Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XVI

Immagine rappresentativa della luce divina

« Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell’uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell’uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria.

Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo.  Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e marito, fino a quando Noè entrò nell’arca,  e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e inghiottì tutti, così sarà anche alla venuta del Figlio dell’uomo … Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà.  

Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa.  Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà 24,30-44).

16.10. Il Bosatsu dell’Oriente X

Oltre alla preparazione di uomini che possano accogliere il Bodhisattva Maitreya nel futuro sesto periodo di cultura, occorre preparare anche degli uomini in grado di accogliere e riconoscere il secondo evento della venuta del “Figlio dell’uomo”, cioè il Cristo che deve venire di nuovo sulle “nuvole del cielo”. In realtà Rudolf Steiner ha già annunciato la venuta del Figlio dell’uomo nel XX secolo,  secondo ciò che gli evangelisti e in modo particolare il Vangelo di Matteo, annunciano la Sua seconda venuta sulle nuvole del cielo che, secondo l’esoterismo occidentale è indicato il piano astrale attraverso la Sua manifestazione nel corpo eterico; vale a dire che verrà con lo stesso corpo eterico con cui il Cristo Gesù salì nel mondo spirituale (Atti 1-11). Questa Sua manifestazione nel corpo eterico, sul piano astrale adiacente alla Terra è iniziata ad essere visibile per alcune anime più elevate, a partire dal 1930 in poi, e durerà per l’arco di tremila anni per tutto il resto dell’umanità; cioè, per tutti quegli uomini che si prepareranno in modo adeguato  ad accoglierlo secondo gli insegnamenti degli evangelisti, o secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia. Pertanto, sia il compito dell’Antroposofia, sia quello della corrente religiosa di  Sûkyô  Mahikari, è  quello di preparare  degli uomini che siano in grado di riconoscere e accogliere queste due Entità spirituali superiori, giacché nel mondo astrale adiacente alla Terra si può facilmente confondere il Cristo eterico con la controimmagine eterica arimanica presente nel mondo elementare terrestre. Il compito di Rudolf Steiner e di conseguenza dell’Antroposofia, così come quello del Bosatsu dell’Oriente, il venerabile Maestro Sukuinuscisama o Kôtama Okada e della comunità religiosa di Sûkyô Mahikari, in tal senso convergono nell’operare spiritualmente a realizzare la volontà del Cristo, ossia alfine che la Terra diventi immagine dell’amore cosmico umano del Cristo o, il nuovo “paradiso in Terra”.

Da una parte abbiamo dunque  l’Antroposofia fondata da Rudolf Steiner, entro la quale operano uomini (maschi e femmine) più attivi nel pensare, anche se il lavoro spirituale su se stessi è armonizzare le tre facoltà dell’anima, cioè: pensare, sentire e volere. Pertanto, il loro pensiero attivo prometeico, possiamo relazionarlo alla corrente “cainita o dei magi” secondo il vangelo di Matteo, giacché lavorano coscientemente su se stessi allo sviluppo dell’anima cosciente.45 Mentre altri antroposofi iscritti alla prima classe della “Libera Università di Scienza dello Spirito”, percorrono un cammino più esoterico cui lavorano su se stessi tramite una via meditativa con i contenuti della Scienza dello Spirito e tramite le lezioni esoteriche della classe, alfine di sviluppare in parte il corpo astrale in Sé spirituale e di conseguenza l’unione con il loro Io superiore e con il vero Io del Cristo. Dall’altra abbiamo la comunità religiosa fondata dal Maestro Kôtama  Okada, entro la quale operano piuttosto uomini il cui pensiero passivo epimeteico possiamo relazionarlo alla corrente “abelita o dei pastori” secondo il vangelo di Luca. Essi si avvicinano a questa corrente religiosa entro la quale operano forze magiche divine spirituali quale principio purificatore dell’anima umana, tramite cui ogni allievo dopo aver frequentato per tre giorni un corso di formazione spirituale e aver ricevuto un oggetto sacro da portare costantemente al collo notte e giorno, può a sua volta far fluire come terapeuta spirituale le forze purificatrici della luce divina a qualsiasi oggetto fisico, sia esso vegetale, animale o uomo. Lo scopo della purificazione spirituale, ossia di “Okiyome”46, è soccorrere l’umanità sofferente a causa dell’essersi allontanata dalla sua origine spirituale ed essere scesa troppo in basso negli attaccamenti del materialismo terreno, compromettendo e indebolendo il suo corpo eterico cui diviene sempre più debole, si dissecca, come le foglie morte degli alberi in autunno. Ciò ha fatto sì che potesse essere obnubilata dalle forze luciferiche e arimaniche e dalle forze asuriche del male che diventano sempre più forti insinuandosi sempre più nel mondo fisico e di conseguenza nell’io umano, causando nuovi impulsi di un razzismo strisciante e subdolo sottoforma di pregiudizi, spingendo l’io umano terreno sempre più in basso verso un egoismo sfrenato e quindi verso l’odio e il contrasto che, inesorabilmente porterà in quel lontano futuro del settimo periodo di cultura (circa ottomila anni) alla guerra di “tutti contro tutti”, come preannunciata da Rudolf Steiner. L’arte divina della purificazione attraverso la luce divina di Sûkyô Mahikari vuole perciò ridare vigore all’anima umana, vuole rafforzare i suoi arti costitutivi animici attraverso la pratica di Okiyome unendo in tal modo lo spirito umano allo spirito universale, cosicché prenda coscienza della sua origine divina ed essere salvati dalla catastrofe futura del settimo periodo di cultura “americano”(circa 5733-7893).47  La pratica di okiyome difatti, consiste nel praticare ogni giorno l’arte divina ricevendo particolarmente la luce divina al centro della fronte (P.8)48, in direzione del centro della testa dove è situata la ghiandola pineale, cui rappresenta la zona fisica centrale attraverso cui secondo Mahikari si manifesta l’anima principale dell’uomo. Possiamo quì pensare che si tratti secondo la  Scienza antroposofica dell’anima razionale o della ragione; mentre l’anima senziente è indicata come anima secondaria delle brame e dei desideri, ed è situata quattro dita al di sotto dell’ombelico (P.13), cui difatti l’Omitama, il ricettacolo della luce divina che viene consegnato dopo i tre giorni del corso elementare, occorrerà fare attenzione moralmente che non tocchi mai questa zona considerata impura.

Per quanto riguarda invece l’anima cosciente, cui la Scienza dello Spirito antroposofica a orientamento cristiana-rosicruciana, pone molta attenzione che il suo sviluppo avvenga nel modo giusto affinché non cada in balia di Lucifero e di Arimane o, addirittura degli Asura49, per cui è consigliabile che l’allievo antroposofo accolga in sé l’Impulso del Cristo, cautelandosi in tal modo anche dalle forze del male asuriche che vogliono distruggere l’io umano. Nel movimento spirituale giapponese, l’anima cosciente non è compresa nella costituzione quaternaria dell’uomo cui viene spiegata nel primo giorno del corso elementare alle persone che vogliono diventare membri della comunità religiosa, ma che comunque il suo sviluppo avviene per così dire in modo fortuito, inconsapevole, secondo gli insegnamenti del Maestro fondatore Sukuinuscisama, in quanto sono incoraggiati a compiere uno sforzo consapevole, nel mettere in pratica il “Sonen profondo”. Il Sonen o pensiero profondo, secondo la Scienza dello Spirito, è il pensiero positivo profondo cui è ispirato dal nostro Io superiore; ovvero, è quell’impulso profondo che a volte ispira e spinge l’uomo  a cercare moralmente la positività in ogni cosa, anche là dove possa assistere a degli eventi negativi che gli vengono incontro sia come eventi naturali che come effetti karmici delle sue azioni negative della vita passata. Agire dunque col giusto pensiero (Sonen profondo), vuol dire compiere coscientemente il bene morale verso gli altri in ogni nostra azione, così com’è insegnato dal Buddha Gautama nell’ottuplice sentiero, sia sul piano fisico che su quello mentale, indipendentemente dalle nostre simpatie o antipatie; ovverosia possiamo dire che quando l’uomo evoluto cristianizzato non si lascia più determinare dalle proprie brame o passioni, ma riesce a dominarle e a svilupparle in facoltà superiori, egli sviluppa e crea  in se stesso, il “Figlio dell’uomo”, ossia l’Anima cosciente. L’anima cosciente è per così dire la figlia che l’uomo deve far nascere in se stesso, dall’ampliarsi morale dell’anima razionale; è ciò che Rudolf Steiner in “Teosofia” (O.O. n. 9) rivela essere la quintessenza dell’anima umana, attraverso cui l’io umano esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della volontà cui  l’io terreno o inferiore risvegliato, può autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica, è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino, ovverosia il dio nell’uomo.

Per una maggiore comprensione sulla conoscenza di questi aspetti animici-spirituali della costituzione umana occorre formarci in modo sintetico una giusta opinione secondo gli insegnamenti del Maestro fondatore Sukuinuscisama, cosicché possiamo farci un quadro rappresentativo più completo dell’Entità umana e completandolo  poi dopo, con la costituzione settemplice secondo la Scienza dello Spirito. Pertanto, per accedere agli insegnamenti di Mahikari occorre diventare prima un membro praticante della luce divina attraverso un corso elementare di formazione (iniziazione) della durata di tre giorni, dove sono spiegati diverse tematiche inerenti alla conoscenza del cosmo, della natura  umana e spirituale, ecc., cui alla fine possiamo decidere se diventare membri con l’accettare un oggetto sacro (Omitama), da portare costantemente addosso e togliendolo solo in casi particolari cui viene spiegato alla fine del corso.  Nei tre giorni del corso elementare, un membro insegnante formatosi dopo alcuni anni di tirocinio nel corso per insegnanti in Giappone, spiega i fondamenti essenziali spirituali e morali a cui attenersi durante la pratica di Okiyome. Inoltre, introduce gli ascoltatori (cui è consentito nei tre giorni del corso elementare solo prendere appunti senza fare domande), nelle diverse tematiche quali: l’Io umano e il culto agli  antenati, il principio del karma e della reincarnazione, il Kotodama della parola e … altro ancora. In modo particolare sono spiegati e accentuati i principi spirituali divini e umani concernente il mondo degli spiriti divini e della natura interiore umana, la quale è posseduta da uno spirito possessore, cioè il “Doppio”50 com’è conosciuto nella Scienza antroposofica, il quale è il responsabile di tutte le  malattie fisiche-psiche dell’uomo. Dopo aver ascoltato il corso elementare, per coloro che sono diventati membri inizia l’attività pratica e spirituale nella comunità del Dojo, cioè il luogo di pratica quotidiano della trasmissione della luce divina.  Qui è ubicato un altare dedicato a Dio creatore, (Dio Su, ossia il Cristo o l’Io Sono l’Io Sono), la cui presenza divina è data da un oggetto sacro chiamato “Goshintai” attraverso il quale emana la protezione e la diffusione della luce divina da parte di entità gerarchiche spirituali collegate ai venerabili fondatori e Maestri: Sukuinuscisama e Oscienuscisama (la figlia adottiva, Keisciu Okada). Secondo alcune parole apprese da un insegnamento di Oscienuscisama, possiamo pensare che la potenza spirituale dell’emanazione divina nel Dojo è proporzionata all’atteggiamento morale dei membri di Sûkyô Mahikari, i quali possono accentuare la luce divina attraverso un loro giusto Sonen armonico e morale, oppure offuscarlo tramite  pensieri e atteggiamenti negativi di contrasto o disarmonici tra i membri o, fra i responsabili dirigenti dell’organizzazione gerarchica di Sûkyô Mahikari. (16.10. Continua)

Collegno,   novembre  2023                                           Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

45  Vedi la nota (3) di “Il Paraclito, i gradi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente I, del primo articolo apparso nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

46     Okiyome  è la pratica quotidiana di purificazione cui ogni membro di Mahikari deve osservare di ricevere e innanzitutto trasmettere ogni giorno la luce divina in modo da compensare spontaneamente il suo karma negativo e in parte quello dei suoi antenati, offrendo il proprio servizio e la sua collaborazione al mondo spirituale alfine di essere utile agli altri, dimodoché l’umanità si risvegli spiritualmente e possa redimersi e realizzare la Volontà del Cristo (Dio Su) sulla Terra. La pratica di Okiyome si svolge generalmente nel Dojo tra due membri di Mahikari, oppure verso le persone che si recano al Dojo per ricevere la luce divina in modo da risolvere dei problemi spirituali personali di salute; non è richiesto alcun compenso per la pratica.

47    La Scienza dello Spirito ci rivela che l’uomo per arrivare alla sua meta deve attraversare sette stati di  coscienza  o “eoni” cosmici, conosciuti come: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”; i nomi dei pianeti, non sono attinenti ai nomi dei pianeti attuali del nostro sistema planetario,  questi ultimi indicano solo il confine fin dove si espandevano le sfere cosmiche antiche di Saturno, Sole e Luna.  Ogni stato di coscienza a sua volta si divide in sette stati di vita e ogni stato di vita in sette stati di forma; di cui però, ogni stato di forma dobbiamo suddividerlo in sette Epoche e ogni Epoca in sette stati di cultura.  Per cui volendo prendere in considerazione solo il nostro stato di coscienza o eone terrestre attuale, dobbiamo dire che la nostra Terra (inteso come sistema planetario attuale) ha attraversato tre stati o eoni cosmici di coscienza antichi, cioè: “Saturno, Sole e Luna”, ed è ora nella quarta incarnazione cosmica chiamata Terra.  Per capire dove siamo attualmente, prima di entrare nel quinto stato di coscienza di Giove, dobbiamo dire che abbiamo già attraversato tre stati di vita e tre stati di forma, cui attualmente la nostra Terra è nel quarto stato di vita chiamato minerale e nel quarto stato di forma che chiamiamo fisico. Per sintetizzare quest’evoluzione abbastanza complessa la quale ci porterebbe troppo lontano da una semplice nota, diciamo che la nostra Terra sta attraversando il quarto stato di vita e il quarto stato di forma, che a sua volta, ha attraversato  quattro Epoche e cioè: l’Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica che finì con una grande catastrofe. Attualmente siamo nella quinta Epoca Postatlantica, la quale deve passare attraverso sette periodi di cultura di cui ne abbiamo già attraversato quattro e cioè: “Paleo-Indiano, Paleo Persiano, Egizio-caldaico-ebraico, e il greco-romano”. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura anglo-germanico che avuto inizio nel 1413 e terminerà circa nel 3573. Dopodiché entreremo nello sviluppo del sesto periodo chiamato russo-moldavo che terminerà circa nel 5733, infine il settimo periodo di cultura chiamato americano che terminerà appunto con una catastrofe, circanel 7893.

48       Il corpo umano secondo gli insegnamenti di Mahikari, presenta 27 punti principali, i quali rappresentano dei punti in rapporto agli organi vitali umani e altri cui sono punti dove si accumulano maggiormente le tossine negative cui vengono purificate e sciolte attraverso la luce divina della trasmissione di Okiyome. Il punto centrale della fronte, cioè, il (P.8) è appunto il punto centrale cui si dà maggiore cura di purificare in quanto rappresenta l’anima umana attraverso cui è posseduta o possiamo dire che s’intromette nel suo pensare, sentire e volere il suo “Doppio”, facendo sì che l’uomo venga offuscato nel suo giudizio e agisca negativamente nei confronti degli altri.   Attraverso la trasmissione della luce divina all’anima principale, quest’essere può essere purificato dimodoché  l’io umano possa agire nei confronti degli altri col giusto giudizio e amore fraterno.  

49 Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista  Giovanni, l’anticristo  del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro io terreno,  non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa non perfetta!

50     Il Doppio umano  o Doppelgänger  com’è conosciuto in tedesco, è un essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè, si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente da quello di suo fratello luciferico che agisce invece, tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte  caratteriale morale, è soggetta all’influenza  di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via».

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XV

Immagine rappresentativa del risveglio spirituale

«Voi esseri umani “Hito”, siete creature che in origine foste generate  da Dio …  Il vostro “Vero Io” è  veramente figlio di Dio …Dovete avvicinarvi a Dio un passo dopo l’altro; così facendo voi figli di Dio, potete riuscire a divinizzarvi. Questo però, viene stabilito nel mondo celeste da Dio Su [Cristo], il quale sceglie, decide e permette; agli esseri umani non è dato poterlo fare con le sole forze umane. Qualunque sia attualmente la vostra posizione sociale o il vostro lavoro, che siate ricchi o poveri, felici o infelici, tutto questo non è altro che una fase del tirocinio che è dato all’uomo [quale sviluppo ed elevazione spirituale dell’anima umana] … inoltre dovete prendere coscienza del “principio dell’equilibrio e della legge della reincarnazione” il cui effetto è la conseguenza delle azioni che voi stessi avete compiuto nel corso delle vostre incarnazioni terrene … Pertanto, avere degli stati d’animo di odio, di rancore, di invidia e di collera nei confronti degli altri, non fanno altro che rendervi sempre più infelici; per questo  essi vanno abbandonati  e superati con degli stati d’animo altruistici» (dal libro Goseighen, P27).   

15.10. Il Bosatsu dell’Oriente X V

Dopo essere passato attraverso la scuola del dolore tramite cui l’anima si ridesta dalla vita illusoria materiale e prende coscienza della sua vera essenza divina originaria, Yoshikazu Okada è pronto ora alla terza chiamata dal mondo spirituale per divenire l’involucro fisico quale strumento bodhisattvico della “voce divina”, attraverso cui può risvegliare l’umanità dormiente dalla maya arimanica. Il 27 febbraio del 1959 alle cinque del mattino Yoshikazu è risvegliato da uno stato quasi di premorte iniziatico dovuto a un’altissima febbre che lo aveva reso incosciente per diversi giorni, dove riceve dal mondo spirituale (in realtà è una voce divina interiore) la prima delle moltissime rivelazioni inerenti a un piano di salvezza dell’umanità che saranno poi pubblicate nel libro “Goseighen” in dotazione agli iniziati di Sûkyô Mahikari. Questa chiamata di Yoshikazu è simile all’esperienza dei profeti ebraici, i quali erano ispirati dalla “Bat-kol”, ossia la ”voce divina” che guidava l’antico popolo eletto da Jehovah-Michele42 attraverso i profeti in modo che non deviassero dalla retta via, cioè dalle leggi morali sinaiche che Mosè aveva ricevuto da Dio sul monte Sinai. Occorre però dire che secondo la Scienza dello Spirito, i profeti ebraici erano stati nelle loro vite precedenti degli altissimi iniziati nei diversi popoli sparsi per la Terra, e nell’epoca cui avvenne l’evento del Golgotha si trovarono insieme come apostoli scelti appositamente dal Cristo. Lo stesso dicasi per il profeta Mosè, che prima di essere scelto da Jahvè o Jehovah come strumento per liberare il popolo ebraico dalla schiavitù del faraone egiziano, era stato in vite precedenti un iniziato e discepolo di Zarathustra, dal quale ricevette durante la sua incarnazione in Egitto una copia del suo corpo eterico secondo la legge dell’economia spirituale43; inoltre, era stato iniziato nei misteri egizi e poi in quelli madianiti essendosi unito a Zippora la quarta figlia del saggio sacerdote madianita di nome Ietro, dopo la sua fuga dall’Egitto. Al contrario, Yoshikazu era un semplice laico con delle qualità medianiche cui possiamo presumere che le abbia maggiormente acquisite o, meglio, sviluppate secondo alcune informazioni prese dal web (world wide web), durante la sua permanenza nella corrente religiosa della “Sekai Kyūsei Kyō negli anni tra il 1947-53 che come citato, si avvicinò dopo la resa del Giappone e la perdita di tutti i suoi beni durante un bombardamento aereo da parte degli americani nel 1945. Che il fondatore di Sûkyô Mahikari sia stato un membro della corrente religiosa fondata da Mokichi Okada lo assicurano alcune testimonianze raccolte dal web, dove appunto si vede Yoshikazu Okada ritratto assieme ad altri dirigenti della Sekai Kyūsei Kyō, cui possiamo certamente asserire che egli aderì a questa corrente millenaristica dove accolse gli insegnamenti sulle pratiche magiche di rituali di guarigioni e purificazione dell’anima dal maestro  Mokichi Okada cui si definiva il nuovo messia ispirato da Dio, alfine di aiutare le sofferenze umane e restaurare un nuovo paradiso in Terra, similmente al compito cui sarà poi affidato a Kôtama  Okada.

Egli, per quanto ne sappiamo, non possedeva delle doti di chiaroveggenza in grado di distinguere l’essere bodhisattvico da cui era ispirato e al quale, sacrificherà più tardi, il suo involucro fisico-animico dopo essere passato attraverso un tirocinio spirituale per alcuni anni tramite la purificazione e trasformazione di una parte del suo corpo astrale in Sé spirituale. Vale a dire che alfine il Bodhisattva Maitreya quale essere umano superiore che si prepara a diventare il prossimo Buddha umano futuro e primo discepolo del Cristo, potesse incorporarsi nel suo corpo astrale superiore, fu necessario che Yoshikazu Okada fosse prima  preparato e purificato attraverso un tirocinio spirituale di perfezionamento, in modo da elevare la sua anima e il suo io umano a livello di Bosatsu. Ovverosia, nell’arco di cinque anni egli conseguì attraverso un tirocinio spirituale quel gradino iniziatico che lo elevò fino al Sé spirituale e di conseguenza all’unione col suo Io superiore; ciò è dimostrato da alcune foto in cui appare con una protuberanza molto pronunciata sulla fronte in direzione del chakra a due petali (Ajna) che, come citato  in un articolo precedente44, è in relazione alla veggenza immaginativa.  In questo modo  il Bodhisattva Maitreya poté col suo corpo astrale e col suo Io bodhisattvico incorporarsi e unirsi al  corpo astrale purificato e all’Io superiore di Yoshikazu Okada che, a quel punto, secondo la prima rivelazione ricevuta nel febbraio del 1959, gli fu dato il nome di Kôtama Okada, ossia “Globo di Luce”. Questo fatto viene evidenziato nel paragrafo 448 del libro Goseighen nell’articolo sopracitato cui vogliamo di nuovo riportare per una maggiore riflessione, dove appunto dice:

« Il vostro Maestro è il vostro Maestro, ma non è soltanto il vostro Maestro. Egli è, ora, il Maestro della vita eterna per tutta l’umanità in quanto Rappresentante di Dio in questo mondo fisico. Per questo motivo ho fatto sì che seguisse per cinque anni e che portasse a termine il tirocinio spirituale di “Bosatsu”. Pertanto, egli è giunto a non essere più soltanto il vostro Maestro: è l’anima alla quale sarà fatta svolgere, in quanto Maestro dell’umanità intera, la missione Sacra della costruzione di un mondo “nuovo”. L’ho fatto diventare il “Maestro  Salvatore” (Sukuinusci), il “Maestro che guida” verso la realizzazione del Meccanismo della discesa di Mirokù Messia (Dio Su) e verso la Civiltà radiosa della prossima era [il prossimo sesto periodo del Sé spirituale]» (Goseighen P.448, pag.506).

Come si può vedere dalle parole di questa rivelazione il Maestro Kôtama Okada è sottoposto da “Dio” (Mirokù Messia),a un tirocinio spirituale particolare  fino a che non avesse raggiunto il livello spirituale di Bosatsu in modo da essere uno strumento purificato e perfetto, affinché potesse manifestarsi in lui e attraverso di lui la “parola divina”, cioè il Mirokù, il futuro Buddha umano che deve venire. In realtà occorre quì ricordare che, se abbiamo seguito il tema dei Bodhisattva attraverso i diversi articoli pubblicati finora nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, possiamo dire che chi ha tradotto questa rivelazione, pare abbia qualche difficoltà nella conoscenza spirituale alquanto complessa che si manifesta attraverso queste Entità bodhisattviche cosmiche divine e umane. Il traduttore del  Goseighen, in queste frasi sembra non distingua bene tra l’Entità bodhisattvica umana, cioè il Miroku Messia e “Dio Su” la parola creatrice, ovverosia l’Io Sono Io Sono. Il Miroku Messia, è un Bodhisattva che in occidente così come in oriente è considerato il successore del Buddha Gautama che fa parte della gerarchia umana, giacché non si è ancora elevato alla gerarchia angelica. Egli si incarna in ogni secolo incorporandosi in un uomo molto evoluto,  ma non scende mai a livello terreno in una incarnazione completa umana; pertanto, non può essere considerato un dio così come erroneamente è indicato nella parentesi tonda dal traduttore, paragonandolo appunto a “Dio Su”. Sergej O. Prokofieff, uno dei più elevati esoterista della corrente antroposofica fondata da  Rudolf Steiner, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri” caratterizza questa sublime Entità bodhisattvica così:

«Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fino alla sfera del “Budhi” [ossia la sfera oltre il mondo stellare chiamato anche il mondo della Providenza]. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale soltanto su Giove» [vale a dire, nel prossimo eone del quinto stato di coscienza dell’evoluzione umana, chiamato dalla Scienza antroposofica “Giove”, ovvero ciò che nell’Apocalisse di Giovanni e detto “Gerusalemme Celeste”].  

Da questo possiamo capire che per l’esoterismo occidentale il Miroku Messia  è un uomo molto evoluto che ha già superato i limiti delle esperienze che un uomo può fare sulla nostra Terra, cionondimeno non può essere considerato una divinità angelica in quanto fa ancora parte della gerarchia umana. È un uomo particolarmente evoluto che lavora su se stesso in modo cosciente similmente a come fanno gli Angeli, ossia alla completa trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, cui nella Scienza antroposofica così come nel buddhismo, è conosciuto come il Bodhisattva Maitreya, vale a dire il successore del Buddha Gautama che fra circa tremila  anni dovrà scendere in una incarnazione umana completa, per realizzare la sua dottrina e completare il suo perfezionamento da Bodhisattva a Buddha. Pertanto, l’involucro umano in cui egli s’incorpora in ogni secolo durante la sua manifestazione sul piano fisico (in questo caso in Yoshikazu Okada), è considerato dalla Scienza antroposofica e secondo l’esoterismo occidentale, un uomo maggiormente evoluto per  la presenza in lui del nuovo Bodhisattva successore del Buddha. Per questo egli sarà in una futura incarnazione uno dei tanti discepoli che il Bodhisattva Maitreya ha incorporato in ogni secolo durante l’arco di cinquemila anni e che in primis saranno in grado di  accogliere in quel lontano futuro del sesto periodo chiamato nell’Apocalisse “Filadelfia”, il loro Maestro.    Quando il Bodhisattva Maitreya in quel lontano futuro scenderà sul piano fisico, dovrà  percorrere la via che Rudolf Steiner nel libro “Gerarchie Spirituali” indica come quella di “buddha  umano” (Pag. 112). Egli dovrà realizzare di conseguenza la dottrina che ha insegnato e divulgato nell’umanità nell’arco dei cinquemila anni, fino a giungere alla completa purificazione e trasformazione del corpo astrale in Sé Spirituale, ovverosia l’Illuminazione spirituale cui gli permetterà di elevarsi alla dignità celeste di nuovo Buddha umano e che diversamente dal Buddha Gautama, continuerà a incarnarsi sulla Terra come uno dei più alti discepoli e servitori del Cristo.

Inoltre, occorre dire che il significato del termine  “Messia”, nel mondo occidentale assume un significato diverso da quello che la corrente religiosa di Sûkyô Mahikari attribuisce sia al Mirokù che al fondatore Kôtama Okada cui sarà poi chiamato “Sukuinuscisama”. Il Messia che il mondo antico testamentario ebraico attendeva e che ancora attende tuttora, giacché i sacerdoti farisei non riconobbero in Gesù di Nazareth l’avvento del Messia tanto atteso e promesso dal profetismo ebraico antico, per il fatto che era un semplice figlio di un falegname e non secondo la tradizione ebraica la quale vuole che il Messia discenda da una generazione regale o sacerdotale, atteso soprattutto come speranza di un re ideale della stirpe di Davide che sia artefice di una restaurazione politica e religiosa d’Israele. Essi non compresero infatti, che la promessa che il Dio Yahveh o Jehovah fatta a Mosè sul Sinai (cui avrebbe tratto dal popolo ebraico un profeta pari a Lui stesso; Deuteronomio 18,15), si realizzava attraverso l’uomo di Nazareth. Il compito di Gesù di Nazareth, non era certamente  quello di liberare il popolo ebraico dal giogo romano del potere di Cesare, ma di redimere tutta l’umanità sottraendola piuttosto dal potere di Lucifero e di Arimane, affinché l’uomo potesse prendere coscienza della sua origine divina così che il paradiso perduto, possa essere restaurato sulla Terra attraverso il vero amore cosmico umano e la vera libertà umana quale espressione del Cristo.” A tal proposito uno dei compiti della comunità religiosa del movimento spirituale di Sûkyô Mahikari e della Scienza dello Spirito o antroposofia, è quello di preparare delle anime umane come semi di uomini futuri che siano in grado di preparare una comunità spirituale sulla base della vera fratellanza e dell’amore cosmico umano, per accogliere il Bodhisattva Maitreya nella sua discesa sul piano fisico per una completa incarnazione umana. La sua discesa  secondo la conoscenza orientale avverrà dopo circa 5670 anni dopo la nascita del Buddha storico (vale a dire un po’ oltre la metà della sesta Epoca Postatlantica, la quale inizierà nel 3573 e terminerà nel 5733) e sarà possibile solo se ci saranno uomini in grado di comprenderlo e dei genitori umani evoluti che, siano in grado di accoglierlo e preparare  la sua nascita  attraverso il grembo di una donna che possa resistere al suo fuoco bodhisattvico divino. (XV. Continua)

Collegno, ottobre 2023                                                                              Antonio   Coscia

Note   Antroposofiche

42    La divinità di Jehovah o Jahvè, appartiene alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Elohim solari biblici (Potestà), i quali non possono intervenire direttamente nell’ambito della natura umana, essi si servono dei messaggeri o intermediari che appartengano alla terza gerarchia ossia gli Angeli, Arcangeli e Archai. In questo caso nel popolo ebraico si servono di un Arcangelo che è uno Spirito di popolo, uno tra i più potenti spiriti della terza gerarchia, ossia “Michele” che nel 1879 è salito al rango di Archai. Durante l’epoca storica del periodo ebraico, Egli era il “Volto di Jahvè o Jehovah” e agiva nell’anima umana di notte,  ispirando uomini a cui affidava una particolare missione. Oggi l’archè Michele è diventato il “Volto del Cristo” e opera di giorno nelle azioni umane, nella volontà umana colma di sacrificio e d’amore per gli altri.

43    Solitamente i corpi eterici e i corpi astrali umani, dopo la morte si espandono congiungendosi alla materia eterica o astrale, mentre l’Io umano trattiene per sé un loro estratto che rappresenta la parte essenziale dell’esperienza terrena. Esistono dei corpi eterici di uomini evoluti, di uomini evoluti che hanno dato una spinta all’evoluzione umana, i cui corpi eterici e astrali dopo la morte non si disciolgono nell’etere eterico o astrale, ma sono trattenuti dagli Dei i quali ne fanno diverse copie; a volte anche migliaia di copie che vengono inserite in uomini che si incarnano e che hanno una particolare missione da compiere sulla Terra. Così è facile che un uomo possa avere il suo corpo fisico, l’astrale e l’Io che sono il frutto della sua evoluzione umana terrena, me che il suo corpo eterico è appartenuto a un’altra anima.

44      Vedi l’articolo precedente: “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XII”.