Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo XII

Elia viene rapito in cielo e lascia il  mantello al suo discepolo Eliseo – di Duilio Corompai

«Disse il Signore a Elia: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna» (1 Re – 19, 11-13).
 

12. L’Entità del Cristo VI

Abbiamo visto che i quattro evangelisti descrivono quattro aspetti di Gesù di Nazareth entro il quale sono incorporante tre altissime Entità divine-umane, cui è possibile sperimentare solo attraverso le facoltà chiaroveggenti dell’immaginazione, ispirazione e intuizione che i discepoli avevano acquisito soltanto dopo cinquanta giorni dalla morte di Gesù durante il giorno della Pentecoste, di cui l’unico come citato, era Giovanni che iniziato direttamente dal Cristo acquisì la facoltà più alta  dell’intuizione.28  Abbiamo descritto i tratti biografici  più importanti della  natura interiore di due di queste Entità divine-umane, essendo consapevoli che ciò che abbiamo caratterizzato non può che essere poco esauriente nei confronti di questi due altissimi servitori del Cristo, ma essere di stimolo per un maggior approfondimento tramite la conoscenza della Scienza antroposofica. Pertanto, se vogliamo ora accostarci alla comprensione della figura del Cristo, per quanto sia possibile farlo col nostro intelletto umano poco adatto ad afferrare le immagini viventi del mondo spirituale, dobbiamo perciò affidarci alla comprensione concettuale dei fatti descritti da Giovanni nel suo Vangelo che, come abbiamo visto, è l’unico dei discepoli che insieme alla Madre di Gesù e Maria di Màgdala, sono presenti sotto la croce del Golgotha fino alla morte del loro Maestro. Occorre qui ancora ricordare che non è possibile dimostrare l’esistenza del Cristo sulla base di un fatto storico avvenuto due millenni or sono, in quanto che la sua nascita nel mondo fisico non può avvenire come per le altre due Entità divine-umane tramite il concepimento normale della fecondazione (come spiegato) tra due esemplari maschio e femmina, la cui crescita avviene poi dopo normalmente attraverso lo sviluppo dell’età puberale fino all’età adulta. Secondo la conoscenza antroposofica della Scienza dello Spirito, il Cristo è un essere avatarico elevatissimo (il quale esisteva prima della creazione) che abbraccia tutte le coscienze delle gerarchie spirituali superiori, per cui non può nascere attraverso una donna tramite il parto normale per quanto possa essere pura ed evoluta, morrebbe all’istante, bruciata dal fuoco divino. E se anche ciò fosse possibile, non avrebbe alcun senso che quest’Altissima Entità divina debba svilupparsi attraversando i cicli normali umani di crescita, dall’infanzia fino appunto all’età adulta, in modo d’abituarsi alle nuove condizioni terrestri sulla base karmica della vita passata, in quanto il Cristo non si è mai incarnato sulla Terra né possiamo dire che possa avere un debito karmico nei confronti dell’umanità. La Sua incorporazione-incarnazione in Gesù di Nazareth avvenne per la prima volta come citato, in un uomo singolare eccezionale adulto di trent’anni, i cui arti inferiori della sua costituzione umana furono preparati dal popolo ebraico antico attraverso due millenni, cioè dal loro capostipite Abramo in poi, in vista della discesa da mondi elevatissimi dell’Altissimo Spirito solare, richiamato per la quarta volta29 alfine potesse intervenire in soccorso dell’umanità sofferente.

Il primo discepolo che presentì la Sua presenza nell’ambito dell’aura solare riconoscendolo tramite la veggenza ispirativa col nome di Ahura Mazdā fu il grande iniziato Zarathustra, il fondatore della religione persiana antica risalente a circa 7000 anni fa, cui predisse ai suoi discepoli che l’Altissimo Spirito del Sole che opera dietro Ahura Mazdā, sarebbe un giorno disceso sulla Terra e che sarebbe apparso in sembianza umana. Egli per diversi millenni preparò le due correnti regale e sacerdotale con l’aiuto di Melchisedec (Noè), il grande iniziato dell’antichissimo oracolo del Sole di Atlantide, cioè il re-sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme che con l’incontro di Abramo nella “valle dei re”, diede inizio allo sviluppo delle due correnti, iniziando Abramo nei misteri del “pane e del vino”. Dietro l’offerta del pane e del vino che Melchisedec offrì ad Abramo in cambio di un decimo del bottino di ciò che egli aveva conquistato nella valle dei re (Genesi 14:18-20), è celata l’iniziazione di Abramo nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico che dovevano essere preparati nell’ambito del popolo ebraico antico con la collaborazione di Mosè, allievo e discepolo di Zarathustra. In seguito, dall’ottavo secolo a.C. in poi, un’altra altissima Entità sovraumana ebbe il compito di preparare il corpo astrale del popolo ebraico alfine potesse nascere dal suo seno un uomo che fosse in grado di accogliere in sé Ahura Mazdā, ovvero il Cristo, si tratta di Elia uno dei più altissimi Profeti della corrente messianica dell’ebraismo, colui che incarnatosi come Giovanni il Battista aiuterà poi a nascere o incorporare il Cristo nel corpo astrale di Gesù di Nazareth. Elia è un’altissima Entità super-umana che possiamo paragonare a un grande Bodhisattva30, il quale non si è mai incarnato del tutto sul piano fisico in un corpo umano giacché troppo angusto per la sua grande anima, per cui quando è il momento di manifestarsi nel mondo fisico, egli sceglie un uomo tra i più evoluti del popolo in cui vuole agire e s’incorpora in parte, nel suo corpo astrale. Anticamente l’Io umano con cui il Bodhisattva si univa, si allontanava momentaneamente dai suoi involucri umani inferiori, lasciando il posto all’Io sovrumano bodhisattvico che dopo terminata la sua missione lasciava quel corpo, entro il quale ritornava di nuovo il vecchio Io umano che era divenuto più evoluto a causa della presenza del Bodhisattva nei suoi elementi costitutivi umani. Dopo l’evento del Cristo ciò non fu più necessario, per cui nell’uomo che viene scelto dal Bodhisattva alfine che possa manifestare la sua dottrina all’umanità, convivono insieme contemporaneamente due “Io umani” superiori. Per questo, quando l’umanità ha bisogno di una svolta spirituale in modo che l’uomo non si allontani troppo dalla sua origine divina correndo il pericolo che il suo “Io” possa completamente terrestrizzarsi con terribili conseguenze di un animalizzazione arimanica, (per cui la sua forma umana diverrebbe qualcosa di grottesco), vengono inviati dalla comunità dello Spirito Santo, i Bodhisattva umani. Per cui sul piano fisico vedremmo un uomo normale, ma che nella sua interiorità animica è portatore di un Essere spirituale sovrumano che agisce sul piano fisico con delle forze sovrumane invisibili cui non possono essere rilevate da nessun strumento scientifico, e tantomeno essere scritto negli annali della storia umana.

Possiamo allora prendere coscienza che ciò sia  stato valido anche nei confronti di Gesù di Nazareth, il quale aveva incorporato nella sua anima  non solo un Bodhisattva ma anche un Avatar che  agì attraverso il Cristo Gesù con delle forze cosmiche poderose, non solo salvando i quattro elementi costitutivi umani che potranno permettere all’umanità di elevarsi maggiormente a un’esistenza superiore dei futuri stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano, ma della Terra stessa, la quale ha ora in sé le premesse per trasformarsi da pianeta in un nuovo Sole che verrà accolto dalla nostra Stella centrale. Prima però occorre che la Luna si ri-unisca alla Terra, dopodiché tutti i pianeti del nostro sistema solare si ri-uniranno di nuovo col Sole. Questo avverrà di certo non fra un anno o tra un secolo, giacché la trasformazione della Terra così come quella dell’uomo deve avvenire in tempi molto lunghi, in modo da permettere a tutte le anime umane e non solo quelle presenti attualmente sul piano fisico, ma anche tutte le anime umane esistenti nel mondo spirituale che si preparano a ridiscendere sulla Terra le quali, furono create all’inizio del ciclo terrestre e, sono moltissime! tante quante sono le stelle che vediamo di sera nel cielo stellato. Tutto questo non poteva essere provato allora, né di conseguenza può essere provato con degli strumenti scientifici o essere scritto nella storia umana di oggi, in quanto come citato, le forze spirituali non possono essere rilevate da alcun strumento meccanico ma solo dai sensi umani perfezionati e spiritualizzati; come gli organi  della vista sono stati formati dal Sole, così gli organi spirituali della vista interiore devono essere formati dall’uomo stesso, dal suo Io umano attraverso  un cammino  di conoscenza e di purificazione del suo corpo astrale. Pertanto, se di Gesù di Nazareth e del Cristo Gesù, possiamo farci un concetto o meglio, una rappresentazione immaginativa astratta della loro forma corporea umana descritta dai primi pittori e scultori dei primi secoli in cui il cristianesimo andava affermandosi tra mille ostacoli e sofferenze umane, dell’Entità divina del Cristo non abbiamo nulla che possiamo rappresentarci come immagine rappresentativa reale del suo essere spirituale, in quanto Egli non ha forma essendo puro spirito, per cui possiamo solo coglierlo con la vista spirituale della veggenza superiore. Possiamo però farci un concetto o una rappresentazione immaginativa del Suo essere reale, osservando il Rappresentante dell’umanità che Rudolf Steiner ha scolpito in legno a Dornach (Svizzera), osservando chiaroveggentemente la figura luminosa del Cristo eterico nel mondo astrale della nostra sfera terrestre. Vedere soltanto la Sua figura in forma lignea però non basta, occorre farci anche un concetto biografico spirituale sulla Sua origine, chiedendoci: chi è il Cristo?

L’unico apostolo che ci parla del Cristo è appunto Giovanni l’evangelista che nel suo Vangelo scrive che il Cristo è “Parola”. È la Parola cosmica creatrice che proviene dalla Trinità Divina esistente di là dello Zodiaco stellare e che esisteva prima della creazione del mondo, tramite cui Dio Padre ha creato tutto ciò che esiste nell’universo, cui senza la Parola non potrebbe esistere nulla di tutto ciò che è stato creato. Egli continua dicendo che la Parola è Dio stesso quale manifestazione ed emanazione di Dio Padre, da cui il Cristo è generato quale Essere-Io divino avente in Sé le stesse caratteristiche del Padre, cioè i tre aspetti trinitari di Padre, Figlio e Spirito Santo. Sono concetti profondi di un altissimo contenuto esoterico colti dal pensiero chiaroveggente di un altissimo iniziato cristiano, iniziato come sappiamo dal Cristo stesso nella figura di Lazzaro il fratello di Marta e Maria di Betania, cui possiamo comprendere solo con l’aiuto della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, dove Rudolf Steiner nel libro “Il Vangelo di Giovanni”, lo mette in relazione con i misteri dell’evoluzione umana o eoni cosmici di Saturno, Sole e Luna, descritti nella sua “Scienza Occulta” O.O. 13, con i misteri della morte e resurrezione e quelli della Divina Sofia. Soltanto in Giovanni troviamo l’inno alla parola che si fa carne! Il vangelo esoterico della corrente giovannea del vero cristianesimo originario che dopo diversi secoli vissuto all’ombra della corrente pietrina del potere papale, emerse come un fiume sotterraneo alla luce della storia umana tra il XIV e XV secolo come corrente cristiana-rosicruciana tramite Cristian Rosenkreutz (1378-1484). Questo è il nome che Giovanni-Lazzaro ha assunto nel nostro quinto periodo di cultura dell’anima cosciente, dopo essere passato attraverso una nuova iniziazione nel XIII secolo d.C., da parte di dodici Maestri di Saggezza che rappresentavano l’evoluzione di dodici periodi di cultura, cui sette dell’Epoca Atlantica e cinque della nostra Epoca Postatlantica. Essi fecero fluire tutta la loro saggezza antica in formule mantriche, in un giovanetto che aveva vissuto durante gli eventi di Palestina tutta l’esperienza cosmica-umana della morte e resurrezione del Cristo, nella   Personalità umana di Lazzaro-Giovanni. A uno a uno, gli iniziatori fecero fluire le formule magiche di tutta la loro conoscenza antica nell’anima del giovinetto, fino a che questi divenuto come trasparente lasciò come morto il suo corpo fisico incontrando il Cristo nel mondo spirituale.  (XII. continua).

Collegno, marzo 2023                                                       Antonio Coscia

Note   Antroposofiche

28    L’Intuizione appartiene al quarto gradino della via iniziatica della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, e corrisponde al gradino antico del “Leone”.  L’intuizione è il più alto livello chiaroveggente che un discepolo moderno può raggiungere nel nostro periodo dell’anima cosciente, cui ci dà la possibilità di unirci intimamente alla terza gerarchia dei Troni, Cherubini e Serafini e di conseguenza, unirci non solo al nostro Io superiore, ma anche al nostro Vero Io.

29   Il Cristo ha già compiuto tre sacrifici nei riguardi dell’umanità. attraverso l’incorporazione dell’Anima Natanica, di cui uno durante l’Epoca Lemurica per via dei dodici sensi dell’uomo cui erano in disordine  a causa di Lucifero; il secondo  avvenne nel primo periodo dell’Epoca Atlantica  a causa di un disordine negli organi vitali umani dovuto agli influssi di Lucifero e Arimane, e il terzo avvenne durante i due terzi dell’evoluzione Atlantica, dove il Cristo intervenne incorporando per la terza volta l’Anima Natanica per salvare il disordine delle tre facoltà umane del pensare, sentire e volere, a causa dell’intervento di Lucifero e Arimane. Volendo riassumere i quattro sacrifici del Cristo e dell’Anima Natanica, diciamo che il primo avvenne nella sfera cosmica del Devachan Superiore o delle stelle fisse, il secondo intervento avvenne nella sfera planetaria o Devachan Inferiore, il terzo nel mondo astrale e il quarto nel periodo greco-romano della nostra quinta Epoca Postatlantica. Ma, durante il XIX secolo, avvenne un quinto sacrificio del Cristo e dell’Anima Natanica nei dintorni del mondo astrale adiacente alla nostra Terra, dove a causa dell’oscuramento arimanico provocato da anime materialiste che varcarono la porta della morte tra XVI-XVII e XVIII secolo, provocarono il soffocamento di quest’Anima Angelica, la quale fu salvata di nuovo dall’intervento  del Cristo che assunse su di sé la sfera nera arimanica.   

30     La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» del Cristo-Sole, posto al loro centro.  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su quest’argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive: «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per un’incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmanakaya)». L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’io, lavora, in maniera consueta a un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale» (ibidem).  Per un maggior approfondimento vedi sul blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “Il Paraclito, i Grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente”.

Lascia un commento