla corrente “cainita o dei magi” secondo il vangelo di Matteo, giacché lavorano coscientemente su se stessi allo sviluppo dell’anima cosciente.45 Mentre altri antroposofi iscritti alla prima classe della “Libera Università di Scienza dello Spirito”, percorrono un cammino più esoterico cui lavorano su se stessi tramite una via meditativa con i contenuti della Scienza dello Spirito e tramite le lezioni esoteriche della classe, alfine di sviluppare in parte il corpo astrale in Sé spirituale e di conseguenza l’unione con il loro Io superiore e con il vero Io del Cristo. Dall’altra abbiamo la comunità religiosa fondata dal Maestro Kôtama  Okada, entro la quale operano piuttosto uomini il cui pensiero passivo epimeteico possiamo relazionarlo alla corrente “abelita o dei pastori” secondo il vangelo di Luca. Essi si avvicinano a questa corrente religiosa entro la quale operano forze magiche divine spirituali quale principio purificatore dell’anima umana, tramite cui ogni allievo dopo aver frequentato per tre giorni un corso di formazione spirituale e aver ricevuto un oggetto sacro da portare costantemente al collo notte e giorno, può a sua volta far fluire come terapeuta spirituale le forze purificatrici della luce divina a qualsiasi oggetto fisico, sia esso vegetale, animale o uomo. Lo scopo della purificazione spirituale, ossia di “Okiyome”46, è soccorrere l’umanità sofferente a causa dell’essersi allontanata dalla sua origine spirituale ed essere scesa troppo in basso negli attaccamenti del materialismo terreno, compromettendo e indebolendo il suo corpo eterico cui diviene sempre più debole, si dissecca, come le foglie morte degli alberi in autunno. Ciò ha fatto sì che potesse essere obnubilata dalle forze luciferiche e arimaniche e dalle forze asuriche del male che diventano sempre più forti insinuandosi sempre più nel mondo fisico e di conseguenza nell’io umano, causando nuovi impulsi di un razzismo strisciante e subdolo sottoforma di pregiudizi, spingendo l’io umano terreno sempre più in basso verso un egoismo sfrenato e quindi verso l’odio e il contrasto che, inesorabilmente porterà in quel lontano futuro del settimo periodo di cultura (circa ottomila anni) alla guerra di “tutti contro tutti”, come preannunciata da Rudolf Steiner. L’arte divina della purificazione attraverso la luce divina di Sûkyô Mahikari vuole perciò ridare vigore all’anima umana, vuole rafforzare i suoi arti costitutivi animici attraverso la pratica di Okiyome unendo in tal modo lo spirito umano allo spirito universale, cosicché prenda coscienza della sua origine divina ed essere salvati dalla catastrofe futura del settimo periodo di cultura “americano”(circa 5733-7893).47  La pratica di okiyome difatti, consiste nel praticare ogni giorno l’arte divina ricevendo particolarmente la luce divina al centro della fronte (P.8)48, in direzione del centro della testa dove è situata la ghiandola pineale, cui rappresenta la zona fisica centrale attraverso cui secondo Mahikari si manifesta l’anima principale dell’uomo. Possiamo quì pensare che si tratti secondo la  Scienza antroposofica dell’anima razionale o della ragione; mentre l’anima senziente è indicata come anima secondaria delle brame e dei desideri, ed è situata quattro dita al di sotto dell’ombelico (P.13), cui difatti l’Omitama, il ricettacolo della luce divina che viene consegnato dopo i tre giorni del corso elementare, occorrerà fare attenzione moralmente che non tocchi mai questa zona considerata impura.

Per quanto riguarda invece l’anima cosciente, cui la Scienza dello Spirito antroposofica a orientamento cristiana-rosicruciana, pone molta attenzione che il suo sviluppo avvenga nel modo giusto affinché non cada in balia di Lucifero e di Arimane o, addirittura degli Asura49, per cui è consigliabile che l’allievo antroposofo accolga in sé l’Impulso del Cristo, cautelandosi in tal modo anche dalle forze del male asuriche che vogliono distruggere l’io umano. Nel movimento spirituale giapponese, l’anima cosciente non è compresa nella costituzione quaternaria dell’uomo cui viene spiegata nel primo giorno del corso elementare alle persone che vogliono diventare membri della comunità religiosa, ma che comunque il suo sviluppo avviene per così dire in modo fortuito, inconsapevole, secondo gli insegnamenti del Maestro fondatore Sukuinuscisama, in quanto sono incoraggiati a compiere uno sforzo consapevole, nel mettere in pratica il “Sonen profondo”. Il Sonen o pensiero profondo, secondo la Scienza dello Spirito, è il pensiero positivo profondo cui è ispirato dal nostro Io superiore; ovvero, è quell’impulso profondo che a volte ispira e spinge l’uomo  a cercare moralmente la positività in ogni cosa, anche là dove possa assistere a degli eventi negativi che gli vengono incontro sia come eventi naturali che come effetti karmici delle sue azioni negative della vita passata. Agire dunque col giusto pensiero (Sonen profondo), vuol dire compiere coscientemente il bene morale verso gli altri in ogni nostra azione, così com’è insegnato dal Buddha Gautama nell’ottuplice sentiero, sia sul piano fisico che su quello mentale, indipendentemente dalle nostre simpatie o antipatie; ovverosia possiamo dire che quando l’uomo evoluto cristianizzato non si lascia più determinare dalle proprie brame o passioni, ma riesce a dominarle e a svilupparle in facoltà superiori, egli sviluppa e crea  in se stesso, il “Figlio dell’uomo”, ossia l’Anima cosciente. L’anima cosciente è per così dire la figlia che l’uomo deve far nascere in se stesso, dall’ampliarsi morale dell’anima razionale; è ciò che Rudolf Steiner in “Teosofia” (O.O. n. 9) rivela essere la quintessenza dell’anima umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della volontà cui  l’io terreno o inferiore risvegliato, può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica, è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino, ovverosia il dio nell’uomo.

Per una maggiore comprensione sulla conoscenza di questi aspetti animici-spirituali della costituzione umana occorre formarci in modo sintetico una giusta opinione secondo gli insegnamenti del Maestro fondatore Sukuinuscisama, cosicché possiamo farci un quadro rappresentativo più completo dell’Entità umana e completandolo  poi dopo, con la costituzione settemplice secondo la Scienza dello Spirito. Pertanto, per accedere agli insegnamenti di Mahikari occorre diventare prima un membro praticante della luce divina attraverso un corso elementare di formazione (iniziazione) della durata di tre giorni, dove sono spiegati diverse tematiche inerenti alla conoscenza del cosmo, della natura  umana e spirituale, ecc., cui alla fine possiamo decidere se diventare membri con l’accettare un oggetto sacro (Omitama), da portare costantemente addosso e togliendolo solo in casi particolari cui viene spiegato alla fine del corso.  Nei tre giorni del corso elementare, un membro insegnante formatosi dopo alcuni anni di tirocinio nel corso per insegnanti in Giappone, spiega i fondamenti essenziali spirituali e morali a cui attenersi durante la pratica di Okiyome. Inoltre, introduce gli ascoltatori (cui è consentito nei tre giorni del corso elementare solo prendere appunti senza fare domande), nelle diverse tematiche quali: l’Io umano e il culto agli  antenati, il principio del karma e della reincarnazione, il Kotodama della parola e … altro ancora. In modo particolare sono spiegati e accentuati i principi spirituali divini e umani concernente il mondo degli spiriti divini e della natura interiore umana, la quale è posseduta da uno spirito possessore, cioè il “Doppio”50 com’è conosciuto nella Scienza antroposofica, il quale è il responsabile di tutte le  malattie fisiche-psiche dell’uomo. Dopo aver ascoltato il corso elementare, per coloro che sono diventati membri inizia l’attività pratica e spirituale nella comunità del Dojo, cioè il luogo di pratica quotidiano della trasmissione della luce divina.  Qui è ubicato un altare dedicato a Dio creatore, (Dio Su, ossia il Cristo o l’Io Sono l’Io Sono), la cui presenza divina è data da un oggetto sacro chiamato “Goshintai” attraverso il quale emana la protezione e la diffusione della luce divina da parte di entità gerarchiche spirituali collegate ai venerabili fondatori e Maestri: Sukuinuscisama e Oscienuscisama (la figlia adottiva, Keisciu Okada). Secondo alcune parole apprese da un insegnamento di Oscienuscisama, possiamo pensare che la potenza spirituale dell’emanazione divina nel Dojo è proporzionata all’atteggiamento morale dei membri di Sûkyô Mahikari, i quali possono accentuare la luce divina attraverso un loro giusto Sonen armonico e morale, oppure offuscarlo tramite  pensieri e atteggiamenti negativi di contrasto o disarmonici tra i membri o, fra i responsabili dirigenti dell’organizzazione gerarchica di Sûkyô Mahikari. (16.10. Continua)

Collegno,   novembre  2023                                           Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

45  Vedi la nota (3) di “Il Paraclito, i gradi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente I, del primo articolo apparso nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

46     Okiyome  è la pratica quotidiana di purificazione cui ogni membro di Mahikari deve osservare di ricevere e innanzitutto trasmettere ogni giorno la luce divina in modo da compensare spontaneamente il suo karma negativo e in parte quello dei suoi antenati, offrendo il proprio servizio e la sua collaborazione al mondo spirituale alfine di essere utile agli altri, dimodoché l’umanità si risvegli spiritualmente e possa redimersi e realizzare la Volontà del Cristo (Dio Su) sulla Terra. La pratica di Okiyome si svolge generalmente nel Dojo tra due membri di Mahikari, oppure verso le persone che si recano al Dojo per ricevere la luce divina in modo da risolvere dei problemi spirituali personali di salute; non è richiesto alcun compenso per la pratica.

47    La Scienza dello Spirito ci rivela che l’uomo per arrivare alla sua meta deve attraversare sette stati di  coscienza  o “eoni” cosmici, conosciuti come: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”; i nomi dei pianeti, non sono attinenti ai nomi dei pianeti attuali del nostro sistema planetario,  questi ultimi indicano solo il confine fin dove si espandevano le sfere cosmiche antiche di Saturno, Sole e Luna.  Ogni stato di coscienza a sua volta si divide in sette stati di vita e ogni stato di vita in sette stati di forma; di cui però, ogni stato di forma dobbiamo suddividerlo in sette Epoche e ogni Epoca in sette stati di cultura.  Per cui volendo prendere in considerazione solo il nostro stato di coscienza o eone terrestre attuale, dobbiamo dire che la nostra Terra (inteso come sistema planetario attuale) ha attraversato tre stati o eoni cosmici di coscienza antichi, cioè: “Saturno, Sole e Luna”, ed è ora nella quarta incarnazione cosmica chiamata Terra.  Per capire dove siamo attualmente, prima di entrare nel quinto stato di coscienza di Giove, dobbiamo dire che abbiamo già attraversato tre stati di vita e tre stati di forma, cui attualmente la nostra Terra è nel quarto stato di vita chiamato minerale e nel quarto stato di forma che chiamiamo fisico. Per sintetizzare quest’evoluzione abbastanza complessa la quale ci porterebbe troppo lontano da una semplice nota, diciamo che la nostra Terra sta attraversando il quarto stato di vita e il quarto stato di forma, che a sua volta, ha attraversato  quattro Epoche e cioè: l’Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica che finì con una grande catastrofe. Attualmente siamo nella quinta Epoca Postatlantica, la quale deve passare attraverso sette periodi di cultura di cui ne abbiamo già attraversato quattro e cioè: “Paleo-Indiano, Paleo Persiano, Egizio-caldaico-ebraico, e il greco-romano”. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura anglo-germanico che avuto inizio nel 1413 e terminerà circa nel 3573. Dopodiché entreremo nello sviluppo del sesto periodo chiamato russo-moldavo che terminerà circa nel 5733, infine il settimo periodo di cultura chiamato americano che terminerà appunto con una catastrofe, circanel 7893.

48       Il corpo umano secondo gli insegnamenti di Mahikari, presenta 27 punti principali, i quali rappresentano dei punti in rapporto agli organi vitali umani e altri cui sono punti dove si accumulano maggiormente le tossine negative cui vengono purificate e sciolte attraverso la luce divina della trasmissione di Okiyome. Il punto centrale della fronte, cioè, il (P.8) è appunto il punto centrale cui si dà maggiore cura di purificare in quanto rappresenta l’anima umana attraverso cui è posseduta o possiamo dire che s’intromette nel suo pensare, sentire e volere il suo “Doppio”, facendo sì che l’uomo venga offuscato nel suo giudizio e agisca negativamente nei confronti degli altri.   Attraverso la trasmissione della luce divina all’anima principale, quest’essere può essere purificato dimodoché  l’io umano possa agire nei confronti degli altri col giusto giudizio e amore fraterno.  

49 Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista  Giovanni, l’anticristo  del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro io terreno,  non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa non perfetta!

50     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè, si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente da quello di suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via».

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo I


Giotto, Fuga in Egitto, 1304-1306, Cappella degli Scrovegni, Padova

Breve Premessa

Ho ritenuto opportuno aggiornare questo tema così complesso su queste tre figure così enigmatiche del cristianesimo, aggiungendo dei maggiori contenuti tratti dalla Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico e in modo particolare dai vangeli antroposofici cui Rudolf Steiner ci ha donato grazie alla sua visione chiaroveggente e alla lettura della cronaca dell’Akasha o memoria universale. Ho aggiunto delle note in modo da dare la possibilità alle persone che non conoscono ancora l’Antroposofia, un maggior chiarimento sulla terminologia antroposofica di non sempre facile comprensione per chi non ha ancora studiato almeno i quattro libri fondamentali dell’Antroposofia e cioè: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà”, editi tutti dalla casa Ed. Antroposofica di Milano. Con questo non penso assolutamente di aver chiarito l’enigma di Gesù di Nazareth in pochi articoli del mio blog, “Pensieri Antroposofici dell’Anima”. Ma piuttosto vuole essere da stimolo per chi volesse maggiormente approfondire questo tema così profondo del mistero cristiano, grazie alle moltissime conferenze che Rudolf Steiner ha potuto donarci in tutti gli anni in cui ha sacrificato la sua grande anima, per la salvazione e l’elevazione dell’anima umana, affinché fosse preparata ad accogliere nel nostro quinto periodo di cultura il Cristo eterico che dal 1933 in poi, e per l’arco di 3000 anni, è possibile incontrare prima o dopo la morte, nel mondo astrale adiacente alla Terra.

Collegno  30 agosto 2021                                             Antonio  Coscia

«Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo, dove vai e come possiamo

conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita”.

Nessuno viene al ‘Padre’ se non per mezzo di me»

(GV 14, 5-6).

1. Il Maestro Gesù

La teologia cattolica, così come la maggior parte dei credenti cattolici-cristiani cui seguono in modo dogmatico tutto ciò che è insegnato da questa concezione religiosa, crede che il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo siano tre aspetti della stessa entità divina che chiamiamo Dio Cristo, cioè la seconda Persona della Trinità divina universale cui l’esoterismo cristiano riconosce quale manifestazione divina del “Dio Figlio”. Essi credono che il Cristo si sia incarnato come uomo attraverso la nascita virginale di Maria, la quale concepì il figlio divino attraverso l’intervento dello Spirito Santo quale mediatore di Dio Padre e che, per questo fu chiamato Figlio di Dio, cioè il “Messia” tanto atteso dalle scritture del profetismo ebraico. Nelle prime pagine del Vangelo di Luca difatti, è scritto:

«L’Angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città chiamata Nazareth, a una vergine di nome Maria [alla quale disse] … Lo Spirito Santo scenderà su di te e stenderà la sua ombra, la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio» (Luca 1,26-34).

La Scienza dello Spirito o antroposofia1, distingue invece tre aspetti di queste entità spirituali, tre individualità superiori diverse una dall’altra che si sono incorporate e compenetrate spiritualmente in un singolo individuo umano molto evoluto e particolarmente complesso, vissuto nell’arco di trentatré anni nell’uomo Gesù di Nazareth, fino al sacrificio della croce sul Golgotha. Innanzitutto, dobbiamo imparare a distinguere il significato tra la “Personalità e l’Individualità” umana dell’uomo; vale a dire tra l’uomo inferiore e l’uomo superiore o, tra la coscienza dell’io terreno e l’Io superiore. Secondo la Scienza dello Spirito la Personalità umana è il riflesso imperfetto sul piano fisico dell’Individualità che assume in ogni incarnazione un aspetto fisiognomico e animico secondo l’elevazione morale e spirituale conquistato nella vita precedente.  La Personalità umana vive una sola vita, ma offre al suo Io superiore o Individualità umana i frutti dell’esperienza terrena, cosicché l’Io o il Sé superiore di cui egli è rivestito nel mondo spirituale (Teosofia O.O. n.9, pag. 40), può accogliere una maggiore saggezza dal mondo dello spirito cosmico. La saggezza accolta dal Sé spirituale, permetterà all’Io superiore di trasformare con l’aiuto degli Dei, i frutti accolti dall’io inferiore in facoltà spirituali che saranno inserite durante la creazione del nuovo germe spirituale futuro dell’uomo nella prossima Personalità umana che, quale sintesi di tutte le personalità umane vissute nel passato, egli vivrà in una futura incarnazione terrena con delle facoltà spirituali più elevate, cui l’aiuteranno a sviluppare una maggiore coscienza morale. La nostra Personalità attuale è quindi la sintesi di quella parte animica che si è perfezionata ed evoluta nell’ambito di tutte le incarnazioni passate, che viene ora però ad aggiungersi nell’ambito lunare, durante la sua discesa verso l’incarnazione terrena, quella parte di astralità oscura che non abbiamo perfezionato a causa di nostre azioni sconsiderate nella nostra vita passata e che di conseguenza assumeranno il ruolo di “ombra” o meglio definito come “Doppio”.2 Questa parte di astralità oscura che abbiamo generato nelle nostre vite passate, diventerà l’ostacolo animico (psichico) che si frapporrà come contrasto nell’ambito delle nostre decisioni della vita attuale, qualora non abbiamo fin dalla tenera infanzia rafforzato il nostro Io inferiore sia attraverso le malattie esantematiche e sia tramite una buona educazione religiosa3 da parte dei nostri genitori, cui abbiano saputo infiammarci attraverso i racconti di uomini spiritualmente elevati che furono per noi di esempio morale. Occorre ancora dire che è sempre l’Individualità superiore dell’uomo che decide d’incarnarsi in ogni vita terrena. Egli però, non scende mai sul piano fisico, ma resta nel mondo spirituale da dove appunto invia un’immagine imperfetta di sé stesso nel corpo materno di genitori a lui affini e legati karmicamente da vite precedenti, alfine che possa sperimentare e realizzare nel mondo fisico la vera libertà umana e il vero amore cosmico – umano attraverso la coscienza dell’io.

Detto questo, possiamo riprendere il nostro tema in modo da chiarire, (per quanto c’è possibile capire secondo il nostro limite intuitivo – intellettuale, attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia), quali Individualità si celino dietro l’uomo Gesù di Nazareth.  Leggendo attentamente le prime pagine del Vangelo di Matteo, notiamo che egli ci presenta una genealogia discendente che va dal capostipite Abramo che attraversando tre volte quattordici generazioni arrivano fino a Giuseppe e da questi a Gesù, che nasce in una casa della città di Betlemme di Giudea. Matteo seguendo la linea discendente abramitica, dal re Davide in poi, diversamente dal Vangelo di Luca, prosegue la genealogia di Gesù attraverso una “linea regale” che dal re Salomone figlio di Davide, prosegue fino a Giuseppe. Chi è l’Individualità umana che si cela dietro questo bambino Gesù discendente della linea regale salomonica che nasce da una coppia di genitori, Maria e Giuseppe della stirpe di Davide, in una casa di Betlemme dove gli fanno visita i tre re Magi?  Chi sono questi tre re sapienti astrologi che vengono da tanto lontano per inchinarsi nei confronti di un bambino ebreo nato da una coppia sconosciuta della città di Davide?

Se abbiamo compreso la differenza tra la Personalità e l’Individualità umana come menzionato, dobbiamo pensare che dietro questo bambino di Betlemme (cui Matteo non parla di annunciazione angelica divina come fa Luca nel suo Vangelo, nei riguardi della vergine Maria), possa celarsi un Individualità molto evoluta il cui compito è di preparare un corpo peculiare in grado di accogliere il fuoco divino del Dio Altissimo (Cristo). Grazie alla Scienza antroposofica sappiamo che dietro la Personalità di questo bambino di Betlemme si cela l’altissimo iniziato cristiano e discepolo del Cristo che fin dagli antichi misteri iniziatici solari di Atlantide, è conosciuto come Zarathustra, l’antico fondatore della religione paleo-persiana risalente a circa 5000 anni a.C. Il mistero di Zarathustra ci viene in parte già svelato come abbiamo visto, leggendo le prime pagine del Vangelo di Matteo, il quale fa discendere Gesù dal capostipite Abramo, secondo una discendenza regale umana. Poi racconta che Gesù nasce in una casa di Betlemme di Giudea al tempo del re Erode, da una coppia di genitori nativi di Betlemme e discendenti del re Davide. Matteo non menziona la nascita divina come fa Luca nel suo Vangelo, in cui l’Angelo annuncia alla Vergine Maria di Nazareth che concepirà un figlio dell’Altissimo attraverso l’intervento dello Spirito Santo da cui verrà “adombrata” e, inoltre non menziona che vanno dei pastori avvisati da un Angelo ad adorarlo nella mangiatoia riscaldata da due animali, ma che nasce in una casa di Betlemme dove vanno a trovarlo dei Magi. Egli menziona i tre Magi, ossia i tre re astronomi veggenti che provenienti dall’Oriente lo cercano seguendo una stella che si posa appunto sopra la casa di Betlemme, dove essi entrano e prosternandosi davanti al bambino gli offrono in dono “oro, incenso e mirra”. Infine, racconta della fuga da Betlemme della sacra famiglia su consiglio di un Angelo che di notte nel sogno, ispira Giuseppe (qui possiamo pensare che fosse l’Arcangelo Michele, il messaggero di Jahvè) a fuggire in Egitto, in modo da sfuggire alla strage degli innocenti voluta da Erode per la paura che il bambino potesse un giorno usurpare il suo trono, in quanto le antiche profezie ebraiche indicavano nel bambino di Betlemme, il futuro re-sacerdote che avrebbe detronizzato tutti i re della Terra.

In questo bambino di Betlemme, dunque, s’incarna l’antico iniziato solare il cui nome appunto è Zarathustra, il fondatore dell’antica religione persiana e che dopo l’evento del Golgotha verrà conosciuto negli ambienti misterici del cristianesimo, come Maestro Gesù. Il Maestro Gesù in questi duemila anni dopo l’evento del Golgotha, ha raggiunto una maggiore elevazione spirituale che secondo gli insegnamenti della Scienza antroposofica, è uno degli altissimi iniziati cristiani e discepolo del Cristo che fa parte dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”4 che operano dal mondo spirituale e nel mondo fisico, dove sei di essi sono sempre incarnati sulla Terra. Egli, secondo la conoscenza tratta dal “Quinto Vangelo” antroposofico (O.O. 148 – Ed. Antroposofica Milano), s’incarna in ogni secolo ed è sempre presente spiritualmente o fisicamente a Natale e a Pasqua, nei luoghi palestinesi in cui ha vissuto il Cristo durante i tre anni come Gesù di Nazareth. Per cui i Magi, che erano iniziati veggenti, sapendo che il loro maestro Zarathustra (Astro d’oro) si sarebbe incarnato sulla Terra, seguono questa Individualità spiritualmente e guidati anche dalla direzione come suddetto, di una “Stella”, ossia dal bagliore luminoso emanato dalla congiunzione di Giove e Saturno nella costellazione dei Pesci, lo trovano nella casa di Betlemme.  Essi erano stati suoi discepoli durante la “cattività babilonese” (circa il VI secolo a.C.), cui vanno ora ad accoglierlo e inchinandosi gli offrono i simboli che rappresentavano le facoltà spirituali del loro Maestro cui erano stati iniziati nei misteri del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale.

Secondo alcune ipotesi tratte dagli scritti di Sergej O. Prokofieff5 uno dei più elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner6, i tre re Magi sono le incarnazioni di tre discepoli di Zarathustra vissuti nell’epoca babilonese i cui nomi sono: “Ciro il Grande, il Profeta Daniele e il filoso greco Pitagora”, che vengono iniziati appunto nei misteri del corpo fisico, del corpo eterico e del corpo astrale. Zarathustra ebbe altri due altissimi discepoli di nome Ermete e Mosè che secondo una legge spirituale chiamata “economia spirituale”, un Maestro che abbia raggiunto un grado evolutivo molto alto, può cedere i suoi corpi inferiori purificati ad altri discepoli che abbiano raggiunto un discreto livello morale. Secondo un principio di “economia spirituale”, è possibile fare migliaia di copie del corpo eterico, astrale e persino dell’Io, di un Maestro che abbia raggiunto dei livelli superiori spirituali, dove i suoi corpi purificati non vengono più distrutti nel mondo astrale dopo la morte fisica, ma sono conservati alfine che vengono innestati negli arti di discepoli che hanno perseguito una via esoterica con vera dedizione spirituale verso i Maestri di saggezza. Per cui Zarathustra diede a Ermete il fondatore della civiltà egizia, una copia del suo corpo astrale iniziandolo nei misteri dello “Spazio cosmico” e a Mosè, fondatore della civiltà ebraica, una copia del suo corpo eterico iniziandolo nei misteri del “Tempo”. (Nella Bibbia ciò è velato nel racconto della nascita di Mosè che per sfuggire alla strage dei bambini ebrei voluta dal Faraone d’Egitto, venne messo in una cesta di vimini e lasciato andare sul fiume Nilo, dove venne raccolto e salvato dalla sorella del Faraone). Ciò spiega anche il perché Giuseppe debba condurre il bambino in Egitto, dove l’anima di Zarathustra deve compenetrarsi delle forze ermetiche evolutesi, nel frattempo, durante il corso dell’evoluzione della civiltà egizia, per unirle a quelle mosaiche, cui anch’esse evolutesi attraverso le diverse prove che questo popolo eletto da Jehovah, dovette subire per diversi secoli. Dopo la morte di Erode il Grande, l’Angelo di nuovo in sogno ispira Giuseppe a fare ritorno in patria poiché il bambino non è più in pericolo giacché ora sul trono c’è il figlio Erode Archelao. Giuseppe però non ritorna nella sua casa di Betlemme, ma si reca con la sua famiglia a Nazareth in una colonia essena situata sulle colline della Galilea. Qui egli, secondo quello che ci rivela il Quinto Vangelo di Rudolf Steiner (op. cit.), fa amicizia con una coppia di genitori di nome Maria e Giuseppe anch’essi della stirpe di Davide. Questa coppia di Nazareth è sì discendente di Davide, ma dalla parte del sacerdotale Nathan figlio del re Davide, essi si recano a Betlemme per il censimento voluto dal console romano Quirinio, non trovando posto per dormire un locandiere gli offre un posto nella mangiatoia per animali vicino all’ostello, dove Maria colta dalle doglie partorirà Gesù a pochi mesi dalla strage degli innocenti voluta da Erode, là dove appunto è visitato dai pastori del luogo.

A Nazareth le due famiglie si uniscono in una vera amicizia e i due bambini Gesù crescono e si rafforzano animicamente in una vera amicizia fraterna. Finché arrivò il momento in cui l’Individualità di Zarathustra (l’Io superiore), compì il suo primo sacrificio uscendo dal corpo del bambino della linea regale Gesù salomonico (che poco dopo muore), e s’incorpora nel bambino dodicenne Gesù di Nazareth della linea sacerdotale, nato dopo la strage degli innocenti ordinata da Erode il Grande e che Luca menziona in concomitanza del censimento al tempo in cui era governatore il console romano Quirinio. Questo fatto è celato nel Vangelo di Luca, là dove i genitori recatosi insieme con altri coetanei di Nazareth alla festa della Pasqua ebraica, al ritorno si accorgono della scomparsa del bambino credendo fosse insieme altri bambini della carovana partita da Nazareth, ritrovandolo poi dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme, a discutere delle sacre scritture con i dottori della “Legge”.  Zarathustra dopo essersi incorporato nel bambino di Nazareth dopo aver congiunto l’altissima saggezza terrena col grande amore cosmico che emanava dal giovinetto dodicenne di Nazareth, inizia a preparare gli involucri animici del bambino in modo come dire “allargandoli”, alfine che potesse accogliere il fuoco cosmico del grande Dio solare. Iniziò così a elaborare gli arti animici del giovinetto di Nazareth dai dodici ai trent’anni, sviluppando e perfezionando il corpo senziente o astrale, l’anima senziente, e l’anima razionale.7  Dopodiché nel Battesimo del Giordano operato da Giovanni il Battista, compì il secondo sacrificio abbandonando di nuovo il corpo di Gesù di Nazareth ormai trent’enne, offrendolo come una coppa graalica all’Io cosmico del Cristo.  Da quel momento in poi si chiamerà per sempre “Maestro Gesù” e farà  parte della “Loggia Bianca” dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti” e quale altissimo discepolo del Cristo e guida del cristianesimo esoterico. Abbiamo visto che dietro il bambino del Vangelo di Matteo si cela l’altissimo iniziato solare Zarathustra che dopo l’evento del Golgotha, assumerà il nome di Maestro Gesù diventando per sempre la guida del cristianesimo esoterico. Chi, dunque, si cela dietro il bambino del Vangelo di Luca che nasce durante il censimento del console romano Quirinio, governatore della Siria?    (I. Continua)

Collegno agosto 2021 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

1    La Scienza dello Spirito o Antroposofia, è una via di conoscenza fondata da Rudolf Steiner nell’ultimo periodo del XI X secolo,  la quale vuole risvegliare lo spirito nell’uomo per condurlo alla conoscenza dello Spirito universale, cui egli è sempre stato unito spiritualmente fin dalla sua caduta dal mondo divino, la sua patria originaria, dalla quale venne separato a causa di Lucifero (il Serpente biblico). È una corrente spirituale rosacrociana moderna, cui può  aderire qualsiasi persona di ambo i sessi, di qualsiasi  credo e ceto sociale, e che voglia tendere a coltivare la vita dell’anima in armonia alla vita dello spirito. Nella Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, possiamo trovare le risposte che maggiormente ci assillano nel profondo dell’anima, quali: «il senso della vita, il significato del dolore e del karma, il destino dell’uomo» e altre ancora inerenti alla Scienza, all’Arte e alla Religione. Il tema centrale della Scienza antroposofica, è l’«evento del Golgotha», cui Rudolf Steiner dedicò maggiormente la sua ricerca d’indagatore occulto chiaroveggente, rinnovando le fonti del cristianesimo delle origini adattandolo alle esigenze del pensiero astratto moderno. Questo ci dà la possibilità di elevare il nostro pensiero astratto razionale, a un pensiero intellettivo più puro che miri tramite uno sviluppo morale, a una coscienza morale superiore attraverso cui, possiamo realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e l’incontro spirituale del Cristo, nel corpo eterico.

2     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un’entità arimanica che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive:

«Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

3      Per educazione religiosa qui non si vuole intendere di appartenere a una qualsiasi istituzione religiosa, ma solo quello di sviluppare nel bambino la spiritualità che riposa in lui quale origine divina da cui l’anima si è distaccata  nella sua discesa verso l’incarnazione fisica, con esempi di uomini cui hanno vissuto la loro vita in dedizione agli altri,  come per esempio la vita di santi, oppure leggere loro delle favole da cui trarne  degli insegnamenti morali. La favolistica antroposofica al riguardo,  così come i “Fratelli Grimm”, possono offrire diversi spunti alle mamme o, ai papà.

4     I Maestri della saggezza e dell’armonia  dei sentimenti, appartengono alla “Loggia Bianca”  di 12 Bodhisattva discepoli del Cristo, i quali sono uomini molto evoluti ai quali fanno parte sia dei Maestri orientali sia dei Maestri occidentali. Mentre i Maestri occidentali s’incarnano sempre, circa in ogni secolo essi scendendo sulla Terra fino sul piano fisico dove assumono una forma umana transitoria, quelli orientali  s’incorporano invece in ogni secolo nel corpo astrale di una personalità umana matura durante tutto l’arco di cinquemila anni, dopodiché alla fine essi scendono sul piano fisico incarnandosi completamente in un corpo di carne e compiono il cammino di buddha umano. Qui essi devono sviluppare e realizzare la loro dottrina alfine che possa diventare patrimonio di ogni uomo terrestre, per cui alla fine dopo aver conseguito attraverso l’illuminazione, la dignità di Buddha essi salgono ai mondi superiori e non s’incarnano più come uomini sul piano fisico, ma possono operare da quei mondi scendendo col loro corpo trasformato ossia il  “Nirmāṇakāya”, fino al piano eterico partecipando in tal modo all’evoluzione terrestre. Secondo la Scienza antroposofica sei di questi Maestri del cristianesimo moderno sono sempre in mezzo a noi sul piano fisico, i quali ricevono le ispirazioni degli altri sei Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti dal mondo spirituale.  

5      Sergej O. Prokofieff  è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner  ha dedicato maggior parte della sua vita per la divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera.

6      Rudolf Steiner, nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. I dintorni maestosi con boschi e prati nelle vicinanze, e in lontananza gli era possibile vedere le cime nevose delle Alpi. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar.

Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la“Filosofia della Libertà”(Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo.

Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

7 L’uomo secondo Rudolf Steiner è costituito da corpo, anima e spirito, di cui a sua volta ogni involucro umano (secondo l’aspetto evolutivo), possiamo dividerlo ancora in tre parti, per cui per un maggiore chiarimento diamo a seguente tavola schematica:

  • Corpo  =   Corpo fisico – corpo eterico – corpo senziente o astrale
  • Anima =   Anima senziente – anima razionale – anima cosciente
  • Spirito =   Sé spirituale o Manas – spirito Vitale o Budhi – Uomo spirito – o Atma

Volendo questo schema possiamo ridurlo in sette arti costitutivi  dell’uomo, in quanto che, il corpo senziente e l’anima senziente, formano un’unità per il fatto di essere strettamente congiunti tra di loro avendo la stessa sostanza senziente. Così come anche l’anima cosciente e il Sé spirituale formano un’unità, in quanto che sono strettamente uniti tra loro. Per cui avremo che l’uomo è costituito da sette parti di cui:

  • Corpo  = Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale (corpo senziente + anima senziente)
  • Anima = Anima razionale = nella quale l’uomo si riconosce come coscienza dell’io
  • Spirito = Sé superiore (anima cosciente + sé spirituale), spirito Vitale, Uomo spirito

 Per questo possiamo dire che l’anima razionale è quella parte dell’anima umana tramite la quale l’uomo forma attraverso il pensiero, i concetti che accoglie in sé dalle immagini del mondo esterno, in tal modo egli si auto conosce come un essere autonomo e libero, imparando a conoscere la sua natura umana. Fin dal 1543 l’uomo è impegnato allo sviluppo dell’anima cosciente, ossia di quella parte interiore che rappresenta il nucleo dell’essere umano, là dove inizia la manifestazione dell’io, umano, laddove l’uomo può autoriconoscersi quale nucleo dell’anima avente in sé un che di divino cui è ispirato da un essere a lui superiore dal quale è sempre stato guidato in tutte le vicissitudini umane quali azioni karmiche delle vite passate.