Le Gerarchie Spirituali VIII

Gesù dodicenne nel Tempio di Gerusalemme – Defendente Ferrari

«Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.  Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te …Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo … Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio … E l’angelo partì da lei» (Luca, 1, 26-38).

8. Le Grandi Divinità Avatariche III

La credenza religiosa popolare ritiene che Gesù di Nazareth e il Cristo – o l’Io Sono, il secondo aspetto generato dalla Trinità Divina – siano la medesima Persona divina fattasi uomo, che ha attraversato l’esperienza della crocifissione sul Golgota, nei pressi di Gerusalemme. Secondo la Scienza dello Spirito, fondata da Rudolf Steiner – uno dei più alti Iniziati chiaroveggenti, Maestro di saggezza e dell’armonia dei sentimenti – queste due Entità, una divina e l’altra umana, sono completamente distinte e provengono da due sfere gerarchiche differenti del mondo dello Spirito cosmico. Per rispondere alla domanda posta nell’articolo precedente – ovvero: “Chi sono queste due Entità che hanno cambiato radicalmente il corso della storia passata, presente e futura del mondo? Chi sono coloro che hanno impresso una svolta decisiva nella realizzazione della meta umana, attraverso quell’atto misterico compiuto due millenni or sono presso Gerusalemme, sulla croce del Golgota?” – è necessario imparare a distinguere, innanzitutto, l’Essere Individuale divino del Cristo dalla personalità umana di Gesù di Nazareth. In altre parole, dobbiamo saper discernere tra la “Personalità” e il vero nucleo dell’essere umano: l’Individualità umana e l’Individualità divina che si manifestarono nell’uomo Gesù di Nazareth. Il vero essere dell’uomo – ciò che comunemente chiamiamo “io” o coscienza dell’io – non coincide con il nostro autentico Io reale. Quello che definiamo “io”, ovvero la Personalità umana, è in realtà un “io” riflesso. Il nostro vero Io, la nostra “Individualità superiore”, è l’Io umano o “Immagine” umano-divina, creata dagli Spiriti della Forma, gli Elohim solari.

Nella Bibbia troviamo questo aspetto della creazione dell’uomo nelle parole degli Elohim nel primo capitolo, dove è scritto: «E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza … Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò”» (Genesi 1,26-27). 

Per creare l’uomo, gli Elohim devono unirsi in un’unità spirituale superiore – come citato negli articoli precedenti – dalla quale nasce un’Entità spirituale superiore, definita Elohimità, affinché sia possibile generare un essere umano individualmente libero e autonomo. Abbiamo detto che, in tal modo, gli Elohim possono elevarsi fino alla regione spirituale della “Parola” creatrice, o Logos divino, accogliendo una parte del fuoco divino proveniente dalla Trinità creatrice universale: una “Scintilla divina”, ovvero un “Io” divino, che costituisce il vero nucleo superiore della nostra anima divina, e che chiamiamo “Vero Io”. Vogliamo tralasciare, per il momento, questo terzo aspetto spirituale dell’uomo superiore, e soffermarci invece sulla nostra Individualità umana superiore, creata dal fuoco creatore degli Elohim solari. Essa rappresenta una parte più bassa della loro costituzione settemplice, ed è ciò che definiamo come il nostro secondo “Io” umano, o Individualità superiore. Per meglio dire, ogni essere o Entità divina individuale appartenente alle gerarchie superiori è costituito – come già accennato nell’articolo precedente – in modo analogo alla costituzione umana settemplice, ossia da sette elementi corporei.

Tuttavia, come menzionato, i loro corpi – diversamente da quelli umani – sono corpi cosmici e macrocosmici: il corpo di un Elohim  si espande infatti su tutto il pianeta astrale in cui è incorporato.  Il corpo più basso degli Spiriti della Forma, o Elohim solari, all’inizio dell’evoluzione terrestre era l’Io. Essi possedevano poi un secondo corpo, un terzo e così via … Questo è l’Io superiore che gli Elohim donarono all’uomo durante l’Epoca Lemurica, come descritto nella Bibbia, ma in modo velato per i profani. È questo Io superiore, o Individualità umana,  che si incarna in ogni nostra vita terrena. Tuttavia, esso non discende direttamente sul piano fisico in un corpo di carne: rimane nel mondo spirituale, da dove – per così dire –   invia un suo riflesso nel corpo astrale umano inferiore, predisposto dai genitori terreni. Possiamo immaginare il nostro Io superiore come un essere posto davanti a uno specchio: la sua immagine si riflette nello specchio terreno – ovvero nel corpo astrale o anima umana inferiore. Tuttavia, poiché il nostro corpo astrale e il nostro corpo eterico sono oscurati dalle forze luciferiche e arimaniche, l’immagine riflessa risulta imperfetta. Di conseguenza,  anche il nostro io terreno appare imperfetto. Da qui nasce il compito dell’io inferiore: purificare la propria anima dalle forze di contrasto luciferiche e arimaniche, al fine di potersi unire, in una superiore unità,  con la sua immagine archetipica, ovvero con il proprio Io superiore.

Gesù di Nazareth – o, più precisamente, la sua Entelechia, ovvero l’Individualità superiore –  cela, come ci rivela la Scienza dello Spirito o antroposofia, uno dei più alti Iniziati cristiani della Terra: Zarathustra, vissuto circa 7000 anni fa, nel secondo periodo di cultura paleo-persiano. Questa grande Individualità, attraverso un lungo cammino di purificazione e di elevazione interiore, innalzò la propria anima fino a vertiginose altezze dello Spirito cosmico, rendendosi così degna di accogliere il grande Spirito solare: l’Io Sono, ovvero il Cristo.

Ma ciò non bastava, poiché, per quanto elevata fosse la sua anima, non avrebbe potuto accogliere il Dio solare senza perdere la propria vita a causa del fuoco spirituale del Vero Io del Cristo. Fu dunque necessario che le guide religiose “Essene”21 predisponessero due coppie con lo stesso nome –  Giuseppe e Maria – entrambe discendenti dal re Davide, ma attraverso due genealogie differenti: una regale e una sacerdotale. Queste due genealogie sono menzionate nei Vangeli di Matteo e di Luca. Nel Vangelo di Matteo si parla di una coppia originaria di Betlemme: Maria e Giuseppe, discendenti dal re Salomone, figlio di Davide. Questa coppia, residente in una casa di Betlemme, dà alla luce un bambino al quale viene dato il nome Gesù. In concomitanza con la nascita di Gesù di Betlemme, appare nel cielo una particolare configurazione astrale: la congiunzione dei pianeti Giove e Saturno. I Magi dell’Oriente22 conoscendo il significato spirituale di questa congiunzione – che, secondo la Scienza dello Spirito, erano antichi discepoli di Zarathustra, conosciuto nella loro vita precedente –  giungono a omaggiare il bambino Gesù, il loro antico Maestro, portando doni: Oro, Incenso e Mirra. Questi doni rappresentano le tre forze dell’anima nel cammino iniziatico di purificazione: il Pensare, il Sentire e il Volere, secondo l’antico insegnamento trasmesso da Zarathustra. Questa coppia di genitori, Maria e Giuseppe, sarà poi costretta a fuggire in Egitto a causa della persecuzione di Erode, che intende uccidere il bambino. In questo bambino si manifesta dunque la più alta sapienza del “Maestro Gesù” – nome che assumerà dopo l’evento del Golgota – che possa mai essere sviluppata nell’ambito dell’evoluzione terrestre. Egli rappresenta il culmine dell’evoluzione dell’anima umana, preparata attraverso molteplici incarnazioni e purificazioni, fino a divenire ricettacolo degno del grande Spirito solare, il Cristo. (vedi Vangelo di Matteo, O.O. 123).

Nel Vangelo di Luca si parla di una coppia originaria di Nazareth: Maria e Giuseppe, anch’essi discendenti della casa di Davide, ma risalenti al secondo figlio di Davide, il sacerdote Natan (o Nathan). Essi si recano a Betlemme per il censimento voluto da Quirinio, governatore romano della Siria. Non trovando posto nella locanda, vengono – per così dire – alloggiati in un luogo dove solitamente si tenevano gli animali. Qui Maria partorisce nel luogo più intimo e riparato che potesse trovarsi in quel momento, nel pieno del travaglio causato dalle circostanze del censimento.  Nasce così il bambino, al quale danno il nome Gesù. 23 Essendo maschio, Maria deve sottostare alla legge ebraica, secondo la quale la partoriente deve osservare un periodo di quarantena per la purificazione, prima di presentare il bambino al Tempio di Gerusalemme. Solo dopo questo rito, la famiglia fa ritorno a Nazareth. La domanda che sorge è: chi è questo bambino che viene chiamato “Figlio di Dio” nel Vangelo di Luca? Luca afferma la verginità di Maria, sottolineando che ella non ebbe rapporti carnali con Giuseppe, ma concepì per adombramento – un intervento misterioso dello Spirito Santo, che rientra nei misteri iniziatici ebraici, e che non può essere compreso con gli strumenti della conoscenza ordinaria. Secondo la Scienza dello Spirito, grazie alla visione chiaroveggente di Rudolf Steiner, che poteva leggere i fatti accaduti in Palestina prima e dopo l’evento del Golgota, si tratta dell’anima celeste di Adamo24: l’archetipo dell’umanità, salvato dagli Dei e trattenuto nella “Loggia Madre solare”, sotto la protezione dell’Arcangelo Michele.

Quest’anima adamitica, o Io superiore, rappresenta l’archetipo originario dell’Io umano donato dagli Elohim solari, preservato dagli Dei prima della tentazione di Lucifero.25 Per esprimere meglio questo mistero, possiamo dire che dal corpo astrale  (anima) di Adamo, proveniente dall’evoluzione cosmica dei tre  stati di coscienza antichi di Saturno, Sole e Luna (vedi la nota 1 degli articoli precedenti), venne separata una parte: un’anima sorella non oscurata da Lucifero, entro la quale gli Dei solari fecero gocciolare il loro fuoco divino dell’Io. È questo “Io” o, Individualità archetipica superiore che si incarna per la prima volta attraverso la vergine Maria di Nazareth, tramite il mistero del Tempio, dove una coppia veniva fatta dormire e, durante il sonno, i sacerdoti operavano nel corpo eterico della coppia, generando la gravidanza della donna senza l’atto sessuale. Questo Io, o anima adamitica – talvolta chiamata nel Vangelo di Luca “anima natanica”, in quanto discendente del sacerdote Natan – può essere considerata come una sfera vuota, priva di esperienza diretta del mondo fisico terrestre. È un’anima pura colma di infinito amore, ma ancora priva di sviluppo sul piano del pensiero razionale umano, così come si è evoluto sulla Terra. Per questo motivo, le guide essene ebraiche predisposero due coppie discendenti dal re Davide –  il quale riassumeva in sé l’antico potere messianico del re-sacerdote Melchisedec26, sommo sacerdote del Dio Altissimo El Elyōn27 di Gerusalemme – al fine di preparare un nuovo Messia che potesse incarnare entrambi i poteri messianici: quello regale e quello sacerdotale. Solo un essere che racchiudesse in sé questa duplice eredità spirituale avrebbe potuto accogliere il Logos solare, l’Io Sono, il Cristo, senza essere consumato dal fuoco divino del suo Vero Io.

La missione dei Bodhisattva dell’Oriente e del popolo ebraico antico fu quella di preparare la discesa del Cristo, il più grande Avatar della storia antica, moderna e futura dell’umanità, colui che ha compiuto l’atto supremo di incarnazione sul piano fisico terrestre. Questa discesa fu resa possibile grazie all’aiuto del Maestro Gesù – identificato con Zarathustra, l’Entità più evoluta della Terra e dell’ebraismo antico – che offrì la sua Individualità o il proprio Io superiore per sostenere il processo di incarnazione. Il Cristo poté così incorporarsi in uno degli uomini più puri dell’umanità: Gesù di Nazareth, l’archetipo umano, il Messia preparato dalle gerarchie spirituali superiori e dalla corrente spirituale degli “Esseni” per accogliere il Logos solare. Egli doveva essere in grado di sopportare e superare, prima, l’incorporazione del Dio solare nel corpo astrale, e successivamente la sua discesa fino al corpo fisico – che avvenne nel “Giardino di Getsemani”. Questo evento si realizzò realmente due millenni or sono in Gesù di Nazareth, attraverso un procedimento misterioso e straordinariamente complesso – di cui ho già trattato ampiamente in alcuni articoli apparsi nel blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, sotto il titolo: “Il Maestro Gesù, Cristo Gesù e il Cristo”. Qui possiamo solo accennarvi, per non allontanarci troppo dal nostro tema sull’Assoluto e da questo capitolo sulle “Grandi Divinità Avatariche”.

Nell’Antico Testamento, il profeta Zaccaria, sotto l’ispirazione di un Angelo, profetizza la venuta di due Messia, che nella visione appaiono come “due ulivi”. Da questi, dice il profeta, nascerà un germoglio che unirà in sé le due correnti messianiche: la corrente regale e la corrente sacerdotale (Zaccaria 4,3–11 e 6,12). Questo evento si realizzò realmente quando, dopo il ritorno dall’Egitto, la coppia Maria e Giuseppe – ispirati da un Angelo durante il sonno notturno – non tornarono al loro paese d’origine, Betlemme, ma si stabilirono a Nazareth, dove fecero amicizia con l’altra coppia, anch’essa chiamata Maria e Giuseppe, nativi di Nazareth. I due bambini Gesù – uno discendente da Salomone (regale), l’altro da Natan (sacerdotale) – diventarono sempre più amici, legati da un’amicizia profonda e da un amore puro l’uno per l’altro. Fino a che l’Individualità o Entelechia superiore di Zarathustra, sacrificando il proprio corpo fisico, si trasferì nell’anima – o meglio, nella sfera vuota dell’Io archetipico – del Gesù natanico o adamitico. Duemila anni fa, ciò era possibile perché l’interiorità animica dell’essere umano era ancora diversa da quella odierna: più fluida, più permeabile alle azioni delle entità spirituali superiori. Questo trasferimento nell’anima dell’altro bambino Gesù non va immaginato come una possessione, ma come un atto sacrificale e cosmico compiuto da Zarathustra, il grande iniziato solare. Egli, rinunciando alla propria individualità incarnata, rese possibili la preparazione del corpo, dell’anima e dello spirito di Gesù di Nazareth, affinché potesse accogliere il Cristo, il Logos solare. Fu un gesto di donazione spirituale, non di invasione: un passaggio di forza e saggezza che permise all’Io archetipico adamitico – puro, ma ancora privo di esperienza terrestre – di essere sostenuto e formato interiormente. Così, il corpo fisico, il corpo astrale e le anime inferiori di Gesù vennero perfezionate per divenire il tempio vivente del Cristo.

Questo evento è descritto in modo velato nel passo evangelico in cui i genitori della coppia nativa di Betlemme ritrovano Gesù dodicenne dopo tre giorni nel Tempio di Gerusalemme, mentre intrattiene i dottori della Legge (Luca 2,41–50). In quel momento, è l’Io superiore di Zarathustra che ispira al bambino la conoscenza profonda della Legge mosaica, rivelata a Mosè, il quale – insieme al grande Ermete, fondatore della civiltà egizia – era stato discepolo dello stesso Zarathustra in epoche precedenti. Zarathustra, infatti, preparò il bambino Gesù natanico perfezionando i suoi elementi corporei interiori nel corso di diciotto anni: il corpo senziente (o corpo astrale), l’anima senziente e l’anima razionale o affettiva. A trent’anni, nel momento del Battesimo nel Giordano, Zarathustra compie un secondo sacrificio: dopo aver formato e purificato l’anima e l’Io superiore di Gesù di Nazareth secondo i misteri superiori dell’ebraismo, egli lascia quel corpo – ormai plasmato e perfezionato –  al grande Spirito solare, affinché il Cristo possa prenderne dimora e compiere la Sua grande missione nei confronti della Terra e per la salvezza dell’intera umanità. (8. Continua)

Collegno,  ottobre 2025                                                                          Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

21    Gli Esseni erano delle piccole comunità spirituali sparsi un po’ dappertutto nella Palestina. Il   Maestro degli esseni era Jeshu Ben Pandira,  il quale nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeshu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia con il quale entrò in contrasto, ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero per aggiungere lo scherno alla pena. Egli aveva cinque discepoli di nome: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda” Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo – discepolo di Gesù di Nazareth – descrivere nel suo Vangelo, la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù. Egli fu il primo uomo evoluto ispirato dal Bodhisattva Maitreya – successore del Buddha Gautama – il nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli “Esseni e i Terapeuti” nell’ambito della religione ebraica antica.

22     I Magi dell’Oriente furono tre antichi discepoli di Zarathustra, i cui nomi, secondo Sergej O. Prokofieff – uno dei più evoluti discepoli di Rudolf Steiner – sono: Mosè, il fondatore dell’antico ebraismo; Daniele, uno dei più elevati profeti ebrei, vissuto intorno al VI secolo a.C., durante la deportazione a Babilonia dei Giudei di Gerusalemme e del Regno di Giuda al tempo di Nabucodonosor II; ed Ermete Trismegisto, fondatore della religione egizia.

23     La nascita di questo secondo bambino Gesù non avviene nello stesso momento della nascita dell’altro bambino Gesù, i cui genitori sono originari di Betlemme. Essa ha luogo alcuni mesi dopo la fine della strage degli innocenti, ordinata da Erode il Grande tra il 6 e il 4 a.C. La morte di Erode il Grande avvenne nel 4 a.C., e proprio per questo le due nascite dei due bambini Gesù generano discrepanze tra il Vangelo di Matteo e quello di Luca, alimentando diverse interpretazioni tra gli esegeti storici.

24      Dobbiamo immaginare che ad Adamo – proveniente dai tre stati di coscienza cosmici di Saturno, Sole e Luna – gli Dei trattengano o separino una parte del corpo astrale, o anima-animale, poiché egli non ha ancora ricevuto l’Io, ovvero una scintilla del fuoco divino creatore. Questo corpo astrale, che gli Dei preservano, è un elemento puro – sebbene ancora in uno stato istintivo –  al quale, solo dopo la tentazione di Adamo da parte di Lucifero, essi fanno gocciolare una porzione del loro corpo più basso: l’Io. Tale evento si colloca nell’evoluzione dell’Epoca Lemurica, l’epoca paradisiaca in cui, secondo la narrazione biblica, Adamo viene tentato da Lucifero. Durante la successiva Epoca Atlantica, al primo Adamo venne sottratta anche una parte del corpo eterico – precisamente l’etere del suono e l’etere della vita –  per evitare che Arimane potesse acquisire un potere eccessivo. Anche questi due elementi del corpo eterico furono custoditi nella “Loggia Madre”.  Nel secondo Adamo celeste, dunque, possiamo riconoscere un essere completamente puro, costituito da un corpo fisico originario di calore, da un corpo eterico (composto da etere di luce, etere del suono e etere della vita), da un corpo astrale purificato e da un Io colmo dell’amore dei creatori solari. Per questo, è necessario che in quest’anima pura venga riversata tutta la saggezza terrestre, affinché possa congiungersi con la saggezza celeste del Cristo e introdurre così, nell’evoluzione umana, la “Dottrina dell’amore e della saggezza” del vero cristianesimo.

26     Vedi la nota 27 

27    Ēl Elyōn è una divinità poco conosciuta nel mondo veterotestamentario. Viene menzionato in diverse parti dell’Antico Testamento, ma mai con quella chiarezza che permetta di comprendere con certezza a quale gerarchia divina o spirituale appartenga. Possiamo tuttavia ipotizzare che si tratti di una divinità pre-jahvistica, esistente prima della religione ebraica, venerata da diversi popoli semiti. Secondo la Scienza antroposofica, la sua origine risale alla formazione della quinta razza radice bianca di Atlantide. Ēl Elyōn appare nel capitolo 14, versetto 20 della Genesi, dove incontra Abramo e gli offre pane e vino – simboli del cristianesimo solare – in cambio di un decimo del bottino di guerra. In realtà, il significato profondo di questo passo, che possiamo intuire attraverso la visione antroposofica, è che Abramo, patriarca e capostipite del popolo ebraico, proveniente dalla corrente lunare dell’Eloah Jahvè, viene iniziato alla corrente solare del Dio Altissimo Ēl Elyōn (o El-Eljon), dietro cui si cela l’Io Sono Io Sono, ovvero il Cristo. Melchisedek, figura enigmatica e sacra, è l’altissimo iniziato e discepolo del Cristo dei misteri solari dell’Oracolo del Sole di Atlantide, dietro cui si cela Noè, il Manu divino. Dopo l’inabissamento del continente atlantico, Noè guida il popolo semita verso oriente, dove avrà inizio la nuova quinta Epoca Postatlantica, articolata nello sviluppo dei sette periodi di civiltà o di cultura. Il popolo ebraico parteciperà allo sviluppo del terzo periodo, quello egizio-caldaico. Abramo viene dunque scelto e iniziato dal Manu divino per una sua peculiare caratteristica: la ghiandola pineale, formatrice del pensiero umano. In quanto capostipite, egli è destinato a generare un popolo capace di preparare un corpo fisico e un corpo eterico adeguati alla venuta dell’Altissimo Dio solare, l’Io cosmico, affinché possa incarnarsi in un uomo e formare un archetipo umano per lo sviluppo della “coscienza dell’Io” in ogni essere umano.

Le Gerarchie Spirituali VII

La tentazione di Gesù Cristo nel deserto Ivan Nikolaevic Kramskoj
San Pietroburgo 1872/1874Olio su tela, The Tretyakov Gallery, Mosca

L’inimmaginabile dolore che il Cristo dovette patire durante i Suoi tre anni della vita sulla vita Terra aveva ancora un’altra origine. Il Cristo nel prendere su di Sé il karma dell’umanità, non si trattò del karma personale soggettivo, che ogni uomo deve pareggiare egli stesso e che vuole anche pareggiare, se comprende in giusta maniera il suo compito sulla Terra, ma si tratta del karma oggettivo per il quale l’uomo ha bisogno dell’azione del Cristo (O.O. 155, 15.07.1914).16

7. Le Grandi Divinità Avatariche II

Per avvicinarsi al concetto dell’Assoluto, è necessario menzionare altre Entità avatariche, o “Alter Ego”, rappresentanti di tutte le gerarchie spirituali. Una seconda Entità sobornica o avatarica è descritta da Rudolf Steiner e approfondita in modo significativo da Sergej O. Prokofieff nel suo libro La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia. In quest’opera, attraverso l’analisi di diverse conferenze di Rudolf Steiner contenute nell’Opera Omnia – alcune delle quali non ancora tradotte in italiano – Prokofieff presenta la Divina Sofia come un Essere complesso nato durante l’evoluzione del secondo stato di coscienza cosmico dell’antico Sole. Durante l’antico stato solare, sappiamo che gli Spiriti della Saggezza, o Dominazioni, sacrificarono il loro corpo eterico alle Entità della prima gerarchia: Troni, Cherubini e Serafini. Queste ultime integrarono tale sacrificio nella sfera oscura di calore dell’antico stato di coscienza cosmico, che abbiamo chiamato Saturno. Questo stato fu generato grazie al sacrificio dei Troni, i quali offrirono una parte della loro essenza di Volontà ai Cherubini. Questi, insieme ai Serafini, fecero fluire tale essenza in uno spazio universale vuoto, che sarebbe poi divenuto il fondamento spirituale del nostro attuale sistema planetario. La vita, ovvero il corpo eterico donato dagli Spiriti della Saggezza, illuminò l’oscurità di Saturno e attraverso questa luce, gli Arcangeli – aiutati dai Cherubini – attraversarono il loro stadio umano, operando all’interno di una sostanza composta dagli elementi inferiori di calore e aria e quelli superiori di etere di calore ed etere di luce. In quell’antico stato di coscienza solare, nacque la Divina Sofia quale unità cosmica superiore o coscienza unitaria superiore di tutte le coscienze delle gerarchie divine e umane presenti nella sfera solare, le quali rappresentano gli organi esecutivi di quest’Essere avatarico, ossia gli Arcangeli, le Archai, le Potestà, le Virtù e le Dominazioni. Sergej O. Prokofieff chiarisce, nel libro citato, che l’essere della Divina Sofia è costituito da sette corpi, analogamente alla costituzione umana. Cinque di questi nacquero durante lo stato di coscienza solare, mentre gli altri due si aggiungeranno nel terzo e nel quarto stato di coscienza cosmico, corrispondenti all’antica Luna e alla Terra. Durante l’evoluzione sull’antica Luna si unirono gli Angeli, i quali attraversarono il loro stadio umano negli elementi inferiori di calore, aria e acqua, e in quelli superiori dell’etere di calore, dell’etere di luce e dell’etere sonoro. Questi ultimi (insieme all’etere di vita che verrà aggiunto durante l’evoluzione terrestre) compongono il corpo eterico, formato appunto dalle quattro forze plasmatrici eteriche. Sulla Terra, infine, si aggiungeranno gli uomini, che attraversano il loro stadio umano negli elementi inferiori di calore, aria, acqua e solido-minerale, e in quelli superiori dell’etere di calore, dell’etere di luce, dell’etere sonoro e l’etere della vita. Durante l’epoca Lemurica e Atlantica, gli Dei sottrassero all’uomo l’etere del suono e l’etere della vita17 che gli saranno restituiti in futuro, quando avrà raggiunto una maggiore maturità. L’ultimo arto della Divina Sofia sarà dunque rappresentato dagli uomini, ovvero dalla coscienza totale e unitaria dell’umanità, quando questa avrà raggiunto un certo grado di evoluzione umano-divina, grazie alla Coscienza e all’Impulso del Cristo (vedi note 4 e 10). Nell’Antico Testamento essa era conosciuta come Teosofia, nell’antica Grecia come Filosofia, e nell’epoca attuale come Antroposofia. Difatti nei Proverbi di Salomone è menzionata come Sapienza, nei quali viene in parte velato la sua parte costitutiva settemplice: «La Sapienza si è costruita la casa, ha intagliato le sue sette colonne» (Proverbi 9,1).

In sintesi, la Divina Sofia è un Essere complesso e sobornico, che nella tradizione sanscrita dell’India viene denominato Avatara. Non è né maschile né femminile, ma un’entità androgina –  come tutti gli Dei – che si manifesta talvolta in forma femminile, talvolta in forma maschile. La modalità della manifestazione dipende dal modo in cui essa si rivela all’essere umano, attraverso i suoi messaggeri: Angeli e Arcangeli. Questi possono apparire come entità individuali (maschile), oppure essere inviati da un ambito comunitario (femminile), al quale appartengono più esseri gerarchici. Nemmeno questo Essere avatarico può quindi essere concepito come un Assoluto, bensì come un’Entità composita e articolata, costituita da molteplici esseri spirituali appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia. Spesso la Divina Sofia viene erroneamente identificata con lo Spirito Santo, poiché si manifesta come Sapienza. Tuttavia, secondo la Scienza dello Spirito, essa rappresenta le forze congiunte dello Spirito Santo e del Cristo nell’ambito del cosmo planetario, esprimendosi sia come Sapienza che come Vita universale.

Un altro Essere avatarico molto complesso nasce dall’insieme della terza gerarchia, ovvero gli Angeli, Arcangeli e Archai, i quali rappresentano i dodici Bodhisattva che contemplano la “Sapienza e la Vita  divina”  del Cristo nella sfera del Budhi.18 Uno di questi Bodhisattva (un Arcangelo) deve scendere ogni tanto sul piano astrale e a volte anche eterico, per trasmettere all’umanità attraverso un Bodhisattva umano19 (un uomo altamente evoluto) per circa cinquemila anni, una parte della Sapienza e della Verità sull’Essere del Cristo Cosmico. Sul finire dei cinquemila anni, il Bodhisattva umano deve scendere completamente sul piano fisico in una completa incarnazione come buddha umano – e deve realizzare la “Dottrina” rivelata in tutti i cinquemila anni agli uomini. Quando il buddha umano arriva all’Illuminazione (ossia quando ha purificato e trasformato il suo corpo astrale in Sé spirituale) elevandosi in tal modo a Buddha Celeste, affinché la sua dottrina possa  diventare  patrimonio di tutta l’umanità, deve essere incorporato per poco tempo (non potrebbe resistere al fuoco divino di questi grandi esseri) da uno di questi grandi Bodhisattva avatarico generato dai membri divini della terza gerarchia.  La generazione di questi grandi Esseri divini avviene similmente a quella degli Elohim o, Spiriti della Forma, quando unendosi insieme alfine di realizzare un lavoro comune nella realizzazione dell’uomo, generano quell’ Entità avatarica complessa che abbiamo chiamato Yahve-Elohim. La stessa cosa accade per gli esseri della terza gerarchia, i quali dovendo fare un lavoro in comune nella sfera del Budhi, creano una cerchia di dodici grandi Bodhisattva che diventano esecutori delle forze cosmiche del Cristo nell’ambito dell’umanità attraverso appunto i Bodhisattva umani. Nel libro di Sergej O. Prokofieff “Rudolf Steiner e i Maestri del Cristianesimo Esoterico”, in merito a questi grandi esseri si esprime così:

«Questi grandi Bodhisattva, dei quali ciascuno compenetra con il proprio agire un’intera razza radicale20 e oltrepassa persino i limiti di essa, abbracciano insieme la “globale” evoluzione terrestre; e di numero sono “dodici”. Questi dodici grandi Bodhisattva formano insieme ciò che può essere definito il più alto aspetto della grande loggia dei Bodhisattva nel mondo della “Provvidenza o, del Budhi … Quando questi dodici Bodhisattva avranno raggiunto la loro missione, il tempo dell’esistenza terrestre sarà esaurito (O.O.116, 25.10.1909) … Per accogliere nella loro ordinaria coscienza un “impulso ancor più elevato” gli esseri della terza gerarchia – Archai, Arcangeli e Angeli – si uniscono in una comune sovranità sull’evoluzione terrestre nella forma di un essere superiore, dal quale nel mondo spirituale nasce di nuovo un essere completamente nuovo, il cui corpo “fisico” viene formato dalle Archai, il corpo  “eterico” dagli Arcangeli e il corpo “astrale” dagli Angeli. E poiché l’intero macrocosmo collegato con la Terra possiede una duodecemplice struttura (vedi O.O.113, 31. 8.1909), per accogliere nel suo centro questo impulso superiore, gli esseri della terza gerarchia si uniscono formando “dodici triplici” Entità divine, dalla cui globalità nasce nuovamente qualcosa di simile a un gigantesco calice, nel quale poi per continuare a regnare sull’evoluzione terrestre possono accogliere il centrale impulso cosmico, l’Impulso del Cristo quale “Agnello mistico”» (ibidem, pag.242-244).

Come possiamo vedere anche qui non possiamo parlare di divinità assolute, ma esseri enormi, complessi, nati dall’insieme di Individualità divine della terza gerarchia che abbraccia la globalità dei Bodhisattva nel mondo del Budhi o degli archetipi: “ È questo un mondo della globalità dei dodici grandi Bodhisattva che abbraccia il tutto, che può essere nominato il vero collegio dello Spirito Santo, o in un certo senso persino lo Spirito Santo stesso (vedi O.O. 113, 31. 8.1909), perché in un cosmo gerarchico – e ciò significa anche nell’evoluzione terrestre – lo Spirito Santo viene rappresentato dagli esseri della terza gerarchia” (ibidem, pag.242).

Una categoria ulteriore di esseri compositi avatarici viene descritta da Rudolf Steiner nel libro Le Entità Spirituali nei Corpi Celesti e nei Regni della Natura. In quest’opera, egli parla dell’esistenza di grandi Esseri spirituali che si innalzano fino alle più elevate regioni dei mondi dello Spirito, raggiungendo i Serafini e oltre, penetrando nella sfera stessa della Divinità Trina universale. Analogamente agli Spiriti della Forma (Elohim) e alla comunità solare dei triplici dodici Bodhisattva – appartenenti alle tre categorie della terza gerarchia – questi Esseri sono costituiti da ogni singola gerarchia spirituale, dalla sfera degli Exusiai (Spiriti della Forma) fino a quella dei Serafini. Si tratta, dunque, di divinità macrocosmiche di altissimo rango, la cui comprensione richiede, secondo Rudolf Steiner, un’analogia con la costituzione dell’essere umano:

« Dove l’uomo ha il corpo fisico questi Esseri avatarici hanno al suo posto uno Spirito della Forma. Come  noi uomini abbiamo il corpo eterico così quelle entità come loro secondo costituente uno Spirito del Movimento; al posto del corpo senziente (astrale) hanno uno Spirito della Saggezza; al posto dell’anima senziente esse hanno come quarto elemento costituente uno Spirito della Volontà (o Trono); come quinto elemento corrispondente alla nostra anima razionale hanno uno Spirito dell’Armonia (Cherubino); e come sesto, (corrispondente alla nostra anima cosciente) hanno uno Spirito dell’Amore (Serafino). E come noi leviamo lo sguardo verso ciò che solo nell’avvenire potremo acquistarci, così quelle entità levano lo sguardo verso ciò che sovrasta tutto il mondo delle gerarchie. Come noi dalla nostra anima cosciente parliamo del nostro Manas (Sé spirituale), del Budhi  (Spirito vitale), dell’Atma  (Uomo spirito) così queste entità elevatissime, innalzano per così dire lo sguardo dalla  sua natura di Serafino verso una suprema spiritualità originaria [cui a nessun uomo per quanto elevato e dato conoscere, ossia la Trinità Assoluta]» (ibidem, O.O. 136, pag. 67)

Come possiamo osservare, anche queste divinità elevatissime – che la coscienza umana moderna non può comprendere attraverso il pensiero razionale – pur essendo di gran lunga superiori rispetto alle divinità considerate assolute dal pensiero religioso contemporaneo, quali Jehovah (o Geova), Yahve-Elohim e Allah, restano comunque ancora distanti dall’Essere Assoluto che, nel cristianesimo rosicruciano, definiamo per antonomasia “Dio Padre”. Nessun chiaroveggente, per quanto elevato, può giungere a quelle altezze supreme. L’umanità dovrebbe pertanto imparare a distinguere, non solo le gerarchie spirituali – prima, seconda e terza – entro le quali si collocano Jehovah (Geova), Yahve-Elohim e Allah, ma anche il più supremo degli Avatar, manifestatosi due millenni fa sulla Terra. Si tratta dell’Essere divino che si è rivelato in Palestina attraverso l’uomo Gesù di Nazareth, e che l’umanità ha imparato a chiamare – nei secoli della storia cristiana – “Cristo” o “Gesù Cristo”. Chi sono queste due Entità che hanno cambiato radicalmente il corso della storia passata, presente e futura del mondo? Chi sono coloro che hanno impresso una svolta decisiva nella realizzazione della meta umana, attraverso quell’atto misterico compiuto due millenni or sono presso Gerusalemme, sulla croce del Golgota?  (7. Continua)

Collegno,  ottobre 2025                                                                        Antonio  Coscia

Note  Antroposofiche

16     Molti credono che il Cristo abbia preso su di Sé i peccati o il karma di tutti gli uomini. In realtà, secondo la Scienza dello Spirito, è vero che Egli abbia assunto su di Sé i peccati dell’umanità, ma non si tratta dei peccati soggettivi, ossia del karma individuale che ciascuno di noi ha generato come conseguenza immorale o negativa nei confronti del prossimo. Questo karma individuale deve essere compensato da ciascun uomo nel corso della propria vita attuale, come conseguenza delle azioni negative compiute nelle incarnazioni precedenti. Gli errori e le azioni negative commesse in questa vita, invece, dovranno essere riequilibrati nella prossima esistenza terrena. Il Cristo assume su di Sé i peccati oggettivi, quelli iscritti nella “Cronaca dell’Akasha”. Ciò significa che, anche quando abbiamo compensato il debito morale, resta comunque inscritto per l’eternità, nella memoria akashica, l’immagine negativa della nostra azione immorale. È proprio questa immagine che il Cristo prende su di Sé e trasforma, generando un nuovo mondo evolutivo nel quale l’uomo potrà progredire verso stati superiori di coscienza.

17    Il vero corpo eterico è composto da quattro elementi o forze formatrici, di cui però due di esse furono sottratte all’uomo durante l’Epoca Lemurica e l’Epoca Atlantica, per colpa prima di Lucifero e poi di Arimane; esse ci verranno restituite durante l’evoluzione terrestre quando l’uomo sarà più maturo, ovverosia quando avrà sviluppato  l’anima cosciente e sarà tutt’uno col suo Io superiore.

18    La sfera del Budhi rappresenta una dimensione elevatissima, accessibile soltanto ai Bodhisattva umani –  esseri altamente evoluti che hanno ampiamente superato l’evoluzione ordinaria dell’umanità e operano nell’ambito della sfera lunare – e ai Maestri cristiani, i grandi Iniziati che vengono chiamati “Maestri di saggezza e dell’armonia dei sentimenti”. Secondo la Scienza dello Spirito orientata antroposoficamente, questa sfera si colloca oltre la regione delle stelle fisse – ossia al di là della sfera di Saturno – ed è conosciuta, nell’esoterismo cristiano-rosicruciano, con diversi nomi: “Cronaca dell’Akasha”, mondo degli Archetipi, mondo della Provvidenza e, appunto, mondo del Budhi. In questa sfera avviene l’incontro con la Luce dello Spirito Santo e con la Vita divina del Cristo. Da essa operano dodici Bodhisattva, i quali accolgono la Luce della Saggezza e la Vita divina del Cristo, che ciascuno di loro, a turno, porta nel mondo terreno, ispirando una “Dottrina” di saggezza a un Bodhisattva umano affinché possa guidare l’umanità nel suo progresso verso la meta stabilita dal Creatore (cfr. il testo, L’Impulso del Cristo e la coscienza dell’Io, O.O. 116).

19      I bodhisattva umani sono dodici Bodhisattva che operano dal mondo lunare  i quali sono ispirati dai Bodhisattva superiori celesti che operano dal mondo del Budhi. Sono degli uomini evoluti che hanno già superato di molto l’evoluzione normale dell’umanità e poco manca per elevarsi al rango di Angeli. Per realizzare ciò, quando il tempo è maturo per dare all’umanità una nuova facoltà spirituale  (che hanno ispirato come “Dottrina” durante l’arco di cinquemila anni a uomini evoluti terreni) essi devono scendere sul piano fisico e incarnarsi come uomini terreni e compiere il cammino che Rudolf Steiner indica come “buddha umano”.  Il tema dei Bodhisattva è un tema alquanto complesso che ho cercato di spiegare in altri articoli sui Bodhisattva (vedi sul blog  Pensieri Antroposofici dell’Anima : “Il Paraclito, i grandi Bodhisattva e il Bodhisattva dell’Oriente”).

20      Sergej O. Prokofieff, in questo passaggio, adotta una terminologia in uso nella Società Teosofica, risalente al periodo in cui Rudolf Steiner era segretario generale a Berlino e impiegava, nelle sue conferenze, un linguaggio di matrice orientale. Nella Scienza dello Spirito, il termine “razza radicale” corrisponde a un periodo evolutivo denominato “Epoca”. Abbiamo già evidenziato più volte negli articoli di questo blog che l’evoluzione dell’essere umano si svolge attraverso sette stati di coscienza cosmici, chiamati: Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. Ogni stato di coscienza, a sua volta, si articola in sottostati inferiori di coscienza, definiti: Forma, Vita, Epoca e Periodi di cultura. Possiamo dunque affermare che il nostro eone, o stato di coscienza terrestre, attraversa sette stati di Forma. Ciascuno di questi stati di Forma si suddivide in sette stati di Vita, e ogni stato di Vita si sviluppa attraverso sette Epoche: Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Postatlantica e settima Postatlantica. Nella terminologia teosofica, ciascuna di queste Epoche viene designata come “razza radicale”: prima razza radicale, seconda razza radicale, e così via. Attualmente ci troviamo nella quinta razza radicale, ovvero nella quinta Epoca Postatlantica, e nel quinto periodo di cultura, detto “anglo-germanico”, iniziato intorno al 1413 e destinato a concludersi verso il 3573. Successivamente entreremo nel sesto periodo di cultura, denominato “russo-slavo”, e infine nel settimo, detto “americano”, che si concluderà con una catastrofe provocata dall’eccessivo egoismo umano, culminante in una guerra di “tutti contro tutti” (cfr. il testo Apocalisse, O.O. 104).

Le Gerarchie Spirituali VI

Rappresentazione immaginativa di Aura Mazdao

«Quando gli Elohim vollero dirigere la loro attività creatrice verso quell’altezza vertiginosa per poterne ricevere un aiuto … dovettero per così dire trascendere se stessi … Per coronare tutta l’opera … dovettero divenire capaci di sviluppare forze ancora superiori a quelle che avevano sviluppato solo per il lavoro preparatorio … In quanto gruppo acquistarono una certa unità di coscienza, non rimasero solo gruppo ma divennero un’unità … Svilupparono la loro unità in una realtà, in modo che ora essi non furono più solo sette, ma il “settetto” fu un’unità; ora possiamo parlare di “Elohimità” che si manifesta in modo settemplice … Questa reale unità degli Elohim, nella quale i singoli Elohim operano come parti, come organi è chiamata Jahve-Elohim [il Signore Dio] dalla Bibbia. Abbiamo ora il concetto di Jahve, di Jehovah [Geova] in modo ancor più profondo di quanto non sia stato possibile vedere fino ad ora. Quindi la Bibbia parla prima nel suo racconto solo dei sette Elohim, e comincia a parlare di Jahve-Elohim solo nel momento in cui gli Elohim stessi sono pervenuti a un gradino superiore, a un’unità» (ibidem, pag. 117-118-119).

6. Le Grandi Divinità Avatariche I

Si tratta quindi come possiamo vedere, di una divinità composita, o sobornica, che nasce quando gli Elohim decidono di creare l’uomo trascendendo se stessi in una unità spirituale, alla quale danno vita come a un “Alter Ego”, ovvero un’Elohimità settemplice costituita da ogni singolo Elohim creatore. Quando essi completano la creazione nei primi cinque giorni, ciascuno con un compito distinto, e giungono al momento di creare l’uomo, non possono farlo da soli come era avvenuto per le altre creature, realizzate con l’ausilio delle gerarchie superiori fino ai Serafini. Per dare origine all’essere umano, sono necessarie forze più poderose, un potere più grande di quello che ciascuno possiede individualmente. Devono dunque unirsi, fondere le loro forze in un’unica unità spirituale. Tuttavia, non disponendo di energie sufficienti per conferire all’uomo l’autonomia, sono costretti a rivolgersi all’Essere che trascende tutte le gerarchie spirituali. Nel cristianesimo esoterico, questo Essere è conosciuto come: «Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito». Il risultato della loro unione è la nascita di un’Entità spirituale superiore: un Essere composito sobornico, formato dall’essenza di ciascun singolo Elohim. Per generare questa divinità sobornica, gli Elohim hanno dovuto compiere un atto che trascende le loro capacità individuali, fondendo le rispettive forze creatrici in un’unica unità spirituale. In questo processo, essi superano se stessi, elevandosi a un livello superiore. Dal loro gruppo settemplice scaturisce così un’Entità più alta: una sorta appunto di “Alter Ego”, ovvero un Io Superiore che contiene in sé tutte le caratteristiche di ogni singolo Io divino dei sette Elohim, il quale agisce come sintesi e potenziamento dell’intero collettivo. Questo concetto, piuttosto complesso, può essere chiarito affermando che ogni Elohim è strutturato, come l’essere umano, in sette componenti corporee animici-spirituali. Mentre l’uomo possiede un corpo fisico, un corpo eterico, un corpo astrale e un Io, oltre a tre parti superiori ancora in fase di formazione (Sé spirituale, Spirito vitale e Uomo spirito), gli Elohim partono già da arti cosmici planetari e macrocosmici superiori, che si estendono oltre il nostro mondo planetario fino al mondo stellare. Se volessimo descrivere uno Spirito della Forma o Elohim creatore, potremmo dire che, laddove l’uomo inizia con un corpo fisico terrestre, essi iniziano con il Sé spirituale, seguito dallo Spirito vitale: due corpi cosmici planetari. Possiedono inoltre corpi macrocosmici stellari, come l’Uomo spirito o Atma14, e un quarto elemento che costituisce la loro parte centrale dei piani stellari macrocosmici superiori e dei due piani planetari cosmici inferiori. E come l’uomo possiede tre corpi superiori che dovrà ancora trasformare in un futuro lontano, anche gli Spiriti della Forma hanno tre corpi macrocosmici stellari superiori in attesa di trasformazione. Ciò dimostra che non solo l’uomo è un essere in divenire, la cui meta è attraversare i sette stati o eoni cosmici di coscienza – dall’insensibilità minerale alla coscienza intuitiva divina, principio di un nuovo ciclo umano – ma anche gli Dei evolvono verso stati superiori di coscienza, tendendo a ritornare all’origine dell’Essere Assoluto, l’Atma Universale.

L’Elohimità, creata dall’unione degli Elohim, Rudolf Steiner ci rivela che è l’Eloah lunare Jahve-Elohim – il Signore Dio che nel secondo capitolo della Genesi plasma Adamo. Questo essere settemplice, composto da ciascun Elohim, agisce in loro come suoi organi esecutivi, riflettendo nei singoli Spiriti della Forma le facoltà superiori da essi conquistate nel processo di trascendimento verso la Divinità Trina. In tale processo, egli ha potuto elevarsi fino alla sfera della Divinità Trina, ricevendo dal mondo del Logos divino la “Scintilla Divina” dell’Uomo Macrocosmo – l’Adam Kadmon – che rappresenta il nucleo superiore dell’essere umano: il “Vero Io”. Questo logos umano, principio spirituale dell’uomo, è velato nel testo biblico, dove nel primo capitolo si legge:

«E Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza…” Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò» (Genesi 1,26-27).

Come si può dedurre da queste parole, se ci lasciamo ispirare dalla conoscenza della Scienza dello Spirito o dall’antroposofia, gli Elohim – termine che significa “Divinità” e che si distingue dal singolare Eloah, “Dio” o “Signore Dio” – plasmano l’uomo androgino eterico, ossia l’Adam Qadmon o Vero Io umanosecondo la Cabala ebraica, rispecchiando così la natura androgina degli Spiriti della Forma, cioè gli stessi Elohim creatori. Una parte di questa Elohimità sacrifica le sue rimanenti parti costitutive solari e, insieme a uno Spirito della Forma o Elohim – che possiamo considerare come   la guida dei sette Elohim creatori solari, ossia Jehovah – si trasferisce sulla sfera lunare, dove ha la missione di contrastare le forze luciferiche provenienti dal Sole. Possiamo chiamare quest’essere avatarico complesso Yahve-Elohim, il quale si manifesta attraverso Jehovah. Egli non solo ebbe il compito, di separare nell’Epoca Lemurica, la Luna dalla Terra, ma anche quello di preparare il popolo ebraico per la discesa del Dio solare, ossia il Cristo, l’Io Sono l’Io Sono. Con la discesa del Cristo sul piano terreno, Jehovah terminò il suo compito come guida del popolo ebraico, ritirandosi nella sfera lunare dove continua la sua missione di contrastare non solo le forze luciferiche che agiscono dal Sole (le quali creano il minerale aurifero terrestre), ma anche quello di opporsi alle forze luciferiche e arimaniche che operano dall’ottava sfera.15   Jahve-Elohim e Jehovah, hanno ancora il compito di unire la Luna alla Terra e poi dopo al Sole, dopodiché si uniranno agli altri sei Elohim solari per la loro ulteriore evoluzione. Quindi neanche quest’Essere avatarico complesso è un Dio assoluto, né tantomeno Jehovah o Geova che è un semplice Spirito della Forma.

Per quanto riguarda la figura di Allah, secondo l’interpretazione antroposofica proposta da Rudolf Steiner, egli non rappresenterebbe un Dio assoluto, ma piuttosto un’entità appartenente anch’egli alla seconda gerarchia spirituale, quella degli Elohim o Potestà. Rudolf Steiner affronta questo tema in una conferenza tenutasi il 9 giugno 1920 a Stoccarda, durante un dialogo con gli insegnanti della scuola Waldorf. In risposta a una domanda su Allah, Rudolf Steiner afferma:

«È difficile descrivere quell’essere sovrasensibile. Il maomettanesimo è la prima manifestazione di Ahriman, la prima rivelazione arimanica successiva al Mistero del Golgota. Il dio di Maometto, Allah, Elohah, è un’imitazione arimanica o un pallido riflesso degli Elohim, ma compreso in modo monoteistico. Maometto si riferisce sempre a loro come a un’unità. La cultura maomettana è arimanica, ma l’atteggiamento islamico è luciferico (O.O.300a).

Per comprendere appieno questa visione, è utile richiamare il concetto di Elohimità, inteso come l’insieme delle entità spirituali che hanno partecipato alla creazione dell’essere umano. Se, come afferma Rudolf Steiner, Allah è un Elohah, ciò implica una somiglianza con Jehovah, pur non essendo identico. Jehovah, nella visione antroposofica, è uno dei sette spiriti solari che ha rinunciato a parte della propria natura solare per agire dalla sfera lunare. Allah, invece, viene descritto come un riflesso dell’Elohimità che opera dal mondo astrale lunare, con caratteristiche legate più alle forze arimaniche – ovvero orientate verso l’ordine, la legge, la struttura e la disciplina. In questa prospettiva, la cultura islamica viene interpretata come influenzata da forze spirituali differenti rispetto a quelle che animano il cristianesimo originario, il quale è maggiormente orientato verso uno slancio d’amore per il prossimo. Tuttavia, è essenziale distinguere tra una visione esoterica della realtà spirituale e il rispetto dovuto alle tradizioni religiose: ogni cultura possiede una propria dignità e un’essenza profonda della verità originaria. Secondo la Scienza dello Spirito, il vero cristianesimo non va inteso come una religione istituzionalizzata, bensì come un impulso d’amore universale. Questo impulso trascende le strutture ecclesiastiche e i dogmi – come si può osservare nel cristianesimo romanizzato e cattolicizzato –  e si manifesta come slancio autentico verso il prossimo. Proprio per questa sua natura, il cristianesimo spirituale non può essere paragonato ad alcuna religione organizzata. Ogni dottrina religiosa, infatti, tende nel tempo ad allontanarsi dalla verità, cristallizzandosi in regole e dogmi che rischiano di limitare la libertà interiore dell’individuo e il suo rapporto diretto con il divino. Queste affermazioni non vogliono essere giudizi morali né porsi al di sopra delle culture menzionate, ma intendono offrire una descrizione esoterica, secondo l’antroposofia, delle forze spirituali contrastanti che hanno agito – o continuano ad agire – nella storia religiosa dell’umanità. (6. Continua)

Collegno, settembre 2025                                                                         Antonio Coscia

Note     Antroposofiche

14    L’Atma rappresenta il settimo e più elevato elemento spirituale dell’essere umano. È strettamente connesso alla volontà umana, attraverso la quale – quando viene coscientemente sviluppata lungo un cammino esoterico – è possibile trasformare il corpo fisico perituro in un principio superiore immortale: l’Uomo Spirito, ovvero l’Atma, l’anima suprema e divina dell’uomo. Il pieno sviluppo di questo principio sarà tuttavia realizzabile solo in un futuro lontano, attraverso tre successivi eoni o stati cosmici di coscienza. Tale compimento avverrà durante l’eone cosmico di Vulcano. Questo corpo atmico è pienamente sviluppato negli Spiriti appartenenti alla seconda gerarchia. In particolare, negli Spiriti della Forma esso costituisce il loro terzo elemento macrocosmico; nelle Virtù creatrici, o Spiriti del Movimento, rappresenta il secondo corpo atmico; mentre negli Spiriti della Saggezza, o Dominazioni, corrisponde al primo corpo atmico macrocosmico. La differenza tra corpo cosmico o planetario e corpo macrocosmico o stellare risiede nel fatto che i primi possono operare direttamente nell’ambito cosmico dei pianeti, utilizzando forze spirituali adeguate alla progressiva evoluzione degli esseri appartenenti al sistema planetario. I corpi macrocosmici, invece, essendo di natura stellare, possiedono forze troppo potenti per agire direttamente nel cosmo planetario. Per questo motivo, devono essere, per così dire, “filtrati” attraverso la gerarchia spirituale più bassa, che funge da bilancia tra il mondo macrocosmico e quello microcosmico: gli Spiriti del Movimento, o Virtù che sono rappresentati infatti nello zodiaco, col segno della “Bilancia”. Rudolf Steiner nel sesto volume del libro “Considerazioni esoteriche su nessi karmici”, racconta che, quando il Cristo volle avvicinarsi alla Terra dal Sole, dovette lasciare il Suo Uomo Spirito, o Atma sul Sole; lasciò poi il Suo Spirito Vitale nell’ambito della sfera terrestre e discese sulla Terra soltanto col Suo Io e con il Sé Spirituale. Questo avvenne nel momento in cui s’incorporò nel corpo astrale di Gesù di Nazareth, durante il Battesimo nel Giordano da parte del Battista.

15    È molto complesso spiegare che cosa sia l’ottava sfera, poiché ciò richiede una solida preparazione nella Scienza dello Spirito, o antroposofia. In questa nota possiamo sintetizzare il tema facendo riferimento allo sviluppo degli stati di coscienza cosmici, descritti nella nota (1) degli articoli precedenti. In quella nota si afferma che l’evoluzione umana attraversa sette stati di coscienza cosmici. Durante il passaggio attraverso queste sfere cosmiche di coscienza, qualcosa resta sempre indietro: una sorta di scoria animica elementare. Questo fenomeno si manifesta in modo particolare durante gli stati di forma menzionati nella nota, che in questo contesto dobbiamo attribuire soprattutto allo stato di coscienza dell’antica Luna. Nel successivo stadio evolutivo, cioè nel nostro attuale eone terrestre, queste scorie agiscono come freni o elementi di contrasto rispetto all’evoluzione umana ordinaria. Dietro di esse operano, come una sfera spettrale astrale autonoma, delle Entità spirituali anch’esse rimaste indietro negli antichi stati di coscienza planetari. Queste Entità cercano in ogni modo di ostacolare l’evoluzione terrestre, appropriandosi – per così dire – della materia terrestre, creata dagli Spiriti della Forma o Elohim solari, al fine di trasformare la loro sfera spettrale in una sfera malefica, secondo un volere anticonformista e ostile agli Dei del progresso e dell’evoluzione armonica normale. Possiamo approfondire ulteriormente questo tema facendo riferimento a una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Dornach il 18 ottobre 1906 (O.O. n. 254), nella quale egli afferma che l’ottava sfera si presenta al chiaroveggente come una sfera spettrale, composta da immagini visionarie dell’antica Luna. Lucifero e Arimane cercano di riempire questa sfera con materia terrestre, che intendono sottrarre a Jahvè e alla libera volontà umana, con l’obiettivo di estinguere l’esistenza terrestre. Questo tentativo potrebbe avere successo se Jahvè e gli Spiriti della Forma ordinari non avessero adottato delle contromisure, opponendo alla sfera spettrale la nostra Luna fisica. Quest’ultima, essendo costituita da materia estremamente densa, agisce come barriera, impedendo a Lucifero e Arimane di realizzare pienamente il loro intento. Tuttavia, questa protezione non si estende all’essere umano, il quale può essere soggetto all’influenza di queste entità attraverso la sua materia animica. Ciò avviene quando l’individuo sviluppa una volontà visionaria distorta, ovvero una chiaroveggenza ottusa, fondata su immagini illusorie che non riflettono la realtà del mondo spirituale, ma una realtà animica ingannevole. In altre parole, il maggior apporto di immagini visionarie che alimenta l’ottava sfera  può essere captato dal capo umano (in senso spirituale), quando, attraverso vie occulte non purificate, si sviluppa una chiaroveggenza immaginativa errata. Questo rappresenta un ritorno alle antiche forze chiaroveggenti ottuse di natura luciferica, anziché un cammino esoterico autentico come quello proposto dall’Antroposofia o dalla Scienza dello Spirito cristiano-rosicruciano. Sergej O. Prokofieff ne parla nel suo libro “E la Terra diviene Sole”, nel capitolo “6. Il destino universale del male”. Alla fine, del capitolo dà un disegno (Vedi l’immagine schematica più avanti) dal quale si può vedere che spiritualmente la sfera spaziale dell’ottava sfera coincide con il centro (il nucleo) della Terra, dove spiega: «Essi, [il centro terrestre e l’ottava sfera] sono spiritualmente separati come da una parete invisibile. Che ciò rimanga così, fa parte dei più importanti compiti dell’Entità divina di Jahvè che dalla Luna agisce contro l’ottava sfera impedendone l’unione con il nucleo della Terra. Per quanto tempo ancora Egli riuscirà a farlo, dipenderà dagli uomini se riusciranno ad accogliere l’Impulso del Cristo in modo che non siano irretiti e sottomessi dalle forze del male (ibidem, pag.324-325).

Le Gerarchie Spirituali V

Il dottor Faust e Mefistofele, in un disegno di Tony Johannot

«Il male che gli spiriti luciferici, insieme al beneficio della libertà, hanno arrecato all’uomo, l’uomo lo espierà tutto quanto durante il corso dell’evoluzione terrestre. Il male che gli spiriti arimanici hanno portato, potrà essere rimosso nel corso del divenire, grazie alla legge karmica. Ma quel male che sarà arrecato a causa delle potenze asuriche, non potrà similmente essere espiato dall’uomo. Se gli spiriti buoni hanno dato all’uomo dolori e sofferenze, malattia e morte, affinché, nonostante la possibilità del male, egli potesse evolversi ulteriormente, se gli spiriti buoni hanno dato, in contrapposizione alle potenze arimaniche, la possibilità del karma, per pareggiare l’errore, non sarà invece altrettanto facile contrapporsi agli spiriti asurici durante il corso terrestre. Perché questi spiriti riusciranno ad ottenere che tutto quanto sia da loro afferrato (ed è proprio la zona più profonda ed intima dell’uomo, ossia l’anima cosciente con l’io umano), che l’io dell’uomo si congiunga con la sfera materiale della Terra (conf. Berlino 22 marzo 1909)

5. Gli Spiriti luciferici, arimanici e asurici

Abbiamo finora parlato di entità divine luciferiche che si oppongono all’evoluzione ordinaria degli Dei creatori, contribuendo così al rafforzamento delle forze cosmiche evolutive planetarie orientate al bene, attraverso l’esperienza del male. Affinché ciò possa avvenire, è necessario che alcune divinità appartenenti alla seconda e alla terza gerarchia spirituale si sacrifichino, rimanendo indietro nel processo evolutivo planetario. In altre parole, esse non raggiungono il grado di perfezionamento previsto nello sviluppo delle facoltà spirituali, stabilito dalle forze divine superiori che operano durante l’evoluzione del nostro eone o stato di coscienza cosmico. Questo processo è guidato dagli Dei superiori come manifestazione della Volontà Divina della Trinità Superiore del nostro sistema cosmico planetario. Anche durante il corso dell’evoluzione umana si aggiungono ulteriori forze dell’ostacolo, provenienti da entità umano-divine rimaste indietro durante gli stati di coscienza o eoni passati di Saturno, Sole e Luna.8  Queste entità appartengono alla terza gerarchia spirituale: Angeli (figli della Vita), Arcangeli (spiriti del Fuoco) e Archai (spiriti del Tempo).9  Nell’Antroposofia, tali entità sono identificate come esseri luciferici, in riferimento al  loro capo “Lucifero (il Diavolo) per gli angeli ritardatari; gli esseri arimanici, in riferimento ad Arimane (Satana o Mefistofele) per gli arcangeli rimasti indietro; e asurici, spiriti malefici e potenti maghi neri al servizio dello spirito del male (SORAT) che si contrappone al Cristo nella sfera solare. Questi esseri agiscono nell’ambito dell’evoluzione umana, ostacolando sia il progresso esteriore sia quello interiore dell’anima umana. Gli angeli luciferici operano attraverso le tentazioni nell’anima senziente; quelli arimanici influenzano l’anima razionale; mentre gli asurici agiscono nell’anima cosciente. Gli Dei creatori, per contrastare i peccati di egoismo causati dagli esseri luciferici, hanno introdotto il dolore e la sofferenza come strumenti di compensazione e redenzione dell’anima. Per gli errori di potere e giudizio insensato dovuti agli esseri arimanici, hanno istituito il karma e la reincarnazione. Tuttavia, di fronte alle azioni malefiche e coscienti che l’uomo compie verso i suoi simili sotto l’influsso degli spiriti asurici, gli Dei non hanno opposto alcuna forza compensatrice. Questo perché l’Io umano deve imparare a dominare e redimere il male autonomamente, al fine di elevarsi da uomo a uomo-divino.

L’uomo deve trovare in sé – con l’aiuto del Cristo – la forza per non lasciarsi soggiogare da questi spiriti maligni. Egli può trovarla se accoglie l’Impulso del Cristo10 nella propria interiorità, così da non compiere quel male cosciente che lo condurrebbe verso il baratro dell’esistenza. Infatti, tale male spalancherebbe le porte dell’anima agli spiriti asurici, permettendo loro di impossessarsi dell’Io umano e corromperlo, trasformandolo in un essere malvagio e bestiale. Tale male, infatti, spalancherebbe le porte dell’anima agli spiriti asurici, permettendo loro di impossessarsi dell’Io umano e corromperlo, trasformandolo in un essere malvagio e bestiale. Le esperienze dell’Io umano strappate da questi spiriti non potranno più essere compensate da alcuna azione morale. L’Io giungerà così alla fine dell’evoluzione terrestre con zone animiche vuote: immagini di esperienze sottratte dagli spiriti asurici. Mentre l’uomo per compensare e riscattarsi dal sacrificio delle entità luciferiche e arimaniche – che gli hanno dato la possibilità della libertà e del giudizio morale – deve, dopo aver redento se stesso, redimere con l’aiuto del Cristo questi spiriti ritardatari rimasti indietro. L’imperfezione umana arrecata dagli spiriti asurici potrà essere colmata soltanto al termine dell’eone terrestre, se gli uomini posseduti da questi spiriti malefici avranno accolto in sé l’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha. Ciò grazie all’azione di Maestri cristiani umani elevati, discepoli del Cristo, i quali assumeranno su di sé il male arrecato agli altri e risaneranno l’Io umano, elevandolo al gradino superiore angelico nella successiva evoluzione dello stato di coscienza di Giove – o, come viene chiamato nell’Apocalisse di Giovanni: “La Gerusalemme Celeste”. In merito leggiamo un estratto dalla conferenza sopracitata e pubblicata nel libro “Antropologia Scientifico-Spirituale Volume II e tenuta a Berlino da Rudolf Steiner, nella quale spiega:

«Verso la fine dell’Epoca Atlantica il corpo eterico del capo umano entrò totalmente nel capo fisico e trasformò a poco a poco il corpo fisico dell’uomo, fino a farlo diventare un’entità cosciente di sé. A questa inconscia trasformazione del corpo fisico, all’anima cosciente, l’uomo lavora in sostanza ancora oggi. E nell’epoca successiva, ovvero nel nostro quinto periodo di cultura della quinta epoca Postatlantica, sono le entità spirituali denominate Asura che si insinueranno nell’anima cosciente, e perciò in quello che chiamiamo io dell’uomo – perché l’io sorge nell’anima cosciente. Gli Asura svilupperanno il male con una forza anche più intensa di quella delle potenze sataniche nell’epoca Atlantica o degli spiriti luciferici nell’epoca Lemurica. Il male che gli spiriti luciferici, insieme al beneficio della libertà [e all’emancipazione dagli Dei], hanno arrecato all’uomo, l’uomo lo espierà tutto quanto durante il corso dell’evoluzione terrestre. Il male che gli spiriti arimanici hanno portato all’uomo [affinché potesse pareggiare l’errore], potrà essere rimosso nel corso del divenire, grazie alla legge karmica [e alla reincarnazione]. Ma quel male [cosciente] che sarà arrecato per colpa delle potenze asuriche non potrà similmente essere espiato … Pezzo per pezzo, verranno estirpate dall’io le sue parti; e man mano che gli spiriti asurici si stabiliranno entro l’anima cosciente, l’uomo dovrà lasciare sulla Terra pezzi della propria esistenza [ovvero immagini dell’esperienza terrena, per cui l’io umano terreno alla fine dell’evoluzione terrestre, sarà meno perfetto per un ulteriore evoluzione angelica nell’eone di Giove] … Oggi ancora nessuno vive proprio conformandosi al principio secondo il quale l’uomo, con la sua entità, discende dall’animale. Ma questa concezione si farà strada senz’altro, e avrà come conseguenza che, con essa, gli uomini vivranno anche come gli animali e si sprofonderanno negli istinti e nelle passioni puramente animali. E in molte cose che qui non è il caso di descrivere, in molte delle selvagge orge di una vana sensualità che oggi soprattutto nelle grandi città va affermandosi, noi già vediamo risplendere i grotteschi inferni di quegli spiriti che designiamo come asurici» (ibidem, pag,117-118).

Riassumendo brevemente quanto esposto finora sul tema delle gerarchie spirituali, abbiamo affermato che Jehovah (o Geova) e Allah non sono divinità assolute, come invece sostengono alcune correnti religiose moderne. Secondo la Scienza dello Spirito, o antroposofia, queste entità appartengono alla seconda gerarchia spirituale, ovvero agli Spiriti della Forma. Tuttavia, questa classificazione si applica soltanto alla divinità conosciuta come Yahveh, o Jehovah (Geova, nella forma italianizzata). Per quanto riguarda Allah e il Signore Dio – cioè Yahve-Elohim – Rudolf Steiner sostiene che sono stati generati in modo particolare, una modalità che verrà approfondita più avanti nel corso dell’articolo.

L’idea dell’Assoluto, così come concepita dal pensiero moderno, poteva essere considerata corretta – almeno in parte – prima dell’incarnazione del Cristo, ovvero prima che questa Entità elevatissima si manifestasse nell’uomo di Nazareth, battezzato dal Battista nel Giordano: Gesù di Nazareth. Quest’ultimo rappresenta la manifestazione fisica del secondo aspetto della Trinità Divina, cioè la Potenza assoluta del nostro sistema solare. L’incorporazione nel corpo astrale e la successiva incarnazione nel corpo eterico e fisico di Gesù di Nazareth avvennero appunto durante il Battesimo nel Giordano, per mano di Giovanni il Battista. Oggi, con l’evoluzione del pensiero moderno, che nei secoli recenti si è rafforzato ed emancipato, è necessario concepire le Divinità spirituali superiori secondo lo schema illustrato nella Tavola (1) degli articoli precedenti.11   Come si può osservare, gli Spiriti della Forma – e dunque le entità divine di Jehovah e Allah – si collocano quattro livelli evolutivi al di sopra dell’uomo. Si tratta di entità elevatissime rispetto all’essere umano, ma non possono essere considerate degli Dei assoluti, eterni creatori e ordinatori dell’universo, adorati universalmente e riconosciuti come fonte ultima di “potere, saggezza e amore”, né descritti come “onnipotenti, onniscienti e onnipresenti”, dai teologi moderni. Non possono essere ritenute il fondamento di tutto ciò che esiste, poiché dietro i sette Elohim creatori – il cui centro è rappresentato da Jehovah – hanno operato e continuano a operare divinità superiori appartenenti alla prima e alla seconda gerarchia spirituale.

La creazione della Terra – ad opera degli Elohim creatori – rappresenta, per così dire, l’effetto di una causa e di un’origine spirituale che risale alle divinità superiori, le quali posero le basi e generarono i germi spirituali del nostro universo fisico, nonché delle entità della terza gerarchia, inclusa l’umanità terrestre, nel corso dei tre eoni, o stati di coscienza antichi: Saturno, Sole e Luna. La loro opera creativa scaturisce dai ricordi vissuti come Angeli sull’antico Saturno, come Arcangeli sull’antico Sole e come Archai sull’antica Luna. Per questo, nella creazione terrestre – elevatisi al rango di Potestà o Spiriti della Forma – essi contemplano le proprie rappresentazioni immaginative coscienti, rispecchiandosi in esse e prendendo coscienza di sé attraverso la loro stessa opera riflessa.

In altre parole, si riconoscono nei loro ricordi-immagini, e in questo atto di contemplazione si desta la loro autocoscienza. Pertanto, Jahvè o Jehovah non può essere considerato un Dio assoluto, bensì una divinità creatrice assimilabile ad altre appartenenti alla medesima classe degli Spiriti della Forma (Potestà o Exusiai). Nella Bibbia ebraica, tali entità sono indicate con il termine plurale “Elohim” (Divinità), oppure con la forma singolare “Elòhah” (Dio), il cui centro è rappresentato da Jahvè o Jehovah. Egli rappresenta il fulcro della cerchia settemplice solare degli Dei che hanno dato origine al mondo planetario e, come vedremo più avanti, all’uomo ancestrale originario, ovvero Adam Kadmon. Dietro la creazione descritta nel primo capitolo della Bibbia, attribuita ai sette Elohim, e quella successiva del secondo capitolo, riferita a Yahve-Elohim (il Signore Dio), operano e collaborano spiriti superiori – sia appartenenti all’ordine evolutivo “normale” sia a quello “luciferico” – già trattati negli articoli precedenti. Abbiamo infatti trattato le diverse categorie di spiriti luciferici, ciascuna appartenente alle varie classi delle gerarchie divine spirituali. Alcuni di questi spiriti, generati dalle stesse entità gerarchiche superiori, agiscono nel mondo stellare, operando all’interno della materia spirituale più sottile dei quattro eteri cosmici: l’etere di calore, l’etere di luce, l’etere del suono e l’etere della vita. Non si tratta però di entità autonome dotate di libero progresso evolutivo, ma di rispecchiamenti delle divinità creatrici che li hanno creati: i Serafini, i Cherubini e i Troni. Attraverso il riflesso della propria creazione, le entità superiori giungono a una coscienza di sé sempre più profonda. Al termine di ogni eone cosmico, questi spiriti luciferici verranno riassorbiti dai medesimi creatori che li hanno originati, come parte di un processo di reintegrazione spirituale.

Inoltre, abbiamo descritto altri spiriti luciferici: entità autonome che, rimaste indietro durante antichi eoni o stati cosmici di coscienza, operano nel mondo planetario opponendosi all’azione degli Dei dell’evoluzione normale. Questi spiriti agiscono come forze contrastanti, portatrici di deviazione e sfida, ma anche di possibilità evolutive attraverso la libertà e la prova. Essi saranno redenti nel corso dell’evoluzione terrestre dal Cristo e reintegrati nelle rispettive classi originarie e, per alcuni di essi, in classi superiori, secondo il grado evolutivo conquistato durante il loro contrasto con gli Dei dell’evoluzione normale. Sono spiriti luciferici appartenenti alla seconda gerarchia e operano nel cosmo planetario come forze ostili nei confronti delle Entità creatrici solari. Il loro agire, tuttavia, mira a promuovere energie più vigorose per la realizzazione della Volontà Suprema del nostro sistema solare. In tal modo, essi permettono agli esseri spirituali inferiori, rimasti indietro in diversi stati di perfezionamento, di evolversi e reintegrarsi nelle gerarchie divine spirituali da cui provengono, attraverso una materia più densa e più consona alla loro natura animico-spirituale. Questi spiriti luciferici come citato, attraverso le loro forze di contrasto fanno sì che possano esistere fisicamente i pianeti visibili che vediamo attraverso i nostri occhi fisici. Se non ci fossero questi spiriti dell’ostacolo il nostro mondo planetario che vediamo con i nostri occhi fisici, non esisterebbe; esisterebbe solo un mondo eterico-astrale, così come lo hanno creato gli Spiriti della Forma. Dietro a ogni pianeta fisico che scorgiamo nel nostro sistema planetario, l’Iniziato chiaroveggente vede uno Spirito della Forma che viene contrastato da un altro Spirito della Forma abnorme luciferico.12   Nell’incontro di queste due forze opposte si crea nell’universo eterico, come un infossamento, una sorta di invaginazione nelle sfere eteriche create dagli Elohim creatori, entro le quali si forma, per così dire, un “buco”! Quel buco è il pianeta fisico che vediamo all’interno del nostro universo planetario e che, secondo Rudolf Steiner, non è altro che una maya, un’illusione!  Nel libro “Le Entità Spirituali nei Corpi e nei Regni della Natura”, in merito leggiamo le parole di Rudolf Steiner:

«Nella sede in cui l’astronomia fisica pone un pianeta si ha in verità il concorso di due forze: e l’apparenza di un pianeta fisico è dovuta veramente solo all’esistenza di un immenso corpo celeste eterico che viene per così dire perforato da una forza contraria, per cui si forma un’invaginazione. In realtà si tratta proprio di un’invaginazione, e volendo essere molto precisi, i fatti andrebbero esposti così: gli Spiriti della Forma estesero la sostanza eterica dal Sole fino a un certo limite esterno; in un punto [che possiamo immaginare dov’è collocato per esempio il pianeta Saturno], gli Spiriti della Forma abnormi si contrapposero, infossando per così dire la sostanza, in modo da formare una specie di buco nella sostanza eterica. Infatti, per quanto concerne la sostanza originaria eterica del pianeta, proprio là dove l’occhio fisico crede di scorgere il pianeta non c’è niente; mentre il vero pianeta si trova dove l’occhio fisico non scorge nulla. Questa è la caratteristica della maya: nel luogo dove si vede il pianeta fisico c’è un buco!» (ibidem, pag. 84).

Al fine di avvicinarci maggiormente alla comprensione del pensiero dell’Assoluto, è necessario accennare ancora a delle Entità spirituali che esistono nei piani superiori dei mondi spirituali, da noi definite entità composite o avatariche. Si tratta di entità particolari e complesse, già menzionate in precedenza, tra cui una appartiene alla seconda gerarchia spirituale degli Elohim, o Spiriti della Forma. Queste entità soborniche nascono dall’unione spirituale di più esseri o divinità superiori, quando si trovano di fronte a creazioni che richiedono una forza spirituale talmente elevata da non poter essere sostenuta da una singola individualità divina. In tali circostanze, alcuni gruppi di divinità si fondono in un’unica realtà mistica, dando origine a un’Entità spirituale superiore e reale, che può essere considerata una sorta di “Alter Ego” collettivo. Queste entità divine soborniche (secondo la mistica russa) sono rivelate da Rudolf Steiner nel libro sopraccitato, cui solo un altissimo iniziato chiaroveggente cristiano-rosicruciano può accedere. Tale accesso presuppone non solo l’unione con il “Vero Io” del Cristo, ma anche la conquista della conoscenza dei gradi superiori dell’iniziazione, indicata nella Scienza dello Spirito come la “Fusione col Macrocosmo”.13 (5. Continua)

        Collegno, agosto 2025                                                                           Antonio   Coscia

Note    Antroposofiche

8     Si è detto che, nella gerarchia degli Spiriti della Forma o Elohim (Potestà o Exusiai), esistono diversi tipi di spiriti luciferici. Alcuni di essi sono Spiriti della Forma rimasti indietro durante l’evoluzione lunare, al livello degli Archai; altri, invece, sono rimasti indietro durante il ciclo evolutivo cosmico precedente all’antico Saturno. Questi ultimi rappresentano la specie più pericolosa: il loro capo è l’anticristo solare, noto con il nome di SORAT, menzionato nell’Apocalisse di Giovanni come “numero dell’uomo”, identificato dal simbolo numerico 666. Questo potente spirito demoniaco non può penetrare direttamente nell’evoluzione dell’uomo attraverso l’anima umana, ma può farlo tramite i suoi esecutori luciferici divino-umani o superumani, appartenenti alla terza gerarchia: angeli, arcangeli e archai provenienti dall’antico ciclo evolutivo cosmico della coscienza, legato alla meta dell’uomo. Vi sono infine spiriti della Forma luciferici rimasti indietro per volontà divina: esseri appartenenti alla seconda gerarchia degli Spiriti del Movimento o Virtù (Dynameis). Questi spiriti anomali si oppongono agli Spiriti della Forma ordinari, generando quel processo di “infossamento eterico” cui abbiamo accennato.

9   All’inizio del primo “eone” o stato di coscienza cosmico-planetario della Terra – o, più precisamente, del nostro sistema solare – alcuni esseri elementari umani (Arcangeli e Angeli che non vanno immaginati simili all’uomo attuale) provenivano da antichi eoni cosmici. In quei cicli precedenti, esseri spirituali che avevano raggiunto livelli superiori di coscienza lasciarono, per così dire, dei residui animico-spirituale non completamente evolutosi. Questi residuo animico rimasto indietro nel processo evolutivo, si manifesta nell’eone successivo sotto forma di “regno elementare”. Nel primo stato cosmico evolutivo, corrispondente all’eone di Saturno – i cui creatori erano i Troni, i Cherubini e i Serafini – prende avvio un processo evolutivo in cui entità spirituali si collocano su diversi gradini di coscienza. In sintesi, possiamo dire che:

•    Gli Archai attraversavano il gradino evolutivo naturale dello sviluppo della coscienza umana, in uno stato di materia sottile costituito esclusivamente da calore. Al di sopra di essi esistevano tre livelli superiori: Potestà, Virtù e Dominazioni, che sperimentavano stati di coscienza angelici più elevati, perfezionando e trasformando completamente il corpo astrale in Sé spirituale (Potestà), il corpo eterico in Spirito Vitale (Virtù) e il corpo fisico in Uomo Spirito (Dominazioni). Nel primo stato di coscienza saturneo, queste entità, provenienti da antichi eoni cosmici di coscienza, perfezionavano e trasformavano i loro corpi attraverso le forme di coscienza “Immaginativa, Ispirativa e Intuitiva”.

•   Al di sotto della coscienza umana degli uomini-archai, esistevano tre regni elementari:

°   Gli Arcangeli, che attraversavano il regno animale in uno stato di coscienza simile al sogno.

°   Gli Angeli, che vivevano il regno vegetale in uno stato di sonno privo di sogni.

° Infine, un terzo stato elementare, aggiuntosi successivamente, in cui gli uomini attuali attraversavano il regno minerale in uno stato di coscienza ottuso.

Alla fine di ogni eone, ciascuno di questi esseri raggiunge un livello superiore di coscienza autonoma. Tuttavia, non tutti gli esseri elementari riescono a superare la fase umana: alcuni restano indietro e si ripresentano nell’eone terrestre come entità ritardatarie, manifestandosi sotto forma di “entità umane” o di superuomini luciferici. Gli Archai sono definiti anche “Spiriti del Tempo”, poiché il vero concetto di “Tempo” ha origine sull’antico Saturno. Sono inoltre conosciuti come “Principati” o “Spiriti del Principio”, assumendo il compito di guidare lo sviluppo delle civiltà nel contesto dell’evoluzione umana.

10      Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52].Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.  

11      Vedi la Tavola (1) e Tavola (2) del primo articolo del Blog “ Le Gerarchie Spirituali I”.

12    Abbiamo visto che esistono diversi tipi di spiriti luciferici che si oppongono all’evoluzione ordinaria degli Spiriti della Forma, o Elohim creatori. Uno di questi è uno spirito luciferico anomalo, rimasto indietro – o meglio, sacrificatosi per volontà divina superiore – durante l’intervallo tra l’antico stato solare e il successivo eone o stato di coscienza lunare. Questo spirito appartiene alla gerarchia degli Spiriti del Movimento e si contrappone a uno Spirito della Forma ordinario, al fine di rendere visibili le sfere eteriche planetarie.

13       Nella via iniziatica antroposofica esistono sette gradi coscienza superiori percorribili attraverso lo studio e la vita meditativa data da Rudolf Steiner, tramite i quattro libri fondamentali, ossia: “La Scienza Occulta, Teosofia, L’Iniziazione e la Filosofia della Libertà. Questi sette gradi o via iniziatica sono una rielaborazione delle iniziazioni antiche (non più percorribili all’uomo, in quanto pericolose e dannose per la salute dell’allievo moderno) trasformate in una via più percorribile e accessibile. Questi sette gradi o via esoterica antroposofica sono:   

1)    Lo studio dei risultati della Scienza dello Spirito (conoscenza pensante del mondo spirituale)

2     La conoscenza Immaginativa

3     La conoscenza Ispirativa

4     La conoscenza Intuitiva

5     La conoscenza dei rapporti tra microcosmo e macrocosmo

6     La fusione col macrocosmo (grado raggiunto da Rudolf Steiner)

7  La Beatitudine in Dio (esperienza globale delle esperienze precedenti, quali disposizioni fondamentali dell’anima).

La coscienza dell’Io e il corpo di resurrezione del Cristo IV

Noli_me_tangere – Fra Angelico

«Maria di Magdala si voltò indietro e vide Gesù che stava lì in piedi, ma non sapeva che fosse Gesù. Gesù le disse: “Donna, perché piangi? Chi cerchi?” Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: “Signore, se sei stato tu a portarlo via, dimmi dove lo hai posto e io andrò a prenderlo.” Gesù le disse: “Maria!” Allora lei, voltatasi verso di lui, gli disse in ebraico: “Rabbunì!” (che significa: Maestro). Gesù le disse: “Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: Io salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro.” Maria di Magdala andò subito ad annunciare ai discepoli: “Ho visto il Signore” e riferì anche le parole che le aveva detto.» (Giovanni 20,11-18)

La coscienza dell’Io e il corpo di resurrezione del Cristo IV

Tutto ciò che abbiamo descritto alla fine del precedente articolo può essere realizzato – secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia – grazie al fatto che il Cristo si incorporò nel corpo astrale di Gesù di Nazareth come citato, attraverso il Battesimo con l’acqua operato da Giovanni il Battista nel fiume Giordano. Per rispondere alla seconda domanda che ci siamo posti nell’articolo precedente: “Da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota?”, dobbiamo tornare al concetto già menzionato, ovvero l’incorporazione-incarnazione21 del Cristo in Gesù di Nazareth. Questo processo durò circa tre anni, fino a quando Egli si immerse completamente nel corpo fisico di Gesù durante l’agonia nel giardino dei Getsemani, come descritto nel Vangelo di Giovanni-Lazzaro.22   Rudolf Steiner ci rivela che, nel corso di questi tre anni, il Cristo ripristinò i tre corpi inferiori di Gesù: il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico (ossia il corpo di calore o fantòma), provenienti dall’antica linea genealogica evolutiva del popolo ebraico. Questi tre corpi, ereditati dal capostipite Abramo – scelto da Jehovah per la sua peculiare natura psichica – furono trasmessi attraverso i secoli, dando origine all’ebraismo antico, il popolo eletto da Dio. Questi tre corpi, a causa della tentazione di Lucifero – che, come spiegato negli articoli precedenti, fu in realtà dovuta alle forze astrali non purificate degli Spiriti della Forma rimasti indietro al livello di Archai durante l’evoluzione dell’antica Luna, e agli spiriti angelici rimasti indietro, ai quali fu permesso di inserirsi nel corpo astrale umano – si deteriorarono progressivamente durante il periodo Paleo-Indiano, Paleo-Persiano ed egizio-caldaico-ebraico. Così, verso la metà del quarto periodo di cultura greco-romano, erano giunti al massimo grado di usura, a causa dell’egoismo instillato dagli spiriti menzionati. Di conseguenza, nel giro di pochi secoli, il corpo fisico umano non sarebbe più stato idoneo ad accogliere le anime nel ciclo delle rinascite, poiché si sarebbe indurito sempre di più, impedendo così alle anime di raggiungere la meta divina attraverso lo sviluppo di una coscienza superiore.

Per rispondere dunque alla seconda domanda posta all’inizio di questo articolo – con quale sostanza il Cristo crea il corpo di resurrezione con cui si manifesta agli Apostoli il giorno di Pasqua – è necessario fare riferimento alla conoscenza della Scienza dello Spirito, nella sua corrente cristiana-rosicruciana a orientamento antroposofico istituita da Rudolf Steiner, fondata sull’esperienza chiaroveggente di un altissimo iniziato cristiano-rosicruciano. Attraverso le sue conferenze cristologiche e i quattro Vangeli antroposofici, Rudolf Steiner rivela il mistero cristiano della resurrezione del Cristo Gesù. Tra le sue opere spicca il libro Da Gesù a Cristo (O.O. 131). Particolarmente approfonditi sono anche i testi di Sergej O. Prokofieff, Il Mistero della Resurrezione alla luce dell’Antroposofia e, E la Terra diviene Sole (Widar Edizioni), che sviluppano ulteriormente questa tematica. Secondo tali insegnamenti, con il sacrificio della morte, il Cristo discese nelle profondità animico-spirituale della Terra – come recita il Credo apostolico – per ristabilire l’ordine cosmico affidato da Dio Padre ad Arimane, un ordine che quest’ultimo aveva progressivamente violato nel corso dei secoli, portando agli uomini il terrore della morte. Rudolf Steiner descrive questo viaggio nei nove strati animico-spirituale terrestri che riflettono le sfere superiori e inferiori dei mondi dello spirito cosmico appartenenti alle nove gerarchie divine. In questo cammino, il Cristo raggiunse infine la sfera asurica del “frangimento”.23 In questo strato terrestre e oltre, dove le forze del bene e del male coesistono, pur separate da uno spazio animico, il Cristo pose il seme della redenzione in tutti i nove strati terrestri, affinché la Terra, attraverso l’opera dell’uomo, possa un giorno divenire un nuovo Sole. Tuttavia, prima di ciò, nell’ottava sfera del “frangimento” – il luogo in cui, dopo la morte, avviene la dissoluzione di tutti i fantòma umani – Egli trasformò il fantòma di Gesù di Nazareth nel corpo di resurrezione, con il quale risorse la mattina di Pasqua. Ciò fu possibile perché il Cristo, prima della morte, aveva già purificato il fantòma umano di Gesù dal peccato originale dei nostri progenitori biblici, Adamo ed Eva. Per questa ragione, esso rimase integro nel settimo strato, detto “specchio della Terra”, prima che le forze asuriche attuassero la sua frantumazione nell’ottavo strato.

Per comprendere meglio questa complessa azione spirituale del Cristo, possiamo aggiungere che il corpo di resurrezione rappresenta un arto spirituale di calore più elevato rispetto al fantòma originatosi sull’antico Saturno come dono dei Troni, con cui esso forma un’unità spirituale. Questo corpo fu creato dal Cristo in vista della futura evoluzione superiore dell’umanità in senso macrocosmico, lungo il percorso evolutivo che si estende da Giove a Vulcano.24 Sarà in quel cammino che l’Uomo superiore, o “Vero Io”, potrà rivestirsene per trasformare i propri involucri inferiori e mortali in corpi superiori, immortali e cosmici. Tuttavia, occorre dire che questo corpo di resurrezione non va confuso con il nuovo corpo eterico con cui il Cristo si manifestò ai discepoli e che Tommaso poté toccare, riconoscendone le cicatrici: si trattava infatti di un corpo eterico leggermente più denso rispetto a quello ordinario di Gesù di Nazareth, ma comunque non percepibile da un occhio umano. Ne è testimonianza il fatto che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo in cui erano radunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è invece quello con cui il Cristo apparve a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco, come «fuoco macrocosmico di luce» che quasi lo accecò. Oggi, grazie all’Antroposofia, ogni uomo che la accolga e sappia infiammarsi con i suoi contenuti conoscitivi, può compenetrarsi di questo “fuoco di luce spirituale”. Ciò è possibile solo se siamo in grado di accendere nella nostra anima un adeguato fuoco di conoscenza attraverso lo studio della Scienza dello Spirito. Come ci rivela Rudolf Steiner, vi è infatti una legge spirituale che afferma: “Il fuoco non può essere divorato dal fuoco”.

A questo proposito, Sergej O. Prokofieff, nel libro E la Terra diviene Sole. Il Mistero della Resurrezione, afferma che è soltanto grazie alla conoscenza dell’Antroposofia che abbiamo oggi la possibilità, attraverso lo studio e la pratica degli esercizi indicati da Rudolf Steiner, di accogliere in noi il “corpo di resurrezione” senza dover passare attraverso l’esperienza drammatica vissuta da Paolo di Tarso, il quale fu quasi accecato da questa realtà spirituale sulla via di Damasco. Prokofieff prosegue spiegando che tale corpo è costituito essenzialmente da calore spirituale (fuoco di luce spirituale) e dall’essenza dell’amore cosmico (Agape) del Cristo. Possiamo accoglierlo interiormente senza subire danni, a condizione che impariamo ad accogliere i contenuti dell’Antroposofia con amore, con un cuore ardente e colmo d’amore per essa. Citando una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Vienna, Prokofieff scrive:

 «…tuttavia, ciò di cui essi [gli uomini] oggi hanno bisogno è il calore dell’anima, e questo può darlo l’Antroposofia. Chi studia Antroposofia e dice che essa lo lascia freddo, mi appare come chi accatasta in continuazione legna nella stufa lamentando che non scalda. Dovrebbe soltanto accendere la legna, allora avrà caldo! … Ognuno deve trovare nella sua anima il fiammifero per accendere l’Antroposofia. … Come per la legna occorre soltanto un piccolo fiammifero, così anche per l’Antroposofia occorre un piccolo fiammifero con il quale però, potremo accendere in noi la forza micheliana». (O.O. 223, 28.9.1923)

Dopo questa breve digressione vogliamo terminare con un estratto finale del terzo capitolo del libro “Che cos’è l’Antroposofia”, dove Sergej O. Prokofieff ci invita a riflettere che l’Antroposofia non può essere definita come una conoscenza filosofica esoterica derivante dal pensiero di un altissimo Iniziato cristiano-rosacruciano, né può essere equiparata ad altre conoscenze filosofiche del pensiero moderno. L’Anthropos-Sophia è un reale “Essere settemplice divino”25e va compreso attraverso le sue diverse discipline artistiche, scientifiche e religiose le quali, non vogliono altro che esprimere la sua manifestazione sul piano fisico dove quest’Archetipo spirituale umano si sottrae al pensiero intellettuale astratto, cui può essere afferrato solo su un piano individuale intellettivo veggente nella parte più intima dell’anima, cioè attraverso la coscienza intuitiva. In una conferenza del 18 novembre 1923 non pubblicata in italiano, Sergej O. Prokofieff nel suo libro “La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia” estrae parte di questa conferenza, dove si legge:

«Se attraverso la viva osservazione antroposofica giungiamo sempre più a sperimentare il contenuto dell’Antroposofia con il nostro cuore, con il nostro sentimento, sarà per noi veramente come se nelle nostre anime non penetrasse soltanto il senso delle idee (…) bensì come se nelle nostre anime entrassero esseri cosmici viventi. Allora l’Antroposofia stessa ci appare sempre più come qualcosa di essenziale e di vivente. E ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: “Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera entità umana» (Rudolf Steiner). 

Infine, Sergej O. Prokofieff termina il terzo capitolo del suo libro, con le parole:

«Sin dall’inizio per l’Antroposofia hanno una centrale importanza, l’essere dell’io umano e l’ulteriore sviluppo della coscienza dell’io, e per cui essa è congiunta inseparabilmente con il Mistero del Golgotha e le sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità. Infatti, per l’Antroposofia la definitiva risoluzione dell’enigma dell’uomo sta nel Mistero dell’io dell’uomo, che senza il Mistero del Golgotha non può né esistere, né essere riconosciuto. Per cui l’Essere del Cristo e la sua unica azione sulla collina del Golgotha stanno al centro della sua annunciazione» (ibidem pag.23 s. v.).  Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Kassel nel 1909, lo rende ancor più evidente con le seguenti parole:

«Così per la concezione antroposofica del mondo nell’intero tableau della reincarnazione, dell’essere dell’uomo, dell’osservazione del cosmo e così via, s’inserisce l’Essere del Cristo come un punto centrale. E chi osserva nel giusto senso questa concezione del mondo antroposofica, dice a se stesso: “Io posso osservare tutto ciò, ma lo posso comprendere soltanto se mi rappresento l’intero quadro come convergente verso il punto centrale: il Cristo”» (O.O. 112, 30.6.1909).

   Così oggi l’Antroposofia, continua alla fine Prokofieff, è la corrente centrale del cristianesimo esoterico. Essa è cristiana, non unicamente perché Rudolf Steiner ha tenuto molte conferenze su temi cristologici e ha dato moltissimo per la comprensione del Mistero del Golgotha, dei Vangeli e dell’Essere del Cristo nei suoi aspetti terrestri e cosmici, ma perché il metodo di ricerca e di conoscenza dell’Antroposofia stessa è cristiano, sia che si tratti di temi cristologici o di temi che sembrano essere molto distanti da essi. Infatti, l’origine dell’Antroposofia sta nell’essere della resurrezione stessa. Per cui l’interiore processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensare i contenuti scientifico-spirituali. Poi, nell’estensione di questo processo all’ambito del sentire e infine del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantomanell’essere dell’uomo e ciò conduce al reale incontro con il Cristo nella sfera della resurrezione. Anche tutte le fondazioni pratiche dell’Antroposofia, (le cosiddette consorelle) sono nate da questa sorgente di conoscenza e di creazione. Che si tratti di una Scuola Waldorfo di una Banca antroposofica, della Medicina antroposofica o della Pedagogia Curativa, della nuova Arte dell’Euritmia e dell’Arte della Parolao del rinnovamento delle Arti Formative,degli impulsi nei vari ambiti della scienza o della vita sociale dell’umanità (la Triarticolazione dell’Organismo Sociale) ­– ovunque laddove vengono rinnovate e trasformate le varie direzioni della vita pratica nel senso dell’Antroposofia, in realtà si tratta della concreta amplificazione delle forze di resurrezione. Già nel suo metodo e per cui anche in tutti i risultati pratici da essa prodotti, l’Antroposofia è una Scienza della Resurrezione. Essa è un cammino scientifico che conduce l’uomo moderno a riconoscere e a vivere la resurrezione» (ibidem, pag. 24 s. v.).

Come abbiamo visto in questo breve capitolo, Sergej O. Prokofieff, risponde alla domanda iniziale di come evitare l’oblio della coscienza dell’io dopo il passaggio della soglia della morte, nel prepararci in questa vita ad accogliere la Scienza dello Spirito attraverso la quale abbiamo la possibilità di compenetrarci dell’Impulso del Cristo scaturito dall’evento del Golgotha. Egli affronta in modo più esauriente questa tematica del mistero dell’Io umano in due opere fondamentali: “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia” e “E la Terra diviene Sole – Il Mistero della Resurrezione” – Widar Edizioni. In questo breve capitolo che abbiamo letto abbiamo visto che, per mantenere desta la coscienza dell’io, l’essere umano deve imparare a conoscere l’Entità divina che chiamiamo Cristo, così da poter accogliere in sé il corpo di resurrezione generato attraverso il sacrificio della morte e resurrezione sul Golgotha. Abbiamo appunto in questa vita la possibilità di prepararci ad accogliere il Fantoma di Gesù di Nazareth e il Corpo di resurrezione del Cristo, se mettiamo in pratica le parole di Prokofieff, là dove egli dice: “Per cui l’interiore processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensare i contenuti scientifico-spirituali. Poi, nell’estensione di questo processo all’ambito del sentire e infine del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantomanell’essere dell’uomo e ciò conduce al reale incontro con il Cristo nella sfera della resurrezione. Possiamo pertanto avvicinarci al corpo spirituale (fantòma) e al corpo di resurrezione attraverso la conoscenza antroposofica, accogliendo l’Impulso del Cristo quale significato del Mistero del Golgota, e vivendolo con amore e sincera devozione, così da accendere dentro di noi il fuoco interiore dello Spirito cosmico.

           Collegno 30 aprile 2020                                                               

          Agg. luglio 2025                                                                             Antonio Coscia

Note Antroposofiche

21   L’incorporazione e la reincarnazione sono due eventi spirituali distinti. La prima, l’incorporazione, si verifica quando un’entità divina o una personalità umana superiore si unisce – o si “incorpora” – nel corpo astrale di un essere umano evoluto. Attraverso questo individuo, l’entità può trasmettere la propria “Dottrina” o manifestare facoltà superiori, affinché diventino patrimonio comune dell’umanità. In tal caso, nel corpo fisico o nell’anima dell’uomo coesistono due “Io” superiori, per tutto il periodo in cui avviene l’incorporazione da parte dell’entità spirituale superiore. La seconda, la reincarnazione, è il processo in cui l’Individualità o “Io superiore” di una persona si incarna in un nuovo corpo fisico terreno. Tuttavia, questo Io superiore non scende direttamente sul piano fisico, bensì proietta nel corpo astrale del nuovo corpo una sintesi spirituale di tutte le sue vite passate. Questa immagine riflessa diventerà, nel corso della vita terrena, la “coscienza dell’Io” o la personalità umana.

22     Giovanni-Lazzaro è considerato il discepolo più evoluto del Cristo, l’unico uomo sulla Terra ad essere stato iniziato direttamente nei Misteri cristiani dal Maestro stesso. Egli è Lazzaro di Betania, colui che nel Vangelo di Giovanni viene descritto come morto improvvisamente a causa di una malattia, per poi essere risuscitato dal Cristo il terzo giorno. Da quel momento in avanti, Lazzaro assumerà il nome di Giovanni e, secondo tradizioni esoteriche, nel XIII secolo riceverà una ulteriore iniziazione dal Cristo, dopo la quale prenderà il nome definitivo di Cristian Rosenkreutz, figura cardine del pensiero rosicruciano.

23     La Scienza dello Spirito divide la Terra in nove sfere concentriche, le quali sono il riflesso delle tre regioni spirituali che chiamiamo mondo astrale, mondo del Devachan inferiore o Celeste e mondo del Devachan superiore o della ragione. Queste nove sfere sub-spirituali terrestre sono in rapporto sia con le nove gerarchie superiori, sia con le tre gerarchie dell’ostacolo che operano e che contrastano tra loro attraverso le sfere sub-spirituali della Terra. Così abbiamo i primi tre strati, cioè: “La Terra minerale, la Terra liquida e la Terra aerea”, che rappresentano il mondo subastrale in cui operano gli Angeli, gli Arcangeli e le Archai che sono contrastati dalle forze luciferiche. Seguono poi: “La Terra della forma, la Terra fruttifera e la Terra del fuoco”, che operano le forze delle Potestà (Elohim o Exusiai), delle Virtù (Dynameis) e delle Dominazioni (Kyriotetes) che sono contrastati dagli spiriti arimanici. Infine, gli ultimi tre strati che sono: “Lo specchio della Terra, la sfera del frangimento e il nucleo della Terra”, che operano gli Spiriti della Volontà (Troni), gli Spiriti dell’Armonia (Cherubini) e gli Spiriti dell’Amore (Serafini) che sono contrastati dagli Asura e dallo Spirito solare del male Sorat.  Come possiamo vedere la “sfera del frangimento” è l’ottavo strato della sfera sub-spirituale della Terra, dove i “fantòma umani”, cioè il vero corpo fisico dell’uomo o, per meglio dire il corpo di forze di calore che l’uomo ereditò dalla gerarchia dei Troni sull’antico Saturno e che nella Scienza dello Spirito chiamiamo “fantòma”, vengono frantumati all’infinito dove poi vengono accolti dalle anime che s’incarnano sulla Terra.  Ciò che invece non si verificò col fantòma di Gesù di Nazareth con il quale, il Cristo nel ritornare indietro dal “nucleo della Terra” cui era disceso dopo la morte di Gesù, creò un corpo nuovo umano (ossia un fantòma spirituale superiore) tramite il quale risorse il terzo giorno dalla morte sul Golgotha e che nel cristianesimo è conosciuto come corpo di resurrezione.  (Vedi di seguito specchio rappresentativo e nota 26).

1 – Terra minerale    – Forze degli Angeli

2 – Terra liquida       – Forze degli Arcangeli       = (Operano come contrasto gli Spiriti luciferici)

3 – Terra aerea          – Forze degli Archai

4 – Terra della forma – Forze delle Potestà

5 – Terra fruttifera     – Forze delle Virtù              = (Operano come contrasto gli Spiriti arimanici)

6 – Terra del fuoco    – Forze delle Dominazioni

7 – Specchio della Terra – Forze dei Troni

8–Sfera del frangimento – Forze dei Cherubini   = (Operano come contrasto gli Spiriti degli Asura)

9 – Nucleo della Terra    – Forze dei Serafini

24      Vedi nota 20

25     Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto filosofico di Scienza spirituale e come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiano-rosicruciano. Essa pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratto dalla ricerca spirituale di un altissimo iniziato rosicruciano discepolo del Cristo vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner (1861-1925), il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero intellettuale cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose del libro, la “Scienza occulta O.O.13”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” descritte nel libro “Gerarchie Celesti O.O.110” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani. E similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, Rudolf Steiner quale “Maestro dei nuovi tempi”, scoprì le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Rudolf Steiner diede una definizione dell’Antroposofia come spunto e riflessione affinché ogni allievo possa lavorare su se stesso alfine di trovare un rapporto intimo e soggettivo con l’Essere Anthropos-Sophia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale» (Rudolf Steiner, 18 novembre 1923). Sergej O. Prokofieff nel libro “La Celeste Sofia e l’Essere Antroposofia”, spiega che quest’Essere spirituale visto nel suo aspetto fisico e animico-spirituale, si presenta come un “Essere reale” quale settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituito da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Egli colloca pertanto l’inizio della nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, nel terzo periodo egizio-caldaico della quinta Epoca Postatlantica sotto il segno della costellazione del Toro, risalente a circa 2100 anni a.C., dove fu conosciuta come Teosofia. Qui iniziò con lo sviluppo del corpo fisico e del corpo eterico fino all’anno 700 a. C. Dopodiché sviluppò il corpo senziente, l’anima senziente (corpo astrale) e l’anima razionale, dal 700 a.C. fino al 1400 d. C. nel periodo greco-romano sotto la costellazione dell’Ariete della quinta Epoca Postatlantica dove fu chiamata Filosofia. Ha continuato il suo sviluppo come anima cosciente dal 1400 fino ai nostri giorni, dove ha iniziato lo sviluppo del Sé spirituale che terminerà nell’anno 2800 d.C. del nostro quinto periodo di cultura anglo-germanico sotto la costellazione dei Pesci, dove è conosciuta come Antropos-Sofia. Infine, come Antropos-Sofia continuerà lo sviluppo dello spirito Vitale fino all’anno 3500, ossia quasi alla fine del nostro quinto periodo di cultura (3573 d.C.), dove terminerà nel 4200 d.C. lo sviluppo come archetipo dell’umanità nel sesto periodo di cultura della quinta Epoca Postatlantica sotto la costellazione dell’Acquario, elevandosi fino all’ Uomo Spirito e, di conseguenza, al rango angelico.  Oggi, come citato, l’Antropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la sua vera natura ed Entità superiore dell’uomo. In una conferenza Rudolf Steiner, parlando di essa dice: «… e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura

umana» (Rudolf Steiner, 18 novembre 1923).

26

La coscienza dell’Io e il corpo di resurrezione del Cristo III

Le tre croci (Pasqua); acquarello di Rudolf Steiner, aprile 1924

«Ciò che abitualmente viene definito corpo umano, dopo la morte dal punto di vista fisico-materiale va in rovina. Si dissolve negli strati superiori della Terra, tuttavia non la somma delle forze, che tiene unito il corpo fisico nella forma (il Fantoma). Questa [forma-fantòma], potete trovarla nel settimo strato terrestre, il cosiddetto specchio della Terra (…). Effettivamente questo settimo strato è una specie di serbatoio delle forme che rimangono. La materia [corpo umano] va in rovina, tuttavia la forma [il Fantoma] rimane conservata (O.O. 96, 16.4.1909; Rudolf Steiner).

La coscienza dell’Io e il corpo di resurrezione del Cristo III

 Per rispondere alle due domande che ci siamo posti nell’articolo precedente (cos’è questo nuovo Fantoma che viene immesso nell’uomo durante il discepolato della disciplina esoterica antroposofica? E da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui il Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota?) è necessario fare una breve digressione rispetto al tema principale del libro di Sergej O. Prokofieff, Che cos’è l’Antroposofia? Occorre dire che Prokofieff ha già cercato di fornire una risposta molto esauriente nei suoi due libri: “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia” e “E la Terra diviene Sole – Il Mistero della Resurrezione”.13   Qui possiamo offrire una sintesi concisa, senza allontanarci troppo dal tema principale del terzo capitolo del libro sopracitato. A tal fine, è necessario risalire al primo terzo dell’Epoca Lemurica14, quando l’essere umano, frutto dell’antica evoluzione cosmica del terzo stato o eone lunare15, era ancora un’entità astrale, a un livello istintuale paragonabile a quello di un animale superiore. Era un essere triplice, composto da un corpo fisico di calore (fantòma), un corpo eterico e un corpo astrale ancora non del tutto organizzato. In realtà, sia la componente fisica – il fantòma di calore – sia il corpo eterico devono essere considerati come forze fisiche ed eteriche, entrambe inglobate nel corpo astrale o anima istintiva dell’uomo-animale. All’interno di quest’ultimo, gli Dei superiori (ossia gli Elohim, o Spiriti della Forma) fanno fluire una parte del loro fuoco divino, generando così l’Io umano quale immagine divina superiore dell’uomo. In tal modo, l’uomo-animale viene elevato a uomo-divino, portando in sé una “Scintilla divina” di cui deve prendere consapevolezza attraverso un processo di trasformazione dei suoi tre corpi inferiori di cui egli è costituito. Questo percorso conduce l’uomo dall’essere inferiore, guidato dall’istinto, a un essere superiore, dotato di coscienza divina. Tutto ciò diventa possibile solo grazie al fatto che, altre divinità, ovvero Spiriti della Forma16 rimasti indietro durante l’eone cosmico lunare antico, fanno fluire simultaneamente le loro forze astrali grossolane e non purificate nel corpo astrale dell’uomo. Di conseguenza, il corpo astrale dell’uomo lunare si divide in due parti: una superiore, luminosa, nella quale gli Elohim fanno fluire il loro Io umano o immagine divina; e una inferiore, oscurata dalle forze astrali più dense, che, staccandosi dal mondo divino-spirituale, intraprende la discesa verso la materialità terrestre. In essa si manifesterà, nel corso dell’evoluzione terrestre, la coscienza dell’io (conf. Berlino, 29 febbraio 1908; pubblicato sulla “Rivista Antroposofia ottobre-dicembre 1986”).

In questa discesa verso la materia terrena si insinuano nel corpo astrale dell’uomo (o, se vogliamo, viene loro concesso dagli Dei superiori) spiriti angelici rimasti anch’essi indietro nell’antico eone lunare. Questi angeli-uomini non avendo superato il loro gradino umano, diventano di conseguenza entità luciferiche, spiriti inibitori, che contrastano e rallentano l’evoluzione cosmica-terrena normale delle gerarchie superiori. Non potendo proseguire la loro evoluzione insieme ai fratelli solari, cioè gli Angeli normali, né incarnarsi come uomini per scendere nel piano fisico terrestre – poiché ciò era consentito solo agli esseri umani che non avevano ancora un Io – si inseriscono nel corpo astrale dell’uomo, in modo simile a dei parassiti, dove vivono tuttora in ogni uomo fisico. In ciò consiste il peccato originale menzionato nella Bibbia. Attraverso gli esseri luciferici, possiamo affermare che, se da un lato l’umanità è ostacolata nella sua evoluzione terrena, spinta verso un egoismo sfrenato dell’io fino a compiere azioni malefiche contro i propri fratelli, dall’altro è stata emancipata, acquisendo la coscienza dell’io. Grazie all’Impulso del Cristo17, questa coscienza può ora elevarsi al vero principio dell’Io Sono divino-umano, raggiungendo la vera libertà e l’amore autentico verso gli altri. Il compito dell’uomo inferiore è dunque quello di attraversare l’evoluzione terrena insieme a questi angeli-umani luciferici, che ciascuno porta dentro di sé come ‘tentatore’ nella propria anima – ossia nel corpo astrale che l’io umano ha organizzato inconsapevolmente durante l’evoluzione terrena. Attraverso questa esperienza, l’uomo deve imparare a discernere il bene dal male fino alla conquista di una coscienza autonoma e libera. Infine, deve dominare e purificare il proprio corpo astrale, fino a redimere ed elevare il suo angelo luciferico, reintegrandolo nella nona gerarchia celeste angelica. Solo attraverso questo processo l’uomo può elevarsi, grazie al Cristo e all’evento del Golgota, a uno stato di autocoscienza divina superiore, fino a unirsi con il proprio Sé superiore o con la sua immagine divina archetipica.

Questo percorso gli permetterà di essere di nuovo accolto nel consesso divino, non più come uomo dell’istinto, ma con una nuova dignità: come uomo dell’intelletto e della ragione, evolutosi fino a una coscienza divina superiore, raggiungendo il livello della decima gerarchia divina umana. Questo lavoro ebbe inizio verso la metà dell’Epoca Atlantica, dopo che l’umanità era stata compenetrata dal fuoco divino, ovvero l’Io umano, dagli Elohim solari, e dopo che l’uomo aveva attraversato le varie fasi evolutive delle tre grandi epoche: Polare, Iperborea e Lemurica. Fu allora che la legge karmica iniziò a operare per ogni individuo. Questa rappresentava la conseguenza inconscia delle proprie azioni imperfette: da un lato contribuì parzialmente all’emancipazione dell’io umano, dall’altro ne accentuò le imperfezioni sul piano spirituale. Per compensare tale imperfezione, iniziò per l’uomo il ciclo del karma terreno, che lo riporta, dopo un certo periodo, a incarnarsi nuovamente nel mondo fisico in un corpo materiale. Questo processo gli consente di ripristinare ed elevare ulteriormente la propria coscienza morale e spirituale attraverso azioni guidate dal buon senso. Ogni incarnazione, infatti, offre all’uomo l’opportunità di compiere scelte sagge, contribuendo così a bilanciare l’imperfezione e il karma negativo accumulato nelle vite precedenti. Prima di questo, però, occorre tornare indietro nel tempo, verso la fine dell’Epoca Iperborea, quando il Sole si separò dalla Terra e dalla Luna, che formavano un’unica unità cosmica. Con il Sole si separarono anche il Cristo e le gerarchie più sublimi, Entità divine che necessitavano di un’evoluzione più rapida, possibile solo in una materia più elevata e sottile. Tra queste gerarchie vi era anche il germe spirituale superiore dell’uomo, formatosi durante le antiche evoluzioni cosmiche di Saturno, Sole e Luna: il Sé spirituale, lo Spirito vitale e l’Uomo spirito. Alcune di queste Entità della seconda gerarchia spirituale si sacrificano, lasciando la loro parte divina- spirituale superiore sul Sole, scegliendo di non seguire i loro fratelli solari e stabilendo la loro dimora sulla Luna (vale a dire nella sfera lunare).18   Questa loro scelta sacrificale permetterà a entità delle gerarchie inferiori, tra cui gli esseri umani, di evolvere in una materia più densa, più adatta a un ritmo di evoluzione meno rapido rispetto a quello degli esseri solari. Tra queste divinità che si sacrificano, Rudolf Steiner ci indica un nome noto nella Bibbia: Jahvè o Jehovah (il Signore Dio), il creatore di Adamo. Questa entità divina è la figura centrale tra i sette creatori-guide del nostro universo, conosciuti come Spiriti della Forma o Elohim solari. Questi Elohim, guide dell’evoluzione umana terrestre, donarono agli uomini, come citato, la loro componente costitutiva più bassa: il loro Io umano, facendolo fluire nel corpo astrale umano. 

Anche alcuni Spiriti della Forma, rimasti indietro sull’antico eone lunare a livello di Archai, vollero fare la stessa cosa insinuandosi in un’evoluzione umana che non gli competeva. Tuttavia, non avendo maturato il loro Io umano, fecero fluire le loro forze astrali impure – quelle che avrebbero dovuto far fluire esclusivamente sull’antica Luna – nel corpo astrale degli uomini. Questo causò una scissione, come citato, in due parti: un astrale superiore, luminoso, e uno inferiore, oscurato dalle basse passioni di questi spiriti luciferici. Di conseguenza, nel corpo astrale umano vennero create due correnti o principi dell’Io, da cui hanno origine i due aspetti fondamentali dell’essere umano: l’uomo divino, quale immagine di Dio, ossia l’archetipo superiore dell’Adamo celeste, e l’archetipo inferiore, ovvero l’Adamo terrestre o terreno, che attraversa le varie incarnazioni. Questi due principi verranno uniti dal Cristo, in Gesù di Nazareth, durante i tre anni che precedettero la sua morte sul Golgota.

«Così noi, dallo stillare dell’Io umano dagli Spiriti della Forma, abbiamo l’Io disposto all’altruismo. Invece, da ciò che è stillato dagli Spiriti-io ritardatari [Spiriti della Forma rimasti indietro a livello di Archai], abbiamo l’altro io, quello dedito alla cura di sé, all’egoismo. Quest’ultimo è l’io inferiore, che ancora non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni terrene, istillate da spiriti luciferici che agiscono come se fossero ancora nell’ambito lunare» (ibidem, O.O. 102; pag. 75).

Questa separazione dal corpo astrale originario avvenuta alla prima metà dell’Epoca Lemurica va immaginata come un processo in cui, a causa dell’oscuramento delle forze astrali più basse instillate dagli spiriti Archai ritardatari, si addensò al punto da essere attratto verso il basso, unendosi al fuoco terrestre. Questo fenomeno diede poi origine all’evoluzione umana attraverso le ripetute incarnazioni terrene. Durante l’antica Epoca Lemurica, il corpo astrale dell’uomo, osservato chiaroveggentemente, appariva chiuso e simile a una ghianda. L’Io superiore, guidato inconsciamente, lo fecondò per dar vita all’uomo inferiore. Questo evento verificatosi a metà di quella lunghissima epoca remota, segnò il momento in cui l’Io superiore fecondò il corpo astrale, creando una sorta di fenditura, un taglio che si estese fino al corpo eterico, dando origine all’anima senziente. Questa apertura al mondo esterno spirituale, fece sì che l’anima umana iniziò a percepire, seppur in modo molto ottuso, il mondo esterno. Questa percezione si manifestava sotto forma di colori aleggianti, che suscitavano simpatia o antipatia a seconda della loro natura, a seconda che fossero dannosi o meno per l’anima stessa. Nel primo e secondo terzo dell’Epoca Atlantica, l’Io feconda poi il corpo eterico, creando in esso una seconda apertura verso il mondo esterno. Grazie a questa trasformazione, l’anima umana comincia a percepire delle figure, simili a immagini oniriche, ma più nitide rispetto a quelle osservate attraverso il corpo astrale. Queste figure permangono a lungo nella memoria del corpo eterico, da cui l’Io, in modo inconscio, trae l’anima razionale. Infine, verso l’ultimo terzo dell’Epoca Atlantica, l’Io feconda il corpo fisico, il quale appare incavato, circondato dal corpo eterico e dal corpo astrale. Il corpo fisico accolse in sé l’Io e il punto che lo accolse si trova al centro della fronte dove è situata la ghiandola Pineale. L’Io dopo aver compenetrato gli occhi, le orecchie e altre aperture non solo della testa ma di tutto il corpo fisico umano, trae per ultimo l’anima cosciente, dopodiché l’uomo impara a conoscere realmente per la prima volta il mondo esterno solidificatosi e comincia a elaborare coscientemente il corpo astrale.  L’Io umano dopo aver tratto l’anima cosciente, foggia all’interno del corpo astrale un involucro entro il quale fluiscono le esperienze umane che si depositano e uniscono a esso.

«Tutto quello che l’Io trae dal mondo esterno attraverso lo sviluppo dell’esperienze umane, diventa sempre più grande, fino a che il corpo astrale nel corso dell’evoluzione lo trasforma nel vero e proprio manas o Sé spirituale» (ibidem, pag.78).

Dopo aver estratto l’anima senziente, l’anima razionale e l’anima cosciente19 dal corpo astrale, eterico e fisico dell’uomo, l’Io superiore iniziò, dall’alto del mondo spirituale, a guidare l’uomo inferiore verso il suo destino karmico, affidandogli il compito di sviluppare e perfezionare ulteriormente l’anima umana. Questo processo ebbe inizio verso la fine dell’ultimo terzo del periodo atlantideo e proseguì dopo il “Diluvio Universale”, nella quinta Epoca Postatlantica. Nel primo periodo di cultura, chiamato Paleo-Indiano, il corpo eterico venne perfezionato in modo inconscio. Nel periodo Paleo-Persiano fu il corpo senziente o astrale a subire tale perfezionamento. Nel terzo periodo, egizio-caldaico-ebraico, venne perfezionata l’anima senziente, mentre nel quarto periodo, greco-romano, fu la volta dell’anima razionale. Infine, nel nostro quinto periodo di cultura, iniziato intorno al 1413, lo sviluppo e il perfezionamento dell’anima cosciente hanno avuto inizio in modo cosciente, sebbene non per tutti. Questo processo continuerà fino a circa il 3573.  Il processo di purificazione ed elevazione di queste tre facoltà animiche umane – le quali sono in relazione con i tre corpi inferiori dell’uomo: il corpo astrale, l’eterico e il fisico – continuerà ancora per molto tempo nell’ambito dello sviluppo evolutivo della costituzione settemplice dell’uomo. Difatti, il suo compito è perfezionare e trasformare l’anima cosciente in anima immaginativa, l’anima razionale in anima ispirativa e l’anima senziente in anima intuitiva.

Questi tre aspetti della chiaroveggenza umana sono legati alla purificazione e allo sviluppo di un principio microcosmico della costituzione inferiore dell’uomo. La purificazione e lo sviluppo del corpo astrale ha già avuto inizio, come citato, nel XV secolo. Pertanto, coloro che si saranno preparati secondo le indicazioni della Scienza dello Spirito riceveranno correttamente dall’alto del mondo angelico il principio del Sé spirituale o Manas, durante il sesto periodo di cultura (3573-5733). Durante il settimo periodo di cultura, coloro che si saranno resi idonei riceveranno dall’alto del mondo arcangelico il principio del Budhi o Spirito Vitale; infine, nel primo periodo di cultura (dopo la catastrofe o pausa cosmica dovuta alla guerra di tutti contro tutti), le anime più mature, preparatesi durante il quinto, sesto e settimo periodo di cultura, riceveranno il principio dell’Uomo Spirito o Atma. Tutto ciò potrà essere realizzato da ogni uomo, se già nel nostro periodo di sviluppo dell’anima cosciente egli accoglierà il principio dell’Impulso del Cristo, così come rivelato da Rudolf Steiner nei diversi libri cristologici, in particolare nei quattro Vangeli antroposofici e nel libro Cristo e l’anima umana (O.O. 155). Questa visione futura, verso cui l’uomo si dirige in questo secondo aspetto evolutivo dell’eone terrestre, viene descritta da Rudolf Steiner attraverso la suddivisione dello stato di coscienza terrestre in due fasi: la discesa dell’umanità nella materia terrestre, da lui denominata Marte e l’ascesa verso la patria spirituale celeste, che chiama Mercurio. L’umanità ha superato da poco la metà della sua evoluzione marziana e si trova attualmente nella fase di ritorno di Mercurio. Di conseguenza, ogni uomo deve risvegliarsi alla vita spirituale, in modo da superare la linea di demarcazione tra due direzioni opposte: scendere oltre la curva parabolica della salita – e dunque precipitare nell’abisso arimanico, trascinato dal proprio egoismo materialista – oppure risalire verso i mondi dello spirito cosmico del Cristo, avanzando verso la meta della propria divinizzazione attraverso i tre ulteriori stati di coscienza cosmici: Giove, Venere e Vulcano.20

Ogni uomo può realizzare questo percorso preparando sin d’ora il proprio essere ad accogliere l’Impulso del Cristo, scaturito dal Mistero del Golgotha, secondo l’insegnamento della Scienza dello Spirito o antroposofia. Infatti, questo potente impulso del Cristo, basato sull’amore cosmico-umano, permetterà a ogni individuo, nel normale processo evolutivo del quinto periodo di cultura, di ricevere il “Fantoma” di Gesù di Nazareth e, in un secondo momento, il “corpo di resurrezione” del Cristo. Per i discepoli della Scienza dello Spirito che si prepareranno adeguatamente seguendo la disciplina esoterica antroposofica, sarà possibile unirsi al Fantoma e, di conseguenza, al proprio Io superiore. Successivamente, attraverso specifici esercizi meditativi, potranno entrare in relazione con il corpo di resurrezione e, di conseguenza, con il loro Vero Io. Il Fantoma del Cristo-Gesù, trasformato dal Cristo durante i tre anni nel corpo astrale, eterico e fisico di Gesù di Nazareth, e il corpo di resurrezione, formatosi durante la morte e la Pasqua della resurrezione, possono essere moltiplicati secondo l’economia spirituale e inseriti in tutte le anime che avranno accolto il vero impulso cristiano dell’amore e della vera libertà umana (cfr. Sergej O. Prokofieff, Il Mistero della Resurrezione alla Luce dell’Antroposofia, pag. 105 e ss). (III. continua)

Collegno aprile 2020

Agg.  giugno 2025                                                                       Antonio Coscia

Note Antroposofiche

13      Nel secondo volume, E la Terra Diviene Sole, Sergej O. Prokofieff approfondisce ulteriormente il Mistero del Golgotha, il Fantoma umano e il corpo di Resurrezione. In particolare, esplora in maniera più dettagliata il tema del Fantoma umano e, nella seconda copertina, sintetizza alcuni aspetti dell’indagine cristologica di Rudolf Steiner sui misteri del cristianesimo, sempre aperta a nuovi sviluppi nella comprensione del Mistero del Golgotha. «La presente opera – continua Prokofieff – rappresenta la diretta continuazione del libro Il Mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia. Poiché, durante la stesura del suo contenuto, la complessità e la molteplicità degli aspetti trattati hanno lasciato aperte molte domande e ne hanno fatte emergere di nuove, ho deciso di riprendere nuovamente i fili del libro già pubblicato».

14    L’epoca Lemurica risale a un periodo molto antico dell’evoluzione dell’uomo. Dobbiamo collocarla secondo la Scienza dello Spirito prima dell’Epoca Atlantica, la quale terminò con una catastrofe di fuoco attraverso grandi cataclismi vulcanici.  La narrazione biblica narra appunto i primi tempi lemuriani con l’immagine del paradiso terrestre e la nascita dell’Io umano da parte di Elohim-Yavè o Jehovah.  (Per un maggiore approfondimento vedi il libro “Dalla cronaca dell’akasha”, Editrice Antroposofica di Milano).

15     Il terzo eone o stato lunare è un antichissimo stato evolutivo dell’umanità e della nostra Terra. L’evoluzione umana e del nostro sistema planetario, è un tema molto complesso per poterlo pienamente esprimere in una nota. Pertanto, si può sintetizzare dicendo che l’evoluzione umana attraversa sette stati di coscienza o eoni che chiamiamo: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. A sua volta ogni stato di coscienza si suddivide in sette stati di vita e ogni stato di vita in sette stati di forma. Dobbiamo ancora suddividere ogni stato di forma in sette Epoche, ovvero: “Polare, Iperborea, Lemurica, Atlantica, Postatlantica, sesta Post-Atlantica e settima Post- Atlantica.  Infine, dobbiamo ancora fare una suddivisione cui ogni Epoca va suddivisa in sette periodi di cultura, cioè: “Paleo-Indiano, Paleo-Persiano, Egizio-Caldaico-Ebraico, Greco-Romano, Anglo-Germanico, Slavo-Russo e Americano.  (Vedi la tavola 1 della nota 37 sull’articolo “Alcuni aspetti del dolore e del karma umano IV” apparso nel blog Pensieri Antroposofici dell’Anima). L’evoluzione lunare o antica Luna, dobbiamo collocarla pertanto nell’incarnazione precedente il nostro quarto attuale stato di coscienza o eone cosmico.

16   Questi Spiriti della Forma sono Entità divine appartenenti alla seconda gerarchia creatrice spirituale, rimaste indietro durante l’antico eone – o stato di coscienza lunare – quando attraversavano la loro evoluzione al livello degli Archai, o Spiriti del Tempo. In quel remoto passato lunare, non tutte queste Entità divine avanzarono al successivo gradino dell’evoluzione terrestre come creatori o Elohim solari. Alcune rimasero indietro, mantenendo il livello degli Archai, divenendo così Spiriti della Forma di natura luciferica. Furono loro i responsabili della caduta dell’uomo sulla Terra, instillando in lui le forze dell’egoismo: forze astrali non purificate durante l’antica fase lunare. Proprio grazie a questa loro influenza negativa, permisero a entità angeliche, anch’esse rimaste indietro durante lo stadio lunare, di inserirsi nel corpo astrale umano. In tal modo, tali entità – che definiamo luciferiche, in quanto guidate da Lucifero – poterono proseguire la propria evoluzione e intraprendere un cammino di redenzione attraverso l’essere umano.

17     Rudolf Steiner ci rivela che il giovane che seguiva Gesù durante il suo arresto da parte delle guardie romane – il quale rimase nudo quando queste, nel tentativo di catturarlo, lo lasciarono andare dopo avergli strappato via il mantello – non è altro che l’Impulso del Cristo, quale immagine-Io scaturita dal sacrificio del Mistero del Golgotha (Mc 14,51-52). Ciò significa che l’Impulso-Io del Cristo restò nudo, rivestito soltanto del corpo eterico, poiché le guardie riuscirono a trattenere solo il suo corpo fisico, ovvero il “mantello”. Secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, l’uomo può rivestire questo Impulso-Io cosmico del Cristo attraverso azioni morali che non solo favoriscono la sua evoluzione spirituale, ma contribuiscono anche al bene dell’umanità. Infatti, grazie a questo Impulso, l’umanità potrà superare la futura catastrofe della “guerra di tutti contro tutti”, che segnerà la fine della nostra quinta Epoca – precisamente, verso la fine del settimo periodo di cultura, nell’ottavo millennio, attorno al 7893. Rudolf Steiner ci rivela che possiamo rivestire l’Impulso-Io del Cristo con il corpo astrale, sviluppando la fede, la fiducia e la meraviglia; con il corpo eterico, attraverso l’amore e la dedizione agli altri; e infine con il corpo fisico, mediante azioni morali consapevoli, ossia azioni libere e pienamente coscienti (conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912).(Vedi anche la nota 3 dell’articolo apparso nel blog Pensieri Antroposofici dell’Anima: La nuova comunità di Filadelfia e il sesto periodo di cultura quale avvento del Sé spirituale I”).

18    Nella Scienza dello Spirito, o antroposofia, vengono menzionate sette sfere cosmiche: Luna, Mercurio, Venere, Sole, Marte, Giove e Saturno. Per questo motivo, la sfera lunare viene collocata al di sotto del Sole e comprende Luna, Mercurio e Venere, mentre la sfera solare si trova al di sopra del Sole e include Marte, Giove e Saturno. Le sfere superiori, situate oltre il Sole, sono definite come Devachan superiore, ossia la sfera di Saturno, che si estende fino ai confini del mondo macrocosmico stellare, e Devachan inferiore, corrispondente alla sfera di Marte, che si prolunga fino al cosmo inferiore del Sole. La sfera di Giove funge da elemento di separazione tra le due sfere devachaniche. Per comprendere la posizione spirituale di queste sfere cosmiche, dobbiamo immaginare che, a partire dal punto in cui si trova ogni singolo pianeta fisico visibile nel cielo notturno, si formino sette circonferenze concentriche sempre più ampie intorno alla Terra, le quali si compenetrano l’una nell’altra. Il vuoto oscuro determinato dal movimento orbitale di ogni pianeta attorno alla Terra rappresenta la sfera spirituale di quel pianeta. Ad esempio, la sfera della Luna corrisponde alla parte oscura che si forma attorno alla Terra, determinata dal raggio immaginario che collega la Luna alla Terra. Possiamo immaginare che le anime, al momento della morte, debbano rimanere nell’ambito lunare (perciò molto vicine alla Terra e, di conseguenza, all’uomo) fino a quando non si purificano dagli attaccamenti terreni. Dopodiché, esse espandendosi attraversano la sfera di Mercurio e infine quella di Venere; queste tre sfere costituiscono nel loro insieme la sfera lunare. Dopo aver trascorso un periodo pari a circa un terzo della vita vissuta sulla Terra e aver completato il processo di purificazione dagli attaccamenti terreni, l’anima entra nella sfera solare, dove permane per un lungo periodo, e dove inizia a dimenticare la vita vissuta sulla Terra e alla fine unirsi al suo Vero nocciolo divino umano, vale a dire il Vero Io o Micrologos umano. Dopo un certo periodo che possiamo determinare circa tre-quattro secoli, l’Io umano o Individualità superiore ridiscende per una nuova incarnazione terrena.

19     L’anima senziente, l’anima razionale (o affettiva) e l’anima cosciente rappresentano le tre facoltà animiche dell’uomo, attraverso le quali egli prende coscienza della propria esistenza terrena come personalità umana, ovvero coscienza dell’Io. Nell’anima senziente, l’uomo si avvicina alla condizione animale, possedendo una coscienza istintiva e offuscata. Con l’anima razionale, invece, sviluppa una coscienza di veglia e si riconosce come individuo tra altri simili: ciò gli consente di percepirsi come appartenente al quarto regno, quello umano, superiore ai tre regni inferiori della natura. Solo mediante lo sviluppo dell’anima cosciente, l’uomo può riconoscersi come essere autonomo e libero, portatore di un elemento divino. Questo principio divino gli consente di prendere coscienza di un essere superiore che lo ha sempre guidato nel corso delle vite. Tale essere divino costituisce la sua realtà superiore: l’Io, che si incarna in ogni esistenza ma non discende mai fino al piano terreno. L’uomo, dunque, è l’immagine imperfetta dell’Io superiore, riflessa nel corpo astrale.

20     Giove, Venere e Vulcano, sono tre stati o eoni cosmici futuri dell’evoluzione umana che si svolge attraverso sette stati o eoni cosmici di coscienza, cioè: «Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano. L’evoluzione inizia da una fase discendente dal Devachan Superiore o mondo della ragione senza forma, passa nel il Devachan Inferiore o Mondo Celeste della forma, poi attraversando il mondo astrale si materializza nella sfera terrestre. La sfera terrestre è uno stato come dire di transizione, uno stato a sé che non si ripete, come invece nella fase discendente di Saturno, Sole e Luna che invece si ripetono in una fase ascendente di stati di coscienza o eoni cosmici più perfetti, ovvero di Giove, Venere e Vulcano. Lo stato lunare si ripeterà nello stato di Giove, dove l’uomo trasformerà completamente il suo corpo astrale in Sé spirituale percorrendo il grado di Angelo. Lo stato solare si ripeterà nello stato di Venere, dove l’uomo trasformerà il suo corpo eterico in spirito Vitale percorrendo il grado di Arcangelo; infine, lo stato saturnio si ripeterà nello stato di coscienza di Vulcano, dove l’uomo trasformerà il suo corpo fisico percorrendo il grado di Archai. infine, lo stato saturnio si ripeterà nello stato di coscienza di Vulcano, dove l’uomo trasformerà il suo corpo fisico percorrendo il grado di Archai. Qui egli si manifesterà come Personalità divina simile all’archetipo umano divino vissuto due millenni or sono nella figura umana di Gesù di Nazareth, quale primo archetipo di uomo-dio.

4. Note Antroposofiche

Francesco_Botticini I tre Arcangeli_Michele, Raffaele, Gabriele e_Tobia

«Il vero scopo dell’antroposofia è di afferrare il mondo spirituale sulla base dell’odierna civiltà dell’intelletto, di riunire gli uomini che possono comprendere la chiamata verso la spiritualizzazione del mondo. Essi non formeranno una colonia chiusa in sé, ma proverranno da tutte le nazioni; a poco a poco essi passeranno a vivere nel sesto periodo di civiltà (…).  Quando si riuniranno la spiritualità dell’Oriente e l’intellettualità dell’Occidente, da tale confluenza nascerà il periodo di Filadelfia. In tale unione si ritroveranno tutti quelli che accolgono l’Impulso del Cristo Gesù; essi formeranno la grande fratellanza che sopravviverà alla grande guerra [la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo], che sarà perseguitata, che sperimenterà le più diverse persecuzioni, ma che fornirà la base per la razza dei buoni. Dopo che la grande guerra avrà portato al sorgere dell’animalità in chi sarà rimasto nelle forme antiche, nascerà la razza dei buoni».

                                               Rudolf Steiner (O.O. 104, pag. 134-136)

BREVE   PREMESSA

Affinché gli articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.

4. NOTE INTEGRATIVE ANTROPOSOFICHE

-(tratte dall’articolo: (Alcuni aspetti del karma e del dolore umano)-

1.      Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922.  In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.

2 Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.

3    Il nostro sé o Io inferiore, nasce all’incirca durante l’Epoca Lemurica, quando gli Dei o Elohim solari (Spiriti della Forma, secondo la terminologia antroposofica), erano costituiti da sette arti cosmici similmente a com’è costituito l’uomo attuale, la cui parte più bassa era l’Io. Cioè mentre l’uomo è costituito da un corpo fisico, eterico, astrale e Io, e da una triade superiore divina che non è ancora del tutto sviluppata, ossia il Sé spirituale, lo spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma, anche gli Dei creatori nel periodo lemuriano erano costituiti da sette corpi cosmici, e cioè da un “Io, un Sé spirituale, uno Spirito Vitale, e un Uomo Spirito”; poi similmente all’uomo avevano una triade superiore di un quinto, un sesto e un settimo corpo. Nel mentre facevano fluire o gocciolare la loro ultima parte, cioè il loro Io umano, altri Spiriti della Forma o Elohim che erano rimasti indietro nell’eone precedente dell’antica Luna al livello di Archai o Spiriti della Personalità, vollero fare la stessa cosa. Ma siccome non avevano maturato il loro Io umano per darlo all’uomo, fecero fluire le loro forze astrali non purificate nel corpo astrale dell’uomo oscurandolo, cosicché il corpo astrale dell’uomo oscurato e appesantito dalle forze di brame, desideri e passioni degli Archai, si divise in due parti, ossia venne costituendosi due anime umane, ciò che nella Bibbia è chiamato l’albero del bene e del male. Mentre dunque l’”albero della Vita” ha come significato il corpo superiore dell’uomo che abbiamo chiamato lo spirito Vitale o Buddhi, l’”albero del bene e del male” ha per significato il corpo astrale umano. Per cui fu così che l’uomo si divise in due anime (corpo astrale) di cui, nell’anima superiore gli Elohim normali fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino, ossia l’”Io superiore” altruista umano, mentre nell’anima inferiore, gli altri Dei luciferici rimasti indietro, fecero fluire degli influssi astrali più bassi predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. (Vedi Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).

4     La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [gli iniziati veggenti], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “– conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112.  La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.

5     La “legge della reincarnazione” spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante sia gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di un’Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che elabora e costruisce nel mondo spirituale con la collaborazione degli Dei.

6    Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.

7    Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro.  Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice: «Così oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo così la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».

8     Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio, nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza, per cui sono già passati tre eoni Saturno, Sole e Luna, (vedi più avanti la nota 22) che indichiamo con il numero 3. Inoltre, siamo nella quinta Epoca, cui ne sono già passate quattro: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica”, che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345, cioè tre, quattro, cinque. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza, potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il demone solare che si oppone al Cristo quale genio e guida del Sole. Tutte le anime che a quel tempo non si saranno redente sprofonderanno con l’ottava sfera del male (la sfera soratica degli esseri malvagi) nell’abisso universale, dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, durante l’evoluzione del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro stato terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. (Vedi la nota 26 e l’articolo precedente su questo blog: La nuova comunità di Filadelfia … VII”).

9     Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.) Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai). Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche).

10     Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà occidentale è l’Arcangelo Michele, assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative Antroposofiche  e la nota 21 di 3. Note Integrative Antroposofiche).

11     La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.

12      Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo chiamati yuga, i quali sono cosi suddivisi: 1)   Satya Yuga o Krita Yuga o età dell’oro; 2) Treta Yuga o età dell’argento; 3)   Dvapara Yuga o età del bronzo; 4) Kali Yuga, o età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C. Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di 35000 anni.

13    Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita  possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi  tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e sia sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale. 

14      Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto, dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro. 

15       L’uomo è un essere tripartito formato da corpo, anima e spirito; questa era anche la concezione cristiana di S. Paolo prima che l’ottavo concilio di Costantinopoli dell’869, i teologi cattolici  decretassero  “eresia” credere che l’uomo  sia portatore di uno “Spirito umano”, ma che nell’anima umana esista soltanto una parte più sottile spirituale, in modo che possa distinguersi dall’animale, in quanto anche l’animale ha un’anima (corpo astrale).  Rudolf Steiner  attraverso la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano – rosacrociano, ci rivela la natura umana,  esattamente come la scienza materiale rivela le leggi della natura terrestre. Egli divide l’uomo  in un Entità settemplice in divenire, vale a dire che non ha ancora raggiunto il completo sviluppo corporeo, animico e spirituale, e lo articola costituendolo in: “Corpo fisico, corpo eterico,  corpo astrale, Io quale nucleo dell’anima, Sé spirituale o Manas, spirito Vitale o Buddhi e Uomo spirito o Atma”. Occorre dire che gli ultimi tre arti umani (Sé, Buddhi e Atma) sono ancora presenti soltanto in germe nel mondo spirituale, e saranno sviluppati nell’arco di prossime Epoche o periodi di cultura; i primi tre arti inferiori invece, cioè: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, presenti  nell’uomo da passati sviluppi di periodi di cultura, saranno  maggiormente sviluppati e perfezionati completamente dall’Io umano, in arti spirituali superiori della costituzione settemplice dell’uomo, durante  le prossime Epoche di cultura terrestri e nelle incarnazioni  cosmiche future di Giove, Venere e Vulcano.

16       Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto, Egli è un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza  immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale,  o tramite la conoscenza  esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani  delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” o “generò”  da Sé un “Pensiero Divino” * ossia, un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche  trinitarie universali della Divinità  Trina, vale a dire di  “ Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”.  Questo Io universale, fu mandato sulla Terra, avendo il Padre sentito il grido di dolore dell’umanità morente, ma affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa, alquanto delicato e complesso, dove fu necessario la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici  e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti che preparassero un corpo fisico adeguato per accogliere l’altissimo Dio-Sole. Pertanto, questo Dio universale iniziò la Sua discesa dal mondo del “Logos o della “Parola”,  unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale”, ove per modo di dire, si spogliò delle forze macrocosmiche per unirsi in un secondo tempo,  come un “Io Cosmico” planetario,  alla seconda gerarchia, quale espressione del Dio Figlio. Qui Egli si manifestò come “Agnello Mistico” attraverso un particolare Spirito del Movimento o Dynameis e poi dopo si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma come Elohim Yahve,  tramite cui si manifestò come Dio Cosmico (Jehovah  lunare)  agli Ebrei e in un secondo tempo a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo eterico elementare),  come Yahve o l’Io Sono, e poi dopo, quando i tempi furono maturi Egli si manifestò agli uomini come “Pleroma”, l’inviato dei sei  Elohim solari, l’Io Sono l’Io Sono,  l’Io Cosmico o  l’Altissimo Spirito del Sole che chiamiamo Cristo.

*     Nel  libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito, O.O. n. 129”, a pag. 156 è scritto: “Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale.

17      Yahve o Jehovah è un Entità spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim biblici. Quando all’Epoca Lemurica la Terra e la Luna erano ancora strettamente congiunte tra loro, gli dèi lunari misero in pericolo l’evoluzione umana con forze astrali troppo basse che tendevano a mummificare la materia terrestre che avrebbe dato dei corpi troppo duri e inaccessibili all’anima umana. Per questo si rese necessario che Yahve assumesse il compito di separare la Luna dalla Terra, in modo che regnasse il perfetto equilibrio evolutivo tra le forze solari, lunari e terrestri. Egli sacrificò la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi nella sfera lunare in modo da contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, che si manifestano nelle venature dorate terrestri;  per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto luciferico nell’avidità umana. Inoltre, ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, come una Luna astrale la cui circonferenza ha per centro la nostra Terra e dietro cui agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica “Sorat” l’anticristo solare. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta e al fatidico numero d’evoluzione 666, Egli si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito.

18       L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, come già accennato nella nota 16, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse  con la “Divina Sofia”  e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”.  Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come  Visva Karman e poi dopo da Zarathustra  come “Ahura Mazdā”.   Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente  si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”.  Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci,  compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù.  Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive: “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva  possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.

19       Rudolf Steiner da notizie di Jeschu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123 dove viene menzionato come la guida della corrente degli Esseni, i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeschu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeschu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia, con il quale entrò in contrasto ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero, per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli Esseni e i Terapeuti nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeschu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda. Tramite  il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo (vedi sesta conferenza di Matteo opera citata).

20      Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o, meglio, la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve attraversare sette stati di coscienza, ove  durante  il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del  Cristo che il corpo di resurrezione, è un arto  spirituale  di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un’unità. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco  quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale»,  unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».                                           

21     Le forze arimaniche sono forze negative dell’ostacolo che operano come contrasto nell’ambito dell’anima umana e in modo più specifico nel corpo eterico e nella parte pensante dell’uomo.    Per un  maggiore approfondimento vedi più avanti le note 24. e 25.

22       L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che  sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine, nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini, i quali passano attraverso una coscienza di veglia. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine, nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto, dunque, nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota.  Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.

23     La divina Iside nell’antico Egitto rappresentava sia la sorella e sposa di Osiride che l’antica Sapienza divina (Teosofia) che era cercata nei luoghi misteriosofici del culto di Iside, così come nei salmi Salomonici appare come  l’amata  Sapienza di Salomone e nei Profeta ebraici era presentita come la “Bat Kol”, ossia “la voce del cielo”. Nei filosofi greci era amata come “Filosofia” e oggi noi la conosciamo come “Antroposofia”. Quest’antica e moderna Sapienza è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che quale aspetto del terzo Logos si manifesta nell’ambito delle tre gerarchie, ossia: “I Cherubini o Spiriti dell’Armonia, gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes e gli Angeli chiamati anche gli Spiriti della vita”; e in modo particolare nell’ambito della terza gerarchia, cioè le Archai o Spiriti delle civiltà, gli Arcangeli e gli Angeli.  Dalla Scienza antroposofica sappiamo che quest’Entità divina è un “Essere” settemplice composita, nata durante l’antica evoluzione solare sull’antico Sole ed è costituita dall’insieme di ogni rango gerarchico, e cioè da: “Spiriti della Saggezza o Kyriotetes,  Spiriti del Movimento o Dynameis, Spiriti della Forma o Elohim, Spiriti della Personalità o Archai, Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunsero gli Spiriti del Crepuscolo o Angeli e sulla Terra si aggiungerà l’Uomo l’Anthropos-Sofia.

24     Arimane è l’entità dell’ostacolo che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”, è uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli, rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale opera nel mondo materiale come sua specifica sfera, qui, egli manifesta pienamente la sua natura arimanica, mentre svolge un’azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; pag.149.

25     Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del  “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare  il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”.  È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone  in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse a seconda della gerarchia a cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.

26      Con Saturno la Scienza antroposofica non vuole riferirsi al pianeta attuale del nostro sistema solare, ma a un antichissimo stato di coscienza cosmico, risalente a tre «Eoni» prima del nostro eone terrestre in cui il nostro sistema solare o la nostra Terra, erano immersi in un’immensa sfera di calore che si espandeva fino al punto in cui vediamo il pianeta fisico attuale di Saturno. In questa immensa sfera di tenebre non esisteva ancora né il «Tempo né lo Spazio», ma unicamente un mare di calore di «Volontà spirituale» dono del sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali insieme ai Serafini e ai Cherubini crearono la base e il fondamento del primo principio atmico di tutta l’evoluzione cosmica umana. In questa «Volontà» di calore primordiale attraversavano il loro stadio umano, gli Spiriti del Principio o Principati che, conosciamo anche come Archai o Spiriti della Personalità i quali, alla fine dell’eone saturnio divennero gli Spiriti del Tempo. Vale a dire che il tempo nel mondo spirituale è un «Essere reale del Tempo», ai quali, nella Bibbia sono assegnati i «sette giorni della creazione» che in realtà sono riferiti ai «sette Spiriti del Tempo» che vengono assegnati come guida alla fine di ogni periodo (eone), in cui sono stati creati gli archetipi di tutto ciò che si manifesterà poi nell’Universo fisico.  

27      Sorat è lo spirito infernale apocalittico che si contrappone al Cristo nella sfera del Sole, appartiene alla categoria degli Spiriti della Forma rimasti indietro in un antichissimo eone cosmico sviluppatosi ancor prima che l’inizio del primo stato di coscienza di Saturno. Per questo egli non può entrare direttamente nella nostra evoluzione umana, ma lo può fare indirettamente tramite le tre correnti dell’ostacolo luciferiche, arimaniche e asuriche; in modo particolare  tramite queste ultime i quali sono dei tremendi maghi neri. 

28      Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52].   Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti  dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner  in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912  rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo  di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù.  Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la  meraviglia;  il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.  

29     Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi, si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi  dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo  di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. La  coscienza del Cristo nacque durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza dell’amore cosmico che si riversò nell’umanità attraverso il sacrificio del Golgotha, manifestandosi dapprima in modo istintivo alimentato da una fede viva nel Cristo Gesù. Con l’avvento di  Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario impulso cristico nascente, indurendosi sempre più nei dogmi di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che dall’inizio del periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (1413) ha causato e ancora oggi causa tanto dolore e sofferenze nell’umanità. Occorre che oggi appunto, se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o  antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico  umano, che può unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.

30      Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo  del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno,  non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!

31      Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale  chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun’altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale».    Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva  della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C.  Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo; « … e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice:  Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”».  Rudolf Steiner, 18 novembre 1923

32      Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere».   (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).

33     Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo,  quando sarà arrivato al livello gerarchico  di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.

34      Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che, come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”.  Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in una unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, un “Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé  tutte  le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!

35       Vedi la nota 31. e la nota 23.

36      Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta. il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.

37         TAVOLA I

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo II

Immagine di Gesù di Nazareth nell’ultima cena di Leonardo da Vinci

«Il Cristo sposa la morte, che sulla terra è divenuta l’espressione caratteristica dello Spirito del Padre (…). L’immagine della morte diventa così ingannevole, poiché essa si trasforma nel seme di un nuovo Sole nell’universo. Se sentiamo che la morte sulla croce diventa il seme dal quale germoglia un nuovo Sole, allora comprendiamo anche come l’umanità sulla terra abbia percepito e intuito giustamente quell’evento come il momento di transizione più significativo nell’evoluzione dell’umanità»

(Rudolf Steiner, O.O.112, pag.254)

La coscienza dell’io e il corpo di resurrezione del Cristo II

    Il cristianesimo, secondo Rudolf Steiner, non può quindi essere considerato semplicemente una dottrina di saggezza, simile alle altre religioni popolari. Esso ha conferito un significato universale a tutta l’evoluzione della Terra, un significato che dobbiamo sforzarci di comprendere nella sua profonda portata. Questo si manifesta nella morte e resurrezione che il Cristo ha compiuto sulla collina del Golgota, evento che definiamo “il Mistero del Golgota”. Tuttavia, comprendere pienamente questo Mistero del Golgota, sia dal punto di vista storico sia da quello spirituale, è arduo senza aver sviluppato in noi delle facoltà superiori come l’Immaginazione, l’Ispirazione e l’Intuizione. Rudolf Steiner, in qualità di eminente iniziato cristiano rosicruciano, ha reso possibile, attraverso la Scienza dello Spirito e la sua facoltà straordinaria di chiaroveggenza, accogliere e penetrare il significato del Mistero cristiano. Questo avviene attraverso differenti punti di vista, rappresentativi dei vari aspetti misteriosofici, espressi nei diversi libri cristologici che possiamo studiare nell’Opera Omnia concessaci da Rudolf Steiner, attraverso circa seimila conferenze tenute nella gran parte delle città europee. Abbiamo visto, nel libro di Prokofieff, la menzione di uno di questi aspetti salienti del nuovo cristianesimo moderno: ciò che il Cristo ha compiuto per l’umanità durante la Sua Resurrezione attraverso il Fantoma di Gesù di Nazareth (vedi la nota 7). Ovvero, il Cristo, attraverso il Mistero del Golgota, donò all’uomo un nuovo arto superiore della costituzione umana: un corpo spirituale incorruttibile, o Fantoma superiore8, che permetterà all’uomo di sviluppare una coscienza non solo legata all’io terreno, ma anche tipi di coscienza ancora più elevati, definiti da Rudolf Steiner come: “Coscienza psichica o immaginativa, coscienza super-psichica o ispirativa, e coscienza universale spirituale o intuitiva” (Berlino, 29 ottobre 1903 – GA 93a). Occorre, però, che l’uomo sviluppi prima l’anima cosciente9 e, attraverso di essa, lavori alla trasformazione della sua costituzione inferiore, ovvero il corpo astrale, il corpo eterico e il corpo fisico, mediante la trasformazione delle sue facoltà di pensare, sentire e volere10 con l’aiuto del suo Io superiore. Questa collaborazione con l’Io superiore avverrà, appunto, tramite lo sviluppo dell’anima cosciente, attraverso la quale l’uomo realizzerà in sé un’autocoscienza libera e autonoma, avente un aspetto divino. Grazie a questa autotrasformazione, egli si unirà dapprima al proprio Io superiore (sviluppando una dimensione microcosmica della coscienza immaginativa, ispirativa e intuitiva) e successivamente raggiungerà il suo vero nucleo umano superiore: il Vero Io.

Anche l’apostolo Paolo di Tarso, continua Sergej O. Prokofieff, sottolinea la morte e la resurrezione del Cristo come il tratto più caratteristico del cristianesimo: «Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto, ma, se Cristo non è risorto, vana è la vostra fede, e voi siete ancora nei vostri peccati. Anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti. Se poi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini» (1 Corinzi 15,16-19).In questo senso, si può comprendere perché Rudolf Steiner caratterizza il cristianesimo come qualcosa che inizia sì come una religione; tuttavia, secondo il suo essere più profondo è più di qualsiasi religione: «Al suo inizio il cristianesimo fu di certo religione, ma esso è più grande di tutte le religioni (…). È ancora più grande del principio religioso stesso» (O.O. 102, 24.3.1908). Tutte le religioni possono essere considerate religioni di saggezza, miranti a riallacciare l’umanità alla sua originaria sorgente spirituale attraverso nuove rivelazioni di saggezza. Per questo motivo, sono tutte rivolte al passato, cercando di ricondurre gli uomini all’originario paradiso. Il cristianesimo, invece, non si basa essenzialmente sulla saggezza, bensì sull’azione unica e decisiva del Cristo nel Mistero del Golgota e sulle sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità e della Terra. Di conseguenza, il cristianesimo, se compreso correttamente, è orientato completamente al futuro e, nel presente, si manifesta come apocalittico – [ovvero misterioso e profetico; una grande trasformazione, un cambiamento epocale che conduce a una nuova comprensione e a una svolta nell’evoluzione umana e terrestre].  Ma in che cosa consiste chiede Prokofieff, questa azione del Cristo?

Egli risponde dicendo che, Rudolf Steiner ne parla in modo dettagliato attraverso la sorgente della sua indagine spirituale caratterizzandola attraverso il centrale ciclo cristologico del libro “Da Gesù a Cristo” (O.O. 131). In esso descrive come l’Io dell’uomo, la cui coscienza era legata sin dall’inizio alla funzione riflettente del corpo fisico, sarebbe inarrestabilmente andato perduto con il tempo a causa della graduale decadenza di quest’ultimo. Infatti, il cosiddetto “peccato originale”, le cui conseguenze sono legate alla penetrazione delle potenze luciferiche e arimaniche11 durante l’evoluzione umana, portò a un eccessivo indurimento del corpo fisico e a un crescente decadimento verso la morte. Per cui, per l’intera evoluzione dell’umanità, esisteva il pericolo che la coscienza dell’io, la vera e propria conquista dell’evoluzione della Terra, andasse perduta (ibidem, conf. 11.10.1911). Nella stessa conferenza, prosegue Prokofieff, viene inoltre descritto come, senza il mantenimento di questa coscienza dell’io, anche l’Io dell’uomo stesso, con il tempo, andrebbe in rovina. Per questo, Rudolf Steiner poté dire che il Mistero del Golgota, dobbiamo considerarlo come qualcosa di reale, come qualcosa che è avvenuto e che doveva avvenire nell’evoluzione della Terra; esso è infatti letteralmente la salvazione dell’Io umano (ibidem).

  Con questo, Prokofieff prosegue affermando che l’Io dell’uomo [concesso come dono divino dagli Spiriti della Forma o Elohim] quale conquista centrale dell’evoluzione terrestre, non fu salvato soltanto per il periodo di vita nel corpo fisico, ma soprattutto per l’esistenza dell’uomo dopo la morte; in altre parole, per l’intera vita nel mondo spirituale in senso assoluto. In questo modo, all’io terreno stesso o coscienza dell’io, venne conferito un carattere eterno. Tuttavia, egli sottolinea a una condizione imprescindibile: che, già qui sulla Terra, l’uomo stabilisca un rapporto consapevole con il Mistero del Golgota, ossia con il corpo di resurrezione o Fantoma del Cristo.12 Infatti, solo in tal modo l’uomo potrà portare con sé, nel post mortem, una forma del corpo che rimanga pienamente esistente anche nel mondo spirituale, fungendo così da “specchio” per preservare la sua coscienza dell’io nell’ambito soprasensibile. Nei tempi precristiani, una volta che la coscienza dell’io veniva raggiunta attraverso il corpo fisico, era possibile portare con sé di essa nel post mortem solo per quello che si poteva ricordare dopo la morte, il momento della morte o la forma fisica rimasta. Ma ben presto, dopo la morte, questo ricordo sbiadiva per l’anima e, di conseguenza, si assopiva anche il sentimento dell’Io, tanto che già poco dopo si poteva sperimentare il mondo spirituale soltanto come un’ombra. Con il progressivo deperimento del corpo fisico sulla Terra, la coscienza dell’io dopo la morte diventava sempre più debole, al punto che l’Io dell’uomo [ossia l’Io superiore] avrebbe, col tempo, definitivamente perduto la sua immortalità come essere individuale. Pertanto, il problema dell’immortalità della coscienza dell’io dopo la morte poté essere risolto solo grazie alla creazione di un corpo terreno [cioè, il corpo spirituale o Fantoma superiore, come citato]. Questo corpo può esistere sia nell’ambito terrestre, sia in quello soprasensibile, garantendo così il mantenimento della coscienza dell’io umano sia sulla Terra sia nel mondo spirituale.

Questo corpo fisico-spirituale fu creato dal Cristo tramite la sua resurrezione. Esso è l’incrollabile fondamento, continua Prokofieff, della salvazione dell’io individuale umano per l’intero futuro dell’evoluzione terrestre. Per questo Rudolf Steiner in merito al futuro rapporto col Cristo poté dire: «“Il Cristo mi dà la mia essenza umana” questo sarà il sentimento fondamentale che compenetrerà l’anima» (O.O.26, 9.11.1924). Nel libro“Massime Antroposofiche”, al riguardo Rudolf Steiner scrive:

«Il Cristo, dal Mistero del Golgota in poi, è raggiungibile per l’anima umana. E non occorre che i rapporti dell’anima col Cristo rimangano indeterminati e oscuri sentimenti mistici; possono divenire esperienza umana pienamente concreta, chiara e profonda. In tal caso, da questo vivere in unione col Cristo, fluisce nell’anima umana ciò che essa deve sapere sulla sua entità soprasensibile (…). La vita potrà venir cristianizzata dal sentire del Cristo l’essere che dà all’anima umana la veggenza della propria natura soprasensibile» (ibidem, O.O. 26, pag. 92)].

A questo punto, Sergej O. Prokofieff termina questo terzo capitolo, evidenziando l’essere dell’Io umano e l’ulteriore sviluppo della coscienza dell’io.  Questi aspetti hanno una centralità fondamentale per l’essenza stessa dell’Antroposofia, che è indissolubilmente legata al Mistero del Golgota e alle sue conseguenze per l’evoluzione dell’umanità. “Infatti, per l’Antroposofia, la risoluzione definitiva dell’enigma dell’uomo risiede nel Mistero dell’Io umano, che, senza il Mistero del Golgota, non può né esistere né essere compreso. L’Essere del Cristo e la Sua azione unica sulla collina del Golgota costituiscono quindi il fulcro della sua rivelazione. Rudolf Steiner lo sottolinea con queste parole: «Così, per la concezione antroposofica del mondo, l’Entità del Cristo appare come il punto centrale nell’intero quadro complessivo della reincarnazione, della natura dell’uomo, dell’osservazione del cosmo e così via. Chi considera la concezione antroposofica nel modo giusto deve dirsi: “Io posso considerare tutto questo, ma posso comprenderlo soltanto se immagino l’intero quadro convergere verso il punto centrale: il Cristo (…). Così è la concezione antroposofica del mondo: noi tratteggiamo un grande quadro dei diversi fatti del mondo spirituale; poi vediamo la figura principale, il Cristo, e solo allora comprendiamo tutti i singoli particolari del quadro”» (O.O. 112, 30.6.1909; pag. 130).

Prokofieff continua dicendo che, oggi, l’Antroposofia è la corrente centrale del cristianesimo esoterico. Essa è cristiana, non solo perché Rudolf Steiner ha tenuto molte conferenze su temi cristologici e ha dato moltissimo per la comprensione del Mistero del Golgota, dei Vangeli e dell’Essere del Cristo nei suoi aspetti terrestri e cosmici, ma perché il metodo di ricerca e di conoscenza dell’Antroposofia stessa è cristiano, sia che si tratti di temi cristologici o di temi che sembrano molto distanti da essi. Infatti, l’origine dell’Antroposofia risiede nell’essere della resurrezione stessa. Perciò, l’intero processo di resurrezione nell’uomo inizia già mediante l’intenso e vivente pensiero sui contenuti scientifico-spirituali. Poi, con l’estensione di questo processo all’ambito del sentire e, infine, del volere (ciò che è possibile soltanto dopo l’accesso al discepolato), inizia l’inserimento del Fantoma nell’essere dell’uomo, conducendo al reale incontro con il Vero Io del Cristo nella sfera della resurrezione.

Ma che cos’è questo nuovo Fantoma che viene immesso nell’uomo durante il discepolato della disciplina esoterica antroposofica? E da che cosa è creato il corpo di resurrezione con cui il Cristo Gesù risorge dalla tomba del Golgota? Prokofieff non affronta questo tema nel suo libretto “Che cos’è l’Antroposofia?”. Egli approfondisce questi argomenti in altri libri, come ad esempio “Il mistero della resurrezione alla luce dell’Antroposofia”. In quest’opera, «l’autore disegna una grande immagine differenziata delle possibilità di sviluppo e dei compiti risultanti dall’evento della Pasqua per il singolo uomo e per l’umanità. Un ulteriore capitolo tratta del Mistero del Sabato Santo, che unisce i due poli del Mistero del Golgota: la morte e la resurrezione. Nell’appendice viene osservato il fenomeno delle stigmate dal punto di vista dell’antroposofia» (Da: “Le opere di Sergej O. Prokofieff” – Widar Edizioni). (II. Continua)

Collegno 3 maggio 2020                                                                   

Aggiornato aprile 2025                                                                              Antonio    Coscia

Note   Antroposofiche

8   Il Fantoma superiore è un corpo di calore luminoso spirituale più sottile rispetto al fantòma umano normale. Esso è stato donato all’uomo dagli Spiriti della prima gerarchia superiore, ovvero i Troni o Spiriti della Volontà. Questo corpo forma un’unità con il fantòma umano inferiore e rappresenta il corpo spirituale con cui Cristo è risorto dalla morte la Domenica di Pasqua. È lo stesso corpo con cui Egli apparve a Paolo sulla via di Damasco, lasciandolo accecato per tre giorni. (Vedi anche la nota 2 dell’articolo precedente).

9   Vedi la nota (9) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” sul blog “Pensieri Antroposofici dell’anima”.

10   Il pensare, il sentire e il volere sono tre facoltà dell’anima attraverso le quali l’io terreno si manifesta come Personalità umana, ovvero coscienza dell’io. Tuttavia, la Personalità umana o coscienza dell’io può sussistere solo nel mondo fisico, poiché il corpo fisico tiene unite queste tre forze animiche in un tutt’uno organico. Nel momento in cui l’uomo attraversa la porta della morte, esse si separano e si uniscono alle loro forze archetipiche originarie facendo sì che l’uomo o io terreno, cada nell’oblio o, meglio, nell’incoscienza; come succede di notte quando l’anima abbandona nel letto il corpo eterico e il corpo fisico.  Per questo come citato nel terzo capitolo del libro di Sergej O. Prokofieff, l’uomo ha bisogno di un sostegno nel mondo spirituale al fine di mantenere integra la sua coscienza dell’io.  Queste tre facoltà animiche si manifestano nell’uomo come anima razionale in relazione al pensiero, anima senziente in relazione al sentire e anima cosciente in relazione al volere. Possiamo ancora aggiungere che il pensare è in relazione al corpo astrale, il sentire al corpo eterico e il volere al corpo fisico. Per questo lo sviluppo dell’anima cosciente fa parte dei misteri iniziatici della volontà umana; per cui al fine di realizzare l’illuminazione e il giusto sviluppo dell’anima cosciente in anima immaginativa, occorre rafforzare la volontà e nello stesso tempo la forza morale accogliendo in sé l’impulso del Cristo. 

11   Le forze luciferiche, sono Angeli rimasti indietro a livello umano, durante l’evoluzione dell’eone cosmico o incarnazione passata del nostro cosmo planetario, il cui capo è Lucifero (Demonio). Le forze arimaniche, sono Arcangeli rimasti indietro a livello angelico, durante due incarnazioni passate del nostro cosmo planetario. (Vedi anche le note (24-25) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

12    Il Fantoma del Cristo, ovvero il corpo di resurrezione con cui Egli risorse dopo la morte sul Golgotha il giorno di Pasqua, è una trasformazione ed elevazione del fantòma ripristinato di Gesù di Nazareth a una forma superiore spirituale di sostanza di calore, luce e amore (Agape) del Cristo. Paolo di Tarso fu accecato da questo corpo di resurrezione del Cristo, sulla via di Damasco. (Vedi anche la nota (20) dell’articolo “4. Note Antroposofiche” apparso sul blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”.

Preghiera al Cristo-Sole

Rappresentazione astratta della luce divina del Cristo-Sole

«Possa questa preghiera al Cristo-Sole essere uno stimolo affinché  uomini di buona volontà operino all’interno della comunità sociale, al fine di realizzare la vera Pace tra i popoli, seguendo il motto rosacruciano: “Libertà, Uguaglianza e Fratellanza”».

Preghiera al Cristo-Sole1

      Implorazione al Cristo-Sole tratta dalla “Pietra di Fondazione” fondata da Rudolf Steiner nel “Convegno di Natale”, tenuto a Dornach in Svizzera il 1° gennaio 1924, elaborata e in parte trasformata cui recita così:

Luce divina, Cristo Sole,

riscalda il mio cuore

illumina il mio capo!

Possa il Tuo calore mio Dio

concedermi la forza

di sciogliere e trasformare

l’egoismo dal mio cuore;

la Tua Luce di Sapienza

la Tua luce di Verità,

mi concedano la forza

di trasformare le tenebre

e l’egoismo dal mio capo.

Possa io col Tuo aiuto

sviluppare in me

le giuste forze2

cosicché sia degno

di divenire un giorno,

un Tuo vero discepolo.

Collegno, ottobre 2019 Agg. aprile 2025                                           Antonio Coscia

Note Integrative

1     Questa preghiera implorativa al Cristo-Sole può essere utilizzata anche come semplice preghiera meditativa, pur non avendo ancora le basi per la pratica della vera meditazione esoterica. È necessario sviluppare in noi una sincera devozione e un autentico amore per la Luce divina del Cristo. Se recitata con uno stato d’animo sincero, è possibile percepire, a seconda della sensibilità psichica individuale, uno stato di benessere in tutto il nostro essere. Prima di procedere con l’invocazione meditativa, è indispensabile sforzarsi di far tacere tutti i pensieri caotici provocati dalle preoccupazioni quotidiane, fino a raggiungere uno stato d’animo di calma e silenzio       interiore.

Immaginiamo quindi di incontrare, nel mondo astrale adiacente alla Terra, il Cristo nella Sua figura luminosa eterica, e visualizziamo il nostro corpo astrale, ossia la nostra anima, in parte oscurato dalle impurità karmiche. Con un atteggiamento pieno di venerazione, possiamo immaginare che la Luce del Cristo ci venga incontro e ci illumini, compenetrandoci con una fiamma splendente. Possiamo percepire il calore spirituale nel nostro cuore e avvertire il nostro egoismo che viene bruciato e trasformato in un impulso d’amore per il mondo. Allo stesso modo, immaginiamo che la Luce del Cristo illumini e riscaldi il nostro cuore dissipando la tenebra del nostro capo, illuminando tutto il nostro corpo astrale con la Sua luce divina. I nostri pensieri, purificati ora dalla Luce del Cristo, possono quindi fluire nel mondo con amore. Viviamo per un attimo in noi stessi con questi pensieri, e con la calma interiore cerchiamo di sentirci totalmente compenetrati dalla Luce del Cristo. Attraverso di essa, ci sentiamo vivificati nello spirito, risanati nell’anima e fortificati nel corpo, per essere più attivi e utili, non solo verso coloro a noi karmicamente più vicini, ma soprattutto verso chi non siamo ancora strettamente legati karmicamente, ossia tutti quelli che ogni giorno incontriamo nella nostra comunità sociale umana.

Al termine di questa riflessione, facciamo tacere ogni attività animica, riportando nuovamente il silenzio nell’anima. Rimaniamo in questo stato di quiete per alcuni minuti, fino a che gradualmente torniamo alla nostra normale attività quotidiana. L’intero esercizio dovrebbe durare tra i 15 e i 20 minuti, a seconda della forza di concentrazione individuale, e deve sempre essere svolto con uno sforzo moderato, evitando eccessi che potrebbero causare mal di testa.

È necessario ripetere questa pratica fino a che i pensieri erranti, le preoccupazioni o qualsiasi altra distrazione vengano domati e respinti nel fondo, consentendo il raggiungimento del giusto silenzio dell’anima. Inoltre, è importante imparare a terminare l’esercizio seguendo un senso interiore del tempo, senza ricorrere all’orologio come strumento meccanico.

2      Sono le forze di sacrificio che possono essere sviluppate solo tramite la sofferenza e il dolore animico cosciente, quando cioè si diventa maturi per seguire l’esempio del Cristo.

BUONA PASQUA DI RESURREZIONE

Don Lorenzo Perosi 1872 – La resurrezione del Cristo

“A tutti i visitatori del blog Pensieri Antroposofici dell’Anima, auguro una serena Pasqua di Resurrezione. Possa la luce del Cristo-Sole illuminare la nostra anima, affinché si risvegli spiritualmente, prenda coscienza del nostro vero Io superiore e collabori alla realizzazione della volontà del Cristo-Sole sulla Terra.”