Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XV

Immagine rappresentativa del risveglio spirituale

«Voi esseri umani “Hito”, siete creature che in origine foste generate  da Dio …  Il vostro “Vero Io” è  veramente figlio di Dio …Dovete avvicinarvi a Dio un passo dopo l’altro; così facendo voi figli di Dio, potete riuscire a divinizzarvi. Questo però, viene stabilito nel mondo celeste da Dio Su [Cristo], il quale sceglie, decide e permette; agli esseri umani non è dato poterlo fare con le sole forze umane. Qualunque sia attualmente la vostra posizione sociale o il vostro lavoro, che siate ricchi o poveri, felici o infelici, tutto questo non è altro che una fase del tirocinio che è dato all’uomo [quale sviluppo ed elevazione spirituale dell’anima umana] … inoltre dovete prendere coscienza del “principio dell’equilibrio e della legge della reincarnazione” il cui effetto è la conseguenza delle azioni che voi stessi avete compiuto nel corso delle vostre incarnazioni terrene … Pertanto, avere degli stati d’animo di odio, di rancore, di invidia e di collera nei confronti degli altri, non fanno altro che rendervi sempre più infelici; per questo  essi vanno abbandonati  e superati con degli stati d’animo altruistici» (dal libro Goseighen, P27).   

15.10. Il Bosatsu dell’Oriente X V

Dopo essere passato attraverso la scuola del dolore tramite cui l’anima si ridesta dalla vita illusoria materiale e prende coscienza della sua vera essenza divina originaria, Yoshikazu Okada è pronto ora alla terza chiamata dal mondo spirituale per divenire l’involucro fisico quale strumento bodhisattvico della “voce divina”, attraverso cui può risvegliare l’umanità dormiente dalla maya arimanica. Il 27 febbraio del 1959 alle cinque del mattino Yoshikazu è risvegliato da uno stato quasi di premorte iniziatico dovuto a un’altissima febbre che lo aveva reso incosciente per diversi giorni, dove riceve dal mondo spirituale (in realtà è una voce divina interiore) la prima delle moltissime rivelazioni inerenti a un piano di salvezza dell’umanità che saranno poi pubblicate nel libro “Goseighen” in dotazione agli iniziati di Sûkyô Mahikari. Questa chiamata di Yoshikazu è simile all’esperienza dei profeti ebraici, i quali erano ispirati dalla “Bat-kol”, ossia la ”voce divina” che guidava l’antico popolo eletto da Jehovah-Michele42 attraverso i profeti in modo che non deviassero dalla retta via, cioè dalle leggi morali sinaiche che Mosè aveva ricevuto da Dio sul monte Sinai. Occorre però dire che secondo la Scienza dello Spirito, i profeti ebraici erano stati nelle loro vite precedenti degli altissimi iniziati nei diversi popoli sparsi per la Terra, e nell’epoca cui avvenne l’evento del Golgotha si trovarono insieme come apostoli scelti appositamente dal Cristo. Lo stesso dicasi per il profeta Mosè, che prima di essere scelto da Jahvè o Jehovah come strumento per liberare il popolo ebraico dalla schiavitù del faraone egiziano, era stato in vite precedenti un iniziato e discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette durante la sua incarnazione in Egitto una copia del suo corpo eterico secondo la legge dell’economia spirituale43; inoltre, era stato iniziato nei misteri egizi e poi in quelli madianiti essendosi unito a Zippora la quarta figlia del saggio sacerdote madianita di nome Ietro, dopo la sua fuga dall’Egitto. Al contrario, Yoshikazu era un semplice laico con delle qualità medianiche cui possiamo presumere che le abbia maggiormente acquisite o, meglio, sviluppate secondo alcune informazioni prese dal web (world wide web), durante la sua permanenza nella corrente religiosa della “Sekai Kyūsei Kyō negli anni tra il 1947-53 che come citato, si avvicinò dopo la resa del Giappone e la perdita di tutti i suoi beni durante un bombardamento aereo da parte degli americani nel 1945. Che il fondatore di Sûkyô Mahikari sia stato un membro della corrente religiosa fondata da Mokichi Okada lo assicurano alcune testimonianze raccolte dal web, dove appunto si vede Yoshikazu Okada ritratto assieme ad altri dirigenti della Sekai Kyūsei Kyō, cui possiamo certamente asserire che egli aderì a questa corrente millenaristica dove accolse gli insegnamenti sulle pratiche magiche di rituali di guarigioni e purificazione dell’anima dal maestro  Mokichi Okada cui si definiva il nuovo messia ispirato da Dio, alfine di aiutare le sofferenze umane e restaurare un nuovo paradiso in Terra, similmente al compito cui sarà poi affidato a Kôtama  Okada.

Egli, per quanto ne sappiamo, non possedeva delle doti di chiaroveggenza in grado di distinguere l’essere bodhisattvico da cui era ispirato e al quale, sacrificherà più tardi, il suo involucro fisico-animico dopo essere passato attraverso un tirocinio spirituale per alcuni anni tramite la purificazione e trasformazione di una parte del suo corpo astrale in Sé spirituale. Vale a dire che alfine il Bodhisattva Maitreya quale essere umano superiore che si prepara a diventare il prossimo Buddha umano futuro e primo discepolo del Cristo, potesse incorporarsi nel suo corpo astrale superiore, fu necessario che Yoshikazu Okada fosse prima  preparato e purificato attraverso un tirocinio spirituale di perfezionamento, in modo da elevare la sua anima e il suo io umano a livello di Bosatsu. Ovverosia, nell’arco di cinque anni egli conseguì attraverso un tirocinio spirituale quel gradino iniziatico che lo elevò fino al Sé spirituale e di conseguenza all’unione col suo Io superiore; ciò è dimostrato da alcune foto in cui appare con una protuberanza molto pronunciata sulla fronte in direzione del chakra a due petali (Ajna) che, come citato  in un articolo precedente44, è in relazione alla veggenza immaginativa.  In questo modo  il Bodhisattva Maitreya poté col suo corpo astrale e col suo Io bodhisattvico incorporarsi e unirsi al  corpo astrale purificato e all’Io superiore di Yoshikazu Okada che, a quel punto, secondo la prima rivelazione ricevuta nel febbraio del 1959, gli fu dato il nome di Kôtama Okada, ossia “Globo di Luce”. Questo fatto viene evidenziato nel paragrafo 448 del libro Goseighen nell’articolo sopracitato cui vogliamo di nuovo riportare per una maggiore riflessione, dove appunto dice:

« Il vostro Maestro è il vostro Maestro, ma non è soltanto il vostro Maestro. Egli è, ora, il Maestro della vita eterna per tutta l’umanità in quanto Rappresentante di Dio in questo mondo fisico. Per questo motivo ho fatto sì che seguisse per cinque anni e che portasse a termine il tirocinio spirituale di “Bosatsu”. Pertanto, egli è giunto a non essere più soltanto il vostro Maestro: è l’anima alla quale sarà fatta svolgere, in quanto Maestro dell’umanità intera, la missione Sacra della costruzione di un mondo “nuovo”. L’ho fatto diventare il “Maestro  Salvatore” (Sukuinusci), il “Maestro che guida” verso la realizzazione del Meccanismo della discesa di Mirokù Messia (Dio Su) e verso la Civiltà radiosa della prossima era [il prossimo sesto periodo del Sé spirituale]» (Goseighen P.448, pag.506).

Come si può vedere dalle parole di questa rivelazione il Maestro Kôtama Okada è sottoposto da “Dio” (Mirokù Messia),a un tirocinio spirituale particolare  fino a che non avesse raggiunto il livello spirituale di Bosatsu in modo da essere uno strumento purificato e perfetto, affinché potesse manifestarsi in lui e attraverso di lui la “parola divina”, cioè il Mirokù, il futuro Buddha umano che deve venire. In realtà occorre quì ricordare che, se abbiamo seguito il tema dei Bodhisattva attraverso i diversi articoli pubblicati finora nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, possiamo dire che chi ha tradotto questa rivelazione, pare abbia qualche difficoltà nella conoscenza spirituale alquanto complessa che si manifesta attraverso queste Entità bodhisattviche cosmiche divine e umane. Il traduttore del  Goseighen, in queste frasi sembra non distingua bene tra l’Entità bodhisattvica umana, cioè il Miroku Messia e “Dio Su” la parola creatrice, ovverosia l’Io Sono Io Sono. Il Miroku Messia, è un Bodhisattva che in occidente così come in oriente è considerato il successore del Buddha Gautama che fa parte della gerarchia umana, giacché non si è ancora elevato alla gerarchia angelica. Egli si incarna in ogni secolo incorporandosi in un uomo molto evoluto,  ma non scende mai a livello terreno in una incarnazione completa umana; pertanto, non può essere considerato un dio così come erroneamente è indicato nella parentesi tonda dal traduttore, paragonandolo appunto a “Dio Su”. Sergej O. Prokofieff, uno dei più elevati esoterista della corrente antroposofica fondata da  Rudolf Steiner, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri” caratterizza questa sublime Entità bodhisattvica così:

«Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fino alla sfera del “Budhi” [ossia la sfera oltre il mondo stellare chiamato anche il mondo della Providenza]. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale soltanto su Giove» [vale a dire, nel prossimo eone del quinto stato di coscienza dell’evoluzione umana, chiamato dalla Scienza antroposofica “Giove”, ovvero ciò che nell’Apocalisse di Giovanni e detto “Gerusalemme Celeste”].  

Da questo possiamo capire che per l’esoterismo occidentale il Miroku Messia  è un uomo molto evoluto che ha già superato i limiti delle esperienze che un uomo può fare sulla nostra Terra, cionondimeno non può essere considerato una divinità angelica in quanto fa ancora parte della gerarchia umana. È un uomo particolarmente evoluto che lavora su se stesso in modo cosciente similmente a come fanno gli Angeli, ossia alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, cui nella Scienza antroposofica così come nel buddhismo, è conosciuto come il Bodhisattva Maitreya, vale a dire il successore del Buddha Gautama che fra circa tremila  anni dovrà scendere in una incarnazione umana completa, per realizzare la sua dottrina e completare il suo perfezionamento da Bodhisattva a Buddha. Pertanto, l’involucro umano in cui egli s’incorpora in ogni secolo durante la sua manifestazione sul piano fisico (in questo caso in Yoshikazu Okada), è considerato dalla Scienza antroposofica e secondo l’esoterismo occidentale, un uomo maggiormente evoluto per  la presenza in lui del nuovo Bodhisattva successore del Buddha. Per questo egli sarà in una futura incarnazione uno dei tanti discepoli che il Bodhisattva Maitreya ha incorporato in ogni secolo durante l’arco di cinquemila anni e che in primis saranno in grado di  accogliere in quel lontano futuro del sesto periodo chiamato nell’Apocalisse “Filadelfia”, il loro Maestro.    Quando il Bodhisattva Maitreya in quel lontano futuro scenderà sul piano fisico, dovrà  percorrere la via che Rudolf Steiner nel libro “Gerarchie Spirituali” indica come quella di “buddha  umano” (Pag. 112). Egli dovrà realizzare di conseguenza la dottrina che ha insegnato e divulgato nell’umanità nell’arco dei cinquemila anni, fino a giungere alla completa purificazione e trasformazione del corpo astrale in Sé Spirituale, ovverosia l’Illuminazione spirituale cui gli permetterà di elevarsi alla dignità celeste di nuovo Buddha umano e che diversamente dal Buddha Gautama, continuerà a incarnarsi sulla Terra come uno dei più alti discepoli e servitori del Cristo.

Inoltre, occorre dire che il significato del termine  “Messia”, nel mondo occidentale assume un significato diverso da quello che la corrente religiosa di Sûkyô Mahikari attribuisce sia al Mirokù che al fondatore Kôtama Okada cui sarà poi chiamato “Sukuinuscisama”. Il Messia che il mondo antico testamentario ebraico attendeva e che ancora attende tuttora, giacché i sacerdoti farisei non riconobbero in Gesù di Nazareth l’avvento del Messia tanto atteso e promesso dal profetismo ebraico antico, per il fatto che era un semplice figlio di un falegname e non secondo la tradizione ebraica la quale vuole che il Messia discenda da una generazione regale o sacerdotale, atteso soprattutto come speranza di un re ideale della stirpe di Davide che sia artefice di una restaurazione politica e religiosa d’Israele. Essi non compresero infatti, che la promessa che il Dio Yahveh o Jehovah fatta a Mosè sul Sinai (cui avrebbe tratto dal popolo ebraico un profeta pari a Lui stesso; Deuteronomio 18,15), si realizzava attraverso l’uomo di Nazareth. Il compito di Gesù di Nazareth, non era certamente  quello di liberare il popolo ebraico dal giogo romano del potere di Cesare, ma di redimere tutta l’umanità sottraendola piuttosto dal potere di Lucifero e di Arimane, affinché l’uomo potesse prendere coscienza della sua origine divina così che il paradiso perduto, possa essere restaurato sulla Terra attraverso il vero amore cosmico umano e la vera libertà umana quale espressione del Cristo.” A tal proposito uno dei compiti della comunità religiosa del movimento spirituale di Sûkyô Mahikari e della Scienza dello Spirito o antroposofia, è quello di preparare delle anime umane come semi di uomini futuri che siano in grado di preparare una comunità spirituale sulla base della vera fratellanza e dell’amore cosmico umano, per accogliere il Bodhisattva Maitreya nella sua discesa sul piano fisico per una completa incarnazione umana. La sua discesa  secondo la conoscenza orientale avverrà dopo circa 5670 anni dopo la nascita del Buddha storico (vale a dire un po’ oltre la metà della sesta Epoca Postatlantica, la quale inizierà nel 3573 e terminerà nel 5733) e sarà possibile solo se ci saranno uomini in grado di comprenderlo e dei genitori umani evoluti che, siano in grado di accoglierlo e preparare  la sua nascita  attraverso il grembo di una donna che possa resistere al suo fuoco bodhisattvico divino. (XV. Continua)

Collegno, ottobre 2023                                                                              Antonio   Coscia

Note   Antroposofiche

42    La divinità di Jehovah o Jahvè, appartiene alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Elohim solari biblici (Potestà), i quali non possono intervenire direttamente nell’ambito della natura umana, essi si servono dei messaggeri o intermediari che appartengano alla terza gerarchia ossia gli Angeli, Arcangeli e Archai. In questo caso nel popolo ebraico si servono di un Arcangelo che è uno Spirito di popolo, uno tra i più potenti spiriti della terza gerarchia, ossia “Michele” che nel 1879 è salito al rango di Archai. Durante l’epoca storica del periodo ebraico, Egli era il “Volto di Jahvè o Jehovah” e agiva nell’anima umana di notte,  ispirando uomini a cui affidava una particolare missione. Oggi l’archè Michele è diventato il “Volto del Cristo” e opera di giorno nelle azioni umane, nella volontà umana colma di sacrificio e d’amore per gli altri.

43    Solitamente i corpi eterici e i corpi astrali umani, dopo la morte si espandono congiungendosi alla materia eterica o astrale, mentre l’Io umano trattiene per sé un loro estratto che rappresenta la parte essenziale dell’esperienza terrena. Esistono dei corpi eterici di uomini evoluti, di uomini evoluti che hanno dato una spinta all’evoluzione umana, i cui corpi eterici e astrali dopo la morte non si disciolgono nell’etere eterico o astrale, ma sono trattenuti dagli Dei i quali ne fanno diverse copie; a volte anche migliaia di copie che vengono inserite in uomini che si incarnano e che hanno una particolare missione da compiere sulla Terra. Così è facile che un uomo possa avere il suo corpo fisico, l’astrale e l’Io che sono il frutto della sua evoluzione umana terrena, me che il suo corpo eterico è appartenuto a un’altra anima.

44      Vedi l’articolo precedente: “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XII”.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XII

Il Tempio Mondiale di Sûkyô Mahikarì situato a Takayama (Giappone)

«È impossibile  riuscire a capire tutto sin dall’inizio. Prima di aver oltrepassato almeno l’ottanta per cento di altezza di una montagna è impossibile vedere qual è l’aspetto reale della sua vetta; non si può nemmeno avere una veduta generale del paesaggio circostante. Quando, però, si è saliti fino alla sommità, la visione è completa» (P. 123 del libro Goseighen).     Kòtama Okada

12.6. Il Bosatsu dell’oriente VI

Abbiamo visto nell’articolo precedente che affinché possa regnare la pace tra gli uomini, occorre innanzitutto che le più importanti religioni attuali prendano coscienza che i loro fondatori sono stati ispirati dallo stesso Dio creatore che si è manifestato attraverso i suoi messaggeri divini, cioè Archai, Arcangeli e Angeli, in luoghi e in tempi diversi, alfine di educare e frenare l’umanità nella sua evoluzione materiale. Ciò deve portare a un loro risveglio spirituale superiore in modo da riconoscere l’unico e il solo Dio Creatore del nostro Universo, cui Rudolf Steiner quale Maestro di saggezza e dell’armonia dei sentimenti e in qualità di altissimo iniziato chiaroveggente, ha indicato come “Io Sono l’Io Sono”, cosicché possano pregarlo insieme nel nuovo “Tempio Mondiale” del terzo millennio costruito a Takayama (Giappone), secondo la rivelazione divina ispirata a Yoshikazu Okada, il fondatore di Sûkyô Mahikarì. Abbiamo citato  due correnti spirituali che hanno il compito di unificare le religioni attuali della Terra, di cui: una esoterica proveniente dal cristianesimo-rosicruciano a orientamento antroposofico, dietro di cui agiscono gli altissimi Maestri di saggezza occidentali Rudolf Steiner, Cristian Rosenkreutz e il Maestro Gesù. L’altra exoterica proveniente dall’estremo oriente, quale corrente universale sincretica sovra religiosa con tratti più accentuati di carattere shintō-buddhista di  nome Sûkyô Mahikarì, fondata appunto da Yoshikazu Okada, cui assumerà più tardi secondo la rivelazione divina, il nome di Kòtama Okada e successivamente il nome di grande Maestro venerabile e guida, “Sukuinuscisama”. È alquanto difficile scrivere la biografia di Yoshikazu Okada, in quanto non ci sono fonti ufficiali biografici di un suo eventuale  cammino iniziatico o di appartenenza a correnti esoteriche cui hanno in qualche modo contribuito alla formazione del suo pensiero filosofico-religioso.  L’unico libro accessibile è  come citato il “Daiseisciu” (il grande e sacro Maestro), il quale non vuole rappresentare una visione strettamente biografica del fondatore di Mahikari, ma piuttosto un’agiografia fatta da esperienze personali del discepolo e autore Kentaro Scibata e da racconti di altre persone aderenti a Mahikari e da insegnamenti dello stesso Maestro fondatore, divulgati nei corsi di formazione a carattere iniziatico per entrare nell’organizzazione religiosa di Sûkyô Mahikari. Diversi autori stranieri e occidentali, tra cui Wikipedia, Andrea Molle, e il saggista sociologo e direttore del centro del CESNUR Massimo Introvigne, per quanto ne sappiamo, sembrano non aver colto completamente la parte biografica più profonda ed esoterica del Maestro e fondatore di Sûkyô Mahikari.  Questa parte riguarda la dottrina dei Bodhisattva quale attesa escatologica giapponese buddhista del nuovo Bodhisattva successore del Buddha Gautama, vale a dire il Bodhisattva Maitreya (conosciuto anche come Miroku). Lo stesso Introvigne, cui ebbi modo anni fa di incontrare nello Sciò Dojo di Torino come iniziato del primo corso di Mahikarì, alfine di scrivere un libriccino sull’organizzazione di Mahikarì (vedi “Sûkyô Mahikari” – Editrice Elledici) non ha saputo cogliere il lato più profondo del Maestro e Bosatzu Kòtama Okada, nonostante avesse avuto la possibilità di accedere alla conoscenza dei corsi d’iniziazione superiori.

Certamente la dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa come abbiamo cercato di spiegare in tutti gli articoli precedenti apparsi nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, cui non viene affrontata per quanto ne sappiamo  da nessun autore che abbia scritto sul nuovo movimento religioso giapponese di Sûkyô Mahikari, sia italiani che stranieri e né tantomeno dai corsi di formazione spirituale o iniziazione di Sûkyô Mahikari, laddove se ne fa solo un piccolo accenno nel libro delle rivelazioni divine ossia il “Goseighen”, dove a pag.238 è scritto:

“il vostro Maestro è il vostro Maestro, ma non lo è unicamente  per voi. È ormai il Maestro della vita dell’umanità eterna, in quanto rappresentante di Dio sulla terra. Per ben cinque anni, Dio gli ha fatto seguire la pratica di Bosatsu [Bodhisattva]. Da allora, non è più soltanto il vostro Maestro, ma viene ispirato da Dio al fine di realizzare un paese divino  con la missione di Maestro dell’umanità. Dio lo ispira affinché la discesa del futuro Messia [Miroku o il Bodhisattva Maitreya], prevista nel Suo piano [divino], possa realizzarsi” (Ibidem, P. 448).

Come possiamo leggere da questo stralcio di rivelazione ricevuto dal  Maestro fondatore Kòtama Okada o, meglio, da Sukuinuscisama, il mattino del 10 dicembre del 1965, ove ci fa capire che il Maestro Kòtama non è il Messia (Miroku) che deve venire, ma egli era  un uomo tra i più evoluti del Giappone cui fu scelto come strumento dal futuro Buddha Maitreya, alfine potesse divulgare la sua dottrina in modo da preparare uomini che possano riconoscerlo e accoglierlo nella sua discesa e completa incarnazione in un corpo fisico terreno, durante il secondo terzo  del sesto periodo postatlantico, cioè fra circa 5000 anni d.C. Abbiamo cercato di spiegare  negli articoli precedenti quanto sia complesso dare un’esatta definizione sulla natura di un Bodhisattva, per il fatto che occorre distinguere le diverse classi tra il cerchio dei dodici Bodhisattva celesti che operano dalla sfera del Budhi (vedi la nota 1 )33 che non si incarnano mai, e il cerchio dei dodici Bodhisattva umani che si incorporano in ogni secolo nel corpo astrale di uomini normali evoluti o iniziati, attraverso i quali  fanno fluire la conoscenza spirituale nell’umanità, alfine che questa possa maturare e realizzare la meta divina assegnatale dal Creatore. Anche qui occorre però fare una distinzione tra i Bodhisattva occidentali che si incarnano completamente in ogni secolo come uomini, e quelli orientali che  non si incarnano mai ma, s’incorporano ogni secolo nel corpo astrale di uomini terreni evoluti per circa 5000 anni; alla fine,  però, devono scendere sul piano fisico e fare un’incarnazione completa, attraverso la fecondazione di una coppia terrena che possa dargli un corpo adeguato alle sue facoltà spirituali, altrimenti dovranno attendere fino a che ciò sia possibile. Dopodiché verso i trenta trentatré anni, percorrono ciò che Rudolf Steiner chiama il cammino di “buddha umano” fino alla completa Illuminazione e trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, o secondo la  dottrina del Buddhismo Mahāyāna  nel corpo sacro superiore che Rudolf Steiner chiama “Nirmanakaya”, con il quale il Bodhisattva salito alla dignità di Buddha può ora manifestarsi nel mondo eterico dai mondi spirituali superiori, in quanto la sua permanenza nel nostro mondo attraverso il ciclo delle rinascite è terminata, non ha più bisogno di reincarnarsi nel nostro eone terrestre.

Il Bodhisattva Maitreya succeduto al Buddha Gautama, come già citato si incorporò per la prima volta nel quarto periodo postatlantico, circa un secolo prima della venuta del Cristo Gesù, nel maestro degli esseni e dei terapeuti “Jeshu ben Pandira” che, come sappiamo, fu lapidato e impiccato dai sacerdoti farisei. Egli si è poi manifestato e incorporato circa un terzo dopo nel quinto periodo di cultura postatlantico, prima nel grande Iniziato cristiano-rosacruciano Rudolf Steiner (1861-1925) per circa un settennio, attraverso il quale ha potuto far fluire la conoscenza dei mondi spirituali superiori rinnovando completamente il cristianesimo esoterico, enunciando per la prima volta la giusta comprensione della legge karmica e della reincarnazione, che la Chiesa romana aveva confutata e ritenuta eretica dal terzo secolo d.C. Dopodiché  si è manifestato mezzo secolo dopo a oriente, a un laico giapponese che ha dovuto preparare spiritualmente e moralmente, prima di poterlo incorporare in modo da sopportare il fuoco bodhisattvico. Per cui Yoshikazu Okada affinché potesse sopportare il fuoco spirituale, venne preparato attraverso un cammino iniziatico  superiore tramite un tirocinio spirituale, un cammino di purificazione ed elevazione  morale fino a raggiungere il livello di Bosatsu; in altre parole, possiamo dire che affinché il Bodhisattva Maitreya (Miroku Messia = Dio) potesse incorporarsi in lui (nel corpo astrale), occorreva che da uomo normale si elevasse a livello di Bosatsu attraverso un tirocinio spirituale, ovverosia doveva purificare e trasformare coscientemente una parte del suo corpo astrale in Sé spirituale, arrivando cioè al “Satori”, o “Illuminazione” spirituale, ovverosia all’unione col suo Io superiore.

Ciò che Kòtama Okada fece con grandi sforzi e umiltà spirituale fu quello di realizzare la veggenza immaginativa attraverso il fuoco della nuova “Pentecoste” similmente a come fu per gli apostoli dopo il commiato del Cristo; vale a dire l’apertura del terzo occhio (Ajna) com’è possibile vedere in alcune foto del fondatore dove si nota una protuberanza  sulla sua fronte molto pronunciata, cui è rappresentata come si può vedere, anche  dalla sfera rossa posizionata alla sommità del Tempio di Takayama. Dobbiamo dire che Sukuinuscisama non aveva sviluppato solo la veggenza immaginativa, con la quale   poteva prendere coscienza della terza gerarchia gli Angeli, Arcangeli e Archai, ma, egli era cosciente anche dell’esistenza della seconda gerarchia, cioè le Potestà (Elohim), le Virtù e le Dominazioni, in quanto aveva sviluppato anche la veggenza ispirativa, giacché poteva udire. la voce di Dio attraverso le diverse rivelazioni affluitegli per diversi anni, da cui nasce il nuovo culto rinnovato a Jahvè o Jehovah, dell’offerta del cibo e dei prodotti della terra durante la festa di ringraziamento mensile di Sûkyô Mahikari. In tal modo divenne il portatore del Bodhisattva Maitreya per circa due settenni; il primo messaggero di un ordine superiore religioso della nuova epoca dell’anima cosciente, tramite cui  gli furono affidati diversi compiti. Uno dei quali, similmente al compito della Scienza dello Spirito o antroposofia, è quello di preparare delle anime umane tramite la purificazione del battesimo del fuoco spirituale, affinché siano idonee quali semi del sesto periodo di cultura del quarto millennio, laddove devono essere in grado di riconoscere e accogliere il  Bodhisattva Maitreya cui nel sesto periodo della quinta Epoca, dovrà  salire alla dignità di Buddha.  Possiamo a questo punto chiedere perché fu scelto un laico giapponese proveniente da una formazione militare e  come avvenne la chiamata dai mondi spirituali di Yoshikazu Okada?  (12.6. continua ).

Collegno,    agosto  2023                                       Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

33      Vedi la nota (1) del primo articolo del blog  Pensieri Antroposofici dell’Anima :  “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente I”.