La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo I

«Il vero e proprio Io dell’uomo, anche nella sua incarnazione sulla Terra non entra nel suo corpo fisico. Esso rimane per così dire davanti alla porta della nascita nel mondo spirituale. Ciò che noi qui sulla Terra sperimentiamo e nominiamo con questa parola quale “io” è soltanto un rispecchiamento del vero “Io” superiore nel corpo fisico». (Rudolf Steiner1, conferenza di Bologna).

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo I

Sergej O. Prokofieff2, rispondendo alla domanda “Che cos’è l’Antroposofia?”, tenne una serie di conferenze nel tentativo di affrontare un tema alquanto complesso. Tale argomento risulta difficile da comprendere sia per coloro che non hanno avuto modo di approfondire la Scienza dello Spirito o antroposofia, sia, in alcuni casi, persino per gli stessi antroposofi, studiosi e allievi esoterici, che da tempo cercano di esplorare l’essenza reale di questo essere gerarchico dei mondi superiori dello spirito. Prokofieff, uno dei più evoluti e fedeli allievi di Rudolf Steiner, dedicò tutta la sua vita alla diffusione della Scienza dello Spirito come nuova via esoterica cristiana-rosicruciana. Pubblicò un’abbondante letteratura antroposofica cristologica, amorevolmente curata dall’antroposofa tedesca Christine Untersulzner per la Widar Edizioni. Nel libricino “Che cos’è l’Antroposofia”, Sergej O. Prokofieff sintetizza cinque aspetti principali e fondamentali riguardanti l’Essere dell’Antroposofia. In questa opera, egli evidenzia con estrema sintesi cinque capitoli dedicati a: “L’enigma dell’uomo, il cammino di conoscenza dell’antroposofia, la coscienza dell’io3 e il Mistero del Golgotha, il cammino evolutivo di Rudolf Steiner e l’Essere del Cristo, e il mistero dell’uomo”. Sulla pagina di copertina, Christine Untersulzner, in qualità di editorialista antroposofa, esprime, in una nota sintetica, il pensiero sviluppato da Prokofieff in questi capitoli. Ella sottolinea maggiormente il rapporto del pensatore con l’Antroposofia, piuttosto che con l’Essere Antroposofia stesso. Secondo Untersulzner, infatti, l’Essere Antroposofia rimane indescrivibile e sfugge alle definizioni del pensiero razionale. Afferma che l’incontro interiore con essa appartiene alle esperienze più intime dell’anima e, di conseguenza, non può essere rappresentato pubblicamente in un articolo, anche se di alto livello spirituale.

Ho selezionato un articolo del libro tratto da uno dei cinque capitoli, intitolato “La coscienza dell’io e il Mistero del Golgotha”. In questo passaggio, l’autore esamina con grande chiarezza il dramma umano, sollevando una domanda cruciale riguardo all’oscuramento della coscienza dell’io quando si attraversa la soglia della morte: «Se la coscienza dell’io può emergere soltanto dal rispecchiamento dell’io nell’organizzazione corporea, e l’essere umano abitualmente conosce soltanto questa forma di coscienza dell’io, che si basa sul corpo, che cosa accade a essa quando, nella morte, l’uomo deve abbandonare il proprio corpo fisico?» (ibidem, pag. 17 seconda versione). A questa domanda, Prokofieff risponde citando un estratto di una conferenza tenuta a Zurigo da Rudolf Steiner, dal titolo “Il legame fra i vivi e i morti”. Rudolf Steiner scrive: «Chiediamoci, prima di tutto, cos’è la morte umana? Questa domanda trova una risposta solo se la morte non viene contemplata dal punto di vista della nostra vita fisica sulla terra, bensì dall’altra prospettiva, ossia quella di chi ha già attraversato il portale della morte. Nelle mie lezioni (alcune delle quali sono già state pubblicate), ho menzionato il fatto che la morte, vista dall’altro lato, ossia dal mondo in cui entra la persona una volta attraversata la soglia della morte, rappresenta l’evento più significativo di tutti. È l’evento che rivela continuamente all’essere umano deceduto, ormai privo del corpo fisico, che le vittorie della vita non cessano mai. La contemplazione diretta della morte dall’altro lato, questa visione elevata, maestosa e ininterrotta, dona una ferma coscienza dell’io durante l’esistenza tra la morte e una nuova nascita. Proprio come la memoria ci offre una coscienza dell’io in questa vita, riportandoci a momenti definiti della nostra esistenza fisica, allo stesso modo la contemplazione della morte dall’altro lato, dal lato spirituale, conferisce la coscienza dell’io tra la morte e una nuova nascita» (vedi O.O. 168, 24.10.1916, pag. 104-105).

Questa tragicità della coscienza dell’io, continua Sergej O. Prokofieff, era pienamente cosciente soprattutto agli antichi greci: la chiarissima coscienza che sviluppavano soltanto nel corpo fisico esplicando il pensare filosofico, non poteva essere portata nel post mortem perché là mancava il corpo fisico materiale come specchio. E quando nei Misteri, provvisti dal pensare libero dai sensi, essi abbandonavano il corpo fisico avendo così delle percezioni coscienti nel mondo spirituale, ciò era possibile soltanto perché si rimaneva ancora collegati con il corpo fisico mediante il sentire e il volere. Quando però sulla via dei Misteri si giungeva al punto da rendere liberi dal corpo fisico anche il sentire e soprattutto il volere, allora l’uomo nell’accedere al mondo spirituale non aveva più alcuna stabilità in sé e si dissolveva in esso come una singola goccia nell’oceano. Egli non era più in grado di mantenere in esso la sua individualità o la sua coscienza dell’io. Infatti, le forze di morte, [ossia i pensieri reali del nostro Io superiore che si specchiano come pensieri morti nel cervello fisico] di cui l’uomo aveva bisogno sulla Terra per la sua coscienza dell’io, egli non poteva portarle con sé nel mondo spirituale. Così il greco dopo la sua morte poté dimorare nel mondo spirituale solo con la coscienza attenuata e di conseguenza lo sperimentò ombroso» (ibidem, pag. 18 s. v.).  Prokofieff continua ponendo un’altra domanda, formulandola così: «Come si può rimanere un essere dotato dell’io anche dopo aver abbandonato nella morte il nostro corpo fisico»?

Egli risponde che sulla Terra, soltanto mediante la presenza del suo corpo fisico l’uomo raggiunge la piena coscienza dell’io, ciò che tuttavia, finché l’uomo pensa soltanto col suo cervello fisico è collegato alla forte sensazione che con la morte essa vada inevitabilmente perduta. Quando si entra nel mondo spirituale e in esso si vorrebbe raggiungere l’immortalità dell’anima (questo è sempre collegato con lo spegnersi del pensare corporeo) si sperimenta invece il continuo pericolo di perdere la coscienza dell’io individuale come accade nel Samadhi orientale. Sulla Terra, continua, si vive come uomo dotato di io senza la possibilità di portare con sé nel post mortem la propria coscienza dell’io per il fatto che le forze di morte che la producono non possono essere portate con sé nel mondo spirituale. E nel mondo spirituale la coscienza dell’io non si può sviluppare pienamente perché là mancano le forze di morte o corporee necessarie. Riassumendo questo problema, egli prosegue, esso appare inizialmente insolubile e può essere descritto così: sulla Terra, l’io esiste senza immortalità, mentre nel mondo spirituale accade l’opposto. Là vi è l’immortalità dell’anima, ma manca la coscienza dell’io. Questo fenomeno può essere interpretato da un’altra prospettiva: finché l’uomo risiede nel suo corpo fisico, le tre componenti animiche – pensare, sentire e volere – la cui unione costituisce nel mondo fisico il fondamento della sua coscienza dell’io, vengono mantenute unite proprio da questo corpo. Quando oltrepassa la soglia della morte, il pensare, il sentire e il volere si separano e rischierebbero di perdere completamente il loro collegamento – un processo paragonabile al dissolversi di una goccia nell’oceano – se non trovassero ora un nuovo sostegno, poiché il corpo fisico è stato abbandonato. Che cos’è, dunque, questo sostegno si chiede Sergej O. Prokofieff?

Egli risponde menzionando Rudolf Steiner, il quale ha parlato del fatto che l’umanità occidentale, già nel XIX secolo ha oltrepassato inconsciamente la soglia del mondo spirituale (vedi per esempio O.O. 233a, 12/01/1924).  Nel libro “Sedi di Mistero del Medioevo” dell’Opera Omnia, menzionata qui da Prokofieff, leggiamo appunto a pag. 78, che Aristotele, secondo Rudolf Steiner, sosteneva fermamente che nell’uomo “forma e materia” confluiscono: la materia è forma, la forma è materia. In quel tempo antico, Aristotele insegnava che, attraverso l’organo spirituale del Chakra frontale o terzo occhio, l’uomo percepiva tutto ciò che è materia, ossia la composizione del mondo vegetale. Invece, attraverso l’interno del sistema osseo, l’uomo apprendeva il modo in cui una pianta cresce e perché le sue foglie presentano questa o quella forma (…). Al tempo di Aristotele questa dottrina esisteva in tutta concretezza, e una traccia ne sopravvisse sino al XIX secolo, quando si raggiunse proprio il fondo dell’abisso in cui queste cose andarono perdute del tutto. Si aprì un baratro che si estese sino alla fine del XIX secolo, quando esse poterono venir riscoperte, essendosi iniziata l’epoca di Michele. Nel passare sopra quel baratro gli uomini attraversarono però realmente una soglia, e su quella soglia si trova un “Guardiano”. L’umanità non poté osservarlo in quel tempo stesso, mentre gli passava dinanzi, fra il 1842 e il 1879. Per la propria salvezza l’umanità deve però ora guardare indietro e riconoscere il guardiano. L’ignorarlo, continuando ciecamente a vivere nei secoli seguenti, condurrebbe infatti l’umanità all’estrema rovina (ibidem, pag. 78-79).  

Nell’attraversare quella soglia in modo incosciente vennero creati i presupposti per la scissione delle tre forze animiche esistenti nell’umanità. La conseguenza di ciò, continua Sergej O. Prokofieff, è che, nella nostra civiltà moderna, si mostrano sintomi collegati alla separazione delle tre forze dell’anima – pensare, sentire e volere. Tali fenomeni possono essere osservati con crescente frequenza nei sintomi più disparati di malattia e nella decadenza della civiltà esteriore contemporanea. Nel suo libro “L’Iniziazione” (O.O.10), Rudolf Steiner descrive come, attraverso una disciplina coerente, l’io dell’uomo possa essere rafforzato al punto da sviluppare le condizioni che gli permettano di non soccombere a questi sintomi di decadenza mantenendo l’unione tra pensare, sentire e volere. Nel corso dell’evoluzione superiore, egli continua, i fili che uniscono queste tre forze fondamentali vengono interrotti. (Effettivamente con l’evoluzione spirituale superiore il cervello dell’uomo, per esempio, si scinde in tre parti separate. La scissione è di genere tale che l’osservazione sensibile ordinaria non può percepirla, né gli strumenti materiali più perfezionati valgono a dimostrarla. Tuttavia, essa si verifica, e il chiaroveggente ha mezzi per osservarla. Il cervello del chiaroveggente superiore si scinde in tre entità indipendentemente attive: il cervello pensante, il cervello senziente e il cervello volitivo. Gli organi del pensare, sentire e volere si trovano allora completamente liberi l’uno dall’altro (ibidem, pag. 151). Se l’umanità accoglie la Scienza dello Spirito e mette in pratica gli insegnamenti suggeriti da Rudolf Steiner, può allora prendere coscienza del suo “doppio” (Doppelgänger)4 e incontrare il Guardiano della Soglia.5 In questo modo, l’uomo può conservare la consapevolezza del proprio io anche nell’esperienza post mortem. Se ora questa disciplina viene percorsa in modo sufficiente essa conduce appunto l’uomo [a superare un secondo ostacolo: un Guardiano più potente del primo] all’incontro con il Grande Guardiano della soglia6 e con ciò con il Cristo stesso (vedi O.O.13).

Collegno, maggio 2020

Agg. aprile 2025                                                                                            Antonio Coscia

Note Antroposofiche

1      Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     Sergej O. Prokofieff è stato uno dei più importanti allievi e discepoli di Rudolf Steiner, dedicando la maggior parte della sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Ha approfondito diverse tematiche antroposofiche attraverso la pubblicazione di numerosi libri, tra cui quelli sul mistero del Golgotha, sull’Io umano, su Michele e sull’essere dell’Antroposofia. Nato il 16 gennaio 1954 a Mosca, in Russia, è scomparso il 26 luglio 2014 a Dornach, in Svizzera. Ha studiato pittura e storia dell’arte presso l’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e, per molti anni, ha svolto un’intensa attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale presso il Goetheanum di Dornach, in Svizzera.

3    La coscienza dell’io umano ha iniziato a manifestarsi soltanto nel quarto periodo di cultura greco-romano. Infatti, prima dell’evento del Cristo, la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i Greci e i Romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male ha compiuto, nei Greci e nei Romani antichi si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai Greci col nome di «Erinni» e presso i Romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli, insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero, lasciando il posto alla «voce della coscienza». Questa voce, simile a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano, giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. La coscienza cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha, tramite l’Impulso dell’Io-Cristo, scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. Questa coscienza dell’io nasce durante lo sviluppo dell’anima razionale, come primo impulso dello sviluppo del pensiero o dell’anima razionale o affettiva. Con l’avvento dello sviluppo dell’anima cosciente (circa 1413), il pensiero umano continuò a rafforzarsi in modo crescente. Cosicché l’uomo divenne sempre più un essere autonomo, svincolandosi sempre più dai dogmi della Chiesa romana, fino a scoprire attraverso Cartesio (con il suo celebre aforisma, «Cogito ergo sum» – «Penso, dunque, sono») che i pensieri non provenivano da Dio, ma dalla stessa facoltà animica interiore dell’io pensante. In realtà però, la coscienza dell’io nasce dalle tre facoltà umane insite nell’anima umana, ovvero il pensare, il sentire e il volere, giacché nell’uomo agiscono come unità grazie al corpo fisico. Infatti, di notte, quando il corpo astrale e l’io umano lasciano indietro a giacere nel letto, il corpo fisico e il corpo eterico, la coscienza dell’io cade nell’oblio; essa come d’incanto ritorna al mattino quando appunto il corpo astrale e l’io, compenetrano di nuovo i due corpi dell’uomo. La coscienza dell’io può sussistere e continuare a esistere, sia di notte che, quando attraversiamo la porta della morte, soltanto come spiegato in questo articolo sul libro di Sergej O. Prokofieff: “Che cos’è l’Antroposofia”.

5     Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta.  il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare il suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

6   Il grande Guardiano della Soglia è un Entità astrale ancora più terrificante del piccolo Guardiano della Soglia che l’uomo incontra durante il discepolato. Quando il discepolo sia arrivato al punto di purificare il piccolo Guardiano della Soglia gli viene concesso di lavorare per il bene dell’umanità oppure di entrare nel consesso divino senza più sottostare alla legge della reincarnazione. Egli allora se decide di entrare nel mondo spirituale deve incontrare e superare il Grande Guardiano della Soglia che è il Cristo stesso che gli appare in una figura immaginativa riflessa terrificante.

7   Il Fantoma o fantòma (Phantom) è il nostro vero corpo fisico che è costituito essenzialmente di calore, di forze di calore che attraggono la materia fisica che forma il nostro corpo umano. Se immaginiamo di togliere da noi tutta la sostanza solida o fisica, tutta la sostanza di acqua e tutta la sostanza di aria, resterebbe in noi soltanto la sostanza di calore, ossia un uomo di calore, il quale è il nostro vero corpo fisico di calore formato dalle forze saturnie concessaci dagli Spiriti della Volontà, cioè i Troni. È la nostra parte corporea più perfetta alla quale i Troni e altre gerarchie superiori, hanno lavorato al suo perfezionamento spirituale-animico-corporeo, durante l’evolversi dei quattro stati di coscienza planetari susseguitesi nell’arco di quattro “eoni cosmici” e che la Scienza dello Spirito chiama: “Saturno, Sole, Luna e Terra”.  Alla venuta del Cristo il fantòma umano, cioè il corpo di calore insieme al corpo eterico e quello astrale, erano ormai consunti, arrivati, cioè a una condizione tragica di logoramento e di disequilibrio animico cui si manifestavano attraverso malattie molto gravi come la “lebbra”. Ciò era la causa sia del peccato originale dovuto alla tentazione di Lucifero, sia al troppo egoismo che afferrava le anime svuotate dallo spirito cosmico e dalla “Bat Kol” (la voce divina) che non si manifestava più attraverso i Profeta ebraici, né tantomeno tramite la falsa religiosità dei sacerdoti “farisei”. Il Cristo nei suoi tre anni vissuto in Gesù di Nazareth poté ripristinare completamente il fantòma originario di Saturno, dal quale nella discesa e risalita attraverso i vari strati della Terra, creò nella sfera del “frangimento”, un nuovo fantòma o corpo spirituale (corpo di resurrezione). L‘uomo che accolga in sé il Cristo come spiegato dalla Scienza dello Spirito, può accogliere in sé non solo il fantòma di Gesù di Nazareth (il quale secondo la legge dell’economia spirituale può essere moltiplicato all’infinito) ma anche il corpo di resurrezione con cui può mantenere la sua coscienza dell’io anche dopo la morte fisica. (Vedi anche la nota 6 e la nota 9 dell’articolo “Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione” sul blog, “Pensieri Antroposofici dell’Anima”).     

Un nuovo Natale

La scena della natività di Luigi Morgari

Scrissi questa poesia tanti anni fa, in un momento particolare del periodo natalizio in cui vivevo ancora molto nel mio sentire, prima che accogliessi l’Antroposofia. Penso che il mondo di allora, di quarant’anni fa, non sia migliorato, ma anzi sia peggiorato maggiormente, sperando sempre che ad ogni Natale il mondo possa risvegliarsi spiritualmente e accogliere l’Impulso d’amore del Cristo-Sole, dimodoché possiamo preparare il nuovo avvento del sesto periodo di cultura, il periodo fondato sull’amore cosmico umano, il periodo che nell’Apocalisse di Giovanni è chiamato “Filadelfia”.

Un nuovo Natale

Riaffiora nell’anima l’antico ricordo

dove tu, Palestina, preparasti l’avvento,

dal Golgota giunge, fa eco l’ardore

là dove accogliemmo in un mistico velo

la divina scintilla: la “fiamma d’amore”.

Riaffiora nell’anima il tempo dei tempi,

scende una lacrima, lunga è l’attesa

di vedere un mondo diverso da ieri;

nostalgico pianto di anelito al Padre,

il vento sussurra, mi parla di nuovo:

ama il nemico, l’antico fratello,

dischiudi la mente al segno divino,

vicino è la meta del morir: risorgi!

È un nuovo Natale!

Pace fratelli, sia pace in te sorella,

pace alla Madre e ai suoi regni minori,

odo il tuo pianto, s’intona al mio cuore.

Pace, amico divino compagno,

in Te1 nascosto dall’antico velo

sta la dimora, la patria perduta.

In ogni popolo tu crei la discordia,

sospingi l’uomo alla lotta, al potere,

in Te il morir sarà la vittoria.

Pace anche a Te2, fratello maggiore,

che come me tu cadesti in sventura,

là dal profondo trascini i cuori

all’eterno orgoglio, alle passioni.

In Te il divino vi pose la meta

del libero agire, il destino dell’uomo.

È un nuovo Natale!

 Un coro di Angeli intona festoso

l’antico canto risuona nel cuore,

di tromba un suono fa eco all’istante,

il ritorno annuncia: esulta, o uomo!

esulta o mondo! ritorna la Luce.

Splende la stella, vuole unirsi alla terra,

svegliati o Madre, felice allo sposo,

il manto adorna d’ogni colore,

nel grembo accogli il divino seme,

è un nuovo Natale! un Natale d’amore!

Antonio Coscia     dicembre 1984

Note Antroposofiche

1   È inteso Arimane (Satana), come entità arcangelica dell’ostacolo rimasto indietro       nell’evoluzione dell’Antico Sole (tre eoni passati della nostra Terra). Agisce nel “pensare” dell’anima umana come menzogna e potere.  Ha il potere di oscurare la coscienza umana quando nell’anima manca l’adeguata forza morale.  

2     Qui invece è rivolto a Lucifero (Diavolo), come entità angelica dell’ostacolo rimasto indietro nell’evoluzione dell’Antica Luna (due eoni passati della nostra Terra). Agisce nel “sentire” dell’anima umana come: egoismo, orgoglio e passioni. Lucifero era un Angelo bellissimo ma a causa del suo orgoglio la sua luce si oscurò facendolo cadere in un’astralità inferiore vicino all’uomo appunto, dove agisce come ostacolo e tentatore.

AUGURO A TUTTI I VISITATORI DEL BLOG “PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA, UN BUON NATALE E UN SERENO ANNO NUOVO 2025

Francesco Botticini Madonna in adorazione del Bambino con san Giovannino e angeli.  Palazzo Pitti, Firenze

POSSA LA LUCE DEL CRISTO-SOLE ILLUMINARE LE ANIME DI BUONA VOLONTA’ IN QUESTO NUOVO NATALE, IN MODO CHE POSSANO COLLABORARE A REALIZZARE LA SUA VOLONTA’ SULLA TERRA,

COLLEGNO, DICEMBRE 2024 ANTONIO COSCIA

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo VI

Immagine rappresentativa dl Sé spirituale

Più splendente del Sole,

più puro della neve,

più sottile dell’etere, è il Sé.

Lo spirito nel mio cuore.

Questo Sé sono io,

io sono questo Sé.

                                     Rudolf Steiner O.O.245

6. L’io quale nucleo dell’anima umana III

Abbiamo visto che nel primo aspetto l’Io umano si manifesta al chiaroveggente nel mondo sopraspirituale  (mondo del Budhi) come “vero Io o Scintilla divina”, il quale proviene da un mondo o da una  regione spirituale situata oltre le Entità gerarchiche  nei pressi della Trinità Divina da cui trae la sua origine come “Parola cosmica o micro-logos umano”. Questo vero Io o Scintilla divina, abbiamo detto che rappresenta il vero nocciolo interiore della natura spirituale  superiore dell’uomo. Esso fu  accolto come citato, dall’ Elohimità o “Super Ego” dei sette Elohim solari, cui è dato sviluppare e realizzare la vera meta dell’uomo in questa seconda parte dell’evoluzione dell’eone terrestre che chiamiamo “Mercurio”18 e nei prossimi tre eoni o stati di coscienza cosmici di “Giove, Venere e Vulcano”. Alla fine di Vulcano infatti, il vero Io trasformerà completamante il corpo fisico inferiore dell’uomo nell’arto superiore della natura divina umana chiamato “Uomo spirituale o Atma”, realizzando in tal modo l’Archetipo divino creato dal Cristo, quale Persona Divina vissuta per tre anni in Gesù di Nazareth. Questo vero Io o Scintilla divina, abbiamo detto che si sviluppa in relazione alla prima corrente macrocosmica centrale in tutta l’evoluzione o eone terrestre e si presenta  come un Entità eterica, un archetipo umano macrocosmico, proveniente appunto dal mondo della “Parola creatrice”, la stessa sfera  sopraspirituale da dove discese l’altissima Entità del Cristo. Per questo  esiste una relazione molto stretta tra  il vero Io delll’uomo e il “Vero Io” del Cristo, attraverso cui fu possibile al Cristo unirsi durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista,  con l’Io superiore o archetipo umano presente in Gesù di Nazareth. Difatti, questo Io superiore o archetipo spirituale umano, rappresenta secondo il libro “Antroposofia e la Filosofia della Libertà” di Sergej O. Prokofieff, il secondo aspetto dell’Io umano che Rudolf Steiner in alcune conferenze usa diversi nomi quali: “Secondo Io , nuovo Io, (O.O. 13), Io reale (O.O.4), l’altro Sé (O.O.17), Io spirituale (O.O.10), l’Io al disopra (O.O.16). l’Io neonato o il Sé neonato (O.O.13). Quasi sempre Rudolf Steiner impiega le parole “Io e Sé” come  sinonimi. Questo dimostra con quanta libertà di come Rudolf Steiner si muoveva nella sua opera con questa terminologia (ibidem).

Dalla Scienza dello Spirito, sappiamo che questo secondo Io umano fu donato dagli Spiriti della Forma o Elohim solari durante il primo terzo dell’Epoca Lemurica ed è questa  entità o Individualità superiore umana che decide ogni volta di incarnarsi in ogni vita terrena; essa però non scende mai fino al livello terreno ma emana da sé un’immagine rispecchiata nel corpo astrale imperfetto dell’uomo che si  manifesta nell’ambito terreno come io inferiore o coscienza dell’io. Questo Io superiore entra in relazione con lo sviluppo di una seconda corrente occulta micro-macrocosmica attaverso cui si sviluppa il principio del Manas o Sé spirituale. Cosiché come per la prima corrente anche questa si sviluppa in modo settemplice in relazione ai sette arti costitutivi dell’uomo, di cui: il corpo fisico nell’Epoca Polare, il corpo eterico nell’Epoca Iperborea, il corpo astrale nell’Epoca Lemurica, l’Io umano nell’Epoca Atlantica,  il Sé spirituale o Manas nell’Epoca Postatlantica, lo spirito Vitale o Budhi nella sesta Epoca Postatlantica e l’Uomo spirito o Atma nella settima Epoca Postatlantica”. Siccome ogni Epoca si suddivide a sua volta in sette periodi di cultura, di cui ognuno è della durata di circa 2160 anni, abbiamo che il Manas, quale corrente micro-macrocosmica, si sviluppa attraverso tutti i sette periodi di cultura della quinta Epoca Postatlantica, unendosi alla terza “corrente microcosmica” normale terrena. Pertanto abbiamo che il Sé spiriuale o Manas (l’immagine della mela mangiata dai nostri antenati biblici sedotti da Lucifero), ha iniziato a svilupparsi dall’inizio della quinta Epoca Postatlantica, cioè dopo il “Diluvio Universale” e continuerà a svilupparsi per tutti i sette periodi di cultura della quinta Epoca, fino alla catastrofe annunciata da Rudolf Steiner. Per cui nel primo periodo di cultura  Paleo-Indiano, il Sé o Manas (pensiero) cominciò a entrare nel corpo senziente, nel secondo Paleo-Persiano nell’anima senziente, nel terzo Egizio-Caldaico-Ebraico      nell’anima razionale, e nel quarto Greco-Romano nell’anima cosciente dove cominciò a risplendere come prima esperienza dell’io individuale nella filosofia greca. Infine, nel nostro quinto periodo di cultura, che chiamiamo Anglo-Germanico, è entrato nel Sé spirituale; nel sesto periodo Russo-Slavo, nello spirito Vitale o Budhi; e nel settimo periodo chiamato Americano, entrerà nell’Uomo spirito o Atma. Alla fine, avverrà  la grande catastrofe cui Rudolf Steiner chiama “la guerra di tutti contro tutti”, dove,  similmente a come avvenne per la catastrofe Atlantica, una  parte dell’umanità venne messa in salvo da Noè – ovvero il Manu divino che si manifestò ad Abramo come il grande  re- sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme. Così, quelli che avranno accolto l’Impulso del Cristo potranno superare la catastrofe e salvati da un altro Manu (questa volta umano), quale altisssimo discepolo del Cristo.

Come possiamo osservare, il Manas superiore che si sviluppa in tutto l’arco della corrente micro-macrocosmica occulta Postatlantica, coincide  con lo sviluppo del Manas della corrente microcosmica del quinto periodo di cultura dell’Epoca Postatlantica. Qui, uomini più evoluti, risvegliatosi spiritualmente, sviluppano nel nostro quinto periodo di cultura, atraverso vie di conoscenza esoteriche, oltre che il pensiero intellettivo, elevandolo a un pensare immaginativo veggente dovuto allo sviluppo normale dell’anima cosciente, anche un principio microcosmico del Sé spirituale. Questi  sono agevolati dalla particolare congiunzione che si verifica nelle due correnti: la corrente occulta del Manas superiore, con lo sviluppo della corrente del Manas inferiore, nel nostro periodo di cultura Anglo-Germanico. Ovvero, il pensiero intellettivo umano purificato, o per meglio dire il puro pensiero dell’uomo evolutosi attraverso una via di conoscenza, afferra il pensare cosmico universale per un lembo, dove il sé inferiore si unisce al Sé superiore in una sorta di nozze mistiche, precorrendo in tal modo il sesto periodo di cultura o periodo di “Filadelfia” (Apocalisse 3:7-11), ossia il tempo delle “nozze di Cana” annunciato dal Cristo nel Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-11). Vale a dire il tempo in cui, nel sesto periodo di cultura,  la maggior parte dell’umanità evolutasi durante il quinto periodo di cultura salirà fino un certo grado di divinizzazione presso il mondo angelico, in quanto riceverà da essi, come dono dall’alto, un principio microcosmico del Sé spirituale. Occorre dire che questo Sé, non verrà dato dal Cristo19, poiché non l’ha ancora sviluppato come arto spirituale macrocosmico. Per questo avrà in sé una certa coloritura luciferica, la quale, così come nel paradiso fu una tentazione e nello stesso tempo un’elevazione ed emancipazione dell’uomo dagli Dei (la mela data a Eva e a Adamo da Lucifero non è altro che il simbolo del Manas, che elevò l’uomo animale a uomo pensante), potrà diventare allo stesso modo una tentazione per quegli uomini poco umili che non avranno accolto completamente l’Impulso del Cristo. Questi uomini si accontenteranno di questa facoltà spirituale superiore, senza voler evolvere oltre, ossia a stati di coscienza superiori, quale meta dell’uomo voluta da di Dio Padre; ovverosia, si accontenteranno di restare al gradino di uomini-angeli.  Ciò vuol dire che alla fine dell’evoluzione terrestre non saranno nè uomini normali e né  Angeli, poiché per elevarsi al grado angelico occorre purificare non solo il corpo astrale, ma anche una parte del corpo eterico e del corpo fisico.

In merito, nel libro citato, Sergej O.Prokofieff riporta delle parole tratte da una conferenza di Rudolf Steiner, ove scrive: «La quinta sottorazza (il quinto periodo di cultura), questa è la nostra razza anglo-germanica, che deve portare ad espressione il Sé spirituale nel Sé spirituale, il Manas nel Manas. Ciò significa che l’uomo imparerà a comprendere che cosa è a dire il vero il Sé spirituale;  l’uomo si troverà nel Manas. Finalmente il Manas agirà in se stesso» (O.O.94, 31.10.1906).

Egli continua dicendo che, in queste frasi, Rudolf Steiner caratterizza cosa ciò significhi concretamente per la coscienza terrestre dell’uomo, ossia:

«Afferrare il pensare con il pensare, carpire il pensare nel pensare, completare il serpente eterno, questo è il compito della quinta sottorazza» (ibidem).

Poi Sergej O. Prokofieff continua in una sua riflessione importante (tratto dal libro “La Filosofia della Libertà”) cui ci fa meglio capire il significato di tutto questo:

«Il serpente che si morde la coda è l’antichissimo simbolo dell’Io superiore. E il moderno cammino scientifico  che conduce a esso, come mostrato in questo libro [libro sopracitato], passa attraverso la condizione eccezionale, in cui il pensare, pensa se stesso e nel contempo percepisce la propria attività, o in altre parole, afferra se stesso a un lembo. Infatti, il pensare è l’organo, in cui anzitutto l’essere umano si afferra come a un lembo, vale a dire al lembo della sua esistenza eterna, che significa l’ascesa all’ Io superiore o vero Io» (ibidem).

Per cui alla fine conclude questo pensiero con le parole di Rudolf Steiner, il quale descriveva questo nostro attuale periodo di cultura dicendo: «Stimolare ciò nell’uomo, [ossia il puro pensare], è lo scopo del libro “La Filosofia della Libertà”» (ibidem).

Il terzo aspetto dell’Io umano che entra in relazione con la terza corrente terrena è il nostro io inferiore o io terreno, il cui sviluppo avviene attraverso una corrente microcosmica la quale è come dire il rispecchiamento settemplice sul piano fisico della prima corrente macrocosmica  del vero Io. Anche questa corrente, come per le altre, è in relazione allo sviluppo settemplice della costutizione dell’uomo. Il suo inizio ebbe luogo durante la metà dell’Epoca Atlantica con lo sviluppo del corpo fisico, proseguendo il suo sviluppo dopo la catastrofe Atlantica, o secondo la narrazione biblica del “Diluvio Universale”, nella quinta Epoca Postatlantica. Qui, nel primo periodo di cultura cosiddetto Paleo-Indiano, si sviluppò il corpo eterico; nel Paleo-Persiano il corpo senziente; nell’antico Egizio-Caldaico-Ebraico l’anima senziente; nel Greco-Romano l’anima razionale;  nell’Anglo-Germanico l’anima cosciente; nel Russo-Slavo il Sé spirituale; e nell’Americano lo spirito Vitale. Come possiamo vedere lo sviluppo settemplice della costitutzione umana microcosmica è diverso dalla corrente occulta micro-macrocossmica sopracitata.  Difatti, mentre nel nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico la maggior parte dell’umanità è nello sviluppo normale della corrente microcosmica dell’anima cosciente, iniziato nel 1413 circa e terminerà nel 3573, nello stesso tempo si inserisce la corrente occulta superiore micro-macrocosmica con lo sviluppo del Manas superiore, che può essere realizzato solo da anime più evolute. La maggior parte dell’umanità che si sarà preparata spiritualmente20 in questa nostra epoca di cultura, dovrà invece attendere appunto fino al sesto periodo chiamato Russo-Slavo o “Filadelfia”, come è stato citato.

Prepararsi spiritualmente  vuol dire accogliere la nuova conoscenza dei tempi nuovi, la quale deve aiutare l’uomo o l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente o anima dell’intelletto, in modo che non diventi preda degli esseri luciferici, arimanici e asurici21. Ciò comporterebbe che l’uomo, invece  di risvegliarsi alla visione veggente del vero mondo delle gerarchie spirituali che guidano la giusta evoluzione del mondo, penetrerebbe in un mondo luciferico dove questi tenderanno di offuscare il suo giudizio umano. Questo farebbe sì che gli spiriti asurici strapperanno dall’anima umana i ricordi di questa vita; ciò comporterà un imperfezione dell’io umano, compromettendo in tal modo la  salita ed elevazione alla fine dell’eone terrestre, al rango angelico e all’asservimento verso spiriti luciferici e arimanici. (Vedi “Influssi luciferici, arimanici e asurici”; conf. tenuta  a Berlino, il 22 marzo1909). (6. Continua).

Collegno, settembre 2024                                                               Antonio Coscia

Note Antroposofiche

18      Come già spiegato nella nota (1), l’uomo per realizzare la sua meta, deve attraversare sette stati o eoni cosmici di coscienza. Nello stato di coscienza terrestre l’evoluzione avviene in due stati di coscienza diversi, di cui uno di discesa verso l’incarnazione terrestre che la Scienza antroposofica chiama “Marte”; e uno d salita spirituale che chiama “Mercurio”. L’evoluzione umana ha già superato da diverso tempo la metà dell’evoluzione terrestre di carattere marziano discendente; attualmente è in una situazione di salita mercuriale verso la sua origine spirituale, in cui la terra solida, tenderà sempre più a metamorfosarsi negli stati originari da cui ha avuto origine, ossia: “Terra di calore, terra di aria, terra di acqua e infine divenne terra solida”. Il processo ora s’inverte e l’evoluzione terrestre tenderà a trasformarsi nel suo inverso, cioè: “Solido, liquido, aereo e calorico”. Per cui possiamo dire che l’uomo per realizzare la sua meta, attraversa nove stati di coscienza, ossia: “Saturno, Sole, Luna, Terra, di cui (Marte – Mercurio), Giove, Venere e Vulcano”.

19     Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto. È un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare; pertanto, possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale, o tramite la conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica, quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” o “generò” da Sé un “Pensiero Divino”, ossia un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche trinitarie universali della Divinità Trina, vale a dire di “Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”.  Rudolf Steiner nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito”, scrive:

“Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia, e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale” (O.O. n. 129”, pag. 156).

Nella conferenza citata “Io cosmico e io umano” Rudolf Steiner descrive il Cristo dal punto di vista dell’evoluzione planetaria dei sette stati o eoni cosmici di coscienza dell’uomo. Qui egli descrive il Cristo, come un Essere cosmico costituito da quattro arti macrocosmici costituitesi durante gli stati cosmici-planetari di Saturno, Sole, Luna e Terra. Egli continua dicendo che l’uomo è un Essere quadripartito, quale rispecchiamento sul piano microcosmico dei quattro arti macrocosmici del Cristo. Per cui, l’uomo può ricevere dagli spiriti luciferici durante l’evoluzione postatlantica, solo dei principi microcosmici degli arti superiori della costituzione umana, cioè: il sé spirituale o manas, lo spirito vitale o budhi e l’uomo spirito o atma. Il Cristo non può dare all’uomo il principio superiore del Sé spirituale, in quanto non l’ha ancora sviluppato; occorre attendere fino all’eone d Giove.  Per questo come citato, l’uomo può inorgoglirsi e divenire preda degli spiriti luciferici.

20       Attualmente, la maggior parte degli uomini, coscienti o non coscienti, si trova nello sviluppo dell’anima cosciente fin dal 1413 circa, e ciò durerà ancora per circa 1500 anni, ossia fino al 3573 circa. Questo significa che gli uomini che si risvegliano spiritualmente e percorrono un cammino spirituale sono agevolati dagli insegnamenti e dai consigli di Maestri cristiani che hanno accolto l’Impulso del Cristo, per sviluppare nel modo giusto questo quinto elemento superiore della natura umana. L’anima cosciente, infatti, è la quintessenza dell’anima interiore della natura umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana. Tramite essa, l’io risvegliato può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore, o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana, attraverso cui l’io umano può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o, il “dio nell’uomo”. Nel libro la “Scienza Occulta”, Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io … La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (pag. 56-57-58).

21      Queste tre categorie di spiriti dell’ostacolo, sono uomini che nelle antiche evoluzioni cosmiche planetarie, non sono maturati, e appartengono alla categoria della terza gerarchia divina spirituale, ossia gli Angeli, Arcangeli e Archai. Di conseguenza sono spiriti super-umani che si ribellano alle divinità superiori della giusta evoluzione, sono come dire degli ostacoli voluti dalle divinità più superiori appartenenti alla prima gerarchia, dimodoché nel cosmo possano svilupparsi delle forze maggiori. Essi saranno alla fine redenti dagli uomini, quando questi avranno raggiunto stati superiori di coscienza divina.    

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo V

«Non esiste soltanto un’originaria affinità fra il “vero Io” dell’uomo e la Parola Universale, bensì esiste soprattutto un diretto rapporto di questo più alto aspetto dell’Io con il Cristo. Infatti, in Lui la Parola Universale stessa si fece carne sulla Terra e aprì così all’umanità la possibilità di sperimentare nel corpo fisico non solo l’altro Io [l’Io superiore], (questo nell’iniziazione precristiana era già possibile fino a un certo grado), ma anche il “vero Io”».   Rudolf   Steiner

5. L’io quale nucleo dell’anima umana II

Come abbiamo visto anche l’Io umano, la quarta parte della costituzione dell’uomo, si presenta similmente agli altri elementi costitutivi della natura umana precedentemente citati, con tre aspetti: stellare, planetario e terrestre. Nell’aspetto stellare, l’Io umano si manifesta nel mondo sopraspirituale come il vero nucleo essenziale superiore della natura divina umana, che chiamiamo “vero Io” o “Scintilla divina”. Questo aspetto divino della natura umana superiore dell’uomo è un dono della divinità Trina Universale e fu accolto come citato, dai sette Spiriti della Forma o Elohim solari tramite l’Elohimità creata da questi ultimi. Grazie a questa connessione, gli Spiriti della Forma ebbero la possibilità di elevarsi fino alla sfera della “Parola cosmica” esistente al di là delle Stelle fisse e oltre il piano superiore del “Nirvana buddhista”.16 Questa Parola Universale proviene dalla stessa sfera cosmica da dove proviene il Cristo, ovvero l’Io Sono l’Io Sono. Sergej O. Prokofieff 17 uno dei più fedeli ed elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner, nel suo libro “Antroposofia e la Filosofia della libertà” scrive:

“… [il Cristo], per compenetrare l’uomo con l’Io, quale principio centrale dell’evoluzione della Terra, essi [gli Elohim] dovevano accogliere l’impulso della Parola Universale stessa, la mediatrice fra la divina Trinità e il mondo delle gerarchie. Non esiste perciò soltanto un’originaria affinità fra il “vero Io” dell’uomo e la Parola Universale, bensì esiste soprattutto un diretto rapporto di questo più alto aspetto dell’Io con il Cristo. Infatti, in Lui la Parola Universale stessa si fece carne sulla Terra e aprì così all’umanità la possibilità di sperimentare nel corpo fisico non solo l’altro Io [l’Io superiore], (questo nell’iniziazione precristiana era già possibile fino a un certo grado), ma anche il “vero Io” (ibidem, pag. 250).

Rudolf Steiner ne parla poco di questo terzo Io umano; egli ne fa un primo accenno nel suo discorso tenuto nel 1911 all’università di Bologna e nel suo libro “La soglia del mondo spirituale” nel 1913, il quale è raccolto nel volume “Sulla via dell’iniziazione”, dove scrive:

“Se l’anima umana vuole passare nel mondo sopraspirituale, deve cancellare per propria volontà i suoi ricordi del mondo fisico e di quello elementare [eterico]… L’anima deve realmente porsi davanti a un abisso spirituale, di fronte al quale deve prendere la deliberazione di dimenticare il suo volere, sentire e pensare. Deve rinunciare nella sua coscienza al suo passato … La coscienza soprasensibile può pervenire a questa decisione volontaria se si è conquistata una forza animica sufficiente. Se è giunta a tanto, dall’oblio volontariamente provocato le emerge la vera entità dell’Io. L’ambiente sopraspirituale conferisce all’anima umana la conoscenza di questo “vero Io”. Come la coscienza soprasensibile può sperimentare se stessa nel corpo eterico e nel corpo astrale, così può sperimentarsi nel “vero Io”. Questo “vero Io” non viene creato dalla veggenza spirituale; esiste in ogni profondità dell’anima umana. La coscienza soprasensibile non fa che sperimentare e conoscere ciò che per ogni anima umana è un fatto non cosciente, ma inerente alla sua natura” (ibidem, pag.192-193).

Ciò che in queste poche frasi è scritto, è possibile realizzarlo solo tramite una via iniziatica. L’iniziato deve avere già sviluppato il quarto grado della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, corrispondente all’intuizione. Questo grado è il massimo che un uomo del nostro tempo può realizzare attraverso la disciplina antroposofica in questa incarnazione. Rudolf Steiner spiega questo momento drammatico in cui l’iniziato si trova presso l’abisso dell’essere, nella più profonda solitudine. Per incontrare il suo vero Io dall’altra parte della sponda spirituale, deve compiere un estremo atto di volontà: annullare se stesso, la sua personalità umana terrena.  Occorre qui avere una massima preparazione che abbia sviluppato una forte volontà, una massima fede nel Cristo e un coraggio straordinario nel superare l’abisso spirituale. Certamente prendere coscienza del desiderio di unirsi a questo elevato archetipo umano celeste non è affatto facile, poiché richiede uno sforzo considerevole. Ciò nondimeno, nulla è impossibile a una persona determinata. Va però notato che è difficile raggiungere questa vertiginosa altezza spirituale in una sola vita o incarnazione umana, a meno che non si sia già verificato un risveglio spirituale nella vita precedente. Realizzare questo elevato livello iniziatico è possibile solo attraverso un severo cammino, che potrebbe dare i suoi frutti già in questa vita (se il karma lo permette) oppure soltanto in un’altra vita terrena.  Tuttavia, prima di poterci unire al vero Io,occorre innanzitutto che ci uniamo prima col nostro Io superiore. In questo modo, possiamo sperimentare la stessa esperienza di S. Paolo sulla via di Damasco. La celebre locuzione usata da S. Paolo, “Non io ma il Cristo in me”, non si riferisce infatti al suo io umano terreno. Durante la sua esperienza sulla via di Damasco, Paolo fu graziato dal Cristo con la vista spirituale, attraverso la quale prese coscienza del suo Io superiore. Lo stesso avvenne per i discepoli durante il giorno di Pentecoste (Atti 2,1-42). Quindi, quando diciamo “non io ma il Cristo in me” ci riferiamo all’Io superiore, che agisce come una coppa che accoglie dall’alto il vero Io. Questo agisce come filtro, in modo che l’io terreno o la coscienza dell’io non venga intorpidita dalla potenza del vero Io umano, e di conseguenza con l’unione del Cristo.

Sergej O. Prokofieff, nel libro sopracitato spiega in modo dettagliato l’aspetto dei tre Io, mettendoli in relazione a tre correnti spirituali. Egli mette la prima corrente in relazione allo sviluppo dei sette arti costitutivi umani, cioè il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale, l’Io, il Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma.  Con ciò lo sviluppo del quarto principio o principio dell’Io umano nell’uomo risulta quale compito centrale della nostra Terra.  Egli secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito, definisce questa corrente dell’Io la prima corrente macrocosmica, entro la quale avviene lo sviluppo e perfezionamento dell’Io umano attraverso tutta l’evoluzione del quarto stato di coscienza cosmico terrestre. Essa inizia con lo sviluppo del corpo fisico nel primo stato di coscienza dell’antico Saturno, del corpo eterico nel secondo stato di coscienza dell’antico Sole, del corpo astrale nel terzo stato di coscienza dell’antica Luna e infine, dell’Io umano nel quarto stato di coscienza cosmico del nostro eone terrestre (Terra). Seguirà poi un’evoluzione macrocosmica ascendente, dove saranno sviluppati gli altri tre elementi macrocosmici: “Il Sé spirituale o Manas durante il quinto stato di coscienza di Giove, lo Spirito Vitale o Budhi, durante il sesto stato di coscienza di Venere e infine, l’Uomo Spirito o Atma durante il settimo stato di coscienza di Vulcano”. Qui l’Io umano o vero Io raggiungerà il suo massimo perfezionamento manifestandosi come “Personalità Divina o l’Io Sono divino” (che l’umanità ha sperimentato con l’evento del Golgotha, nella Persona divina di Gesù di Nazareth), in quanto avrà completamente trasformato il suo corpo fisico o, se vogliamo, le forze del corpo fisico quale settima parte costitutiva umana-divina.

Riassumendo brevemente, abbiamo messo in evidenza il primo aspetto del quarto principio della costituzione dell’uomo, dicendo che rappresenta il vero nocciolo superiore dell’entità umana. Lo abbiamo chiamato vero Io o scintilla divina, in quanto proviene dalla regione della Parola cosmica universale esistente oltre il mondo delle gerarchie spirituali che operano nel nostro Zodiaco planetario. Abbiamo detto che ciò fu possibile grazie al fatto che i sette spiriti solari, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma, unendosi insieme crearono una specie di “Alter Ego” che Rudolf Steiner negli insegnamenti della Scienza antroposofica chiama “Elohimità”. Questo primo aspetto stellare dell’Io umano o scintilla divina,esiste nel profondo di ogni uomo cui possiamo prenderne coscienza per il momento, soltanto attraverso una via esoterica o disciplina iniziatica. Tuttavia, va detto che diventa quasi impossibile prendere coscienza di quest’altissimo essere celeste senza l’aiuto di una guida o Maestro chiaroveggente. Senza una guida spirituale che abbia realizzato questo aspetto superiore del vero Io, avendo lui stesso percorso almeno i primi quattro gradi iniziatici della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, e che abbia conquistato la facoltà superiore della veggenza intuitiva, diventa difficile e pericoloso per l’iniziando poterlo imitare nel varcare la soglia del mondo spirituale, senza il suo aiuto. Uno di questi altissimi Maestri cristiano-rosicruciano sappiamo che è Rudolf Steiner, in quanto lui stesso nel libro autobiografico “La mia Vita” racconta di essere stato spiritualmente dinanzi all’esperienza vissuta dal Cristo nell’evento del Golgotha:

 “Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza” (ibidem, pag. 279).

Tuttavia, affinché l’umanità possa progredire a livelli di coscienza superiore, in modo da conseguire la meta del creatore, occorre che uomini evoluti, uomini iniziati possano evolversi a stati di coscienza superiore dello sviluppo normale che consegue l’umanità nei diversi periodi di cultura. Nella vita da morte a nuova nascita, l’anima umana normalmente evoluta arriva dilatandosi fino alla sfera di Giove, o al massimo a quella di Saturno, dopodiché dopo un certo periodo ridiscende comprimendosi per una nuova incarnazione. Se l’anima di uomini altamente evoluti non si espandesse oltre il nostro sistema solare arrivando a toccare la sfera della “mezzanotte cosmica” e anche più oltre, dove accolgono dalle divinità superiori facoltà nuove da introdurre nel mondo terrestre, la nostra civiltà umana non potrebbe progredire e nel giro di pochi secoli dovrebbe soccombere non potendo più progredire. Ecco perché l’Antroposofia è stata data all’umanità, affinché ogni uomo appartenente a qualsiasi ceto sociale, tramite questa nuova conoscenza esoterica (o se vogliamo, questa nuova rivelazione dopo quella del Cristo), possa prepararsi a ri-conoscere il Cristo nella Sua seconda venuta nel corpo eterico. Inoltre, che possa prendere coscienza dell’evento del Golgotha, nella sua vera realtà spirituale di cosa è significato per l’umanità e per gli stessi Dei superiori. (5. continua)

Collegno, agosto 2024                                                                               Antonio Coscia

Note Antroposofiche

16    Rudolf Steiner nel libro “L’Impulso-Cristo e la coscienza dell’Io”, spiega il cammino dell’anima dopo la morte, la quale deve attraversare dapprima il mondo astrale, poi dopo il Devachan inferiore o mondo Celeste, il Devachan superiore o mondo della ragione, ossia il limite dei tre mondi menzionati nel libro “Teosofia”. Poi l’anima (quelle più evolute) prosegue oltre, nel mondo della Provvidenza o mondo del Budhi (mondo degli archetipi o Akasha). Poi Rudolf Steiner menziona ancora un mondo superiore cui è difficile trovare un nome appropriato nelle nostre lingue europee, ma che un Oriente viene solitamente chiamato “Nirvana”.

17     Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach.

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo IV

(Rappresentazione schematica dell’aura dell’io umano) – Immagine da Pinterest

«E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,26-27).

4.  L’io quale nucleo dell’anima umana I

Abbiamo visto fin quì che l’uomo è un essere complesso, difficilmente coglibile nella sua interezza corporea, animica e spirituale, in quanto appartiene con i suoi elementi costitutivi umani a diverse dimensioni del mondo fisico, astrale e spirituale. Tuttavia, nell’attuale evoluzione scientifica materialista, l’uomo non è consapevole di questi mondi superiori dello spirito dai quali egli stesso proviene con la sua natura animica-spirituale. La sua coscienza dell’io o di veglia, ovvero la Personalità umana quale riflesso del vero Io superiore, può sussistere solo nell’ambito della sfera terrestre. In effetti, questa entità inferiore della natura umana può vivere solo in un corpo fisico umano; al di fuori di esso, la coscienza dell’io si estinguerebbe poiché la sua esistenza è legata alla percezione del mondo naturale circostante attraverso la facoltà dei suoi organi di senso. Solo attraverso un cammino iniziatico e alla presenza sulla terra dell’Impulso del Cristo, sviluppatosi dopo l’evento del Golgotha, è permesso all’uomo di rafforzare il suo pensiero astratto intellettuale in una facoltà spirituale chiaroveggente superiore, permettendogli così di mantenere desta la coscienza dell’io o di veglia fuori dal corpo fisico e persino dopo la morte.  Per comprendere questa quarta parte della natura umana, dobbiamo andare indietro all’Epoca Lemurica laddove gli Spiriti della Forma o Elohim solari decidono di far fluire una loro scintilla di fuoco, ossia l’Io umano, nel corpo astrale dell’uomo costituitosi attraverso le antiche evoluzioni cosmiche o incarnazioni della nostra Terra. Abbiamo affermato che sia il corpo fisico, sia il corpo eterico che l’astrale, non sono i nostri veri corpi donatici dagli dèi durante le antiche evoluzioni cosmiche planetarie sviluppatesi dall’antico Saturno, Sole e Luna. Durante l’Epoca terrestre, infatti, dopo la ripetizione dell’antico stato di coscienza di Saturno11, che chiamiamo Epoca Polare12, e quasi alla fine dell’antico stato solare, che chiamiamo Epoca Iperborea, il Sole si separò dalla Terra e Luna che allora formavano un corpo unico. Con questa separazione, il Sole alla cui guida era il Cristo, portò con se le entità spirituali più evolute, tra cui anche i germi spirituali superiori della natura divina dell’uomo – ne parleremo più avanti. Ovverosia la triade divina superiore quale dono dei Troni e dei Cherubini, costituitasi dapprima durante gli stati di coscienza cosmici antichi di Saturno e Sole, come “Monade divina”.13 Essa è formata dal germe dell’Uomo spirito o Atma e dal germe dello spirito Vitale o Budhi, ai quali si aggiunse durante lo stato di coscienza cosmico dell’antica Luna, il “Sé spirituale o Manas” quale dono dei Serafini. Queste entità spirituali superiori, tra cui appunto il principio superiore della natura divina umana, non potevano evolvere nella materia che andava densificandosi, a causa di entità divine e umane meno evolute che, a differenza di quelle più evolute, avevano bisogno di una materialità più densa per progredire a un grado superiore di coscienza. Nella seguente Epoca Lemurica quale ripetizione dell’antico stato di coscienza lunare, l’uomo riappariva a un livello superiore più perfetto e più evoluto del suo stato antico lunare. Tuttavia, pur essendo più evoluto, l’uomo lemure manteneva ancora le caratteristiche di uomo-animale, costituito da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, mentre il germe della sua triade superiore divina fu separata e custodita nel grembo degli Elohim solari al servizio del Cristo.

A questo punto gli Elohim fanno fluire una parte del loro fuoco divino nel corpo astrale dell’uomo dando origine al secondo Io o Individualità superiore dell’uomo.  L’uomo venne così elevato al livello umano contrapponendo la “verticalità” dell’essere umano alla orizzontalità dell’animale. Avvenne cioè, quello che nella Bibbia è narrato nei primi versi della Genesi: la creazione dell’uomo da parte delle Potestà creatrici o Elohim solari. Queste sette Potestà creative o Elohim solari, noti dalla Scienza antroposofica come Spiriti della Forma, partecipano alla creazione dell’uomo e gli conferiscono una certa autonomia. Per far ciò, secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, devono unirsi e formare dalla loro sostanza spirituale un’entità superiore chiamata da Rudolf Steiner “Elohimità”14, ossia un essere sobornico settemplice costituito da ogni singolo Elohim solare. Questa entità settemplice sobornica poté così elevarsi fino alla sommità divina creatrice, ovvero alla sfera superiore del “Logos creatore”.  Qui essa accolse dalla sfera oltre lo Zodiaco la “Scintilla divina”, nota come Logos umano. Questa Scintilla divina rappresenta il primo Io o “Vero Io”, ovvero il vero nucleo essenziale originario della natura superiore umana; il puro uomo androgino eterico macrocosmico, che nella Cabala ebraica è chiamato “Adam Qadmon o Kadmon. Dalla figura eterica di Adam Kadmon, Yahve-Elohim (l’Elohimità o il Signore Dio noto come Jehovah) perfezionò la seconda generazione astrale androgina umana, da cui generò in seguito l’uomo di terra, utilizzando la polvere dell’Adamah (terra). Da questo archetipo androgino astrale umano noto come Adam-Eva, discendono difatti i nostri progenitori fisici biblici Adamo ed Eva: la terza generazione umana maschio e femmina.

Nella Genesi è detto che la donna venne creata dalla costola di Adamo, dopo che questi è fatto cadere in un sonno profondo da Jahve-Elohim. Tuttavia, la Scienza dello Spirito sostiene che la donna non fu tratta dalla costola fisica di Adamo, come raccontato in modo allegorico, ma piuttosto attraverso un processo di autogenerazione che coinvolse la trasformazione e separazione dell’entità androgina astrale maschio-femmina in un singolo esemplare fisico, maschio e femmina. Ovvero, per esprimere meglio questo concetto complicato, dobbiamo considerare che a un certo punto dell’Epoca Lemurica, in cui l’evoluzione umana si svolgeva nel mondo astrale, una parte dell’umanità androgina cominciò a trasformarsi in un essere astrale unisessuale; ciò durò fino a circa la metà dell’Epoca Atlantica. Durante l’Epoca Atlantica si formarono così quattro gruppi o ceppi archetipici principali eterici che nell’Apocalisse di Giovanni sono menzionati come “Toro, Leone, Aquila e Uomo”.  Da questi quattro gruppi di archetipi eterici, risultarono maggiormente maturi uomini unisessuali maschi costituiti da corpo fisico, corpo astrale e io, e da donne unisessuali femmine costituite da corpo eterico, corpo astrale e io. Diverso tempo dopo, circa alla metà dell’Epoca Atlantica, avvenne un’ulteriore solidificazione del corpo eterico: nel maschio la parte più sottile eterica assunse interiormente la figura femminile, mentre la parte eterica più spessa assunse esteriormente la figura maschile. Nella donna, al contrario, la parte eterica più sottile assunse interiormente la figura maschile e quella più spessa esteriormente, la figura femminile. Questo processo della separazione dei sessi durò per moltissimo tempo, dal primo periodo dell’Epoca Lemurica fino alla metà dell’Epoca Atlantica. Tuttavia, la Scienza dello Spirito assicura che la figura unisessuale femminile si aggiunse a quella unisessuale maschile solo diversi anni più tardi. Per questo motivo, la donna nella sua incarnazione fisica resta più sensibile al mondo spirituale, poiché sul piano fisico si congiunge meno dell’uomo col suo involucro fisico-corporeo.  

Volendo considerare meglio questo processo di consolidamento e di trasformazione del corpo eterico dell’entità androgina maschio-femmina, dobbiamo pensare che in principio si addensò prima la parte eterica più spessa costituita da corpo fisico, corpo astrale e io, assumendo un carattere esterno maschile. Viceversa, diverso tempo dopo, avvenne la stessa cosa nella parte restante dell’umanità androgina, di cui era costituita di una parte eterica più sottile, ossia da corpo eterico, corpo astrale e io, la quale assunse un carattere esterno femminile. In altre parole, durante il primo terzo dell’Epoca Lemurica, dopo che gli Elohim fanno fluire le tre facoltà animiche dell’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente nel corpo astrale umano, fanno fluire anche una loro scintilla di fuoco, ovvero l’Io umano. Questo Io o Individualità superiore umana cominciò a lavorare sui suoi involucri corporei-animici, differenziandosi e trasformandosi fino alla solidificazione del corpo fisico, assumendo un corpo maschile. La donna si aggiunse all’evoluzione umana solo diverso tempo dopo, rendendo possibile la generazione dell’uomo attraverso l’unione dei due sessi.  Pertanto, nell’uomo il corpo fisico è maschile mentre l’eterico e femminile; nella donna al contrario, il corpo eterico è maschile e il corpo fisico femminile. Nella Genesi tutto questo è narrato in immagini, cui occorre essere dei chiaroveggenti per capire il significato occulto attraverso le immagini akashiche, cioè della memoria universale o Akasha.15 Queste immagini occulte paradisiache sono state rivelate e commentate da Rudolf Steiner in diverse conferenze tenute in vari luoghi, sulla cristologia antroposofica, grazie alle sue facoltà superiori di altissimo Iniziato chiaroveggente cristiano-rosicruciano. Occorre peraltro dire che innanzitutto ogni immagine occulta presenta sette aspetti interpetrativi diversi. Dipende poi dalle facoltà spirituali del chiaroveggente capire quale aspetto vuole maggiormente evidenziare nel contesto, sia per persone profane, sia per allievi che seguano una disciplina esoterica. Questo porta a volte a delle incomprensioni interpretative fra le diverse scuole di pensiero, poiché ognuna può trovarsi a un livello di coscienza diverso e interpretare le verità occulte secondo l’elevazione spirituale con cui è stato preparato l’allievo dai Maestri iniziatori attraverso le diverse conoscenze esoteriche. Un esempio illustrativo può maggiormente aiutarci a capire meglio questo aspetto: se tre persone salgono insieme su una montagna e ognuno si ferma a un’altezza diversa, (il primo a un terzo della montagna, il secondo ai due terzi e il terzo, infine, sale fino alla cima), ognuno di loro vedrà un paesaggio diverso in base all’altezza raggiunta. Analogamente, un chiaroveggente che abbia sviluppato solo la facoltà immaginativa o quella ispirativa, avrà una prospettiva limitata. Tuttavia, un chiaroveggente che abbia sviluppato tutte e tre le facoltà interiori (immaginativa, ispirativa e intuitiva) potrà elevarsi fino a compenetrarsi spiritualmente con la natura interiore delle Entità superiori della prima gerarchia, ovvero i Serafini, i Cherubini e i Troni.

Rudolf Steiner è stato uno degli uomini più evoluti del diciannovesimo secolo. Attraverso gradi iniziatici, riuscì a elevarsi a estreme altezze spirituali, cui nessun uomo finora ha potuto eguagliarlo. Egli raggiunse il sesto grado iniziatico moderno della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, corrispondente al grado di “unione col macrocosmo”. Nella via mistica cristiana, questo grado corrisponde al sesto grado della “sepoltura-resurrezione”, mentre nella via antica iniziatica è associata al sesto grado dell’Eroe solare. Grazie a queste esperienze chiaroveggenti, Rudolf Steiner poteva risalire attraverso la cronaca dell’Akasha fino all’antico stato di coscienza di Saturno, dell’antico Sole e dell’antica Luna, ovvero fino alle incarnazioni precedenti della nostra Terra (sistema solare), dove furono formati i due principi umani: l’uomo inferiore e l’uomo superiore.

Ritornando all’Epoca Lemurica, dove, i fatti secondo la Genesi, si svolsero nel mondo astrale (nella sfera angelica o paradiso terrestre), laddove l’uomo-animale androgino proveniente dall’antica Luna fu elevato a “uomo” terrestre o Adamah dall’Elohah Jahve-Elohim o Jehovah. Questo poté avvenire perché da una parte gli Elohim o Potestà solari fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino: l’Io umano nel corpo astrale dell’uomo. Successivamente, l’uomo fu poi perfezionato e rivestito da Yahve-Elohim con polvere lunare, assumendo così la forma solida nell’ambito della sfera terrestre. Dall’altra, ciò divenne possibile realizzarlo grazie anche al sacrificio di alcuni Elohim solari o Potestà divine, guidati da Yahve-Elohim o Jehovah, che lasciarono la sfera del Sole per trasferirsi nella sfera lunare. Furono seguiti anche da altre entità divine appartenenti alla seconda gerarchia, tra cui gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes. Per comprendere meglio questo aspetto occorre tornare indietro all’Epoca Iperborea, ossia quando ancora Sole, Terra e Luna costituivano un unico corpo cosmico planetario, dove nella Genesi è detto che gli Elohim decisero di creare l’uomo a loro Immagine e somiglianza nel sesto giorno. Qui essi creano come citato, l’uomo primordiale stellare o del principio, l’“Adam Kadmon”, l’uomo androgino macrocosmico maschio-femmina della prima generazione eterica. Questo fatto nella Genesi è descritto in immagini simboliche laddove è detto che gli dèi solari decidono di creare l’uomo a loro immagine e somiglianza:

«E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,26-27).

Interpretando queste parole secondo il significato che ne dà la Scienza antroposofica, Dio o, meglio, gli Elohim solari, creano una loro immagine, ovvero Adam Kadmon, il quale non può che essere un’entità eterica asessuato maschio-femmina, giacché Dio e tutte le divinità gerarchiche spirituali nella loro natura interiore sono esseri asessuati. Soltanto quando gli esseri della terza gerarchia spirituale, ossia le Archai, gli Arcangeli e gli Angeli quali messaggeri divini, si manifestano all’uomo evoluto, assumono a volte e secondo le circostanze, un aspetto maschile o femminile. Nell’Epoca Lemurica, ossia quando l’umanità discese nel mondo astrale o paradiso terrestre, l’Entità sobornica o l’Elohimità divina, insieme a diverse entità della seconda gerarchia, decidono di sacrificarsi e lasciare la sfera solare in modo di seguire ulteriormente l’evoluzione umana che non poteva sopportare la materia o la velocità evolutiva degli esseri solari superiori. Essi si trasferiscono nella sfera lunare diventando per questo delle divinità lunari, assumendo in tal modo un ruolo diverso dai fratelli solari, nell’ambito dell’evoluzione planetaria e di tutta la storia umana. Nell’ambito lunare, Jahve-Elohim o Jehovah assume la guida nei diversi compiti assegnatagli dalla guida solare, ovvero del Cristo, tra cui quello di creare e perfezionare l’uomo terrestre traendolo dall’uomo del principio o Adam Kadmon. Per cui dopo aver perfezionato l’archetipo androgino astrale umano Adam-Eva, e fatto fluire l’Io o l’Individualità superiore nel corpo astrale o anima umana, egli plasma i due archetipi umani terrestri Adamo ed Eva. Questo fatto è riportato nella Genesi in modo velato, laddove nel paragrafo (2,21) è scritto:

«Allora il Signore Dio (Yahve-Elohim) fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”». (Genesi 2,21-23)

Riflettendo questo passo con la conoscenza della Scienza antroposofica, e in modo particolare, sulle parole: “Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa”, vediamo in esse racchiuso il mistero umano della procreazione. L’uomo androgino non si autofeconderà più come prima, verginalmente, tramite lo “Spirito” fecondatore, ma attraverso l’unione col sesso opposto. In tal modo, sulla terra, può nascere l’impulso del vero amore individuale umano. Così vediamo che dall’androgino archetipico celeste umano, creato dagli dèi solari, venne perfezionato e diviso dal Dio lunare Jahve-Elohim o Jehovah in due esemplari umani: Adamo ed Eva. Da loro discenderanno, difatti, i rappresentanti umani delle generazioni successive. Possiamo così dire che Jehovah ha introdotto l’amore sensuale sulla terra tra gli uomini, nella sua manifestazione più bassa, facendo sì che i due sessi opposti si cercassero e continuassero la procreazione del genere umano sulla terra.  Al contrario, il Cristo, con la Sua venuta e incorporazione sulla terra in un essere umano, ha generato un nuovo archetipo umano: l’uomo futuro celeste. Questo ha dato all’umanità la possibilità di redimersi e di sviluppare la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché l’uomo possa congiungersi e unirsi al suo Io superiore, alfine di essere ri-accolto nel consesso divino non più come un uomo d’istinto, ma come decima gerarchia spirituale della “libertà e dell’amore cosmico umano”.                   (4. Continua)

Collegno, luglio 2024                                                                           Antonio Coscia

Note Integrative

11      Dopo ogni pausa cosmica (Pralaya), il successivo stato di coscienza cosmico ripete in sintesi su di un gradino più alto di coscienza gli stati di coscienza cosmici planetari passati.

12      L’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici o planetari: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Ogni stato di coscienza cosmico planetario, deve attraversare sette stati di Vita, sette stati di Forma, sette Epoche e sette periodi di cultura. In realtà l’evoluzione è molto complessa, per cui in questa nota vogliamo attenerci alle sole Epoche. Le Epoche che deve attraversare la nostra Terra sono: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”.  La nostra Terra ha già attraversato tre stati antichi di coscienza: Saturno, Sole e Luna; attualmente è nel quarto stato di coscienza planetario chiamato appunto Terra. Prima di iniziare lo stato di coscienza terrestre, l’evoluzione ripete gli stati antichi di coscienza planetari a un livello più alto, per cui la prima Epoca Polare ha ripetuto lo stato antico di Saturno, l’Epoca Iperborea lo stato antico solare, l’Epoca Lemurica lo stato antico lunare, iniziando così lo stato terrestre all’inizio dell’Epoca Atlantica. Attualmente siamo nell’Epoca Postatlantica a cui seguirà la sesta e la settima Epoca Postatlantica.

13     La monade divina si formò durante lo stato di coscienza solare grazie al dono dei Troni o Spiriti della Volontà e i Cherubini o Spiriti dell’Armonia. Possiamo definirla come la prima cellula archetipica divina eterna, dalla quale discendono tutte le monadi umane; solo Dio può distruggerla.

14     Rudolf Steiner nel libro “Genesi” spiega che gli Elohim per creare l’uomo hanno bisogno dell’aiuto della Divinità Superiore Trina. Ma per poter arrivare a quell’altezza sublime devono unirsi insieme, devono trascendere loro stesi. Devono fare di più di ciò che hanno fatto finora come creatori planetari. Per cui essi si uniscono spiritualmente trascendendo loro stessi, salendo così a un livello superiore di coscienza. In questo modo essi creano un’Entità sobornica settemplice che Rudolf Steiner chiama “Elohimità”. Questa Elohimità è costituita di ogni singolo Elohim, ossia al posto di un arto cosmico spirituale di come sono costituiti gli Elohim solari, è costituito da sette entità cosmiche spirituali quali immagini reali riflesse dei sette Elohim.

15     La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale, il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha dove facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva.  Nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto, quello reale, è dove viene registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre. Tutto ciò che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [gli iniziati veggenti], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce. (conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112).

Le Gerarchie Spirituali IV

Pieter Bruegel il vecchio – La caduta degli angeli ribelli – Dettaglio

4. La guerra tra le Virtù divine quale origine del male nell’evoluzione umana

Secondo la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico cristiano-rosacruciano, Jehovah o Geova e Allah non possono essere considerati divinità assolute, poiché fanno parte della seconda gerarchia spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim creatori (Potestà). Al di sopra di questa gerarchia divina, esistono altre cinque categorie spirituali che abbiamo elencato nella tavola schematica (tav.1) degli articoli precedenti. Questi sono: le Virtù o Spiriti del Movimento, le Dominazioni o Spiriti della Saggezza, i Troni, i Cherubini e i Serafini. Essi operano come strumenti spirituali del vero “Essere Assoluto” proveniente da una dimensione irraggiungibile da qualsiasi essere umano, per quanto evoluto possa essere.  Questo Essere Assoluto può essere paragonato all’essenza trinitaria superiore dell’uomo, rappresentata dal Manas o Sé spirituale, dal Budhi o Spirito Vitale, e dall’Atma o Uomo Spirito. Nel cristianesimo per antonomasia, sono chiamati “Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito Santo”. Pertanto, si è detto che Jehovah o Geova e Allah, devono essere considerate delle divinità esecutrici degli “ordini divini” provenienti dalle gerarchie superiori, che a loro volta attuano i piani della Divinità Trina superiore, ovvero dell’Assoluto. Abbiamo affermato che per creare un sistema solare, occorre la partecipazione anche di altre divinità divine luciferiche che si oppongono, contrastando le divinità normali della giusta evoluzione. Questo affinché nel cosmo planetario possano svilupparsi delle forze superiori, diverse da quelle che verrebbero sviluppate in un’evoluzione normale. Inoltre, abbiamo parlato di quattro tipi di esseri luciferici appartenenti alle gerarchie dei Serafini, Cherubini, Troni e Spiriti della Saggezza, mettendo in rilievo l’essere luciferico degli Spiriti della Saggezza o Dominazioni, chiamato “Lucifero”. Abbiamo detto che Lucifero, (al contrario degli spiriti luciferici creati per rispecchiamento dagli stessi Serafini, Cherubini e Troni) era il Signore del regno di Venere, caduto come dire, in disgrazia, per via del suo esuberante orgoglio della sua figura luminosissima, la quale gli impedì di accogliere la “Parola cosmica” proveniente dai dodici saggi universali situati oltre lo Zodiaco fisico, al di là del bene e del male. Egli era il dio Dioniso che gli antichi iniziati greci incontravano nella loro interiorità che, redento dal Cristo, è stato reintegrato come un Dio cosmico che opera ora dal Sole. Nel frattempo, il Cristo che l’iniziato antico incontrava nel Sole può ora invece, trovarlo in se stesso, percorrendo la via moderna cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico.

«Ora dobbiamo pensare che entità, quali erano le Virtù appartenenti alla seconda gerarchia, non avrebbero avuto per forza propria la possibilità di divenire forze del male; questo compito dovette esser loro comandato; soltanto le entità della terza gerarchia, e precisamente quelle più prossime all’uomo, gli Angeli, potevano a loro scelta seguire o non seguire le Virtù ostacolatrici» (ibidem, pag. 153-154).

Occorre dunque affermare che il male, in sé, non esiste: esso è semplicemente un bene fuori posto. Può sussistere solo per un certo tempo determinato; dopodiché, alla fine di ogni ciclo evolutivo cosmico, ogni entità dell’ostacolo viene redenta e reintegrata nella sua classe divina, talvolta persino in una superiore rispetto a quella originaria. Questo perché il male nasce per volere divino, in quanto voluto dalla stessa Divinità Trina tramite un comando impartito agli Spiriti del Movimento – o Virtù divine – che si fecero serve del male, adempiendo in tal modo al Volere divino. Quest’ultimo, infatti, attraverso il male vuole sviluppare il bene più forte. Nel libro citato, Rudolf Steiner ci rivela che tutte le gerarchie spirituali sono sottomesse – non in senso stretto in quanto agiscono liberamente – e spiega:

«Vediamo così che, sotto un certo riguardo, soltanto per il fatto che certe Virtù ricevettero quell’ordine, fu data all’uomo la possibilità di raggiungere per forza propria la mèta che neppure i più elevati Serafini, Cherubin e Troni non possono assolutamente agire altrimenti che, seguendo direttamente gli impulsi dati dalla Divinità Trina. Nemmeno le Dominazioni, le Virtù, le Potestà, le Archai e gli Arcangeli, possono agire diversamente … I primi che ebbero la possibilità di divenire cattivi, furono gli Angeli, perché questa possibilità cominciò ad esistere soltanto a partire dal terzo stato evolutivo dell’antica Luna o incarnazione passata della Terra … E persino una parte di Angeli che non seguirono le Virtù malefiche, non possono far altro che eseguire il Volere divino. Questo è l’essenziale» (ibidem, pag, 154-155).

Una terza categoria di esseri luciferici opera all’interno della seconda gerarchia spirituale e appartiene all’ordine delle Potestà o Spiriti della Forma (noti anche come Elohim solari o Exusiai). In questo ordine agiscono diversi tipi di Spiriti della Forma luciferici, appartenenti a varie classi di entità spirituali rimaste indietro nel loro sviluppo. Tra questi vi sono Spiriti della Forma che non hanno completato la loro evoluzione né in questo eone cosmico terrestre, né nel precedente eone lunare, né in un eone ancora più remoto, appartenente a un ciclo cosmico antecedente al nostro attuale percorso evolutivo di stati di coscienza, iniziato con l’antico eone di Saturno.Questi Spiriti ribelli si oppongono agli Dei creatori, cioè agli Elohim o Spiriti della Forma “normali”, e agiscono in contrasto con le forze che guidano l’evoluzione cosmica secondo l’ordine divino.Infatti, l’universo fisico non potrebbe esistere né essere percepito dall’occhio umano se, durante la creazione delle sfere eteriche planetarie – emanate dal centro del Sole e generate dagli Elohim o Spiriti della Forma – non intervenissero forze antagoniste provenienti da spiriti luciferici. Questi spiriti, situati al di fuori dello spazio cosmico, appartengono alle Virtù o Spiriti del Movimento rimasti indietro nel loro sviluppo, e agiscono oggi come Spiriti della Forma in opposizione all’ordine creativo degli Elohim. Questo fa sì che, nell’universo eterico, si produca un infossamento, una sorta di invaginazione nelle sfere eteriche create dagli Elohim solari, entro le quali si forma, per così dire, un “buco”! Quel buco è il pianeta fisico che vediamo all’interno del nostro universo planetario e che, secondo Rudolf Steiner, non è altro che una maya, un’illusione! In altre parole, i pianeti fisici che vediamo nel cosmo planetario, non sono altro che l’incontro di due forze spirituali che si contrastano, creando nel punto d’incontro una specie d’infossamento attraverso cui viene creato dalla forma eterica spezzata, il pianeta fisico. Ciò avviene, in quanto dal centro spirituale del Sole, gli Spiriti della Forma normali creano le diverse sfere eteriche cosmiche che si espandono in modo centrifugo nell’universo fin dove vediamo i limiti dei pianeti fisici, dove dallo spazio cosmico esterno agiscono forze centripete opposte da spiriti luciferici ribelli. Ovvero, dal centro del Sole si dipartono diverse sfere eteriche che compenetrandosi si espandono fino ai rispettivi pianeti del nostro sistema planetario, di cui: una sfera eterica fino a Saturno, un’altra fino a Giove, un’altra fino a Marte, ecc., così di seguito per tutti i pianeti incluso la Terra. Dall’altra abbiamo dall’esterno di ogni singola sfera eterica, degli Spiriti della Forma abnormi luciferici, che si contrappongono con una forza centripeta ad ogni singola sfera eterica, formando così in tal modo un infossamento, un’invaginazione eterica da cui appare nella nostra dimensione tridimensionale il pianeta fisico. In merito nel libro “Le Entità Spirituali nei corpi celesti e nei regni della Natura”, nella sesta conferenza leggiamo:

«Dal senso generale di queste nostre considerazioni risulta che in fondo i pianeti fisici non esisterebbero, se operassero soltanto gli Spiriti della Forma. In quel caso essi avrebbero dimora nel Sole, là dove formano un collegio, e tutt’intorno avremmo le sfere planetarie, fino a quella di Saturno: una serie di sfere concentriche, un po’ appiattite che formano i pianeti occulti, la più esterna delle quali sarebbe di sostanza eterica più tenue, e poi via via più dense, fino alla sfera più interna con la sostanza eterica più densa. Se dunque agissero soltanto gli Spiriti della Forma, non ci sarebbero pianeti fisici, bensì degli ammassi sferici di sostanza eterica, ognuno dei quali delimitato da una delle orbite planetarie conosciute dall’astronomia fisica … Lo Spirito della Forma normale agisce dunque dal Sole, in direzione centrifuga, e provoca la formazione del Saturno occulto che dobbiamo considerare come un’immensa sfera eterica con il suo centro nel Sole.  Alla periferia opera invece (dal cosmo verso l’interno) uno Spirito della Forma abnorme che si è separato dagli Spiriti della Forma normali. Dalla cooperazione di ciò che agisce dallo spazio cosmico verso l’interno e di ciò che invece opera verso l’esterno dal Sole, in un certo punto della periferia si forma un infossamento che alla fine diventa un’entità veramente separata: è questo il pianeta fisico Saturno» (ibidem, pag. 82-83).  

Un’altra categoria di spiriti luciferici appartenenti agli Spiriti della Forma normali, sono degli Spiriti della Forma luciferici avente un carattere piuttosto arimanico-mefistofelico, i quali non fanno parte, come citato, dell’evoluzione cosmica planetaria iniziata dall’uomo dall’antico stato di coscienza dell’antico Saturno. La loro guida è menzionata dall’Evangelista Giovanni nel suo libro “Apocalisse”, come numero d’uomo e dell’evoluzione 6 6 6 (leggere sei, sei, sei)7, il cui nome è rivelato da Rudolf Steiner nel libro “L’Apocalisse” O.O. 104, dove lo caratterizza come la “bestia a due corna” di nome SORAT.  Questo principio soratico è un principio maligno cui potrà essere vinto solamente nel lontano futuro stato di coscienza di Venere, quando appunto verrà a formarsi il numero di evoluzione 6 6 6.  (4. Continua)

Collegno, maggio 2024                                                            Antonio Coscia

Note Antroposofiche

Sorat è il Demone solare che, fin dalle origini, si è opposto al Cristo quale genio del Sole e guida degli Elohim. Per questo viene identificato come il vero Anticristo. Rudolf Steiner ne rivela il nome attraverso il numero apocalittico della “Bestia”, 666, interpretato secondo la chiave cabalistica dell’alfabeto ebraico. Egli lo descrive come uno spirito maligno rimasto indietro ben prima dell’evoluzione dell’antico Saturno. Sergei O. Prokofieff, nel suo libro E la Terra diviene Sole, lo caratterizza come uno spirito appartenente alla gerarchia degli Spiriti della Forma rimasti indietro. È importante chiarire che, pur essendo un potente mago nero, Sorat può opporsi al Cristo quale genio solare degli Elohim, ma non ha alcun potere contro il Cristo quale secondo aspetto del “Dio Figlio”, appartenente alla Trinità universale. Secondo Rudolf Steiner, il Cristo è un’emanazione della Divina Trinità Universale: un pensiero divino che racchiude in sé tutte le qualità della Trinità dalla quale è stato generato. Di conseguenza, nessuna entità, in nessuna gerarchia spirituale, può contrastarlo o sconfiggerlo. Solo quando il Cristo discende nei mondi inferiori, assumendo forme gerarchiche minori, le forze del male possono tentare di opporsi. Tuttavia, non potranno mai prevalere sul Suo Essere Divino Universale, poiché il male non possiede una sussistenza eterna, ma soltanto temporanea.

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo III

Rappresentazione schematica del corpo astrale

«La forza che penetra come goccia divina nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (La Scienza Occulta).     Rudolf Steiner

3.  Il corpo astrale

Riassumendo brevemente, abbiamo detto che il primo elemento costitutivo della natura umana, è il corpo fisico visibile, che appare ai nostri occhi come un’immagine materiale appartenente ad ogni individuo del quarto regno naturale della categoria umana. Tuttavia, abbiamo sottolineato che questo corpo fisico umano, non rappresenta il vero corpo fisico dell’uomo. Il vero corpo fisico è ciò che abbiamo definito come “fantòma” o (fantasma), ovvero l’archetipo di calore creato dal sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà. Il corpo fisico è l’elemento più perfetto della natura umana, poiché ha attraverso quattro stati di coscienza cosmici e quattro trasformazioni, passando dagli stati di calore, aria e acqua fino a trasformarsi nello stato solido terrestre. Inoltre, deve passare attraverso altre metamorfosi cosmiche, per raggiungere uno stato cosmico di coscienza futuro remoto chiamato “Vulcano”, dove sarà completamente trasformato in un arto divino superiore noto come “Uomo Spirito o Atma”. Abbiamo poi detto che il corpo fisico può sussistere se è compenetrato dal secondo arto della costituzione umana che abbiamo chiamato corpo eterico o vitale, diversamente verrebbe completamente distrutto dalle forze naturali. Come per il corpo fisico, anche per il corpo eterico va detto che non è il vero corpo eterico, poiché furono sottratti dagli Dei superiori i due eteri cosmici, cioè l’etere del suono e l’etere della vita, cui verranno restituiti all’uomo quando sarà più maturo per vivere la realtà spirituale senza che ciò possa condizionare il suo libero arbitrio.7  Arriviamo così a un nuovo elemento costitutivo dell’uomo che compenetra il corpo eterico, cui alla percezione del corpo fisico e alla impressione del corpo eterico, segue ora la sensazione di un terzo elemento animico. Questo nuovo elemento animico della natura umana che appare appunto al veggente osservando l’uomo, è il Corpo astrale”.  Il corpo astrale è, come citato, il terzo arto della costituzione umana che fu donato dagli Spiriti del Movimento o Virtù durante il terzo stato di coscienza cosmico dell’antica Luna. È un elemento animico corporeo molto complesso, al quale gli Dei della seconda gerarchia aggiunsero durante lo stato lunare i germi dell’anima senziente e dell’anima razionale; in un secondo tempo successivo, durante lo stato di coscienza cosmico terrestre, aggiunsero quelli dell’anima cosciente; ovvero i germi dell’anima umana inferiore dell’uomo. Durante l’Epoca Lemurica gli Elohim solari o Spiriti della Forma (Potestà), fecero fluire una parte del loro fuoco divino, ossia l’Io umano, nel corpo astrale dell’uomo proveniente dall’antica Luna. Sicché l’uomo che nell’antico stato lunare proveniva da un regno animale, fu elevato al regno umano. Per cui l’Io umano o l’Individualità superiore, iniziò a lavorare e a trasformare in modo incosciente il corpo astrale, estraendo e risvegliando i germi animici dell’anima umana, ovvero l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Dopodiché verso la metà dell’Epoca Atlantica, lasciò questo compito di perfezionamento all’io inferiore, ispirando l’uomo dal mondo spirituale. Questo compito continua tuttora, anche se non del tutto consapevole per la maggior parte degli uomini, nei riguardi di un altro elemento animico superiore della costituzione animica dell’uomo. Questo sviluppo animico dell’uomo ebbe inizio col periodo Paleo-persiano, dove l’io umano in modo incosciente sviluppò il corpo astrale o possiamo dire il “corpo animico o senziente”. Poi dopo, nel periodo egizio-caldaico, continuò lo sviluppo dell’anima senziente e nel periodo greco-romano, quello dell’anima razionale. Infine, dal 1413 circa in poi, ha iniziato lo sviluppo in cui siamo tuttora dell’anima cosciente che terminerà nel 3573 circa, ovvero alla fine del quinto periodo di cultura della nostra quinta Epoca Postatlantica.8 Dopodiché l’io inferiore e l’Io superiore si ri-uniranno insieme, per purificare e sviluppare in modo cosciente, una parte del corpo astrale in Sé spirituale o Manas; una parte del corpo eterico in spirito Vitale o Budhi; e una parte del corpo fisico in Uomo spirito o Atma. Occorre però dire che questo sviluppo corporeo inferiore, avverrà simultaneamente insieme allo sviluppo morale della coscienza umana. Per cui alla trasformazione dei corpi umani, segue anche lo sviluppo della coscienza morale, trasformando l’anima cosciente in anima immaginativa; l’anima razionale in anima ispirativa e la trasformazione dell’anima senziente in anima intuitiva

Rudolf Steiner, nel libro “Teosofia”, diversamente dal libro “La Scienza Occulta”, fa una distinzione più dettagliata della natura animica e spirituale dell’uomo. Egli aggiunge al corpo eterico un terzo elemento animico che non è ereditato dai genitori, ma è un’entità animica interiore donata all’uomo come citato, dagli Spiriti del Movimento o Virtù creatrici durante l’eone lunare e, che chiamiamo corpo astrale.  Il corpo astrale come possiamo vedere ha due aspetti: quello animico corporeo-senziente che è congiunto al corpo eterico e al corpo fisico e, che ereditiamo da una coppia di genitori umani maschio-femmina. Dall’altra, quello animico-senziente che è l’anima umana la quale è formata da anima senziente, anima razionale e anima cosciente.  Pertanto, per meglio chiarire questo aspetto, diciamo che l’uomo è costituito da un corpo fisico e un corpo eterico, a cui si aggiunge un terzo elemento che è il corpo animico senziente e di un quarto elemento che è l’anima senziente.  Quest’ultima sporge al di fuori del corpo eterico ed è limitata dal corpo animico-senziente che Rudolf Steiner definisce come un elemento animico che è come dire, una parte più sottile del corpo eterico. Ripetendo brevemente in modo più semplice questo concetto, diciamo che il corpo animico (figura astrale) è strettamente congiunto: da una parte al corpo eterico e, dall’altra, all’anima senziente, costituendo con quest’ultima un’unità animica-spirituale essendo essi della stessa sostanza astrale. Per questo sono considerati come il terzo elemento costitutivo della natura umana dell’uomo che chiamiamo “Corpo astrale”.

La differenza tra il corpo animico e l’anima senziente può essere chiarita in questo modo: il corpo animico è un elemento corporeo-senziente che, alla percezione del corpo fisico e alla impressione del corpo eterico, aggiunge a essi la “sensazione”. D’altra parte, invece, l’anima senziente segue alla semplice sensazione corporea un’attività cosciente (seppur ancora ottusa di sogno) che suscita in essa un’esperienza interiore di sentimenti di piacere o dispiacere, impulsi di brame, passioni, ecc. Tutto ciò fa sì che nell’anima si crei attraverso i processi corporei, un mondo interiore a sé, costituito da tutte le esperienze vissute nei quattro regni della natura, formando così in ogni individuo il carattere di una coscienza istintiva non ancora illuminata dalla ragione: ovvero dall’anima razionale, il quinto elemento animico umano. Per questo il corpo astrale è il terzo organo della costituzione umana e rappresenta l’anello di congiunzione attraverso cui l’anima si manifesta quale strumento dello spirito, unendo il mondo fisico al mondo spirituale. Anche gli animali posseggono un corpo astrale e, di conseguenza, un’anima senziente.9 Tuttavia, nell’uomo, l’anima senziente entra in rapporto d’azione non solo con il corpo fisico, ma anche con lo spirito pensante, cioè l’io umano, formando così dei pensieri intorno alle proprie sensazioni; ciò che invece l’animale non può fare. L’animale segue istintivamente qualsiasi sensazione, giacché, pur essendo attraversato da pensieri, non può coglierli e renderli autonomi, in quanto non possiede l’io. Dal libro Teosofia, prendiamo un estratto in modo da rendere più chiari questi concetti, laddove a pag. 34, Rudolf Steiner scrive:

 «Per l’anima senziente l’uomo è affine all’animale. Anche nell’animale osserviamo l’esistenza di sensazioni, impulsi, istinti e passioni. Ma l’animale li segue immediatamente. In lui essi non vengono attraversati da pensieri autonomi, trascendenti l’esperienza immediata. Lo stesso accade fino a un certo punto anche nell’uomo poco evoluto. La semplice anima senziente è perciò diversa dal superiore e più evoluto elemento animico che pone il pensiero al proprio servizio. L’anima servita dal pensiero si chiamerà “anima razionale”. L’anima razionale compenetra l’anima senziente. Chi possiede l’organo capace di “vedere” l’anima, vede dunque l’anima razionale come un’entità particolare rispetto alla semplice anima senziente» (ibidem).

 Qui Rudolf Steiner, come vediamo, congiunge all’anima senziente un quinto elemento animico che definisce la parte pensante dell’anima, che chiama “anima razionale” e che, in un altro contesto, chiama “anima razionale o affettiva”. Ciò perché l’anima razionale o affettiva ha un duplice aspetto: quello di volgersi verso il basso, verso le brame, i desideri e gli attaccamenti terreni cui è spinta dall’anima senziente a cui è strettamente unita, e verso l’alto, cercando la verità sulla sua esistenza, offrendosi come strumento alle ispirazioni dello spirito, in quanto strettamente unita con un sesto elemento animico-spirituale: l’anima cosciente.10 Quanto più l’anima razionale si eleva moralmente verso l’alto, aprendosi alla verità del mondo dello spirito cosmico, tanto più nobilita il suo essere in modo che in lei risplende lo spirito eterno. L’anima razionale, o della ragione, è come abbiamo visto un’entità pensante superiore alla semplice anima senziente e rappresenta il nucleo dell’anima umana attraverso cui l’io o lo spirito pensante si manifesta come un individuo autonomo e libero. All’anima razionale si congiunge, come citato, un sesto elemento che abbiamo chiamato l’anima cosciente, la quale a sua volta è strettamente unita all’anima superiore o Sé spirituale. L’anima cosciente, dunque, è il sesto elemento animico dell’anima umana ed è il nocciolo della coscienza umana, l’anima nell’anima; il sacrario profondo dell’anima, dove l’uomo deve autoconoscersi come un essere divino proveniente da Dio. Dal libro “La Scienza Occulta” prendiamo un estratto dove Rudolf Steiner scrive:

«Niente di esterno ha accesso a quella parte dell’anima umana di cui ora parliamo [l’anima cosciente]. È il “santuario nascosto” dell’anima, in cui può riuscire a penetrare solo un essere che sia della stessa natura di essa. “Il Dio che abita nell’uomo quando l’anima stessa si riconosce come io”. Come l’anima senziente e l’anima razionale vivono nel mondo esterno, così un terzo elemento dell’anima si immerge nel divino, quand’essa arriva alla percezione della sua propria essenza … L’uomo può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. L’uomo raggiunge per mezzo di questo terzo elemento della sua anima, una conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno. Per questo la Scienza Occulta chiama questo terzo elemento dell’anima: anima cosciente. E considera la parte animica dell’uomo costituita da tre elementi: l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Così come la parte corporea è costituita da tre elementi: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale (ibidem, pag. 55-56).

Riassumendo ancora una volta abbiamo detto che il corpo astrale è il terzo componente animico della costituzione umana, il quale compenetra il corpo eterico e il corpo fisico.  A sua volta il corpo astrale similmente ai due ultimi componenti, si suddivide in tre elementi animici: l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente. Questi tre elementi animici a loro volta formano nell’uomo un’unità animica-spirituale a sé stante quale entità autonoma o anima umana, entro la quale si manifesta il quarto elemento della costituzione dell’uomo, ovvero l’io umano.  “Come il corpo fisico e il corpo eterico si offrono all’anima per servirla, così l’anima a sua volta si offre all’io per servirlo quale anello di congiunzione tra il mondo spirituale e il mondo materiale. L’anima è uno strumento attraverso il quale l’io può realizzare la sua meta, rappresentando la decima gerarchia umana-divina. È importante aggiungere che anche il corpo astrale, come il corpo eterico e il corpo fisico, non costituisce il vero corpo astrale. Questo perché la sua parte originaria fu sottratta dagli Dei durante l’Epoca Lemurica.” (3. continua)

Collegno, maggio 2024                                                                     Antonio   Coscia

Note Antroposofiche

7     Se l’uomo vivesse nei suoi elementi corporei, animici e spirituali originari, vivrebbe costantemente a contatto col mondo spirituale. Egli vedrebbe in ogni cosa che lo circonda le “entità” spirituali che operano dietro ed entro i quattro regni naturali.  Se così fosse, l’uomo non sarebbe tentato dalle forze dell’ostacolo, in quanto che sarebbe in ogni momento sotto la protezione del suo Angelo custode; sarebbe pertanto impossibile dire o compiere qualcosa d’immorale. In questo caso non potrebbe sviluppare il suo libero arbitrio e distinguere il bene dal male. Così non potrebbe raggiungere la sua meta divina come “Entità libera e autonoma”, ma sarebbe solo un semplice specchio divino. Ecco perché le Divinità superiori decisero diversamente, facendo sì che l’uomo fosse tentato dagli spiriti degli ostacoli. Questo gli permette di sviluppare forze superiori attraversando le sue diverse incarnazioni tramite prove, sofferenze e dolori fino a raggiungere lo stato di coscienza morale di decima gerarchia divina, autonoma e libera.

8       Nella nota (1) abbiamo già in parte spiegato l’evoluzione settemplice umana. E abbiamo detto che l’uomo deve poi passare attraverso sette Epoche, cioè: Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica. Qui dobbiamo aggiungere che in ogni Epoca, l’uomo deve attraversare sette periodi di cultura di cui ognuno di 2160 anni. Pertanto, dopo il “Diluvio universale” che dobbiamo fissare la fine dell’Epoca Atlantica, l’uomo entrò nella quinta Epoca Postatlantica, della quale sono passati quattro periodi di cultura, di cui l’ultimo fu il periodo greco-romano. Attualmente siamo dunque come citato, nel quinto periodo che terminerà nel 3573, dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura, sotto il segno dell’Acquario.

9       Gli animali, sono come dire una scoria dell’uomo-animale evolutosi sull’antica Luna, il quale era allora assai diverso degli animali attuali. Pertanto, è naturale che anche in loro ci sia una parte animica senziente che, pur essendo attraversata da pensieri, l’animale non può coglierli e renderli autonomi in se stesso, in quanto il suo “io” non è presente nel mondo fisico come pe l’uomo, ma è un’anima di gruppo esistente nel mondo astrale; se così non fosse sarebbe un uomo. Il mondo vegetale e minerale, sono anch’essi delle scorie umane non evolutosi, lasciate indietro dall’uomo. Noi uomini dobbiamo al sacrificio dei nostri fratelli umani rimasti indietro, se abbiamo potuto salire più in alto nella sfera dei tre regni naturali inferiori.

10      L’Anima cosciente o anima dell’intelletto è la quintessenza dell’anima umana, attraverso la quale l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana. Tramite questa essenza, l’«io risvegliato» può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. Nel libro la «Scienza Occulta», Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza (…). Quindi l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore … estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (ibidem, pag. 56-57-58).    

Le Gerarchie Spirituali III

Alexandre Cabanel – (Lucifero)- L’angelo caduto

«Il mondo spirituale esiste: ma la facoltà di vedere in esso dobbiamo acquistarcela qui sulla Terra; altrimenti nel mondo spirituale saremo ciechi. Così la scienza dello spirito è la forza che solo in genere, dia la possibilità di penetrare coscientemente nel mondo spirituale, se il Cristo non fosse apparso sulla Terra, l’uomo sprofonderebbe nel mondo fisico e non potrebbe entrare nel mondo spirituale. Invece, grazie al Cristo, egli viene innalzato nel mondo spirituale diventando in esso cosciente … Ciò dipende dal fatto che egli sappia anche congiungersi con colui che il Cristo ha mandato, con lo Spirito; altrimenti dovrebbe restare incosciente» (Influssi luciferici, arimanici e asurici).  Rudolf Steiner

3. La redenzione di Lucifero e il nuovo Adamo

Ricapitolando brevemente, nell’articolo precedente abbiamo menzionato diverse categorie di spiriti luciferici i quali appartengono come abbiamo visto a diverse categorie delle entità gerarchiche superiori della prima e seconda gerarchia, fino a come vedremo più avanti, alle entità della terza gerarchia. Abbiamo iniziato a parlare di Lucifero, quale spirito guida del pianeta Venere che nell’antico stato di coscienza solare era uno spirito luminosissimo di splendida bellezza, quasi simile a quella del Cristo. Nell’antico periodo solare, che dobbiamo far risalire a circa tre “Eoni” antichi, il Sole non splendeva ancora come la stella fissa di oggi, ma era un semplice pianeta oscuro simile a tutti gli altri pianeti del nostro sistema solare. Il Cristo, signore del pianeta Sole, e Lucifero, signore del pianeta Venere, erano come due fratelli cosmici planetari. Questa affinità tra di loro derivava dal fatto che il Sole, Venere e gli altri pianeti del nostro universo fisico condividevano un piano evolutivo comune all’interno della sfera oscura dell’antico Sole. Tuttavia, a causa dell’immenso orgoglio di Lucifero, queste due figure luminose si divisero: il Cristo divenne il reggitore della stella centrale del nostro sistema planetario attuale, mentre Lucifero, divenne uno dei principali ostacolatori dalla metà dell’Epoca Lemurica fino alla metà della quinta Epoca Postatlantica, coincidente con l’Epoca dei Pesci (747 a. C.- 1413 d.C.).  Difatti, durante il primo terzo del quarto periodo di cultura greco-romano della nostra quinta Epoca Postatlantica, Lucifero venne redento dal Cristo sulla croce del Golgotha. Ciò avvenne durante la crocifissione del Cristo, nell’anno 33 d.C. per mano dei soldati romani, che eseguirono l’ordine voluto dal fanatismo religioso dei sadducei e farisei del Sinedrio ebraico, i quali condannarono a morte Gesù di Nazareth, reo di bestemmia per essersi dichiarato uguale a Dio (Gv 8,58). Furono i romani a dover eseguire la condanna, poiché allo stato religioso ebraico era vietato infliggere condanne a morte per evitare sommosse da parte della corrente degli zeloti, un gruppo politico-religioso giudaico, considerati dai Romani come terroristi e criminali comuni. La morte sulla croce di Gesù di Nazareth avvenne in mezzo ai due ladroni di nome Disma e Gesta o Gesmas, secondo il vangelo di Nicodemo, di cui uno di essi S. Disma, venne santificato dai primi cristiani.  Dietro questo fatto fisico venne a manifestarsi anche un fatto mistico-occulto, in cui il Cristo stesso è messo sulla croce cosmica-spirituale quale espiazione e redenzione dei peccati dell’umanità. Con Lui vengono giudicati e messi in croce anche Lucifero e Arimane (rappresentati dai due ladroni sul piano fisico) quali responsabili principali dell’abbassamento morale e del deperimento dei corpi animici che causano sofferenza e dolore nell’umanità. Sappiamo poi dal Vangelo di Luca che il ladrone alla destra del Cristo si pentì dei suoi misfatti e chiese al Cristo di ricordarsi di lui quando sarebbe entrato nel Suo regno (Luca 23,39-43). Mentre il ladrone di sinistra non solo non si pentì, ma si fece gioco del Cristo. Rudolf Steiner, ci rivela che il ladrone pentito di nome Disma, simboleggia sul piano cosmico spirituale Lucifero, il signore di Venere, la cui missione di ostacolatore era ormai giunta al termine. Per cui, il Cristo lo redime elevandolo e reintegrandolo alla dignità di Dio cosmico del Sole. Quel Sole che il Cristo, come reggitore e guida dei sei Elohim solari, lasciò per diventare lo Spirito della Terra e il Dio interiore dell’uomo. Cosicché Lucifero, da Dio nell’uomo (Dioniso), divenne con la redenzione del Cristo signore del Sole, mentre il Cristo da Dio del Sole, divenne lo Spirito della Terra. Inoltre, attraverso l’esperienza della morte in croce di Gesù di Nazareth, il Cristo creò un nuovo archetipo spirituale dopo la resurrezione avvenuta il terzo giorno della domenica di Pasqua.

Questo nuovo archetipo o nuovo Adamo, come è chiamato da San Paolo, permetterà a quelli che accoglieranno l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, di realizzare in sé non solo l’Io superiore, ma anche il vero nocciolo della natura divina umana superiore, ossia il vero Io3 dell’uomo. Ciò significa che, come l’umanità è discesa sulla Terra a causa di Lucifero (il quale oscurò il corpo astrale del nostro progenitore Adamo, quale archetipo umano proveniente dall’antico stato lunare e perfezionato da Jehovah durante l’Epoca Lemurica), così col nuovo Adamo, il nuovo archetipo umano generato e perfezionato dal Cristo, darà all’umanità la forza per risalire di nuovo verso il mondo spirituale, verso la patria originaria divina. Quest’archetipo umano può essere realizzato da ogni uomo che accolga in sé l’Impulso del Cristo, attraverso il quale può risvegliare in lui la “coscienza del Cristo”.4 Questa coscienza del Cristo, venne rinnovata e trasferita nel profondo dell’anima umana da un fatto cosmico-spirituale accaduto a questo archetipo umano superiore nel XIX secolo, nel mondo astrale adiacente alla Terra. Rudolf Steiner rivela che questo archetipo dell’uomo o il nuovo Adamo incarnatosi in Palestina come Gesù di Nazareth, non è altro che l’Anima Adamitica o Natanica menzionata nel Vangelo di Luca, ossia il figlio di Dio nato dalla vergine Maria tramite l’adombramento dello Spirito Santo così come avveniva nel “Mistero del Tempio”.5 È l’Anima celeste separata dagli Dei durante l’Epoca Lemurica dall’anima di Adamo, prima che questi fosse tentato da Lucifero, e tenuta in serbo nella fortezza solare protetta dall’Arcangelo Michele. Dopo che a Adamo durante l’Epoca Lemurica fu sottratto una parte del corpo astrale prima che fosse tentato da Lucifero, nella seguente Epoca Atlantica gli vennero sottratti anche due eteri cosmici dal corpo eterico, cioè l’etere del suono e l’etere di vita, prima che il corpo eterico divenisse del tutto preda delle forze arimaniche. Queste due forze plasmatrice eteriche rappresentano le forze con cui l’uomo può sviluppare arbitrariamente il suo pensiero, ciò che gli darebbe la possibilità di creare dei pensieri personali, dei propri pensieri cui l’umanità non sarebbe più in grado di comprendersi fra loro. Nel libro il Vangelo di Luca (O.O. 114), Rudolf Steiner mette in relazione questo aspetto spirituale con l’evento biblico della Genesi, spiegando il significato dei due alberi del paradiso, dove egli dice:

«… dopo che gli uomini per gli influssi luciferici ebbero acquistato il discernimento del bene e del male (ciò che si esprime in immagine col gustare dell’«albero della conoscenza»), venne vietato loro di gustare dell’«albero della vita» (Genesi 2,6-7; 3,1-4 e 3,22). Vale a dire venne tolto loro l’arbitrio di compenetrare l’«etere della vita», ossia di sviluppare arbitrariamente il pensiero. Perciò essi dovettero da allora in poi svilupparsi nel modo seguente: in balia di ogni uomo fu posto quello che corrisponde alla sua volontà e al suo sentimento … Mentre ogni uomo ha i suoi sentimenti e la sua volontà personale, non appena ascendiamo alla «sfera della parola e a quella del pensiero», ecco che entriamo in un elemento universale. Nessuno di noi può crearsi pensieri suoi propri; se i pensieri, infatti, fossero individuali quanto lo sono i sentimenti, gli uomini non potrebbero comprendersi fra loro.  Il pensiero espresso in parole [l’etere del suono], ed il senso del pensiero [l’etere di vita] vennero sottratti dall’arbitrio umano e tenuti provvisoriamente in serbo nella sfera degli Dei, per essere dati agli uomini solo più tardi» (ibidem, pag. 136-137). 

In breve, per meglio capire quest’aspetto, possiamo dire che in Adamo erano presenti delle forze spirituali provenienti dalle tre evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna, le quali vengono separate, sì che queste forze, non possano più manifestarsi nei suoi discendenti. Queste forze vengono trattenute nel mondo spirituale e protette dall’Arcangelo Michele, fino a che l’uomo non diventi maturo per poterle riutilizzare di nuovo. Prima di caratterizzare gli altri esseri luciferici della seconda gerarchia, dobbiamo ancora aggiungere che l’entità di Lucifero redenta dal Cristo e che è stato caratterizzato come un Dio cosmico solare, ha anche assunto il compito di guida, quale messaggero dello Spirito Santo, nei riguardi dei dodici Maestri di saggezza e guida della «Loggia Bianca» ossia dei dodici Bodhisattva o «Maestri di saggezza e dell’armonia e dei sentimenti». Da una conferenza di Rudolf Steiner tenuta a Berlino dal titolo “Influssi luciferici, arimanici e asurici» estraiamo uno stralcio dove dice: «Se l’uomo riconosce il Cristo, se veramente accoglie in sé tutta la saggezza necessaria per comprendere che cosa il Cristo sia, allora grazie alla conoscenza del Cristo egli redime se stesso e insieme redime le entità luciferiche … Queste entità, che hanno donato all’uomo la libertà, ora gli offrono anche la possibilità di usare questa libertà in modo libero, per comprendere il Cristo. Così gli spiriti luciferici vengono purificati e purgati nel fuoco del cristianesimo; e quanto di male dagli spiriti luciferici è stato arrecato alla Terra, ora viene trasformato da maleficio in beneficio … Che l’uomo sia in grado di fare ciò che egli possa riconoscere il Cristo, che Lucifero risorga in nuova figura e possa ricongiungersi, quale Spirito Santo, col Cristo, questo lo disse il Cristo stesso, ancora come una profezia, a coloro che gli stavano attorno: voi potete essere illuminati dallo Spirito nuovo, dallo Spirito Santo (Gv 14,26) … La Pentecoste fa parte spiritualmente della Pasqua, non è da separarsi dalla Pasqua. Lo Spirito Santo non è altro che lo spirito luciferico risuscitato ed ora assurto a più pura e maggior gloria, lo spirito della conoscenza autonoma, della conoscenza piena di saggezza … Il Cristo è preceduto dalla fiaccola di Lucifero risuscitato e convertito al bene; Lucifero porta il Cristo stesso. Egli è il portatore della luce, il Cristo è la luce! … Appunto questo ha da essere il movimento scientifico spirituale, appunto questo è da intendersi come movimento scientifico spirituale – [ossia, la scienza dello spirito a orientamento antroposofico] (Berlino, 22 marzo 1909).

Naturalmente, qui Lucifero, non va confuso con l’Altissima Entità divina appartenente alla regione del “Padre” esistente oltre lo Zodiaco. Lucifero, è un essere spirituale divino redento dal Cristo, e reintegrato come un Dio cosmico solare appartenente alla seconda gerarchia o Kyriotetes o Spiriti della Saggezza, il quale è legato alla corrente superiore trinitaria del vero “Spirito Santo”, ovvero la terza “Persona” della Trinità Divina.  L’antroposofo Sergei O. Prokofieff 6, nel suo libro “E la Terra diviene Sole” mette in relazione i tre rami gerarchici con la sfera della Trinità superiore, cui egli riassume quanto detto in questo modo:

Come possiamo vedere lo Spirito Santo agisce nell’ambito della seconda gerarchia attraverso gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, entro la quale è stato reintegrato Lucifero. (3. continua)

Collegno, maggio 2024                                                                     Antonio Coscia

Note     Integrative

3      Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo:

«L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere». (Dal libro L’Iniziazione O.O. n.12; pag. 190 -194).

4      Dal XX secolo in poi è possibile a ogni uomo risvegliare in sé la coscienza del Cristo trasferitasi durante il quinto sacrificio dell’anima Natanica (Gesù di Nazareth) che a causa del materialismo sviluppatosi dal XVI secolo in poi, molte anime dopo la morte oscurarono il mondo astrale adiacente alla Terra dove era presente appunto l’anima Natanica quale portatrice di una parte della coscienza del Cristo. A causa di quest’oscuramento arimanico l’anima Natanica venne come dire soffocata, e a quel punto fu necessario che il Cristo da mondi superiori intervenisse di nuovo per salvaguardare quest’anima umana dal soffocamento e perdita della coscienza dell’io. Per meglio dire, la coscienza cristica di quest’anima angelica di luce, fu come dire soffocata, oscurata da forze materialistiche arimaniche sviluppatesi dal XVI al XIX secolo, da anime umane che varcavano la porta della morte, che causarono uno spegnimento della sua coscienza. Questo richiamò di nuovo l’intervento del Cristo che accolse in sé questa sfera nera del materialismo, risvegliando così l’anima Natanica, questa volta però nel Sé spirituale, da cui determinò come conseguenza nel mondo terrestre, una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane – esiste per questo una legge spirituale che Rudolf Steiner rivela dicendo che: “Tutto ciò che muore in una sfera superiore, risorge in una sfera inferiore”. (Vedi anche in questo Blog : “Epoca dei Pesci o dell’Acquario? ”IV).

5       Rudolf Steiner, nel Vangelo di Luca, ci rivela che nei tempi antichi quando il corpo eterico non era ancora così strettamente unito al corpo fisico, nei misteri del Tempio ebraico era possibile ingravidare una giovane vergine adeguatamente preparata anzitempo. I due giovani maschio e femmina venivano messi a dormire insieme nel Tempio, e durante il sonno lo Ierofante o Maestro iniziatore, agiva magicamente sul corpo eterico ingravidando la giovane vergine, senza dover compiere il concepimento attraverso l’atto sessuale; ciò evitava l’intromissione da parte di forze luciferiche.  Per questo Maria di Nazareth restò pura e integra nella sua verginità interiore animica, non partecipando al concepimento col desiderio sessuale, permettendo in tal modo di generare un puro corpo umano per l’incarnazione dell’archetipo Adamo celeste o il “Figlio di Dio”.

6     Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach.

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo II

Rappresentazione del corpo energetico

«Vi sono, nell’insieme, sette forze eteriche prime, forze plasmatrici che operano nel cosmo, di cui però soltanto quattro si rivelano nei processi spaziali e temporali del nostro mondo odierno dei fenomeni … La scienza spirituale orientata antroposoficamente designa queste quattro specie di etere, quali: “Etere di calore, etere di luce, etere chimico o del suono e etere di vita” (Le forze plasmatrici eteriche, di G. Wachsmuth).

2. Il corpo eterico dell’uomo

Come abbiamo visto nell’articolo precedente, il nostro corpo fisico umano è nella sua essenza corporea-amimica-spirituale molto complesso, per il fatto che come rivelatoci da Rudolf Steiner si sono introdotti degli spiriti inibitori luciferici, i quali hanno degenerato e che degenerano tuttora nell’uomo il vero corpo fisico o fantòma, e di conseguenza come vedremo, anche gli altri arti costitutivi umani. Abbiamo visto che senza l’influsso luciferico l’uomo camminerebbe invisibile in questo mondo e prenderebbe coscienza di tutta la spiritualità che lo circonda. Ma se così fosse l’uomo potrebbe ancora sviluppare in sé la coscienza autonoma e libera? Sarebbe ancora nella condizione di sviluppare la facoltà di distinguere il bene dal male in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza? A queste domande possiamo rispondere che, se gli Dei non avessero permesso che esseri luciferici si inserissero nel nostro corpo astrale come una specie di parassita e non ci avessero dato la facoltà di sviluppare la libertà e l’autonomia, e con essa il libero arbitrio del bene e del male, non avremmo avuto neanche la possibilità di sviluppare forze superiori ed elevarci a stati di coscienza superiori nella scala gerarchica. Se l’uomo non avesse conosciuto il male, non avrebbe nemmeno conosciuto il bene, e con esso l’amore cosmico umano introdotto dal Cristo nell’evoluzione terrena. Se dunque non fosse esistito il male, non avremmo avuto la possibilità di sviluppare forze più vigorose per superarlo ed elevarci fino al mondo degli Dei superiori e persino oltre i Serafini. Sì, saremmo rimasti in un mondo paradisiaco al di fuori del bene e del male, ma avremmo per sempre vissuto in uno stato di coscienza di sogno crepuscolare lunare.

L’intento degli Elohim o Spiriti della Forma, era quello che dopo aver fatto fluire nell’Epoca Lemurica una parte della loro scintilla di fuoco nel nostro corpo astrale, cioè il loro Io, dopo averci innalzato da uomini-animali al regno umano superiore, avrebbero voluto che non scendessimo troppo nella materia densa terrestre; volevano che la nostra evoluzione avvenisse nell’ambito dell’elemento aereo, simile agli uccelli. Era nelle loro intenzioni che potessimo divinizzarci già durante la metà dell’Epoca Atlantica, cosicché non saremmo passati attraverso il dolore e la sofferenza, ma ci avrebbero elevati sino al rango divino: un’umanità unificata, un’anima di gruppo che avrebbe rispecchiato il mondo circostante agli Dei. Ma, se fosse avvenuto ciò, così come era nell’intenzione degli Spiriti della Forma, l’uomo non avrebbe mai avuto la possibilità di sviluppare il massimo bene, ossia il vero amore cosmico umano introdotto dal Cristo nell’evoluzione terrena; non sarebbe mai potuto diventare un essere autonomo e libero, ma sarebbe rimasto per sempre un semplice specchio divino. Tuttavia, gli Dei superiori non vollero questo, ma permisero invece che degli esseri luciferici si unissero al corpo astrale dell’uomo. Ovvero, diversi Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione lunare si inserirono nel corpo astrale dell’uomo, facendo sì che il corpo astrale si oscurasse e si scindesse in due parti: una parte superiore rimase luminosa, entro la quale gli Dei o Elohim solari fecero fluire il loro Io o la nostra Individualità superiore, mentre l’altra parte inferiore si oscurò e appesantì a causa delle basse passioni e brame del corpo astrale non purificato dagli spiriti luciferici. L’uomo, in tal modo, si unì col fuoco terrestre prima del previsto, avviando così il suo cammino evolutivo attraverso le incarnazioni terrene. Questo permise però all’uomo di divenire un essere autonomo e libero. Resta comunque importante sottolineare che, mentre gli spiriti luciferici gli insufflarono le forze per sviluppare il libero arbitrio, gli diedero anche la possibilità di compiere il male. Quel male che causò nell’uomo, per decreto divino, la compensazione attraverso il dolore e la sofferenza a causa dell’egoismo. Inoltre, come vedremo più avanti, ciò portò alla legge karmica per l’intromissione delle forze arimaniche nel corpo eterico.

Il corpo eterico è dunque un secondo elemento costitutivo della natura umana. Esso interpenetra tutto il corpo fisico dell’uomo, sporgendo dalla testa umana soltanto di qualche centimetro. Il corpo eterico è simile al corpo fisico umano, ma molto più complesso, giacché anch’esso costituito da organi eterici quali il cuore, la testa, ecc., i quali influiscono sugli organi del corpo fisico alimentando e regolando la loro vitalità. Ogni essere vivente è costituito da un corpo eterico, occorre però dire che nell’uomo è molto più complesso per il fatto che è portatore di un io umano. Prima della venuta del Cristo il corpo eterico sporgeva di molto dalla testa fisica, ciò permetteva agli uomini di avere una veggenza crepuscolare che andò esaurendosi sempre più con la venuta del Cristo e dell’Impulso che Egli diede allo sviluppo della coscienza dell’io. Nel libro “Iniziazione” (O.O. n. 10), Rudolf Steiner scrive:

«Il corpo eterico è un organismo di estrema delicatezza e tenuità. Il suo colore fondamentale è assai diverso dai sette colori contenuti nell’arcobaleno. Chi lo può osservare, impara a conoscere un colore che non esiste affatto per l’osservazione dei sensi. È paragonabile al meglio con il colore dei fiori di pesco appena sbocciati … Le particelle del corpo eterico sono nell’uomo in continuo movimento. Innumerevoli correnti lo attraversano in ogni senso. Mediante tali correnti la vita viene alimentata e regolata. Ogni corpo che viva ha un corpo eterico siffatto.  Lo hanno anche le piante e gli animali …Le correnti e i movimenti citati [i Chakra] sono per ora indipendenti dalla volontà e dalla coscienza dell’uomo, come l’attività del cuore e dello stomaco è nel corpo fisico indipendente dalla sua volontà … Quando l’educazione occulta è progredita al punto che i fiori di loto [Chakra] precedentemente descritti cominciano a muoversi, il discepolo ha già effettuato molto di quanto serve a far nascere delle correnti e dei movimenti ben determinati nel suo corpo eterico … Questo sviluppo mira a formare nelle vicinanze del cuore fisico una specie di punto centrale, dal quale partono correnti e movimenti con colori e forme spirituali svariatissimi. Questo centro, in realtà, non è un semplice punto, ma una struttura molto complicata, un organo meraviglioso … Le più importanti di queste correnti vanno però ai fiori di loto. Esse pervadono i singoli petali dei fiori di loto, e ne regolano la rotazione; poi scorrono al di là dalle punte dei petali per perdersi nello spazio esterno [cosmico] (dal libro L’Iniziazione).

Più avanti Rudolf Steiner consiglia comunque che prima di aprire questo Chakra del cuore, suggerisce di formare prima un centro nella testa, un punto provvisorio cui l’allievo possa avere la piena padronanza del suo pensiero intelligente e assennato della testa. Il corpo eterico è dunque secondo la Scienza dello Spirito, l’architetto del corpo fisico, e di ogni specie in cui vi sia la vita, il quale preserva dall’annientamento delle forze fisiche. Se il corpo eterico dovesse abbandonare anche solo per un istante il corpo fisico, ciò comporterebbe la morte immediata dell’uomo e l’anima sperimenterebbe dopo la morte, tutti i ricordi in immagini spaziali della sua vita trascorsa sulla Terra, fino a che esso non scompaia del tutto nell’ elemento eterico del mondo spirituale. Può verificarsi un incidente in cui il corpo eterico può momentaneamente, almeno in parte, uscire dal corpo fisico. In questa situazione, l’uomo potrebbe sperimentare e vedere, come in una specie di premorte le immagini come sopracitato di tutta la sua vita, fino al momento della nascita. Come il corpo fisico è formato da quattro elementi: calore, aria, acqua e solido, così il corpo eterico o, possiamo anche chiamarlo “corpo delle forze formatrici” è formato da quattro eteri cosmici. Questi eteri cosmici si sono formati nell’arco di quattro stati di coscienza o eoni cosmici, cui ebbero inizio con l’antico Saturno, dalla cui sostanza di calore donata dai Troni, sono derivati per compressione i diversi stati di aggregazione eterici attuali formatosi attraverso Saturno, Sole, Luna e Terra. Dal primo stato di coscienza di Saturno nacque l’etere di calore, dal secondo stato di coscienza sul Sole l’etere di luce, da quello sulla Luna l’etere chimico o del suono, infine, sulla Terra nacque l’etere di vita.  Ad essi si aggiungeranno nei prossimi tre stati o eoni cosmici di coscienza, cioè Giove, Venere e Vulcano, altri tre tipi di forze plasmatrici eteriche, cui alla fine dello stato di coscienza di Vulcano il corpo eterico sarà formato da sette forze plasmatrici. Pertanto, gli elementi di calore, aria, acqua e solido, che formano il corpo fisico, sono un riflesso delle forze formatrici del corpo eterico, ossia: «Dall’etere di calore abbiamo l’elemento calore; dall’etere di luce abbiamo il gas o l’aria; dall’etere chimico o sonoro abbiamo l’acqua; e dall’etere di vita abbiamo il solido» (dal libro: “Le forze plasmatrici eteriche” di G. Wachsmuth).

Sergei O. Prokofieff nel suo libro “Il corso dell’anno come via di Iniziazione all’esperienza del Cristo” – “Un esame esoterico delle feste dell’anno” – (Ed. Arcobaleno), scrive: 

«Le quattro specie di eteri che compongono il corpo eterico o vitale dell’uomo, secondo le indicazioni della Scienza dello Spirito, (cf. 21.9.1909 O.O. 114 e 11.6.1910, O.O. 121) sono al contempo il riflesso eterico delle corrispondenti sfere macrocosmiche [del mondo spirituale]. Così l’etere di vita è il riflesso eterico delle stelle fisse (il Devachan Superiore o mondo dell’Intuizione), e l’etere del suono o chimico è il riflesso dell’armonia delle sfere planetarie (il Devachan Inferiore o mondo dell’Ispirazione). Quindi l’etere di luce è il riflesso eterico dell’intero mondo elementare (il piano astrale o mondo dell’Immaginazione). Solo l’etere del calore non ha alcun archetipo macrocosmico e ciò in quanto esso agisce già al limite fra corpo eterico e corpo fisico, e per questo motivo costituisce la base di uno sviluppo e di una libera sperimentazione dell’io individuale da parte dell’uomo». (Vedi schema di seguito).

Possiamo ancora dire che dietro alla nostra volontà umana corrisponde l’etere di calore; dietro al nostro sentimento corrisponde l’etere di luce; dietro al nostro pensare corrisponde il riflesso dell’etere sonoro; e dietro a quello che dà il senso ai nostri pensieri corrisponde l’etere di vita.  Nel libro antroposofico “Il Vangelo di Luca” O.O. 114”, in merito Rudolf Steiner ci rivela:

«Di queste quattro forme di etere, dopo l’influsso luciferico nell’Epoca Lemurica, vennero lasciate a disposizione dell’uomo solo l’etere del calore e l’etere della luce. L’etere del suono e l’etere di vita vennero sottratti all’uomo. Questo è l’intimo senso della narrazione biblica: dopo che gli uomini per l’influsso luciferico ebbero acquistato il discernimento del bene e del male (ciò che si esprime in immagine col gustare dell’albero della conoscenza) venne vietato loro di gustare dell’albero della vita (Genesi 2,6 -7; 3,1- 4; e 3, 22).  Vale a dire che venne tolto loro l’arbitrio di compenetrare l’etere della vita, ossia di sviluppare arbitrariamente il pensiero … Per cui in balia di ogni uomo fu posto da allora in poi l’arbitrio di sviluppare la volontà e il sentire autonomo, come una cosa personale dati in balìa alla Personalità di ogni singolo uomo … Ma questo carattere individuale viene meno appena ascendiamo alla sfera della parola e del pensiero, in quanto entriamo in un elemento universale. Nessuno di noi può crearsi pensieri suoi propri; se infatti i pensieri fossero individuali quanto lo sono i sentimenti, gli uomini non potrebbero comprendersi fra loro. Il pensiero espresso in parole ed il senso del pensiero vennero dunque sottratti all’arbitrio umano e tenuti provvisoriamente in serbo nella sfera degli Dei, per esser dati agli uomini solo più tardi (Ibidem) (Vedi schema in basso).

Questa sottrazione dell’etere sonoro (chimico) e dell’etere di vita, avvenne durante l’Epoca Atlantica, dopo che nell’Epoca Lemurica era avvenuta la separazione del corpo astrale originario lunare, per colpa di Lucifero. L’archetipo eterico umano di questi due eteri superiori sottratti e protetti dagli Dei nel mondo della “Fortezza solare” è rappresentato dall’anima Natanica5, menzionata nel Vangelo di Luca. È il “Figlio di Dio (Jehovah)” che nasce dalla vergine Maria tramite l’adombramento dello Spirito Santo. Affinché fosse possibile al Cristo incorporarsi in un uomo sul piano fisico, occorreva un esemplare umano che avesse in sé non solo un corpo eterico costituito dai quattro eteri originari, ma anche da un corpo astrale puro che non avesse subito la tentazione luciferica. Per questo venne preparato da tempi antichissimi nell’ambito di correnti esoteriche misteriche dell’ebraismo, la possibilità che potesse un giorno incarnarsi un uomo il cui corpo fisico e il corpo eterico, avrebbero avuto la necessaria purezza da permettere la discesa di un Dio pari a Jehovah.  Infatti, nel vecchio Testamento Jehovah rivolgendosi a Mosè dice:

«Per te il Signore, il tuo Dio, farà sorgere in mezzo a te, fra i tuoi fratelli, un profeta come me; a lui darete ascolto! Avrai così quello che chiedesti al Signore tuo Dio, in Oreb, il giorno dell’assemblea …» (Deuteronomio 18: 15).

Jahvè o Jehovah è un Elohah lunare che ha sacrificato la sua natura solare, per contrastare dalla sfera lunare gli spiriti luciferici che operano con le loro forze dal Sole nell’ambito della natura terrestre, dove si manifestano come minerale aurifero. Egli, si presume che sia la guida dei sette Spiriti della Forma o Elohim solari, da cui appunto si è separato per diverse missioni che può solo svolgere dalla sfera lunare. Dietro l’Eloah lunare Jehovah però, ha sempre agito il Cristo quale guida superiore degli Elohim solari, il quale proviene da una sfera oltre i Serafini, ossia dalla sfera di Dio Padre. Il Cristo, quale emanazione di Dio Padre, rappresenta il secondo aspetto della Trinità divina del nostro Zodiaco. Egli opera nel nostro Zodiaco come Dio Figlio e il Suo Essere abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema solare. Per cui di conseguenza, Egli non solo è la guida delle Entità della prima e della terza gerarchia spirituale, ma è particolarmente la guida superiore della seconda gerarchia, ossia le “Dominazioni, Virtù e le Potestà (Elohim, Exusiai), tramite le quali si è sempre manifestato attraverso tutti i popoli della Terra, con nomi e in luoghi diversi, annunciando la Sua venuta e discesa sulla Terra. Per questo ebbe bisogno che l’anima Natanica o Adamitica (l’anima gemella separata dalle forze eteriche di Adamo), si incarnasse per la prima volta sulla Terra attraverso la Maria di Nazareth, una donna particolare cui era stata preparata attraverso la corrente misterica degli esseni.6   (2. Continua).

Collegno,     aprile 2024                                                            Antonio  Coscia

Note    Antroposofiche

 4    Serghei O. Prokofieff nel libro menzionato “Il corso dell’anno come via di Iniziazione all’esperienza del Cristo” – “Un esame esoterico delle feste dell’anno” colloca secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia come abbiamo visto, le quattro specie di eteri che compongono il corpo eterico o vitale dell’uomo, al riflesso eterico di corrispondenti regioni o sfere macrocosmiche come descritte nella tabella schematica. Come possiamo osservare l’etere di calore non ha nessun riflesso macrocosmico per il fatto che egli dice che è già al limite tra corpo eterico e corpo fisico, e per questo motivo costituisce la base di uno sviluppo e di una sperimentazione dell’io individuale da parte dell’uomo. Sergei O. Prokofieff continua dicendo che da questa premessa diventa chiaro il nesso esistente tra l’etere di luce e la luce astrale: infatti il primo è il riflesso eterico della seconda. A questo punto si presenta la domanda: se l’etere di vita è il riflesso della sfera superiore del Devachan o Mondo dell’Ispirazione, allora a quale sfera appartiene il riflesso della luce astrale, giacché essa stessa è un riflesso dei mondi spirituali superiori?  Sergei O. Prokofieff risponde che per trovare l’archetipo della luce astrale, dobbiamo volgerci a una regione ancor più elevata del Devachan Superiore, ossia alla regione macrocosmica del “Budhi” o “Mondo dell’Intuizione”. Questa sfera macrocosmica è conosciuta dal mondo occidentale anche come sfera della “Provvidenza” e dal mondo orientale, come “Cronaca dell’Akasha”. È la regione dove opera direttamente lo Spirito Santo nella “Memoria cosmica dell’universo” (Ibidem, pag. 454).

5      L’Anima Natanica è l’Archetipo spirituale dell’umanità che nel Vangelo di Luca discende dal sacerdote Natan, figlio del re Davide. Essa è conosciuta anche come anima Adamitica per il fatto che venne separata dalla sostanza eterica di Adamo, prima che questi venisse tentato dall’essere arimanico nel suo corpo eterico. Quest’anima Natanica o Adamitica non si è mai incarnata sul piano fisico, ma ha agito fin sul piano eterico terrestre nei misteri antichi dell’indianesimo, come il Signore Krishna amato dal discepolo Arjuna. Poi, come sappiamo dalla Scienza antroposofica, si è incarnato come Gesù di Nazareth attraverso la vergine Maria di Nazareth, quale Messia tanto atteso e predetto dagli antichi Profeti ebraici, in modo da accogliere nel suo corpo astrale l’Altissimo Dio del Sole: l’Io Sono, l’Io Sono.

6    Secondo il Protovangelo di Giacomo, Maria di Nazareth era la figlia di Gioacchino e Anna. La tradizione racconta che i suoi genitori erano senza figli per molti anni e che la nascita di Maria fu considerata un miracolo. Come sappiamo, Maria di Nazareth nacque in Palestina, nella città di Nazareth, da genitori anziani che non potevano avere figli. Il padre, Gioacchino, era sterile e proveniva dalla stirpe di Davide. Un giorno, mentre era in preghiera, Gioacchino fu avvicinato da un Angelo che gli profetizzò che sua moglie Anna avrebbe partorito una figlia, poiché Dio aveva accolto la sua richiesta. Maria fin da bambina venne dedicata al Tempio di Gerusalemme, dove l’interesse dei maestri religiosi esseni la accolse per istruirla, prepararla e educarla, nel ruolo che avrebbe presto assunto quale madre dell’archetipo dell’umanità. Da Essa, infatti, quale puro esemplare femminile celeste attraverso la quale si è manifestata la Divina Sofia, nascerà il “figlio di Dio” per opera dello Spirito Santo. Ciò significa, secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia, che Maria di Nazareth avrebbe concepito attraverso un rituale magico antico del Tempio, senza che fosse compiuto l’atto sessuale. Questa pratica magica antica era possibile perché il corpo eterico non era ancora completamente unito al corpo fisico, ma sporgeva ancora di diversi centimetri da esso. Pertanto, lo Ierofante, il maestro iniziatore, faceva addormentare insieme la coppia maschio e femmina e, durante il sonno, aveva il potere di unire l’eterico maschile della donna con l’eterico femminile del maschio, cosicché la donna rimaneva incinta senza compiere l’atto sessuale. Ciò può sembrare inverosimile alla mentalità materialistica odierna, ma ci sono molte cose che gli uomini e la scienza moderna ancora ignorano, fino a quando non svilupperanno l’occhio spirituale interiore che permette loro di vedere oltre la materia solida e leggere nella memoria universale dell’Akasha.