Natale quale festa del ricordo

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Natale quale festa del “Ricordo

In una conferenza tenuta a Berlino il 21 dicembre del 1911, Rudolf Steiner così si esprime in merito alla festa del Natale:

« La festa della natività di Gesù, la festa della nascita di Gesù bambino, vuol significare questo mistero: vuol significare che allora [nel 354 d.C.], fu dato veramente per la prima volta all’uomo quanto gli era stato destinato in origine. Come narra la leggenda di Natale, prima di Adamo ed Eva era stato destinato all’umanità qualcosa che appartiene alla natura infantile divina, assolutamente incorrotta, dell’uomo. Ma per influsso di Lucifero, questo elemento divino incorrotto in realtà l’umanità poté acquistarlo solo dopo che fu trascorso tutto il tempo che sta fra Adamo ed Eva e il mistero del Golgotha; [cioè con il mistero della nascita, morte e resurrezione del Cristo].

Dobbiamo proprio riconoscere che un profondo sentimento effettivamente si desta nell’anima nostra quando ritroviamo per cosi dire concentrato come in un eco nell’unica notte fra il 24 e il 25 dicembre, tutta la storia del genere umano e della sua caduta, da Adamo ed Eva fino alla nascita del Cristo in Gesù. Se in noi si desta un tal sentimento, allora riusciamo a comprendere il significato di questa festa, e sentiamo che cosa questa festa abbia potuto significare per l’umanità. È come se l’umanità, cogliendo l’occasione di meditare sopra questa festività, sopra questa pietra miliare dell’evoluzione, potesse veramente a un tratto riconoscere la sua vera origine, la sua provenienza dalle cosmiche forze dell’universo (…). Possiamo dunque lasciare che il Natale agisca sull’anima nostra come una festa dell’ispirazione, come una festa che mirabilmente ispira all’umanità il pensiero dell’origine dell’uomo del santo divino bambino  delle origini. La luce che, come simbolo della luce dell’uomo, ci si presenta a Natale nella sua origine, la luce che oggi ci viene simboleggiata dai lumi dell’albero di Natale, è anche (purché rettamente compresa) una luce che può trasmetterci le forze migliori, le forze vigorose per la nostra anima che anela alla vera e pura pace universale, alla vera e pura beatitudine universale, alla vera e pura speranza universale», ( O.O. 127 – Rivista Antroposofia 1960/pag.354).

Certamente nel periodo natalizio è molto facile che la malinconia e la tristezza abbiano il sopravvento e ci assalgono quando la vita non è stata molto benigna nei nostri confronti. Per questo è possibile che possa maggiormente acuirsi la solitudine e il dolore animico in quei giorni particolari dell’ultimo periodo dell’anno (come di solito avviene durante le prime quattro settimane dell’avvento natalizio), in cui ognuno si prepara a festeggiare il Natale assieme ai propri cari o amici, dove tutti si affannano nella spasmodica ricerca di cosa regalare poi dopo, nello scambio tradizionale dei regali allo scadere della mezzanotte, cioè durante il mistero della nascita del bambino divino. Questa festa che nell’antichità simboleggiava la nascita del «Verbo solare», ossia del «Cristo cosmico» sulla Terra, con l’andare del tempo è andato sempre più perdendosi il vero significato e l’importanza che assumeva nei primi secoli dell’inizio del cristianesimo dell’origine. Il materialismo consumistico moderno ha ridotto questa festa solo più una tradizione di scambio di regali e lo stare insieme per passare una giornata diversa, con la voglia di divertirsi, e finire poi, con la grande … abbuffata di Natale. Nel corso degli ultimi secoli la civiltà materiale ci ha tratto sempre più in basso nei piaceri e nei godimenti della vita terrena, abbiamo così perso (a causa della teologia cattolica-cristiana) il vero senso della  tradizione del Natale che commemorava nel mondo cristiano antico, (fino a circa il quarto secolo) la nascita del Cristo o «Epifania del Signore», il giorno sacro in cui il «Logos divino» si fece carne e visse per tre anni sulla Terra, come uomo tra gli uomini. Era una festa che i primi cristiani commemoravano con sacralità e con la più profonda gratitudine insieme alle comunità cristiane e ai primi Padri delle chiese mediorientali, la nascita del Cristo in Gesù di Nazareth il 6 gennaio dell’anno 30, avvenuta tramite il battesimo nel Giordano operato dal Battista, fino all’anno 353. Poi dopo, con l’editto di Costantino del febbraio 313 d.C. firmato a Milano, il cristianesimo divenne una religione di Stato e, quasi subito dopo la sconfitta del suo avversario Massenzio, l’Imperatore Costantino iniziò a trasformare il cristianesimo in una sorta di sincretismo giudaico – pagano – cristiano, in quanto  seguace del culto solare del Dio Mitra.

Ci porterebbe troppo lontano dimostrare che in fondo tutte le religioni solari hanno un’unica origine, ossia, hanno tutte un rapporto col Sole quale origine di vita di tutte le cose, tramite cui operano le Entità spirituali della terza gerarchia, cioè: gli Angeli, gli Arcangeli e le Archai, i quali sono tutti al servizio delle gerarchie solari superiori e della guida centrale del nostro universo, cioè il Dio Sole o «Io Cosmico del Cristo». Anche la religione ebraica per quanto esteriormente possa sembrare più una religione lunare, (giacché l’Eloah Yahveh o Jehovah, secondo la scienza dello spirito antroposofica, sacrificò le sue forze solari come divinità guida degli Elohim o Potestà, per trasferirsi sulla Luna in modo da contrastare di là le forze solari di Lucifero che agiscono sulla Terra dal Sole) è da considerarsi una religione solare. Difatti fin dal tempo di Abramo questo popolo fu scelto dal Dio Yahveh tramite il Suo messaggero l’Arcangelo solare Michele, che quale «volto di Jahvè» agiva come ispiratore notturno durante il sogno negli uomini più evoluti del popolo ebraico tra i quali, i profeti dell’antico testamento; mentre nel nostro «quinto periodo di civiltà» essendo entrati nello sviluppo dell’«anima cosciente», Michele agisce di giorno come volto del Cristo. Possiamo pertanto affermare nel dire che tutte le religioni hanno un’unica origine, dietro di cui, ha sempre operato l’Entità del Cristo, il secondo aspetto della «Trinità Divina Universale». Il Cristo visse per tre anni sulla nostra Terra come uomo tra gli uomini, incorporandosi in Palestina nell’anima di Gesù di Nazareth all’età di trent’anni durante il battesimo operato da Giovanni il Battista nel fiume Giordano, dopodiché patì il martirio della croce per aver violato le «leggi misteriche» del popolo ebraico e, per essersi dichiarato uguale a Dio.

«Abramo , vostro padre, esultò nella speranza di  vedere il mio giorno; lo vide e se ne rallegrò. Gli dissero allora i Giudei: “Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo”? Rispose loro Gesù: “In verità, in verità vi dico: prima che Abramo fosse Io Sono”. Allora raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio». (Gv 8,56-59).

La conversione tramite un sogno che aveva portato Costantino ad abbracciare il cristianesimo originario nascente durò assai poco, per il fatto che non era compreso dal  popolo entro il quale creava il malcontento tra i romani più propensi invece, a offrire i loro culti agli dèi antichi pagani che abbracciare la religione di un Dio morto tramite l’ignominia della croce. Ciò intralciava l’ambizione del potere imperiale di Costantino, per cui ben presto ritornò al culto solare pagano mitraico, fino a quando Teodosio il Grande, decretò la fine di tutte le religioni pagane nel 391. Grazie alla protezione dell’Imperatore Teodosio, la religione cristiana (giudaica – romana) andò consolidandosi sempre più nell’imperialismo romano, di conseguenza il vero impulso cristiano dell’incarnazione del «Logos creatore» attraverso l’evangelista Giovanni, andò perduto. Questo dipese dal fatto  che la ricorrenza del Cristo-Sole la cui nascita era festeggiata il 6 gennaio, venne spostata da papa Liberio il giorno 25 dicembre del 354 e al suo posto venne commemorato la nascita del Gesù bambino di Nazareth, il «figlio di Dio». In questo modo la teologia cristiana-romana,  dall’anno 354 in poi, perse la nascita del «Cristo Cosmico» come nascita battesimale e accolse  al suo posto la nascita virginale della Maria del vangelo di Luca, la cui discendenza è fatta risalire fino ad Adamo e da questi a Dio; ossia  all’immagine originaria creata da Elohim-Yahve che nel secondo capitolo della Bibbia, è detto “Signore Dio” (Genesi 2:7). Pertanto il  vero cristianesimo ritornò nell’ombra dei misteri, dove per vie esoteriche  sotterranee, emerse nel tredicesimo secolo tramite l’altissima Individualità cristiana di Cristian Rosenkreutz. Attraverso quest’altissima entità cristiana bodhisattvica, i 12 Maestri di saggezza che guidano l’evoluzione terrestre dello  sviluppo dell’umanità da un’epoca all’altra, fecero fluire nel XIII secolo tutta la loro conoscenza in formule magiche nell’anima di Cristian Rosenkreutz tramite un rituale iniziatico misterico particolare. Questo gli permise  di staccarsi  dal corpo fisico e incontrare l’Entità del Cristo nel mondo spirituale che accolse in Sé la saggezza antica dei misteri, rinnovandola del tutto in una nuova forma  del cristianesimo esoterico, in vista del prossimo periodo di cultura dell’anima cosciente.1 A causa però dei dogmi teologici persecutori nati dal cattolicesimo romano contro qualsiasi corrente o ordine spirituale che non giurasse sottomissione alla Chiesa romana, (vedi i Templari), questo nuovo cristianesimo rinnovato non poté mai evolversi nell’ambito della teologia cattolica, ma poté  manifestarsi soltanto nei pochi uomini iniziati nel XVII secolo in Germania, come corrente esoterica rosicruciana e soltanto dal XX secolo in poi, in tutti gli uomini di qualsiasi razza e ceto sociale, tramite il fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner, uno dei più elevati Iniziati chiaroveggenti cristiano-rosicruciano. Ancora oggi la Chiesa romana reprime il vero cristianesimo giudicando eretici gli insegnamenti cristiani della Scienza dello Spirito o antroposofia, in quanto minano il potere teologico gesuitico che opera da dietro le quinte del cattolicesimo romano.

Pertanto l’umanità perse il Cristo Cosmico come nascita battesimale cui era festeggiata il 6 gennaio e al suo posto istituì il nuovo culto solare con la nascita del 25 dicembre del bambinello divino figlio del  Dio Yahveh; cioè la pura «anima adamitica infantile primordiale», non toccata dall’influsso luciferico,  ossia l’archetipo spirituale dell’umanità o, il secondo Adamo com’è definito da S. Paolo. Di conseguenza la festa dell’Epifania del Cristo (la «manifestazione del Signore») festeggiata il 6 gennaio, venne trasformandosi nella tradizionale festa popolare della «Befana». Una goffa e brutta contro-immagine di strega femminile che cavalca una scopa andò sostituendosi nel mondo cristiano – romano, la quale simboleggiava i rituali antichi pagani del VII secolo a.C. che usavano propiziarsi attraverso spiriti volanti (che la tradizione popolare vedeva svolazzare nei campi dopo la semina) i frutti della terra, alfine che in quell’anno fossero abbondanti e che confluirono poi dopo nel culto mitraico. Questa figura mitica femminile venne contrapposta nel quarto secolo d.C. come figura oscura notturna lunare, alla figura diurna solare del Cristo. Fu poi dopo associata anche a diverse altre tradizioni sparse per il mondo occidentale meridionale, quale per esempio, il simboleggiare la fine del vecchio anno, oppure l’antica tradizione dei tre re Magi (menzionati nel vangelo di Matteo) che offrono a Gesù bambino i loro doni,  nella casa di Betlemme il 6 gennaio al loro antico maestro Zarathustra2 incarnatosi a quel tempo nel bambino Gesù del vangelo di Matteo quale discendente della genealogia regale che andava da Abramo a Davide e dal figlio il re Salomone a Giuseppe (Matteo 1,1-17).

Possiamo pensare che dietro di tutto questo abbia voluto operare una saggezza divina che ispirando papa Liberio, volle istituire a Roma con la nascita del bambino Gesù la festa della purezza infantile, di quella parte dell’anima umana che fu sottratta ad Adamo prima che questi subisse la tentazione di Lucifero. Venne in questo modo istituendosi a Roma nel quarto secolo, per la prima volta al posto della nascita del Cristo nel Giordano, la «festa del ricordo», ossia la festa della natura divina infantile dell’umanità nascosta nel profondo di ogni essere umano, laddove aspetta di essere risvegliata dal principio cosmico del Cristo, cioè: «L’Io Sono l’Io Sono o Vero Io».

Collegno,  dicembre  2022                                                            Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

1       L’anima cosciente, l’anima razionale e l’anima senziente, sono tre forze animiche che nel corpo astrale dell’uomo formano un’unità  animico-spirituale attraverso cui l’Io umano, può agire nel mondo fisico attraverso le sue facoltà spirituali umane di “volere, pensare e sentire”.  L’Io umano oltre al lavoro spirituale cui opera fin dall’epoca Atlantica sui corpi inferiori, ossia il “corpo fisico, l’eterico e l’astrale”, per trasformarli in arti superiori cosmici e cioè, in “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito”, lavora anche alla trasformazione delle tre forze animiche in stati di coscienza superiori. Così attualmente opera alla trasformazione dell’anima cosciente in anima Immaginativa, poi dopo nel  futuro, alla trasformazione dell’anima razionale in anima  Ispirativa  e in ultimo, alla trasformazione dell’anima senziente nello stato di veggenza più alto, ossia in anima Intuitiva. Volendo sintetizzare la loro funzione nell’ambito animico della natura umana, diciamo che nell’anima senziente, l’uomo percepisce il mondo esterno attraverso la facoltà del sentire, trasferendo nella sua natura interiore la bellezza e l’armonia del creato cui l’Io umano, può infiammarsi colmo di gratitudine e di venerazione per il divino. Occorre però dire che nascono in lui anche le brame, i desideri e le passioni, e ogni sorta di piacere egoistico che egli deve imparare a dominare e a trasformare in facoltà superiori.

      L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare  e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro. Qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trae le esperienze della vita, trasformandole in saggezza e amore per ogni disciplina che possa derivare dall’arte, dalla scienza e dalla religione. Anche qui però, egli può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza,  stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. 

     Infine, l’anima cosciente nella quale  opera maggiormente il volere umano, il cui compito è accogliere in sé tramite le azioni umane, l’essenza spirituale del mondo esterno, le verità delle leggi del creato e del mondo delle “cose” naturali,  per unirle allo spirito dell’uomo superiore quale frutto futuro di nuove facoltà spirituali. L’anima cosciente è l’essenza, il nocciolo interiore, il sacrario dell’uomo; il bene morale che accoglie dal mondo quando eleva e nobilita le sue inclinazioni negative, fanno si che in lei possa vivere la verità eterna con cui può unirsi spiritualmente con la sua anima superiore. Se l’anima cosciente attraverso un processo di purificazione e di elevazione morale arriva a realizzare in sé l’autocoscienza, l’io umano può risvegliarsi e afferrarsi come “entità autonoma e libera” avente in sé un che di divino entro il quale si rivela la vera natura dell’Io. L’anima cosciente essendo della stessa sostanza astrale del Sé spirituale vive con essa strettamente congiunta, cosicché l’io umano che abbia conseguito l’illuminazione e il risveglio, può ora congiungersi con l’Io superiore che lo ha sempre guidato in tutte le trame del suo destino terreno conseguendo l’eternità dell’anima. Come possiamo vedere, le tre forze animiche umane sono poste tra il bene e il male, questo perché nell’uomo inferiore  operano delle “entità ostili” o di contrasto  che nella terminologia antroposofica, sono chiamati spiriti luciferici, arimanici e asurici, cui l’Io umano terreno deve  imparare a dominare fino a che un giorno, possa addirittura arrivare a redimerle, grazie all’Impulso del Cristo. (Per un maggiore approfondimento di questo tema, leggere i libri  “Teosofia e La Scienza Occulta” – Ed. Antroposofica Milano).

2       Dietro il nome di Zarathustra si cela uno dei più alti iniziati e discepolo del Cristo che negli eventi di Palestina s’incarnò come bambino Gesù nel vangelo di Matteo, il quale secondo Rudolf Steiner all’età di 12 anni usci dal suo corpo (morendo poco tempo dopo) per trasferirsi nell’altro bambino Gesù menzionato nel vangelo di Luca cui era incarnato l’archetipo divino creato da Jahvè. All’età di 30 anni esce di nuovo dall’involucro di Gesù lasciando il posto al Cristo durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni Battista, cui d’allora egli assumerà il nome di “Maestro Gesù”.  I suoi antichi discepoli sapendo che il loro Maestro s’incarnava nel bambino di Betlemme accorsero per onorarlo attraverso le facoltà spirituali che aveva insegnato loro Zarathustra. (Per un maggior approfondimento vedi il Blog.  “Pensieri Antroposofici dell’Anima”:

“ Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo I”).

ATMOSFERA DEL NATALE

Prefazione del Calendario dell’anima alla seconda edizione del 1918

Il corso dell’anno ha una sua propria vita.  A questa vita l’anima umana può partecipare. Se fa agire su di sé quanto della vita dell’anno diversamente le parla di settimana in settimana, allora solo grazie ad una tale partecipazione l’anima troverà veramente se stessa. Sentirà che cosi le si sviluppano forze che la corroborano da dentro. Noterà che tali forze vogliono destarsi in lei grazie alla parte che essa prende al senso del divenire del mondo, come esso si svolge nel succedersi dei tempi. Solo cosi si accorgerà quali delicati ma essenziali fili la congiungono col mondo entro il quale essa è nata. In questo calendario è dato per ogni settimana un versetto che fa partecipe l’anima a quanto in quella settimana si svolge come parte della vita intera dell’anno. E nel versetto deve esprimersi l’eco che risuona nell’anima, quando essa si congiunge con quella vita. Si pensa a un sano ”sentirsi uniti” col divenire della natura e ad un vigoroso “trovar se stessi” che ne nasce; perché si confida che il partecipare al divenire del mondo, nel senso di questi versetti, sia per l’anima, purché solo si comprenda giustamente, qualcosa verso cui essa profondamente anela.

Rudolf  Steiner  

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VII

In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola

e crede a colui che mi ha mandato,

ha la vita eterna e non va incontro al giudizio,

ma è passato dalla morte alla vita.

Giovanni 5:24

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VII

Riassumendo ancora una volta quello che è stato detto nei diversi articoli precedenti, possiamo ora farci un concetto sulla complessità dell’esistenza dell’uomo qual essere tripartito che vive contemporaneamente nella sfera dei tre mondi: fisico, astrale e spirituale. La coscienza umana essendo ancora imperfetta e limitata dal suo intelletto, per il fatto che non essendo ancora essa liberata dall’ignoranza umana crede di vivere una sola vita su questa Terra, che termina alla fine della sua esistenza, con l’invecchiamento e l’inesorabile morte e separazione dal suo corpo fisico e con l’annullamento del suo Io terreno. Perlomeno questo è il pensiero della maggior di quelle persone che si definiscono atei o agnostici razionali; mentre per altri che seguono una religione tradizionale, quale la cattolico-cristiana, credono che dopo la morte vadano in paradiso o nel purgatorio se hanno qualcosa da farsi perdonare, dove attenderanno dormienti di essere risvegliati alla fine dei tempi terrestri, quando dopo essere stati giudicati, di essere degni, potranno unirsi eternamente col Signore insieme agli Angeli e ai Santi, del Paradiso. È questo un pensiero che ha in sé del paradosso, in quanto che l’uomo è già stato giudicato dopo che alla sua morte gli è stato permesso di entrare e vivere col Signore, gli Angeli e i Santi in Paradiso; trovo pertanto alquanto assurdo che debba essere di nuovo giudicato dopo millenni passati in  Paradiso. Questo pensiero assurdo avente in sé una scarsa conoscenza dell’evoluzione e della meta spirituale dell’uomo e, della non conoscenza esoterica degli insegnamenti di Paolo di Tarso, fa sì che la teologia cattolica dopo diversi secoli di potere temporale spirituale,  continua a impedire la giusta evoluzione umana nel periodo dell’anima cosciente.17  Lo sviluppo di quest’anima umana deve avvenire nella massima libertà individuale, giacché l’anima cosciente è in relazione allo sviluppo della volontà, per cui il suo sviluppo deve avvenire liberamente senza alcuna costrizione istituzionale sia esso religioso o quant’altro, alfine di trovare in se stessa la sua origine divina. La coscienza teologica cristiana oscuratasi fin dal  tempo di Costantino il Grande, prima attraverso l’impulso luciferico e poi dopo con quell’arimanico, cerca di frenare lo sviluppo dell’anima cosciente e della sua eventuale divinizzazione, trattenendo le anime in un eterno infantilismo medioevale incosciente impedendo così lo sviluppo dell’anima cosciente e della sua unione con la sua immagine o Io superiore e di conseguenza, con l’incontro del Cristo nella Sua manifestazione eterica. Le parole di Paolo di Tarso sono chiare e concise laddove nella prima lettera ai Corinzi, egli dice:

«Ma qualcuno dirà: “Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?”. Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo. Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci. Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri.  Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti differisce da un’altra nello splendore. Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile; si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza;  si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale. Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale, poiché sta scritto che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Qual è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste. Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità. Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. E’ necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta d’incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta d’immortalità» (1 lettera ai Corinzi 15,35-53).

Paolo di Tarso era un altissimo iniziato cristiano chiaroveggente, e i suoi concetti sulla fine del mondo, restano pressoché incomprensibili al pensiero teologico razionale cui non è più ispirato dallo Spirito della vera conoscenza, in quanto si è allontanato dall’origine del vero cristianesimo esoterico divenendo preda in tal modo appunto delle forze luciferiche e arimaniche; solo la visione spirituale veggente a orientamento cristiano-rosicruciano può compenetrare il significato esoterico della “Parusia” paoliniana.  La Scienza dello Spirito o antroposofia, ha una concezione assai diversa del dopo morte. Essa ci spiega che dopo la morte, l’uomo compie un’evoluzione attraverso tutte le sfere cosmiche del nostro sistema solare, preparando un nuovo corpo che corrisponda allo sviluppo delle facoltà spirituali che ha sviluppato attraverso le esperienze di gioia e di dolore e  delle prove cui egli ha superato durante la sua ultima vita terrena; dopodiché s’incarna in un nuovo corpo che ha appunto preparato nel mondo spirituale, con l’aiuto di una nuova coppia di genitori. Questa ripetizione in una nuova incarnazione avviene circa ogni 300-400 anni, secondo l’elevazione e la perfezione raggiunta in ogni vita sulla terra. Rudolf Steiner  tramite la sua altissima chiaroveggenza spirituale, era in grado di seguire le anime fin’oltre la sfera stellare, oltre i confini d Saturno, laddove le anime più evolute, fanno come dire una pausa cosmica fino a quando non sono richiamate  dal loro karma lunare a ridiscendere di nuovo in un’incarnazione terrena per una nuova esperienza karmica. Egli in diverse conferenze sulla vita da morte a nuova nascita, ci rivela che dopo la morte, l’anima e lo spirito umano, dopo aver dimesso il corpo fisico attraverso la sepoltura nella terra o tramite la cremazione (la cui differenza sta solo nel dissolversi subito del corpo fisico negli elementi terrestri tramite il fuoco dell’inceneritore), dopo un momentaneo disorientamento dovuto al cambiamento dallo stato materiale a uno cosmico – spirituale più sottile chiamato eterico, vede in un’immagine spaziale per la durata di circa tre giorni, tutta la sua vita vissuta sulla terra. Nel libro “L’evento della morte e i fatti del dopo-morte”, egli descrive l’esperienza dell’uomo  dopo aver varcato la porta della morte come il momento più bello e grandioso di tutta la sua esistenza sul piano fisico e spirituale, dove appunto dice:

“Come nel sonno non si sa nulla della coscienza fisica dell’io terrestre, così dopo la morte non si saprebbe nulla di sé se non si avesse presente l’istante del morire. Si ha davanti a sé come uno dei momenti più sublimi, più grandiosi”… La morte vista dal defunto dall’altra parte del mondo astrale, è l’immagine più bella che l’uomo porti con sé attraverso le diverse sfere cosmiche stellari, grazie cui nell’anima umana si sveglia una coscienza superiore molto più saggia di quell’inferiore terrestre che conosciamo come “coscienza dell’io”. (Ibidem, O.O. 168). Dopo aver fatto l’esperienza sopra descritta, dove appunto l’uomo sperimenta come in una grande sfera cosmica tutta la sua vita vissuta sulla Terra come in un grande quadro mnemonico d’immagini reali che si espandono sempre più nel cosmo eterico insieme ai pensieri che ha avuto durante la sua esistenza terrena sulla terra fino a scomparire nel cosmo eterico insieme al suo corpo eterico cui viene dimesso dall’anima umana, avviene quale conseguenza delle sue esperienze vissute sulla Terra, uno specchiarsi nel corpo astrale e dell’Io umano.

Questo rispecchiarsi dal mondo esterno animico nell’anima umana, fa si che riceva qualcosa che sulla Terra non possiamo ancora avere, ma che potremo sviluppare quando saremo nell’eone di Giove18, cioè il Sé Spirituale. Pertanto l’uomo a questo punto è costituito da un corpo astrale, un Io e da un Sé spirituale che in questo momento è come dire,  un abbozzo, un principio  microcosmo del vero Sé Spirituale che appunto riceveremo su Giove. Dopo questo scomparire del panorama immaginativo e di tutto il resto, si accende nell’uomo grazie al guardare indietro il momento della morte, una coscienza superiore simile  alla coscienza dell’io terrena ma più elevata, con la quale l’uomo può restare desto senza cadere nell’oblio come avviene nel nostro sonno notturno, in tutto il suo espandersi nelle sfere cosmiche del nostro sistema planetario. L’anima entra così nell’ambito della sfera lunare nella parte più bassa nel cosiddetto  kamaloca, dove inizia un periodo di purificazione in cui deve come dire, bruciare le brame e desideri di cui è ancora legata dagli attaccamenti terreni. Il kamaloca è il luogo che possiamo identificare con l’Inferno delle concezioni religiose, per il fatto che l’anima nel staccarsi dalle brame e dai desideri è come un bruciare animico che provoca una profonda sofferenza similmente come se  fosse in un deserto cui avesse tanta sete, ma non ha l’acqua per spegnere l’arsura. Dopo aver purificato le brame più basse,  l’anima entra ora  nella sfera di Mercurio e di Venere che può essere identificato come il luogo del Purgatorio dove  incontra le persone defunte con cui ha vissuto socialmente sulla Terra, laddove può andare incontro ad altre sofferenze animiche se sulla Terra è stata una persona asociale, ossia che ha vissuto la vita terrena solo per se stessa, chiusa nel suo egoismo incurandosi degli altri. Mentre nella sfera di Mercurio è a contatto con le anime che ha conosciuto nella vita sociale, nella sfera di Venere l’uomo è a contatto con le persone che ha vissuto la stessa esperienza religiosa, dove anche qui potrà essere motivo di sofferenza animica se non ha rispettato la religione altrui, o se è stato ateo; ciò comporterà che venga escluso, come se fosse imprigionato e isolato dagli altri in un ambiente animico.

Dobbiamo capire che mentre sulla Terra possiamo stare da soli senza essere obbligati a comunicare con gli altri e senza che questo possa  arrecarci dolore, anzi a volte abbiamo persino piacere di stare da soli; così non è nel mondo spirituale, dove tutto si compenetra e forma un’unità spirituale. Per cui non poterci unire agli altri per via dei nostri errori morali, ci causerà molta sofferenza fino a quando non comprendiamo di aver sbagliato e di porvi rimedio nella prossima incarnazione. Qui comincia a nascere la causa karmica che ci porterà a nascere in un popolo e in una particolare famiglia, dove potremmo sperimentare la solitudine, quale effetto asociale della vita precedente. Ciò accade non perché la divinità sia cattiva o insensibile all’imperfezione umana cui sa che è portata a commettere errori; ma perché l’anima dopo la morte deve imparare a prendere coscienza dei suoi errori morali  che la rendono più imperfetta e a superarli quando scenderà di nuovo nella prossima incarnazione terrena, in modo da avere un atteggiamento diverso, che si concili, si armonizzi al giusto comportamento sociale nei confronti della civiltà umana. Dopo questa esperienza attraverso la sfera lunare, l’anima entra nella  sfera solare lasciando indietro o, dimettendo il suo corpo astrale, vale a dire tutta la sostanza terrestre di cui si era compenetrato. Lo spirito umano è finalmente liberato dagli attaccamenti dovuto alla sua stretta unione con il corpo astrale, può finalmente entrare nel mondo spirituale inferiore, ossia nella sfera solare o Devachan inferiore o, Mondo Celeste che possiamo identificare col Paradiso. Egli è ora “Spirito tra Spiriti” e viene ora rivestito da un altro corpo che svilupperemo solo durante l’eone di Venere19, cioè del principio del Budhi. Possiamo così dire che l’uomo è ora costituito da Io, Sé Spirituale o Manas, spirito Vitale o Budhi e, di un estratto del corpo eterico e del corpo astrale.   (VII. Continua).    

Collegno,  dicembre  2022                                                               Antonio   Coscia

Note   Antroposofiche

17   L’anima cosciente, l’anima razionale e l’anima senziente, sono tre forze animiche che nel corpo astrale dell’uomo formano un’unità animico-spirituale attraverso cui l’Io umano, può agire nel mondo fisico attraverso le sue facoltà spirituali umane di “volere, pensare e sentire”.  L’Io umano oltre al lavoro spirituale cui opera fin dall’epoca Atlantica sui corpi inferiori, ossia il “corpo fisico, l’eterico e l’astrale”, per trasformarli in arti superiori cosmici e cioè, in “Sé spirituale, spirito Vitale e Uomo spirito”, lavora anche alla trasformazione delle tre forze animiche in stati di coscienza superiori. Così attualmente opera alla trasformazione dell’anima cosciente in anima Immaginativa, poi dopo nel  futuro, alla trasformazione dell’anima razionale in anima  Ispirativa  e in ultimo, alla trasformazione dell’anima senziente nello stato di veggenza più alto, ossia in anima Intuitiva. Volendo sintetizzare la loro funzione nell’ambito animico della natura umana, diciamo che nell’anima senziente, l’uomo percepisce il mondo esterno attraverso la facoltà del sentire, trasferendo nella sua natura interiore la bellezza e l’armonia del creato cui l’Io umano, può infiammarsi colmo di gratitudine e di venerazione per il divino. Occorre però dire che nascono in lui anche le brame, i desideri e le passioni, e ogni sorta di piacere egoistico che egli deve imparare a dominare e a trasformare in facoltà superiori.

      L’anima razionale è quella parte in cui opera maggiormente il pensare  e ha la funzione di concettualizzare ogni forma esterna che le viene incontro. Qui l’Io umano forma il nucleo dell’anima, attraverso cui egli cerca la verità contrapponendosi al mondo esterno da cui trae le esperienze della vita, trasformandole in saggezza e amore per ogni disciplina che possa derivare dall’arte, dalla scienza e dalla religione. Anche qui però, egli può errare trascinato dal troppo “ego personale” egoista e quindi, comportandosi con dissennatezza, incoscienza,  stoltezza o altre qualità negative che deve dominare e trasformare con l’aiuto dell’Impulso del Cristo. 

     Infine, l’anima cosciente nella quale  opera maggiormente il volere umano, il cui compito è accogliere in sé tramite le azioni umane, l’essenza spirituale del mondo esterno, le verità delle leggi del creato e del mondo delle “cose” naturali,  per unirle allo spirito dell’uomo superiore quale frutto futuro di nuove facoltà spirituali. L’anima cosciente è l’essenza, il nocciolo interiore, il sacrario dell’uomo; il bene morale che accoglie dal mondo quando eleva e nobilita le sue inclinazioni negative, fanno si che in lei possa vivere la verità eterna con cui può unirsi spiritualmente con la sua anima superiore. Se l’anima cosciente attraverso un processo di purificazione e di elevazione morale arriva a realizzare in sé l’autocoscienza, l’io umano può risvegliarsi e afferrarsi come “entità autonoma e libera” avente in sé un che di divino entro il quale si rivela la vera natura dell’Io. L’anima cosciente essendo della stessa sostanza astrale del Sé spirituale vive con essa strettamente congiunta, cosicché l’io umano che abbia conseguito l’illuminazione e il risveglio, può ora congiungersi con l’Io superiore che lo ha sempre guidato in tutte le trame del suo destino terreno conseguendo l’eternità dell’anima. Come possiamo vedere, le tre forze animiche umane sono poste tra il bene e il male, questo perché nell’uomo inferiore  operano delle “entità ostili” o di contrasto  che nella terminologia antroposofica, sono chiamati spiriti luciferici, arimanici e asurici, cui l’Io umano terreno deve  imparare a dominare fino a che un giorno, possa addirittura arrivare a redimerle, grazie all’Impulso del Cristo. (Per un maggiore approfondimento di questo tema, leggere i libri  “Teosofia e La Scienza Occulta” – Ed. Antroposofica Milano).

18 – 19   Giove e Venere, non è riferito ai pianeti attuali, ma alle prossime incarnazioni della nostra Terra che passerà  attraverso altri due stati di coscienza cosmici che la Scienza dello Spirito chiama Giove e Venere. (Vedi anche la nota 3 del secondo articolo pubblicato sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima).

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VI

La guerra spirituale nei cieli, dettaglio da Caduta degli angeli ribelli,

di Pieter Bruegel il Vecchio (1562)

«Quando l’uomo entra nella vita terrena, salute, sicurezza, forza e speranza nella vita terrena dipendono da quali forze egli porta con sè dalla vita fra l’ultima morte e la nascita di questa volta. Quali forze abbiamo però potuto prendere là dipende a sua volta da come noi ci siamo comportati nella precedente incarnazione; di quale atteggiamento morale, di quale atteggiamento religioso, o in generale di quale atteggiamento animico ci siamo appropriati. Dobbiamo quindi pensare che noi collaboriamo attivamente con l’elemento spirituale nel quale viviamo fra morte e nuova nascita, e che vi collaboriamo o per il progresso di tutto il genere umano, oppure per la sua distruzione (Vita da morte a nuova nascita O. O.141, pag. 49).

L’esperienza dell’uomo durante la vita da morte a nuova nascita VI

Come si può capire da tutto quello che è stato detto fin ora, ci sono delle Entità spirituali appartenenti a diverse gerarchie divine – umane che non hanno superato il loro gradino di perfezione nei loro eoni precedenti e che quindi restano indietro trasformandosi in esseri luciferici, in spiriti malefici che contrastano gli Dei della giusta evoluzione introducendo così l’impulso del male nell’evoluzione umana. Possiamo ora chiedere, perché Dio permette che questi esseri possano intromettersi nell’evoluzione umana portando quell’impulso malefico cui l’uomo il più delle volte non riesce a sottrarsi dal compiere il male?  Perché Dio permise a Lucifero di entrare nel paradiso e istigare i nostri progenitori umani alla disobbedienza che causò la caduta sul suolo terrestre?  Quale fu la causa originaria che determinò il male nel nostro universo?

Nel libro “Gerarchie Spirituali”, Rudolf Steiner risponde a queste domande dicendo che: «Nel periodo intermedio tra l’evoluzione di Giove e quella di Marte (tra l’antico Sole e l’antica Luna) a un certo numero di entità appartenenti alla sfera delle Virtù [le Dynameis o le divinità che nella Scienza dello Spirito conosciamo come Spiriti del Movimento] fu dato l’ordine, se mi è lecito esprimermi così, “d’intervenire in modo da porre ostacoli al processo evolutivo invece di favorirlo … Questo fatto è quello che abbiamo imparato a conoscere come la lotta nei cieli … Mai potrebbe avvenire [nell’evoluzione cosmica – umana] ciò che deve avverarsi, se la via continuasse a procedere dritta [senza ostacoli]. Mète più alte devono essere raggiunte!» (Ibidem, pag 151). Questa lotta spirituale tra sorelle determinò poi dopo, durante il terzo stato evolutivo di coscienza cosmica dell’antica Luna, una scissione tra gli uomini-angeli che percorrevano il loro gradino umano lunare, di cui alcuni di loro seguirono la via del contrasto istigate da quelle Virtù malefiche che si erano contrapposte alle loro sorelle che erano invece rimaste a un gradino superiore nella sfera solare. Di conseguenza anche quegli uomini-angeli che seguirono le Virtù del contrasto divennero più densi scendendo a un livello evolutivo più basso, diventando così spiriti luciferici, mentre i loro fratelli più evoluti seguirono le Virtù creatrici a un livello superiore più alto, nell’ambito della sfera solare. Rudolf Steiner continua dicendo che: «Tutto ciò fece sì che durante l’evoluzione terrestre vi fossero uomini-angeli più avanzati e altri rimasti indietro. Gli uomini-angeli più avanzati si accostarono all’uomo durante l’Epoca Lemurica, quando questi fu maturo per ricevere il germe dell’Io umano, e rimisero al suo arbitrio il salire subito nei mondi spirituali, non occupandosi più di quanto, dall’epoca lunare, si era frammischiato al corso regolare dell’evoluzione cosmica. Furono gli esseri che allora erano rimasti indietro, e che chiamiamo le entità luciferiche, quelle che vennero a influenzare il corpo astrale dell’uomo (all’Io non potevano accostarsi), e innestarono nel corpo astrale tutte le conseguenze della lotta nei cieli … cui nel corpo astrale umano assunsero un significato diverso; cioè significarono per l’uomo, la possibilità dell’errore e la possibilità di commettere il male. Quando l’uomo ebbe acquistato la possibilità dell’errore e del male, ebbe al tempo stesso anche la possibilità d’innalzarsi per forza propria al di sopra dell’errore e del mal(Ibidem pag. 153).

Occorre qui ricordare che l’origine del male nacque da un comando divino che fu impartito agli Spiriti del Movimento o Virtù, cui non era in loro commettere il male e che a loro volta istigarono una parte della gerarchia angelica a contrastare il volere degli Dei superiori. In tal modo il loro corpo astrale si oscurò divenendo più denso e per questo si abbassarono a un livello inferiore, divenendo in tal modo spiriti luciferici, i quali a loro volta innestarono le loro forze di ribellione nel corpo astrale dell’uomo. Ciò avvenne durante l’Epoca Lemurica del seguente stato di coscienza cosmico o eone terrestre, dove appunto alcuni angeli-uomini luciferici non potendo proseguire la loro evoluzione altrimenti, s’insediarono nel corpo astrale dell’uomo quando questi stava ricevendo il suo Io quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma. Avvenne così che il corpo astrale umano si divise in due parti: di cui una parte più luminosa dove gli Elohim o Potestà fecero fluire una goccia del loro fuoco divino, cioè la nostra Individualità o Io umano superiore, e una parte astrale più oscura (che causò la caduta su di un piano inferiore terrestre), dove fluirono le conseguenze degli spiriti ribelli e dove si ancorarono come parassiti quegli angeli-uomini luciferici rimasti indietro; là dove ancora oggi l’uomo li porta in sé. Dobbiamo però dire che se da una parte questi spiriti del male luciferici, determinarono come conseguenza che anche l’uomo divenisse più oscuro e denso, e quindi scendesse di livello, incarnandosi in un corpo molto più denso di quanto gli Elohim avrebbero voluto, causando con ciò la caduta e il distacco dal consesso divino. Dall’altra però gli diedero la possibilità attraverso il libero arbitrio di compiere il male o il bene, in modo da sviluppare la coscienza autonoma e libera tramite la quale l’uomo può sviluppare forze spirituali superiori a quelle che gli avrebbero permesso i suoi creatori, cosicché volendo, può elevarsi a stati di coscienza superiore, persino al di sopra degli stessi creatori. Riflettendo su questo dramma cosmico divino – umano, possiamo vedere in fondo che l’uomo deve la sua esistenza umana e spirituale a tutte le sfere gerarchiche e persino agli stessi spiriti luciferici i quali, hanno in fondo sacrificato la loro evoluzione superiore alfine che l’uomo potesse rafforzarsi attraverso forze più elevate di quelle che gli avrebbero concesso gli Elohim creatori, cui possono elevarlo oltre lo stato di coscienza del futuro stato di Vulcano.16 Per questo siamo debitori verso quegli spiriti luciferici che ci hanno permesso di emanciparci dai nostri creatori, dandoci la possibilità di diventare un essere autonomo e libero e non un semplice automa, uno specchio cosmico umano in cui potessero rispecchiarsi gli Dei superiori.

Ed è ancora Rudolf Steiner a dirci che l’uomo può sdebitarsi con gli spiriti luciferici, se accoglie liberamente il Cristo in sé, non soltanto però nel corpo astrale tramite un sentimento devoto ma anche nel suo Io. L’io umano deve liberamente decidersi ad accogliere in sé il Cristo, per il fatto che solo con l’aiuto del Cristo può cancellare le qualità negative umane provenienti da Lucifero, cosicché in tal modo, come uomini, liberiamo in noi anche quelle forze luciferiche che dovettero sacrificarsi e scendere a un’evoluzione inferiore, per dare all’uomo la libertà. Le quali per il fatto che non ebbero l’occasione di sperimentare esse stesse sulla terra la forza del Cristo, verrà anche per loro, per opera dell’uomo, la possibilità di conoscerla e di redimersi. E ancora dal libro citato leggiamo: “L’uomo redimerà Lucifero, accogliendo in sé nella maniera voluta, la forza del Cristo. Con ciò l’uomo diverrà a sua volta, più forte di quanto sarebbe stato altrimenti, poiché se l’uomo non avesse ricevuto le forze luciferiche, la forza del Cristo, irradiando, non avrebbe incontrato le forze luciferiche, e all’uomo sarebbe stato impossibile progredire nel bene, nel vero, nella saggezza, nell’alto grado che potrà raggiungere avendo avuto quelle forze avverse da superare” (Ibidem, pag. 160). La forza di redenzione fu portata dal Cristo con l’avvento del Golgotha e il primo a beneficiare fu appunto Lucifero, com’è stato citato nell’articolo precedente, il quale rappresentava appunto sul piano fisico il ladrone sulla croce alla destra del Cristo che pentito dei suoi errori, chiede al Cristo di essere redento, cui il Cristo rispose: «In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso» (Lc 23,43).  Da ciò possiamo desumere che l’uomo ha un altissimo compito nell’ambito dell’evoluzione universale, cui furono necessari che uomini e dèi si sacrificassero alfine che l’umanità potesse arrivare ad altezze spirituali cui nessuna gerarchia divina ha mai ancora raggiunto, e sviluppasse in sé quell’impulso libero introdotto dal Cristo sulla Terra: la massima espressione dell’amore cosmico-umano. Non può esserci amore se non c’è libertà, e, al contrario, non si può essere completamente liberi, se non si è capaci di amare; ciò che può realizzarsi però, solo attraverso la forza del sacrificio. Quel sacrificio che le stesse Virtù creatrici eseguirono come volere divino facendosi serve del male, alfine che l’uomo attraverso il male potesse arrivare a sviluppare il massimo bene; cioè il vero amore. Da ciò possiamo capire che l’evoluzione umana è molto complessa. Essa non si riduce come vuol farci credere la teologia cattolica, che l’uomo nasca, viva una vita che può essere felice o infelice, e alla fine muoia lasciando alla terra il suo cadavere, mentre l’anima entra in una dimensione spirituale alquanto confusa, tra inferno, purgatorio e paradiso, aspettando in modo sognante il giudizio divino alla “fine dei tempi”, con la resurrezione della carne. Ma l’anima non è già stata giudicata da Dio, giacché dopo la morte, la tradizione religiosa popolare crede che viva per secoli e migliaia di anni insieme  agli Angeli e ai santi, in paradiso? 

Questi sono i controsensi umani quando non sanno dare risposte su di un tema antico cui è sempre stato un enigma per la teologia cattolica, la quale dopo il terzo secolo, ha iniziato a creare dogma ed eresie pur di mantenere il potere contro chi pensava diversamente l’evoluzione della vita umana e della vita da morte a nuova nascita. E ancora oggi non è compreso il vero significato esoterico delle lettere di Paolo, interpretando le sue parole sulla fine dei tempi in modo superficiale e non secondo il linguaggio misterico gnostico cui esse furono scritte. Pertanto solo attraverso la conoscenza esoterica rosicruciana è possibile avvicinarsi e accedere alla comprensione spirituale della parusia paoliniana. Non va dimenticato che Paolo di Tarso era un veggente, per cui alcuni tratti dei suoi scritti hanno una terminologia iniziatica accessibile solo a iniziati cristiani che nelle vite precedenti hanno dedicato la loro vita come veri discepoli e servitori del Cristo. Tra il XIX e XX secolo, alcuni di questi discepoli si sono reincarnati come Maestri cristiani-rosacruciani rinnovando il cristianesimo esoterico, dimodoché possa essere compreso da ogni persona (che non abbia in sé alcun pregiudizio bigotto) nel suo aspetto originario, ma in una forma più accessibile ai nostri tempi moderni. È solo grazie alla Scienza dello Spirito o antroposofia, che possiamo avvicinarci agli scritti di Paolo di Tarso e comprenderli nella loro vera essenza spirituale cui egli ricorre spesso nella parusia, dove ci avvisa di essere preparati alla seconda venuta del Cristo in ogni momento in cui riviviamo la nostra vita sul piano fisico in una nuova incarnazione, poiché il Cristo può venire durante una di queste vite e dobbiamo essere pronti a riconoscerlo nel piano spirituale in cui Egli si manifesta. Sappiamo che il Cristo non verrà più sul piano fisico come alcuni movimenti  religiosi credono, così come erroneamente crede il pensiero popolare materialista che possa apparire attraverso le nuvole fisiche del nostro cielo. In realtà secondo la conoscenza cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico, il Cristo è già presente spiritualmente, ma non nel corpo fisico né tantomeno possiamo vederlo apparire attraverso le nuvole del cielo, cui è solo un simbolismo che gli evangelisti e Paolo nascosero accuratamente, aspettando che l’io umano maturasse nel nostro tempo attuale entro il quale si sarebbe potuto avverare la seconda venuta del Cristo.

Oggi il vero cristianesimo rosicruciano a orientamento antroposofico, ci annuncia che il Cristo è presente fin dal principio del primo terzo del XX secolo nella sfera astrale terrestre, cui l’umanità può prepararsi ad accoglierlo e riconoscerlo nella Sua “Veste eterica” nel mondo astrale adiacente alla Terra, se accoglie l’Impulso del Cristo che scaturì dall’evento del Golgotha secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito. Tutti quelli che si prepareranno nel modo giusto attraverso l’Antroposofia, potranno avere un incontro spirituale e riconoscere il Cristo sul piano astrale, il quale sarà presente per circa tremila anni, cui quelli che si preparano potranno incontrarlo durante la loro incarnazione terrena, oppure dopo aver varcato la porta della morte. (VI. Continua)

Collegno,  novembre  2022                                              Antonio  Coscia

Note    Antroposofiche

16 Come spiegato nella nota (3) l’evoluzione umana si svolge attraverso sette stati o eoni di coscienza che sono chiamati dalla Scienza antroposofica, “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove Venere e Vulcano”. Dopo Vulcano l’umanità attraverserà altri cinque stati di coscienza più elevati cui nessun chiaroveggente, per quanto possa essere elevato può seguire con la sua vista spirituale. Alla fine di questi altri cinque stati di coscienza l’uomo divinizzato, come dire, si affaccerà verso un punto del vuoto universale e creerà un nuovo Zodiaco.

Il Paraclito. i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’oriente X

Sukui Nusci Sama il fondatore di Sûkyô Mahikarì

A te farò trasmettere qualcosa che è di maggiore profondità. Lo Spirito di Verità entra nella tua anima … [corpo astrale].

 Farai conoscere ciò che avrai udito da lui. È giunto il tempo del Cielo! Levati, prendi il nome Kòtama “Globo di Luce”!

Alza la mano! Si realizzerà un’epoca di rigore. Goseighen P. 24)

10.4. Il Bosatsu dell’OrienteIV

 Se ricordiamo le parole menzionate  dal Cristo Gesù all’inizio del primo articolo apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima” cui pochi giorni prima  della sua morte sulla croce, promise agli apostoli la venuta del Paraclito o del Consolatore (Gv 16, 12-15), possiamo allora in parte capire l’impulso nuovo di conoscenza spirituale che opera attraverso i Bodhisattva umani. Vale a dire l’impulso dello Spirito Santo22 che opera tramite il nuovo Bodhisattva Maitreya successore del Buddha e i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, i quali formano la loggia dei dodici messaggeri del Cristo, tramite cui opera come loro guida lo Spirito luciferico redento dal Cristo, ossia Lucifero convertito al bene che è portatore della luce di conoscenza del Cristo. Alla saggezza antica dei Maestri lunari che ha operato prima del Cristo attraverso i Bodhisattva super-umani per preparare la discesa dell’Altissimo Spirito del Sole, subentrò con l’evento del Golgotha (tramite l’incarnazione nell’uomo Gesù di Nazareth dello stesso Spirito solare), un nuovo impulso da parte dei Bodhisattva umani che operano come discepoli e fratelli del Cristo tramite la saggezza solare che viene ispirata dallo Spirito Santo, lo spirito luciferico risorto a nuova figura. In altre parole, Lucifero che è diventato il portatore della luce del Cristo. Dobbiamo però sempre tener presente che la vera sostanza della luce spirituale è soltanto il Cristo! Per questo l’Antroposofia può diventare pericolosa, se la conoscenza del nuovo Lucifero non è accompagnata dall’impulso di amore per il Cristo; gli antroposofi devono sempre tener presente quest’aspetto luciferico a cui possono essere tentati nel loro orgoglio di arroganza intellettuale. Poiché come il Cristo ha redento Lucifero23 quale antico fratello cosmico appartenente alla gerarchia degli Spiriti della Saggezza rimasto indietro durante il secondo stato di coscienza o eone cosmico dell’antico Sole24, così l’uomo purificando la sua anima, può a sua volta, purificare l’essere luciferico incorporato nel suo corpo astrale reintegrandolo nella gerarchia angelica. Per cui come occorsero sei Buddha umani per preparare la discesa del Cristo e dell’umanità durante la cacciata dal mondo spirituale, così occorreranno sei Buddha umani per preparare la risalita dell’umanità ai mondi dello Spirito e alla conoscenza di che cos’è il Cristo; ciò che Lui stesso annunciò durante il Suo commiato dagli apostoli cui furono i primi archetipi umani a ricevere il nuovo Spirito di conoscenza durante la Pentecoste ebraica. Giovanni difatti, come diretto testimone cita le parole del Cristo nel suo vangelo: “Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future”; (Gv 16,13). 

Il primo di questi Bodhisattva umani discepolo del Cristo, è come abbiamo già avuto modo di dire il Bodhisattva Maitreya, il quale come spiegato nella nota (1) s’incarna ogni secolo scegliendo gli uomini più adatti che possano sopportare il suo fuoco bodhisattvico in modo da ispirare la sua dottrina di saggezza, per l’arco di cinquemila anni. Dopodiché passati i cinquemila anni, egli sceglierà dei genitori umani attraverso i quali possa esprimere le sue facoltà spirituali cui deve realizzare in sé quale dottrina ispirata attraverso i diversi uomini terrestri, percorrendo il cammino appunto di buddha umano. In questo suo cammino evolutivo buddhico egli sarà ispirato non solo dal suo Angelo e dall’Arcangelo, ma anche da un Archai e alla fine come già citato, da un grande Bodhisattva che lo compenetrerà solo per poco tempo, fino a istillare nell’umanità l’insegnamento della sua dottrina, alfine diventi patrimonio di ogni uomo che si sia già preparato nel nostro quinto periodo di cultura. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama, e userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo di cultura postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro quinto periodo di cultura attuale che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè, verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico quale potenza del logos del nuovo Buddha Maitreya. Per meglio dire, la “parola magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che già da ora imparino a esercitarsi spiritualmente in modo da sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo. Vale a dire che devono esercitarsi a stimolare la ghiandola “Pineale”, la quale rappresenta il primo “Chakra”25 a due petali che l’uomo deve ri-attivare attraverso gli esercizi o altre pratiche spirituali consigliate dai Maestri di saggezza.

Rudolf Steiner nel libro “Iniziazione O.O. 10”, consiglia che prima di tutto venga formato un punto nel centro pituitario della testa, e poi dopo, quando l’allievo abbia imparato a dominare e purificare le brame, i desideri, ecc. del suo corpo astrale, può esercitarsi ad attivare il Chakra a due petali del terzo occhio (Ajna), che nel secondo grado iniziatico antroposofico è lo sviluppo della veggenza immaginativa. Quando poi abbia sviluppato una forte volontà e una buona forza morale può  attivare il Chakra a sedici petali della gola (Vishuddha), che nel terzo grado iniziatico è lo sviluppo della coscienza ispirativa; infine, quando colmo d’amore per il Cristo può cercare di attivare il Chakra a dodici petali del cuore (Anahata), il quale rappresenta il quarto grado26 iniziatico più alto della via antroposofica quale veggenza intuitiva. Tutte le altre pratiche occulte che tendano ad aprire gli altri Chakra non secondo lo schema consigliato da Rudolf Steiner, possono essere dannosi per la salute umana. In modo particolare aprire il settimo Chakra a quattro petali che si trova di sotto la colonna vertebrale chiamato ”Kundalini” (Muladhara), sarebbe molto pericoloso  col  rischio di perdere la vita tra un vortice di fuoco spirituale di cui l’anima verrebbe avvolta e di cui  non  riuscirebbe  più  a dominare se non ha purificato gli altri Chakra, in modo particolare quello della sommità della testa, cioè il loto dai mille petali (Sahaswara).

Rudolf Steiner difatti, nel libro menzionato non fa mai alcun accenno a questi due Chakra complementari, sapendo la pericolosità cui andrebbero incontro i discepoli. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé l’anima cosciente attraverso la fede di un nuovo esoterismo cristiano moderno; un cammino spirituale cui può autoconoscersi e afferrarsi come essere autonomo e libero avente in sé un che di divino, il quale è congiunto a un essere a lui superiore che lo ha sempre diretto, di cui però egli è solo un’immagine rispecchiata. In pratica l’anima cosciente è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano risvegliato, può afferrarsi e riconoscersi come il “dio nell’uomo”. Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive:

«L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di sé stesso, cosi come, per mezzo del corpo astrale raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…).  Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua propria essenza [divino spirituale] (…). Perciò l’io non può essere percepito dall’anima cosciente in altro modo che per mezzo di una attività interiore (…) estraendo dalle sue profondità la sua propria essenza, per poterne acquistare coscienza. Con la percezione dell’io (con l’autoconoscenza) comincia un’attività interiore dell’io (…). La forza che svela l’io nell’anima cosciente è quella stessa che si manifesta ovunque altrove nel mondo; solo nel corpo e nelle parti costitutive inferiori dell’anima essa non appare direttamente, ma si rivela per gradi nei suoi effetti (…). [Questa forza] che penetra come goccia nell’anima cosciente è quello che la scienza occulta chiama spirito. L’anima cosciente si collega così con lo spirito, il quale è la parte nascosta di tutto ciò che è manifesto» (Ibidem pag. 56-57-58).    

Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale, di cui essi sperano appunto che possa realizzarsi nell’ambito dei movimenti spirituali e nelle comunità religiose, la formazione morale e spirituale tramite la conoscenza che vien fatta fluire dai Maestri di saggezza nel nostro quinto periodo di cultura, cosicché le anime siano preparate ad accogliere nel futuro sesto periodo di cultura, la “parola magica” del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che anche i veri antroposofi devono prendere in considerazione, specialmente là dove si studia in comune la Scienza dello Spirito nei gruppi locali, i quali possono diventare come lanterne luminose che rischiarano la notte alle anime anelanti che cercano la via ai mondi dello Spirito cosmico, alfine che l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale per essere utile e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente secondo l’Impulso del Cristo, entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Ciò farà sì che uomini vengano allo stesso tempo preparati ad accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, anche il dono che dall’alto del mondo angelico fluirà nelle loro anime umane come principio pentecostale del Sé spirituale. È a fronte di ciò che il Bodhisattva Maitreya ha ispirato appunto un laico giapponese di nome Yoshikazu Okada (1901-1974), affinché fondasse un’organizzazione exoterica spirituale proveniente dall’Oriente per formare degli uomini futuri che possano accogliere l’insegnamento del nuovo Buddha futuro. Ciò avviene tramite una pratica spirituale di purificazione di 26 punti particolari del corpo umano, la cui vitale importanza è la ricezione della luce spirituale cui ogni membro di questa corrente, è in grado di ricevere e di far fluire attraverso la mano verso la fronte di ogni uomo in direzione appunto della ghiandola pineale, cui è indicata col punto otto (P.8); ne parleremo più avanti.

Di Yoshikazu Okada sappiamo ben poco, sia a riguardo di vite precedenti sia come livello iniziatico raggiunto attraverso il tirocinio di Bosatsu all’inizio della sua chiamata da Dio alfine formasse la corrente sovra religiosa di Sûkyô Mahikarì. Mentre di Rudolf Steiner sappiamo che ha compiuto un cammino iniziatico di altissimo livello spirituale cui va oltre il quarto grado della veggenza intuitiva, cioè egli si elevò fino al sesto grado iniziatico chiamato dalla Scienza dello Spirito “ Unione col Macrocosmo”, ciò che nell’iniziazione antica era rappresentato dal sesto grado iniziatico chiamato eroe solare ed è lo stesso livello cui erano arrivati i discepoli del Cristo nel giorno della Pentecoste con l’Illuminazione dello Spirito Santo; (Atti degli Apostoli cap.2). Sappiamo dalla Scienza dello Spirito che tra le sue vite precedenti, spiccano personaggi di filosofi molto importanti, quali: “Aristotele, Cratilo, Tommaso d’Aquino e infine come Rudolf Steiner. Diversamente di Yoshikazu Okada conosciamo ben poco, sia a riguardo di vite precedenti sia come livello iniziatico appunto raggiunto attraverso il tirocinio di Bosatsu all’inizio del suo risveglio spirituale, cui seguì l’incorporazione del Bodhisattva Maitreya, cioè la chiamata da Dio come riportato nelle pagine del Goseighen (parole sacre). Nel libro “Daiseisciu” (venerabile maestro), si menziona di una sua probabile vita precedente vissuta nel XVI secolo nella grande personalità giapponese di nome Nobunagà capo del potentissimo clan Oda, quale grande generale condottiero del feudo di Owari. Egli nasce il 23 giugno 1534 e muore per sventramento (seppuku) il 21 giugno 1582, tradito dal suo generale samurai Akechi Mitsuhide. Nobunagà contribuì all’unificazione del Giappone, ma non vi riuscì del tutto a causa del tradimento appunto del suo generale sottoposto Mitsuhide che lo costrinse al tradizionale harakiri. Favorì la penetrazione di missionari cattolici gesuiti, anche per limitare l’influenza politica buddhista, tra i quali il gesuita Francesco Saverio che giunse per primo in Giappone nel 1549 per ordine del papa Paolo III (1468 – 1549), costruendo la prima chiesa a Kyoto. Nel libro citato, Sukuinuscisama (Yoshikazu Okada) nel secondo capitolo rivela che un suo antenato da parte del padre, si chiamava Nobunagà Odà, dove egli dice: “Durante il periodo dei feudatari belligeranti, all’epoca in cui viveva l’antenato della mia famiglia che si chiamava Nobunagà Odà, il costruire castelli che servissero a conservare il controllo del territorio costituiva l’obiettivo principale dei “signori della guerra”… Una volta rispondendo a un discepolo, Sukuinuscisama disse: “La mia personalità, è quella di un Nobunagà che si è emendato!” (Ibidem pag. 45-48 e alcuni tratti biografici presi da Wikipedia).

Possiamo dire che ciò che più accomuna queste due grandi Personalità umane è l’aver contribuito a dare un forte impulso all’unificazione del Giappone, sia sul piano politico sia su quello religioso,  trasformando l’anima giapponese così orgogliosa e conservatrice sul piano del suo antico “han feudale” dello shogunato giapponese durato per moltissimi secoli fino alla restaurazione di Meiji (1866-69), ad aprirsi agli altri popoli della Terra attraverso un interscambio della vita sociale culturale-religiosa, e in modo particolare attraverso Yoshikazu Okada (Kòtama Okada) a realizzare l’unificazione di tutte le religioni. Quest’impulso si accentuerà nel corso del XX secolo da parte delle due correnti spirituali, di cui quella del Bodhisattva Maitreya proveniente dall’Oriente che ha ispirato il Bosatsu Kòtama Okada (Sukuinushisama), il fondatore della corrente sovra religiosa di Sûkyô Mahikarì, e l’altra proveniente dall’Occidente da parte del Maestro di saggezza Christian Rosenkreutz, insieme alla collaborazione del Maestro Gesù e di Rudolf Steiner.  Rudolf Steiner in una conferenza del 1911 citata da Sergej O. Prokofieff27 nel suo libro “La nascita dell’esoterismo cristiano del XX secolo”, scrive: “In seguito all’azione comune per tre anni (dal 1910 al 1913) con il Bodhisattva Maitreya sul piano occulto, ebbe luogo un evento importante: la corrente occidentale rosicruciana e la corrente orientale del Maitreya confluirono nella loro essenza. Il grande iniziato cristiano unì definitivamente entrambe le correnti sulla Terra sotto il segno del loro comune servizio per il Cristo eterico. Per cui, a ragione, egli poté dire nel 1911:” La corrente del futuro Maitreya Buddha e la corrente occidentale, che si collega a Christian Rosenkreutz, agiscono insieme27; infatti, da allora, agiscono insieme come pegno per la futura unione dell’occidente con l’oriente (Ibidem pag.97-98). (10.4. continua).  

Collegno, novembre 2022                                                        Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

22    Lo Spirito Santo sappiamo che è un’altissima Entità spirituale cui è parte del terzo principio della Trinità divina, la quale opera attraverso le nove gerarchie spirituali del nostro sistema solare. In modo particolare lo Spirito Santo opera tramite la terza gerarchia delle Archai, Arcangeli e Angeli, ma opera anche nelle gerarchie superiori, cioè i Cherubini e gli Spiriti della Saggezza. Per cui Lucifero essendo stato integrato dal Cristo nella gerarchia degli Spiriti della Saggezza (Kyriotetes), può operare attraverso i Bodhisattva divini, i Bodhisattva umani e i Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, come Spirito Santo; ossia come loro guida, quale tredicesimo della triplice corrente dei dodici Bodhisattva servitori del Cristo.

23    Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del  “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare  il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse secondo la gerarchia cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, che ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane (Satana) l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

24   L’evoluzione umana passa attraverso sette stati o eoni cosmici di coscienza che vanno da “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e vulcano”. L’antico Sole è il secondo stato cosmico evolutivo della nostra Terra (cioè, tutto il nostro sistema solare), dove l’uomo era costituito solo da un corpo di calore (Fantoma) e da un corpo eterico ancora imperfetto.

25 Come sappiamo l’uomo ha sette centri energetici che s’integrano con l’energia universale  eterico – astrale che sono chiamati chakra o ruote, la cui controparte fisica è situata in tutto il corpo umano come sistema ghiandolare. Nel capo sono presenti come ghiandole ipofisi ed epifisi, nella gola come tiroide, nel petto come timo, nell’addome il pancreas, nella base sacrale i testicoli e l’ovaia e in ultimo, tra l’ano e il pube corrispondono le ghiandole surrenali. Questi sette chakra o ruote energetiche sono situate sia nella parte dietro sia in quella davanti del corpo umano, di cui i sette chakra della parte di dietro l’Io superiore li ha già aperti in modo incosciente durante l’epoca Lemurica e i primi periodi dell’epoca Atlantica. Ora l’uomo nella sua evoluzione dell’anima cosciente, può risvegliarli attraverso dei particolari esercizi e aprire la sua controparte davanti, quello della fronte, ossia il terzo occhio, oppure aspettare che si apra normalmente nel corso dell’evoluzione dell’anima cosciente che durerà ancora per circa 1500 anni.

26      Nella disciplina esoterica antroposofica si conoscono sette scalini o gradi iniziatici che corrispondono a sette stati di coscienza, i quali sono:

1 – Lo studio della scienza dello spirito o Antroposofia.

2 – L’acquisizione della conoscenza immaginativa (mondo Astrale).

3 – La lettura della scrittura occulta (corrispondente all’ispirazione).

4 – L’inserimento nell’ambiente spirituale (corrispondente all’intuizione).

5 – La conoscenza dei rapporti fra microcosmo e macrocosmo.

6 – L’unione col macrocosmo.

7 – Lo sperimentare come stato complessivo le esperienze precedenti, vissute come stato                 fondamentale dell’anima, (beatitudine in Dio).

27    Sergej O. Prokofieff è stato uno dei migliori allievi e discepolo di Rudolf Steiner, in gioventù incontra l’Antroposofia e decide di dedicare a essa la maggior parte della sua vita per la divulgazione del cristianesimo-rosicruciano a orientamento antroposofico. Egli nacque il 16 gennaio del 1954 in Russia a Mosca ed è morto il 26 luglio del 2014 in Svizzera a Dornach. Ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca e per molti anni ha svolto un’intensissima attività di scrittore e conferenziere in tutto il mondo. Dalla Pasqua del 2001 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum di Dornach in Svizzera.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente IX

Interno della Chiesa di Giovanni (Johannes-Kirche) della Comunità dei Cristiani di Dresda.

“Le idee sono per l’Antroposofia i recipienti d’amore nei quali vien fatto entrare dai mondi spirituali, in modo spirituale, l’essere umano. Attraverso l’Antroposofia deve risplendere, avvolta da pensieri pieni d’amore, la luce della vera umanità. La conoscenza è solo la forma di come attraverso l’uomo deve venir data la possibilità che il vero spirito proveniente dalle lontananze del mondo si raccolga in cuori umani, affinchépossa illuminare i pensieri dai cuori stessi. E poiché l’Antroposofia può venir compresa solo dall’amore, essa è creatrice d’amore, quando venga compresa nella sua vera natura … Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo”.  Rudolf  Steiner, (Stoccarda 23 gennaio 1923).

9.4. Il Bosatsu dell’Oriente IV

Il Bodhisattva Maitreya come abbiamo citato si è manifestato nel XX secolo nel mondo occidentale attraverso Rudolf Steiner il Maestro e fondatore della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, incorporandosi nel suo corpo astrale per circa un settennio attraverso il quale come abbiamo visto è fluito un nuovo impulso dei misteri iniziatici e quale rinnovamento del cristianesimo esoterico moderno, cui è accessibile a qualsiasi persona di buona volontà che aneli nel suo cuore l’incontro col Cristo.  Occorre però dire che la via spirituale esoterica della Scienza dello Spirito o antroposofia, non è così semplice come quello della pratica religiosa dove basta sforzarsi di rispettare i sette sacramenti cristiani e partecipare al culto sacramentale dell’eucarestia domenicale. L’Antroposofia richiede l’impegno costante di dedizione allo studio della Scienza dello Spirito, alla meditazione e alla riflessione sul nostro operare di ogni giorno nel metterci nella giusta relazione con gli altri, ossia cercare di vivere la nostra quotidianità nella consapevolezza del nostro karma. Possiamo certamente accogliere l’Antroposofia inizialmente attraverso l’impulso interiore del nostro cuore, cioè, anelando con amore lo spirito della conoscenza in modo di capire la nostra esistenza su questo piano fisico, dando così un significato nuovo alla nostra vita a volte così complicata nelle sue prove di dolore, di sofferenza ecc., cui molto spesso non fanno che aumentare il nostro egoismo di chiuderci in noi stessi. Dobbiamo però poi dopo, impegnarci sempre più a fondo nello studio dei concetti antroposofici che possiamo apprendere solo attraverso lo studio della Scienza dello Spirito tramite le diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner in diverse parti del mondo occidentale, e raccolte nell’Opera Omnia dall’Editrice Antroposofica di Dornach (Svizzera) e tradotti dalla nostra Editrice Antroposofica di Milano. Si tratta di 6000 conferenze raccolte nei diversi volumi dell’O.O. e che non sono ancora state del tutto pubblicate in italiano. A fianco della Società Antroposofica Universale, esiste la corrente religiosa della “Comunità dei Cristiani” (Christengemeinschaft), la quale non ha nulla a che vedere con il movimento antroposofico di Dornach, ma è come dire figlia dell’Antroposofia,  per il fatto che nacque dall’impulso di pastori protestanti su consiglio di Rudolf Steiner. Quando dei pastori protestanti chiesero a Rudolf Steiner dei consigli su come  rinnovare  il culto cattolico in quanto non corrispondeva più alla loro esigenza interiore del vero impulso cristiano, egli acconsentì volentieri dando loro dei consigli collaborando così alla nascita della corrente religiosa della Comunità dei Cristiani fondata nel 1922 a Dornach, in Svizzera, da un gruppo di 45 teologi ecumenisti per lo più giovanissimi, sotto la guida del pastore protestante Friedrich Rittelmeyer (1872–1938), e di uno dei suoi più ferventi seguaci, Emil Bock (1895–1959).

Rudolf Steiner, tenne comunque a escludere con fermezza qualunque legame ufficiale con l’organizzazione antroposofica dove in alcune conferenze egli chiarisce il rapporto della Comunità dei Cristiani col movimento antroposofico:

«Ciò che ho donato a queste personalità non ha nulla a che fare col movimento antroposofico. L’ho dato loro come privato cittadino, e l’ho fatto in un modo tale da sottolineare con la necessaria determinazione che la corrente antroposofica non deve avere nulla a che fare con questo movimento di rinnovamento religioso; ma che soprattutto non sono il fondatore di questo movimento … È un movimento che è nato da se stesso, e da me ha ricevuto dei consigli perché se qualcuno chiede legittimamente un consiglio in qualsiasi settore, è un dovere umano poterlo concedere» (“La relazione del mondo delle stelle con gli umani, e degli umani con le stelle, da alcuni appunti per due conferenze tenute a Dornach il 29 e il 31 dicembre 1922, Opera Omnia n. 219 di Rudolf Steiner.

Nonostante però la chiarificazione di Rudolf Steiner nei riguardi di questo movimento religioso, alcuni antroposofi partecipano lo stesso al culto della Comunità dei Cristiani, per il fatto che non riescono ancora a superare il bisogno del culto eucaristico cristiano che non trovano nella Scienza dello Spirito; ciò è dovuto al fatto secondo cui si può pensare che l’Antroposofia non è ancora stata compresa nella sua vera essenza divina spirituale. Se leggiamo attentamente il libro “Formazione di Comunità” O.O. 257, Rudolf Steiner spiega dettagliatamente che ogni volta che antroposofi si riuniscono insieme per studiare o dialogare su contenuti antroposofici, compiono insieme un atto cultico rovesciato quando in loro c’è la consapevolezza e l’atteggiamento devoto nel considerare i concetti antroposofici dei pensieri divini fluiti dal mondo spirituale. Egli continua dicendo che possiamo ottenere quest’atteggiamento devoto quando la nostra consapevolezza ci esorta a passare con riverenza la porta del locale che, per quanto profano, sarà santificato dalle letture antroposofiche che si tengono in comune (Ibidem pag. 106). Ciò può accadere se crediamo fermamente a quello che Rudolf Steiner afferma in questo libro, laddove egli dice che:

”Ogni parola antroposofica è in fondo, se pronunciata nel senso giusto, una preghiera, una preghiera devota: la preghiera che lo spirito possa discendere nell’uomo” (Ibidem pag.13).

E più avanti a pag. 106-107, leggiamo:

“Come nelle forme di culto che si svolgono nel mondo sono presenti in modo sensibile le forze divine, così dobbiamo imparare a suscitare con le nostre anime, con i nostri cuori e mediante la nostra concezione animica, la presenza soprasensibile di una reale entità spirituale nell’ambiente in cui risuona la parola antroposofica; dobbiamo saper dirigere il nostro discorso, il nostro sentimento, il nostro pensiero, i nostri impulsi volitivi in senso spirituale, cioè non in qualunque senso astratto, ma avendo la sensazione che ci guardi e ci ascolti un essere che si libra sopra di noi, spiritualmente presente” (Ibidem).

Il compito di Rudolf Steiner non era quello di creare una nuova religione ma piuttosto quello di unificare le religioni, facendo comprendere attraverso la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia, l’Essenza spirituale che accomuna tutte le religioni la cui origine e verità ha un nome solo: “L’Io Sono l’Io Sono”, cioè il Cristo, il grande Spirito del Sole, il quale ha sempre operato attraverso i Suoi messaggeri appartenenti alla seconda e terza gerarchia spirituale e ai diversi Bodhisattva umani che si sono manifestati attraverso tutti i popoli della Terra, da cui sono derivate le diverse religioni. Questo compito sarà ripreso stranamente circa mezzo secolo dopo da un laico giapponese di nome Yoshikazu Okada, il quale dirà che dopo aver avuto una febbre altissima per diversi giorni riceve alle cinque del mattino del suo compleanno cioè il 27 febbraio del 1959, una rivelazione divina concernente il compito di fondare un’organizzazione spirituale che possa aiutare l’umanità a superare il battesimo del fuoco spirituale che sta per manifestarsi nell’ambito terrestre nei riguardi delle anime umane a causa delle loro impurità e del troppo materialismo dilagante sempre più sulla Terra. Secondo la Scienza dello Spirito il Bodhisattva Maitreya s’incorpora ogni secolo in un uomo tra i più evoluti cui egli possa manifestare la sua Dottrina, per cui essendosi incorporato in Rudolf Steiner nel XX secolo, la sua venuta sarebbe dovuta avvenire nel XXI secolo. Forse possiamo attribuire questa incorporazione per così dire precoce, al motivo che Rudolf Steiner nelle sue conferenze cita un’eventuale incarnazione (o incorporazione) di Arimane sul piano fisico entro il primo terzo del XXI secolo. Per questo forse il Bodhisattva Maitreya ha anticipato la sua venuta nel XX secolo in modo da preparare l’umanità a prepararsi per la sua venuta sul piano fisico nel primo terzo del quarto millennio, cioè fra circa tremila anni secondo la Scienza dello Spirito e fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, secondo la corrente spirituale religiosa del Maitreya fondata da Yoshikazu Okada. E inoltre per il secondo motivo che ci rivela Rudolf Steiner, ed è la venuta appunto di Arimane nel primo terzo del XXI secolo, cui egli rivela che gli uomini saranno tentati dal potere arimanico la cui forza seduttrice sarà talmente forte che riuscirà a confondere e fare adepti anche tra uomini iniziati altamente evoluti.

Quel mattino del 27 di febbraio Yoshikazu dopo essere passato attraverso diversi giorni di febbre incosciente, quasi come una ripetizione di un rituale antico iniziatico quando Jahvè tramite la “Bat Kol” ebraica, ossia la voce del cielo o l’antica Sapienza salomonica ispirava i Profeti, ora la voce divina ispirava Yoshikazu a levarsi in piedi e prendere il nome di “Kôtama” (globo di luce) con la missione di:

  • Aiutare l’umanità a superare il battesimo del fuoco spirituale dell’Epoca luminosa che è iniziata alla fine del 1899, cioè il Dvpara Yuga che sostituisce l’Epoca oscura del Kali Yuga.
  • Unificare le religioni attuali facendo capire che sono nate in momenti e luoghi diversi da una stessa origine spirituale.
  • Costruire un Tempio Mondiale, dove gli uomini dei cinque colori possano unirsi per pregare Dio SU, il creatore dell’umanità che potrà scendere e abitare in mezzo a loro.

Come possiamo vedere sono tre aspetti simili che è possibile approfondire tramite la conoscenza esoterica cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofica, ispirati a Rudolf Steiner dal Bodhisattva Maitreya, ma che nella corrente religiosa di  Sûkyô Mahikari21 fondata da Yoshikazu Okada sono appena accennati, in quanto il suo contenuto esoterico richiede un maggiore impegno primario di studio nell’approfondimento della conoscenza antroposofica; al contrario nel movimento religioso di  Sûkyô Mahikari, la conoscenza è secondaria nei rispetti della pratica di purificazione (Okiyome) che va posta al primo posto, in quanto la missione del fondatore di Mahikarì era piuttosto quello di aiutare l’umanità a superare il “Battesimo di Fuoco” spirituale, dovuto al suo cadere troppo in basso nel suo egoismo individuale quale causa dello sviluppo del materialismo scientifico.  A questo punto è lecito chiedere chi è Yoshikazu Okada, e perché fra tutte le nuove religioni sorte nel XX secolo in Giappone, è quella che maggiormente è riuscita a espandersi in tutto il continente terrestre?  (9.4. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note antroposofiche

21       Sûkyô Mahikari è una corrente spirituale che in Giappone fa parte di tutte quelle nuove religioni apparse nel Giappone dopo la sconfitta da parte dell’America cui furono obbligati alla resa tramite la devastazione delle bombe nucleari fatte precipitare su Hiroshima e Nagasaki  che determinarono  la fine dell’imperialismo giapponese con la destituzione di Hirohito  quale monarca divino a semplice uomo dello  stato del Giappone. In Italia come in altri paesi occidentali in cui si è divulgato, esso assume invece l’aspetto di movimento spirituale sovra-religioso, ossia che il suo insegnamento è universale in quanto assume in sé la sintesi di tutte le religioni attuali. Il  fondatore Sukui Nusci Sama (Yoshikazu Okada) similmente a un Profeta ebraico ebbe una rivelazione dal mondo spirituale nel 1959 col compito di uniformare le religioni attuali sotto l’«egida» di un unico Dio: «Mioya Moto Su Mahikari Oomikami (Dio, origine della Luce di Verità), oppure semplicemente “Dio Su”». Ha avuto il compito di costruire un «Tempio Mondiale» dove possano unirsi i rappresentanti di tutti gli uomini attuali appartenenti a qualsiasi razza, e a qualsiasi ceto sociale, per creare una nuova fratellanza e una comunità universale che si fonda su dei principi morali divini, tramite il quale ognuno possa riconoscersi come individuo umano avente in sé un che di divino e figlio di un unico Dio Creatore. Come terzo compito, inoltre, ebbe quello di aiutare l’umanità attuale caduta troppo nel materialismo, a prendere coscienza del suo stato originario divino, attraverso la purificazione dell’anima tramite una pratica spirituale divina, cosicché ognuno prenda coscienza e possa compensare il proprio karma negativo sia di questa, sia delle vite passate, operando con altruismo e dedizione al mondo spirituale per la salvezza e l’elevazione degli altri uomini.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente VIII

Mosè davanti al roveto ardente – Arnold Friberg

«Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto.  Avrai così quanto hai chiesto al Signore, tuo Dio, sull’Oreb, il giorno dell’assemblea, dicendo: «Che io non oda più la voce del Signore, mio Dio, e non veda più questo grande fuoco, perché non muoia».   Il Signore mi rispose: «Quello che hanno detto, va bene.   Io susciterò loro un profeta in mezzo ai loro fratelli e gli porrò in bocca le mie parole ed egli dirà loro quanto io gli comanderò» (Dt 18,15-19). 

8.3. Il Bosatsu dell’Oriente III

Abbiamo detto che le verità antiche che erano conquistate dagli Adepti nei Templi dei Misteri attraverso il sonno ipnotico da parte dello Ierofante cui li guidava nel mondo spirituale all’incontro con lo Spirito del Sole in modo sognante, si presentano oggi in una forma diversa di come esse si accoglievano nei luoghi misteriosofici. Questo cambiamento avvenne già durante il Battesimo di Giovanni nel Giordano quando lo Spirito sublime del Sole, la massima Entità del nostro universo stellare che chiamiamo Cristo, il cui vero nome è l’Io Sono l’Io Sono, s’incorporò in uno dei Suoi più grandi discepoli di nome Zarathustra, allora incarnatosi come Gesù di Nazareth. Egli mise in luce i segreti iniziatici che avvenivano di nascosto nel Tempio ebraico con il risveglio di Lazzaro che era morto da tre giorni, ossia il tempo che nel mistero iniziatico l’anima veniva tratta fuori dal corpo tramite un atto come dire ipnotico dello Ierofante, cui l’iniziando in modo sognante andava incontro allo Spirito del Sole da cui veniva illuminato da saggezza divina. Questo rito iniziatico diventò superfluo e pericoloso in quanto l’anima umana andava modificandosi con l’avvento del Cristo sulla Terra, poiché lo Spirito del Sole si era come dire trasferito sulla Terra e manifestato nel popolo israelita tramite Gesù di Nazareth. Come sappiamo Egli venne crocefisso perché aveva violato le leggi iniziatiche occulte del Tempio, per cui i sacerdoti sadducei e farisei decisero con la complicità dei romani di eseguire la condanna a morte. Difatti l’improvvisa malattia e morte di Lazzaro, non fu altro che un pretesto, per dare al Cristo il modo di mettere fine a una pratica antica iniziatica che non era più adeguata ai tempi nuovi futuri, in cui l’io umano dopo la discesa del Dio solare sulla Terra, si sarebbe evoluto sempre più come personalità umana libera e autonoma svincolandosi di conseguenza, dai ceppi dell’anima di gruppo del popolo di appartenenza. La legge yahvetica lunare dell’occhio per occhio, dente per dente, ecc. doveva lasciare il posto alla legge solare dell’amore e del perdono. Il Dio lunare Jehovah doveva lasciare il posto al Dio solare disceso sulla Terra, all’Io Sono l’Io Sono che occultamente, aveva sempre operato e ispirato Jahvè e i Profeti antichi ebraici. L’iniziando non aveva più bisogno ormai di morire durante il sonno del tempio per incontrare il Dio solare, in quanto Egli non stava più nella sfera del Sole, giacché come menzionato, aveva già da tempo intrapreso la discesa da infinite altezze della sfera divina della “Parola cosmica” per venire in soccorso dell’umanità sofferente. Egli passando attraverso le porte spirituali stellari dovette lasciare le Sue forze macrocosmiche nella sfera stellare superiore del nostro Sole, affinché potesse entrare con le Sue forze cosmiche nella sfera planetaria inferiore del nostro Sole, dove venne conosciuto da popoli diversi con diversi nomi, di cui in ultimo nel popolo ebraico col tetragramma sacro YHWH, ossia Yahveh o Geova italianizzato. Rudolf Steiner rivela che il Cristo per unirsi all’uomo Gesù di Nazareth doveva prima spogliarsi di tutte le Sue forze macrocosmiche e cosmiche planetarie, in modo da poter penetrare in un angusto corpo fisico di un uomo, anche se in un uomo tra i più evoluti e perfetti della nostra Terra. Per potersi manifestare nell’ambito terrestre tramite un essere umano, il Cristo dové spogliarsi delle Sue forze superiori in modo da potersi unire all’anima umana di Gesù di Nazareth, cioè col suo corpo eterico, astrale e con il suo Io umano celeste non corrotto dalle forze luciferiche. Non deve meravigliarci che il Cristo si spogli delle Sue facoltà spirituali superiori per entrare nel mondo planetario, poiché essendo Egli costituito di altissime forze spirituali trinitarie, non potrebbero essere sopportate dalle gerarchie spirituali inferiori, né tantomeno dalle anime umane.

Ritornando all’iniziazione pubblica di Lazzaro la quale aveva indignato non di poco i sacerdoti sadducei e farisei ebrei, per il fatto che il Cristo come citato, aveva svelato i misteri della morte mistica del Tempio cui era stato come tradire i misteri antichi ebraici del tempio e, per questo fu decretato che fosse messo a morte. Ciò favorì maggiormente quello che era già in atto fin dall’occupazione di Alessandro il Macedone e poi dopo dall’occupazione dei romani,  cioè la decadenza e la fine dei misteri ebraici antichi, cui il Cristo col Suo gesto mise fine del tutto al potere sacerdotale ebraico. Egli diede poco dopo, un nuovo impulso alla via dei misteri iniziatici, quando durante i Suoi quaranta giorni dopo la morte, aveva chiamato, Pietro e Giovanni, affidando loro la missione di guida dei nuovi impulsi del nascente cristianesimo. Aveva perciò preso in disparte Pietro, come accennato, chiedendogli per tre volte di proteggere gli “agnelli e le pecorelle” (Gv 21, 15-21), ossia gli affidò la via che possono percorrere maggiormente quelle anime che hanno bisogno di un’istituzione religiosa che li guidi per mano fino a che non diventino uomini e imparino a camminare da soli. Mentre come abbiamo visto a Giovanni che li seguiva a distanza, affidò un compito più difficile, ossia quello di preparare la via dei misteri sofianici, cui saranno realizzati soltanto nella prossima sesta epoca di cultura chiamata nell’Apocalisse di Giovanni “Filadelfia” (Apocalisse 3,7-13). È la via esoterica cui possono percorrere uomini più maturi che decidano liberamente di lavorare spiritualmente e attivamente su se stessi per il bene dell’umanità, purificando e trasformando la loro anima inferiore elevandola attraverso un giusto sviluppo tra pensare, sentire e volere, a un’esistenza superiore del secondo gradino iniziatico della coscienza veggente per immagini. Questa corrente esoterica sofianica di Giovanni percorrerà difatti, una via diversa da quella più semplice exoterica di Pietro che appunto andrà sviluppandosi nell’arco di XIX secoli come cristianesimo-cattolico pietrino. Grazie al fatto che l’imperatore Costantino il Grande, divenuto cristiano tramite un sogno rivelatore decretò il cristianesimo come religione di Stato fino a raggiungere la massima espressione di potere regale, dove il papa Pio IX divenne re-sacerdote dello Stato Pontificio del Vaticano e di alcune delle più importanti città italiane, per circa trentadue anni, terminando nel 1861. Da allora il declino della chiesa è sempre divenuto più evidente coi suoi scandali di pedofilia, Istituti bancari, ecc., per cui il destino di questa corrente religiosa pietrina che doveva già terminare il suo compito nel XV secolo, cioè dopo la nascita dell’anima cosciente, stando alle previsioni di Rudolf Steiner dovrebbe terminare entro il primo terzo del nostro quinto periodo di cultura, ovverosia con la fine della reggenza di Michele verso la fine del 2250-300 circa. Ciò però potrà avvenire se una maggior parte di uomini si risveglierà spiritualmente e decideranno di percorrere la via verso la propria autocoscienza, vale a dire che decidano di percorrere una via spirituale cristiana – rosicruciana che li aiuti a risvegliare nel proprio intimo, una religiosità libera da dogma e realizzare attraverso il superamento del proprio egoismo, la coscienza morale, quale facoltà interiore per il giusto sviluppo dell’anima cosciente.  Se ciò non avverrà, la maggior parte degli uomini, grazie ai dogmi della Chiesa cattolica nei riguardi della non credenza nella reincarnazione, nella legge karmica e nell’esistenza dello spirito nell’uomo, resteranno come dire, involuti, prigionieri di se stessi nella loro anima razionale. In tal caso il vero cristianesimo per questi uomini sarà soffocato e con esso la coscienza interiore del Cristo che non potrà essere risvegliata in loro dal profondo della loro anima dove dal XIX secolo si è trasferita quale conseguenza della morte per soffocamento nel mondo astrale della coscienza del Cristo, cui era custode l’anima natanica o adamitica fin dal suo risveglio del Cristo dopo la sua morte sulla croce del Golgotha. Il Cristo nel XIX secolo è intervenuto in aiuto dell’anima natanica liberandola dal soffocamento della coscienza cristica, la cui conseguenza è da ricercarsi dal forte materialismo introdotto da diverse anime umane dopo la loro morte nel mondo astrale adiacente alla Terra, durante i secoli XVI-XVIII, cui il Cristo risvegliò questa volta, l’anima, natanica nel Sé spirituale. Secondo una regola spirituale ciò che muore sul piano astrale avviene un risveglio nel piano fisico, di conseguenza il risveglio della coscienza del Cristo che era stata soffocata sul piano astrale, si trasferì a livello inconscio sul piano fisico terreno nelle anime umane, cioè sotto la soglia della coscienza umana. Pertanto, ogni uomo deve a sua volta risvegliare questa coscienza del Cristo in sé, per avere un incontro con Lui, col Cristo eterico sul piano astrale (vedi: La seconda venuta del Cristo sulle “nuvole del cielo” – Pensieri Antroposofici dell’Anima).

Se dunque gli uomini non si risveglieranno spiritualmente continuando a sottostare alle credenze dogmatiche del cattolicesimo romano, la teologia cattolica perpetuerà il suo potere gesuitico fino alla fine della quinta Epoca Postatlantica. In questo modo offrirà la possibilità alle potenze del male di dominare la volontà umana sottomettendola ai loro scopi oscuri nel cercare di distruggere l’io umano, cosicché l’evoluzione umana venga fermata e l’uomo non possa giungere alla sua meta divina. Un’altra conseguenza potrà essere quella per cui l’anima razionale invece di evolversi spiritualmente elevandosi verso i mondi dello spirito cosmico trasformando il pensiero razionale – intellettivo in pensiero intellettivo – veggente, partorirà simile a un aborto, ossia in modo imperfetto il “Figlio dell’uomo”, cioè l’anima cosciente che come conseguenza, risveglierà in sé l’antica veggenza ottusa che l’umanità possedeva come retaggio antico divino. Questo farà sì che mentre con lo sviluppo normale dell’anima cosciente l’uomo avrebbe conseguito una nuova facoltà superiore cosciente, quale pensiero intellettivo – veggente che gli avrebbe dato la possibilità di rapportarsi in modo armonico con le entità divine delle gerarchie spirituali superiori, al contrario lo sviluppo anormale luciferico – arimanico di questa parte superiore dell’anima, farà sì che gli uomini confonderanno i mondi luminosi luciferici con i mondi spirituali divini celesti; con le dovute conseguenze sul piano fisico-animico umano. Affinché ciò sia evitato in ogni secolo scende dall’alto del mondo spirituale uno dei dodici Bodhisattva, il Paraclito promesso dal Cristo, per guidare le anime alla conoscenza del Cristo e del vero impulso cristiano. Come spiegato negli articoli precedenti, il nuovo Bodhisattva successore del Buddha Gautama, il Bodhisattva Maitreya, si è incorporato per la prima volta in Jeshu ben Pandira il Maestro degli Esseni. Rudolf Steiner ne dà notizie di Jeshu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123, dove viene menzionato come la guida della corrente degli Esseni, i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeshu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeshu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia con il quale entrò in contrasto, ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeshu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del Bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: “Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda”. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù20, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo. Come citato il Bodhisattva Maitreya, s’incorporò nel corpo astrale di Rudolf Steiner per diversi anni ispirandolo sui nuovi misteri cristiani e sulla seconda venuta del Cristo in “Veste eterica”, inoltre, in modo particolare, sulla “legge della reincarnazione e del karma umano” cui Rudolf Steiner poté esporre solo alcune conferenze per il fatto che tutto subito non venne compreso dagli antroposofi di allora; occorsero circa 21 anni prima che Rudolf Steiner potesse dare un chiarimento completo sul karma in sei volumi dell’Opera Omnia, col titolo: “Considerazioni Esoteriche su Nessi karmici”; ed. Antroposofica Milano. (8.3. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note Antroposofiche

20     Nel Vangelo antroposofico di Luca O.O. 114, Rudolf Steiner rivela il mistero di due bambini Gesù nati alcuni mesi uno dall’altro, di cui quello descritto nel vangelo di Matteo che usa una genealogia discendente regale che va dal Re Davide a suo figlio il re Salomone, fino a Gesù. Nel vangelo di Luca invece, abbiamo una linea sacerdotale ascendente che va da Gesù fino al sacerdote Nathan figlio del re Davide. Queste due linee furono necessarie per preparare un uomo che fosse in grado di accogliere in sé il grande Spirito solare senza per questo morire bruciato dal fuoco creatore dello Spirito cosmico. Difatti Gesù di Nazareth nonostante la sua purezza resistette per tre anni, fino a quando il suo corpo era divenuto polvere cui  il Cristo tenne insieme fino al sacrificio della croce del Golgotha. (Vedi Pensieri Antroposofici dell’Anima, I due bambini Gesù quale corrente messianica di Melchisedec – Pensieri Antroposofici dell’Anima.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’oriente VII

Rudolf Steiner, il 5° sigillo apocalittico, nell’esecuzione di Clara Rettich (1907)18
 

«Nel cielo apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava giù un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra» (Ap 12,1-4).

7.1. Il Bosatsu dell’Oriente I

Le verità antiche che si accoglievamo nei luoghi dei misteri del “Tempio” non cambiano nel passare da una civiltà all’altra; essi sono sempre le stesse nel loro significato essenziale spirituale profondo. Ciò che cambia è la forma con cui si manifestano nei periodi di civiltà seguenti, perché il pensiero e l’Io umano, si evolvono a stati di coscienza superiori, per cui le verità assumono di conseguenza durante l’arco evolutivo di un nuovo periodo di cultura, la forma attraverso cui possono essere comprese secondo lo sviluppo appunto del pensiero e delle facoltà intellettuali che sono affluite nell’anima umana tramite le guide dell’umanità. Il pensiero umano prima dell’ottavo secolo difatti, non era ancora così forte e chiaro com’è oggi percepito attraverso l’intelletto umano; l’uomo avvertiva i pensieri come una sorta d’immagini venirgli dal divino che pensava in lui, percependoli in modo sognante attraverso il cuore, poiché il pensiero concettuale attuale moderno, non si era ancora formato. Questo durò fin quasi alla fine dell’ottavo secolo, cioè quando secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, gli Spiriti della Forma o Potestà lasciarono il posto o la guida degli uomini agli Spiriti della Personalità o Archai come nuovi dirigenti dello sviluppo dell’evoluzione umana. Pertanto, la nuova direzione divina diresse i pensieri nel capo umano, cosicché dall’ottavo secolo in poi l’uomo cominciò a percepire i pensieri nel suo capo o meglio tramite il suo intelletto umano. Questo cambiamento nasce con l’evento del Golgotha attraverso la nascita e lo sviluppo dell’Impulso del Cristo19 e della coscienza dell’io quale avvento della morte e resurrezione del Cristo Gesù nell’anima umana, dapprima nell’anima razionale e poi dopo, dall’anno 1413 in poi, con l’inizio dell’anima cosciente si fortifica con lo sviluppo poco dopo della rivoluzione copernicana e scientifica circa la metà del XVI secolo, cui l’uomo percepisce il pensiero e la coscienza dell’io sempre più forte entro se stesso. Questo diede una svolta all’evoluzione del pensiero, cui portò che alcune anime più evolute della cultura filosofica – religiosa occidentale cominciarono ad affrancarsi dal potere dogmatico ecclesiastico della Chiesa cattolica romana, a volte anche col sacrificio della propria vita (vedi Giordano Bruno), cosicché il loro esempio diede una svolta allo sviluppo e all’elevazione della coscienza dell’io assumendo una maggiore consapevolezza e chiarezza del pensiero che divenne nei secoli XVII-XIX, più libero e autonomo ma anche più materialista e di conseguenza più egoista, mettendo in serio pericolo l’evoluzione della meta divina umana. Nell’epoca moderna l’egoismo ha ormai raggiunto un livello quasi smisurato, ciò lo possiamo costatare dagli atteggiamenti di scarso buon senso da parte delle guide che operano nel mondo moderno, ossia dalle istituzioni politiche, religiose ed economiche, e dalla nascita di correnti individualiste, nazionaliste e sovraniste, da cui nasce un nuovo razzismo nei confronti di chi è diverso. Per questo occorre al mondo occidentale una nuova rivelazione che possa sollevare la coscienza umana a un risveglio spirituale dimodoché, l’uomo prenda coscienza dell’esistenza del proprio karma e della legge della reincarnazione, senza di cui l’evoluzione umana correrebbe un grave pericolo in quanto che come conseguenza dell’egoismo individuale, l’io umano tenderebbe a terrestrizzarsi fino a staccarsi completamente dagli Dei della giusta evoluzione e dalla sua origine divina. Perciò nel XX secolo il nuovo Paracleto, il Bodhisattva Maitreya, si è manifestato nel 1902 attraverso Rudolf Steiner il fondatore dell’Antroposofia per oltre un settennio, tramite il quale ha rivelato all’umanità, una nuova forma di saggezza. Una nuova forma di verità accessibile a ogni cuore e pensiero umano che sappia aprirsi con fiducia al nuovo Maestro dell’umanità, accogliendo con la sana ragione senza dogmatismo né preconcetto, i nuovi misteri esoterici del cristianesimo, tramite i quali l’umanità viene introdotta nel significato dell’evento del Golgotha e della morte e resurrezione del Cristo, infine nella seconda venuta del Cristo eterico.

 Rudolf Steiner durante gli anni in cui fu segretario generale della Società Teosofica di Berlino, fu scelto dal Bodhisattva Maitreya alfine che lo aiutasse nella sua missione di Maestro dell’umanità poiché non esisteva nel mondo occidentale un uomo adatto che potesse accogliere nel corpo astrale le forze sovrumane del Bodhisattva Maitreya. Rudolf Steiner con grande sacrificio offrì la sua interiorità animica dietro la richiesta di alcuni Maestri guida del cristianesimo-rosicruciano alfine di essere compenetrato nel corpo astrale, in modo da accogliere le ispirazioni del Bodhisattva Maitreya e farle fluire attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia quale nuova via esoterica moderna cristiana – rosicruciana a orientamento antroposofico. Egli, diversamente dagli altri uomini che erano stati ispirati dal Bodhisattva e che erano costretti a lasciare il posto all’Io bodhisattvico che occupava in parte tutto il loro corpo astrale, restò sempre col suo Io individuale in modo cosciente nei suoi involucri animici senza mai perdere la coscienza dell’io terreno, ma collaborando in ogni istante col Bodhisattva Maitreya. Per dirlo meglio, Rudolf Steiner si prestò coscientemente a essere compenetrato nel corpo astrale dal Bodhisattva Maitreya, il settimo Bodhisattva dopo il Buddha Gautama, alfine di far fluire nell’umanità una nuova forma di saggezza, cioè comprendere attraverso l’intelletto umano, i misteri cristiani che abbiamo citato, inoltre il mistero dell’incarnazione del Cristo in Gesù di Nazareth. Egli fu ispirato negli anni che vanno dal 1902 fino al 1909-11 circa, dove tenne moltissime conferenze cristologiche, rivelando i diversi aspetti delI’impulso del nuovo cristianesimo-rosicruciano cui mai nessuno ne aveva parlato fino allora. Egli rivelò all’umanità una nuova saggezza misterica cristiana cui anticamente era accessibile attraverso immagini simboliche solo a pochi uomini che erano preparati in luoghi particolari nei cosiddetti Templi misteriosofici. Oggi può essere afferrata concettualmente da qualsiasi persona che non abbia pregiudizi, ma che possa aprirsi attraverso lo studio della Scienza dello Spirito in modo da poterla afferrare con un sano intelletto e ragionevolezza evitando qualsiasi atteggiamento misticheggiante e intollerante, sottraendosi a qualsiasi imposizione dogmatica che possa minare alla sua libertà individuale e all’espressione soggettiva, del proprio pensiero. Per dirla in breve con maggiore chiarezza, nella Personalità storica di Rudolf Steiner convissero insieme per un certo tempo nel suo corpo astrale due Io, l’Io superiore di Rudolf Steiner con la sua coscienza desta dell’io terreno, e l’Io bodhisattvico del futuro Maitreya Buddha. Per questo a Rudolf Steiner premeva molto che le conferenze o qualsiasi concetto sull’Antroposofia, non fosse mai accolto da un atteggiamento dogmatico e intollerante, ma sempre dalla ragionevolezza di un sano pensare e il rispetto per il pensiero altrui. Egli attraverso l’ispirazione del Maitreya e la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano, tenne diverse conferenze antroposofiche sul significato occulto dei quattro Vangeli canonici, sulla legge dl karma e della reincarnazione, sul mistero dei due bambini Gesù e sull’Apocalisse di Giovanni, attingendole direttamente tramite la sua indagine chiaroveggente, attraverso la lettura della “Cronaca dell’Akasha”. Ciò comportò da parte di Rudolf Steiner, la separazione nel 1912 dalla Società Teosofica per delle divergenze con la Presidentessa della Società Teosofica Annie Besant, la quale sosteneva che il Cristo era di nuovo incarnato nel giovane figlio adottivo, Jiddu Krishnamurti.

Da questa separazione poté nascere il 28 dicembre 1912 la prima Società Antroposofica, la quale aveva un carattere maggiormente esoterico da quella attuale fondata nel 1923 e altrettanto diversa dalla Società Teosofica, la quale è più orientata verso l’antica saggezza indiana orientaleggiante. Al contrario la corrente antroposofica è sempre stata una via esoterica rosicruciana a carattere completamente occidentale, pur non disconoscendo alcune verità che possano essere trovate nella saggezza indiana e in modo particolare negli insegnamenti del Buddha Gautama, il quale collabora strettamente a livello spirituale con i Maestri occidentali di saggezza, in modo particolare con Cristian Rosenkreutz e col Maestro Gesù. Le ispirazioni del Bodhisattva Maitreya terminarono verso gli anni 1909-11, dove Rudolf Steiner continuò la sua missione come Maestro dell’umanità nel rinnovare i misteri antichi iniziatici e dare impulso a un nuovo cristianesimo che fosse più accessibile a ogni uomo moderno senza alcuna distinzione di classe sociale. Ciò fu reso possibile in quanto la corrente rosicruciana e la corrente cristiana confluirono insieme durante il Convegno di Natale tenuto il 25 dicembre del 1923, durante la posa della “Pietra di Fondazione” della nascita della Società Antroposofica Universale e della Libera Università della Scienza dello Spirito di Dornach in Svizzera, alla presenza spirituale del Maestro Gesù e di Cristian Rosenkreutz. Rudolf Steiner nel Convegno di Natale del 1923, rinnovò la vecchia Società Antroposofica dando un nuovo impulso spirituale meno rigido e più rivolto a ogni persona di buona volontà, appartenente a qualsiasi religione o stato sociale e a qualsiasi pensiero politico, cui il quarto principio fondante della Società Antroposofica Universale di Dornach, recita così:

Nella Società Antroposofica è benvenuto ogni uomo che cerca nella propria anima la via dell’esperienza spirituale e una crescita sociale nell’incontro con l’altro; una via conoscitiva adatta alla coscienza moderna, scevra da pregiudizi, dogmi o fede nell’autorità, che si dischiude alla chiarezza del pensare e alla piena autonomia del giudizio individuale. La Società Antroposofica esiste per aiutare queste anime nella loro ricerca.

L’iscrizione alla Società Antroposofica Universale è possibile a ogni uomo, indipendentemente dalla sua concezione del mondo, dalle sue convinzioni scientifiche, religiose, politiche o artistiche e dalle sue condizioni sociali, purché “ritenga giustificata l’esistenza di un’istituzione com’è il Goetheanum, a Dornach, quale Libera Università di Scienza dello Spirito” (art.4 dei Principi).

». https://www.societaantroposoficapadova.it/il-sito/come-diventare-soci

Rudolf Steiner dedicò tutta la sua vita affinché la Volontà del Cristo possa realizzarsi sulla Terra in modo che attraverso l’Antroposofia vengano superati tutti gli egoismi umani e riconoscersi quale antichi fratelli nati da uno stesso Spirito comune; perciò, le sue parole che egli rivolgeva con amore ai suoi discepoli erano quelle in cui soleva ripetere: “Non voglio essere venerato, ma vorrei essere capito!”. Ad alcuni discepoli che gli chiesero quale fosse il rapporto con Cristian Rosenkreutz, egli rispose che occorreva immaginare nel mondo spirituale un altare dove da una parte c’era Cristian Rosenkreutz con una stola azzurra e dall’altra, Rudolf Steiner con una stola rossa. (7.1. continua)

Collegno, ottobre 2022 Antonio Coscia

Note   Antroposofiche

18    Rudolf Steiner indica agli ascoltatori antroposofi, questo quinto sigillo come contrappeso alla bestia SORAT, particolarmente adatto per tenere lontano dall’anima dell’uomo, qualsiasi influsso di magia nera. «Il sigillo apocalittico è veramente allo stesso tempo il segno del superamento della magia nera mediante la magia bianca. Mediante le forze umane che si trasformano, nascono forze solari dall’uomo stesso, cosicché le forze lunari, stanno ai piedi dell’uomo» (O. O.101, 21.10.1907-II). (Dal libro di Sergei O. Prokofieff: “E la Terra diviene Sole”).

19 L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico per chi non ha ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:

“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un “Archetipo spirituale”, un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; (vedi la Tav.1 del blog Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo IV – Pensieri Antroposofici dell’Anima). In una conferenza tenuta a “Norrköping, il 30 maggio 1912”, pubblicata nel libro “Cristo e l’anima umana”, si legge: “Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…).  Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [ lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (pag. 122-126 Ibidem)

Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità sviluppando queste qualità animiche e spirituali:

a) Sviluppo delle forze di vera fede e di meraviglia = Corpo Astrale

b) Sviluppo di vero amore e dedizione verso gli altri = Corpo eterico

c) Sviluppo della coscienza morale =                         Corpo fisico     (corpo spirituale)

Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura. 

LO SPIRITO NEL MIO CUORE

Luciano Balduino- Diogene alla ricerca dell’uomo

«Quando l’anima si congiunge con l’eterna verità, vive essa stessa nell’eterno. E quando l’anima vive nell’eterno, gli esseri superiori trovano accesso ad essa e possono  farvi scendere la loro forza» (Indicazioni  per una scuola esoterica pag.105).

Lo Spirito nel mio cuore

«L’UOMO COMPRENDE DAVVERO LE COSE QUANDO LE COGLIE CON IL CUORE. L’INTELLETTO E LA RAGIONE SONO PURI E SEMPLICI INTERMEDIARI DELL’INTENDIMENTO DEL CUORE. MEDIANTE L’INTELLETTO E LA RAGIONE SI GIUNGE AI PENSIERI DÌ DIO.  E QUANDO SI ABBIA COSÍ IL PENSIERO, SI DEVE PERÒ IMPARARE AD AMARLO, COSICCHÈ A POCO A POCO, L’UOMO IMPARA AD AMARE TUTTE LE COSE.  QUESTO NON VUOL DIRE CHE EGLI, SENZA GIUDICARE, DEBBA AFFEZIONARSI A TUTTO QUANTO INCONTRA. PERCHÉ LA NOSTRA ESPERIENZA PUÒ ALL’INIZIO INGANNARCI. QUANDO PERÒ CI SI SFORZA DI STUDIARE UN ESSERE O UNA COSA IN BASE AL SUO FONDAMENTO DIVINO, ALLORA SI COMINCIA ANCHE AD AMARLO …» .  

                                                             RUDOLF  STEINER

Collegno, settembre 2022 Antonio Coscia

Rudolf Steiner Maestro di saggezza III

L’emorroissa guarita dal Cristo -Pinterest

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«Anticamente gli uomini potevano elevare verso gli Dei soltanto olocausti simbolici. Nel futuro gli uomini eleveranno verso gli spiriti [divini] correnti d’amore, e dal sacrificio d’amore qualcosa scenderà di nuovo verso il basso: affluiranno agli uomini forze superiori che, dirette dal mondo spirituale con una potenza sempre più grande, interverranno attivamente nel nostro mondo fisico. Queste saranno allora forze magiche nel vero senso».

Rudolf  Steiner, Amburgo 28 maggio 1910

Rudolf  Steiner faceva il guaritore ? III

Alla fine dell’articolo precedente ci siamo chiesti se quei guaritori psichici o magnetizzatori (pranoterapisti) possono nei loro processi di guarigione, accogliere in loro anche la causa karmica che determina l’imperfezione nell’Io inferiore. Nell’antico periodo8 dell’anima razionale (747 a.C. – 1413 d.C.) sarebbe stato più facile rispondere a questa domanda, giacché l’Io umano, non aveva ancora quel carattere autonomo e libero come lo è oggi nel nostro quinto periodo dell’anima cosciente (1413 – 3573), in cui l’Io terreno ha la tendenza a svincolarsi da qualsiasi autorità istituzionale sia essa religiosa o altro, che tenda a reprimere la libera espressione della volontà umana.  Pertanto, è difficile e complesso dare una risposta esaustiva, giacché riguarda lo sviluppo e l’elevazione individuale della coscienza morale di ogni singolo individuo umano che va perfezionandosi nel cammino dello sviluppo dell’anima cosciente. Nel libro “Le Manifestazioni del karma” (op. cit.), Rudolf Steiner cita alcuni esempi karmici su questo tema nella quarta conferenza, spiegando alcuni casi in cui l’Io inferiore, cerca attraverso il superamento di alcune malattie epidemiche, il perfezionamento del suo Io cosciente terreno. Egli menziona due casi, dove nel primo siamo di fronte a un Io umano troppo debole, cui durante la vita da morte a nuova nascita, durante il periodo in cui permane nel kamaloka9, immetterà nella parte del suo subcosciente la tendenza a cercare nella prossima incarnazione il pareggio karmico tramite ostacoli che gli si contrappongano cercando quelle occasioni in cui potersi esporre a una malattia contagiosa, quale il colera. L’altro caso è invece una Personalità umana troppo forte che nella vita precedente continuò a compiere azioni egoiste troppo incentrate su se stesso, cui ha bisogno di sviluppare quelle forze morali che possano frenarlo. Nel libro citato Rudolf Steiner spiega che:

«Ciò determinerà in lui … nella prossima incarnazione, qualcosa mediante il cui superamento egli compirà delle azioni che possono effettuare un compenso a certe azioni della sua vita precedente. Questo avviene particolarmente con quella forma di malattia che oggi conosciamo come difterite, una malattia che in molti casi si manifesta quando è presente una disposizione karmica, dovuta al fatto che la persona in questione si era precedentemente espressa nella vita in modo da agire spesso movendo da ogni sorta di eccitazioni, passioni, e così via” (Ibidem, pag. 83-85).

E più avanti a pag. 91 egli continua dicendo:

«Vediamo dunque in tal modo come agisca il karma nella malattia, e come esso agisca per il superamento della malattia. Ora non apparirà più incomprensibile che nel karma risieda la guaribilità o l’inguaribilità di una malattia. Se ci rendiamo conto che lo scopo, lo scopo karmico dell’ammalarsi, è di far progredire e di rendere più perfetto l’uomo allora il presupposto è che quando l’uomo, secondo la ragione che egli porta con sé dal kamaloca nell’ingresso di una nuova esistenza, incorre in una malattia, sviluppa allora le forze curative che significano irrobustimento della sua interiorità e possibilità di arrivare più in alto» (Ibidem). 

 Stando all’affermazione di Rudolf Steiner, se dunque un Maestro dello spirito o un guaritore psichico prendesse su di sé il karma che ha reso più imperfetto il soggetto malato, non potrebbe in tal modo evitargli la possibilità di sviluppare e superare con le sue forze il corso epidemico della malattia in modo da riequilibrare la sua imperfezione? Per cui il suo subcosciente non potrebbe di conseguenza spingerlo in tal modo verso un nuovo effetto karmico, laddove possa trovare attraverso un nuovo ostacolo il compenso per la sua azione riprovevole della vita precedente, cosicché sviluppi le forze morali che gli necessitano per non commettere più lo stesso errore? Difficile dirlo. Solo un Maestro chiaroveggente potrebbe rispondere. Possiamo tuttavia pensare che in linea di massima un Maestro spirituale o un taumaturgo che comprenda l’essere umano nel suo essere corporeo, animico e spirituale, possa sì aiutare una persona malata accogliendo in sé per amore quegli impulsi luciferici e arimanici che provocano il guasto animico ristabilendo così la salute nella persona malata, ma l’amore non può rimuovere l’imperfezione karmica. A volte i veri Maestri dello spirito, si limitano a consigliare (quando richiesto), quelle vie di conoscenza che possono dare la possibilità di comprendere la missione della “legge karmica”10 che opera nell’uomo, in modo da prendere coscienza dell’effetto karmico della malattia. Neanche il Cristo, rimosse l’azione karmica di adulterio della Maddalena salvandola sì dalla lapidazione del popolo ebraico, ma non dal giudizio morale karmico che Egli scrisse come causa nella Terra per aver commesso l’errore di adulterio, il cui effetto karmico si sarebbe poi presentato come pareggio nella sua prossima vita terrena. Ciò è avvalorato dalle stesse parole del Cristo dove nel Vangelo di Matteo Egli dice:

« Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento» (Mt 5,17).

Vale a dire che Egli non venne per togliere il karma umano affinché l’uomo non potesse più ammalarsi, ma per modificare la vecchia legge mosaica che non era più idonea all’umanità che andava cambiando, assumendo Egli stesso ora il giudizio karmico che quale aspetto del nuovo cristianesimo, ha iniziato a manifestarsi solo dal 1930 in poi, per coloro che accolgono l’Impulso del Cristo11 secondo l’insegnamento della Scienza dello Spirito o antroposofia. Pertanto, può accadere che se in questa vita commettiamo un’azione cosciente malvagia, è possibile che nella prossima incarnazione l’effetto della nostra azione malvagia, possa manifestarsi negli arti corporei o nel nostro metabolismo, essendo questi in relazione con la nostra volontà. Per cui possiamo pensare che quest’azione cattiva che ha reso il nostro Io terreno più imperfetto possa di conseguenza manifestarsi come malattia articolare, ossia con una degenerazione artropatica dei nostri arti superiori o inferiori, o in quelle parti che possa compromettere il nostro metabolismo umano. L’atto d’amore che un Maestro spirituale o un taumaturgo elevato dovesse compiere nei nostri riguardi, potrebbe guarire la nostra malattia artropatica o il nostro metabolismo, ma non possono ripristinare la nostra imperfezione che quale predisposizione malvagia è presente nella nostra anima come brama o desiderio egoista, cui il nostro Io non riesce a dominare. Perciò, per trovare il giusto equilibrio tra la guarigione e la nostra imperfezione animica, occorre che avvenga in noi anche un risveglio spirituale, dove dedicando una parte del nostro tempo allo sviluppo della vita animica e spirituale, possiamo purificare la nostra anima (il corpo astrale), rafforzando così le nostre facoltà umane, cioè il pensare, il sentire e il volere che sono le espressioni del nostro Io cosciente. In questo modo possiamo ripristinare la nostra imperfezione morale avendo conquistato la forza spirituale tramite la quale possiamo ora trasformare il nostro egoismo e le nostre brame di potere, elevando così la nostra coscienza morale in modo da non commettere più la stessa malvagità. 

Su questo tema dell’amore che non toglie né crea il karma soggettivo, Rudolf Steiner ne parla in modo più profondo nel libro “L’amore e il suo significato per il mondo” O.O. n. 143, dove da un estratto leggiamo:

«… Col karma intendiamo ciò che in una vita è causa e ha il suo effetto nella vita successiva. Nel senso di causa ed effetto noi non possiamo parlare di amore, non nel senso di un atto di amore e del suo compenso. Si tratta di un fare e di un compenso per quel che si è fatto, ma questo non ha nulla a che fare con l’amore: gli atti d’amore sono tali che non cercano il loro compenso nella vita successiva. Pensiamo ad esempio di lavorare e perciò di guadagnare. Però può anche essere diverso, vale a dire che si lavori senza alcuna gioia, perché non si lavora per uno stipendio ma per pagare debiti. Possiamo immaginare che si sia già usato quel che ora si guadagna col lavoro. Si preferirebbe non avere debiti, ma così si deve lavorare per pagare i debiti. Trasferiamo ora questo esempio alla nostra generale azione umana: tutto quel che facciamo per amore, è paragonabile a quando paghiamo i debiti! Visto occultamente tutto quel che avviene per amore non comporta una paga, ma è compenso per beni già usati. Le uniche azioni per le quali nel futuro non avremo nulla, son quelle che compiamo per autentico, vero amore. Di questa verità ci si potrebbe spaventare. Per fortuna la gente, nella sua coscienza normale non ne sa nulla. Però nel subcosciente lo sanno tutti gli uomini, e perciò fanno così malvolentieri azioni di amore. Questa è la ragione per cui vi è tanto poco amore nel mondo. Gli uomini sentono istintivamente che dalle loro azioni d’amore nulla avranno in futuro per il loro io. Un’anima deve essere già molto avanzata nel suo sviluppo, per aver piacere nelle azioni d’amore dalle quali essa stessa non riceve nulla. L’impulso a questo non è forte nell’umanità; ma dall’occultismo si possono certo acquistare anche forti impulsi per le azioni d’amore. Per il nostro egoismo nulla abbiamo dalle azioni d’amore, ma tanto più ne ha il mondo» (Zurigo, 17 dicembre 1912, pag. 9-10). 

       Rudolf Steiner era una Personalità colma di amore, di quell’amore incondizionato che operava e agiva in tutte le anime che incontrassero il suo sguardo severo ma benevolo, quale iniziato del Cristo; non per questo però possiamo dire che fosse un guaritore di professione o, sotto qualsiasi aspetto di taumaturgo psichico lo si voglia vedere. Egli era un Maestro di vita, il cui compito non era quello di guarire le malattie endemiche umane, ma di guarire l’anima umana che stava in parte deviando verso il baratro del materialismo demoniaco arimanico e dall’altro, verso una credenza religiosa luciferica dei mondi spirituali dovuto al cattivo uso della conoscenza spirituale di alcune anime medianiche, quale Allan Kardec, le sorelle Fox, e altri, tra cui la stessa Elena Petrovna Blavatsky, la fondatrice della Società Teosofica. Egli con l’aiuto di altri Maestri di saggezza tra i quali il Maestro Gesù e Cristian Rosenkreutz, introdussero la vera conoscenza dei mondi dello spirito in modo da rinnovare sia i misteri antichi iniziatici sia il vero cristianesimo delle origini ormai trasformatosi attraverso i secoli con l’inizio del Costantinismo del quarto secolo, in una teologia arimanizzata, un sincretismo degenerato quale ombra delle antiche culture religiose del paganesimo, ebraismo e romanesimo dei primi secoli dell’impulso cristiano. Rudolf Steiner assunse su di sé durante il convegno di Natale del 1923-4, il karma della Società Antroposofica e il karma oggettivo negativo sul cattivo uso della conoscenza antroposofica da parte di antroposofi che non hanno ancora del tutto compreso l’Antroposofia nella sua vera essenza spirituale di “Entità divina” colma d’amore. Vale a dire quando gli antroposofi compiono degli abusi attraverso la conoscenza antroposofica commettendo quegli errori a fini egoistici, cioè quando l’Antroposofia è accolta ed espressa freddamente per dominare il pensiero altrui facendo così emergere la propria arroganza intellettuale. Per meglio dire, tutte le volte che abusiamo della Scienza dello Spirito con arroganza e mancanza di amore verso gli altri, Rudolf Steiner assume su di sé il nostro errore karmico oggettivo; va da sé che il karma soggettivo dell’errore morale, dobbiamo compensarlo noi stessi. Per cui un aspetto è il karma solare comune, cioè quello divulgativo della Società Antroposofica universale, dietro cui operano Entità luminose angeliche molto evolute del mondo spirituale cui ogni antroposofo dovrebbe sforzarsi di collaborare per il bene della comunità antroposofica e dell’umanità.  L’altro aspetto invece, è il karma oggettivo del cattivo uso della conoscenza, dietro cui operano entità oscure luciferiche e arimaniche che vogliono distruggere la corrente antroposofica, impedendo così al vero cristianesimo di essere preparato e realizzato in vista  dell’avvento del sesto periodo del Sé spirituale.  È stato detto:

    «Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi» (Mt 7,6).

     Le parole del Cristo dicono di non dare la conoscenza spirituale a chi non è in grado di comprenderla, poiché potrebbe deriderla e dissacrarla, per questo nell’epoca greco-romana nacquero delle correnti esoteriche iniziatiche cui potevano accedere solo pochi uomini tra i più evoluti e in grado economicamente di percorrere un cammino esoterico con l’aiuto e l’ausilio di un Maestro spirituale che li guidava in ogni passo. Oggi nel periodo dell’anima cosciente la conoscenza deve essere liberamente divulgata a qualsiasi persona appartenente a qualsiasi ceto sociale, nessuno escluso, e la conseguenza è che a volte può non essere compreso questo dono del cielo e ricacciato indietro tra scherno dissacratorio, ciò che qualcuno dovrà poi portarne il peso del disprezzo. Questo peso è portato dai due Maestri cristiani discepoli del Cristo, cioè Cristian Rosenkreutz e Rudolf Steiner, cui ogni antroposofo dovrebbe essere cosciente che possiamo alleggerire o appesantire il loro peso karmico oggettivo. È un tema delicato e profondo che andrebbe affrontato tra persone che amano veramente l’Antroposofia, la cui ricerca per la verità deve guidarci al rispetto reciproco durante le serate di studio e in qualsiasi situazione dove si discute di Antroposofia, in modo da essere dei degni rappresentanti della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico. Ciò potrà permetterci di stabilire un giusto rapporto con Rudolf Steiner che quale Maestro spirituale della Società Antroposofica universale, può dalla sfera del mondo delle gerarchie divine aiutarci e ispirarci alfine di essere più efficienti per la divulgazione dell’Antroposofia nel mondo.

     Detto questo ritornando al nostro tema, trovo difficile pensare Rudolf Steiner nel suo studio privato fare il guaritore, ossia imponendo le mani sui malati o guarendoli attraverso la forza del suo pensiero, per i motivi karmici che ho cercato di esporre secondo la mia modesta esperienza nel movimento antroposofico. Penso che ciò sia un po’ svilire il compito primario cui Rudolf Steiner dedicò tutta la sua vita come altissimo iniziato cristiano-rosacruciano e quale uno dei più alti Bodhisattva della corrente esoterica cristiana occidentale. Il suo compito fu di formare degli uomini in grado di accogliere e riconoscere il Cristo nella Sua figura eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra e preparare una comunità micaelita per il prossimo sesto periodo di cultura di Filadelfia in grado di accogliere dall’alto del mondo angelico il principio del Sé spirituale. Come ogni antroposofo sa, o perlomeno dovrebbe sapere, egli ebbe l’altissimo compito d’incorporare nel suo corpo astrale il Bodhisattva Maitreya dal quale fu ispirato per circa sette anni, dando un nuovo impulso al cristianesimo rosicruciano rinnovandolo secondo il pensiero esoterico moderno. Fece conoscere la “legge karmica e della reincarnazione” secondo il nostro pensiero concettuale occidentale, e molte altre cose cui non è qui il caso di dilungarci ancora in quest’articolo. Ho per lui profonda gratitudine e devozione e capisco quando si dice che avesse sempre tutti i giorni delle lunghissime code di persone che chiedessero il suo aiuto per motivi diversi cui egli nonostante la sua attività di Maestro della Società Antroposofica e di conferenziere, dedicasse molto tempo ad ascoltare e a consigliare, dando ad alcuni di loro delle meditazioni personali alfine trovassero attraverso la via meditativa le forze per ristabilire il loro equilibrio psico-fisico. Diverse sono difatti le testimonianze di antroposofi ai quali egli dava delle meditazioni personali, alfine che trovassero in loro stessi il modo di ripristinare il loro difetto karmico, ristabilendo così lo stato di malattia o altro, esaurendo a volte le sue forze fisiche per il troppo lavoro cui dedicava agli altri, con amore e sacrificio. Forse non tutti sanno, perlomeno le persone che operano nelle pagine di questa ragnatela globale (Word Wide Web) e di facebook, che Rudolf Steiner è stato uno dei più alti iniziati chiaroveggenti cristiano-rosacruciano del XX secolo, e che fa parte dei dodici Maestri di Saggezza e dell’armonia dei sentimenti della “loggia bianca” della Terra. È una Personalità umana cui possiamo definire secondo Sergej O. Prokofieff, un Bodhisattva occidentale dello stesso livello di un Buddha orientale; Egli era arrivato secondo Sergej O. Prokofieff, al sesto gradino dell’iniziazione esoterica cristiano-rosacruciano a orientamento antroposofico, chiamato “Fusione col Macrocosmo”, ossia lo stesso livello cui erano arrivati i discepoli del Cristo nel giorno della Pentecoste con l’illuminazione dello Spirito Santo.  Pertanto per rispondere alla seconda domanda che ci siamo chiesti nel primo articolo e cioè: “Rudolf Steiner poteva assumere su di se il karma di una persona malata sollevandola dalla sofferenza karmica quale effetto negativo di un’azione riprovevole compiuta nella sua vita passata e di cui l’io si era reso imperfetto?”. 

      La risposta non può che essere affermativa e che certamente egli fosse in grado di prendere su di sé l’imperfezione karmica che causava il dolore e la malattia nel soggetto malato, ma ciò avrebbe causato un rapporto antico tra Maestro e discepolo non più idoneo nel periodo dell’anima cosciente, per cui non poteva che limitarsi a dare consigli e donare amore sacrificale in modo da risanare ciò che era stato guastato dagli influssi nefasti di Lucifero e Arimane. Le persone trovavano conforto in Rudolf Steiner traendone benessere anche solo standogli accanto per il fatto di essere un altissimo discepolo del Cristo. Pertanto era normale che emanassero da lui quelle forze curative di luce e amore tramite cui poteva ristabilire il guasto, animico dei malati. Un guaritore dello spirito non ha bisogno di fare dei gesti per operare delle guarigioni, se si ha fiducia in lui; basta solo stargli accanto per il tempo necessario che avvenga la polarizzazione e l’armonizzazione tra il negativo e il positivo, ossia tra il guaritore e il “Doppio” del malato. Il Cristo guariva la gente solo dopo aver rimesso i loro peccati, oppure guarivano anche solo standogli accanto o, toccandogli il mantello com’è scritto nel Vangelo di Matteo:

     «Ora una donna, che da dodici anni soffriva di emorragia, gli si accostò di dietro e toccò la frangia del suo mantello. Diceva tra sé: Se riesco anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata. Gesù si volse e vedendola disse: Coraggio, figlia mia! La tua fede ti ha salvata. E da quell’istante la donna fu salvata (Matteo 9,20-22).

    Caro amico, questo è quello che sento di dire nei riguardi della tua domanda cui vorrei ancora aggiungere che fu uno dei più nobili Maestri di saggezza cristiani-rosacruciani del XX secolo e che ci ha lasciato un patrimonio spirituale enorme di cui non siamo ancora del tutto coscienti, tanto che il dott. Giuseppe Leonelli ebbe una volta dire: “Non c’è più niente da dire, giacché tutto è stato detto da Rudolf Steiner”. Nessun uomo laico o discepolo di Rudolf Steiner, ha uguagliato finora ciò che questa grande anima ha fatto e dato per l’umanità: se non si comprende questo, non si è onesti con se stessi.

Albenga, settembre 2022                                                    Antonio Coscia

Note Antroposofiche

8    L’evoluzione umana passa attraverso sette periodi cultura che chiamiamo:” Paleo-Indiano, Paleo-Persiano, egizio-caldaico-ebraico, greco-latino, anglo-germanico, russo-moldavo e in ultimo, il periodo americano”, (vedi nota 6 e Tav.1, del primo articolo).

9      Il Kamaloka è il periodo di purificazione, dove l’anima permane nell’ambito della sfera lunare, laddove dalla teologia cattolica è chiamato Inferno, che in realtà è soltanto uno stato in cui l’anima deve spogliarsi delle abitudini terrene di brame, desideri e passioni umane, per prepararsi a entrare nel puro mondo spirituale. Più l’anima ha avuto attaccamenti terreni, e più deve permanere in questo stato di purificazione, fino a che tutta quella parte umana negativa non venga lasciata indietro come karma della prossima incarnazione e l’io umano può salire più in alto nel mondo solare unito al suo Io superiore, per preparare il nuovo corpo terreno.

10    La legge del karma o di causa ed effetto, è la legge che regola le nostre azioni umane, nel bene e nel male. Tutto ciò che pensiamo, sentiamo e vogliamo non rispettando la legge morale sia nell’ambito della natura sia in quello della nostra comunità umana ci rende più imperfetti. Per cui dopo la morte, l’uomo rivive in sé tutte le azioni negative che ha causato negli altri, tramite le quali il suo Io terreno è sceso di livello spirituale, cosicché la coscienza umana superiore che viene risvegliata in noi dopo la morte, decide il modo di compensare nella prossima incarnazione terrena ciò che abbiamo disarmonizzato, pareggiando i nostri errori morali verso gli altri. In questo modo il nostro Io inferiore può ripristinare lo stato di perfezione cui era prima di commettere l’azione negativa. In realtà la legge karmica è molto complessa dove in una nota non può che essere espresso quel tanto  per chi non ha ancora avuto la possibilità di approfondire la Scienza dello Spirito o antroposofia.  Vedi  la nota 4 di: “Alcuni aspetti del dolore umano I “, nel blog: Pensieri Antroposofici dell’Anima.

11     Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; (Mc 14,51-52).

Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte  le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici e corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori  dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.