Le Gerarchie Spirituali II

Stanza d’Eliodoro – La scala di Giacobbe

«Se si volge lo sguardo da una parte sul Cristo e dall’altra su Lucifero, ci si accorge anche certamente che Lucifero, sovrano di Venere, si presenta con una figura spirituale straordinariamente luminosa. Si è invasi allora dal senso che qualsiasi splendore ci possa mai pervenire dalla contemplazione di qualcosa, qualsiasi splendore possa emanare da una manifestazione di luce, non è che una meschina cosa di fronte alla maestà di Lucifero nell’epoca solare» (Cristiania, 12 giugno 1912).  Rudolf  Steiner

2.  La caduta di Lucifero, sovrano di Venere

L’Antroposofia, o Scienza dello Spirito, rivela che affinché un sistema solare possa evolvere, sono necessarie forze di contrasto che si contrappongano. Queste entità gerarchiche, che si contrappongono al piano divino, sono come dire, esseri spirituali che si sacrificano affinché il piano divino raggiunga la sua meta con forze più poderose che sono sviluppate con la collaborazione tra Dei regolari e dèi anormali, sia divini che umani. Queste entità anormali sono entità divine e divine-umane che rimangono indietro a un grado evolutivo imperfetto, agendo in tal modo da freno all’evoluzione normale, contrastando così gli Dei regolari delle gerarchie superiori. In altre parole, queste entità gerarchiche dell’ostacolo si sacrificano restando indietro durante uno o più stati di coscienza o eoni cosmici, facendo sì che non raggiungano il grado di perfezionamento necessario per ascendere a uno stato di coscienza divino superiore. Essi, pertanto, appartengono a tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema solare, le quali restano indietro a degli stadi evolutivi antichi e diversi che non hanno superato, restando di conseguenza a dei livelli di coscienza differenti in base al loro grado gerarchico, rispetto ai loro compagni, diventando in tal modo spiriti luciferici. Al contrario, le altre divinità normali gerarchiche continuano invece a perfezionarsi e a salire di livello spirituale superiore nei diversi stati di coscienza cosmici che si susseguono, alfine di realizzare la meta del creatore divino, ovvero la Trinità Divina Universale del nostro Zodiaco stellare.

Queste entità luciferiche, così denominate dalla scienza dello spirito a causa della loro guida chiamata Lucifero, fanno parte di tutte le divinità normali superiori delle prime, seconde e terze gerarchie divine. Tuttavia, esiste una differenza alquanto importante tra le diverse categorie di entità luciferiche, per il fatto che la loro esistenza nel piano cosmico divino presenta diversi aspetti spirituali comportamentali, per le quali vengono formate o addirittura create. Questo è dovuto all’importanza ostacolatrice che assumono nel cosmo gerarchico, sia nei confronti degli stessi creatori che nell’evoluzione cosmica stellare, planetaria e terrestre. Infatti, le entità della prima gerarchia – i Serafini, i Cherubini e i Troni – crearono Lucifero o gli esseri luciferici, tramite il rispecchiamento del loro essere. Ovvero, essi pensarono che per il loro ulteriore sviluppo superiore fosse necessario creare delle entità divine che le contrastassero, nelle quali potessero rispecchiarsi. Fu così che essi pensarono a se stessi creando una generazione di dèi a loro sottoposti, allo scopo di permettersi di specchiarsi e di acquisire coscienza di sé. Questo avvenne durante il primo stato di coscienza cosmico chiamato Saturno2, dove crearono delle immagini-pensiero divine prive di autonomia e a loro subalterne, che rimasero indietro come scorie degli stessi Dei creatori, trasformandole in tal modo in divinità luciferiche. Esse operano nel cosmo stellare-eterico nelle forze plasmatrici eteriche, quali etere di calore, etere di luce, etere del suono e l’etere della vita. Mentre la generazione di Dei regolari o del progresso, si manifesta con forze più potenti nell’ambito del cosmo materiale, operando con le forze formatrici negli elementi più densi, come aria, acqua e terra.  Rudolf Steiner, nel libro “Meraviglie del creato, Prove dell’anima, Manifestazioni dello spirito” O.O. 129, scrive:

«Gli Dei che vivevano in meravigliosa armonia e unità e che esistevano prima dell’antico Saturno, rappresentarono se stessi: pensarono. Solo che i loro pensieri non erano come i pensieri umani, che si devono dire irreali, ma erano Entità, erano altri dèi. Abbiamo così generazioni di Dei che in origine sono per forza propria nella loro realtà [cioè, le Entità creatrici], e altri che sono semplicemente le rappresentazioni reali degli Dei creatori [entità luciferiche] legati direttamente all’evoluzione di Saturno, Sole e Luna; sono entità divine che per così dire aleggiano intorno al mondo nelle sue evoluzioni degli stati di coscienza cosmici di Saturno, Sole e Luna. Si hanno dunque due generazioni di Dei. Una di esse è il mondo di rappresentazione dell’altra, si rapporta all’altra proprio come i nostri pensieri si rapportano alla nostra reale esistenza animica … E come in sostanza l’uomo si riconosce solo nei suoi pensieri, così gli Dei originari impararono a conoscersi in Lucifero e nelle sue schiere. Potremmo esprimere le cose anche in altro modo, dicendo che le entità che erano in realtà solo i pensieri delle altre rimasero sempre indietro rispetto alla restante evoluzione. Gli Dei progredienti lasciarono per così dire indietro qualcosa di sé in modo da poterlo guardare e potersi contemplare nello specchio espulso dalla loro stessa sostanza, così come nella vita reale ci si può riconoscere solo in uno specchio… Nel corso dell’evoluzione solare [ossia prima dell’evoluzione dell’Epoca Lemurica] avvenne la separazione tra le due generazioni di Dei: l’una si dispose a vivere come i veri Dei antichi con gli elementi terra, acqua e aria, l’altra trovò troppo difficile trasferirsi  in questi elementi più densi e continuò a vivere in quelli che chiamiamo gli elementi eterici, anzitutto col calore, con l’etere di luce, con l’etere chimico e l’etere di vita» (Ibidem, pag. 153-157).

Dobbiamo dire che queste divinità luciferiche, create e non generate (come invece fu per l’Entità divina del Cristo, di cui parleremo più avanti) dalle divinità della prima gerarchia, verranno alla fine di ogni eone o stato di coscienza cosmico reintegrate di nuovo nei loro rispettivi creatori divini. Diversamente, invece, sono le divinità della seconda gerarchia, di cui dobbiamo distinguere i diversi aspetti di Lucifero o delle entità luciferiche che sono andate formandosi durante gli stati o eoni cosmici di coscienza precedenti la nostra Terra spirituale. Avvenne che durante il secondo stato di coscienza dell’antico Sole, ossia due incarnazioni precedenti la nostra Terra, in cui l’uomo era a un livello elementare di coscienza simile al vegetale, gli Angeli a un livello animale e gli Arcangeli che attraversavano il gradino umano. A un livello di coscienza superiore c’erano gli Archai con la loro coscienza immaginativa, le Potestà con la coscienza ispirativa, le Virtù con la coscienza intuitiva e le Dominazioni che erano i reggenti dell’antico Sole. I reggitori dell’antico sistema planetario che andava allora formandosi ed elevandosi a stati superiori di coscienza, erano i sette Spiriti di Saggezza o Kyriotetes. Tra questi c’era il Cristo reggitore del pianeta Sole (il Sole, infatti, non era ancora evoluto a stella centrale, ma era un pianeta oscuro simile agli altri), e Lucifero, reggitore del pianeta Venere. Il Cristo e Lucifero erano come due fratelli planetari, i quali splendevano di un’incommensurabile bellezza. Tuttavia, a differenza del Cristo, in Lucifero la sua figura di luce appariva come quella di uno spirito dotato di un immensurabile orgoglio, tanto smisurato da essere quasi sedotto dalla sua stessa bellezza. Nel libro “L’uomo alla luce di occultismo, teosofia e filosofia”, Rudolf Steiner racconta il dramma di Lucifero nella decima conferenza di Oslo, dove prendiamo alcuni brani in cui si legge:

«Guardando indietro all’epoca solare, ci si presentano il Sole stesso, ancora come pianeta fra gli altri sette pianeti, e Venere, con Lucifero come sovrano. Lo spirito del Sole e lo spirito di Venere – il Cristo e Lucifero – appaiono inizialmente come fratelli … Se si volge lo sguardo da una parte sul Cristo e dall’altra su Lucifero, ci si accorge anche certamente che Lucifero, sovrano di Venere, si presenta con una figura spirituale straordinariamente luminosa. Si è invasi allora dal senso che qualsiasi splendore ci possa mai pervenire dalla contemplazione di qualcosa, qualsiasi splendore possa emanare da una manifestazione di luce, non è che una meschina cosa di fronte alla maestà di Lucifero nell’epoca solare. Ma Lucifero, appare anche come uno spirito di un infinito immenso orgoglio per tutto ciò che ha in sé, di un orgoglio così smisurato che si può essere sedotti anche solo da esso … Questa è la seduzione di Lucifero nella sua orgogliosa grandezza: fiero della sua figura di luce. Ciò che si può chiamare luce immanifesta, luce che non risplende esteriormente, ma che ha in sé una forza grande possente: ecco, questo è ciò che Lucifero possiede in sommo grado. E accanto a lui, nell’antica epoca solare, vi è la figura del Cristo, sovrano del pianeta Sole, il quale rappresenta un’immagine di completa dedizione a ciò che nel mondo l’attornia … L’universo era allora diverso da quello di oggi. Le dodici costellazioni dello Zodiaco di oggi, non esistevano allora come tali, esteriormente come stelle visibili, ma al loro posto vi erano dodici figure, dodici Entità, le quali, poiché lo spazio esteriore non era riempito di luce, facevano risuonare le loro parole dalle profondità dell’oscurità, dalle tenebre … Nell’antica epoca solare, vi è la figura del Cristo, sovrano del pianeta Sole, il quale rappresenta un’immagine di completa dedizione a ciò che nel mondo l’attornia. Mentre Lucifero veramente sembra pensare soltanto a se stesso – occorre servirsi di espressioni umane, sebbene siano insufficienti –, il Cristo appare invece dedito a ciò che lo circonda nel vasto universo. L’universo era diverso dalle dodici costellazioni luminose di oggi. Se oggi ci si trasferisse sul Sole e si volgesse lo sguardo tutt’intorno, si vedrebbero innanzitutto le dodici costellazioni dello Zodiaco. Queste allora non esistevano come tali, esteriormente visibili, ma al loro posto vi erano dodici figure, dodici entità, le quali, poiché lo spazio esteriore non riempito di luce, facevano risuonare le loro parole dalle profondità dell’oscurità, dalle tenebre … E mentre Lucifero aveva in sé unicamente il desiderio di illuminare ogni cosa con la luce che in lui esisteva e di riconoscere tutto per mezzo di essa, il Cristo si abbandonò all’impressione di questa parola cosmica di qualità impronunciabile e l’accolse tutta, l’accolse pianamente in sé, così che quelle voci si trovarono riunite nell’anima del Cristo. L’anima del Cristo divenne l’essere che in sé riuniva i grandi misteri cosmici che in essa risuonavano mediante la parola impronunciabile. Così ci appare l’Entità del Cristo che umilmente accoglie la parola cosmica impronunciabile, dall’orgogliosa figura di luce di Lucifero, spirito di Venere, il quale respinge la parola cosmica e vuole comprendere ogni cosa con la propria luce. E da ciò che Lucifero e il Cristo erano a quell’epoca deriva l’intera successiva evoluzione. Infatti, ne derivò che l’essere del Cristo accolse in sé la parola cosmica che tutto comprende, accolse i misteri i segreti cosmici che tutto abbracciano, e che l’entità di Lucifero, per causa di ciò che posso esprimere soltanto con le parole “orgogliosa figura di luce”, perse il suo regno, il regno di Venere … Lucifero andò sempre più perdendo la sua sovranità, il regno di Venere; con tutta la sua luce divenne un re senza trono; e il pianeta Venere da allora in poi dovette fare a meno di un vero sovrano e non poté perciò percorrere che una evoluzione discendente … Il Cristo invece, che aveva accolto la parola cosmica che ha la qualità di accendersi nell’anima e che l’ha appresa con rinnovata luce, così che, dall’antica epoca solare in poi, divenne in Lui luce cosmica. E il pianeta di cui Egli era il reggente si è evoluto a centro dell’intero sistema planetario, divenendo l’attuale Sole, di cui gli altri pianeti sono divenuti dipendenti anche rispetto ai loro reggenti spirituali» (Ibidem, Cristiania, 12 giugno 1912)

Fu così che nell’antico stato di coscienza solare le strade di Lucifero e del Cristo andarono separandosi sempre più.  Lucifero andò perdendo il suo regno di Venere e la sua splendida bellezza, la quale andò oscurandosi sempre più a causa del suo orgoglio assumendo quei tratti luciferici che contrastavano la giusta evoluzione, e divenendo di conseguenza oppositore del Cristo durante il seguente stato di coscienza lunare che chiamiamo antica Luna.  Lucifero e il Cristo in tal modo si allontanarono sempre più uno dall’altro; Lucifero in una fase sempre più discendente e il Cristo sempre più in una fase ascendente.  Cosicché da fratelli, Lucifero divenne oppositore del Cristo per tutto il quarto periodo Atlantico fino alla metà dell’Epoca Postatlantica, ossia durante la metà del quarto periodo di cultura greco-romano. La stessa sorte toccò al pianeta Venere che senza guida seguì una fase discendente, mentre il Cristo, al contrario, andò elevandosi a stati di coscienza superiori trasformando il pianeta oscuro del Sole nella Stella luminosa che assumerà il ruolo centrale quale guida del nostro sistema planetario attuale.  (2. Continua)

Collegno, marzo 2024                                                              Antonio Coscia

Aggiunto e Corretto aprile 2024

Note Antroposofiche

2       Saturno come dalla nota (1) dell’articolo precedente, è il primo dei sette stati o eoni cosmici antichi di coscienza, risalente a quattro incarnazioni della nostra Terra o del nostro sistema solare. Saturno nasce quale sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà della prima gerarchia divina spirituale, i quali offrirono una parte della loro essenza di Volontà ai Cherubini. Questi, dopo averla elaborata con gli Spiriti dei Serafini o Spiriti dell’amore, la fanno fluire nello spazio vuoto dell’universo, creando in tal modo il nostro universo spirituale. Secondo la Scienza dello Spirito, l’antico Saturno si presentava all’occhio spirituale chiaroveggente di Rudolf Steiner come una grandissima sfera oscura di calore che si espandeva fino e un po’ più oltre il pianeta Saturno attuale. L’uomo deve ai Troni la creazione del suo primo germe o archetipo spirituale di calore del corpo fisico attuale, il quale è la parte più perfetta dell’uomo poiché ha attraversato quattro evoluzioni cosmiche tramite quattro processi di trasformazioni elementari, ossia i quattro elementi naturali che troviamo nel mondo esterno e all’interno dell’uomo, cioè: Calore, Aria, Acqua e Solido o fisico-materiale. Sono gli stessi processi che ha attraversato la Terra, tramite la compressione della sfera di calore da parte dei Troni, attraverso i quattro stati di coscienza: ovvero dal calore dell’antico Saturno, al calore-aria dell’antico Sole, al calore-aria-acqua dell’antica Luna; infine, alla solidificazione della nostra Terra. Dobbiamo ancora sapere che il nostro corpo fisico attuale, non è il vero corpo fisico dell’uomo o archetipo spirituale creato dai Troni sull’antico Saturno. Il nostro vero corpo fisico è il corpo di calore, che Rudolf Steiner chiama “Fantoma”. Se osserviamo la costituzione del nostro corpo fisico, possiamo notare che esso ripete le quattro incarnazioni della nostra Terra: ovvero è composto da calore, aria, acqua e solido. Se immaginassimo di rimuovere le tre parti di aria, acqua e solido o materia solida, ciò che rimarrebbe sarebbe un uomo interiore fatto esclusivamente di calore. Questo è il nostro vero corpo fisico umano, donato dai Troni, che dopo la morte si unisce all’interno della nostra Terra spirituale. Quì viene frantumato nella cosiddetta “ottava sfera del frangimento”, insieme a tutti gli altri corpi di calore di coloro che sono deceduti, per essere trasformati e preparati per le nuove anime in via di incarnazione.

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