4. Note Antroposofiche

Francesco_Botticini I tre Arcangeli_Michele, Raffaele, Gabriele e_Tobia

«Il vero scopo dell’antroposofia è di afferrare il mondo spirituale sulla base dell’odierna civiltà dell’intelletto, di riunire gli uomini che possono comprendere la chiamata verso la spiritualizzazione del mondo. Essi non formeranno una colonia chiusa in sé, ma proverranno da tutte le nazioni; a poco a poco essi passeranno a vivere nel sesto periodo di civiltà (…).  Quando si riuniranno la spiritualità dell’Oriente e l’intellettualità dell’Occidente, da tale confluenza nascerà il periodo di Filadelfia. In tale unione si ritroveranno tutti quelli che accolgono l’Impulso del Cristo Gesù; essi formeranno la grande fratellanza che sopravviverà alla grande guerra [la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo], che sarà perseguitata, che sperimenterà le più diverse persecuzioni, ma che fornirà la base per la razza dei buoni. Dopo che la grande guerra avrà portato al sorgere dell’animalità in chi sarà rimasto nelle forme antiche, nascerà la razza dei buoni».

                                               Rudolf Steiner (O.O. 104, pag. 134-136)

BREVE   PREMESSA

Affinché gli articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

4. NOTE INTEGRATIVE ANTROPOSOFICHE

-(tratte dall’articolo: (Alcuni aspetti del karma e del dolore umano)-

1.      Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2 Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

3    Il nostro sé o Io inferiore, nasce all’incirca durante l’Epoca Lemurica, quando gli Dei o Elohim solari (Spiriti della Forma, secondo la terminologia antroposofica), erano costituiti da sette arti cosmici similmente a com’è costituito l’uomo attuale, la cui parte più bassa era l’Io. Cioè mentre l’uomo è costituito da un corpo fisico, eterico, astrale e Io, e da una triade superiore divina che non è ancora del tutto sviluppata, ossia il Sé spirituale, lo spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma, anche gli Dei creatori nel periodo lemuriano erano costituiti da sette corpi cosmici, e cioè da un “Io, un Sé spirituale, uno Spirito Vitale, e un Uomo Spirito”; poi similmente all’uomo avevano una triade superiore di un quinto, un sesto e un settimo corpo. Nel mentre facevano fluire o gocciolare la loro ultima parte, cioè il loro Io umano, altri Spiriti della Forma o Elohim che erano rimasti indietro nell’eone precedente dell’antica Luna al livello di Archai o Spiriti della Personalità, vollero fare la stessa cosa. Ma siccome non avevano maturato il loro Io umano per darlo all’uomo, fecero fluire le loro forze astrali non purificate nel corpo astrale dell’uomo oscurandolo, cosicché il corpo astrale dell’uomo oscurato e appesantito dalle forze di brame, desideri e passioni degli Archai, si divise in due parti, ossia venne costituendosi due anime umane, ciò che nella Bibbia è chiamato l’albero del bene e del male. Mentre dunque l’”albero della Vita” ha come significato il corpo superiore dell’uomo che abbiamo chiamato lo spirito Vitale o Buddhi, l’”albero del bene e del male” ha per significato il corpo astrale umano. Per cui fu così che l’uomo si divise in due anime (corpo astrale) di cui, nell’anima superiore gli Elohim normali fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino, ossia l’”Io superiore” altruista umano, mentre nell’anima inferiore, gli altri Dei luciferici rimasti indietro, fecero fluire degli influssi astrali più bassi predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. (Vedi Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

4     La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [gli iniziati veggenti], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “– conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.  La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.

5     La “legge della reincarnazione” spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante sia gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di un’Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che elabora e costruisce nel mondo spirituale con la collaborazione degli Dei.

6    Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

7    Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro.  Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice: «Così oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo così la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

8     Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio, nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza, per cui sono già passati tre eoni Saturno, Sole e Luna, (vedi più avanti la nota 22) che indichiamo con il numero 3. Inoltre, siamo nella quinta Epoca, cui ne sono già passate quattro: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica”, che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345, cioè tre, quattro, cinque. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza, potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il demone solare che si oppone al Cristo quale genio e guida del Sole. Tutte le anime che a quel tempo non si saranno redente sprofonderanno con l’ottava sfera del male (la sfera soratica degli esseri malvagi) nell’abisso universale, dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, durante l’evoluzione del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro stato terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. (Vedi la nota 26 e l’articolo precedente su questo blog: La nuova comunità di Filadelfia … VII”).

9     Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.) Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai). Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

10     Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà occidentale è l’Arcangelo Michele, assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative Antroposofiche  e la nota 21 di 3. Note Integrative Antroposofiche).

11     La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.

12      Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo chiamati yuga, i quali sono cosi suddivisi: 1)   Satya Yuga o Krita Yuga o età dell’oro; 2) Treta Yuga o età dell’argento; 3)   Dvapara Yuga o età del bronzo; 4) Kali Yuga, o età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C. Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di 35000 anni.

13    Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita  possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi  tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e sia sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale. 

14      Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto, dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro. 

15       L’uomo è un essere tripartito formato da corpo, anima e spirito; questa era anche la concezione cristiana di S. Paolo prima che l’ottavo concilio di Costantinopoli dell’869, i teologi cattolici  decretassero  “eresia” credere che l’uomo  sia portatore di uno “Spirito umano”, ma che nell’anima umana esista soltanto una parte più sottile spirituale, in modo che possa distinguersi dall’animale, in quanto anche l’animale ha un’anima (corpo astrale).  Rudolf Steiner  attraverso la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano – rosacrociano, ci rivela la natura umana,  esattamente come la scienza materiale rivela le leggi della natura terrestre. Egli divide l’uomo  in un Entità settemplice in divenire, vale a dire che non ha ancora raggiunto il completo sviluppo corporeo, animico e spirituale, e lo articola costituendolo in: “Corpo fisico, corpo eterico,  corpo astrale, Io quale nucleo dell’anima, Sé spirituale o Manas, spirito Vitale o Buddhi e Uomo spirito o Atma”. Occorre dire che gli ultimi tre arti umani (Sé, Buddhi e Atma) sono ancora presenti soltanto in germe nel mondo spirituale, e saranno sviluppati nell’arco di prossime Epoche o periodi di cultura; i primi tre arti inferiori invece, cioè: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, presenti  nell’uomo da passati sviluppi di periodi di cultura, saranno  maggiormente sviluppati e perfezionati completamente dall’Io umano, in arti spirituali superiori della costituzione settemplice dell’uomo, durante  le prossime Epoche di cultura terrestri e nelle incarnazioni  cosmiche future di Giove, Venere e Vulcano.

16       Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto, Egli è un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza  immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale,  o tramite la conoscenza  esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani  delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” o “generò”  da Sé un “Pensiero Divino” * ossia, un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche  trinitarie universali della Divinità  Trina, vale a dire di  “ Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”.  Questo Io universale, fu mandato sulla Terra, avendo il Padre sentito il grido di dolore dell’umanità morente, ma affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa, alquanto delicato e complesso, dove fu necessario la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici  e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti che preparassero un corpo fisico adeguato per accogliere l’altissimo Dio-Sole. Pertanto, questo Dio universale iniziò la Sua discesa dal mondo del “Logos o della “Parola”,  unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale”, ove per modo di dire, si spogliò delle forze macrocosmiche per unirsi in un secondo tempo,  come un “Io Cosmico” planetario,  alla seconda gerarchia, quale espressione del Dio Figlio. Qui Egli si manifestò come “Agnello Mistico” attraverso un particolare Spirito del Movimento o Dynameis e poi dopo si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma come Elohim Yahve,  tramite cui si manifestò come Dio Cosmico (Jehovah  lunare)  agli Ebrei e in un secondo tempo a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo eterico elementare),  come Yahve o l’Io Sono, e poi dopo, quando i tempi furono maturi Egli si manifestò agli uomini come “Pleroma”, l’inviato dei sei  Elohim solari, l’Io Sono l’Io Sono,  l’Io Cosmico o  l’Altissimo Spirito del Sole che chiamiamo Cristo.

*     Nel  libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito, O.O. n. 129”, a pag. 156 è scritto: “Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale.

17      Yahve o Jehovah è un Entità spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim biblici. Quando all’Epoca Lemurica la Terra e la Luna erano ancora strettamente congiunte tra loro, gli dèi lunari misero in pericolo l’evoluzione umana con forze astrali troppo basse che tendevano a mummificare la materia terrestre che avrebbe dato dei corpi troppo duri e inaccessibili all’anima umana. Per questo si rese necessario che Yahve assumesse il compito di separare la Luna dalla Terra, in modo che regnasse il perfetto equilibrio evolutivo tra le forze solari, lunari e terrestri. Egli sacrificò la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi nella sfera lunare in modo da contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, che si manifestano nelle venature dorate terrestri;  per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto luciferico nell’avidità umana. Inoltre, ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, come una Luna astrale la cui circonferenza ha per centro la nostra Terra e dietro cui agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica “Sorat” l’anticristo solare. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta e al fatidico numero d’evoluzione 666, Egli si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito.

18       L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, come già accennato nella nota 16, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse  con la “Divina Sofia”  e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”.  Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come  Visva Karman e poi dopo da Zarathustra  come “Ahura Mazdā”.   Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente  si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”.  Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci,  compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù.  Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive: “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva  possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

19       Rudolf Steiner da notizie di Jeschu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123 dove viene menzionato come la guida della corrente degli Esseni, i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeschu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeschu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia, con il quale entrò in contrasto ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero, per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli Esseni e i Terapeuti nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeschu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda. Tramite  il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo (vedi sesta conferenza di Matteo opera citata).

20      Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o, meglio, la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve attraversare sette stati di coscienza, ove  durante  il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del  Cristo che il corpo di resurrezione, è un arto  spirituale  di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un’unità. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».                                           

21     Le forze arimaniche sono forze negative dell’ostacolo che operano come contrasto nell’ambito dell’anima umana e in modo più specifico nel corpo eterico e nella parte pensante dell’uomo.    Per un  maggiore approfondimento vedi più avanti le note 24. e 25.

22       L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che  sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine, nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini, i quali passano attraverso una coscienza di veglia. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine, nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto, dunque, nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota.  Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

23     La divina Iside nell’antico Egitto rappresentava sia la sorella e sposa di Osiride che l’antica Sapienza divina (Teosofia) che era cercata nei luoghi misteriosofici del culto di Iside, così come nei salmi Salomonici appare come  l’amata  Sapienza di Salomone e nei Profeta ebraici era presentita come la “Bat Kol”, ossia “la voce del cielo”. Nei filosofi greci era amata come “Filosofia” e oggi noi la conosciamo come “Antroposofia”. Quest’antica e moderna Sapienza è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che quale aspetto del terzo Logos si manifesta nell’ambito delle tre gerarchie, ossia: “I Cherubini o Spiriti dell’Armonia, gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes e gli Angeli chiamati anche gli Spiriti della vita”; e in modo particolare nell’ambito della terza gerarchia, cioè le Archai o Spiriti delle civiltà, gli Arcangeli e gli Angeli.  Dalla Scienza antroposofica sappiamo che quest’Entità divina è un “Essere” settemplice composita, nata durante l’antica evoluzione solare sull’antico Sole ed è costituita dall’insieme di ogni rango gerarchico, e cioè da: “Spiriti della Saggezza o Kyriotetes,  Spiriti del Movimento o Dynameis, Spiriti della Forma o Elohim, Spiriti della Personalità o Archai, Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunsero gli Spiriti del Crepuscolo o Angeli e sulla Terra si aggiungerà l’Uomo l’Anthropos-Sofia.

24     Arimane è l’entità dell’ostacolo che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”, è uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli, rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale opera nel mondo materiale come sua specifica sfera, qui, egli manifesta pienamente la sua natura arimanica, mentre svolge un’azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; pag.149.

25     Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del  “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare  il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone  in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse a seconda della gerarchia a cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

26      Con Saturno la Scienza antroposofica non vuole riferirsi al pianeta attuale del nostro sistema solare, ma a un antichissimo stato di coscienza cosmico, risalente a tre «Eoni» prima del nostro eone terrestre in cui il nostro sistema solare o la nostra Terra, erano immersi in un’immensa sfera di calore che si espandeva fino al punto in cui vediamo il pianeta fisico attuale di Saturno. In questa immensa sfera di tenebre non esisteva ancora né il «Tempo né lo Spazio», ma unicamente un mare di calore di «Volontà spirituale» dono del sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali insieme ai Serafini e ai Cherubini crearono la base e il fondamento del primo principio atmico di tutta l’evoluzione cosmica umana. In questa «Volontà» di calore primordiale attraversavano il loro stadio umano, gli Spiriti del Principio o Principati che, conosciamo anche come Archai o Spiriti della Personalità i quali, alla fine dell’eone saturnio divennero gli Spiriti del Tempo. Vale a dire che il tempo nel mondo spirituale è un «Essere reale del Tempo», ai quali, nella Bibbia sono assegnati i «sette giorni della creazione» che in realtà sono riferiti ai «sette Spiriti del Tempo» che vengono assegnati come guida alla fine di ogni periodo (eone), in cui sono stati creati gli archetipi di tutto ciò che si manifesterà poi nell’Universo fisico.  

27      Sorat è lo spirito infernale apocalittico che si contrappone al Cristo nella sfera del Sole, appartiene alla categoria degli Spiriti della Forma rimasti indietro in un antichissimo eone cosmico sviluppatosi ancor prima che l’inizio del primo stato di coscienza di Saturno. Per questo egli non può entrare direttamente nella nostra evoluzione umana, ma lo può fare indirettamente tramite le tre correnti dell’ostacolo luciferiche, arimaniche e asuriche; in modo particolare  tramite queste ultime i quali sono dei tremendi maghi neri. 

28      Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52].   Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti  dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la  meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.  

29     Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi, si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi  dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo  di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. La  coscienza del Cristo nacque durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza dell’amore cosmico che si riversò nell’umanità attraverso il sacrificio del Golgotha, manifestandosi dapprima in modo istintivo alimentato da una fede viva nel Cristo Gesù. Con l’avvento di  Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario impulso cristico nascente, indurendosi sempre più nei dogmi di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che dall’inizio del periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (1413) ha causato e ancora oggi causa tanto dolore e sofferenze nell’umanità. Occorre che oggi appunto, se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o  antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico  umano, che può unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

30      Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo  del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno,  non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

31      Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale  chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun’altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».    Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva  della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.  Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo; « … e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice:  Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».  Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

32      Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».   (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

33     Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo,  quando sarà arrivato al livello gerarchico  di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.

34      Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che, come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”.  Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in una unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, un “Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé  tutte  le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!

35       Vedi la nota 31. e la nota 23.

36      Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta. il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

37         TAVOLA I

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo II

Immagine di Gesù di Nazareth nell’ultima cena di Leonardo da Vinci

«Il Cristo sposa la morte, che sulla terra è divenuta l’espressione caratteristica dello Spirito del Padre (…). L’immagine della morte diventa così ingannevole, poiché essa si trasforma nel seme di un nuovo Sole nell’universo. Se sentiamo che la morte sulla croce diventa il seme dal quale germoglia un nuovo Sole, allora comprendiamo anche come l’umanità sulla terra abbia percepito e intuito giustamente quell’evento come il momento di transizione più significativo nell’evoluzione dell’umanità»

(Rudolf Steiner, O.O.112, pag.254)

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo II

    Il cristianesimo, secondo Rudolf Steiner, non può quindi essere considerato semplicemente una dottrina di saggezza, simile alle altre religioni popolari. Esso ha conferito un significato universale a tutta l’evoluzione della Terra, un significato che dobbiamo sforzarci di comprendere nella sua profonda portata. Questo si manifesta nella morte e resurrezione che il Cristo ha compiuto sulla collina del Golgota, evento che definiamo “il Mistero del Golgota”. Tuttavia, comprendere pienamente questo Mistero del Golgota, sia dal punto di vista storico sia da quello spirituale, è arduo senza aver sviluppato in noi delle facoltà superiori come l’Immaginazione, l’Ispirazione e l’Intuizione. Rudolf Steiner, in qualità di eminente iniziato cristiano rosicruciano, ha reso possibile, attraverso la Scienza dello Spirito e la sua facoltà straordinaria di chiaroveggenza, accogliere e penetrare il significato del Mistero cristiano. Questo avviene attraverso differenti punti di vista, rappresentativi dei vari aspetti misteriosofici, espressi nei diversi libri cristologici che possiamo studiare nell’Opera Omnia concessaci da Rudolf Steiner, attraverso circa seimila conferenze tenute nella gran parte delle città europee. Abbiamo visto, nel libro di Prokofieff, la menzione di uno di questi aspetti salienti del nuovo cristianesimo moderno: ciò che il Cristo ha compiuto per l’umanità durante la Sua Resurrezione attraverso il Fantoma di Gesù di Nazareth (vedi la nota 7). Ovvero, il Cristo, attraverso il Mistero del Golgota, donò all’uomo un nuovo arto superiore della costituzione umana: un corpo spirituale incorruttibile, o Fantoma superiore8, che permetterà all’uomo di sviluppare una coscienza non solo legata all’io terreno, ma anche tipi di coscienza ancora più elevati, definiti da Rudolf Steiner come: “Coscienza psichica o immaginativa, coscienza super-psichica o ispirativa, e coscienza universale spirituale o intuitiva” (Berlino, 29 ottobre 1903 – GA 93a). Occorre, però, che l’uomo sviluppi prima l’anima cosciente9 e, attraverso di essa, lavori alla trasformazione della sua costituzione inferiore, ovvero il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico, mediante la trasformazione delle sue facoltà di pensare, sentire e volere10 con l’aiuto del suo Io superiore. Questa collaborazione con l’Io superiore avverrà, appunto, tramite lo sviluppo dell’anima cosciente, attraverso la quale l’uomo realizzerà in sé un’autocoscienza libera e autonoma, avente un aspetto divino. Grazie a questa autotrasformazione, egli si unirà dapprima al proprio Io superiore (sviluppando una dimensione microcosmica della coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva) e successivamente raggiungerà il suo vero nucleo umano superiore: il Vero Io.

Anche l’apostolo Paolo di Tarso, continua Sergej O. Prokofieff, sottolinea la morte e la resurrezione del Cristo come il tratto più caratteristico del cristianesimo: «Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto, ma, se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede, e voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini» (1 Corinzi 15,16-19).In questo senso, si può comprendere perché Rudolf Steiner caratterizza il cristianesimo come qualcosa che inizia sì come una religione; tuttavia, secondo il suo essere più profondo è più di qualsiasi religione: «Al suo inizio il cristianesimo fu di certo religione, ma esso è più grande di tutte le religioni (…). È ancora più grande del principio religioso stesso» (O.O. 102, 24.3.1908). Tutte le religioni possono essere considerate religioni di saggezza, miranti a riallacciare l’umanità alla sua originaria sorgente spirituale attraverso nuove rivelazioni di saggezza. Per questo motivo, sono tutte rivolte al passato, cercando di ricondurre gli uomini all’originario paradiso. Il cristianesimo, invece, non si basa essenzialmente sulla saggezza, bensì sull’azione unica e decisiva del Cristo nel Mistero del Golgota e sulle sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità e della Terra. Di conseguenza, il cristianesimo, se compreso correttamente, è orientato completamente al futuro e, nel presente, si manifesta come apocalittico – [ovvero misterioso e profetico; una grande trasformazione, un cambiamento epocale che conduce a una nuova comprensione e a una svolta nell’evoluzione umana e terrestre].  Ma in che cosa consiste chiede Prokofieff, questa azione del Cristo?

Egli risponde dicendo che, Rudolf Steiner ne parla in modo dettagliato attraverso la sorgente della sua indagine spirituale caratterizzandola attraverso il centrale ciclo cristologico del libro “Da Gesù a Cristo” (O.O. 131). In esso descrive come l’Io dell’uomo, la cui coscienza era legata sin dall’inizio alla funzione riflettente del corpo fisico, sarebbe inarrestabilmente andato perduto con il tempo a causa della graduale decadenza di quest’ultimo. Infatti, il cosiddetto “peccato originale”, le cui conseguenze sono legate alla penetrazione delle potenze luciferiche e arimaniche11 durante l’evoluzione umana, portò a un eccessivo indurimento del corpo fisico e a un crescente decadimento verso la morte. Per cui, per l’intera evoluzione dell’umanità, esisteva il pericolo che la coscienza dell’io, la vera e propria conquista dell’evoluzione della Terra, andasse perduta (ibidem, conf. 11.10.1911). Nella stessa conferenza, prosegue Prokofieff, viene inoltre descritto come, senza il mantenimento di questa coscienza dell’io, anche l’Io dell’uomo stesso, con il tempo, andrebbe in rovina. Per questo, Rudolf Steiner poté dire che il Mistero del Golgota, dobbiamo considerarlo come qualcosa di reale, come qualcosa che è avvenuto e che doveva avvenire nell’evoluzione della Terra; esso è infatti letteralmente la salvazione dell’Io umano (ibidem).

  Con questo, Prokofieff prosegue affermando che l’Io dell’uomo [concesso come dono divino dagli Spiriti della Forma o Elohim] quale conquista centrale dell’evoluzione terrestre, non fu salvato soltanto per il periodo di vita nel corpo fisico, ma soprattutto per l’esistenza dell’uomo dopo la morte; in altre parole, per l’intera vita nel mondo spirituale in senso assoluto. In questo modo, all’io terreno stesso o coscienza dell’io, venne conferito un carattere eterno. Tuttavia, egli sottolinea a una condizione imprescindibile: che, già qui sulla Terra, l’uomo stabilisca un rapporto consapevole con il Mistero del Golgota, ossia con il corpo di resurrezione o Fantoma del Cristo.12 Infatti, solo in tal modo l’uomo potrà portare con sé, nel post mortem, una forma del corpo che rimanga pienamente esistente anche nel mondo spirituale, fungendo così da “specchio” per preservare la sua coscienza dell’io nell’ambito soprasensibile. Nei tempi precristiani, una volta che la coscienza dell’io veniva raggiunta attraverso il corpo fisico, era possibile portare con sé di essa nel post mortem solo per quello che si poteva ricordare dopo la morte, il momento della morte o la forma fisica rimasta. Ma ben presto, dopo la morte, questo ricordo sbiadiva per l’anima e, di conseguenza, si assopiva anche il sentimento dell’Io, tanto che già poco dopo si poteva sperimentare il mondo spirituale soltanto come un’ombra. Con il progressivo deperimento del corpo fisico sulla Terra, la coscienza dell’io dopo la morte diventava sempre più debole, al punto che l’Io dell’uomo [ossia l’Io superiore] avrebbe, col tempo, definitivamente perduto la sua immortalità come essere individuale. Pertanto, il problema dell’immortalità della coscienza dell’io dopo la morte poté essere risolto solo grazie alla creazione di un corpo terreno [cioè, il corpo spirituale o Fantoma superiore, come citato]. Questo corpo può esistere sia nell’ambito terrestre, sia in quello soprasensibile, garantendo così il mantenimento della coscienza dell’io umano sia sulla Terra sia nel mondo spirituale.

Questo corpo fisico-spirituale fu creato dal Cristo tramite la sua resurrezione. Esso è l’incrollabile fondamento, continua Prokofieff, della salvazione dell’io individuale umano per l’intero futuro dell’evoluzione terrestre. Per questo Rudolf Steiner in merito al futuro rapporto col Cristo poté dire: «“Il Cristo mi dà la mia essenza umana” questo sarà il sentimento fondamentale che compenetrerà l’anima» (O.O.26, 9.11.1924). Nel libro“Massime Antroposofiche”, al riguardo Rudolf Steiner scrive:

«Il Cristo, dal Mistero del Golgota in poi, è raggiungibile per l’anima umana. E non occorre che i rapporti dell’anima col Cristo rimangano indeterminati e oscuri sentimenti mistici; possono divenire esperienza umana pienamente concreta, chiara e profonda. In tal caso, da questo vivere in unione col Cristo, fluisce nell’anima umana ciò che essa deve sapere sulla sua entità soprasensibile (…). La vita potrà venir cristianizzata dal sentire del Cristo l’essere che dà all’anima umana la veggenza della propria natura soprasensibile» (ibidem, O.O. 26, pag. 92)].

A questo punto, Sergej O. Prokofieff termina questo terzo capitolo, evidenziando l’essere dell’Io umano e l’ulteriore sviluppo della coscienza dell’io.  Questi aspetti hanno una centralità fondamentale per l’essenza stessa dell’Antroposofia, che è indissolubilmente legata al Mistero del Golgota e alle sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità. “Infatti, per l’Antroposofia, la risoluzione definitiva dell’enigma dell’uomo risiede nel Mistero dell’Io umano, che, senza il Mistero del Golgota, non può né esistere né essere compreso. L’Essere del Cristo e la Sua azione unica sulla collina del Golgota costituiscono quindi il fulcro della sua rivelazione. Rudolf Steiner lo sottolinea con queste parole: «Così, per la concezione antroposofica del mondo, l’Entità del Cristo appare come il punto centrale nell’intero quadro complessivo della reincarnazione, della natura dell’uomo, dell’osservazione del cosmo e così via. Chi considera la concezione antroposofica nel modo giusto deve dirsi: “Io posso considerare tutto questo, ma posso comprenderlo soltanto se immagino l’intero quadro convergere verso il punto centrale: il Cristo (…). Così è la concezione antroposofica del mondo: noi tratteggiamo un grande quadro dei diversi fatti del mondo spirituale; poi vediamo la figura principale, il Cristo, e solo allora comprendiamo tutti i singoli particolari del quadro”» (O.O. 112, 30.6.1909; pag. 130).

Prokofieff continua dicendo che, oggi, l’Antroposofia è la corrente centrale del cristianesimo esoterico. Essa è cristiana, non solo perché Rudolf Steiner ha tenuto molte conferenze su temi cristologici e ha dato moltissimo per la comprensione del Mistero del Golgota, dei Vangeli e dell’Essere del Cristo nei suoi aspetti terrestri e cosmici, ma perché il metodo di ricerca e di conoscenza dell’Antroposofia stessa è cristiano, sia che si tratti di temi cristologici o di temi che sembrano molto distanti da essi. Infatti, l’origine dell’Antroposofia risiede nell’essere della resurrezione stessa. Perciò, l’intero processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensiero sui contenuti scientifico-spirituali. Poi, con l’estensione di questo processo all’ambito del sentire e, infine, del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantoma nell’essere dell’uomo, conducendo al reale incontro con il Vero Io del Cristo nella sfera della resurrezione.

Ma che cos’è questo nuovo Fantoma che viene immesso nell’uomo durante il discepolato della disciplina esoterica antroposofica? E da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui il Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota? Prokofieff non affronta questo tema nel suo libretto “Che cos’è l’Antroposofia?”. Egli approfondisce questi argomenti in altri libri, come ad esempio “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia”. In quest’opera, «l’autore disegna una grande immagine differenziata delle possibilità di sviluppo e dei compiti risultanti dall’evento della Pasqua per il singolo uomo e per l’umanità. Un ulteriore capitolo tratta del Mistero del Sabato Santo, che unisce i due poli del Mistero del Golgota: la morte e la resurrezione. Nell’appendice viene osservato il fenomeno delle stigmate dal punto di vista dell’antroposofia» (Da: “Le opere di Sergej O. Prokofieff” – Widar Edizioni). (II. Continua)

Collegno 3 maggio 2020                                                                   

Aggiornato aprile 2025                                                                              Antonio    Coscia

Note   Antroposofiche

8   Il Fantoma superiore è un corpo di calore luminoso spirituale più sottile rispetto al fantòma umano normale. Esso è stato donato all’uomo dagli Spiriti della prima gerarchia superiore, ovvero i Troni o Spiriti della Volontà. Questo corpo forma un’unità con il fantòma umano inferiore e rappresenta il corpo spirituale con cui Cristo è risorto dalla morte la Domenica di Pasqua. È lo stesso corpo con cui Egli apparve a Paolo sulla via di Damasco, lasciandolo accecato per tre giorni. (Vedi anche la nota 2 dell’articolo precedente).

9   Vedi la nota (9) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” sul blog “Pensieri Antroposofici dell’anima”.

10   Il pensare, il sentire e il volere sono tre facoltà dell’anima attraverso le quali l’io terreno si manifesta come Personalità umana, ovvero coscienza dell’io. Tuttavia, la Personalità umana o coscienza dell’io può sussistere solo nel mondo fisico, poiché il corpo fisico tiene unite queste tre forze animiche in un tutt’uno organico. Nel momento in cui l’uomo attraversa la porta della morte, esse si separano e si uniscono alle loro forze archetipiche originarie facendo sì che l’uomo o io terreno, cada nell’oblio o, meglio, nell’incoscienza; come succede di notte quando l’anima abbandona nel letto il corpo eterico e il corpo fisico.  Per questo come citato nel terzo capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff, l’uomo ha bisogno di un sostegno nel mondo spirituale al fine di mantenere integra la sua coscienza dell’io.  Queste tre facoltà animiche si manifestano nell’uomo come anima razionale in relazione al pensiero, anima senziente in relazione al sentire e anima cosciente in relazione al volere. Possiamo ancora aggiungere che il pensare è in relazione al corpo astrale, il sentire al corpo eterico e il volere al corpo fisico. Per questo lo sviluppo dell’anima cosciente fa parte dei misteri iniziatici della volontà umana; per cui al fine di realizzare l’illuminazione e il giusto sviluppo dell’anima cosciente in anima immaginativa, occorre rafforzare la volontà e nello stesso tempo la forza morale accogliendo in sé l’impulso del Cristo. 

11   Le forze luciferiche, sono Angeli rimasti indietro a livello umano, durante l’evoluzione dell’eone cosmico o incarnazione passata del nostro cosmo planetario, il cui capo è Lucifero (Demonio). Le forze arimaniche, sono Arcangeli rimasti indietro a livello angelico, durante due incarnazioni passate del nostro cosmo planetario. (Vedi anche le note (24-25) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

12    Il Fantoma del Cristo, ovvero il corpo di resurrezione con cui Egli risorse dopo la morte sul Golgotha il giorno di Pasqua, è una trasformazione ed elevazione del fantòma ripristinato di Gesù di Nazareth a una forma superiore spirituale di sostanza di calore, luce e amore (Agape) del Cristo. Paolo di Tarso fu accecato da questo corpo di resurrezione del Cristo, sulla via di Damasco. (Vedi anche la nota (20) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

Preghiera al Cristo-Sole

Rappresentazione astratta della luce divina del Cristo-Sole

«Possa questa preghiera al Cristo-Sole essere uno stimolo affinché  uomini di buona volontà operino all’interno della comunità sociale, al fine di realizzare la vera Pace tra i popoli, seguendo il motto rosacruciano: “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza”».

Preghiera al Cristo-Sole1

      Implorazione al Cristo-Sole tratta dalla “Pietra di Fondazione” fondata da Rudolf Steiner nel “Convegno di Natale”, tenuto a Dornach in Svizzera il 1° gennaio 1924, elaborata e in parte trasformata cui recita così:

Luce divina, Cristo Sole,

riscalda il mio cuore

illumina il mio capo!

Possa il Tuo calore mio Dio

concedermi la forza

di sciogliere e trasformare

l’egoismo dal mio cuore;

la Tua Luce di Sapienza

la Tua luce di Verità,

mi concedano la forza

di trasformare le tenebre

e l’egoismo dal mio capo.

Possa io col Tuo aiuto

sviluppare in me

le giuste forze2

cosicché sia degno

di divenire un giorno,

un Tuo vero discepolo.

Collegno, ottobre 2019 Agg. aprile 2025                                           Antonio Coscia

Note Integrative

1     Questa preghiera implorativa al Cristo-Sole può essere utilizzata anche come semplice preghiera meditativa, pur non avendo ancora le basi per la pratica della vera meditazione esoterica. È necessario sviluppare in noi una sincera devozione e un autentico amore per la Luce divina del Cristo. Se recitata con uno stato d’animo sincero, è possibile percepire, a seconda della sensibilità psichica individuale, uno stato di benessere in tutto il nostro essere. Prima di procedere con l’invocazione meditativa, è indispensabile sforzarsi di far tacere tutti i pensieri caotici provocati dalle preoccupazioni quotidiane, fino a raggiungere uno stato d’animo di calma e silenzio       interiore.

Immaginiamo quindi di incontrare, nel mondo astrale adiacente alla Terra, il Cristo nella Sua figura luminosa eterica, e visualizziamo il nostro corpo astrale, ossia la nostra anima, in parte oscurato dalle impurità karmiche. Con un atteggiamento pieno di venerazione, possiamo immaginare che la Luce del Cristo ci venga incontro e ci illumini, compenetrandoci con una fiamma splendente. Possiamo percepire il calore spirituale nel nostro cuore e avvertire il nostro egoismo che viene bruciato e trasformato in un impulso d’amore per il mondo. Allo stesso modo, immaginiamo che la Luce del Cristo illumini e riscaldi il nostro cuore dissipando la tenebra del nostro capo, illuminando tutto il nostro corpo astrale con la Sua luce divina. I nostri pensieri, purificati ora dalla Luce del Cristo, possono quindi fluire nel mondo con amore. Viviamo per un attimo in noi stessi con questi pensieri, e con la calma interiore cerchiamo di sentirci totalmente compenetrati dalla Luce del Cristo. Attraverso di essa, ci sentiamo vivificati nello spirito, risanati nell’anima e fortificati nel corpo, per essere più attivi e utili, non solo verso coloro a noi karmicamente più vicini, ma soprattutto verso chi non siamo ancora strettamente legati karmicamente, ossia tutti quelli che ogni giorno incontriamo nella nostra comunità sociale umana.

Al termine di questa riflessione, facciamo tacere ogni attività animica, riportando nuovamente il silenzio nell’anima. Rimaniamo in questo stato di quiete per alcuni minuti, fino a che gradualmente torniamo alla nostra normale attività quotidiana. L’intero esercizio dovrebbe durare tra i 15 e i 20 minuti, a seconda della forza di concentrazione individuale, e deve sempre essere svolto con uno sforzo moderato, evitando eccessi che potrebbero causare mal di testa.

È necessario ripetere questa pratica fino a che i pensieri erranti, le preoccupazioni o qualsiasi altra distrazione vengano domati e respinti nel fondo, consentendo il raggiungimento del giusto silenzio dell’anima. Inoltre, è importante imparare a terminare l’esercizio seguendo un senso interiore del tempo, senza ricorrere all’orologio come strumento meccanico.

2      Sono le forze di sacrificio che possono essere sviluppate solo tramite la sofferenza e il dolore animico cosciente, quando cioè si diventa maturi per seguire l’esempio del Cristo.

BUONA PASQUA DI RESURREZIONE

Don Lorenzo Perosi 1872 – La resurrezione del Cristo

“A tutti i visitatori del blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, auguro una serena Pasqua di Resurrezione. Possa la luce del Cristo-Sole illuminare la nostra anima, affinché si risvegli spiritualmente, prenda coscienza del nostro vero Io superiore e collabori alla realizzazione della volontà del Cristo-Sole sulla Terra.”

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo I

«Il vero e proprio Io dell’uomo, anche nella sua incarnazione sulla Terra non entra nel suo corpo fisico. Esso rimane per così dire davanti alla porta della nascita nel mondo spirituale. Ciò che noi qui sulla Terra sperimentiamo e nominiamo con questa parola quale “io” è soltanto un rispecchiamento del vero “Io” superiore nel corpo fisico». (Rudolf Steiner1, conferenza di Bologna).

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo I

Sergej O. Prokofieff2, rispondendo alla domanda “Che cos’è l’Antroposofia?”, tenne una serie di conferenze nel tentativo di affrontare un tema alquanto complesso. Tale argomento risulta difficile da comprendere sia per coloro che non hanno avuto modo di approfondire la Scienza dello Spirito o antroposofia, sia, in alcuni casi, persino per gli stessi antroposofi, studiosi e allievi esoterici, che da tempo cercano di esplorare l’essenza reale di questo essere gerarchico dei mondi superiori dello spirito. Prokofieff, uno dei più evoluti e fedeli allievi di Rudolf Steiner, dedicò tutta la sua vita alla diffusione della Scienza dello Spirito come nuova via esoterica cristiana-rosicruciana. Pubblicò un’abbondante letteratura antroposofica cristologica, amorevolmente curata dall’antroposofa tedesca Christine Untersulzner per la Widar Edizioni. Nel libricino “Che cos’è l’Antroposofia”, Sergej O. Prokofieff sintetizza cinque aspetti principali e fondamentali riguardanti l’Essere dell’Antroposofia. In questa opera, egli evidenzia con estrema sintesi cinque capitoli dedicati a: “L’enigma dell’uomo, il cammino di conoscenza dell’antroposofia, la coscienza dell’io3 e il Mistero del Golgotha, il cammino evolutivo di Rudolf Steiner e l’Essere del Cristo, e il mistero dell’uomo”. Sulla pagina di copertina, Christine Untersulzner, in qualità di editorialista antroposofa, esprime, in una nota sintetica, il pensiero sviluppato da Prokofieff in questi capitoli. Ella sottolinea maggiormente il rapporto del pensatore con l’Antroposofia, piuttosto che con l’Essere Antroposofia stesso. Secondo Untersulzner, infatti, l’Essere Antroposofia rimane indescrivibile e sfugge alle definizioni del pensiero razionale. Afferma che l’incontro interiore con essa appartiene alle esperienze più intime dell’anima e, di conseguenza, non può essere rappresentato pubblicamente in un articolo, anche se di alto livello spirituale.

Ho selezionato un articolo del libro tratto da uno dei cinque capitoli, intitolato “La coscienza dell’io e il Mistero del Golgotha”. In questo passaggio, l’autore esamina con grande chiarezza il dramma umano, sollevando una domanda cruciale riguardo all’oscuramento della coscienza dell’io quando si attraversa la soglia della morte: «Se la coscienza dell’io può emergere soltanto dal rispecchiamento dell’io nell’organizzazione corporea, e l’essere umano abitualmente conosce soltanto questa forma di coscienza dell’io, che si basa sul corpo, che cosa accade a essa quando, nella morte, l’uomo deve abbandonare il proprio corpo fisico?» (ibidem, pag. 17 seconda versione). A questa domanda, Prokofieff risponde citando un estratto di una conferenza tenuta a Zurigo da Rudolf Steiner, dal titolo “Il legame fra i vivi e i morti”. Rudolf Steiner scrive: «Chiediamoci, prima di tutto, cos’è la morte umana? Questa domanda trova una risposta solo se la morte non viene contemplata dal punto di vista della nostra vita fisica sulla terra, bensì dall’altra prospettiva, ossia quella di chi ha già attraversato il portale della morte. Nelle mie lezioni (alcune delle quali sono già state pubblicate), ho menzionato il fatto che la morte, vista dall’altro lato, ossia dal mondo in cui entra la persona una volta attraversata la soglia della morte, rappresenta l’evento più significativo di tutti. È l’evento che rivela continuamente all’essere umano deceduto, ormai privo del corpo fisico, che le vittorie della vita non cessano mai. La contemplazione diretta della morte dall’altro lato, questa visione elevata, maestosa e ininterrotta, dona una ferma coscienza dell’io durante l’esistenza tra la morte e una nuova nascita. Proprio come la memoria ci offre una coscienza dell’io in questa vita, riportandoci a momenti definiti della nostra esistenza fisica, allo stesso modo la contemplazione della morte dall’altro lato, dal lato spirituale, conferisce la coscienza dell’io tra la morte e una nuova nascita» (vedi O.O. 168, 24.10.1916, pag. 104-105).

Questa tragicità della coscienza dell’io, continua Sergej O. Prokofieff, era pienamente cosciente soprattutto agli antichi greci: la chiarissima coscienza che sviluppavano soltanto nel corpo fisico esplicando il pensare filosofico, non poteva essere portata nel post mortem perché là mancava il corpo fisico materiale come specchio. E quando nei Misteri, provvisti dal pensare libero dai sensi, essi abbandonavano il corpo fisico avendo così delle percezioni coscienti nel mondo spirituale, ciò era possibile soltanto perché si rimaneva ancora collegati con il corpo fisico mediante il sentire e il volere. Quando però sulla via dei Misteri si giungeva al punto da rendere liberi dal corpo fisico anche il sentire e soprattutto il volere, allora l’uomo nell’accedere al mondo spirituale non aveva più alcuna stabilità in sé e si dissolveva in esso come una singola goccia nell’oceano. Egli non era più in grado di mantenere in esso la sua individualità o la sua coscienza dell’io. Infatti, le forze di morte, [ossia i pensieri reali del nostro Io superiore che si specchiano come pensieri morti nel cervello fisico] di cui l’uomo aveva bisogno sulla Terra per la sua coscienza dell’io, egli non poteva portarle con sé nel mondo spirituale. Così il greco dopo la sua morte poté dimorare nel mondo spirituale solo con la coscienza attenuata e di conseguenza lo sperimentò ombroso» (ibidem, pag. 18 s. v.).  Prokofieff continua ponendo un’altra domanda, formulandola così: «Come si può rimanere un essere dotato dell’io anche dopo aver abbandonato nella morte il nostro corpo fisico»?

Egli risponde che sulla Terra, soltanto mediante la presenza del suo corpo fisico l’uomo raggiunge la piena coscienza dell’io, ciò che tuttavia, finché l’uomo pensa soltanto col suo cervello fisico è collegato alla forte sensazione che con la morte essa vada inevitabilmente perduta. Quando si entra nel mondo spirituale e in esso si vorrebbe raggiungere l’immortalità dell’anima (questo è sempre collegato con lo spegnersi del pensare corporeo) si sperimenta invece il continuo pericolo di perdere la coscienza dell’io individuale come accade nel Samadhi orientale. Sulla Terra, continua, si vive come uomo dotato di io senza la possibilità di portare con sé nel post mortem la propria coscienza dell’io per il fatto che le forze di morte che la producono non possono essere portate con sé nel mondo spirituale. E nel mondo spirituale la coscienza dell’io non si può sviluppare pienamente perché là mancano le forze di morte o corporee necessarie. Riassumendo questo problema, egli prosegue, esso appare inizialmente insolubile e può essere descritto così: sulla Terra, l’io esiste senza immortalità, mentre nel mondo spirituale accade l’opposto. Là vi è l’immortalità dell’anima, ma manca la coscienza dell’io. Questo fenomeno può essere interpretato da un’altra prospettiva: finché l’uomo risiede nel suo corpo fisico, le tre componenti animiche – pensare, sentire e volere – la cui unione costituisce nel mondo fisico il fondamento della sua coscienza dell’io, vengono mantenute unite proprio da questo corpo. Quando oltrepassa la soglia della morte, il pensare, il sentire e il volere si separano e rischierebbero di perdere completamente il loro collegamento – un processo paragonabile al dissolversi di una goccia nell’oceano – se non trovassero ora un nuovo sostegno, poiché il corpo fisico è stato abbandonato. Che cos’è, dunque, questo sostegno si chiede Sergej O. Prokofieff?

Egli risponde menzionando Rudolf Steiner, il quale ha parlato del fatto che l’umanità occidentale, già nel XIX secolo ha oltrepassato inconsciamente la soglia del mondo spirituale (vedi per esempio O.O. 233a, 12/01/1924).  Nel libro “Sedi di Mistero del Medioevo” dell’Opera Omnia, menzionata qui da Prokofieff, leggiamo appunto a pag. 78, che Aristotele, secondo Rudolf Steiner, sosteneva fermamente che nell’uomo “forma e materia” confluiscono: la materia è forma, la forma è materia. In quel tempo antico, Aristotele insegnava che, attraverso l’organo spirituale del Chakra frontale o terzo occhio, l’uomo percepiva tutto ciò che è materia, ossia la composizione del mondo vegetale. Invece, attraverso l’interno del sistema osseo, l’uomo apprendeva il modo in cui una pianta cresce e perché le sue foglie presentano questa o quella forma (…). Al tempo di Aristotele questa dottrina esisteva in tutta concretezza, e una traccia ne sopravvisse sino al XIX secolo, quando si raggiunse proprio il fondo dell’abisso in cui queste cose andarono perdute del tutto. Si aprì un baratro che si estese sino alla fine del XIX secolo, quando esse poterono venir riscoperte, essendosi iniziata l’epoca di Michele. Nel passare sopra quel baratro gli uomini attraversarono però realmente una soglia, e su quella soglia si trova un “Guardiano”. L’umanità non poté osservarlo in quel tempo stesso, mentre gli passava dinanzi, fra il 1842 e il 1879. Per la propria salvezza l’umanità deve però ora guardare indietro e riconoscere il guardiano. L’ignorarlo, continuando ciecamente a vivere nei secoli seguenti, condurrebbe infatti l’umanità all’estrema rovina (ibidem, pag. 78-79).  

Nell’attraversare quella soglia in modo incosciente vennero creati i presupposti per la scissione delle tre forze animiche esistenti nell’umanità. La conseguenza di ciò, continua Sergej O. Prokofieff, è che, nella nostra civiltà moderna, si mostrano sintomi collegati alla separazione delle tre forze dell’anima – pensare, sentire e volere. Tali fenomeni possono essere osservati con crescente frequenza nei sintomi più disparati di malattia e nella decadenza della civiltà esteriore contemporanea. Nel suo libro “L’Iniziazione” (O.O.10), Rudolf Steiner descrive come, attraverso una disciplina coerente, l’io dell’uomo possa essere rafforzato al punto da sviluppare le condizioni che gli permettano di non soccombere a questi sintomi di decadenza mantenendo l’unione tra pensare, sentire e volere. Nel corso dell’evoluzione superiore, egli continua, i fili che uniscono queste tre forze fondamentali vengono interrotti. (Effettivamente con l’evoluzione spirituale superiore il cervello dell’uomo, per esempio, si scinde in tre parti separate. La scissione è di genere tale che l’osservazione sensibile ordinaria non può percepirla, né gli strumenti materiali più perfezionati valgono a dimostrarla. Tuttavia, essa si verifica, e il chiaroveggente ha mezzi per osservarla. Il cervello del chiaroveggente superiore si scinde in tre entità indipendentemente attive: il cervello pensante, il cervello senziente e il cervello volitivo. Gli organi del pensare, sentire e volere si trovano allora completamente liberi l’uno dall’altro (ibidem, pag. 151). Se l’umanità accoglie la Scienza dello Spirito e mette in pratica gli insegnamenti suggeriti da Rudolf Steiner, può allora prendere coscienza del suo “doppio” (Doppelgänger)4 e incontrare il Guardiano della Soglia.5 In questo modo, l’uomo può conservare la consapevolezza del proprio io anche nell’esperienza post mortem. Se ora questa disciplina viene percorsa in modo sufficiente essa conduce appunto l’uomo [a superare un secondo ostacolo: un Guardiano più potente del primo] all’incontro con il Grande Guardiano della soglia6 e con ciò con il Cristo stesso (vedi O.O.13).

Collegno, maggio 2020

Agg. aprile 2025                                                                                            Antonio Coscia

Note Antroposofiche

1      Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso.  Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito, Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2     Sergej O. Prokofieff è stato uno dei più importanti allievi e discepoli di Rudolf Steiner, dedicando la maggior parte della sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia e del cristianesimo-rosicruciano. Ha approfondito diverse tematiche antroposofiche attraverso la pubblicazione di numerosi libri, tra cui quelli sul mistero del Golgotha, sull’Io umano, su Michele e sull’essere dell’Antroposofia. Nato il 16 gennaio 1954 a Mosca, in Russia, è scomparso il 26 luglio 2014 a Dornach, in Svizzera. Ha studiato pittura e storia dell’arte presso l’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e, per molti anni, ha svolto un’intensa attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale presso il Goetheanum di Dornach, in Svizzera.

3    La coscienza dell’io umano ha iniziato a manifestarsi soltanto nel quarto periodo di cultura greco-romano. Infatti, prima dell’evento del Cristo, la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i Greci e i Romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male ha compiuto, nei Greci e nei Romani antichi si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai Greci col nome di «Erinni» e presso i Romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli, insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero, lasciando il posto alla «voce della coscienza». Questa voce, simile a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano, giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. La coscienza cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha, tramite l’Impulso dell’Io-Cristo, scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. Questa coscienza dell’io nasce durante lo sviluppo dell’anima razionale, come primo impulso dello sviluppo del pensiero o dell’anima razionale o affettiva. Con l’avvento dello sviluppo dell’anima cosciente (circa 1413), il pensiero umano continuò a rafforzarsi in modo crescente. Cosicché l’uomo divenne sempre più un essere autonomo, svincolandosi sempre più dai dogmi della Chiesa romana, fino a scoprire attraverso Cartesio (con il suo celebre aforisma, «Cogito ergo sum» – «Penso, dunque, sono») che i pensieri non provenivano da Dio, ma dalla stessa facoltà animica interiore dell’io pensante. In realtà però, la coscienza dell’io nasce dalle tre facoltà umane insite nell’anima umana, ovvero il pensare, il sentire e il volere, giacché nell’uomo agiscono come unità grazie al corpo fisico. Infatti, di notte, quando il corpo astrale e l’io umano lasciano indietro a giacere nel letto, il corpo fisico e il corpo eterico, la coscienza dell’io cade nell’oblio; essa come d’incanto ritorna al mattino quando appunto il corpo astrale e l’io, compenetrano di nuovo i due corpi dell’uomo. La coscienza dell’io può sussistere e continuare a esistere, sia di notte che, quando attraversiamo la porta della morte, soltanto come spiegato in questo articolo sul libro di Sergej O. Prokofieff: “Che cos’è l’Antroposofia”.

5     Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta.  il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare il suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

6   Il grande Guardiano della Soglia è un Entità astrale ancora più terrificante del piccolo Guardiano della Soglia che l’uomo incontra durante il discepolato. Quando il discepolo sia arrivato al punto di purificare il piccolo Guardiano della Soglia gli viene concesso di lavorare per il bene dell’umanità oppure di entrare nel consesso divino senza più sottostare alla legge della reincarnazione. Egli allora se decide di entrare nel mondo spirituale deve incontrare e superare il Grande Guardiano della Soglia che è il Cristo stesso che gli appare in una figura immaginativa riflessa terrificante.

7   Il Fantoma o fantòma (Phantom) è il nostro vero corpo fisico che è costituito essenzialmente di calore, di forze di calore che attraggono la materia fisica che forma il nostro corpo umano. Se immaginiamo di togliere da noi tutta la sostanza solida o fisica, tutta la sostanza di acqua e tutta la sostanza di aria, resterebbe in noi soltanto la sostanza di calore, ossia un uomo di calore, il quale è il nostro vero corpo fisico di calore formato dalle forze saturnie concessaci dagli Spiriti della Volontà, cioè i Troni. È la nostra parte corporea più perfetta alla quale i Troni e altre gerarchie superiori, hanno lavorato al suo perfezionamento spirituale-animico-corporeo, durante l’evolversi dei quattro stati di coscienza planetari susseguitesi nell’arco di quattro “eoni cosmici” e che la Scienza dello Spirito chiama: “Saturno, Sole, Luna e Terra”.  Alla venuta del Cristo il fantòma umano, cioè il corpo di calore insieme al corpo eterico e quello astrale, erano ormai consunti, arrivati, cioè a una condizione tragica di logoramento e di disequilibrio animico cui si manifestavano attraverso malattie molto gravi come la “lebbra”. Ciò era la causa sia del peccato originale dovuto alla tentazione di Lucifero, sia al troppo egoismo che afferrava le anime svuotate dallo spirito cosmico e dalla “Bat Kol” (la voce divina) che non si manifestava più attraverso i Profeta ebraici, né tantomeno tramite la falsa religiosità dei sacerdoti “farisei”. Il Cristo nei suoi tre anni vissuto in Gesù di Nazareth poté ripristinare completamente il fantòma originario di Saturno, dal quale nella discesa e risalita attraverso i vari strati della Terra, creò nella sfera del “frangimento”, un nuovo fantòma o corpo spirituale (corpo di resurrezione). L‘uomo che accolga in sé il Cristo come spiegato dalla Scienza dello Spirito, può accogliere in sé non solo il fantòma di Gesù di Nazareth (il quale secondo la legge dell’economia spirituale può essere moltiplicato all’infinito) ma anche il corpo di resurrezione con cui può mantenere la sua coscienza dell’io anche dopo la morte fisica. (Vedi anche la nota 6 e la nota 9 dell’articolo “Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione” sul blog, “Pensieri Antroposofici dell’Anima”).     

Un nuovo Natale

La scena della natività di Luigi Morgari

Scrissi questa poesia tanti anni fa, in un momento particolare del periodo natalizio in cui vivevo ancora molto nel mio sentire, prima che accogliessi l’Antroposofia. Penso che il mondo di allora, di quarant’anni fa, non sia migliorato, ma anzi sia peggiorato maggiormente, sperando sempre che ad ogni Natale il mondo possa risvegliarsi spiritualmente e accogliere l’Impulso d’amore del Cristo-Sole, dimodoché possiamo preparare il nuovo avvento del sesto periodo di cultura, il periodo fondato sull’amore cosmico umano, il periodo che nell’Apocalisse di Giovanni è chiamato “Filadelfia”.

Un nuovo Natale

Riaffiora nell’anima l’antico ricordo

dove tu, Palestina, preparasti l’avvento,

dal Golgota giunge, fa eco l’ardore

là dove accogliemmo in un mistico velo

la divina scintilla: la “fiamma d’amore”.

Riaffiora nell’anima il tempo dei tempi,

scende una lacrima, lunga è l’attesa

di vedere un mondo diverso da ieri;

nostalgico pianto di anelito al Padre,

il vento sussurra, mi parla di nuovo:

ama il nemico, l’antico fratello,

dischiudi la mente al segno divino,

vicino è la meta del morir: risorgi!

È un nuovo Natale!

Pace fratelli, sia pace in te sorella,

pace alla Madre e ai suoi regni minori,

odo il tuo pianto, s’intona al mio cuore.

Pace, amico divino compagno,

in Te1 nascosto dall’antico velo

sta la dimora, la patria perduta.

In ogni popolo tu crei la discordia,

sospingi l’uomo alla lotta, al potere,

in Te il morir sarà la vittoria.

Pace anche a Te2, fratello maggiore,

che come me tu cadesti in sventura,

là dal profondo trascini i cuori

all’eterno orgoglio, alle passioni.

In Te il divino vi pose la meta

del libero agire, il destino dell’uomo.

È un nuovo Natale!

 Un coro di Angeli intona festoso

l’antico canto risuona nel cuore,

di tromba un suono fa eco all’istante,

il ritorno annuncia: esulta, o uomo!

esulta o mondo! ritorna la Luce.

Splende la stella, vuole unirsi alla terra,

svegliati o Madre, felice allo sposo,

il manto adorna d’ogni colore,

nel grembo accogli il divino seme,

è un nuovo Natale! un Natale d’amore!

Antonio Coscia     dicembre 1984

Note Antroposofiche

1   È inteso Arimane (Satana), come entità arcangelica dell’ostacolo rimasto indietro       nell’evoluzione dell’Antico Sole (tre eoni passati della nostra Terra). Agisce nel “pensare” dell’anima umana come menzogna e potere.  Ha il potere di oscurare la coscienza umana quando nell’anima manca l’adeguata forza morale.  

2     Qui invece è rivolto a Lucifero (Diavolo), come entità angelica dell’ostacolo rimasto indietro nell’evoluzione dell’Antica Luna (due eoni passati della nostra Terra). Agisce nel “sentire” dell’anima umana come: egoismo, orgoglio e passioni. Lucifero era un Angelo bellissimo ma a causa del suo orgoglio la sua luce si oscurò facendolo cadere in un’astralità inferiore vicino all’uomo appunto, dove agisce come ostacolo e tentatore.

AUGURO A TUTTI I VISITATORI DEL BLOG “PENSIERI ANTROPOSOFICI DELL’ANIMA, UN BUON NATALE E UN SERENO ANNO NUOVO 2025

Francesco Botticini Madonna in adorazione del Bambino con san Giovannino e angeli.  Palazzo Pitti, Firenze

POSSA LA LUCE DEL CRISTO-SOLE ILLUMINARE LE ANIME DI BUONA VOLONTA’ IN QUESTO NUOVO NATALE, IN MODO CHE POSSANO COLLABORARE A REALIZZARE LA SUA VOLONTA’ SULLA TERRA,

COLLEGNO, DICEMBRE 2024 ANTONIO COSCIA

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo VI

Immagine rappresentativa dl Sé spirituale

Più splendente del Sole,

più puro della neve,

più sottile dell’etere, è il Sé.

Lo spirito nel mio cuore.

Questo Sé sono io,

io sono questo Sé.

                                     Rudolf Steiner O.O.245

6. L’io quale nucleo dell’anima umana III

Abbiamo visto che nel primo aspetto l’Io umano si manifesta al chiaroveggente nel mondo sopraspirituale  (mondo del Budhi) come “vero Io o Scintilla divina”, il quale proviene da un mondo o da una  regione spirituale situata oltre le Entità gerarchiche  nei pressi della Trinità Divina da cui trae la sua origine come “Parola cosmica o micro-logos umano”. Questo vero Io o Scintilla divina, abbiamo detto che rappresenta il vero nocciolo interiore della natura spirituale  superiore dell’uomo. Esso fu  accolto come citato, dall’ Elohimità o “Super Ego” dei sette Elohim solari, cui è dato sviluppare e realizzare la vera meta dell’uomo in questa seconda parte dell’evoluzione dell’eone terrestre che chiamiamo “Mercurio”18 e nei prossimi tre eoni o stati di coscienza cosmici di “Giove, Venere e Vulcano”. Alla fine di Vulcano infatti, il vero Io trasformerà completamante il corpo fisico inferiore dell’uomo nell’arto superiore della natura divina umana chiamato “Uomo spirituale o Atma”, realizzando in tal modo l’Archetipo divino creato dal Cristo, quale Persona Divina vissuta per tre anni in Gesù di Nazareth. Questo vero Io o Scintilla divina, abbiamo detto che si sviluppa in relazione alla prima corrente macrocosmica centrale in tutta l’evoluzione o eone terrestre e si presenta  come un Entità eterica, un archetipo umano macrocosmico, proveniente appunto dal mondo della “Parola creatrice”, la stessa sfera  sopraspirituale da dove discese l’altissima Entità del Cristo. Per questo  esiste una relazione molto stretta tra  il vero Io delll’uomo e il “Vero Io” del Cristo, attraverso cui fu possibile al Cristo unirsi durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista,  con l’Io superiore o archetipo umano presente in Gesù di Nazareth. Difatti, questo Io superiore o archetipo spirituale umano, rappresenta secondo il libro “Antroposofia e la Filosofia della Libertà” di Sergej O. Prokofieff, il secondo aspetto dell’Io umano che Rudolf Steiner in alcune conferenze usa diversi nomi quali: “Secondo Io , nuovo Io, (O.O. 13), Io reale (O.O.4), l’altro Sé (O.O.17), Io spirituale (O.O.10), l’Io al disopra (O.O.16). l’Io neonato o il Sé neonato (O.O.13). Quasi sempre Rudolf Steiner impiega le parole “Io e Sé” come  sinonimi. Questo dimostra con quanta libertà di come Rudolf Steiner si muoveva nella sua opera con questa terminologia (ibidem).

Dalla Scienza dello Spirito, sappiamo che questo secondo Io umano fu donato dagli Spiriti della Forma o Elohim solari durante il primo terzo dell’Epoca Lemurica ed è questa  entità o Individualità superiore umana che decide ogni volta di incarnarsi in ogni vita terrena; essa però non scende mai fino al livello terreno ma emana da sé un’immagine rispecchiata nel corpo astrale imperfetto dell’uomo che si  manifesta nell’ambito terreno come io inferiore o coscienza dell’io. Questo Io superiore entra in relazione con lo sviluppo di una seconda corrente occulta micro-macrocosmica attaverso cui si sviluppa il principio del Manas o Sé spirituale. Cosiché come per la prima corrente anche questa si sviluppa in modo settemplice in relazione ai sette arti costitutivi dell’uomo, di cui: il corpo fisico nell’Epoca Polare, il corpo eterico nell’Epoca Iperborea, il corpo astrale nell’Epoca Lemurica, l’Io umano nell’Epoca Atlantica,  il Sé spirituale o Manas nell’Epoca Postatlantica, lo spirito Vitale o Budhi nella sesta Epoca Postatlantica e l’Uomo spirito o Atma nella settima Epoca Postatlantica”. Siccome ogni Epoca si suddivide a sua volta in sette periodi di cultura, di cui ognuno è della durata di circa 2160 anni, abbiamo che il Manas, quale corrente micro-macrocosmica, si sviluppa attraverso tutti i sette periodi di cultura della quinta Epoca Postatlantica, unendosi alla terza “corrente microcosmica” normale terrena. Pertanto abbiamo che il Sé spiriuale o Manas (l’immagine della mela mangiata dai nostri antenati biblici sedotti da Lucifero), ha iniziato a svilupparsi dall’inizio della quinta Epoca Postatlantica, cioè dopo il “Diluvio Universale” e continuerà a svilupparsi per tutti i sette periodi di cultura della quinta Epoca, fino alla catastrofe annunciata da Rudolf Steiner. Per cui nel primo periodo di cultura  Paleo-Indiano, il Sé o Manas (pensiero) cominciò a entrare nel corpo senziente, nel secondo Paleo-Persiano nell’anima senziente, nel terzo Egizio-Caldaico-Ebraico      nell’anima razionale, e nel quarto Greco-Romano nell’anima cosciente dove cominciò a risplendere come prima esperienza dell’io individuale nella filosofia greca. Infine, nel nostro quinto periodo di cultura, che chiamiamo Anglo-Germanico, è entrato nel Sé spirituale; nel sesto periodo Russo-Slavo, nello spirito Vitale o Budhi; e nel settimo periodo chiamato Americano, entrerà nell’Uomo spirito o Atma. Alla fine, avverrà  la grande catastrofe cui Rudolf Steiner chiama “la guerra di tutti contro tutti”, dove,  similmente a come avvenne per la catastrofe Atlantica, una  parte dell’umanità venne messa in salvo da Noè – ovvero il Manu divino che si manifestò ad Abramo come il grande  re- sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme. Così, quelli che avranno accolto l’Impulso del Cristo potranno superare la catastrofe e salvati da un altro Manu (questa volta umano), quale altisssimo discepolo del Cristo.

Come possiamo osservare, il Manas superiore che si sviluppa in tutto l’arco della corrente micro-macrocosmica occulta Postatlantica, coincide  con lo sviluppo del Manas della corrente microcosmica del quinto periodo di cultura dell’Epoca Postatlantica. Qui, uomini più evoluti, risvegliatosi spiritualmente, sviluppano nel nostro quinto periodo di cultura, atraverso vie di conoscenza esoteriche, oltre che il pensiero intellettivo, elevandolo a un pensare immaginativo veggente dovuto allo sviluppo normale dell’anima cosciente, anche un principio microcosmico del Sé spirituale. Questi  sono agevolati dalla particolare congiunzione che si verifica nelle due correnti: la corrente occulta del Manas superiore, con lo sviluppo della corrente del Manas inferiore, nel nostro periodo di cultura Anglo-Germanico. Ovvero, il pensiero intellettivo umano purificato, o per meglio dire il puro pensiero dell’uomo evolutosi attraverso una via di conoscenza, afferra il pensare cosmico universale per un lembo, dove il sé inferiore si unisce al Sé superiore in una sorta di nozze mistiche, precorrendo in tal modo il sesto periodo di cultura o periodo di “Filadelfia” (Apocalisse 3:7-11), ossia il tempo delle “nozze di Cana” annunciato dal Cristo nel Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-11). Vale a dire il tempo in cui, nel sesto periodo di cultura,  la maggior parte dell’umanità evolutasi durante il quinto periodo di cultura salirà fino un certo grado di divinizzazione presso il mondo angelico, in quanto riceverà da essi, come dono dall’alto, un principio microcosmico del Sé spirituale. Occorre dire che questo Sé, non verrà dato dal Cristo19, poiché non l’ha ancora sviluppato come arto spirituale macrocosmico. Per questo avrà in sé una certa coloritura luciferica, la quale, così come nel paradiso fu una tentazione e nello stesso tempo un’elevazione ed emancipazione dell’uomo dagli Dei (la mela data a Eva e a Adamo da Lucifero non è altro che il simbolo del Manas, che elevò l’uomo animale a uomo pensante), potrà diventare allo stesso modo una tentazione per quegli uomini poco umili che non avranno accolto completamente l’Impulso del Cristo. Questi uomini si accontenteranno di questa facoltà spirituale superiore, senza voler evolvere oltre, ossia a stati di coscienza superiori, quale meta dell’uomo voluta da di Dio Padre; ovverosia, si accontenteranno di restare al gradino di uomini-angeli.  Ciò vuol dire che alla fine dell’evoluzione terrestre non saranno nè uomini normali e né  Angeli, poiché per elevarsi al grado angelico occorre purificare non solo il corpo astrale, ma anche una parte del corpo eterico e del corpo fisico.

In merito, nel libro citato, Sergej O.Prokofieff riporta delle parole tratte da una conferenza di Rudolf Steiner, ove scrive: «La quinta sottorazza (il quinto periodo di cultura), questa è la nostra razza anglo-germanica, che deve portare ad espressione il Sé spirituale nel Sé spirituale, il Manas nel Manas. Ciò significa che l’uomo imparerà a comprendere che cosa è a dire il vero il Sé spirituale;  l’uomo si troverà nel Manas. Finalmente il Manas agirà in se stesso» (O.O.94, 31.10.1906).

Egli continua dicendo che, in queste frasi, Rudolf Steiner caratterizza cosa ciò significhi concretamente per la coscienza terrestre dell’uomo, ossia:

«Afferrare il pensare con il pensare, carpire il pensare nel pensare, completare il serpente eterno, questo è il compito della quinta sottorazza» (ibidem).

Poi Sergej O. Prokofieff continua in una sua riflessione importante (tratto dal libro “La Filosofia della Libertà”) cui ci fa meglio capire il significato di tutto questo:

«Il serpente che si morde la coda è l’antichissimo simbolo dell’Io superiore. E il moderno cammino scientifico  che conduce a esso, come mostrato in questo libro [libro sopracitato], passa attraverso la condizione eccezionale, in cui il pensare, pensa se stesso e nel contempo percepisce la propria attività, o in altre parole, afferra se stesso a un lembo. Infatti, il pensare è l’organo, in cui anzitutto l’essere umano si afferra come a un lembo, vale a dire al lembo della sua esistenza eterna, che significa l’ascesa all’ Io superiore o vero Io» (ibidem).

Per cui alla fine conclude questo pensiero con le parole di Rudolf Steiner, il quale descriveva questo nostro attuale periodo di cultura dicendo: «Stimolare ciò nell’uomo, [ossia il puro pensare], è lo scopo del libro “La Filosofia della Libertà”» (ibidem).

Il terzo aspetto dell’Io umano che entra in relazione con la terza corrente terrena è il nostro io inferiore o io terreno, il cui sviluppo avviene attraverso una corrente microcosmica la quale è come dire il rispecchiamento settemplice sul piano fisico della prima corrente macrocosmica  del vero Io. Anche questa corrente, come per le altre, è in relazione allo sviluppo settemplice della costutizione dell’uomo. Il suo inizio ebbe luogo durante la metà dell’Epoca Atlantica con lo sviluppo del corpo fisico, proseguendo il suo sviluppo dopo la catastrofe Atlantica, o secondo la narrazione biblica del “Diluvio Universale”, nella quinta Epoca Postatlantica. Qui, nel primo periodo di cultura cosiddetto Paleo-Indiano, si sviluppò il corpo eterico; nel Paleo-Persiano il corpo senziente; nell’antico Egizio-Caldaico-Ebraico l’anima senziente; nel Greco-Romano l’anima razionale;  nell’Anglo-Germanico l’anima cosciente; nel Russo-Slavo il Sé spirituale; e nell’Americano lo spirito Vitale. Come possiamo vedere lo sviluppo settemplice della costitutzione umana microcosmica è diverso dalla corrente occulta micro-macrocossmica sopracitata.  Difatti, mentre nel nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico la maggior parte dell’umanità è nello sviluppo normale della corrente microcosmica dell’anima cosciente, iniziato nel 1413 circa e terminerà nel 3573, nello stesso tempo si inserisce la corrente occulta superiore micro-macrocosmica con lo sviluppo del Manas superiore, che può essere realizzato solo da anime più evolute. La maggior parte dell’umanità che si sarà preparata spiritualmente20 in questa nostra epoca di cultura, dovrà invece attendere appunto fino al sesto periodo chiamato Russo-Slavo o “Filadelfia”, come è stato citato.

Prepararsi spiritualmente  vuol dire accogliere la nuova conoscenza dei tempi nuovi, la quale deve aiutare l’uomo o l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente o anima dell’intelletto, in modo che non diventi preda degli esseri luciferici, arimanici e asurici21. Ciò comporterebbe che l’uomo, invece  di risvegliarsi alla visione veggente del vero mondo delle gerarchie spirituali che guidano la giusta evoluzione del mondo, penetrerebbe in un mondo luciferico dove questi tenderanno di offuscare il suo giudizio umano. Questo farebbe sì che gli spiriti asurici strapperanno dall’anima umana i ricordi di questa vita; ciò comporterà un imperfezione dell’io umano, compromettendo in tal modo la  salita ed elevazione alla fine dell’eone terrestre, al rango angelico e all’asservimento verso spiriti luciferici e arimanici. (Vedi “Influssi luciferici, arimanici e asurici”; conf. tenuta  a Berlino, il 22 marzo1909). (6. Continua).

Collegno, settembre 2024                                                               Antonio Coscia

Note Antroposofiche

18      Come già spiegato nella nota (1), l’uomo per realizzare la sua meta, deve attraversare sette stati o eoni cosmici di coscienza. Nello stato di coscienza terrestre l’evoluzione avviene in due stati di coscienza diversi, di cui uno di discesa verso l’incarnazione terrestre che la Scienza antroposofica chiama “Marte”; e uno d salita spirituale che chiama “Mercurio”. L’evoluzione umana ha già superato da diverso tempo la metà dell’evoluzione terrestre di carattere marziano discendente; attualmente è in una situazione di salita mercuriale verso la sua origine spirituale, in cui la terra solida, tenderà sempre più a metamorfosarsi negli stati originari da cui ha avuto origine, ossia: “Terra di calore, terra di aria, terra di acqua e infine divenne terra solida”. Il processo ora s’inverte e l’evoluzione terrestre tenderà a trasformarsi nel suo inverso, cioè: “Solido, liquido, aereo e calorico”. Per cui possiamo dire che l’uomo per realizzare la sua meta, attraversa nove stati di coscienza, ossia: “Saturno, Sole, Luna, Terra, di cui (Marte – Mercurio), Giove, Venere e Vulcano”.

19     Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto. È un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare; pertanto, possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale, o tramite la conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica, quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” o “generò” da Sé un “Pensiero Divino”, ossia un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche trinitarie universali della Divinità Trina, vale a dire di “Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”.  Rudolf Steiner nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito”, scrive:

“Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia, e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale” (O.O. n. 129”, pag. 156).

Nella conferenza citata “Io cosmico e io umano” Rudolf Steiner descrive il Cristo dal punto di vista dell’evoluzione planetaria dei sette stati o eoni cosmici di coscienza dell’uomo. Qui egli descrive il Cristo, come un Essere cosmico costituito da quattro arti macrocosmici costituitesi durante gli stati cosmici-planetari di Saturno, Sole, Luna e Terra. Egli continua dicendo che l’uomo è un Essere quadripartito, quale rispecchiamento sul piano microcosmico dei quattro arti macrocosmici del Cristo. Per cui, l’uomo può ricevere dagli spiriti luciferici durante l’evoluzione postatlantica, solo dei principi microcosmici degli arti superiori della costituzione umana, cioè: il sé spirituale o manas, lo spirito vitale o budhi e l’uomo spirito o atma. Il Cristo non può dare all’uomo il principio superiore del Sé spirituale, in quanto non l’ha ancora sviluppato; occorre attendere fino all’eone d Giove.  Per questo come citato, l’uomo può inorgoglirsi e divenire preda degli spiriti luciferici.

20       Attualmente, la maggior parte degli uomini, coscienti o non coscienti, si trova nello sviluppo dell’anima cosciente fin dal 1413 circa, e ciò durerà ancora per circa 1500 anni, ossia fino al 3573 circa. Questo significa che gli uomini che si risvegliano spiritualmente e percorrono un cammino spirituale sono agevolati dagli insegnamenti e dai consigli di Maestri cristiani che hanno accolto l’Impulso del Cristo, per sviluppare nel modo giusto questo quinto elemento superiore della natura umana. L’anima cosciente, infatti, è la quintessenza dell’anima interiore della natura umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana. Tramite essa, l’io risvegliato può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore, o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana, attraverso cui l’io umano può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o, il “dio nell’uomo”. Nel libro la “Scienza Occulta”, Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, così come per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io … La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (pag. 56-57-58).

21      Queste tre categorie di spiriti dell’ostacolo, sono uomini che nelle antiche evoluzioni cosmiche planetarie, non sono maturati, e appartengono alla categoria della terza gerarchia divina spirituale, ossia gli Angeli, Arcangeli e Archai. Di conseguenza sono spiriti super-umani che si ribellano alle divinità superiori della giusta evoluzione, sono come dire degli ostacoli voluti dalle divinità più superiori appartenenti alla prima gerarchia, dimodoché nel cosmo possano svilupparsi delle forze maggiori. Essi saranno alla fine redenti dagli uomini, quando questi avranno raggiunto stati superiori di coscienza divina.    

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo V

«Non esiste soltanto un’originaria affinità fra il “vero Io” dell’uomo e la Parola Universale, bensì esiste soprattutto un diretto rapporto di questo più alto aspetto dell’Io con il Cristo. Infatti, in Lui la Parola Universale stessa si fece carne sulla Terra e aprì così all’umanità la possibilità di sperimentare nel corpo fisico non solo l’altro Io [l’Io superiore], (questo nell’iniziazione precristiana era già possibile fino a un certo grado), ma anche il “vero Io”».   Rudolf   Steiner

5. L’io quale nucleo dell’anima umana II

Come abbiamo visto anche l’Io umano, la quarta parte della costituzione dell’uomo, si presenta similmente agli altri elementi costitutivi della natura umana precedentemente citati, con tre aspetti: stellare, planetario e terrestre. Nell’aspetto stellare, l’Io umano si manifesta nel mondo sopraspirituale come il vero nucleo essenziale superiore della natura divina umana, che chiamiamo “vero Io” o “Scintilla divina”. Questo aspetto divino della natura umana superiore dell’uomo è un dono della divinità Trina Universale e fu accolto come citato, dai sette Spiriti della Forma o Elohim solari tramite l’Elohimità creata da questi ultimi. Grazie a questa connessione, gli Spiriti della Forma ebbero la possibilità di elevarsi fino alla sfera della “Parola cosmica” esistente al di là delle Stelle fisse e oltre il piano superiore del “Nirvana buddhista”.16 Questa Parola Universale proviene dalla stessa sfera cosmica da dove proviene il Cristo, ovvero l’Io Sono l’Io Sono. Sergej O. Prokofieff 17 uno dei più fedeli ed elevati allievi e discepolo di Rudolf Steiner, nel suo libro “Antroposofia e la Filosofia della libertà” scrive:

“… [il Cristo], per compenetrare l’uomo con l’Io, quale principio centrale dell’evoluzione della Terra, essi [gli Elohim] dovevano accogliere l’impulso della Parola Universale stessa, la mediatrice fra la divina Trinità e il mondo delle gerarchie. Non esiste perciò soltanto un’originaria affinità fra il “vero Io” dell’uomo e la Parola Universale, bensì esiste soprattutto un diretto rapporto di questo più alto aspetto dell’Io con il Cristo. Infatti, in Lui la Parola Universale stessa si fece carne sulla Terra e aprì così all’umanità la possibilità di sperimentare nel corpo fisico non solo l’altro Io [l’Io superiore], (questo nell’iniziazione precristiana era già possibile fino a un certo grado), ma anche il “vero Io” (ibidem, pag. 250).

Rudolf Steiner ne parla poco di questo terzo Io umano; egli ne fa un primo accenno nel suo discorso tenuto nel 1911 all’università di Bologna e nel suo libro “La soglia del mondo spirituale” nel 1913, il quale è raccolto nel volume “Sulla via dell’iniziazione”, dove scrive:

“Se l’anima umana vuole passare nel mondo sopraspirituale, deve cancellare per propria volontà i suoi ricordi del mondo fisico e di quello elementare [eterico]… L’anima deve realmente porsi davanti a un abisso spirituale, di fronte al quale deve prendere la deliberazione di dimenticare il suo volere, sentire e pensare. Deve rinunciare nella sua coscienza al suo passato … La coscienza soprasensibile può pervenire a questa decisione volontaria se si è conquistata una forza animica sufficiente. Se è giunta a tanto, dall’oblio volontariamente provocato le emerge la vera entità dell’Io. L’ambiente sopraspirituale conferisce all’anima umana la conoscenza di questo “vero Io”. Come la coscienza soprasensibile può sperimentare se stessa nel corpo eterico e nel corpo astrale, così può sperimentarsi nel “vero Io”. Questo “vero Io” non viene creato dalla veggenza spirituale; esiste in ogni profondità dell’anima umana. La coscienza soprasensibile non fa che sperimentare e conoscere ciò che per ogni anima umana è un fatto non cosciente, ma inerente alla sua natura” (ibidem, pag.192-193).

Ciò che in queste poche frasi è scritto, è possibile realizzarlo solo tramite una via iniziatica. L’iniziato deve avere già sviluppato il quarto grado della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, corrispondente all’intuizione. Questo grado è il massimo che un uomo del nostro tempo può realizzare attraverso la disciplina antroposofica in questa incarnazione. Rudolf Steiner spiega questo momento drammatico in cui l’iniziato si trova presso l’abisso dell’essere, nella più profonda solitudine. Per incontrare il suo vero Io dall’altra parte della sponda spirituale, deve compiere un estremo atto di volontà: annullare se stesso, la sua personalità umana terrena.  Occorre qui avere una massima preparazione che abbia sviluppato una forte volontà, una massima fede nel Cristo e un coraggio straordinario nel superare l’abisso spirituale. Certamente prendere coscienza del desiderio di unirsi a questo elevato archetipo umano celeste non è affatto facile, poiché richiede uno sforzo considerevole. Ciò nondimeno, nulla è impossibile a una persona determinata. Va però notato che è difficile raggiungere questa vertiginosa altezza spirituale in una sola vita o incarnazione umana, a meno che non si sia già verificato un risveglio spirituale nella vita precedente. Realizzare questo elevato livello iniziatico è possibile solo attraverso un severo cammino, che potrebbe dare i suoi frutti già in questa vita (se il karma lo permette) oppure soltanto in un’altra vita terrena.  Tuttavia, prima di poterci unire al vero Io,occorre innanzitutto che ci uniamo prima col nostro Io superiore. In questo modo, possiamo sperimentare la stessa esperienza di S. Paolo sulla via di Damasco. La celebre locuzione usata da S. Paolo, “Non io ma il Cristo in me”, non si riferisce infatti al suo io umano terreno. Durante la sua esperienza sulla via di Damasco, Paolo fu graziato dal Cristo con la vista spirituale, attraverso la quale prese coscienza del suo Io superiore. Lo stesso avvenne per i discepoli durante il giorno di Pentecoste (Atti 2,1-42). Quindi, quando diciamo “non io ma il Cristo in me” ci riferiamo all’Io superiore, che agisce come una coppa che accoglie dall’alto il vero Io. Questo agisce come filtro, in modo che l’io terreno o la coscienza dell’io non venga intorpidita dalla potenza del vero Io umano, e di conseguenza con l’unione del Cristo.

Sergej O. Prokofieff, nel libro sopracitato spiega in modo dettagliato l’aspetto dei tre Io, mettendoli in relazione a tre correnti spirituali. Egli mette la prima corrente in relazione allo sviluppo dei sette arti costitutivi umani, cioè il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale, l’Io, il Sé spirituale o Manas, lo spirito Vitale o Budhi e l’Uomo spirito o Atma.  Con ciò lo sviluppo del quarto principio o principio dell’Io umano nell’uomo risulta quale compito centrale della nostra Terra.  Egli secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito, definisce questa corrente dell’Io la prima corrente macrocosmica, entro la quale avviene lo sviluppo e perfezionamento dell’Io umano attraverso tutta l’evoluzione del quarto stato di coscienza cosmico terrestre. Essa inizia con lo sviluppo del corpo fisico nel primo stato di coscienza dell’antico Saturno, del corpo eterico nel secondo stato di coscienza dell’antico Sole, del corpo astrale nel terzo stato di coscienza dell’antica Luna e infine, dell’Io umano nel quarto stato di coscienza cosmico del nostro eone terrestre (Terra). Seguirà poi un’evoluzione macrocosmica ascendente, dove saranno sviluppati gli altri tre elementi macrocosmici: “Il Sé spirituale o Manas durante il quinto stato di coscienza di Giove, lo Spirito Vitale o Budhi, durante il sesto stato di coscienza di Venere e infine, l’Uomo Spirito o Atma durante il settimo stato di coscienza di Vulcano”. Qui l’Io umano o vero Io raggiungerà il suo massimo perfezionamento manifestandosi come “Personalità Divina o l’Io Sono divino” (che l’umanità ha sperimentato con l’evento del Golgotha, nella Persona divina di Gesù di Nazareth), in quanto avrà completamente trasformato il suo corpo fisico o, se vogliamo, le forze del corpo fisico quale settima parte costitutiva umana-divina.

Riassumendo brevemente, abbiamo messo in evidenza il primo aspetto del quarto principio della costituzione dell’uomo, dicendo che rappresenta il vero nocciolo superiore dell’entità umana. Lo abbiamo chiamato vero Io o scintilla divina, in quanto proviene dalla regione della Parola cosmica universale esistente oltre il mondo delle gerarchie spirituali che operano nel nostro Zodiaco planetario. Abbiamo detto che ciò fu possibile grazie al fatto che i sette spiriti solari, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma, unendosi insieme crearono una specie di “Alter Ego” che Rudolf Steiner negli insegnamenti della Scienza antroposofica chiama “Elohimità”. Questo primo aspetto stellare dell’Io umano o scintilla divina,esiste nel profondo di ogni uomo cui possiamo prenderne coscienza per il momento, soltanto attraverso una via esoterica o disciplina iniziatica. Tuttavia, va detto che diventa quasi impossibile prendere coscienza di quest’altissimo essere celeste senza l’aiuto di una guida o Maestro chiaroveggente. Senza una guida spirituale che abbia realizzato questo aspetto superiore del vero Io, avendo lui stesso percorso almeno i primi quattro gradi iniziatici della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, e che abbia conquistato la facoltà superiore della veggenza intuitiva, diventa difficile e pericoloso per l’iniziando poterlo imitare nel varcare la soglia del mondo spirituale, senza il suo aiuto. Uno di questi altissimi Maestri cristiano-rosicruciano sappiamo che è Rudolf Steiner, in quanto lui stesso nel libro autobiografico “La mia Vita” racconta di essere stato spiritualmente dinanzi all’esperienza vissuta dal Cristo nell’evento del Golgotha:

 “Lo sviluppo della mia anima fu dovuto all’essere stato spiritualmente dinanzi al mistero del Golgotha, nella più intima e profonda solennità della conoscenza” (ibidem, pag. 279).

Tuttavia, affinché l’umanità possa progredire a livelli di coscienza superiore, in modo da conseguire la meta del creatore, occorre che uomini evoluti, uomini iniziati possano evolversi a stati di coscienza superiore dello sviluppo normale che consegue l’umanità nei diversi periodi di cultura. Nella vita da morte a nuova nascita, l’anima umana normalmente evoluta arriva dilatandosi fino alla sfera di Giove, o al massimo a quella di Saturno, dopodiché dopo un certo periodo ridiscende comprimendosi per una nuova incarnazione. Se l’anima di uomini altamente evoluti non si espandesse oltre il nostro sistema solare arrivando a toccare la sfera della “mezzanotte cosmica” e anche più oltre, dove accolgono dalle divinità superiori facoltà nuove da introdurre nel mondo terrestre, la nostra civiltà umana non potrebbe progredire e nel giro di pochi secoli dovrebbe soccombere non potendo più progredire. Ecco perché l’Antroposofia è stata data all’umanità, affinché ogni uomo appartenente a qualsiasi ceto sociale, tramite questa nuova conoscenza esoterica (o se vogliamo, questa nuova rivelazione dopo quella del Cristo), possa prepararsi a ri-conoscere il Cristo nella Sua seconda venuta nel corpo eterico. Inoltre, che possa prendere coscienza dell’evento del Golgotha, nella sua vera realtà spirituale di cosa è significato per l’umanità e per gli stessi Dei superiori. (5. continua)

Collegno, agosto 2024                                                                               Antonio Coscia

Note Antroposofiche

16    Rudolf Steiner nel libro “L’Impulso-Cristo e la coscienza dell’Io”, spiega il cammino dell’anima dopo la morte, la quale deve attraversare dapprima il mondo astrale, poi dopo il Devachan inferiore o mondo Celeste, il Devachan superiore o mondo della ragione, ossia il limite dei tre mondi menzionati nel libro “Teosofia”. Poi l’anima (quelle più evolute) prosegue oltre, nel mondo della Provvidenza o mondo del Budhi (mondo degli archetipi o Akasha). Poi Rudolf Steiner menziona ancora un mondo superiore cui è difficile trovare un nome appropriato nelle nostre lingue europee, ma che un Oriente viene solitamente chiamato “Nirvana”.

17     Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach.

La natura corporea, animica e spirituale dell’uomo IV

(Rappresentazione schematica dell’aura dell’io umano) – Immagine da Pinterest

«E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,26-27).

4.  L’io quale nucleo dell’anima umana I

Abbiamo visto fin quì che l’uomo è un essere complesso, difficilmente coglibile nella sua interezza corporea, animica e spirituale, in quanto appartiene con i suoi elementi costitutivi umani a diverse dimensioni del mondo fisico, astrale e spirituale. Tuttavia, nell’attuale evoluzione scientifica materialista, l’uomo non è consapevole di questi mondi superiori dello spirito dai quali egli stesso proviene con la sua natura animica-spirituale. La sua coscienza dell’io o di veglia, ovvero la Personalità umana quale riflesso del vero Io superiore, può sussistere solo nell’ambito della sfera terrestre. In effetti, questa entità inferiore della natura umana può vivere solo in un corpo fisico umano; al di fuori di esso, la coscienza dell’io si estinguerebbe poiché la sua esistenza è legata alla percezione del mondo naturale circostante attraverso la facoltà dei suoi organi di senso. Solo attraverso un cammino iniziatico e alla presenza sulla terra dell’Impulso del Cristo, sviluppatosi dopo l’evento del Golgotha, è permesso all’uomo di rafforzare il suo pensiero astratto intellettuale in una facoltà spirituale chiaroveggente superiore, permettendogli così di mantenere desta la coscienza dell’io o di veglia fuori dal corpo fisico e persino dopo la morte.  Per comprendere questa quarta parte della natura umana, dobbiamo andare indietro all’Epoca Lemurica laddove gli Spiriti della Forma o Elohim solari decidono di far fluire una loro scintilla di fuoco, ossia l’Io umano, nel corpo astrale dell’uomo costituitosi attraverso le antiche evoluzioni cosmiche o incarnazioni della nostra Terra. Abbiamo affermato che sia il corpo fisico, sia il corpo eterico che l’astrale, non sono i nostri veri corpi donatici dagli dèi durante le antiche evoluzioni cosmiche planetarie sviluppatesi dall’antico Saturno, Sole e Luna. Durante l’Epoca terrestre, infatti, dopo la ripetizione dell’antico stato di coscienza di Saturno11, che chiamiamo Epoca Polare12, e quasi alla fine dell’antico stato solare, che chiamiamo Epoca Iperborea, il Sole si separò dalla Terra e Luna che allora formavano un corpo unico. Con questa separazione, il Sole alla cui guida era il Cristo, portò con se le entità spirituali più evolute, tra cui anche i germi spirituali superiori della natura divina dell’uomo – ne parleremo più avanti. Ovverosia la triade divina superiore quale dono dei Troni e dei Cherubini, costituitasi dapprima durante gli stati di coscienza cosmici antichi di Saturno e Sole, come “Monade divina”.13 Essa è formata dal germe dell’Uomo spirito o Atma e dal germe dello spirito Vitale o Budhi, ai quali si aggiunse durante lo stato di coscienza cosmico dell’antica Luna, il “Sé spirituale o Manas” quale dono dei Serafini. Queste entità spirituali superiori, tra cui appunto il principio superiore della natura divina umana, non potevano evolvere nella materia che andava densificandosi, a causa di entità divine e umane meno evolute che, a differenza di quelle più evolute, avevano bisogno di una materialità più densa per progredire a un grado superiore di coscienza. Nella seguente Epoca Lemurica quale ripetizione dell’antico stato di coscienza lunare, l’uomo riappariva a un livello superiore più perfetto e più evoluto del suo stato antico lunare. Tuttavia, pur essendo più evoluto, l’uomo lemure manteneva ancora le caratteristiche di uomo-animale, costituito da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, mentre il germe della sua triade superiore divina fu separata e custodita nel grembo degli Elohim solari al servizio del Cristo.

A questo punto gli Elohim fanno fluire una parte del loro fuoco divino nel corpo astrale dell’uomo dando origine al secondo Io o Individualità superiore dell’uomo.  L’uomo venne così elevato al livello umano contrapponendo la “verticalità” dell’essere umano alla orizzontalità dell’animale. Avvenne cioè, quello che nella Bibbia è narrato nei primi versi della Genesi: la creazione dell’uomo da parte delle Potestà creatrici o Elohim solari. Queste sette Potestà creative o Elohim solari, noti dalla Scienza antroposofica come Spiriti della Forma, partecipano alla creazione dell’uomo e gli conferiscono una certa autonomia. Per far ciò, secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, devono unirsi e formare dalla loro sostanza spirituale un’entità superiore chiamata da Rudolf Steiner “Elohimità”14, ossia un essere sobornico settemplice costituito da ogni singolo Elohim solare. Questa entità settemplice sobornica poté così elevarsi fino alla sommità divina creatrice, ovvero alla sfera superiore del “Logos creatore”.  Qui essa accolse dalla sfera oltre lo Zodiaco la “Scintilla divina”, nota come Logos umano. Questa Scintilla divina rappresenta il primo Io o “Vero Io”, ovvero il vero nucleo essenziale originario della natura superiore umana; il puro uomo androgino eterico macrocosmico, che nella Cabala ebraica è chiamato “Adam Qadmon o Kadmon. Dalla figura eterica di Adam Kadmon, Yahve-Elohim (l’Elohimità o il Signore Dio noto come Jehovah) perfezionò la seconda generazione astrale androgina umana, da cui generò in seguito l’uomo di terra, utilizzando la polvere dell’Adamah (terra). Da questo archetipo androgino astrale umano noto come Adam-Eva, discendono difatti i nostri progenitori fisici biblici Adamo ed Eva: la terza generazione umana maschio e femmina.

Nella Genesi è detto che la donna venne creata dalla costola di Adamo, dopo che questi è fatto cadere in un sonno profondo da Jahve-Elohim. Tuttavia, la Scienza dello Spirito sostiene che la donna non fu tratta dalla costola fisica di Adamo, come raccontato in modo allegorico, ma piuttosto attraverso un processo di autogenerazione che coinvolse la trasformazione e separazione dell’entità androgina astrale maschio-femmina in un singolo esemplare fisico, maschio e femmina. Ovvero, per esprimere meglio questo concetto complicato, dobbiamo considerare che a un certo punto dell’Epoca Lemurica, in cui l’evoluzione umana si svolgeva nel mondo astrale, una parte dell’umanità androgina cominciò a trasformarsi in un essere astrale unisessuale; ciò durò fino a circa la metà dell’Epoca Atlantica. Durante l’Epoca Atlantica si formarono così quattro gruppi o ceppi archetipici principali eterici che nell’Apocalisse di Giovanni sono menzionati come “Toro, Leone, Aquila e Uomo”.  Da questi quattro gruppi di archetipi eterici, risultarono maggiormente maturi uomini unisessuali maschi costituiti da corpo fisico, corpo astrale e io, e da donne unisessuali femmine costituite da corpo eterico, corpo astrale e io. Diverso tempo dopo, circa alla metà dell’Epoca Atlantica, avvenne un’ulteriore solidificazione del corpo eterico: nel maschio la parte più sottile eterica assunse interiormente la figura femminile, mentre la parte eterica più spessa assunse esteriormente la figura maschile. Nella donna, al contrario, la parte eterica più sottile assunse interiormente la figura maschile e quella più spessa esteriormente, la figura femminile. Questo processo della separazione dei sessi durò per moltissimo tempo, dal primo periodo dell’Epoca Lemurica fino alla metà dell’Epoca Atlantica. Tuttavia, la Scienza dello Spirito assicura che la figura unisessuale femminile si aggiunse a quella unisessuale maschile solo diversi anni più tardi. Per questo motivo, la donna nella sua incarnazione fisica resta più sensibile al mondo spirituale, poiché sul piano fisico si congiunge meno dell’uomo col suo involucro fisico-corporeo.  

Volendo considerare meglio questo processo di consolidamento e di trasformazione del corpo eterico dell’entità androgina maschio-femmina, dobbiamo pensare che in principio si addensò prima la parte eterica più spessa costituita da corpo fisico, corpo astrale e io, assumendo un carattere esterno maschile. Viceversa, diverso tempo dopo, avvenne la stessa cosa nella parte restante dell’umanità androgina, di cui era costituita di una parte eterica più sottile, ossia da corpo eterico, corpo astrale e io, la quale assunse un carattere esterno femminile. In altre parole, durante il primo terzo dell’Epoca Lemurica, dopo che gli Elohim fanno fluire le tre facoltà animiche dell’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente nel corpo astrale umano, fanno fluire anche una loro scintilla di fuoco, ovvero l’Io umano. Questo Io o Individualità superiore umana cominciò a lavorare sui suoi involucri corporei-animici, differenziandosi e trasformandosi fino alla solidificazione del corpo fisico, assumendo un corpo maschile. La donna si aggiunse all’evoluzione umana solo diverso tempo dopo, rendendo possibile la generazione dell’uomo attraverso l’unione dei due sessi.  Pertanto, nell’uomo il corpo fisico è maschile mentre l’eterico e femminile; nella donna al contrario, il corpo eterico è maschile e il corpo fisico femminile. Nella Genesi tutto questo è narrato in immagini, cui occorre essere dei chiaroveggenti per capire il significato occulto attraverso le immagini akashiche, cioè della memoria universale o Akasha.15 Queste immagini occulte paradisiache sono state rivelate e commentate da Rudolf Steiner in diverse conferenze tenute in vari luoghi, sulla cristologia antroposofica, grazie alle sue facoltà superiori di altissimo Iniziato chiaroveggente cristiano-rosicruciano. Occorre peraltro dire che innanzitutto ogni immagine occulta presenta sette aspetti interpetrativi diversi. Dipende poi dalle facoltà spirituali del chiaroveggente capire quale aspetto vuole maggiormente evidenziare nel contesto, sia per persone profane, sia per allievi che seguano una disciplina esoterica. Questo porta a volte a delle incomprensioni interpretative fra le diverse scuole di pensiero, poiché ognuna può trovarsi a un livello di coscienza diverso e interpretare le verità occulte secondo l’elevazione spirituale con cui è stato preparato l’allievo dai Maestri iniziatori attraverso le diverse conoscenze esoteriche. Un esempio illustrativo può maggiormente aiutarci a capire meglio questo aspetto: se tre persone salgono insieme su una montagna e ognuno si ferma a un’altezza diversa, (il primo a un terzo della montagna, il secondo ai due terzi e il terzo, infine, sale fino alla cima), ognuno di loro vedrà un paesaggio diverso in base all’altezza raggiunta. Analogamente, un chiaroveggente che abbia sviluppato solo la facoltà immaginativa o quella ispirativa, avrà una prospettiva limitata. Tuttavia, un chiaroveggente che abbia sviluppato tutte e tre le facoltà interiori (immaginativa, ispirativa e intuitiva) potrà elevarsi fino a compenetrarsi spiritualmente con la natura interiore delle Entità superiori della prima gerarchia, ovvero i Serafini, i Cherubini e i Troni.

Rudolf Steiner è stato uno degli uomini più evoluti del diciannovesimo secolo. Attraverso gradi iniziatici, riuscì a elevarsi a estreme altezze spirituali, cui nessun uomo finora ha potuto eguagliarlo. Egli raggiunse il sesto grado iniziatico moderno della via cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, corrispondente al grado di “unione col macrocosmo”. Nella via mistica cristiana, questo grado corrisponde al sesto grado della “sepoltura-resurrezione”, mentre nella via antica iniziatica è associata al sesto grado dell’Eroe solare. Grazie a queste esperienze chiaroveggenti, Rudolf Steiner poteva risalire attraverso la cronaca dell’Akasha fino all’antico stato di coscienza di Saturno, dell’antico Sole e dell’antica Luna, ovvero fino alle incarnazioni precedenti della nostra Terra (sistema solare), dove furono formati i due principi umani: l’uomo inferiore e l’uomo superiore.

Ritornando all’Epoca Lemurica, dove, i fatti secondo la Genesi, si svolsero nel mondo astrale (nella sfera angelica o paradiso terrestre), laddove l’uomo-animale androgino proveniente dall’antica Luna fu elevato a “uomo” terrestre o Adamah dall’Elohah Jahve-Elohim o Jehovah. Questo poté avvenire perché da una parte gli Elohim o Potestà solari fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino: l’Io umano nel corpo astrale dell’uomo. Successivamente, l’uomo fu poi perfezionato e rivestito da Yahve-Elohim con polvere lunare, assumendo così la forma solida nell’ambito della sfera terrestre. Dall’altra, ciò divenne possibile realizzarlo grazie anche al sacrificio di alcuni Elohim solari o Potestà divine, guidati da Yahve-Elohim o Jehovah, che lasciarono la sfera del Sole per trasferirsi nella sfera lunare. Furono seguiti anche da altre entità divine appartenenti alla seconda gerarchia, tra cui gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes. Per comprendere meglio questo aspetto occorre tornare indietro all’Epoca Iperborea, ossia quando ancora Sole, Terra e Luna costituivano un unico corpo cosmico planetario, dove nella Genesi è detto che gli Elohim decisero di creare l’uomo a loro Immagine e somiglianza nel sesto giorno. Qui essi creano come citato, l’uomo primordiale stellare o del principio, l’“Adam Kadmon”, l’uomo androgino macrocosmico maschio-femmina della prima generazione eterica. Questo fatto nella Genesi è descritto in immagini simboliche laddove è detto che gli dèi solari decidono di creare l’uomo a loro immagine e somiglianza:

«E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,26-27).

Interpretando queste parole secondo il significato che ne dà la Scienza antroposofica, Dio o, meglio, gli Elohim solari, creano una loro immagine, ovvero Adam Kadmon, il quale non può che essere un’entità eterica asessuato maschio-femmina, giacché Dio e tutte le divinità gerarchiche spirituali nella loro natura interiore sono esseri asessuati. Soltanto quando gli esseri della terza gerarchia spirituale, ossia le Archai, gli Arcangeli e gli Angeli quali messaggeri divini, si manifestano all’uomo evoluto, assumono a volte e secondo le circostanze, un aspetto maschile o femminile. Nell’Epoca Lemurica, ossia quando l’umanità discese nel mondo astrale o paradiso terrestre, l’Entità sobornica o l’Elohimità divina, insieme a diverse entità della seconda gerarchia, decidono di sacrificarsi e lasciare la sfera solare in modo di seguire ulteriormente l’evoluzione umana che non poteva sopportare la materia o la velocità evolutiva degli esseri solari superiori. Essi si trasferiscono nella sfera lunare diventando per questo delle divinità lunari, assumendo in tal modo un ruolo diverso dai fratelli solari, nell’ambito dell’evoluzione planetaria e di tutta la storia umana. Nell’ambito lunare, Jahve-Elohim o Jehovah assume la guida nei diversi compiti assegnatagli dalla guida solare, ovvero del Cristo, tra cui quello di creare e perfezionare l’uomo terrestre traendolo dall’uomo del principio o Adam Kadmon. Per cui dopo aver perfezionato l’archetipo androgino astrale umano Adam-Eva, e fatto fluire l’Io o l’Individualità superiore nel corpo astrale o anima umana, egli plasma i due archetipi umani terrestri Adamo ed Eva. Questo fatto è riportato nella Genesi in modo velato, laddove nel paragrafo (2,21) è scritto:

«Allora il Signore Dio (Yahve-Elohim) fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: “Questa volta essa è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall’uomo è stata tolta”». (Genesi 2,21-23)

Riflettendo questo passo con la conoscenza della Scienza antroposofica, e in modo particolare, sulle parole: “Questa volta essa è carne della mia carne e osso delle mie ossa”, vediamo in esse racchiuso il mistero umano della procreazione. L’uomo androgino non si autofeconderà più come prima, verginalmente, tramite lo “Spirito” fecondatore, ma attraverso l’unione col sesso opposto. In tal modo, sulla terra, può nascere l’impulso del vero amore individuale umano. Così vediamo che dall’androgino archetipico celeste umano, creato dagli dèi solari, venne perfezionato e diviso dal Dio lunare Jahve-Elohim o Jehovah in due esemplari umani: Adamo ed Eva. Da loro discenderanno, difatti, i rappresentanti umani delle generazioni successive. Possiamo così dire che Jehovah ha introdotto l’amore sensuale sulla terra tra gli uomini, nella sua manifestazione più bassa, facendo sì che i due sessi opposti si cercassero e continuassero la procreazione del genere umano sulla terra.  Al contrario, il Cristo, con la Sua venuta e incorporazione sulla terra in un essere umano, ha generato un nuovo archetipo umano: l’uomo futuro celeste. Questo ha dato all’umanità la possibilità di redimersi e di sviluppare la vera libertà e il vero amore cosmico umano, cosicché l’uomo possa congiungersi e unirsi al suo Io superiore, alfine di essere ri-accolto nel consesso divino non più come un uomo d’istinto, ma come decima gerarchia spirituale della “libertà e dell’amore cosmico umano”.                   (4. Continua)

Collegno, luglio 2024                                                                           Antonio Coscia

Note Integrative

11      Dopo ogni pausa cosmica (Pralaya), il successivo stato di coscienza cosmico ripete in sintesi su di un gradino più alto di coscienza gli stati di coscienza cosmici planetari passati.

12      L’evoluzione umana passa attraverso sette stati di coscienza cosmici o planetari: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Ogni stato di coscienza cosmico planetario, deve attraversare sette stati di Vita, sette stati di Forma, sette Epoche e sette periodi di cultura. In realtà l’evoluzione è molto complessa, per cui in questa nota vogliamo attenerci alle sole Epoche. Le Epoche che deve attraversare la nostra Terra sono: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica”.  La nostra Terra ha già attraversato tre stati antichi di coscienza: Saturno, Sole e Luna; attualmente è nel quarto stato di coscienza planetario chiamato appunto Terra. Prima di iniziare lo stato di coscienza terrestre, l’evoluzione ripete gli stati antichi di coscienza planetari a un livello più alto, per cui la prima Epoca Polare ha ripetuto lo stato antico di Saturno, l’Epoca Iperborea lo stato antico solare, l’Epoca Lemurica lo stato antico lunare, iniziando così lo stato terrestre all’inizio dell’Epoca Atlantica. Attualmente siamo nell’Epoca Postatlantica a cui seguirà la sesta e la settima Epoca Postatlantica.

13     La monade divina si formò durante lo stato di coscienza solare grazie al dono dei Troni o Spiriti della Volontà e i Cherubini o Spiriti dell’Armonia. Possiamo definirla come la prima cellula archetipica divina eterna, dalla quale discendono tutte le monadi umane; solo Dio può distruggerla.

14     Rudolf Steiner nel libro “Genesi” spiega che gli Elohim per creare l’uomo hanno bisogno dell’aiuto della Divinità Superiore Trina. Ma per poter arrivare a quell’altezza sublime devono unirsi insieme, devono trascendere loro stesi. Devono fare di più di ciò che hanno fatto finora come creatori planetari. Per cui essi si uniscono spiritualmente trascendendo loro stessi, salendo così a un livello superiore di coscienza. In questo modo essi creano un’Entità sobornica settemplice che Rudolf Steiner chiama “Elohimità”. Questa Elohimità è costituita di ogni singolo Elohim, ossia al posto di un arto cosmico spirituale di come sono costituiti gli Elohim solari, è costituito da sette entità cosmiche spirituali quali immagini reali riflesse dei sette Elohim.

15     La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale, il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha dove facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva.  Nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto, quello reale, è dove viene registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre. Tutto ciò che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [gli iniziati veggenti], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce. (conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112).