Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XII

Il Tempio Mondiale di Sûkyô Mahikarì situato a Takayama (Giappone)

«È impossibile  riuscire a capire tutto sin dall’inizio. Prima di aver oltrepassato almeno l’ottanta per cento di altezza di una montagna è impossibile vedere qual è l’aspetto reale della sua vetta; non si può nemmeno avere una veduta generale del paesaggio circostante. Quando, però, si è saliti fino alla sommità, la visione è completa» (P. 123 del libro Goseighen).     Kòtama Okada

12.6. Il Bosatsu dell’oriente VI

Abbiamo visto nell’articolo precedente che affinché possa regnare la pace tra gli uomini, occorre innanzitutto che le più importanti religioni attuali prendano coscienza che i loro fondatori sono stati ispirati dallo stesso Dio creatore che si è manifestato attraverso i suoi messaggeri divini, cioè Archai, Arcangeli e Angeli, in luoghi e in tempi diversi, alfine di educare e frenare l’umanità nella sua evoluzione materiale. Ciò deve portare a un loro risveglio spirituale superiore in modo da riconoscere l’unico e il solo Dio Creatore del nostro Universo, cui Rudolf Steiner quale Maestro di saggezza e dell’armonia dei sentimenti e in qualità di altissimo iniziato chiaroveggente, ha indicato come “Io Sono l’Io Sono”, cosicché possano pregarlo insieme nel nuovo “Tempio Mondiale” del terzo millennio costruito a Takayama (Giappone), secondo la rivelazione divina ispirata a Yoshikazu Okada, il fondatore di Sûkyô Mahikarì. Abbiamo citato  due correnti spirituali che hanno il compito di unificare le religioni attuali della Terra, di cui: una esoterica proveniente dal cristianesimo-rosicruciano a orientamento antroposofico, dietro di cui agiscono gli altissimi Maestri di saggezza occidentali Rudolf Steiner, Cristian Rosenkreutz e il Maestro Gesù. L’altra exoterica proveniente dall’estremo oriente, quale corrente universale sincretica sovra religiosa con tratti più accentuati di carattere shintō-buddhista di  nome Sûkyô Mahikarì, fondata appunto da Yoshikazu Okada, cui assumerà più tardi secondo la rivelazione divina, il nome di Kòtama Okada e successivamente il nome di grande Maestro venerabile e guida, “Sukuinuscisama”. È alquanto difficile scrivere la biografia di Yoshikazu Okada, in quanto non ci sono fonti ufficiali biografici di un suo eventuale  cammino iniziatico o di appartenenza a correnti esoteriche cui hanno in qualche modo contribuito alla formazione del suo pensiero filosofico-religioso.  L’unico libro accessibile è  come citato il “Daiseisciu” (il grande e sacro Maestro), il quale non vuole rappresentare una visione strettamente biografica del fondatore di Mahikari, ma piuttosto un’agiografia fatta da esperienze personali del discepolo e autore Kentaro Scibata e da racconti di altre persone aderenti a Mahikari e da insegnamenti dello stesso Maestro fondatore, divulgati nei corsi di formazione a carattere iniziatico per entrare nell’organizzazione religiosa di Sûkyô Mahikari. Diversi autori stranieri e occidentali, tra cui Wikipedia, Andrea Molle, e il saggista sociologo e direttore del centro del CESNUR Massimo Introvigne, per quanto ne sappiamo, sembrano non aver colto completamente la parte biografica più profonda ed esoterica del Maestro e fondatore di Sûkyô Mahikari.  Questa parte riguarda la dottrina dei Bodhisattva quale attesa escatologica giapponese buddhista del nuovo Bodhisattva successore del Buddha Gautama, vale a dire il Bodhisattva Maitreya (conosciuto anche come Miroku). Lo stesso Introvigne, cui ebbi modo anni fa di incontrare nello Sciò Dojo di Torino come iniziato del primo corso di Mahikarì, alfine di scrivere un libriccino sull’organizzazione di Mahikarì (vedi “Sûkyô Mahikari” – Editrice Elledici) non ha saputo cogliere il lato più profondo del Maestro e Bosatzu Kòtama Okada, nonostante avesse avuto la possibilità di accedere alla conoscenza dei corsi d’iniziazione superiori.

Certamente la dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa come abbiamo cercato di spiegare in tutti gli articoli precedenti apparsi nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, cui non viene affrontata per quanto ne sappiamo  da nessun autore che abbia scritto sul nuovo movimento religioso giapponese di Sûkyô Mahikari, sia italiani che stranieri e né tantomeno dai corsi di formazione spirituale o iniziazione di Sûkyô Mahikari, laddove se ne fa solo un piccolo accenno nel libro delle rivelazioni divine ossia il “Goseighen”, dove a pag.238 è scritto:

“il vostro Maestro è il vostro Maestro, ma non lo è unicamente  per voi. È ormai il Maestro della vita dell’umanità eterna, in quanto rappresentante di Dio sulla terra. Per ben cinque anni, Dio gli ha fatto seguire la pratica di Bosatsu [Bodhisattva]. Da allora, non è più soltanto il vostro Maestro, ma viene ispirato da Dio al fine di realizzare un paese divino  con la missione di Maestro dell’umanità. Dio lo ispira affinché la discesa del futuro Messia [Miroku o il Bodhisattva Maitreya], prevista nel Suo piano [divino], possa realizzarsi” (Ibidem, P. 448).

Come possiamo leggere da questo stralcio di rivelazione ricevuto dal  Maestro fondatore Kòtama Okada o, meglio, da Sukuinuscisama, il mattino del 10 dicembre del 1965, ove ci fa capire che il Maestro Kòtama non è il Messia (Miroku) che deve venire, ma egli era  un uomo tra i più evoluti del Giappone cui fu scelto come strumento dal futuro Buddha Maitreya, alfine potesse divulgare la sua dottrina in modo da preparare uomini che possano riconoscerlo e accoglierlo nella sua discesa e completa incarnazione in un corpo fisico terreno, durante il secondo terzo  del sesto periodo postatlantico, cioè fra circa 5000 anni d.C. Abbiamo cercato di spiegare  negli articoli precedenti quanto sia complesso dare un’esatta definizione sulla natura di un Bodhisattva, per il fatto che occorre distinguere le diverse classi tra il cerchio dei dodici Bodhisattva celesti che operano dalla sfera del Budhi (vedi la nota 1 )33 che non si incarnano mai, e il cerchio dei dodici Bodhisattva umani che si incorporano in ogni secolo nel corpo astrale di uomini normali evoluti o iniziati, attraverso i quali  fanno fluire la conoscenza spirituale nell’umanità, alfine che questa possa maturare e realizzare la meta divina assegnatale dal Creatore. Anche qui occorre però fare una distinzione tra i Bodhisattva occidentali che si incarnano completamente in ogni secolo come uomini, e quelli orientali che  non si incarnano mai ma, s’incorporano ogni secolo nel corpo astrale di uomini terreni evoluti per circa 5000 anni; alla fine,  però, devono scendere sul piano fisico e fare un’incarnazione completa, attraverso la fecondazione di una coppia terrena che possa dargli un corpo adeguato alle sue facoltà spirituali, altrimenti dovranno attendere fino a che ciò sia possibile. Dopodiché verso i trenta trentatré anni, percorrono ciò che Rudolf Steiner chiama il cammino di “buddha umano” fino alla completa Illuminazione e trasformazione del corpo astrale in Sé spirituale, o secondo la  dottrina del Buddhismo Mahāyāna  nel corpo sacro superiore che Rudolf Steiner chiama “Nirmanakaya”, con il quale il Bodhisattva salito alla dignità di Buddha può ora manifestarsi nel mondo eterico dai mondi spirituali superiori, in quanto la sua permanenza nel nostro mondo attraverso il ciclo delle rinascite è terminata, non ha più bisogno di reincarnarsi nel nostro eone terrestre.

Il Bodhisattva Maitreya succeduto al Buddha Gautama, come già citato si incorporò per la prima volta nel quarto periodo postatlantico, circa un secolo prima della venuta del Cristo Gesù, nel maestro degli esseni e dei terapeuti “Jeshu ben Pandira” che, come sappiamo, fu lapidato e impiccato dai sacerdoti farisei. Egli si è poi manifestato e incorporato circa un terzo dopo nel quinto periodo di cultura postatlantico, prima nel grande Iniziato cristiano-rosacruciano Rudolf Steiner (1861-1925) per circa un settennio, attraverso il quale ha potuto far fluire la conoscenza dei mondi spirituali superiori rinnovando completamente il cristianesimo esoterico, enunciando per la prima volta la giusta comprensione della legge karmica e della reincarnazione, che la Chiesa romana aveva confutata e ritenuta eretica dal terzo secolo d.C. Dopodiché  si è manifestato mezzo secolo dopo a oriente, a un laico giapponese che ha dovuto preparare spiritualmente e moralmente, prima di poterlo incorporare in modo da sopportare il fuoco bodhisattvico. Per cui Yoshikazu Okada affinché potesse sopportare il fuoco spirituale, venne preparato attraverso un cammino iniziatico  superiore tramite un tirocinio spirituale, un cammino di purificazione ed elevazione  morale fino a raggiungere il livello di Bosatsu; in altre parole, possiamo dire che affinché il Bodhisattva Maitreya (Miroku Messia = Dio) potesse incorporarsi in lui (nel corpo astrale), occorreva che da uomo normale si elevasse a livello di Bosatsu attraverso un tirocinio spirituale, ovverosia doveva purificare e trasformare coscientemente una parte del suo corpo astrale in Sé spirituale, arrivando cioè al “Satori”, o “Illuminazione” spirituale, ovverosia all’unione col suo Io superiore.

Ciò che Kòtama Okada fece con grandi sforzi e umiltà spirituale fu quello di realizzare la veggenza immaginativa attraverso il fuoco della nuova “Pentecoste” similmente a come fu per gli apostoli dopo il commiato del Cristo; vale a dire l’apertura del terzo occhio (Ajna) com’è possibile vedere in alcune foto del fondatore dove si nota una protuberanza  sulla sua fronte molto pronunciata, cui è rappresentata come si può vedere, anche  dalla sfera rossa posizionata alla sommità del Tempio di Takayama. Dobbiamo dire che Sukuinuscisama non aveva sviluppato solo la veggenza immaginativa, con la quale   poteva prendere coscienza della terza gerarchia gli Angeli, Arcangeli e Archai, ma, egli era cosciente anche dell’esistenza della seconda gerarchia, cioè le Potestà (Elohim), le Virtù e le Dominazioni, in quanto aveva sviluppato anche la veggenza ispirativa, giacché poteva udire. la voce di Dio attraverso le diverse rivelazioni affluitegli per diversi anni, da cui nasce il nuovo culto rinnovato a Jahvè o Jehovah, dell’offerta del cibo e dei prodotti della terra durante la festa di ringraziamento mensile di Sûkyô Mahikari. In tal modo divenne il portatore del Bodhisattva Maitreya per circa due settenni; il primo messaggero di un ordine superiore religioso della nuova epoca dell’anima cosciente, tramite cui  gli furono affidati diversi compiti. Uno dei quali, similmente al compito della Scienza dello Spirito o antroposofia, è quello di preparare delle anime umane tramite la purificazione del battesimo del fuoco spirituale, affinché siano idonee quali semi del sesto periodo di cultura del quarto millennio, laddove devono essere in grado di riconoscere e accogliere il  Bodhisattva Maitreya cui nel sesto periodo della quinta Epoca, dovrà  salire alla dignità di Buddha.  Possiamo a questo punto chiedere perché fu scelto un laico giapponese proveniente da una formazione militare e  come avvenne la chiamata dai mondi spirituali di Yoshikazu Okada?  (12.6. continua ).

Collegno,    agosto  2023                                       Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

33      Vedi la nota (1) del primo articolo del blog  Pensieri Antroposofici dell’Anima :  “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente I”.

Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente XI

Zarathustra-Particolare della scuola di Atene di Raffaello

«Zarathustra non insegnava come i Maestri dell’india: “Distogliete lo sguardo dai colori, dai suoni, dalle impressioni esteriori dei sensi, e cercate le vie verso la spiritualità solo immergendovi nell’intimo della vostra anima!”;  ma egli diceva: “Rafforzate le facoltà conoscitive, e guardate le piante, gli animali, tutto ciò che vive nell’aria e nell’acqua, sulle cime montane e nelle profondità delle valli! Guardate codesto mondo!”».

(Rudolf Steiner  Berlino, 19 gennaio 1911)

11.5. Il Bosatsu dell’oriente V

In che modo la corrente orientale sovra-religiosa di Sûkyô Mahikarì fondata da Kòtama Okada (Sukuinuscisama) ispirato dal Bodhisattva Maitreya il nuovo Buddha che deve venire e l’antica corrente giovannea dei misteri cristiani guidata da Christian Rosenkreutz rinnovatasi nel XX secolo con l’aiuto del fondatore dell’Antroposofica Rudolf Steiner, possono in uno sforzo comune  unificare le religioni sapendo che tutte hanno la stessa origine?

Vale a dire se tutte derivano da un solo Dio, cui ogni fondatore lo ha conosciuto con nomi diversi secondo il luogo e le caratteristiche etniche diverse di ogni popolo, con quale nome universale possiamo riconoscerlo nella nostra epoca di cultura, in modo che tutti possano accoglierlo e pregarlo sapendo che è lo stesso Dio che si è manifestato ai nostri antenati antichi con nomi diversi, sia ai Bodhisattva, sia ai Profeta, sia ai Maestri fondatori di religioni e  sia agli iniziati delle scuole misteriosofiche?

Rudolf Steiner disse che il vero e unico nome del Cristo è “Io Sono l’Io Sono”, cui rappresenta il secondo aspetto del Dio Figlio della Trinità Divina Universale attraverso cui Dio Padre ha creato l’universo, ciò che possiamo rilevare anche nelle parole espresse dal vangelo di Giovanni: “ In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste” (Gv 1,1-3).  La Chiesa cattolica e la tradizione religiosa popolare occidentale lo confonde erroneamente invece, col Gesù storico nato a Nazareth da una vergine discendente della casa di Davide tramite l’intercessione dello Spirito Santo dal quale venne adombrata e da cui generò il figlio di Dio, a cui diede il nome Gesù (Lc 1,30-35). Dietro questo racconto metaforico, cui qualsiasi uomo ragionevole non può che confutare assolutamente in quanto  si fonda sulla base di una conoscenza scientifica e sull’esistenza  di una legge naturale creata da Dio stesso (Gen 3,16), la quale afferma che la nascita di un bambino nel nostro mondo può solo avvenire attraverso la congiunzione sessuale di una coppia genitoriale adulta maschio-femmina, per cui è pressoché difficile accettare la nascita di Gesù senza la partecipazione sessuale paterna di Giuseppe sposo di Maria di Nazareth. Pertanto, questo mistero della nascita virginale di Gesù può essere spiegato soltanto sulla base di una conoscenza occulta che possa indagare chiaroveggentemente nella cronaca dell’Akasha sui fatti svoltisi due millenni or sono nella terra palestinese. Difatti, secondo quello che ci comunica Rudolf Steiner tramite la Scienza antroposofica, anticamente era possibile ingravidare una donna attraverso un atto magico compiuto nel “Tempio dei misteri” tramite il sacerdote iniziatore chiamato “Ierofante”, il quale metteva a giacere insieme la coppia umana dormiente nel Tempio e operando spiritualmente durante il sonno sui due corpi eterici28 umani, ingravidava la donna senza che avvenisse l’atto sessuale volontario tra i due sessi. Questo permetteva all’anima elevata che doveva incarnarsi sul piano fisico di avere a disposizione un corpo umano più puro, con meno forze luciferiche negative di contrasto dovuto al concepimento fatto con desiderio sessuale, come avviene di solito in una coppia umana.  Ciò non deve meravigliarci più di tanto, giacché in quei tempi antichi era possibile fare quello che oggi si ottiene artificialmente  in un laboratorio attraverso il procedimento in vitro, per il fatto  che l’anima umana non era ancora del tutto congiunta strettamente al corpo fisico; oggi sarebbe pressocché  difficile realizzare quest’unione attraverso un atto magico, anche perché i sacerdoti moderni non hanno il potere spirituale degli antichi maestri-sacerdoti dei misteri del Tempio, i quali erano degli alti iniziati veggenti.

Occorre ancora  dire che il “figlio di Dio” che nacque attraverso la vergine Maria, non possiamo pensare a una  nascita virginale del Cristo attraverso una donna umana che, seppure altamente pura, non avrebbe sopportato il fuoco spirituale dell’Altissimo Spirito del Sole; sarebbe morta all’istante! Il Bambino Gesù che nacque attraverso la vergine Maria, secondo la Scienza dello Spirito, non era altro che l’archetipo umano dell’umanità, vale a dire l’anima celeste di Adamo non ancora soggiaciuta alla tentazione luciferica che fu in parte sottratta, tenuta in serbo dagli Dei, prima che fosse divisa  in due parti a causa dell’oscuramento nel corpo astrale di Adamo dovuto alla tentazione di Lucifero.29  È per meglio dire, la pura anima celeste sorella di Adamo30 che fu divisa dalla cellula madre originaria, la quale s’incarnò per la prima volta sulla Terra attraverso la vergine Maria di Nazareth cui Gesù fu poi chiamato il “figlio di Dio”. Rudolf Steiner attraverso le sue conferenze sul cristianesimo, in modo particolare in quelle del “Vangelo di Luca” (O.O.114), ci rivela  che i due Vangeli canonici, quello di Matteo e quello di Luca, descrivono in realtà due bambini Gesù nati da due coppie di genitori aventi gli stessi nomi Maria e Giuseppe, discendenti della stessa linea davidica a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro. Attraverso la sua visione di altissimo Iniziato chiaroveggente, egli descrive che nel  Vangelo di Matteo siamo di fronte a un’incarnazione di un’anima  molto evoluta di un altissimo Iniziato solare e Maestro di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, risalente all’antico periodo persiano cui annunciò la discesa sulla Terra della grande “Ahura Mazdā” (Christo), che conosciamo come Zarathustra il grande fondatore della religione persiana. Egli s’incarnò attraverso una coppia di genitori nativi di Betlemme  discendenti dal re Salomone figlio di Davide, dove è visitato dai tre re Magi suoi antichi discepoli cui attraverso la loro chiaroveggenza seguono il loro Maestro nella discesa dal mondo spirituale, fino alla  nascita in una casa di Betlemme, dove depongono ai piedi del bambino i loro doni (oro, incenso e mirra)31 quale simbolo delle facoltà spirituali del loro antico Maestro. Diversamente il Vangelo di Luca, come citato, descrive la discesa dell’anima natanica da una coppia di genitori nativi di Nazareth discendenti anch’essi dal re Davide, ma da parte della  corrente sacerdotale proveniente dal sacerdote Nathan, figlio di Davide. In tal modo sul piano fisico, s’incontrarono e unirono di nuovo le due correnti messianiche antiche presenti nel re Davide (2Samuele 2,4) e prima ancora in Melchisedec, il re-sacerdote del Dio Altissimo Ēl Elyōn (Gen 14,18-20) attraverso l’unione dei due bambini Gesù dodicenni, tramite il sacrificio di Zarathustra che si trasferirà e congiungerà all’Io archetipe umano del bambino Gesù nato dalla coppia Maria e Giuseppe nativi di Nazareth.

 Riepilogando brevemente diciamo che, mentre nel bambino Gesù del Vangelo di Luca s’incarna per la prima volta in un corpo fisico terreno l’archetipo umano citato, cioè l’anima adamitica o natanica lucana, trattenuta  e protetta dagli Dei nel mondo solare, nel Vangelo di Matteo  s’incarna invece l’altissimo iniziato solare e discepolo del Cristo, Zarathustra, cioè il fondatore dell’antichissima religione persiana. Rudolf Steiner continua dicendo che l’Io di Zarathustra all’approssimarsi della fine della sua età puberale, uscì con il suo Io dagli involucri del bambino Gesù salomonico e s’incorporò nel bambino Nathanico dodicenne Gesù di Nazareth suo coetaneo, con il quale era vincolato da una profonda amicizia dopo che i genitori Maria e Giuseppe nativi di Betlemme, erano ritornati dalla fuga in Egitto e si erano stabiliti a Nazareth presso i genitori di Gesù di Nazareth, Maria e Giuseppe. Cosicché le due linee messianiche quella regale e quella sacerdotale, si riunirono di nuovo nel bambino Gesù di Nazareth divenendo in tal modo il nuovo Messia re-sacerdote simile a Davide, e all’antico re-sacerdote di Gerusalemme, Melchisedec. Ciò che permetterà all’Altissimo Dio solare di incorporarsi e vivere sia pur per breve tempo in un corpo terreno, in modo da compiere la Sua missione salvifica  sulla Terra attraverso il sacrificio della croce. Grazie al sacrifico di queste due altissime Entità umane, fu possibile preparare  un corpo fisico, eterico e astrale, della massima purezza e della massima saggezza terrena, che fosse idoneo a sopportare il fuoco creatore fino all’agonia del Getsemani e al sacrificio estremo della  morte e redenzione del  Cristo.

Affinché possiamo accogliere  questi concetti alquanto complessi, occorre  aprirci alla loro comprensione senza pregiudizi, ma ponendo fiducia verso uno dei più alti Iniziati cristiani-rosacruciani vissuto nel secolo scorso e che fa parte della rosa dei dodici Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, possiamo allora compenetrare col calore dell’anima questi pensieri accogliendoli  non come verità assolute, ma come un’esperienza vissuta nel sacrario dell’anima dal Maestro fondatore dell’Antroposofia Rudolf Steiner. La conoscenza che ci offre oggi la Scienza dello Spirito non è il frutto di un  cogitare filosofico di un sincretismo religioso o altro,  di uno dei più alti filosofi austriaco-tedesco vissuto nel secolo scorso, ma sono dei concetti tratti dalle immagini reali akashiche e dai mondi originari dello Spirito delle gerarchie divine spirituali che Rudolf Steiner tramite la sua altissima facoltà di chiaroveggente e quale scienziato dello spirito, ha sperimentato e trasformato in puri pensieri per donarli  a uomini di buona volontà, alfine si preparino ad accogliere e riconoscere il Cristo nella Sua venuta in “Veste eterica”. Pertanto, affinché possiamo riconoscerlo e non confonderlo con l’immagine astrale arimanica che si contrappone al Cristo nel mondo astrale adiacente alla Terra, dobbiamo imparare a distinguerlo già quì nel mondo fisico dalle Personalità umane che collaborarono alla Sua discesa e incorporazione in un singolo esemplare umano molto complesso, ossia:

a)    L’Individualità umana di Zarathustra che dopo essere stato il preparatore e in parte il portatore del Cristo fino al Battesimo nel Giordano da parte del Battista, ha assunto dopo l’evento del Golgotha il nome di “Maestro Gesù”, cui fa parte dei dodici “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti” che agiscono in un continuo alternarsi in ogni secolo, tra il mondo fisico e quello spirituale.

b)    La Personalità umana di Gesù di Nazareth entro il quale s’incarnò per la prima volta in un corpo fisico l’Archetipo umano o anima natanica o adamitica, ovverosia il “Messia” il portatore del Cristo, che dal mistero del Golgotha in poi, si è elevato fino al Sé spirituale del mondo angelico per il fatto che passò attraverso un quinto sacrificio di cui fu necessario un nuovo intervento del Cristo  nel XX secolo. La causa fu uno spegnimento e oscuramento della sua coscienza angelica, dovuto a una sfera nera formatasi all’intorno del mondo astrale terrestre da pensieri materialistici introdotti attraverso la porta della morte da alcune anime materialiste, dal XVI al XVIII secolo ( Londra, 2 maggio 1913;  vedi anche l’articolo su questo blog: “Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo V”).

c)    Infine, l’Altissimo Spirito del Sole, l’Io Sono l’Io Sono, il secondo aspetto del Dio Figlio generato dalla Divinità Trina; il Logos divino creatore da cui tutto ha avuto origine e che l’umanità conosce col nome greco Christós o in italiano Cristo, che significa Messia, conosciuto dagli ebrei come  mašíakh, cioè l’unto del Signore; Egli è il Vero Io divino incorporatosi per tre anni nel corpo astrale di Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano, operato da Giovanni  Battista.  

Il Messia difatti, nel mondo ebraico era colui che veniva unto, preparato ad accogliere il Signore Dio, secondo la promessa di Yahveh fatta a Mosè: Il Signore, tuo Dio, susciterà per te, in mezzo a te, tra i tuoi fratelli, un profeta pari a me. A lui darete ascolto (Dt 18,15). Il Messia poteva provenire solo dalla  casta sacerdotale, regale, o dai profeti ebrei, per questo Gesù di Nazareth non fu riconosciuto come Messia dai sacerdoti ebrei e venne suppliziato sulla croce dai romani, in quanto era un semplice figlio di un falegname di nome Giuseppe, giacché come sappiamo dalla Scienza dello Spirito antroposofica, il Gesù discendente della linea regale salomonica cui era incarnato Zarathustra, morì dodicenne dopo che questi si trasferì nell’anima del bambino Gesù di Nazareth e che all’età di trent’anni, prima del battesimo di Giovanni, sacrificò il corpo di Gesù di Nazareth all’Altissimo Spirito del Sole. Per questo è importante  che il mondo occidentale impari a discernere queste tre Individualità che si sono compenetrate spiritualmente e manifestate nell’evento del Golgotha in Palestina sul piano fisico, astrale e spirituale. Vale a dire, Gesù di Nazareth o il Maestro Gesù32, l’Anima natanica o adamitica ovverosia il Cristo Gesù33 quale archetipo celeste dell’umanità sottratto dal puro corpo astrale di  Adamo prima della tentazione di Lucifero e infine, il Christo, l’Altissimo Spirito del Sole, che conosciamo appunto col nome di “Io Sono, l’Io Sono”. Egli è l’unico Dio creatore di tutto ciò che è manifesto nell’Universo visibile e invisibile;  fin dall’inizio della creazione era Egli che guidava e operava dietro e attraverso i sette Elohim solari  o Exusiai, i creatori del mondo; era Egli che operava dietro lo Spirito lunare Yahveh o Jehovah, quale guida del popolo ebraico; ed è Egli che oggi opera come “Volto del Cristo” attraverso l’Arcangelo Michele, il quale dall’anno 1879 è salito al rango di Spirito del Tempo o Archai.  (11.5 Continua)

Collegno,  luglio 2023                                                                     Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

28    Del corpo eterico ne abbiamo parlato nella nota 11, qui possiamo aggiungere che nell’uomo il corpo eterico è femminile, mentre nella donna è maschile; l’anima invece (corpo astrale) è un androgino maschio-femmina. Per cui la coppia umana veniva fatta giacere insieme e tramite il sonno ipnotico  il sacerdote-Ierofante poteva ingravidare la donna senza che vi fosse il desiderio sessuale.

29     Lucifero è uno spirito dell’ostacolo appartenente alla categoria degli Angeli rimasto indietro nell’evoluzione passata della nostra Terra che chiamiamo antica Luna.  Vedi  la nota 6.

30     Dietro questa immagine biblica si nasconde un fatto occulto risalente all’epoca Lemurica, quando l’uomo era ancora a un livello di uomo-animale proveniente dall’evoluzione dell’antica Luna, cui mentre gli Elohim o Potestà (Exusiai) decisero di donare la  parte  più bassa dei loro arti spirituali,  ossia una scintilla del loro fuoco divino o “Io” nel corpo astrale dell’uomo, vollero fare lo stesso anche delle Potestà  rimasti indietro al livello di Archai. Essendo però questi spiriti lunari rimasti indietro (in quanto non riuscirono a portare a termine la loro perfezione sull’antica Luna),  non poterono far fluire il loro Io come fecero i loro fratelli più evoluti gli Elohim o Potestà solari, cosicché essi fecero fluire le loro forze astrali più basse non ancora del tutto purificate nel corpo astrale dell’uomo. Il puro corpo astrale dell’uomo, dono delle Virtù creatrice dell’antica Luna,  venne così oscurandosi da queste forze astrali impure  più basse, la cui conseguenza fu la divisione in due parti del corpo astrale umano. Pertanto, mentre gli Elohim o Spiriti della Forma normali fecero fluire il loro Io nel corpo astrale superiore più puro per cui divenne il nostro Io superiore o la nostra Individualità umana, cioè l’Adamo celeste, l’altra parte oscura, cioè nel corpo astrale dell’Adamo terrestre o Personalità umana, s’insediarono le forze non purificate degli Archai o spiriti della forma rimasti indietro sull’antica Luna e anche degli spiriti lunari appartenenti alla categoria angelica che accompagnano tuttora l’io terreno dell’uomo, ostacolandolo nel suo perfezionamento umano  e alla sua riunione con il suo Io superiore (Vedi Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

31     Oro, incenso e mirra hanno diversi significati occulti e corrispondono alle tre facoltà spirituali superiori sviluppati da Zarathustra, cioè l’oro in relazione alle forze del “Pensare”, l’incenso in relazione a quelle del “Sentire” e la mirra in relazione alle forze del  “Volere”. Possiamo anche dire che l’oro, rappresenta la regalità divina di altissimo Iniziato; l’incenso, l’umiltà e la devozione; e la mirra, l’estremo sacrificio al Dio solare Ahura Mazda (Ohrmazd).

32     Il Maestro Gesù come abbiamo visto è l’antichissimo Iniziato solare Zarathustra che già nell’epoca Atlantica  era iniziato nel culto solare quale discepolo del manu divino Noè, ossia Melchisedec. Ogni cento anni Egli è presente sulla Terra nel corpo fisico, e ogni anno, all’approssimarsi della Pasqua è presente nei luoghi dove si svolse l’evento del Golgotha, sia che  sia incarnato in corpo fisico, o dal mondo spirituale in un corpo eterico.

33      Come abbiamo visto il Cristo Gesù è l’Archetipo dell’umanità, l’Adamo celeste non toccato  dalla tentazione di Lucifero, e come ogni essere umano anch’egli è formato da una costituzione settemplice,  di cui tre arti animici inferiori e tre arti animici superiori provenienti  dalle antiche incarnazioni della nostra Terra, cioè gli antichi stati di coscienza cosmici che abbiamo chiamati Saturno, Sole e Luna  (vedi la nota 8 del secondo articolo precedente).  Queste due correnti umane superiore e inferiore, furono create quali germi animici-spirituali dalla  prima gerarchia superiore, cioè i Troni, Cherubini e Serafini, e dalla seconda gerarchia spirituale, cioè le Dominazioni e le Virtù. Durante l’eone terrestre o quarto stato di coscienza cosmico, gli Elohim donarono una parte del loro fuoco o scintilla umana, cioè l’Io superiore e, la “Scintilla divina o Vero Io”, ossia il vero nucleo superiore dell’uomo, dalla Divinità Trina in un molto complesso cui non è possibile spiegare in una nota. Queste due correnti si separarono durante l’inizio dell’Epoca Lemurica, ricongiungendosi sul piano fisico terrestre con l’incorporazione del Cristo in Gesù di Nazareth, attraverso il quale generò un nuovo “Archetipo” spirituale, cioè il nuovo Adamo (così chiamato da S. Paolo) cui il Cristo risvegliò il suo Io superiore dopo essere passato attraverso l’iniziazione della morte e resurrezione.  Il Cristo ha  risvegliato di nuovo  il secondo Adamo o il Cristo Gesù, il portatore di una parte della  coscienza del Cristo nel XIX secolo, come citato, questa volta però nel Sé spirituale e quindi nel Vero Io, elevando il Cristo Gesù al livello superiore di Angelo.  Per questo  egli è ora strettamente congiunto col Cristo, divenendo la sua “Aura” splendente che avvolge il Cristo col corpo astrale, mentre l’Arcangelo Widar avvolge il Cristo col corpo eterico e l’Archai Michele, il “ Volto” del Cristo.  Per maggiore approfondimento vedi: “Genesi O.O.122; Verso il Mistero del Golgota O.O. 152; La Bhagavad – Gita e le lettere di Paolo O.O. 142 (Ed. Antroposofica Milano). Inoltre, il libro di Sergej O. Prokofieff : “Il corso dell’anno come via di iniziazione all’esperienza dell’Entità del Cristo” (Edizioni Arcobaleno).

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? VII

Lo zodiaco rappresentato in un mosaico del VI secolo nella sinagoga di Beit Alfa, oggi in Israele

«… supponiamo di osservare il sorgere del Sole il 21 marzo all’inizio dell’equinozio di primavera: allora troveremo un determinato punto del cielo da cui il Sole sorge. Se noi guardiamo attualmente, il 21 marzo, il punto in cui sorge il Sole, troviamo sullo sfondo di questo punto celeste, la costellazione dei Pesci. E in questa costellazione il sole sorge già da diversi secoli [in concomitanza con lo sviluppo dell’anima cosciente all’inizio del 1413], ma non sempre nella stessa posizione, poiché questo punto di primavera, donde il Sole sorge il 21 marzo, retrocede via via nella costellazione dei Pesci … [ retrocedendo verso la costellazione dell’Acquario, cui vi  entrerà  nel 3573 circa, con l’avvento del Sé spirituale]; (L’azione delle stelle e dei pianeti sulla vita terrestre, O.O.354).   Rudolf  Steiner   

Epoca dei Pesci o dell’Acquario? VII

Riepilogando, quindi, ancora le informazioni di Rudolf Steiner e facendo dei semplici calcoli, possiamo stabilire ora a quanti gradi il Sole durante l’equinozio di primavera di quest’anno, nascesse nel segno dei Pesci. Se l’anno cosmico dura circa 25920 anni, un giorno cosmico sarà uguale a 25920: 360= 72 anni circa. Rudolf Steiner, stando alla comunicazione di questa conferenza, calcola l’entrata del periodo dei Pesci in concomitanza con la nascita e sviluppo dell’anima cosciente, ossia nel 1413. Se ora sottraiamo all’anno 2019 – 1413 = 606 anni, ossia gli anni che il Sole è retrocesso attraverso i gradi della costellazione dei Pesci. Calcolando ora che un grado (1°) è uguale a un giorno cosmico cioè 72 anni circa, avremo che 606: 72= 8°, 41’, cioè otto gradi e quarantuno primi; vale adire che il Sole durante l’equinozio di primavera del 21 marzo di quest’anno, sorgeva a circa nove gradi (9°) dalla costellazione dei Pesci. Pertanto, il Sole per retrocedere dei restanti 21 gradi per arrivare alla costellazione dell’Acquario, impiegherebbe ancora 2160-606= 1554 anni circa; vale a dire circa alla fine del quinto periodo di cultura, cioè 2019+1554=circa l’anno 3573. Possiamo quindi affermare che secondo la Scienza antroposofica, il Sole durante l’equinozio di primavera di quest’anno, nasceva a circa 9° gradi dalla costellazione dei Pesci e vi rimarrà ancora per circa 1500 anni; cioè fino a quando in quel lontano futuro del 3573, il Sole nascerà durante l’equinozio di primavera nella costellazione dell’Acquario. Il periodo dell’Acquario pertanto inizierà in concomitanza con l’entrata dello sviluppo del Sé spirituale, vale a dire nel sesto periodo di cultura del 21 marzo del  3573 e terminerà il 21 marzo del 5733; cioè con l’entrata del settimo e ultimo periodo di cultura, dove dopo la congiunzione della Luna con la Terra, finirà verso la fine del 7893 con la tremenda catastrofe della “guerra di tutti contro tutti” dovuto all’enorme egoismo umano che si svilupperà in quel lontanissimo futuro terrestre.

Occorre qui ricordare di non considerare questi calcoli in modo rigido, in quanto il mondo spirituale cosmico e il mondo umano terrestre seguono ritmi diversi del tempo. Difatti abbiamo visto che nel mondo spirituale cosmico, il tempo di un giorno è uguale a 72 anni della vita umana sulla Terra, e che un anno cosmico Platonico è uguale a 25920 anni terrestri. Perciò come possiamo vedere, i tempi terrestri sono infinitamente piccoli nei confronti di quelli degli Dei, per cui la sofferenza umana può essere vista dal loro punto di vista, come un piccolo evento della durata di un giorno, necessario per la formazione e lo sviluppo della coscienza morale umana, e pertanto le date del tempo terrestre si allungano o si accorciano nei  riguardi dei grandi eventi cosmici, secondo la manifestazione divina che determina le “leggi cosmiche” dello sviluppo planetario e terrestre. Ciò non vuol dire però che alcune influenze uraniane (Urano è signore dell’Acquario), non si facciano o si siano già fatte  sentire da alcuni anni, attraverso le innovazioni belliche usate durante l’ultima guerra mondiale e in modo particolare, la scellerata invenzione della bomba atomica (grazie alle ispirazioni di Arimane) che causò l’annientamento di due città giapponesi Hiroshima e Nagasaki. E anche dall’enorme emancipazione animica dello sviluppo tecnologico informatico che ha portato a uno sviluppo materiale precoce dell’intelletto umano e in modo particolare nell’infanzia, laddove i cellulari, tablet per bambini, etc. creano nervosismo e disturbi mentali di diverso genere accompagnati da mal di testa e disturbi muscolari, dovuto alla cattiva postura che assumono durante il funzionamento di questi oggetti, dai quali, sono quasi come ipnotizzati e dipendenti dalle immagini virtuali. Tutta questa emancipazione uraniana che avrebbe potuto svilupparsi,  tramite un aspetto di benessere più positivo nell’ambito della comunità umana, non essendo stato suffragato purtroppo da una forza morale cristiana, sta creando nell’umanità una forma di forte egoismo. Dietro di ciò è da ricercare la causa da parte di entità dell’ostacolo che influenzano con i loro influssi negativi l’anima umana che soccombe, non avendo sviluppato in sé quella forza morale che possa reagire e la liberi dalla paura e dall’incertezza, finendo così alla fine, di creare zizzania e caos sociale tra le diverse classi di ceti sociali. Ma quel che è peggiore, assistiamo a volte a delle manifestazioni cui vediamo emergere dal profondo antiche forme di razzismo e atteggiamenti “fascistoidi” non ancora del tutto superati, a causa del disamore tra gli uomini che in tal modo, preparano incoscientemente la futura “guerra di tutti contro tutti”.

Affinché l’umanità non vada verso il baratro asurico dove può perdere una “parte animica” di sé stessa carpita dalle forze negative degli spiriti dell’ostacolo dell’ottava sfera che cercano di distruggere l’anima umana in modo che non arrivi a realizzare la sua meta divina, deve compenetrarsi della conoscenza del Cristo e dell’impulso del Cristo; solo compenetrandoci delle forze solari del Cristo possiamo difenderci dagli spiriti del male. Soltanto attraverso l’impulso cristiano possiamo sottrarci dall’influsso malefico nel nostro quinto periodo di cultura in modo da prepararci ad accogliere nel prossimo sesto  periodo di cultura situato sotto il segno dell’Acquario,  ad accogliere non solo il principio del Sé spirituale ma anche la conoscenza attraverso la magica parola del grande bodhisattva Maitreya che diventerà il primo Buddha umano cristiano. Affinché dunque l’umanità possa realizzare nel sesto periodo di cultura quelle nozze menzionate dal Vangelo  di Giovanni (Gv 2,1-12), dobbiamo cercare di sviluppare l’anima cosciente entro il quinto periodo di cultura, attraverso le forze di sacrificio e di fede coadiuvate dalle forze intellettuali che caratterizzano il segno dei Pesci, cui vanno però trasformate in forze immaginative secondo la conoscenza antroposofica. Tramite queste facoltà spirituali insieme alla guida del nostro periodo in cui operano maggiormente le forze micheliane (1889-2300 circa), possiamo purificare e preparare la nostra anima (il corpo astrale) attraverso quell’atto catartico cui  diventi pura simile alla “vergine Sofia”, cosicché possiamo essere in grado  non solo di avere l’incontro col Cristo eterico ma anche per essere preparati per  quel lontano futuro che  abbiamo sopra citato. Per questo occorre che l’umanità e in modo particolare i popoli europei, debbano superare l’egoismo nazionale materialista alfine che l’Europa possa unirsi non solo dal lato economico materiale, ma anche da quell’animico-spirituale, mediante un atteggiamento morale di vera fratellanza, in cui ogni uomo possa superare l’atteggiamento egocentrico nazionalista e sovranista, e riconoscersi come cittadino europeo. Non si tratta qui di rinnegare la propria origine, la quale contraddistingue ogni uomo sul piano fisico-animico, quale cittadino appartenente a ogni singolo popolo che può essere italiano, francese, tedesco, ecc., non si vuole con questo dire di soffocare l’amore per la propria patria (che nulla ha a che fare col nazionalismo o altro). Ma è semplicemente quello di aprirsi a una comunità sociale variegata più allargata che tenda cioè ad aprirsi alle influenze dello stesso Spirito cosmico comune ad ogni popolo, il quale opera all’unione di una vera fratellanza umana e alla vera libertà individuale, diversamente dallo Spirito luciferico  Jahvetico che tende invece a separare affinché non si realizzi  la meta terrestre: cioè che la Terra diventi espressione del Cristo.  Affinché ciò possa essere realizzato, occorre che ognuno prenda coscienza della sua natura umana-divina come si è cercato di evidenziare in questo tema, e che possa accogliere la conoscenza antroposofica tramite la quale può essere aiutato attraverso la comprensione di che cosa è significato l’evento del Golgotha in Palestina, e come possiamo contribuire alla realizzazione del vero impulso cristiano nella comunità sociale terrena, accogliendo l’Impulso del Cristo23 in modo da risvegliare in noi la “coscienza del Cristo”.24

Per cui possiamo terminare quest’articolo dicendo che abbiamo toccato sintetizzando diversi aspetti che andrebbero ulteriormente approfonditi, possibilmente però in una sede antroposofica dove il dialogo può essere più fruttuoso, in quanto va da anima umana ad anima umana, senza l’intercessione delle forze arimaniche che operano attraverso il W.W.W. (World Wide Web, ossia la “ragnatela globale” di Internet) come “forme vuote”, come “gusci virtuali”, cui un giorno (quando la Luna si unirà alla Terra) ci ritroveremo a combattere quali esseri mostruosi di “ragni vegeto-minerali”.25 Forse, oggi, possiamo riempire in parte questi gusci vuoti, se riuscissimo a immettere nella loro “controparte spirituale arimanica” i nostri pensieri scaldati dal calore di un cuore cristiano, sia nello scriverli e pubblicarli, sia nell’accoglierli e rifletterli; ciò eviterebbe forse tanti contrasti al posto del discorso dialogico che dovrebbe invece, sempre regnare quale principio del rispetto per l’altro. Un giorno un emerito antroposofo, il dott. Giuseppe Leonelli, disse che tra l’uomo e la macchina (qui la cosa è però assai diversa) si crea un vuoto spirituale, cui possiamo riempire con la nostra coscienza cristica e redimere in tal modo gli “esseri elementari” cui la macchina è una loro manifestazione sul piano fisico-minerale. Allora non feci molto caso alle sue parole ma oggi ripensandoci, forse egli volle dirci di imparare a essere grati a ogni cosa che si presta a un nostro uso in quanto dietro è presente il sacrificio di un essere che è incantato nella forma minerale, alfine che l’uomo possa rafforzarsi e arrivare a quella meta prestabilita dagli Dei.

Terminiamo dunque dicendo che il nostro studio sui calcoli fornitaci dalle parole di alcuni spunti di conferenze di Rudolf Steiner, ci portano a dire che per ora siamo ancora a circa un terzo dalla costellazione dei Pesci, che quale simbolo cristiano ci ricorda il periodo cui il Cristo si separò dall’umanità nel periodo dell’Epoca Iperborea, cioè la separazione del Sole dalla Terra-Luna.26 Oggi siamo di nuovo sotto il segno dei Pesci, in cui il Cristo è di nuovo qui con noi, quale Sua seconda venuta nel corpo eterico di luce27; sta a noi prepararci ad accoglierlo o respingerlo, preparandoci moralmente e spiritualmente alfine di sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente, cosicché l’uomo secondo la Scienza antroposofica, possa “trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino” (la Scienza Occulta O.O.10 ed. Antroposofica Milano).

Collegno 24 settembre  2019                                                                          Antonio  Coscia

1° Agg. Luglio 2020 – 2° Agg. Aprile 2023

Note  Antroposofiche

23    Rudolf Steiner dice che l’Impulso del Cristo è quel giovanetto che seguiva Gesù di Nazareth da lontano, cui i soldati romani cercano invano di afferrarlo ma riescono soltanto a togliergli il lenzuolo di dosso che lo avvolgeva, cui egli sfuggì loro restando nudo (Mc 14,50-52); ossia, l’Impulso Io-Cristo  venne spogliato del suo corpo eterico, cosicché il suo Io restò nudo senza involucri, cui l’umanità deve rivestirlo del corpo fisico (spirituale), del corpo eterico e del corpo astrale, affinché possa aiutare l’umanità a superare le catastrofi future. E ancora Rudolf Steiner a chiarire questo aspetto nel libro “Cristo e l’anima umana” dicendo: «Si può così stabilire una norma: tutto quanto viene creato da forze, di azioni di fede e di fiducia, di azioni compiute attraverso la meraviglia e l’ammirazione, tutto questo, poiché nello stesso tempo lo diamo all’Io del Cristo, è qualcosa che si avvolge intorno al Cristo stesso come un involucro, paragonabile al corpo astrale di un uomo.  Noi formiamo il corpo astrale che avvolge l’impulso del Cristo per mezzo di tutte le nostre azioni morali di meraviglia, di fiducia, di venerazione e di fede. Per  mezzo di tutte queste azioni noi suscitiamo l’amore, e tutto ciò è già nel senso della frase citata: “Quel che avete fatto al minimo dei miei fratelli, l’avete fatto a me”(Mt 25,40). Noi formiamo inoltre il corpo eterico del Cristo con le nostre “azioni d’amore”; infine, mediante quello che vien prodotto nel mondo per effetto degli “impulsi della coscienza  [cioè quelle azioni buone che facciamo con consapevolezza], noi, formiamo per l’impulso del Cristo quello che corrisponde al corpo fisico dell’uomo … Così si compirà l’evoluzione futura dell’umanità per la collaborazione fra gli impulsi degli uomini e l’impulso del Cristo; noi vediamo in prospettiva davanti a noi l’umanità come un grande organismo articolato. Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo…Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (Ibidem pag. 122-126).

24     La coscienza del Cristo è la coscienza di cui parla S. Paolo che operava in lui da quando divenne discepolo del Cristo dopo essere stato folgorato da una luce molto intensa sulla “via di Damasco” che causò la sua cecità per tre giorni e che sarà poi guarito da Anania di Damasco. Egli era stato fermato dal Cristo in quanto acerrimo perseguitore dei cristiani cui dopo essere stato guarito dalla cecità spirituale, divenne il più fervente discepolo e divulgatore del cristianesimo per il fatto che la sua vita  cambiò radicalmente e la sua Personalità umana completamente trasformata dall’Impulso del Cristo che opererà e agirà in lui come una coscienza superiore dell’Io del Cristo, di cui la famosa locuzione: “Non io ma il Cristo in me”.  Dal XX secolo in poi è possibile a ogni uomo risvegliare in sé la coscienza del Cristo trasferitasi nell’umanità durante il quinto sacrificio dell’anima Natanica (vedi “Il Maestro Gesù, il Cristo Gesù e il Cristo II”, nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”), che a causa del materialismo sviluppatosi dal XVI secolo in poi, molte anime dopo la morte oscurarono il mondo astrale adiacente alla Terra dove era presente appunto l’anima Natanica o Adamitica26 di cui parla il vangelo di Luca, cioè il Cristo Gesù, quale portatore di una parte della coscienza del Cristo. A causa di quest’oscuramento arimanico il Cristo Gesù venne come dire soffocato, e a quel punto fu necessario che il Dio Altissimo solare (Cristo) intervenisse di nuovo per salvaguardare quest’anima divina-umana dal soffocamento e perdita della coscienza dell’io cristico. Per meglio dire, la coscienza cristica di quest’anima angelica di luce, fu come dire soffocata, oscurata da forze materialistiche arimaniche sviluppatesi dal XVI al XIX secolo, da anime umane che varcarono la porta della morte causando uno spegnimento della sua coscienza. Questo richiamò di nuovo l’intervento del Cristo che accolse in sé questa sfera nera del materialismo, risvegliando così l’anima Natanica: questa volta però essa non fu risvegliata nell’Io umano come fu durante la morte e resurrezione dell’evento del Golgotha, ma fu risvegliata  nel Sé spirituale; ciò determinò come conseguenza che nel mondo terrestre avvenisse  una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane, per il fatto che  esiste una legge spirituale che Rudolf Steiner rivela, dicendo che: “Tutto ciò che muore in una sfera spirituale superiore, risorge in una sfera materiale inferiore”.  (Vedi anche in questo Blog: “Epoca dei Pesci o dell’Acquario? IV”).

25     Rudolf Steiner, in una conferenza tenuta a Dornach il 13 maggio 1921, ci comunica che tutti i pensieri pensati dall’intelletto umano sono come ombre non hanno nulla di reale, e quando in lontano futuro la Luna si riunirà di nuovo alla Terra, tutti i pensieri che non sono stati elevati al mondo spirituale prenderanno forma reale, cioè si animeranno come degli orrendi ragni giganteschi che avranno consistenza di una materia costituita tra il minerale e il vegetale: ossia la loro natura sarà una natura vegeto-minerale. Ciò vale anche per la rete di Internet, la quale costituirà una gigantesca genia di orrendi ragni dotati di una saggezza gigantesca, saranno degli esseri automatici (arimanici) dotati di un intelletto intenso, eccessivo. Tutto ciò che è pensato dall’uomo che non si purifica e sale verso l’alto, resta indietro come scoria, come  un involucro che in un lontano futuro s’incorporeranno degli esseri che assumeranno la forma di orrendi ragni semiminerali e semivegetali, che copriranno lo strato aereo della Terra.

26     Nell’Epoca Iperborea Sole, Terra e Luna formavano un solo corpo eterico, che alla fine, quando il Sole sorgeva ancora nella costellazione dei Pesci, il Cristo si separò portando con Sé le “Essenze spirituali” più sottili tra cui la natura spirituale divina superiore dell’uomo, cioè il Sé, il Buddhi e l’Atma. Questa triade superiore divina, venne nuovamente congiunta all’uomo di Nazareth, durante la discesa del Cristo dall’ambito della sfera solare, e diventerà gradatamente patrimonio di tutta l’umanità, man mano che il singolo individuo si compenetrerà in modo naturale dell’Impulso e della coscienza del Cristo nei prossimi periodi di cultura futuri, o, attraverso un processo iniziatico della via d’iniziazione moderna cristiana-rosicruciana ossia, la Scienza dello Spirito o antroposofia fondata da Rudolf Steiner. 

27      L’anima Natanica o archetipo dell’umanità, dopo essere passata attraverso il quarto sacrificio dell’evento del Golgotha con la morte e resurrezione del Cristo, nel diciannovesimo secolo dovette passare attraverso una nuova prova, un nuovo sacrificio cui divenne necessario un nuovo intervento del Cristo. Nel XIX secolo corse il rischio di soffocare, cioè di avere un annullamento della coscienza cristica cui era portatrice dopo la resurrezione del Cristo dalla morte sul Golgotha, per via  di una sfera nera che oscurò la sua coscienza nel mondo astrale adiacente alla Terra dovuto al passaggio di anime umane materialiste che accolsero lo sviluppo materialistico scientifico sviluppatosi nei secoli XVI, XVII e XVIII,  per cui fu necessario un nuovo intervento del Cristo il quale assunse su di Sé la sfera oscura arimanica. Questa morte dell’anima Natanica sul piano astrale ebbe come conseguenza una rinascita della coscienza del Cristo sul piano fisico,  entro il subconscio   delle anime umane.  L’uomo deve risvegliare questa coscienza interiore attraverso l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha, in modo da incontrare e riconoscere il Cristo eterico nella sfera astrale adiacente alla Terra cosicché possa avere l’aiuto per realizzare il giusto sviluppo dell’anima cosciente e  prepararsi ad accogliere un principio microcosmico del Sé spirituale nel futuro sesto periodo di cultura. Questo evento del Cristo eterico viene preparato dall’Arcangelo Widar, lo Spirito guida del Buddha Gautama sul piano eterico, il quale crea con le forze eteriche   l’immagine o la figura eterica del Cristo, mentre l’anima Natanica ha il compito di avvolgere il Cristo con la sua aura di luce astrale, la stessa aura di luce astrale che accecò Paolo di Tarso sulla via di Damasco.

Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione II

Gesù resuscitato- Antonio Carlos Navarro

Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?”. Ella, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: “Signore, se tu l’hai portato via, dimmi dove l’hai deposto e io lo prenderò”.  Gesù le disse: “Maria!”. Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” che vuol dire: “Maestro!”. Gesù le disse: “Non mi toccare, perché non sono ancora salito al Padre, ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: ‘Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al mio Dio e vostro Dio’” (Gv 20,15-17).

Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione  II

È Paolo di Tarso a svelarci questo mistero, in quanto egli stesso l’aveva sperimentato sulla via di Damasco quando venne folgorato da una luce intensissima cui divenne cieco a causa del suo poco amore nei confronti dei discepoli del Cristo che perseguitava per conto del Sinedrio di Gerusalemme.  Se riflettiamo sulle parole di Paolo di Tarso sul fatto che l’umanità per essere accolta nella sfera degli Angeli deve prima rivestirsi del corpo incorruttibile dell’ultimo Adamo, dobbiamo cercare di capire che cos’è questo corpo incorruttibile di cui i morti devono rivestirsi affinché possano ereditare il regno dei cieli come menzionato nella prima lettera ai Corinzi. Difatti egli dice che il nostro corpo di carne deve prima essere trasformato, giacché la carne, ossia il corpo fisico, non può ereditare il mondo spirituale, ciò vuol dire che l’uomo deve incarnarsi diverse volte per purificare e trasformare il corpo fisico in un corpo spirituale superiore in modo che venga vestito del corpo incorruttibile e l’uomo caduco mortale si vesta d’immortalità, cosicché come abbiamo portato l’immagine del corpo di carne così porteremo l’immagine dell’uomo Celeste, per cui i morti non resusciteranno con la loro immagine fisica ma devono prima trasformarsi in un’immagine pura e perfetta prima di essere risvegliati e rivestiti  del corpo incorruttibile.

Nella lettera ai Corinzi S. Paolo spiega che: « … non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati”» (1 lettera ai Corinzi 15,52-53).

Ma chi sono i morti che risorgeranno dalle tombe?  Non si può davvero  pensare  che Dio farà risorgere  le ossa di tutti gli uomini che sono stati generati dall’inizio del mondo fino alla sua fine, riformando i loro organi interni, riversando in ogni corpo circa cinque litri di sangue e rivestendoli alla fine con la pelle umana, per poi distruggerli di nuovo per rivestirli del corpo incorruttibile, giacché la carne e il sangue come abbiamo letto, non possono  ereditare il regno di Dio!  Se qualcuno crede davvero d’incontrare alla fine dei tempi la madre, il padre, o altro …, con la stessa immagine fisiognomica che aveva in vita quando si sono conosciuti,  non ha ben compreso le parole di Paolo di Tarso che chiama stolti coloro  che non comprendono in modo giusto di come avverrà la resurrezione dei morti, poiché il corpo che portiamo deve prima essere trasformato per entrare nel mondo spirituale. E ciò non può essere fatto in una sola incarnazione, ma in diverse vite terrene, fino alla fine dell’evoluzione terrestre; quando cioè l’uomo non solo avrà in parte trasformato la sua natura umana inferiore in una natura divina superiore, ma trasformerà anche il pianeta Terra  su cui abita, perché anche la Terra sarà trasformata e continuerà la sua evoluzione a un livello superiore di coscienza. Difatti, secondo la Scienza antroposofica, la nostra Terra non è solo un ammasso di terra e acqua, ma essa è il corpo di un Entità divina, il quale è un essere che è costituito come l’uomo da un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io; e come l’uomo ha una coscienza di veglia, così anche la nostra Terra ha una coscienza cosmica; e come l’uomo ha un Io superiore4 e un Vero Io, così la Terra ha un Io di uno Spirito della Forma o Elohim solare e il Vero Io del Cristo a lui congiunto, dopo l’evento del Golgotha. Le cose non sono semplici come a volte crediamo ma sono molto complesse, e quando crediamo di aver capito la verità, in realtà si tratta solo di un punto di vista che può essere corretto da un altro punto di vista; soltanto quando abbiamo afferrato più punti di vista (almeno dodici!), possiamo conoscere una parte di verità, in quanto anch’essa ha dodici aspetti.  Per cui possiamo dire che la verità ha dodici aspetti di cui ogni aspetto e suddiviso in dodici punti di vista; perciò, nessuno può affermare la verità nel nostro mondo fisico, ma può esprimere solo uno o più punti di vista, in quanto la verità è relativa e non  può mai essere un “dogma assoluto”  appartenente a qualsiasi corrente di pensiero sia religioso o altro. 

A fronte di tutto ciò dobbiamo cercare ora di capire che cos’è il corpo incorruttibile di cui ci dovremo rivestire alla fine dei tempi e che nella Scienza antroposofica è chiamato corpo di resurrezione o corpo spirituale. Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro vero corpo fisico o meglio la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo5 che in sintesi deve attraversare sette eoni o stati di coscienza, dove  durante  il primo stato di coscienza chiamato Saturno (vedi la Tav. 1), l’uomo sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». È un corpo formato da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che  Rudolf Steiner chiama «Fantoma». Ossia, il nostro vero corpo fisico non è il nostro corpo di carne perituro esterno, ma è la forma archetipica spirituale del Fantoma, del corpo di calore che portiamo all’interno di noi costituita appunto da forze di calore che a causa della tentazione di Lucifero nei riguardi dei nostri progenitori Adamo ed Eva, continuò a degenerare attraverso i secoli nei discendenti umani. Cosicché all’epoca della «svolta dei tempi», cioè alla venuta del Cristo e alla Sua incorporazione nel corpo di Gesù di Nazareth, era arrivato come gli altri costituenti animici umani, cioè il corpo eterico, l’astrale e l’Io inferiore, alla loro massima degenerazione che avrebbe messo in pericolo la nascita della coscienza dell’io e l’impossibilità nei secoli a venire, di avere a disposizione dei corpi fisici adeguati per l’incarnazione delle anime umane sulla Terra, in modo da continuare l’evoluzione dell’uomo. Grazie  appunto all’evento del Cristo che incarnatosi come uomo in un corpo puro preparato apposta per Lui da Zarathustra, uno dei suoi più alti discepoli iniziati cristiani  e la collaborazione spirituale del grande Buddha Gautama, cui ebbe la possibilità di vivere per tre anni nel corpo di  Gesù di Nazareth  ripristinando nei tre anni di permanenza sulla Terra, il corpo fisico, ossia il Fantoma umano6, il corpo eterico, il corpo astrale e l’Io umano di Gesù. Inoltre, trasformò i tre arti inferiori animici  di Gesù in arti spirituali superiori, ossia trasformando parzialmente il corpo astrale in Sé spirituale, il corpo eterico in Spirito Vitale e il corpo fisico in Uomo Spirito. In altri termini come Yahve formò il primo uomo di terra chiamato Adamo dal quale noi tutti discendiamo come umanità terrena, così il Cristo formò  l’uomo nuovo futuro, l’archetipo spirituale, ciò che S. Paolo chiamò il «Nuovo Adamo», dal quale noi tutti possiamo risalire alla nostra origine divina. Ovverosia  il Cristo  generò un nuovo archetipo umano spirituale,  attraverso il quale possiamo risalire non solo verso la nostra origine divina, ma salire a dei livelli di coscienza ancor più superiori  quali  mete dei futuri eoni o stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano.7

E come se gli uomini di duemila anni fa si fossero trovati  davanti a una  Personalità umana – divina  proveniente da un remoto futuro e che non seppero riconoscere di essere di fronte a loro stessi, di come sarebbero divenuti in una realtà futura ancora molto remota, se avessero avuto fede nel nuovo Messia e noi oggi, accogliendo l’Impulso del Cristo.8  Ciò divenne possibile proprio per il fatto che il Cristo, nella Sua discesa all’interno della Terra subastrale (vedi la nota 9) dopo la morte, ossia nei diversi strati della sfera subastrale terrestre, trasformò dal Fantoma umano di Gesù di Nazareth il «corpo di Resurrezione», o Corpo spirituale com’è anche chiamato da Rudolf Steiner, con il quale risorse il terzo giorno della domenica di Pasqua. Con ciò possiamo dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del corpo di calore o Fantoma originario di Saturno ripristinato dal Cristo nei tre anni vissuti sulla Terra nell’anima di Gesù di Nazareth e che il Cristo formò  per l’ulteriore evoluzione dell’uomo nei prossimi stati di coscienza futuri come citato, alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine del settimo stato di coscienza o eone cosmico di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento9» della Terra (e ancora oltre), laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo e dove vengono poi  formati e moltiplicati dei nuovi Fantoma, da congiungere  ai corpi eterici e ai corpi astrali delle anime umane che s’incarnano sulla Terra.  Là  nel settimo strato chiamato lo “specchio della Terra”, il Cristo poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze asuriche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, giacché era già stato ripristinato e purificato dal Cristo prima della morte di Gesù dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del  Cristo, che il corpo di resurrezione  è un arto spirituale  di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno quale dono dei Troni, con il quale esso forma un’unità. Il Cristo formò questo corpo spirituale  in vista della futura evoluzione superiore macrocosmica che va da Giove a Vulcano, in cui l’uomo superiore o «Vero Io», avrà bisogno di rivestirsi per trasformare completamente i suoi involucri inferiori perituri microcosmici, in corpi superiori immortali macrocosmici; vale a dire che dovrà trasformare su Giove completamente il corpo astrale in Sé Spirituale, su Venere il corpo eterico in Spirito Vitale e su Vulcano il corpo fisico in Uomo Spirito. Questo corpo di resurrezione  non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era un secondo corpo eterico del Cristo Gesù più densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che Egli si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, di cui ognuno che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco». 

Sergei O. Prokofieff 10 nel suo libro «E la Terra diviene Sole, il “Mistero della Resurrezione”, ed. Antroposofica», in merito scrive:

« Rudolf Steiner in diversi punti della sua opera indica tutto il significato di questo fuoco interiore mediante un esempio apparentemente semplice: 

«tuttavia, ciò di cui essi [gli uomini] oggi hanno bisogno è il calore dell’anima, e questo può darlo l’Antroposofia. Chi studia Antroposofia e dice che essa lo lascia freddo, mi appare come chi accatasti in continuazione legna nella stufa lamentando che non scalda. Dovrebbe soltanto accendere la legna, allora avrà caldo! … Ognuno deve trovare nella sua anima il fiammifero per accendere l’Antroposofia. … Come per la legna occorre soltanto un piccolo fiammifero,  così anche per l’Antroposofia occorre un piccolo fiammifero con il quale però, potremo accendere in noi la forza micheliana», (O.O. 223, 28.9.1923.

Paolo fu accecato dal corpo di resurrezione per la mancanza di calore, in quanto il suo cuore era indurito per lo zelo verso il Sinedrio che gli aveva ordinato di perseguitare i discepoli del Cristo Gesù, cui, nonostante ciò, fu scelto dal Cristo per divulgare il Suo insegnamento non solo ai giudei, ma in modo particolare  ai gentili o ai pagani di allora. Egli sulla via di Damasco fu convertito dal Cristo attraverso una visione spirituale che possiamo coglierla  come un atto iniziatico cui Paolo fu elevato alla veggenza immaginativa e ispirativa tramite la quale egli riconobbe il Dio solare che l’Eroe solare incontrava nella sfera del Sole negli antichi misteri iniziatici. Perciò il suo occhio spirituale veggente  poté guardare nel futuro della memoria universale (Akasha), dove al suono dell’ultima tromba vide la fine dell’ultimo periodo di cultura della settima Epoca Postatlantica in cui la Terra sarà trasformata con l’ultima grande catastrofe e i Fantoma umani risorgere dalla terra e unirsi ai corpi di resurrezione insieme a ogni singola anima umana trasformata. Per questo  le sue parole profetiche risuonarono come avvertimento per i cristiani di allora come per i cristiani di oggi, in modo da essere preparati per quel tempo futuro in cui suonerà l’ultima tromba:

Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. È necessario, infatti, che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità. (1lett.Corinzi 15,51-53).

Se comprendiamo nel modo giusto le parole profetiche di Paolo, possiamo allora dire che i morti che risorgeranno dalla terra, in realtà non sono i miliardi di donne e uomini fisici che sono morti durante i millenni della vita terrestre, ma sono i “Fantoma” umani. Vale a dire  tutti i  corpi  di calore  costituitisi sull’antico Saturno quali doni della prima gerarchia spirituale dei Troni, cui saranno rivestiti del corpo incorruttibile o corpo della resurrezione trasformato e formato dal Cristo dal Fantoma umano dell’archetipo dell’umanità, cioè  Gesù di Nazareth (l’ultimo Adamo). Ma potranno essere rivestiti solo quelli che avranno lavorato spiritualmente su sé stessi durante le loro vite terrene purificando, perfezionando e trasformando in parte i loro tre corpi inferiori perituri, in un principio spirituale superiore del Sé spirituale o Manas, dello spirito Vitale o Budhi e dell’Uomo spirito o Atma,  cosicché secondo le parole di Paolo tutto l’uomo inferiore mortale potrà vestirsi d’immortalità. Occorre ancora dire a questo punto che dopo il suono dell’ultima tromba l’evoluzione terrestre non sarà ancora giunta al suo termine, ma sarà di poco più avanti della metà dell’evoluzione del quarto stato di coscienza o eone terrestre. Se osserviamo attentamente la Tav.1 dell’articolo precedente, possiamo vedere che dopo la settima Epoca Postatlantica, l’evoluzione terrestre passerà in uno stato astrale più perfetto del quinto stato di Forma, dove attraverserà di nuovo sette Epoche di cultura fino a quando l’umanità non realizzerà la sua meta terrena elevandosi alla sfera superiore degli Angeli quale decima gerarchia della vera libertà e del vero amore cosmico umano; solo allora sarà la fine e dopo un grande Pralaya (pausa cosmica), riapparirà di nuovo come quinto eone o stato di coscienza cosmico chiamato Giove.

Collegno,  aprile 2023                                                              Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

4       Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità, umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

5      L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che  sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del Movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine, nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini, i quali  passano attraverso una coscienza di veglia.

I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite di solo calore, di  “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono;  infine, nel nostro sistema solare e stellare,  si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale  l’etere di vita. Soltanto, dunque, nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota.  Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo  da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

6      Il Phantòma o Fantoma, è il vero corpo fisico umano dono dei Troni o Spiriti della Volontà cui l’uomo ha ricevuto durante la prima incarnazione della nostra Terra che chiamiamo il “primo stato di coscienza”, svoltasi nelle sfere più alte del mondo spirituale, e che nella terminologia antroposofica è chiamato “antico Saturno”. Qui l’uomo era ancora un semplice automa minerale costituito appunto da un corpo fisico di calore, tutto il resto dell’entità umana era ancora dormiente nel grembo degli Dei. Il nostro vero corpo fisico, è un corpo di forze di calore invisibile che portiamo in noi e non il corpo di carne che è soltanto l’insieme degli atomi di materia cosmica che il corpo di calore o la forma di calore attira a sé rivestendosi esternamente. Il Cristo salvò nell’evento del Golgotha questo corpo ormai degenerato dall’egoismo umano ereditato dalla tentazione luciferica dei nostri progenitori biblici Adamo ed Eva. Da questo corpo di forze di calore, il Cristo durante i tre giorni come dire, della Sua discesa all’Inferno, formò un Fantoma spirituale superiore con l’agape cosmico del Cristo, il quale è un corpo d’amore luminoso di calore che l’uomo può accogliere in sé senza essere danneggiato, se ha sviluppato un caldo amore per l’Antroposofia.

7     Alla fine del settimo stato di coscienza o eone cosmico, l’uomo raggiungerà la sua meta divina realizzando la Personalità divina che si è manifestata attraverso Gesù di Nazareth durante la permanenza del Cristo sulla Terra;  dopodiché  l’umanità deve passare attraverso altri cinque stati di coscienza cosmici più sottili per poter creare essa stessa un nuovo Zodiaco, similmente come hanno fatto gli Elohim all’inizio dell’eone terrestre.

8     L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:

“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo, e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe, (vedi la Tav. 1).  Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura.  (vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo”).

9       Secondo la Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, la Terra è formata da nove strati, che Rudolf Steiner divide in mondo fisico, mondo subastrale, mondo subdevachan inferiore e  mondo subdevachan superiore, attraverso i quali operano le forze delle gerarchie spirituali a cui si oppongono gli Spiriti degli ostacoli, deviando il loro corso normale. Nei primi tre stati operano le forze della terza gerarchia spirituale a cui si oppongono le forze luciferiche; nei tre strati successivi operano le forze della seconda gerarchia spirituale a cui si oppongono gli Spiriti arimanici; e gli ultimi tre strati operano le forze della prima gerarchia spirituale a cui si oppongono gli Asura, gli Spiriti del male.

1 – Terra minerale      –  Forze degli Angeli

2 – Terra liquida         –  Forze degli Arcangeli =    Operano come contrasto gli Spiriti luciferici

3 – Terra aerea            –  Forze degli Archai

4 – Terra  della forma –  Forze delle Potestà

5 – Terra fruttifera      –  Forze delle Virtù        =     Operano come contrasto gli Spiriti arimanici

6 – Terra del fuoco     –   Forze delle Dominazioni

7 – Specchio della Terra   – Forze dei Troni

8 – Sfera del frangimento – Forze dei Cherubini =   Operano come contrasto gli Spiriti degli Asura

9 – Nucleo della Terra      – Forze dei Serafini

10    Sergej O. Prokofieff, nato in Russia, a Mosca, il 16 gennaio 1954, muore il 26 luglio 2014 in     Svizzera a Dornach. È stato uno dei più fedeli ed elevato allievo antroposofo di Rudolf  Steiner, dedicando tutta la sua vita alla divulgazione dell’Antroposofia attraverso moltissimi libri e conferenze tenute in diversi luoghi delle città dell’occidente, Vive gli anni della sua infanzia nell’ampio e vivace ambito artistico e culturale della sua celebre famiglia. Già tra i quattordici e i diciannove anni, in Crimea, in una casa appartenuta al noto poeta russo Woloschin, che aveva partecipato alla costruzione del primo Goetheanum, poté conoscere le opere fondamentali di Rudolf Steiner. Incontra l’Antroposofia e decide di dedicare ad essa la sua vita. Sergej O. Prokofieff ha studiato pittura e storia dell’arte all’Istituto Superiore d’Arte di Mosca. Svolse una intensissima attività di scrittore e conferenziere. Ha partecipato alla rifondazione della Società Antroposofica in Russia. Dal 2001 al 2013 è stato membro della Presidenza della Società Antroposofica Universale al Goetheanum, CH-Dornach. Tutti i suoi libri sono curati dalla casa Editrice Widar o dalla casa Editrice Antroposofica di Milano.

Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione I

Andrej Rublëv, Icona di San Paolo (1407 circa,  Galleria Tret’jakov, Mosca)

Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore; e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere. E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo … Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile;  si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza; si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale. Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale, poiché sta scritto che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.  Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste. Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l’incorruttibilità. Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati, in un istante, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati. È necessario, infatti, che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità (1 lett. Corinzi 15,35-53).

Il corpo incorruttibile e il corpo di resurrezione   I

Per capire quando suonerà l’ultima tromba e l’umanità sarà trasformata in un batter d’occhio come dice S. Paolo di Tarso nella prima lettera ai Corinzi, dobbiamo capire come si svolge l’evoluzione  umana nel quarto stato di coscienza cosmico della nostra Terra secondo la conoscenza della Scienza dello Spirito o antroposofia così come rivelata da Rudolf Steiner nelle conferenze del suo libro l’Apocalisse O.O. 104, aiutandoci con la tavola schematica come rappresentata da Rudolf Steiner nella conferenza  di Norimberga il 27 giugno del 1908 a pag, 189; (vedi Tav.1). Noi attualmente come possiamo vedere, siamo nel quarto stato di Coscienza Cosmico, chiamato Terra, e siamo nel quarto stato di Vita minerale, nel quarto stato di Forma fisico, nella quinta Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura o di civiltà. Ora tralasciando tutto il resto dell’evoluzione terrestre abbastanza complesso, per cui andremmo oltre lo scopo di questo articolo, vogliamo prendere in esame soltanto le Epoche e i periodi di civiltà. Pertanto, diciamo che l’evoluzione umana passa attraverso sette Epoche: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica; a sua volta ogni Epoca deve attraversare sette periodi di cultura o civiltà di cui ognuno costituito da circa 2160 anni, per cui un Epoca dura 2160X7 = circa 15120 anni. Attualmente siamo nella quinta Epoca Postatlantica e nel quinto periodo di cultura che durerà ancora per circa 1550 anni, dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura  e infine, nel settimo periodo di cultura cui l’umanità attraverserà una piccola catastrofe dove ognuno si scaglierà con odio verso ogni cosa e che Rudolf Steiner chiama “la guerra di tutti contro tutti”, ma non sarà ancora la fine; così come Noè il Manu1 divino aiutò l’umanità ad attraversare l’umanità di Atlante nell’Epoca Postatlantica, un altro Manu umano aiuterà gli uomini più progrediti a passare nella sesta Epoca Postatlantica, ossia l’epoca dei “Sette Suggelli” menzionata nel libro “Apocalisse” di   S. Giovanni,  dove attraverseremo di nuovo sette periodi di cultura cui anche qui termineranno con una catastrofe. Infine, i superstiti aiutati dal Manu umano passeranno nella settima Epoca Postatlantica o l’epoca delle “sette trombe” come menzionata nell’Apocalisse, cui anche qui attraverseremo sette periodi di cultura dove nell’ultimo periodo di cultura avverrà un’altra grande catastrofe come viene annunciato in modo velato da S. Paolo, cui la Terra si trasformerà e si eleverà a un gradino spirituale più alto cui gli uomini più progrediti passeranno attraverso un’evoluzione nella sfera astrale più perfetta, quale preannuncio del prossimo stato di coscienza di Giove.2  Quando arriverà quel momento, ancora molto lontano di migliaia di anni, quando cioè suonerà la tromba del “Giudizio divino” e la Terra terminerà la sua evoluzione planetaria, tutta la materia fisica, l’uomo compreso, sarà di nuovo ri-trasformata  in una materia più sottile cioè astrale, dove tutto si compenetra e dove ogni forma di vita è una visione spirituale, immagini reali come quelle che incontriamo quando oltrepassiamo la porta della morte e vediamo venirci incontro le anime dei trapassati, o degli stessi Dei della prima, seconda e terza gerarchia divina spirituale. S. Paolo non poteva spiegare in questo modo l’evoluzione umana alle anime di due millenni fa, essi non l’avrebbero compreso, per cui la conoscenza esoterica era data ai discepoli più progrediti attraverso un insegnamento iniziatico in alcune scuole nascenti di allora quale quella di Atene da parte del suo amico Dionisio. Da uno stralcio di conferenza di Rudolf Steiner del 17 marzo 1907 con il titolo “Il mistero cristiano” leggiamo: «… alla base della dottrina cristiana, come è insegnata comunemente, esiste un Cristianesimo esoterico. Sapete anche che nel Vangelo si trovano indicazioni di questo Cristianesimo, già nelle stesse parole: “Quando il Signore era davanti alle turbe parlava con immagini, quando però era solo con i discepoli le spiegava loro”. Vi era dunque un insegnamento rivolto a chi non poteva comprendere molto e al quale si doveva parlare con allusioni, senza approfondire, mentre esisteva anche un insegnamento destinato agli Iniziati. In questo senso il grande diffusore del Cristianesimo, Paolo di Tarso, insegnava al popolo ciò che leggiamo nelle sue Epistole. Ma oltre a questo insegnamento exoterico  destinato al popolo, esisteva anche un suo insegnamento esoterico. La storia esteriore non sa che Paolo fondò la scuola esoterica di Atene, sotto la guida di Dionisio. E in questa scuola esoterica cristiana era impartito ai discepoli più intimi quell’insegnamento segreto che oggi ritroviamo per mezzo della Scienza dello Spirito. La cultura ufficiale sa ben poco dei compagni esoterici di Paolo e del loro insegnamento ai discepoli più intimi di Atene. Si parla addirittura di un falso Dionisio, perché si dice che non è possibile dimostrare che qualcosa dei suoi insegnamenti sia stato scritto a quei tempi. Viene dunque chiamato “Pseudo-Dionisio” colui che insegnò questo esoterismo nel VI secolo. Dicono così solo quelli che non sanno quale fosse l’uso del tempo nel campo di questi insegnamenti così riservati. Solo ai nostri tempi si è diffusa l’abitudine di precipitarsi tutti a scrivere in gran fretta. Nei tempi antichi si teneva celata al pubblico la verità più sacra, si studiava la persona a cui la si affidava, la si insegnava solo nella scuola esoterica, da persona a persona, a chi ne era veramente degno. Così anche gli insegnamenti dell’esoterismo cristiano erano trasmessi da persona a persona, e nel VI secolo alcuni furono messi per iscritto. E giacché si usava che il capo di questa scuola portasse sempre il nome “Dionisio”, anche il capo della scuola di Atene del VI secolo portava questo nome, il nome del suo grande predecessore, dell’amico di Paolo. Nel senso di questa scuola, proprio per come era insegnato in questa, esamineremo ora il significato del peccato contro lo Spirito Santo, o meglio del vizio contro lo Spirito Santo, e il concetto cristiano della Grazia» (Ibidem O.O.97).

Per questo gli insegnamenti di Paolo non sono stati compresi nel suo aspetto esoterico cui egli era solito esprimersi nelle scuole di pensiero iniziatiche e in modo particolare, alcuni suoi insegnamenti quali la costituzione tricotomica dell’uomo che nel nono secolo fu confutata è messa al bando come eretica. Questo ha fatto sì che nell’arco dei secoli della storia del cristianesimo, gli insegnamenti di Paolo venissero interpretati dalle guide religiose da un pensiero razionale materialistico, solo più attraverso l’aspetto exoterico da diffondere alle masse profane.  Pertanto  andò diffondendosi  la credenza popolare religiosa, la quale moltissime persone pensa che i corpi umani deceduti da millenni risorgeranno dalla terra e saranno di nuovo ricomposti da Dio esattamente come erano in vita, per cui dopo aver esaminato e giudicato le loro azioni compiute quando erano in vita moltissime migliaia di anni fa, se ritenuti degni saranno di nuovo ammessi nel consesso angelico del paradiso; cioè per meglio dire, l’umanità ritornerà di nuovo alla sua origine divina come era prima della caduta o della tentazione da parte di Lucifero. È una visione ingenua e illusoria da parte di guide religiose che non hanno più appunto la conoscenza dei misteri antichi cristiani cui a volte, Paolo quale altissimo iniziato cristiano, esprimeva attraverso un linguaggio immaginativo misteriosofico che aveva appreso sia dai misteri iniziatici del giudaismo sia da altre fonti pagane, che va appunto interpretato tramite un pensiero intellettuale veggente o ispirato dal mondo angelico. Il pensiero concettuale moderno è incapace di comprendere alcune espressioni del linguaggio esoterico usato da Paolo nelle sue lettere indirizzate a discepoli che erano a conoscenza dell’antica gnosi cristiana, cui oggi può essere svelato solo a un pensiero intellettuale più idoneo che possa attingere alla conoscenza del nuovo cristianesimo esoterico moderno meno misticheggiante, evolutasi dal XIII secolo in poi in una visione  più realista che si fonda su verità ispirate da Maestri di saggezza, da iniziati cristiani-rosacruciani chiaroveggenti, cui possono indagare nei mondi spirituali dell’Akasha e leggere gli eventi passati e futuri, di eventuali prove e catastrofi cui l’umanità dovrà superare alfine di realizzare in sé una coscienza morale che possa elevarla a stati di coscienza superiori dello spirito. 

A questo punto potremmo allora  chiedere a cosa sia servito essere discesi sulla Terra ed essere passati attraverso il dolore e la sofferenza umana quale prova del superamento del nostro karma negativo dovuto alla nostra imperfezione morale, se dopo tutto, alla fine ritorniamo di nuovo senza nulla aggiungere allo stato originario paradisiaco in cui eravamo prima della tentazione di Lucifero. Tutta la sofferenza e il dolore vissuto in più momenti non solo in questa vita, ma anche e soprattutto nelle nostre vite passate che hanno determinato il nostro destino karmico attuale e  quello futuro cui però abbiamo la possibilità di cambiare in un destino meno doloroso, ha lo  scopo di realizzare una meta futura ancora sconosciuta a chi non ha ancora una preparazione sul piano della conoscenza esoterica, per cui ha molto più senso che quello invece di accontentarci di una sola vita e del premio paradisiaco  che alla fine dell’epoca terrestre, ognuno pensa che gli spetti come compenso  quale errore divino, per aver fatto entrare Lucifero in paradiso, alfine che l’uomo fosse messo alla prova da Dio. Dobbiamo  invece pensare che la nostra meta umana è tutt’altro che vivere in un paradiso eterno come automa, come semplici specchi al servizio degli Dei, ma che invece abbiamo la possibilità grazie al Cristo di elevarci oltre i nostri stessi creatori, cioè gli Elohim o Spiriti della Forma. Questo peccato paradisiaco difatti, fu voluto da una Volontà divina superiore in vista di ciò che deve realizzare e diventare l’uomo futuro, cui fu permesso a degli spiriti luciferici3 inserirsi nell’anima umana  (corpo astrale)  in modo da redimere sé stessi e dando così la possibilità all’uomo di acquisire la forza del libero arbitrio, cosicché  imparasse a discernere il bene e il male in modo da svincolarsi dall’autorità divina dei suoi creatori divenendo un uomo libero e autonomo, e non appunto un semplice specchio divino.  Non voglio dilungarmi ancora su un tema che ho già cercato di chiarire in diversi articoli antroposofici apparsi sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, ma piuttosto riflettere sul significato della ricorrenza della Pasqua cui ricordiamo l’evento della risurrezione quale evento del Golgotha attraverso cui il Cristo risorse rivestendosi del corpo incorruttibile con il quale apparve ai suoi discepoli, e prima di tutti a Maria di Màgdala che tutto subito non riconobbe Gesù, scambiandolo per il giardiniere. Il corpo con il quale il Cristo si presentò ai discepoli non era ancora comunque il corpo di resurrezione, ma un corpo eterico molto più denso dell’eterico normale; che  cos’è dunque il corpo incorruttibile  o di resurrezione?               (I. continua).

Collegno,  aprile 2023                                                              Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

1    Rudolf Steiner nel libro “Gerarchie Spirituali” spiega in modo sintetico le tre categorie di uomini evoluti che in oriente sono chiamati: “Dhyani-Buddha, Bodhisattva e i Budha umani”. A  pag. 111  egli scrive: “Una Personalità umana che esteriormente è sì un uomo della nostra quinta Epoca Postatlantica, ma che in realtà porta in sé uno Spirito della Personalità o Archai e ne è animato fin dentro il corpo fisico, si chiama nella dottrina orientale Dhyani-Buddha. In breve possiamo dire che un Manu è un essere umano molto evoluto che ha già superato di molto l’evoluzione umana, il quale lavora in modo cosciente con lo Spirito Vitale, alla trasformazione parziale del corpo fisico in Uomo Spirito; in questo lavoro è ispirato non solo da un  Archai ma anche  da esseri superiori della seconda gerarchia  spirituale. Mentre i Manu prima della venuta del Cristo, erano uomini divinizzati che hanno aiutato l’umanità a evolversi a stati superiori di coscienza, il prossimo Manu sarà un uomo discepolo del Cristo  che grazie al corpo  di resurrezione, si eleverà fino al grado di Dhyani-Buddha e aiuterà l’umanità a superare la catastrofe futura dovuta alla “guerra di tutti  contro tutti”, guidando i superstiti più evoluti nella sesta Epoca Postatlantica.

2    Il periodo di Giove è lo stato di coscienza che seguirà il nostro stato terrestre dopo che l’umanità sarà salita al grado angelico, ossia quello stato che nell’Apocalisse è menzionata da Giovanni come la «Gerusalemme Celeste». In questo stato di coscienza cosmico, l’Entità umana deve completamente purificare e trasformare il corpo astrale in Sé spirituale salendo così al grado superiore di Arcangelo. La stessa cosa sarà per il gradino superiore di Arcangelo nell’eone di Venere, dove trasformerà completamente il corpo eterico in spirito Vitale o Budhi, e in ultimo, nel settimo stato di coscienza su Vulcano, dove trasformerà completamente il corpo fisico in Uomo spirito o Atma. A quel punto l’uomo, sarà una «Personalità divina umana» similmente a quella che si è manifestata alla «svolta dei tempi» nel Cristo Gesù. Ma per realizzare tutto questo, occorre che l’umanità possa compenetrarsi dell’impulso del Cristo com’è descritto dalla Scienza antroposofica, cosicché possa entrare in rapporto col corpo di «resurrezione del Cristo» con il quale sarà possibile proseguire l’evoluzione superiore. Nel periodo di Giove, l’uomo non avrà più il suo corpo fisico, poiché esso è un prodotto della nostra Terra e come tale va lasciato alla Terra; per cui esso va trasformato e sostituito da un corpo spirituale superiore che possa adeguarsi all’ambiente che sarà di Giove, cioè astrale. Occorre pertanto un corpo che possa supplire il nostro corpo fisico, in quanto l’uomo può avere la coscienza dell’io solo grazie a un corpo denso. Pertanto, nell’ambiente astrale di Giove, ciò che potrà supplire il nostro corpo fisico alfine di poter sviluppare la coscienza dell’io, è il corpo di risurrezione del Cristo. Questo è il mistero dell’eternità dell’anima! Eternità che l’uomo può conseguire già in questa incarnazione se riesce a unirsi al corpo di resurrezione del Cristo, giacché dopo la morte, la sua coscienza dell’io potrà continuare a esistere fino alla prossima incarnazione terrestre. 

3      Gli spiriti luciferici appartengono alla categoria di Angeli rimasti indietro durante l’evoluzione dell’antica Luna quando attraversavano il loro gradino umano, per questo si comportano come se fossero ancora a uno stato precedente di coscienza. Il loro capo è Lucifero (Demonio) perciò sono chiamati spiriti luciferici, i quali furono tentati da spiriti del male rimasti indietro e appartenenti alla categoria delle Virtù o Spiriti del Movimento. Lucifero è  l’immagine del Demonio che è scambiato dalla chiesa cattolica con l’altro spirito dell’ostacolo, chiamato  “Satana”. In realtà Satana appartiene alla categoria degli Arcangeli rimasti indietro durante l’evoluzione del loro gradino umano sull’antico Sole e per questo sono conosciuti dalla Scienza antroposofica come esseri arimanici. Possiamo ancora aggiungere che gli esseri luciferici operano ostacolando l’uomo nell’anima senziente, e gli spiriti arimanici ostacolano l’uomo nell’anima razionale.

Come superare l’angoscia animica del presente V

Il papa Giovanni Paolo II (Karol Józef  Wojtyla) in preghiera

«La preghiera è anch’essa un atto di ordine magico, tanto più efficace, quanto meno si chieda qualcosa per sé. Si può pregare per sé, ma in tal caso la preghiera dev’essere soltanto comunione con il Divino, senza alcuna richiesta, senza altro contenuto se non il segreto pensiero che sia Esso a scegliere o a decidere per noi».

(Massimo Scaligero)

Come superare l’angoscia animica del presente V

In merito Massimo Scaligero, uno dei discepoli più eminenti di Rudolf Steiner, nel libro “Guarire con il Pensiero” esprime il senso della preghiera cui riporto alcune frasi del libro dove egli appunto scrive:

«La preghiera è anch’essa un atto di ordine magico, tanto più efficace, quanto meno si chieda qualcosa per sé. Si può pregare per sé, ma in tal caso la preghiera dev’essere soltanto comunione con il Divino, senza alcuna richiesta, senza altro contenuto se non il segreto pensiero che sia Esso a scegliere o a decidere per noi. In tal senso la preghiera diviene una forza dell’Io superiore fluente nell’io [inferiore], decisiva per il disincantamento della maya quotidiana, della sua necessità mondana, della sua maschera tragica: dietro la quale si scopre che c’è il nulla. Oltre a questo, nulla, la Forza vera è in attesa.  Si può invece chiedere, mediante la preghiera, il lenimento o la guarigione del male altrui. Si può chiedere anche ciò che umanamente appare impossibile, il miracolo, secondo l’intima persuasione che «ciò che non è possibile all’uomo, è possibile a Dio». Anche qui è presupposto il segreto pensiero che il Divino, “sollecitato” mediante l’ètere superiore, realizza comunque attraverso questo la giustezza della richiesta. È chiaro che l’accennata intima persuasione è la fede (…).  In realtà, la preghiera, detta o sentita tepidamente, pur con le più altruistiche intenzioni, non supera il limite individuale: non può realizzare quella comunione dinamica che il Divino esige, per divenire operante nell’umano oltre i limiti del “destino”» (pag. 120-21 ibidem).

Qualsiasi cosa che ci venga incontro in questo mondo come destino, che possa essere più o meno doloroso, lo abbiamo determinato noi con le nostre azioni che possono essere azioni di una vita passata o errori della vita presente. Per cui Dio opera attraverso degli avvertimenti che possono appunto essere quelle prove dolorose che devono servire a svegliarci, a farci capire che qualcosa in noi non va bene, che stiamo sbagliando! Perciò non possiamo chiedere di smettere di farci soffrire o, altro … ma chiedere il suo aiuto affinché possa illuminarci e concederci la forza per capire dove stiamo sbagliando, in modo da superare la nostra imperfezione morale. Ciò vale anche nei riguardi di altre persone che siano nostre congiunte o meno, chiedere umilmente con amore a Dio che possa illuminarli e concedere loro la forza di superare la prova a cui sono sottoposti alfine che prendano coscienza del loro errore karmico. Dobbiamo cercare di concepire in modo diverso il mondo divino e il modo di manifestarsi nella nostra vita singola o comunitaria, da com’è insegnato dalla teologia cattolica. La quale pensa che Dio possa lasciare o abbandonare l’uomo e, non al contrario che sia l’uomo ad allontanarsi dall’amore divino quando viene a mancare la fede, quella fede viva che viene dalla parte più intima del cuore, e, non quella fede tradizionale ingenua che molti uomini manifestano solo più come dogma dottrinale, per cui il mondo spirituale è per loro soltanto un mercimonio di scambio. Ma come possiamo pensare che Dio abbandoni l’uomo a sé stesso, senza che questi non scompaia all’istante? 

Questa convinzione religiosa esiste soltanto nella teologia cattolica, la quale confutò la gnosi cristiana dei primi secoli del cristianesimo, dichiarando eresia la reincarnazione, predicata da Origene (184-253 d.C.), uno dei più grandi filosofi e teologi cristiani, vissuto nel terzo secolo, dichiarando eretico appunto il suo pensiero sulla credenza della reincarnazione (Ensomatosi). Più tardi verso il IX secolo (869 d.C.), la teologia cattolica come già spesso citato confutò gli scritti di S. Paolo, abolendo lo “spirito umano” dichiarando eretico credere che l’uomo fosse costituito da “corpo, anima e spirito” e, che si doveva solo più credere costituito da un corpo e da un’anima la quale, ha in sé una parte più sottile spirituale che contraddistingue l’uomo dall’animale poiché anch’esso costituito da un’anima, ma non pensante come quella dell’uomo. Nonostante i grandi filosofi e padri della Chiesa romana che si sono succeduti nell’arco di tanti secoli, la teologia cattolica ha mantenuto vivo il dogma dell’eresia su questi due importantissimi concetti dell’evoluzione e sviluppo animico-spirituale dell’uomo, facendo sì che l’uomo restasse come una specie di animale superiore nell’impossibilità di accogliere e unirsi allo spirito cosmico del Cristo. L’Universo e l’uomo sono sintesi di tutti gli Dei dietro di cui c’è il compimento della creazione quale manifestazione dell’amore di Dio in cui l’uomo vive la sua vita costantemente in quest’amore divino, dove però egli ignora quest’aspetto spirituale quasi del tutto, in quanto non ha ancora risvegliato del tutto la sua autocoscienza spirituale superiore. Pertanto, dobbiamo pensare che noi tutti siamo in Dio e che ci è sempre accanto, aspettando che possiamo maturare e progredire sulla via morale della redenzione, perfezione ed elevazione ai mondi dello Spirito Cosmico, in modo da comprenderlo sempre più nella Sua manifestazione più alta unendoci di conseguenza non solo al nostro Io superiore, ma anche al nostro vero nucleo divino superiore, ossia il  “Vero Io”.

Pertanto, le prove cui siamo sottoposti e che sono determinate in conformità del nostro karma, sono necessarie affinché l’uomo possa comprendere i suoi errori attraverso la sofferenza e il dolore, cosicché l’anima umana possa come dire, registrare in sé una traccia dell’esperienza dolorosa cosicché non debba più ripetere lo stesso errore in altre vite future. Perciò è un’assurdità dire che Dio possa abbandonarci lasciandoci da soli in noi stessi; l’anima e lo spirito umano sono legati indissolubilmente al mondo spirituale superiore, non potrebbero vivere nemmeno un attimo se fossero abbandonati da Dio. Se l’Io o spirito umano, non esistesse costantemente nel pensiero divino, l’uomo perderebbe all’istante la sua coscienza umana. Per meglio chiarire questo concetto, diciamo che l’umanità (uomo), è legata a Dio inscindibilmente così come ogni uomo è legato al suo Io superiore, per cui se Dio, o il Se, superiore dovessero allontanarsi dall’uomo, pochi attimi dopo subentrerebbe la morte animica e il distacco dal corpo fisico umano che andrebbe immediatamente in decomposizione. Sarebbe come se guardandoci nello specchio, vedremmo la nostra immagine riflessa rispecchiata fintantoché siamo di fronte allo specchio; nel momento in cui ci allontanassimo dallo specchio, la nostra immagine scomparirebbe nel nulla.   

Riepilogando brevemente e riflettendo su quello detto finora, possiamo interpretare le parole di papa Francesco come frasi vuote che non rispecchiano la vera realtà spirituale, in quanto il suo errore di conoscenza diventa peccato contro lo Spirito Santo che quale nuovo avvento, discese sugli Apostoli dopo cinquanta giorni dalla morte e resurrezione del Cristo. La discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli significò il frammentare l’anima di gruppo ebraica e la realizzazione da parte di una cerchia dodecupla di uomini, quale primizia archetipica della coscienza dell’io e dello sviluppo individuale autonomo e libero dell’Io umano. Pertanto, ogni cristiano che voglia accogliere il Cristo in sé, deve accogliere prima l’impulso pentecostale attraverso la conoscenza della nuova “rivelazione” del bodhisattva successore del Buddha Gautama, manifestatasi nel XX secolo attraverso Rudolf Steiner il “Maestro dei nuovi Tempi” e fondatore dell’Antroposofia. Può comprendere allora che lo Spirito divino del Cristo che attraversò l’esperienza della morte fisica umana, si unì per sempre non solo allo Spirito della Terra cioè a uno dei sette Spiriti o Elohim solari e perciò a ogni atomo della natura spirituale terrestre, ma è anche presente nel profondo di ogni anima umana, dove ognuno può prendere coscienza e risvegliare la “coscienza del Cristo29 in sé.  Ma per riuscire in questo, dobbiamo accogliere prima l’Impulso del Cristo30 scaturito dall’evento del Golgotha com’è spiegato attraverso la conoscenza della Scienza antroposofica, dopodiché basterà aprire il proprio cuore e lasciare che il Cristo operi in noi quella trasformazione del nostro egoismo in una facoltà morale superiore spirituale, quale impulso dell’amore cosmico-umano.

 Cara amica, come ho cercato di spiegare, Dio non si allontana da noi come erroneamente può pensare la teologia cattolica, ma è la teologia cattolica che si è allontana dalla conoscenza di Dio! Egli non ci lascia mai soli; semmai siamo noi che col nostro egoismo ci allontaniamo da Lui, quando a causa del nostro materialismo sfrenato generiamo tenebra spirituale cui veniamo offuscati dalle forze luciferiche e arimaniche che s’intromettono nella vita dell’anima, non lasciando più tralucere la luce e la vita divina universale che alimenta la nostra vita umana, generando così angoscia, paura, insicurezza, inquietudine e tutto ciò che crea in noi turbamento. Dobbiamo per questo imparare a superare questi turbamenti animici aiutandoci con l’insegnamento più importante che la Scienza antroposofica ci parla nelle diverse conferenze, ossia quello sull’Impulso e la Coscienza del Cristo che riposa in noi, nel nostro profondo. Occorre che ci sforziamo di prendere coscienza di questi due impulsi spirituali e di realizzarli mettendoli in pratica nell’ambito della nostra comunità sociale, in modo da sperare nell’aiuto degli esseri angelici a noi vicini che, dall’alto guardando i nostri pensieri che irradiano verso di loro la conoscenza del Cristo, possono da noi trarre quel giusto giovamento in modo da consentire loro la possibilità di poterci aiutare in questi momenti di prova.

In merito nel libro “Come si può superare l’angoscia, animica del presente”, Rudolf Steiner ci comunica il dramma degli Angeli dopo che il Cristo è uscito dalla loro sfera solare:

Il Cristo è uscito dalla loro sfera [la sfera angelica] per venire qua dagli uomini. Essi devono dirsi: attraverso il mistero del Golgotha, il Cristo ha abbandonato il nostro mondo. Perciò essi hanno motivo, di essere tristi, così come gli uomini hanno motivo di rallegrarsi per il fatto che il Cristo è venuto a loro finché vivono nel corpo fisico. Questo è un reale processo di pensiero e chi conosce davvero il mondo spirituale, sa che per gli Angeli esiste una sola liberazione: che gli uomini qui sulla Terra vivano nei loro corpi con i pensieri del Cristo, che dal mistero del Golgotha in poi il pensiero del Cristo venga irradiato come una luce verso gli Angeli … Gli uomini dicono: «Il Cristo è penetrato in noi e ora noi possiamo svilupparci in modo che il Cristo viva in noi (non Io, ma il Cristo in me)». Gli Angeli invece dicono: «Per la nostra sfera il Cristo è uscito dalla nostra interiorità; Egli risplende ora verso di noi, come infinite stelle, nei pensieri dei singoli uomini; così lo riconosciamo di nuovo, così Egli s’irradia dal mistero del Golgotha (…). Essi ci possono aiutare se noi siamo in grado di formarci dei pensieri su loro. Anche se non siamo arrivati a penetrare con la chiaroveggenza nel mondo spirituale, basta che sappiamo di loro per riceverne aiuto. Quando studiamo la Scienza dello Spirito o antroposofia, noi ci apriamo all’aiuto che viene dal mondo spirituale» (pag.34-35 ibidem).

Detto questo, nulla toglie comunque che ognuno possa pregare nella maniera consueta che gli è stato insegnato, ma, se vogliamo avere l’aiuto del Cristo o dal mondo angelico, dobbiamo portare qualcosa incontro, a essi. Che cosa possiamo portare? Possiamo offrire noi stessi, cercando di essere maggiormente utili al mondo spirituale, lavorando attivamente su noi stessi purificando e trasformando la nostra anima in modo da collaborare e preparare gli involucri spirituali per rivestire  l’Impulso del Cristo, cioè il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico, con lo sviluppo delle tre virtù antroposofiche, ossia: “Con la fede, l’amore e la coscienza”, così come ci viene indicato nella  terza conferenza del libro: “Cristo e l’anima umana” O.O. n.155. Vedi  anche il mio articolo pubblicato nel blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, col titolo: “L’Impulso del Cristo e l’impulso umano”.

 Man mano che ci compenetriamo dei contenuti della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, quando essa è studiata con un certo sentimento di calore, possiamo trarre quella forza e rinvigorimento della nostra volontà cosicché la paura che crea l’angoscia per ciò che non comprendiamo, si trasformerà in coraggio per l’azione. Occorre soltanto aspettare e avere pazienza, imparando ad avere veramente fiducia nel mondo spirituale, provando e riprovando forse molte volte, senza mai arrenderci, fino a che non avremo in noi la certezza che il mondo spirituale è a noi vicino così da sentirci che non siamo mai soli! E ancora in merito Rudolf Steiner dice:

«Se pensiamo che si sia formata nell’anima dell’uomo una grande fiducia in qualcosa di spirituale, se pensiamo che egli possa reggersi saldo come una roccia a qualcosa di spiritualmente vincente che l’ha penetrato, che possa tenersi talmente saldo da non lasciare la presa neppure quando il mondo esteriore ne parla tanto sfavorevolmente, se pensiamo tutto ciò, abbiamo un’immagine della forza di Michele, di quel che Michele vuole veramente dall’uomo (…). Le forze di Michele non possono essere conquistate con una qualsiasi forma di passività (neanche con la preghiera passiva). Le forze di Michele possono essere conquistate soltanto se l’uomo, con volontà colma d’amore, diventa uno strumento delle forze divino-spirituali. Le forze di Michele non vogliono infatti che l‘uomo le supplichi, ma che si unisca a loro, e l’uomo può farlo se accoglie con energia interiore gli insegnamenti del mondo spirituale» (IL corso dell’anno come respiro della Terra O.O.223, pag.110-112).

Come possiamo leggere, occorre avere prima di tutto fiducia in noi stessi e verso il mondo spirituale, non con preghiere egoiste inutili e passive, ma attraverso azioni che nascano da impulsi di calore che possano scaldare una “volontà colma d’amore”, cui è indispensabile per tutti quelli che vogliono essere allievi del mondo spirituale e avere un incontro con l’Essere Antroposofia31. Occorre soltanto lavorare con umiltà di cuore e di pensiero, e attendere finché ci sia dato dall’alto ciò di cui abbiamo bisogno. Coraggio quindi discipliniamo la nostra volontà e cerchiamo il risveglio interiore tutte le mattine e tutte le sere. 

Collegno, 5 aprile 2020                                                           Antonio    Coscia

Aggiornato, settembre 2020 – Ultimo agg. Aprile 2023

Note Antroposofiche

29   La coscienza del Cristo è la coscienza di cui parla S. Paolo che operava in lui da quando divenne discepolo del Cristo dopo essere stato folgorato da una luce molto intensa sulla “via di Damasco” che causò la sua cecità per tre giorni e che sarà poi guarito da Anania di Damasco. Egli era stato fermato dal Cristo in quanto acerrimo perseguitore dei cristiani cui dopo essere stato guarito dalla cecità spirituale, divenne il più fervente discepolo e divulgatore del cristianesimo per il fatto che la sua vita  cambiò radicalmente e la sua Personalità umana completamente trasformata dall’Impulso del Cristo che opererà e agirà in lui come una coscienza superiore dell’Io del Cristo, di cui la famosa locuzione: “Non io ma il Cristo in me”.  Dal XX secolo in poi è possibile a ogni uomo risvegliare in sé la coscienza del Cristo trasferitasi nell’umanità durante il quinto sacrificio dell’anima Natanica (Cristo Gesù) che a causa del materialismo sviluppatosi dal XVI secolo in poi, molte anime dopo la morte oscurarono il mondo astrale adiacente alla Terra dove era presente appunto l’anima Natanica di cui parla il vangelo di Luca, cioè il Cristo Gesù, quale portatore di una parte della coscienza del Cristo. A causa di quest’oscuramento arimanico il Cristo Gesù venne come dire soffocato, e a quel punto fu necessario che il Dio Altissimo solare (Cristo) intervenisse di nuovo per salvaguardare quest’anima divina-umana dal soffocamento e perdita della coscienza dell’io cristico. Per meglio dire, la coscienza cristica di quest’anima angelica di luce, fu come dire soffocata, oscurata da forze materialistiche arimaniche sviluppatesi dal XVI al XIX secolo, da anime umane che varcarono la porta della morte causando uno spegnimento della sua coscienza. Questo richiamò di nuovo l’intervento del Cristo che accolse in sé questa sfera nera del materialismo, risvegliando così l’anima Natanica: questa volta però essa non fu risvegliata nell’Io umano come fu durante la morte e resurrezione dell’evento del Golgotha, ma fu risvegliata  nel Sé spirituale; ciò determinò come conseguenza che nel mondo terrestre avvenisse  una rinascita della coscienza del Cristo entro le anime umane, per il fatto che  esiste una legge spirituale che Rudolf Steiner rivela, dicendo che: “Tutto ciò che muore in una sfera spirituale superiore, risorge in una sfera materiale inferiore”.  (Vedi anche in questo Blog: “Epoca dei Pesci o dell’Acquario?”).

30     L’Impulso del Cristo è un tema molto complesso e profondo poiché riguarda diversi aspetti sia nell’ambito dell’evoluzione della Terra che in quello dell’anima umana, per cui qui in una nota non possiamo che limitarci a dare un chiarimento sintetico alle persone che non hanno ancora avuto modo di approfondire i misteri del cristianesimo esoterico secondo la concezione antroposofica.  Possiamo dire che l’Altissima Entità solare del nostro universo, nell’udire il lamento di sofferenza e di dolore provenire dalla Terra, mosso a compassione lasciò il Sole per venire in soccorso di noi uomini. Fu per il Cristo un puro atto libero d’amore universale e un sacrificio infinito, in quanto dovette abbandonare un’altissima dimensione spirituale e scendere comprimendosi sempre più, per entrare nell’angusta corporeità di uno degli uomini più evoluti della Terra, vale a dire l’uomo Gesù di Nazareth dietro la cui Personalità umana si celava il grande Zarathustra, uno dei più alti iniziati solari e discepolo del Cristo, oggi conosciuto come «Maestro Gesù». Soltanto nel vangelo di Marco vien fatto accenno a un giovinetto che seguiva il Cristo che era stato arrestato dalle guardie romane, e mentre questi cercano di prenderlo riuscì a fuggire restando nudo, lasciando nelle mani dei romani solo il lenzuolo di cui era coperto. Marco riporta questo particolare nel suo vangelo dicendo:

“Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo, e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fuggì nudo”.   Mc 14,51-52

Rudolf Steiner rivela che questo giovane rimasto nudo è l’Impulso del Cristo; è come dire un «Archetipo spirituale», un Io superiore dell’umanità, cui gli uomini devono rivestire di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico (spirituale), affinché possano essere compenetrati dal “Vero Io” cosmico del Cristo per attraversare e superare le catastrofi future, iniziando da quella prossima che avverrà alla fine della nostra quinta Epoca cioè “la guerra di tutti contro tutti”; la seconda, alla fine della sesta Epoca dei sette suggelli e la terza, alla fine della settima Epoca delle sette trombe, (vedi la Tav. 1).  In una conferenza tenuta a “Norrköping, il 30 maggio 1912”, pubblicata nel libro Cristo e l’anima umana”, si legge:

Nella misura in cui gli uomini saranno in grado d’inserire le loro azioni in questo grande organismo, di formare un involucro con i loro impulsi e le loro azioni, essi avranno gettato le basi, lungo l’evoluzione della Terra, di una grande comunità interamente compenetrata dall’impulso del Cristo (…).  Con l’evento del Golgotha la più alta individualità [lo Spirito del Sole], penetrò nell’evoluzione terrestre; e in quanto gli uomini avranno coordinato in modo cosciente la loro vita intorno ad essa, circonderanno, rivestiranno l’impulso del Cristo come di un involucro del quale il Cristo sarà il nocciolo, il centro». (pag. 122-126 Ibidem)

Questo vuol dire che l’Impulso del Cristo che l’uomo rivestirà, sarà come un “Io superiore” che avvolgerà tutta l’umanità cristificata, compenetrata dal “Vero Io” del Cristo, come Suo nocciolo centrale. Possiamo dunque rivestire questo Io superiore dell’umanità sviluppando queste qualità animiche e spirituali:

a)  Sviluppo delle forze di vera fede e di meraviglia = Corpo Astrale

b)  Sviluppo di vero amore e dedizione verso gli altri = Corpo eterico

c)  Sviluppo della coscienza morale =                         Corpo fisico    (corpo spirituale)

Fede e meraviglia, amore e dedizione e coscienza morale, sono le virtù morali, animiche e spirituali che dobbiamo sviluppare per rivestire l’Impulso del Cristo, quale «Archetipo spirituale» della futura umanità che potrà essere salvata a superare le prove finali col male e con la magia nera delle entità degli ostacoli, in un futuro ancora remoto ma che comunque occorre già preparare ora, dal nostro quinto periodo di cultura.  (vedi blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “L’Impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo”)

31    È difficile definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiani-rosacruciani, vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».

Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.

Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo.

Meditazione sulla calma

Quiete io porto in me, in me porto le forze che mi rinvigoriscono.

Mi voglio colmare  del calore di queste forze,

Voglio compenetrarmi della potenza del mio volere.

E voglio sentire  come la quiete si riversi.

Attraverso tutto il mio essere, quando mi rendo così forte,

Da ritrovare in me  La quiete come forza

Per la potenza del mio anelito.

Rudolf Steiner

Come superare l’angoscia animica del presente IV

Particolare del Giudizio Universale di Michelangelo

«Voi avete udito che fu detto: “Occhio per occhio e dente per dente.  Ma io vi dico: Non contrastate il malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra;  e a chi vuol litigare con te e toglierti la tunica lasciagli anche il mantello.  E se uno ti vuole costringere a fare un miglio, fanne con lui due.  Dà a chi ti chiede e a chi desidera da te un prestito non voltare le spalle. Voi avete udito che fu detto: ‘Ama il tuo prossimo e odia il tuo nemico.  Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti”» (Matteo 5,38-45).

Come superare l’angoscia animica del presente IV

Tutto questo per dire che affinché fosse possibile allo Spirito del Sole (Cristo) incarnarsi in un corpo umano, occorreva che sulla Terra fosse presente un Messia con un corpo eterico originario completo dei quattro eteri cui divenne possibile soltanto grazie alla purezza di un puro e unico esemplare archetipo femminile umano della vergine Maria cui era presente a Nazareth, quale manifestazione e incorporazione della divina Sofia.23 Grazie alla saggia preparazione dei sacerdoti esseni fu possibile ai due archetipi umani celesti, (cioè l’archetipo androgeno di quella parte astrale-eterica che gli Dei separarono da Adamo) d’incarnarsi come “Maria-Eva e Gesù-Adamo” sul piano fisico per la prima volta come madre e figlio, per preparare la via all’Altissimo Dio del Sole, in modo da consentirgli di unirsi allo Spirito della Terra24 attraverso un perfetto e puro corpo umano per l’arco di tre anni, in modo che potesse compiere l’evento del Golgotha. Per questo Marco non menziona alcuna genealogia umana come invece fanno gli altri due apostoli Matteo e Luca, ma inizia col Battesimo di Gesù nel Giordano, riportando poi le guarigioni operate dal Cristo in relazione con gli influssi spirituali delle forze plasmatrici cosmiche stellari che operavano in certe ore del giorno, dalle dodici direzioni dello Zodiaco grazie al particolare corpo eterico di Gesù di Nazareth.  Luca descrive invece nel suo Vangelo l’“Anima” di Gesù di Nazareth, facendo risalire questa fino al capostipite Abramo e da questi ad Adamo e infine, a Dio stesso, salendo dal figlio divino fino al Padre Jehovah attraverso undici volte sette generazioni (11 X 7= 77) che nei misteri ebraici dei sacerdoti esseni, venivano contate invece dodici volte sette generazioni (12 X 7= 84), alfine di ri-salire fino alla sfera divina di Dio, ossia l’Elohah lunare Yahveh o Jehovah. Anche qui però, Rudolf Steiner spiega che retrocedendo undici volte sette generazioni, nella settantottesima generazione (11 X 7 + 1= 78), l’anima umana ritorna alla sua origine divina. Infine, Giovani, l’apostolo più evoluto per il fatto che ricevette l’iniziazione più alta dal Cristo stesso nella personalità di Lazzaro che tramite la veggenza intuitiva, poté elevarsi fino alla sfera della “Parola universale” dove descrive la parte più alta di Gesù di Nazareth, ossia lo “Spirito” del Cristo. Perciò all’inizio del prologo del suo Vangelo, ci dice che il Cristo in principio era il Verbo, ossia la Parola, e che la Parola è un’emanazione di Dio Padre attraverso cui Egli nel principio ha creato il mondo. La Parola stessa è un Dio generato e non creato dal Padre, per cui ha in sé le stesse facoltà divine dei tre aspetti della Trinità Universale, cioè la Volontà, l’Amore e la Sapienza Divina, con cui Egli diversamente da una categoria di spiriti luciferici creati dalla prima gerarchia spirituale25, può sottrarsi da qualsiasi vincolo autoritario divino, divenendo un’Entità autonoma e libera.  Giovanni continua dicendo che questa Parola si fece carne e si manifestò per tre anni nel corpo di Gesù di Nazareth fino a sperimentare l’esperienza della morte umana attraverso la crocifissione di colui che chiamiamo il Cristo e che secondo ciò che aveva predetto ai discepoli, il terzo giorno sarebbe resuscitato  vincendo la morte e rimettendo la potenza arimanica nei limiti stabiliti da Dio Padre.

Perciò i tre evangelisti Matteo, Marco e Luca, presentano nei loro Vangeli una certa somiglianza e nello stesso tempo alcune discordanze che, si giustificano perché ognuno esprime una manifestazione del Cristo nell’ambito della natura corporea e animica di Gesù di Nazareth, secondo le facoltà veggenti individuali degli apostoli. Essi però si distinguono nettamente dal Vangelo di Giovanni che è l’unico annunciatore del Logos universale, poiché possedeva un tipo di veggenza superiore, cioè la veggenza intuitiva, con la quale l’uomo può unirsi spiritualmente nell’intimo altrui; la massima facoltà di chiaroveggenza spirituale che un uomo potesse raggiungere in quell’epoca antica, così come d’altronde per alcuni allievi di oggi, tramite l’iniziazione moderna cristiana-rosicruciana. Secondo le rivelazioni di Rudolf Steiner, Giovanni era l’amico intimo di Gesù di Nazareth, ovverosia quel Lazzaro che resuscitò dalla morte, cioè l’autore del Vangelo di Giovanni che non ha nulla a che fare con l’apostolo Giovanni, ma è il fratello di Marta e Maria di Betania che il Cristo operò su di lui l’antica iniziazione dei misteri del Tempio cui era proibito rivelarne il segreto all’aperto, al cospetto del popolo profano. Ciò che provocò lo sdegno e l’ira dei sacerdoti sadducei e farisei, in quanto aveva tradito e rivelato i misteri del potere sacerdotale che li rendeva ora più deboli nei riguardi del potere romano regale di Cesare. Per questo d’allora in poi i sadducei e i farisei decretarono la morte di Lazzaro e di Gesù di Nazareth lasciando ai romani la sentenza della crocefissione sulla collina del Golgotha, dov’era stato  sepolto  Adamo, segnando così la fine della casta sacerdotale ebraica con l’avvento del nuovo giudaismo o cristianesimo-giudaico, trasformato  da uno dei più  agguerriti  persecutori dei primi discepoli del Cristo, ossia Saulo,  cui dopo l’illuminazione sulla via di Damasco divenne Paolo di Tarso. 

Papa Francesco in questa esperienza pandemica, continua a pregare e implorare Gesù (cioè la parte più umana del Cristo rappresentata dall’uomo di Nazareth, ossia il Maestro Gesù) affinché come uomo possa avere pietà e affliggersi fino a piangere con lui. Ma queste implorazioni pietistiche cui fanno emergere un papa lagnoso nei confronti di Dio, cui può essere confrontato con alcuni profeti dell’Antico Testamento e, in modo particolare, con le “Lamentazioni” del Profeta Geremia, non aiuta di certo i fedeli perché non è più giustificato nel tempo moderno dopo che il Cristo ha avocato26 a sé la legge karmica. Egli diversamente da Jehovah (cui piacevano i lamenti e la sottomissione degli ebrei e che la non osservanza rigorosa dei suoi comandamenti, veniva punita duramente attraverso la legge del “Taglione”), applica la legge dell’amore tramite la quale gli uomini che accolgono l’Impulso del Cristo e prendono coscienza dei loro errori, possono compensare tramite un atto d’amore e di dedizione verso gli altri. La preghiera dovrebbe essere in fondo un atto d’amore con la quale noi imploriamo Dio non perché tolga da noi il calice amaro del dolore o altro, poiché in tal caso sarebbe una supplica egoista, ma affinché possa illuminare la nostra anima in modo da comprendere il nostro errore karmico e concederci la forza spirituale per redimerci attraverso la prova dolorosa che va compensata e superata. Il mondo divino spirituale non può cancellare un karma attraverso semplici lamenti inconsapevoli, ma opera attraverso l’effetto karmico affinché l’uomo si risvegli dal torpore materialistico e prenda coscienza appunto della sua imperfezione animica dovuto al suo egoismo, in modo che si ravveda e si redima e possa così salire di un livello più alto di coscienza morale cosicché non gli accada di peggio, andando cioè incontro a delle prove ancor più dolorose del coronavirus (Covid-19).  Per questo Dio non può perdonare ciò che deve essere superato esclusivamente dall’uomo, giacché fa parte del suo stato evolutivo terrestre, ossia perfezionare il suo io inferiore realizzando in sé la coscienza autonoma e libera attraverso lo sviluppo della libertà e dell’amore cosmico-umano, quale dono offerto dal Cristo-Sole attraverso il sacrificio del Golgotha. 

Sappiamo dalla Scienza antroposofica che l’Entità del Cristo, secondo la nuova rivelazione del Bodhisattva Maitreya27 (il nuovo “Paracleto” successore del Buddha Gautama che si è manifestato per un settennio nel corpo astrale dell’altissimo iniziato cristiano dei “nuovi tempi”, cioè Rudolf Steiner), nel XIX secolo ha assunto il compito come citato, di “Signore e giudice del karma umano”, per cui non può togliere all’uomo questo calice karmico, semplicemente chiedendo pietà o perdono! L’uomo non progredirebbe sul piano spirituale della coscienza morale e, in ogni incarnazione, sarebbe portato a commettere sempre gli stessi errori; perciò, non può mondare i nostri peccati e i nostri errori semplicemente implorandolo e chiedendogli perdono come spesso lamenta papa Francesco. La teologia cattolica non ha accolto nel secolo scorso questa nuova rivelazione, anzi contrastò e confutò aspramente Rudolf Steiner condannandolo di eresia, perciò ignora questo cambiamento avvenuto nel mondo spirituale dove appunto il Cristo ha avocato a sé la legge karmica divenendo pertanto il giudice delle azioni umane, cosicché giudica in modo diverso dalla legge ferrea jahvetica,  ciò, anche a causa del cambiamento della direzione evolutiva dovuta all’entrata del nuovo Yuga o Dvapara Yuga.28 La sofferenza e il dolore, così come la “legge karmica e della reincarnazione”, furono date dagli Dei nell’Epoca Lemurica e subito dopo in quell’Atlantica, per compensare gli errori umani dovuti agli influssi negativi degli spiriti dell’ostacolo prima nel corpo astrale e poi nel corpo eterico dell’uomo. Quest’antica legge karmica diretta dagli Dei della prima gerarchia, cui era ancora applicata fino a pochi secoli addietro nel mondo occidentale come “legge del Taglione”, era di una tale rigidità e durezza che violarla era una sicura condanna a morte. Essa fu completata e modificata dal Cristo durante la Sua permanenza sulla Terra, come possiamo leggere nel vangelo di Matteo: «Non pensate che io sia venuto ad abrogare la legge o i profeti; io non sono venuto per abrogare, ma per portare a compimento» (Mt 5,17); ma soltanto dal XIX secolo in poi, è entrata come dire in vigore.  Di conseguenza l’uomo che accolga la conoscenza attraverso la nuova “rivelazione” dei “Maestri dei nuovi tempi” quali discepoli del Cristo e della nuova comunità dello Spirito Santo, può modificare e di conseguenza compensare il suo karma individuale umano secondo il giudizio del Cristo che lo inquadrerà nell’ordine universale, secondo l’impulso d’amore e di dedizione per gli altri. 

L’altra supplica cui ricorre spesso papa Francesco e quella di pregare Dio di non lasciarci soli in questa prova epidemica dove ha causato già la morte di migliaia di uomini, e non tende ancora a fermarsi in quanto non esiste ancora nessun vaccino. Sia il Governo sia la scienza medica non sanno che pesci pigliare, e tra un contrasto e l’altro all’interno del Governo e dell’opposizione, impongono di restare in casa per evitare che possa maggiormente propagarsi questa epidemia che in realtà ci siamo già presi, a mio parere, nei mesi invernali del 2019-20 e che si manifesta ora in modi diversi secondo le autodifese immunitarie individuali. Certamente la preghiera se è sincera può elevare l’anima verso i mondi dello spirito ed essere illuminata e rafforzata dalle forze vitali che operano incessantemente dal cosmo eterico nell’ambito della Terra e nel corpo eterico umano. Occorre però dire che il mondo divino è un mondo d’amore, per cui se la nostra preghiera è una supplica egoista non può arrivare a toccare gli Dei buoni, in quanto accolgono dall’uomo solo quelle azioni compiute da sentimenti e pensieri altruistici nell’ambito della comunità sociale. Possiamo chiedere a Dio che ci illumini e che ci conceda la forza per superare la prova karmica di sofferenza o di dolore cui siamo posti a causa dei nostri errori, ma  non possiamo chiedere o comandare Dio, affinché ci esoneri dal peso, karmico delle nostre colpe o del calice amaro che non riusciamo a bere. Dio sa di che cosa abbisogniamo, non certamente delle nostre lamentele umane egoiste! Sa cosa è giusto o non è giusto per noi, per questo occorre che la preghiera non sia mai una richiesta egoista personale, ma un sentirsi tutt’uno con Dio, similmente come dovrebbe avvenire nella pratica meditativa. (IV. Continua)

Collegno, aprile 2020                                                                   Antonio   Coscia

Ultimo agg.  Aprile 2023

Note antroposofiche

23   La Divina Sofia è la Saggezza cosmica universale la quale nasce durante l’eone dell’antico Sole, quale essere composito formatasi dall’insieme dei cinque rami gerarchici presenti sull’antico Sole e cioè: “Gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, gli Spiriti del Movimento o Virtù, gli Spiriti della Forma o Exusiai (Elohim), gli Spiriti della Personalità o Archai e gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli. Durante l’eone dell’antica Luna si aggiunse la gerarchia degli Angeli e durante l’eone terrestre si aggiungerà la gerarchia umana quale ultimo ramo fisico della Sofia Celeste cui conosciamo come Antropos-Sofia. Dobbiamo immaginare quindi un Entità divina Sobornica costituita da sette arti cosmici che sono in relazione alle singole gerarchie; una specie di coscienza-Io superiore, di cui la parte più alta in relazione agli Spiriti della Saggezza inizia con l’Uomo Spirito.  Poi ha lo Spirito Vitale in relazione agli Spiriti del Movimento, il Sé Spirituale con gli Spiriti della Forma, poi l’Io con gli Spiriti della Personalità, il corpo astrale con gli Arcangeli, il corpo eterico con gli Angeli e il corpo fisico  con l’umanità terrena. Quest’Entità Avatarica è molto spesso confusa con lo Spirito Santo che in realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale, il quale si manifesta nell’ambito delle gerarchie spirituali  particolarmente tramite i Cherubini, gli Spiriti della Saggezza e gli Angeli. La Divina Sapienza invece è mediatrice dello Spirito Santo, dal quale accoglie la Sapienza divina e la manifesta nell’ambito del mondo della seconda e terza gerarchia spirituale inferiore come sopra citato,  fino ai Bodhisattva umani e agli Iniziati.  Quest’Essere fu conosciuto nel mondo egizio come la divina Iside, nel mondo greco come Iside – Sofia, e nell’esoterismo cristiano come Iside – Maria; occorre però dire che nel mondo spirituale non esiste la differenza dei sessi in maschio e femmina ma esiste soltanto come androgino asessuato. La differenza nel fatto che gli Dei possono manifestarsi a volte con la forma femminile e a volte in quella maschile, dipende dalla loro manifestazione nel mondo dell’anima umana. Ossia, quando l’Entità divina si manifesta nella sua realtà individuale, essa  si presenta assumendo la caratterista maschile; quando invece è messaggero delle Entità superiori, si manifesta assumendo la caratteristica femminile.

24  Anche la Terra come ogni singolo uomo ed essere divino del nostro sistema planetario,  ha un Io cosmico con il quale si è unito l’Io Sono l’Io Sono o il Vero Io  del Cristo.

25  Alla  prima gerarchia spirituale appartengono i Serafini o Spiriti dell’Amore,  i Cherubini o Spiriti dell’Armonia e i Troni o Spiriti della Volontà, i quali crearono  delle loro immagini luciferiche di contrasto che non si separano da loro. Non dobbiamo però considerarli come gli spiriti luciferici umani appartenenti alla terza gerarchia delle Archai, Arcangeli e Angeli  rimasti indietro al loro gradino umano durante l’evoluzione di Saturno, Sole e Luna; non sono autonomi come il Cristo quale pensiero divino generato dalla Trinità divina.

26   Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo  in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo attraverso la rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui  la rigida  legge testamentaria yahvetica si è modificata  in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali; i peccati che il Cristo prende su di Sé, non sono i nostri peccati soggettivi egoisti, ma sono di tutt’altro genere, sono peccati oggettivi! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il  male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro. Rudolf Steiner nel libro “Le manifestazioni del karma”,  mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove  del nella prima conferenza di Amburgo del 1910, egli dice: «Così oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo cosi la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote dinuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910»).

27     Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacruciana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, dopo la fine del nostro quinto periodo postatlantico che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado  morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero intellettuale, in un pensiero veggente o immaginativo. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, la parte di umanità più progredita possa sviluppare in sé attraverso la vera fede del nuovo esoterismo cristiano-soricruciano  moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi  quale essere autonomo e libero avente in sé un che di divino, ossia il dio nell’uomo. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale, che possa costituirsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la conoscenza magica del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale deve prendere coscienza e in modo particolare, in quei gruppi locali sparsi per il mondo, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima coscienteche deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Ciò  ha anche lo scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono che dall’alto del mondo angelico quale  principio del Sé spirituale, scendere tra gli uomini come una nuova Pentecoste. 

28    Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi chiamati yuga, i quali sono  così suddivisi: “ Satya yuga o Krita yuga, Treta yuga, Dvapara yuga e  Kali yuga”.  Questo ciclo ritmico di tempo circolare si sviluppa e conclude attraverso sette yuga, di cui tre che vanno dalla massima luce o mezzogiorno, cioè Satya yuga, fino alle tenebre del nadir o mezzanotte del Kali yuga; e gli altri tre che vanno dall’oscurità o tenebre del Kali yuga alla massima luce del Satya yuga ossia: Satya – Treta – Dvapara – Kali – Dvapara – Treta – Satya. Cioè per meglio dire, l’umanità inizia da un mondo luminoso o dell’intuizione (Satya o età dell’oro), scende a un livello più basso dell’ispirazione (Treta o età dell’argento). Poi entra nel mondo astrale o mondo dell’immaginazione (Dvapara o età del Bronzo), infine nell’ambito più basso della sfera terrestre o della coscienza di veglia (Kali Yuga o età del Ferro), da dove dopo 5000 anni, ossia dal 1899 in poi, risale di nuovo verso i mondi luminosi dello spirito attraverso tre nuovi yuga di 5000 anni. Possiamo quindi vedere che il tutto segue un ritmo di discesa e ri-salita per un arco di 7 volte 5000 anni, cioè 35000 anni; dopodiché inizia un nuovo ciclo di yuga, attraverso un moto uniforme circolare spiraliforme. Con ciò si potrebbe ora pensare che questi cicli possano ripetersi sempre uguali all’infinito, ma così non è, in quanto Rudolf Steiner ci dice che nell’Universo non c’è nulla che si ripeta allo stesso modo, ma che ogni ciclo sia esso Epoca, periodo di cultura o gli stessi Yuga, iniziano sempre su un piano di coscienza diverso.

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo XIII

Rappresentazione immaginativa del Cristo eterico di Rudolf Steiner

 
«In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era un Dio.
Egli era in principio presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui,
e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.
In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;
… la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno accolta.
 A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio:
a quelli che credono nel suo nome, i quali non da sangue, né da volere di carne,

né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati» (Gv 1,13).

13. Entità del Cristo VII

Il Cristo accolse in Sé la saggezza che era stata fatta fluire nel giovane Lazzaro-Giovanni dai dodici Maestri di saggezza iniziatori dei dodici periodi di cultura30, di cui: “Sette Maestri di saggezza avevano iniziato i sette periodi di cultura antichi svoltisi nell’Epoca Atlantica; quattro Maestri di saggezza avevano iniziato i quattro periodi di cultura antichi dell’Epoca Postatlantica, ossia il Paleo-Indiano, il Paleo-Persiano, l’Egitto-caldaico-ebraico e il greco-romano, e un quinto Maestro di saggezza diede inizio al nostro quinto periodo di cultura nel 1413, detto anglo-germanico. Tutta la saggezza antica fu trasformata dal Cristo in una nuova saggezza solare che doveva fluire nell’umanità come nuovo cristianesimo rinnovato, cui Lazzaro-Giovanni dimessosi dal Cristo, si risvegliò facendola rifluire di nuovo rinnovata nei dodici Maestri di Saggezza, dai quali rinacque più tardi come nuovo cristianesimo rosicruciano attraverso Cristian Rosenkreutz, la nuova Personalità umana assunta da Lazzaro-Giovanni nel XIV secolo.  Soltanto nel XVII secolo il cristianesimo esoterico di Lazzaro-Giovanni, poté manifestarsi nel mondo attraverso Christian Rosenkreutz come corrente mistica cristiana-rosicruciana, percorribile soltanto per pochi eletti e nel XX secolo, affluì nell’Antroposofia fondata da Rudolf Steiner come corrente cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico.  Ciò avvenne durante il Convegno di Natale del 1923-24 alla presenza spirituale di Christian Rosenkreutz e del Maestro Gesù, e di circa 700/800 soci che parteciparono alla “Posa della Pietra di Fondazione” della Società Antroposofica Universale di Dornach (Svizzera), dove è presente il Goetheanum della Libera Università della Scienza dello Spirito o antroposofia.  Il compito dell’Antroposofia è di risvegliare spiritualmente le anime appartenenti a qualsiasi ceto sociale, a qualsiasi religione o etnia, per essere preparati a incontrare il Cristo nella Sua manifestazione eterica nel mondo astrale adiacente alla Terra. Attraverso la nuova conoscenza del cristianesimo esoterico fatto affluire dai dodici Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, qualsiasi uomo di buona volontà può oggi prendere coscienza dell’evento del Golgotha e dell’Impulso che ne scaturì attraverso il mistero del sacrificio della morte e resurrezione del Cristo.

Rudolf Steiner, quale altissimo iniziato chiaroveggente cristiano-rosicruciano appartenente alla rosa dei dodici Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti, avendo incontrato il Cristo e in seguito ispirato dal successore del Buddha Gautama cioè il Bodhisattva Maitreya per più di un settennio, rinnovò maggiormente il cristianesimo esoterico in modo che ogni essere umano possa accoglierlo, purché scevro da qualsiasi pregiudizio, attraverso la Scienza dello Spirito o antroposofia quale via di conoscenza, la quale vuole unire lo Spirito che è nell’uomo allo Spirito cosmico universale. Attraverso la conoscenza antroposofica Rudolf Steiner ci dà la possibilità di approfondire maggiormente la biografia spirituale del Cristo e la Sua discesa da infinite altezze, fino a incorporarsi e sperimentare la vita e la morte umana sulla nostra terra attraverso Gesù di Nazareth quale archetipo dell’umanità, non contaminato dalla tentazione luciferica a seguito dei fatti succedutisi durante l’Epoca Lemurica. Nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito”, Rudolf Steiner ci rivela:

“Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente, ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale, pag. 156.

 Come possiamo leggere da queste parole il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo farci una rappresentazione immaginativa né comprenderlo col nostro intelletto umano astratto, in quanto Egli è un Essere spirituale reale, un “Pensiero-Io” quale emanazione della Trinità Divina  che abbraccia tutte le gerarchie superiori del nostro sistema stellare-planetario-terrestre; pertanto, possiamo afferrarlo solo attraverso la Sua manifestazione nell’ambito delle diverse singole sfere gerarchiche dai Serafini in giù, fino all’Archetipo-Io della gerarchia umana.  Vale a dire che l’uomo può comprendere il Cristo quale “Vero Io”, attraverso il cammino evolutivo che percorre verso la sua meta divina di creatore di mondi, passando attraverso gli stati di coscienza di ogni singola Entità gerarchica: cioè nell’eone di Giove come Angelo, nell’eone di Venere come Arcangelo, nell’eone di Vulcano come Archai; infine, come creatore di mondi similmente agli Spiriti della Forma o Elohim creatori solari, ecc.  Secondo la Scienza antroposofica, già nel nostro eone terrestre l’uomo può purificare e trasformare in sé un terzo dei suoi tre organi umani inferiori elevandoli ad arti superiori divini se vuole elevarsi al di sopra del gradino umano; ovverosia deve iniziare il lavoro che compiono su sé stessi le tre gerarchie spirituali umane superiori cioè gli Angeli, gli Arcangeli e le Archai. Gli Angeli hanno il compito di trasformare completamente il loro corpo astrale in Sé Spirituale; gli Arcangeli devono trasformare completamente il loro corpo eterico in Spirito Vitale e, le Archai devono trasformare completamente il loro corpo fisico (calore) in Uomo Spirito. L’uomo, oggi, è nello sviluppo dell’anima cosciente, per cui deve iniziare coscientemente a purificare il suo corpo astrale ed elevare la sua coscienza morale, trasformando in tal modo in parte il suo carattere egoista per quel tanto che possa prendere coscienza della sua origine spirituale divina, dopodiché conoscerà e si unirà al suo Io superiore con il quale accoglierà nel sesto periodo di cultura, una parte del Sé spirituale e nel settimo periodo una parte dello Spirito Vitale. Con ciò verrà concluso il ciclo dei sette periodi di cultura della nostra quinta Epoca Postatlantica che terminerà con una grande catastrofe umana che sconvolgerà tutta la natura terrestre cui Rudolf Steiner chiama “la guerra di tutti contro tutti”.  La nuova alba si affaccerà con la sesta Epoca Postatlantica per tutti quelli che avranno accolto l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha cui nel Vangelo di Marco è descritto come quel giovanetto che seguiva Gesù quando questi è arrestato dai romani, i quali nel cercare di prenderlo fugge via lasciando nelle loro mani il lenzuolo che lo avvolgeva (Mc14,51-52). L’Impulso del Cristo è un Impulso-Io; è una specie di Archetipo Superiore, un Sé Superiore dell’umanità che si unirà al Vero Io del Cristo, facendo come dire da “ombrello” a tutti gli uomini che si saranno preparati e che avranno collaborato a “rivestirLo” tramite le azioni che sono state citate nella nota (16) dei precedenti articoli. Essi potranno rifugiarsi ed essere protetti dal Vero Io e dall’Io Superiore dell’umanità superando la grande catastrofe sopracitata, dando così inizio a un nuovo periodo di cultura della sesta grande Epoca Postatlantica con nuove facoltà, superiori spirituali.

La prima azione che possiamo sviluppare per rivestire l’Impulso-Io del Cristo di un corpo astrale è la fede, il cui sviluppo avverrà nell’arco di tutto il periodo dell’anima cosciente; noi viviamo tuttora in un’epoca in cui è necessario sviluppare la facoltà della vera fede! Tutto il nostro quinto periodo di cultura dello sviluppo dell’anima cosciente servirà appunto a sviluppare la vera fede nel Cristo che viene in “Veste eterica” e a saperlo riconoscere nel mondo astrale adiacente alla Terra; il compito della Scienza antroposofica è appunto di preparare degli uomini che siano in grado di riconoscerlo. Rudolf Steiner dice che l’Impulso del Cristo che resta nudo, cioè questo Io cosmico o questa specie di Sé superiore dell’umanità cui ha il compito di aiutare l’uomo a superare la catastrofe futura del settimo periodo di cultura alla fine dell’ottavo millennio, per manifestarsi agli uomini ha bisogno di essere avvolto da un corpo fisico, un corpo eterico e un corpo astrale, cui l’uomo può offrirgli attraverso l‘agire morale di atteggiamenti particolari nei riguardi del mondo esterno. Nel libro “Cristo e l’anima umana”, Rudolf Steiner ci rivela:

«Esso [l’Impulso del Cristo], sarà avvolto da un corpo astrale formato con la fede, con tutte le azioni di meraviglia e di ammirazione degli uomini; da qualche cosa che è come un corpo eterico, formato dalle azioni d’amore, e da qualche cosa che intorno ad esso è come un corpo fisico, plasmato dalle azioni della coscienza morale degli uomini» (O.O. 155, pag.124).

Vogliamo terminare questo tratto biografico del Cristo sulla base della Scienza dello Spirito o antroposofia, cui ci ha dato la possibilità di alzare un angolino sulla conoscenza dell’infinita natura spirituale di quest’Essere avatarico che possiamo maggiormente approfondire attraverso la ricca bibliografia antroposofica sparsa oggi in ogni angolo del mondo dalla casa Editrice Antroposofica di Dornach (Svizzera) e da quella di Milano per l’Italia, dove possiamo trovare tutti i cicli di conferenze cristologiche che Rudolf Steiner ha tenuto in diverse città del mondo. Terminiamo questo tema con due inni alla “Parola” (Logos) di cui uno di Giovanni l’evangelista, cui recita:

«In principio era il Verbo,

e il Verbo era presso Dio

e il Verbo era un Dio.

Egli era in principio presso Dio:

tutto è stato fatto per mezzo di Lui,

e senza di Lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

In lui era la vita

E la vita era luce degli uomini;

la luce splende nelle tenebre,

ma le tenebre non l’hanno accolta» (Gv 1,1-5).

Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Pforzheim, il 7 marzo 1914, dice che l’evoluzione umana è giunta a un punto in cui è lecito esprimere le prime parole del Vangelo di Giovanni anche in un’altra forma, ossia:

«Nel principio è il pensiero,

e il pensiero è presso Dio,

e il pensiero è cosa divina.

In esso è vita,

e la vita deve diventare la luce del mio io.

E risplende il divino pensiero nel mio io,

perché le tenebre del mio io afferrino

il divino pensiero».

(Verso il Mistero del Golgota, O.O. 152).

Collegno, agosto 2021                                                                     Antonio   Coscia

Agg. marzo 2023  

Note Antroposofiche

30    L’uomo per compiere la sua evoluzione e perfezione umana deve attraversare sette stati di coscienza cosmici che nella Scienza antroposofica sono chiamati: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano». Di questi sette stati cosmici ne sono già passati tre, cioè Saturno, Sole e Luna, cui attualmente siamo nello stato cosmico o eone terrestre che chiamiamo Terra. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare i quali, indicano soltanto il punto dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna, fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi solari o sfere cosmiche non vanno immaginate come il nostro sistema solare attuale. ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da una sfera di calore sull’antico Saturno, da una sfera eterica sull’antico Sole e da una sfera astrale sull’antica Luna. Non è possibile in una nota dare maggiori dettagli sugli antichi stati di coscienza cosmici, per cui possiamo in sintesi dire che, ogni stato di coscienza cosmico deve attraversare diversi sottostati di coscienza, chiamati: «Stati di Vita, Stati di Forma, Stati di Epoche e Stati o periodi di cultura». Nel nostro stato attuale di coscienza, vogliamo tralasciare lo stato di Vita e lo stato di Forma per non complicarci troppo la vita con questa nota integrativa, prendendo in esame soltanto le Epoche. Diciamo allora che la nostra Terra in ogni stato di forma (se ne contano sette) deve passare  attraverso sette Epoche, cui chiamiamo:

«Epoca Polare, Epoca Iperborea, Epoca Lemurica, Epoca Atlantica, quinta Epoca Postatlantica, sesta Epoca Postatlantica e settima Epoca Postatlantica».

A sua volta ogni «Epoca» deve attraversare «sette periodi di cultura» che chiamiamo:

«Paleo Indiano, paleo Persiano, Egizio-caldaico-ebraico, greco-romano, periodo anglo-germanico, periodo slavo-russo e periodo americano».

Ogni periodo di cultura dura circa 2160 anni e attualmente, ci troviamo nel quinto periodo di cultura “anglo-germanico” della quinta Epoca che astrologicamente si trova sotto il segno dei Pesci, cui durerà ancora per circa 1500 anni e dopodiché entreremo nel sesto periodo di cultura slavo-russo che sarà sotto il segno dell’Acquario. Infine, per ultimo, entreremo nel settimo periodo di cultura “americano” che sarà sotto il segno del Capricorno che finirà con una grande catastrofe simile al “Diluvio universale” chiamata  dalla Scienza antroposofica, “la guerra di tutti contro tutti”. Finita la pausa catastrofica, gli uomini che avranno superato la crisi inizieranno una nuova Epoca formata da sette nuovi periodi di cultura e così per la settima Epoca, fino a che la Terra sarà completamente trasformata unendosi di nuovo alla Luna e al Sole (Vedi Tav.1).

Tav.1      I SETTE STATI DI COSCIENZA PLANETARI

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo XII

Elia viene rapito in cielo e lascia il  mantello al suo discepolo Eliseo – di Duilio Corompai

«Disse il Signore a Elia: “Esci e fermati sul monte alla presenza del Signore”. Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna» (1 Re – 19, 11-13).
 

12. L’Entità del Cristo VI

Abbiamo visto che i quattro evangelisti descrivono quattro aspetti di Gesù di Nazareth entro il quale sono incorporante tre altissime Entità divine-umane, cui è possibile sperimentare solo attraverso le facoltà chiaroveggenti dell’immaginazione, ispirazione e intuizione che i discepoli avevano acquisito soltanto dopo cinquanta giorni dalla morte di Gesù durante il giorno della Pentecoste, di cui l’unico come citato, era Giovanni che iniziato direttamente dal Cristo acquisì la facoltà più alta  dell’intuizione.28  Abbiamo descritto i tratti biografici  più importanti della  natura interiore di due di queste Entità divine-umane, essendo consapevoli che ciò che abbiamo caratterizzato non può che essere poco esauriente nei confronti di questi due altissimi servitori del Cristo, ma essere di stimolo per un maggior approfondimento tramite la conoscenza della Scienza antroposofica. Pertanto, se vogliamo ora accostarci alla comprensione della figura del Cristo, per quanto sia possibile farlo col nostro intelletto umano poco adatto ad afferrare le immagini viventi del mondo spirituale, dobbiamo perciò affidarci alla comprensione concettuale dei fatti descritti da Giovanni nel suo Vangelo che, come abbiamo visto, è l’unico dei discepoli che insieme alla Madre di Gesù e Maria di Màgdala, sono presenti sotto la croce del Golgotha fino alla morte del loro Maestro. Occorre qui ancora ricordare che non è possibile dimostrare l’esistenza del Cristo sulla base di un fatto storico avvenuto due millenni or sono, in quanto che la sua nascita nel mondo fisico non può avvenire come per le altre due Entità divine-umane tramite il concepimento normale della fecondazione (come spiegato) tra due esemplari maschio e femmina, la cui crescita avviene poi dopo normalmente attraverso lo sviluppo dell’età puberale fino all’età adulta. Secondo la conoscenza antroposofica della Scienza dello Spirito, il Cristo è un essere avatarico elevatissimo (il quale esisteva prima della creazione) che abbraccia tutte le coscienze delle gerarchie spirituali superiori, per cui non può nascere attraverso una donna tramite il parto normale per quanto possa essere pura ed evoluta, morrebbe all’istante, bruciata dal fuoco divino. E se anche ciò fosse possibile, non avrebbe alcun senso che quest’Altissima Entità divina debba svilupparsi attraversando i cicli normali umani di crescita, dall’infanzia fino appunto all’età adulta, in modo d’abituarsi alle nuove condizioni terrestri sulla base karmica della vita passata, in quanto il Cristo non si è mai incarnato sulla Terra né possiamo dire che possa avere un debito karmico nei confronti dell’umanità. La Sua incorporazione-incarnazione in Gesù di Nazareth avvenne per la prima volta come citato, in un uomo singolare eccezionale adulto di trent’anni, i cui arti inferiori della sua costituzione umana furono preparati dal popolo ebraico antico attraverso due millenni, cioè dal loro capostipite Abramo in poi, in vista della discesa da mondi elevatissimi dell’Altissimo Spirito solare, richiamato per la quarta volta29 alfine potesse intervenire in soccorso dell’umanità sofferente.

Il primo discepolo che presentì la Sua presenza nell’ambito dell’aura solare riconoscendolo tramite la veggenza ispirativa col nome di Ahura Mazdā fu il grande iniziato Zarathustra, il fondatore della religione persiana antica risalente a circa 7000 anni fa, cui predisse ai suoi discepoli che l’Altissimo Spirito del Sole che opera dietro Ahura Mazdā, sarebbe un giorno disceso sulla Terra e che sarebbe apparso in sembianza umana. Egli per diversi millenni preparò le due correnti regale e sacerdotale con l’aiuto di Melchisedec (Noè), il grande iniziato dell’antichissimo oracolo del Sole di Atlantide, cioè il re-sacerdote del Dio Altissimo di Gerusalemme che con l’incontro di Abramo nella “valle dei re”, diede inizio allo sviluppo delle due correnti, iniziando Abramo nei misteri del “pane e del vino”. Dietro l’offerta del pane e del vino che Melchisedec offrì ad Abramo in cambio di un decimo del bottino di ciò che egli aveva conquistato nella valle dei re (Genesi 14:18-20), è celata l’iniziazione di Abramo nei misteri del corpo fisico e del corpo eterico che dovevano essere preparati nell’ambito del popolo ebraico antico con la collaborazione di Mosè, allievo e discepolo di Zarathustra. In seguito, dall’ottavo secolo a.C. in poi, un’altra altissima Entità sovraumana ebbe il compito di preparare il corpo astrale del popolo ebraico alfine potesse nascere dal suo seno un uomo che fosse in grado di accogliere in sé Ahura Mazdā, ovvero il Cristo, si tratta di Elia uno dei più altissimi Profeti della corrente messianica dell’ebraismo, colui che incarnatosi come Giovanni il Battista aiuterà poi a nascere o incorporare il Cristo nel corpo astrale di Gesù di Nazareth. Elia è un’altissima Entità super-umana che possiamo paragonare a un grande Bodhisattva30, il quale non si è mai incarnato del tutto sul piano fisico in un corpo umano giacché troppo angusto per la sua grande anima, per cui quando è il momento di manifestarsi nel mondo fisico, egli sceglie un uomo tra i più evoluti del popolo in cui vuole agire e s’incorpora in parte, nel suo corpo astrale. Anticamente l’Io umano con cui il Bodhisattva si univa, si allontanava momentaneamente dai suoi involucri umani inferiori, lasciando il posto all’Io sovrumano bodhisattvico che dopo terminata la sua missione lasciava quel corpo, entro il quale ritornava di nuovo il vecchio Io umano che era divenuto più evoluto a causa della presenza del Bodhisattva nei suoi elementi costitutivi umani. Dopo l’evento del Cristo ciò non fu più necessario, per cui nell’uomo che viene scelto dal Bodhisattva alfine che possa manifestare la sua dottrina all’umanità, convivono insieme contemporaneamente due “Io umani” superiori. Per questo, quando l’umanità ha bisogno di una svolta spirituale in modo che l’uomo non si allontani troppo dalla sua origine divina correndo il pericolo che il suo “Io” possa completamente terrestrizzarsi con terribili conseguenze di un animalizzazione arimanica, (per cui la sua forma umana diverrebbe qualcosa di grottesco), vengono inviati dalla comunità dello Spirito Santo, i Bodhisattva umani. Per cui sul piano fisico vedremmo un uomo normale, ma che nella sua interiorità animica è portatore di un Essere spirituale sovrumano che agisce sul piano fisico con delle forze sovrumane invisibili cui non possono essere rilevate da nessun strumento scientifico, e tantomeno essere scritto negli annali della storia umana.

Possiamo allora prendere coscienza che ciò sia  stato valido anche nei confronti di Gesù di Nazareth, il quale aveva incorporato nella sua anima  non solo un Bodhisattva ma anche un Avatar che  agì attraverso il Cristo Gesù con delle forze cosmiche poderose, non solo salvando i quattro elementi costitutivi umani che potranno permettere all’umanità di elevarsi maggiormente a un’esistenza superiore dei futuri stati di coscienza di Giove, Venere e Vulcano, ma della Terra stessa, la quale ha ora in sé le premesse per trasformarsi da pianeta in un nuovo Sole che verrà accolto dalla nostra Stella centrale. Prima però occorre che la Luna si ri-unisca alla Terra, dopodiché tutti i pianeti del nostro sistema solare si ri-uniranno di nuovo col Sole. Questo avverrà di certo non fra un anno o tra un secolo, giacché la trasformazione della Terra così come quella dell’uomo deve avvenire in tempi molto lunghi, in modo da permettere a tutte le anime umane e non solo quelle presenti attualmente sul piano fisico, ma anche tutte le anime umane esistenti nel mondo spirituale che si preparano a ridiscendere sulla Terra le quali, furono create all’inizio del ciclo terrestre e, sono moltissime! tante quante sono le stelle che vediamo di sera nel cielo stellato. Tutto questo non poteva essere provato allora, né di conseguenza può essere provato con degli strumenti scientifici o essere scritto nella storia umana di oggi, in quanto come citato, le forze spirituali non possono essere rilevate da alcun strumento meccanico ma solo dai sensi umani perfezionati e spiritualizzati; come gli organi  della vista sono stati formati dal Sole, così gli organi spirituali della vista interiore devono essere formati dall’uomo stesso, dal suo Io umano attraverso  un cammino  di conoscenza e di purificazione del suo corpo astrale. Pertanto, se di Gesù di Nazareth e del Cristo Gesù, possiamo farci un concetto o meglio, una rappresentazione immaginativa astratta della loro forma corporea umana descritta dai primi pittori e scultori dei primi secoli in cui il cristianesimo andava affermandosi tra mille ostacoli e sofferenze umane, dell’Entità divina del Cristo non abbiamo nulla che possiamo rappresentarci come immagine rappresentativa reale del suo essere spirituale, in quanto Egli non ha forma essendo puro spirito, per cui possiamo solo coglierlo con la vista spirituale della veggenza superiore. Possiamo però farci un concetto o una rappresentazione immaginativa del Suo essere reale, osservando il Rappresentante dell’umanità che Rudolf Steiner ha scolpito in legno a Dornach (Svizzera), osservando chiaroveggentemente la figura luminosa del Cristo eterico nel mondo astrale della nostra sfera terrestre. Vedere soltanto la Sua figura in forma lignea però non basta, occorre farci anche un concetto biografico spirituale sulla Sua origine, chiedendoci: chi è il Cristo?

L’unico apostolo che ci parla del Cristo è appunto Giovanni l’evangelista che nel suo Vangelo scrive che il Cristo è “Parola”. È la Parola cosmica creatrice che proviene dalla Trinità Divina esistente di là dello Zodiaco stellare e che esisteva prima della creazione del mondo, tramite cui Dio Padre ha creato tutto ciò che esiste nell’universo, cui senza la Parola non potrebbe esistere nulla di tutto ciò che è stato creato. Egli continua dicendo che la Parola è Dio stesso quale manifestazione ed emanazione di Dio Padre, da cui il Cristo è generato quale Essere-Io divino avente in Sé le stesse caratteristiche del Padre, cioè i tre aspetti trinitari di Padre, Figlio e Spirito Santo. Sono concetti profondi di un altissimo contenuto esoterico colti dal pensiero chiaroveggente di un altissimo iniziato cristiano, iniziato come sappiamo dal Cristo stesso nella figura di Lazzaro il fratello di Marta e Maria di Betania, cui possiamo comprendere solo con l’aiuto della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, dove Rudolf Steiner nel libro “Il Vangelo di Giovanni”, lo mette in relazione con i misteri dell’evoluzione umana o eoni cosmici di Saturno, Sole e Luna, descritti nella sua “Scienza Occulta” O.O. 13, con i misteri della morte e resurrezione e quelli della Divina Sofia. Soltanto in Giovanni troviamo l’inno alla parola che si fa carne! Il vangelo esoterico della corrente giovannea del vero cristianesimo originario che dopo diversi secoli vissuto all’ombra della corrente pietrina del potere papale, emerse come un fiume sotterraneo alla luce della storia umana tra il XIV e XV secolo come corrente cristiana-rosicruciana tramite Cristian Rosenkreutz (1378-1484). Questo è il nome che Giovanni-Lazzaro ha assunto nel nostro quinto periodo di cultura dell’anima cosciente, dopo essere passato attraverso una nuova iniziazione nel XIII secolo d.C., da parte di dodici Maestri di Saggezza che rappresentavano l’evoluzione di dodici periodi di cultura, cui sette dell’Epoca Atlantica e cinque della nostra Epoca Postatlantica. Essi fecero fluire tutta la loro saggezza antica in formule mantriche, in un giovanetto che aveva vissuto durante gli eventi di Palestina tutta l’esperienza cosmica-umana della morte e resurrezione del Cristo, nella   Personalità umana di Lazzaro-Giovanni. A uno a uno, gli iniziatori fecero fluire le formule magiche di tutta la loro conoscenza antica nell’anima del giovinetto, fino a che questi divenuto come trasparente lasciò come morto il suo corpo fisico incontrando il Cristo nel mondo spirituale.  (XII. continua).

Collegno, marzo 2023                                                       Antonio Coscia

Note   Antroposofiche

28    L’Intuizione appartiene al quarto gradino della via iniziatica della Scienza dello Spirito a orientamento antroposofico, e corrisponde al gradino antico del “Leone”.  L’intuizione è il più alto livello chiaroveggente che un discepolo moderno può raggiungere nel nostro periodo dell’anima cosciente, cui ci dà la possibilità di unirci intimamente alla terza gerarchia dei Troni, Cherubini e Serafini e di conseguenza, unirci non solo al nostro Io superiore, ma anche al nostro Vero Io.

29   Il Cristo ha già compiuto tre sacrifici nei riguardi dell’umanità. attraverso l’incorporazione dell’Anima Natanica, di cui uno durante l’Epoca Lemurica per via dei dodici sensi dell’uomo cui erano in disordine  a causa di Lucifero; il secondo  avvenne nel primo periodo dell’Epoca Atlantica  a causa di un disordine negli organi vitali umani dovuto agli influssi di Lucifero e Arimane, e il terzo avvenne durante i due terzi dell’evoluzione Atlantica, dove il Cristo intervenne incorporando per la terza volta l’Anima Natanica per salvare il disordine delle tre facoltà umane del pensare, sentire e volere, a causa dell’intervento di Lucifero e Arimane. Volendo riassumere i quattro sacrifici del Cristo e dell’Anima Natanica, diciamo che il primo avvenne nella sfera cosmica del Devachan Superiore o delle stelle fisse, il secondo intervento avvenne nella sfera planetaria o Devachan Inferiore, il terzo nel mondo astrale e il quarto nel periodo greco-romano della nostra quinta Epoca Postatlantica. Ma, durante il XIX secolo, avvenne un quinto sacrificio del Cristo e dell’Anima Natanica nei dintorni del mondo astrale adiacente alla nostra Terra, dove a causa dell’oscuramento arimanico provocato da anime materialiste che varcarono la porta della morte tra XVI-XVII e XVIII secolo, provocarono il soffocamento di quest’Anima Angelica, la quale fu salvata di nuovo dall’intervento  del Cristo che assunse su di sé la sfera nera arimanica.   

30     La dottrina dei Bodhisattva è abbastanza complessa, perché queste entità superiori appartengono a diverse classi umane-divine e in modo particolare alla categoria dei Bodhisattva Celesti, cioè gli Arcangeli, gli arci-messaggeri del mondo divino, i quali formano un cerchio di «dodici Bodhisattva» che nella sfera del Budhi, (la sfera solare oltre le stelle fisse o Devachan Superiore o, secondo un termine occidentale, il «piano della Provvidenza) contemplano e accolgono la «Pienezza Divina» del Cristo-Sole, posto al loro centro.  Sergej O. Prokofieff, in base alle citazioni di diverse conferenze tenute da Rudolf Steiner su quest’argomento, nel suo libro “Rudolf Steiner e la fondazione dei nuovi misteri”, a pag. 71 scrive: «Un Bodhisattva è un essere di ordine cosmico che ha già superato i limiti dello sviluppo proprio dell’uomo; egli si avvicina già all’evoluzione dell’Angelo e si trova in una corrente evolutiva nella quale la sua coscienza arriva fini alla sfera del Budhi. In altri termini, un Bodhisattva sta in una fase di sviluppo che l’umanità raggiungerà, per via naturale, soltanto su Giove. Questo si esprime nel fatto che il Bodhisattva già ora, “in modo comune” a un essere della gerarchia angelica, può, con il proprio Io [superiore], operare coscientemente alla trasformazione del suo corpo astrale in Sé spirituale. In questo lavoro egli viene ispirato da un essere di una gerarchia superiore, quella degli Arcangeli. Quando questo lavoro si avvicina al suo compimento, il Bodhisattva si reca in Terra per un’incarnazione umana completa, vale a dire che percorre quel grado chiamato da Rudolf Steiner il grado di “buddha umano”. Durante questa sua ultima incarnazione il Bodhisattva lavora in modo comune a un essere della gerarchia degli Angeli e raggiunge finalmente il grado del Sé spirituale (l’illuminazione sotto l’albero del Bodhi). Con ciò egli completa il ciclo corrente all’evoluzione del mondo, e non deve più incarnarsi sulla Terra. D’ora in poi non lavora più, come essere della gerarchia degli Angeli, al suo corpo astrale che è divenuto il corpo luminoso del Sé spirituale (Nirmanakaya)». L’ulteriore evoluzione del Buddha consiste nel fatto che egli, partendo dal suo Sé spirituale come principio dell’io, lavora, in maniera consueta a un Arcangelo, al proprio corpo eterico e lo trasforma a poco a poco in spirito Vitale» (ibidem).  Per un maggior approfondimento vedi sul blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, “Il Paraclito, i Grandi Bodhisattva e il Bosatsu dell’Oriente”.

Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo XI

John Everett Millais, Gesù nella casa dei suoi genitori, 1850, Tate Gallery, Londra

Nel principio è la memoria. E la memoria continua a vivere,

e divina è la memoria, e la memoria è vita.

e questa vita è l’io dell’uomo, che nell’uomo fluisce.

Non egli solo, il Cristo in lui.

Quando egli ricorda la vita divina, è nella sua memoria il Cristo,

e irradiando vita della memoria il Cristo risplenderà

nelle immediate tenebre presenti.

Rudolf Steiner

11. L’Entità del Cristo V

Se abbiamo in parte compreso la complessa struttura animica-spirituale  di Gesù di Nazareth, non dobbiamo più meravigliarci che i Vangeli visti da un punto di vista della veridicità storica-biografica  appaiono così contraddittori tra loro e in modo particolare il Vangelo di Giovanni, il quale si differenzia del tutto dagli altri tre evangelisti  descrivendo la figura di Gesù come “Logos creatore” proveniente da un mondo che va oltre la percezione del raziocinio umano cui l’uomo normale non può comprendere, poiché incapace di elevare il suo intelletto oltre il mondo stellare,  fino al mondo della “Parola creatrice”. È questo un mondo situato oltre la sfera zodiacale delle stelle fisse, dove possono innalzarsi  solo quegl’iniziati che hanno sviluppato delle facoltà veggenti superiori cui possono elevarsi con il loro pensiero o coscienza chiaroveggente oltre la nostra terza dimensione planetaria, al di là del mondo stellare, dove inizia la dimensione astrale; le stelle difatti che vediamo, al loro centro non bruciano elio come erroneamente credono gli astronomi, ma sono costituite da un vuoto cosmico, un buco nero, il quale delimita l’universo fisico da quello astrale di cui è compenetrato. Giovanni l’evangelista aveva questa facoltà chiaroveggente superiore per il fatto che era stato iniziato dal Cristo, laddove nel suo Vangelo è descritto in modo velato la malattia di Lazzaro, il fratello di Marta e Maria di Betania, che dopo essere stato morto per tre giorni viene resuscitato dal Cristo. Lazzaro non è altro che Giovanni risorto dal Cristo, ossia il Cristo operò su di lui l’antico rituale iniziatico che avveniva di nascosto nel mistero del Tempio ebraico, dove l’iniziando veniva messo in una specie di bara dopo essere stato ipnotizzato dallo Ierofante che, come dire, estraeva la sua anima dal corpo fisico. In tal modo l’iniziando giaceva come morto per tre giorni sostenuto da dodici adepti che operavano in cerchio attorno alla bara, sostituendo con le loro forze spirituali il corpo eterico dell’iniziando che era quasi del tutto fuori dal corpo fisico (mentre la sua anima e l’Io umano andavano incontro al Cristo, lo Spirito del Sole), evitandogli in tal modo la morte certa. Alla fine dei tre giorni lo Ierofante richiamava l’anima alfine ritornasse nel suo corpo con le famose parole che il Cristo usò per richiamare Lazzaro, ossia: “Lazzaro vieni fuori!” (Talita Kum!), cui l’anima ritornava nel suo corpo illuminata dalla saggezza solare del Cristo. Nel Vangelo di Giovanni, l’autore concentra le sue facoltà ispirative e intuitive veggenti sul “Logos divino creatore” che tramite il Battesimo del Battista, compenetra l’anima di Gesù di Nazareth. Cioè Giovanni evidenzia il mistero cristiano dell’Io divino nella sua manifestazione più alta entro le forze più pure di un esemplare umano appositamente preparato dalle due correnti regale e sacerdotale, che operavano nei misteri antichi del mosaismo ebraico. Di cui egli ci dice che l’Altissimo Spirito del Sole conosciuto nell’antichità come Ēl Elyōn, cui è menzionato nel vecchio Testamento dal sacerdote di Gerusalemme Melchisedec (Genesi 14:18-20) e nella Scienza dello Spirito o antroposofia come l’Io Sono l’Io Sono, o anche come “Vero Io”,  ha vissuto in un uomo particolare  chiamato Gesù di Nazareth che non essendo stato riconosciuto come il messia tanto atteso dalle guide religiose ebraiche, fu messo a morte come un qualunque malfattore dal potere corrotto dei sacerdoti farisei e sadducei con l’aiuto dei romani, attraverso il supplizio ignominioso della croce. Egli evidenzia anche il mistero della morte e della resurrezione, dando così all’umanità la speranza della redenzione attraverso l’impulso del sacrificio divino, cui ogni uomo deve prenderne coscienza tramite la missione che il Cristo dà a Giovanni sotto la croce del Golgotha, quale conoscenza del mistero della Divina Sofia.

     Similmente i tre evangelisti Luca, Marco e Matteo descrivono con le loro forze immaginative veggenti, la biografia storica-spirituale delle quattro parti corporee, animiche e spirituali, di cui è costituito Gesù di Nazareth. Luca concentra le sue forze immaginative veggenti, sul corpo astrale (anima) e Io superiore di Gesù di Nazareth. Egli essendo stato discepolo di San Paolo che, come sappiamo, venne folgorato sulla via di Damasco dalla possente luce astrale dell’anima Adamitica o Natanica di cui erta avvolto il Cristo, descrive appunto grazie all’esperienza spirituale di Paolo, l’archetipo originario umano creato da Yahveh o Jehovah cioè Adamo, prima che questi venisse tentato da Lucifero. Soltanto Luca descrive le forze della compassione e del perdono che operano dal corpo astrale quando è purificato col fuoco dello Spirito Santo; difatti solo in Luca troviamo il perdono verso gli uomini che non “sanno quello che fanno”, cioè manca loro la coscienza morale del male che fanno e che ricadrà in loro stessi quale effetto della legge karmica. Per questo la biografia genealogica su Gesù di Nazareth non può che iniziare dalla madre Maria di Nazareth, alla quale egli dedica il suo “Magnificat” giacché rappresentante della più pura anima umana ebraica, prescelta già da giovinetta dai sacerdoti esseni alfine potesse incorporarsi in lei per la prima volta sul piano fisico, la divina Sofia; di cui si dirà che verrà adombrata dallo Spirito Santo da cui nascerà da lei, il “figlio di Dio”.  Difatti, Luca nel suo Vangelo ci indica che in Gesù di Nazareth è presente un puro corpo astrale (anima) e un Io umano che risalendo attraverso settantasette generazioni (3 volte 11) arriva fino ad Adamo e da questi a Dio. Questi due puri elementi adamitici costitutivi di Gesù erano stati protetti nel grembo divino della loggia solare, come già spiegato, i quali discendono per la prima volta sul piano fisico in un puro corpo umano senza peccato, diversamente dalla caduta dell’antico Adamo, la cui causa invece, fu il peccato originario ispirato da Lucifero. La discesa del nuovo Adamo fu dovuta invece dal grido di dolore in cui versava l’umanità a causa dell’egoismo e dalla trasgressione verso la legge morale di Yahveh, cui necessitava di nuovo l’intervento del Cristo tramite un nuovo sacrificio dell’anima angelica-arcangelica27 – come a volte è definita da Rudolf Steiner – alfine che l’umanità potesse essere salvata questa volta. direttamente dalla discesa dello stesso Dio solare nell’angusto corpo di un uomo, sul piano fisico. 

Marco non descrive la biografia genealogica di Gesù ma inizia subito col Battesimo di Giovanni, ponendo la sua attenzione attraverso il suo sguardo veggente-immaginativo sul corpo eterico del Cristo Gesù, il quale è costituito dalle pure forze eteriche originarie insite in Adamo prima che questi fosse oscurato dalle forze luciferiche e arimaniche, ossia le forze dei quattro eteri provenienti dai quattro stati di coscienza  o eoni cosmici dell’antico Saturno, Sole, Luna e Terra, di cui abbiamo già parlato, ossia l’etere di calore, l’etere di luce, l’etere chimico o del suono e l’etere di vita. Per cui, il corpo eterico di Gesù di Nazareth si presentava a Marco come un Sole, come il Dio persiano Ahura Mazdā, la cui aura luminosa divina si espandeva in tutto lo spazio terrestre della Palestina attraverso cui fluivano continuamente le forze delle dodici costellazioni dello Zodiaco, con le quali il Cristo sanava gli ammalati. Inoltre, Marco evidenzia nel capitolo quattordicesimo un giovane che segue Gesù da lontano, cui i soldati romani dopo il tradimento di Giuda e l’arresto di Gesù, cercano di prenderlo ma il giovane sfugge loro lasciando cadere il lenzuolo che lo ricopriva nelle loro mani (Mc 14,51-52). Il giovane sappiamo che è l’impulso giovanile che il  Cristo ha immesso con il Suo sacrificio salvifico nell’ambito terrestre, il quale restò nudo giacché i romani poterono prendere solo il corpo eterico che lo rivestiva; sta’ all’umanità attuale e futura  rivestirlo, in modo che possa essere di aiuto all’umanità nel superare  le prove e le catastrofi future; (vedi per maggiore approfondimento su questo blog: L’impulso del Cristo e l’impulso dell’uomo – Pensieri Antroposofici dell’Anima).

Infine, Matteo, che concentra le sue forze immaginative veggenti sul corpo fisico del Gesù salomonico entro il quale s’incarna il grande iniziato solare Zarathustra.  Essendo stato un adepto della corrente essena come già citato, descrive le forze generative ereditarie ebraiche che tramite il capostipite Abramo si sono evolute e perfezionate passando attraverso 42 generazioni fino al Gesù salomonico, quale rappresentante umano perfetto del popolo scelto da Dio, entro il quale s’incarna il grande iniziato solare Zarathustra. Come possiamo capire da quel che si è detto, i Vangeli possono essere contraddittori sul piano della veridicità storica, ma essi si completano quando sono compresi sul piano di una biografia storica-spirituale dalle forze chiaroveggenti, sui diversi piani dello Spirito. Dobbiamo ancora aggiungere che i quattro Vangeli rappresentavano nel mondo antico e per certi versi ancora oggi, quattro vie iniziatiche che ognuno può percorrere immergendosi nei contenuti dei Vangeli con calore, serietà e perseveranza, in modo da avvicinarsi e accogliere in sé l’Impulso del Cristo attraverso la conoscenza dell’intima natura umana-divina del Cristo Gesù, cui viene narrata dai vangeli.

A fronte di tutto quello che abbiamo detto finora, occorre dire che se per le figure storiche di Zarathustra e di Gesù di Nazareth, possiamo trovare delle prove negli annali di Tacito o in quelli di Giuseppe Flavio, anche se per una minoranza di storici sono solo dei miti, non si può di certo dire della stessa cosa sull’esistenza del Cristo che sia realmente vissuto in Palestina duemila anni fa. Non esiste alcunché e d’altronde non potrebbe esserci alcun documento storico che possa attestare la sua esistenza di aver vissuto per tre anni in un uomo e che sia stato crocifisso poi dopo, come un delinquente comune dai romani. Nessuno uomo compenetrato da un Dio (ammesso che ciò fosse possibile) può morire per colpa di altri, se non per la decisione della sua stessa volontà. L’esistenza del Cristo, del Dio solare che abbia vissuto sulla Terra in un corpo umano, può essere appurata solo dalla facoltà chiaroveggente in grado di leggere nella regione più alta della cronaca dell’Akasha, cioè nella regione del Budhi o mondo degli archetipi; ciò vuol dire che soltanto iniziati cristiani e discepoli del Cristo sono in grado nel nostro periodo storico, di leggere senza errori nella parte più alta dell’Akasha. Tra questi altissimi iniziati cristiani conosciuti dalla Scienza antroposofica come “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”, appartiene a questa cerchia di dodici altissimi iniziati e discepoli del Cristo, Rudolf Steiner il fondatore dell’Antroposofia, il quale è stato l’unico chiaroveggente del XIX-XX secolo, a parlare in modo esauriente per la comprensione degli uomini moderni dell’Entità del Cristo o meglio dell’Io Sono l’Io Sono. (XI. Continua)

Collegno,  febbraio  2023                                                           Antonio  Coscia

Note Antroposofiche

27     Rudolf Steiner, in alcune conferenze sui tre sacrifici o interventi a favore dell’umanità che durante i periodi lemurico e atlantico attraversava in modo caotico, per colpa di Lucifero e Arimane, lo sviluppo corporeo dei sensi e quello degli organi vitali del corpo eterico, chiama l’anima Natanica a volte Angelo, per il fatto che il suo puro corpo astrale è in una certa relazione col corpo astrale purificato o Sé Superiore degli Angeli. A volte invece lo menziona  come Arcangelo, per il fatto che il suo puro corpo eterico è in una certa relazione col corpo eterico purificato degli Arcangeli, ossia il Budhi o corpo Vitale.