Francesco_Botticini I tre Arcangeli_Michele, Raffaele, Gabriele e_Tobia
«Il vero scopo dell’antroposofia è di afferrare il mondo spirituale sulla base dell’odierna civiltà dell’intelletto, di riunire gli uomini che possono comprendere la chiamata verso la spiritualizzazione del mondo. Essi non formeranno una colonia chiusa in sé, ma proverranno da tutte le nazioni; a poco a poco essi passeranno a vivere nel sesto periodo di civiltà (…). Quando si riuniranno la spiritualità dell’Oriente e l’intellettualità dell’Occidente, da tale confluenza nascerà il periodo di Filadelfia. In tale unione si ritroveranno tutti quelli che accolgono l’Impulso del Cristo Gesù; essi formeranno la grande fratellanza che sopravviverà alla grande guerra [la guerra di tutti contro tutti alla fine del settimo periodo], che sarà perseguitata, che sperimenterà le più diverse persecuzioni, ma che fornirà la base per la razza dei buoni. Dopo che la grande guerra avrà portato al sorgere dell’animalità in chi sarà rimasto nelle forme antiche, nascerà la razza dei buoni».
Rudolf Steiner (O.O. 104, pag. 134-136)
BREVE PREMESSA
Affinché gli articoli antroposofici possano essere compresi dalle persone che non conoscono la terminologia antroposofica della Scienza dello Spirito o Antroposofia, (la quale ha la sua base nei quattro libri fondamentali scritti e corretti da Rudolf Steiner, quali: «La Scienza Occulta, Teosofia, l’Iniziazione e La Filosofia della Libertà»), ho ritenuto opportuno aggiungere delle note integrative, alfine d’introdurre il lettore profano in alcuni chiarimenti terminologici trattati negli articoli dei diversi tema che man mano, saranno pubblicati sul Blog “Pensieri Antroposofici dell’Anima”, che altrimenti, resterebbero pressoché incompresi da quei lettori che incontrano per la prima volta la via moderna rosacruciana della Scienza dello Spirito o antroposofia.
4. NOTE INTEGRATIVE ANTROPOSOFICHE
-(tratte dall’articolo: (Alcuni aspetti del karma e del dolore umano)-
1. Rudolf Steiner nacque il 27 febbraio 1861 a Kraljevec, presso la frontiera austro-ungarica. Suo padre Johannes Steiner, era impiegato delle Ferrovie Meridionale Austriache, per cui crebbe in un ambiente che stimolava alla prontezza e all’abilità nella vita pratica. Già presto, all’età di sette anni, gli era possibile «vedere e udire gli esseri» che stanno dietro al mondo naturale e che dovette in certo senso nascondere ai suoi coetanei e anche a persone adulte, poiché non sarebbe stato compreso. Nel 1879 superò l’esame di maturità con lode. Nello stesso anno s’iscrisse all’Istituto Tecnico Superiore di Vienna, dove studierà fra l’altro biologia, chimica e fisica. Specialmente quest’ultima materia influenzerà profondamente la sua evoluzione interiore e, nello stesso tempo, lo porrà di fronte a difficili enigmi. Si mise in luce già come studente curando gli scritti scientifici di Goethe. Dal 1890 al ’97 collaborò all’Archivio di Goethe e Schiller a Weimar. Dal 1902 ebbe una più intensa attività come scrittore e conferenziere, di cui moltissime in questi anni sulla cristologia, cui dedicherà gran parte della sua vita e la sua uscita nel 1912-13, dalla Società Teosofica, a causa di un dissenso con la Presidentessa Annie Besant, la quale, sosteneva che un giovinetto indiano di nome Krishnamurti, fosse la reincarnazione del Cristo. Nel 1894 pubblica la “Filosofia della Libertà” (Edizione Antroposofica Milano), la più importante delle sue opere filosofiche ed anche la base per la successiva concezione del mondo. Oltre a una trentina di opere scritte di carattere filosofico e antroposofico, sono rimasti i testi stenografati di quasi 6000 conferenze sui più diversi rami del sapere. Gli impulsi da lui dati nell’arte, nella scienza, nella medicina, nella religione, nella pedagogia e nell’agricoltura portarono a delle nascite di movimenti oggi sempre più diffusi nel mondo. Nel 1912-13 si distacca dalla Società teosofica e costituisce la Società antroposofica universale. A Dornach in (Svizzera), costruisce il primo Goetheanum di legno, un centro di attività scientifiche e artistiche fondate sull’antroposofia il quale, in seguito, sarà poi bruciato da nemici dell’Antroposofia nella notte di S. Silvestro del 1922. In seguito Rudolf Steiner fa un modello di un secondo Goetheanum in cemento armato il quale, fu costruito dopo la sua morte avvenuta il 30 marzo 1925, esistente tuttora come centro di numerose attività antroposofiche cui, partecipano artisti e soci di tutto il mondo.
2 Oltre all’io normale terreno umano, l’uomo ha anche un «Io superiore divino» (dono degli Spiriti della Forma o Elohim), cui l’io inferiore è solo un’immagine, un riflesso di come quando guardandoci in uno specchio vediamo la nostra immagine rispecchiata, riflessa appunto. L’immagine che egli riflette nell’ambito terreno è la sintesi di tutte le personalità umane vissute in tutte le incarnazioni terrene in personalità sempre diverse, nelle quali acquisì le facoltà morali e spirituali di cui egli possiede come sintesi nella sua ultima vita terrena. Questo nucleo divino – umano o «Individualità» superiore, è sempre la stessa, non cambia, ma si evolve e si arricchisce appunto delle facoltà umane acquisite durante le diverse esperienze delle vite terrene assunte dalle diverse personalità umane in ogni vita. Perciò la personalità umana che egli manifesta e rinnova in ogni vita terrena, è la sintesi o l’estratto spirituale superiore raggiunto durante le vite precedenti, e inoltre porta in sé, un concentrato animico imperfetto delle azioni negative compiute sulla Terra da ogni singola “Personalità umana”, che la Scienza antroposofica chiama karma e che l’Io terreno deve compensare attraverso prove dolorose. Questo destino doloroso è dunque voluto e ispirato dall’Io superiore, di modo che l’Io terreno possa elevarsi e sviluppare in sé le giuste facoltà morali che un giorno faranno sì che possa raggiungere quella perfezione che gli darà modo di congiungersi di nuovo alla sua immagine divina superiore.
3 Il nostro sé o Io inferiore, nasce all’incirca durante l’Epoca Lemurica, quando gli Dei o Elohim solari (Spiriti della Forma, secondo la terminologia antroposofica), erano costituiti da sette arti cosmici similmente a com’è costituito l’uomo attuale, la cui parte più bassa era l’Io. Cioè mentre l’uomo è costituito da un corpo fisico, eterico, astrale e Io, e da una triade superiore divina che non è ancora del tutto sviluppata, ossia il Sé spirituale, lo spirito Vitale o Buddhi e l’Uomo spirito o Atma, anche gli Dei creatori nel periodo lemuriano erano costituiti da sette corpi cosmici, e cioè da un “Io, un Sé spirituale, uno Spirito Vitale, e un Uomo Spirito”; poi similmente all’uomo avevano una triade superiore di un quinto, un sesto e un settimo corpo. Nel mentre facevano fluire o gocciolare la loro ultima parte, cioè il loro Io umano, altri Spiriti della Forma o Elohim che erano rimasti indietro nell’eone precedente dell’antica Luna al livello di Archai o Spiriti della Personalità, vollero fare la stessa cosa. Ma siccome non avevano maturato il loro Io umano per darlo all’uomo, fecero fluire le loro forze astrali non purificate nel corpo astrale dell’uomo oscurandolo, cosicché il corpo astrale dell’uomo oscurato e appesantito dalle forze di brame, desideri e passioni degli Archai, si divise in due parti, ossia venne costituendosi due anime umane, ciò che nella Bibbia è chiamato l’albero del bene e del male. Mentre dunque l’”albero della Vita” ha come significato il corpo superiore dell’uomo che abbiamo chiamato lo spirito Vitale o Buddhi, l’”albero del bene e del male” ha per significato il corpo astrale umano. Per cui fu così che l’uomo si divise in due anime (corpo astrale) di cui, nell’anima superiore gli Elohim normali fecero fluire una scintilla del loro fuoco divino, ossia l’”Io superiore” altruista umano, mentre nell’anima inferiore, gli altri Dei luciferici rimasti indietro, fecero fluire degli influssi astrali più bassi predisponendo così l’io inferiore all’indipendenza e all’egoismo, quale ancora oggi non vuole staccarsi dagli istinti, dalle brame e dalle passioni. (Vedi Riv. Antroposofia, anno ottobre-dicembre 1986, pag. 156).
4 La cronaca dell’Akasha è la memoria dell’Universo attraverso cui viene impresso come un negativo spirituale tutto ciò che viene dall’uomo pensato, sentito e voluto, nel mondo fisico. Occorre distinguere due aspetti dell’Akasha: l’aspetto astrale il quale è solo la controparte dell’aspetto reale della vera sfera dell’Akasha o memoria universale e per cui, facilmente si può incorrere in errori dovuti alla poca esperienza del veggente che non abbia conseguito la facoltà della veggenza Intuitiva, e che comunque nulla toglie che possa commettere anche lui degli errori, anche se non nella misura di chi abbia sviluppato o conseguito solo gli altri due tipi di veggenza, ossia quell’Immaginativa o quell’Ispirativa. Il secondo aspetto è quel reale spirituale in cui è registrato nel vero mondo spirituale superiore, tutto il passato e il futuro dell’evoluzione cosmica umana – terrestre, tutto quello che succede nel mondo fisico e nel mondo dell’anima umana, è registrato in questo piano cosmico del Budhi, come memoria universale. Rudolf Steiner in merito, nel libro “Il Vangelo di Giovanni in relazione con gli altri tre e specialmente col Vangelo di Luca” spiega: “Tutto ciò che succede nel mondo fisico – sensibile ha la sua controimmagine nel mondo spirituale. Se una mano si muove, non esiste solamente ciò che l’occhio vede, e cioè la mano in movimento, ma dietro la mano che si muove, dietro l’immagine visiva della mano ci sono per esempio il mio pensiero e la mia volontà: la mano deve muoversi. Vi è dietro un fatto spirituale. Mentre l’immagine visiva, l’impressione fisica del moto della mano passa, rimane inscritta la controimmagine spirituale nel mondo spirituale e vi lascia sempre una traccia, così che noi [gli iniziati veggenti], possiamo rintracciare tutti i fatti che sono avvenuti nel mondo, i fatti le cui tracce sono rimaste quali controimmagini spirituali. Nulla nel mondo può succedere senza che vengano lasciate tali tracce “– conf. del 25 giugno 1909, pag. 26 O.O. n. 112. La Scienza antroposofica spiega che la vera memoria akashica, è situata oltre il mondo devachanico, ossia oltre il mondo Celeste e della Ragione che va oltre le stelle fisse, ed è conosciuto nell’occidente come “mondo della Provvidenza”; è il mondo, dove origina la “vita universale” i cui donatori sono gli Spiriti del Movimento (Dynameis), il cui corpo più basso è il “Principio Vitale o del Budhi” e che è situato prima del “Nirvana” così chiamato dai buddhisti.
5 La “legge della reincarnazione” spiegata molto bene da Rudolf Steiner secondo la concezione moderna rosacruciana, è quella legge universale a cui sono sottomessi i quattro regni della natura, i quali percorrono una via evolutiva di perfezione o grado di sviluppo della coscienza a un piano superiore. Sia i minerali, sia le piante sia gli animali sono sottomessi a questa legge universale, ma in modo particolare l’importanza di questa legge è attribuibile all’uomo, in quanto è portatore di un’Individualità spirituale presente sul piano fisico cioè, l’io umano: mentre tutti gli altri regni hanno il loro «Io di specie» su dei piani spirituali superiori, da dove agiscono con le loro forze sulla Terra. Così abbiamo che il centro di forze o l’io di specie del minerale è nel mondo stellare, da dove agisce sulla Terra; l’io-specie delle piante invece, è presente nel mondo Planetario, mentre l’io-specie degli animali è presente nel mondo astrale. Quando un animale muore, è subito sostituito dall’io di gruppo con un altro animale che nasce quasi subito dall’anima di gruppo della stessa specie. Mentre al contrario, ogni io umano, è insostituibile in quanto egli è parte dell’individualità umana singola presente sulla Terra, la quale morendo, muore con essa la possibilità di fare l’esperienza terrestre. La morte di un singolo animale invece, non ha quasi importanza per l’io di gruppo della singola specie animale presente nel mondo astrale, è come se venisse tagliata l’unghia di un dito; l’individualità o Io di specie non ne risente affatto che sostituisce subito con un’altra sua parte animica astrale. La singola individualità umana spirituale invece, occorra che faccia una lunga evoluzione nel mondo spirituale attraverso il passaggio di tutti i pianeti inferiori e superiori del nostro sistema solare, impiegando circa 300-400 anni, prima che possa incarnarsi in un nuovo corpo che elabora e costruisce nel mondo spirituale con la collaborazione degli Dei.
6 Il Doppio umano o Doppelgänger com’è conosciuto in tedesco, è un Essere arimanico che poco prima di nascere s’inserisce nella parte subconscia della nostra anima dove agisce nel nostro corpo eterico influenzando i nostri pensieri in modo negativo; cioè si manifesta quale parte negativa caratteriologica della nostra Personalità umana diversamente dal suo fratello luciferico invece, che agisce tramite i sentimenti negativi umani. Tutto ciò che non riusciamo a trasformare o perfezionare in ogni incarnazione quale nostra parte caratteriale morale, è soggetta all’influenza di questi due esseri dell’ostacolo, cosicché la nostra anima viene oscurandosi sempre più con non poche conseguenze sul piano fisico-mentale. Rudolf Steiner nel libro “Il Mistero del Doppio” O.O. 178 a pag. 54 scrive: «Le malattie che compaiono nell’uomo non per un danno esterno, ma in modo spontaneo, endogeno, non nascono dall’anima umana, bensì da questo essere. Egli [il Doppio arimanico], è il responsabile di tutte le malattie che sorgono spontaneamente dall’interno quali malattie organiche. E un suo fratello, non arimanico ma luciferico, è all’origine di tutte le patologie nevrasteniche o nevrotiche [psichiche], di tutte quelle malattie che in realtà non sono tali ma, come si dice comunemente, sono solo malattie dei nervi, isteriche e così via.
7 Il Karma o «legge di causa ed effetto», sostituisce dopo l’avvento del Golgotha, la vecchia legge deuteronomica mosaica o del taglione: «Occhio per occhio, dente per dente, vita per vita etc.», la quale non ammetteva sconti; per cui se qualcuno uccideva una persona ne subiva subito la conseguenza con la pena di morte. Oggi e in modo particolare dal XX secolo in poi, per quelli che accolgono e comprendono il Cristo nel senso della rivelazione dell’Antroposofia, le cose si presentano alquanto diverse, in quanto il Cristo è diventato il «Signore del Karma». Per cui la rigida legge testamentaria yahvetica si è modificata in «legge del perdono e dell’amore» con dedizione verso gli altri, ovverosia per quanto male abbiamo fatto agli altri, tanto bene dobbiamo restituire tramite l’amore e la dedizione verso quelli che abbiamo offeso, e altrettanto occorre, che perdoniamo coloro che ci hanno offeso. Ciò non vuol dire appunto che basti chiedere perdono a Dio e tutto viene azzerato come prima; Dio non può perdonare l’azione negativa commessa, ed è errato credere che il Cristo prenda su di Sé i nostri peccati morali, sono di tutt’altro genere i peccati che Egli prende su di Sé! È un tema che purtroppo esula dall’essere affrontato in una nota. Il peccato o l’errore morale, non può essere dunque perdonato, ma possiamo compensarlo in un modo diverso dalla legge antica del taglione se abbiamo accolto in noi l’Impulso del Cristo, ossia restituendo al nostro debitore, il male commesso con altrettanto amore e dedizione alle sue necessità materiali e spirituali. Occorre pertanto che compensiamo l’azione malvagia commessa ai danni degli altri, con un’altra azione positiva quale atto d’amore e dedizione. Il karma è un tema molto complesso, poiché riguarda il passato, presente e futuro dell’essere del divenire dell’uomo, per cui è difficile stabilire se l’azione che ci viene incontro nel presente sia un effetto di una causa passata o la causa di un effetto futuro. Rudolf Steiner nel 1910 nel libro «Le manifestazioni del karma O.O. n.120», mise le basi per la conoscenza del significato del karma, enunciando questa legge in modo alquanto diverso da come enunciata dalla scienza ufficiale esteriore laddove a pag. 32, nella prima conferenza di Amburgo egli dice: «Così oggi abbiamo potuto parlare del concetto di karma, (…). Troviamo così la legge del karma che possiamo definire una legge della relazione tra causa ed effetto, però in modo che l’effetto si ripercuote di nuovo sulla causa, e nel ripercuotersi l’essere si conservi, rimanga lo stesso (…). Abbiamo il presentimento che il karma si manifesti nelle maniere più svariate, nei campi più diversi, che le varie correnti karmiche: “Karma personale, karma del popolo, karma dell’umanità, karma della Terra, karma dell’universo, vengano a incrociarsi, e che da tutto ciò ci vengano le spiegazioni che ci occorrono per comprendere la vita; (Amburgo, 16 maggio 1910 – ed. Antroposofica Milano)».
8 Il numero della Bestia 666, che si legge sei, sei, sei, è un numero cabalistico ebraico che nell’esoterismo occidentale segue la forma settenaria, mentre in quella orientale è letto secondo la forma decimale. Per esempio, nell’esoterismo orientale è predetto che il Maitreya arriverà fra 5670 anni dopo l’illuminazione del Buddha Gautama. Nell’esoterismo occidentale sappiamo che il Maitreya Buddha s’incarnerà fra circa tremila anni cioè, circa nella metà del sesto periodo di cultura. Volendo esprimerlo secondo la forma settenaria diremmo che: noi siamo nel quarto stato di coscienza, per cui sono già passati tre eoni Saturno, Sole e Luna, (vedi più avanti la nota 22) che indichiamo con il numero 3. Inoltre, siamo nella quinta Epoca, cui ne sono già passate quattro: “Epoca Polare, Iperborea, Lemurica e Atlantica”, che indichiamo con il numero 4. Attualmente siamo nel quinto periodo di cultura e quando saremo nel sesto periodo, saranno passati cinque periodi di cultura che indichiamo con il numero 5. Quindi il numero esoterico per indicare l’arrivo del Maitreya in un’incarnazione futura terrestre sarà quando nella nostra evoluzione si formerà il numero 345, cioè tre, quattro, cinque. Ora per indicare quando gli uomini rimasti indietro nell’evoluzione degli stati di coscienza, potranno ancora essere salvati o redenti dal Cristo, è indicato nel libro dell’Apocalisse di Giovanni con il numero della Bestia 666. Qui la cosa è un po’ più complessa, ma possiamo dire che quando l’uomo sarà nel sesto stato di coscienza di Venere e saranno passati 6 stati di vita, 6 stati di forma e 6 Epoche di cultura, si sarà formato quel fatidico numero di evoluzione menzionato da Giovanni nell’Apocalisse, ossia il numero 666 che egli caratterizza come il numero della Bestia a due corna, ovverosia il demone solare che si oppone al Cristo quale genio e guida del Sole. Tutte le anime che a quel tempo non si saranno redente sprofonderanno con l’ottava sfera del male (la sfera soratica degli esseri malvagi) nell’abisso universale, dove in un successivo eone planetario potranno essere redente solo dalle forze di Dio Padre, laddove potranno iniziare da zero quale sedimento per un nuovo universo. Sorat, il Demone del male, il potente mago nero, sarà sconfitto definitivamente dalla potenza della magia bianca operata dal Cristo e dai suoi collaboratori spirituali cosmici appartenenti alla gerarchia dei sei Elohim solari, ossia dall’Eloah del Sole che è anche il genio della Terra, e da Michele assurto nel 1879 a Spirito della Personalità o Archai, durante l’evoluzione del sesto stato di coscienza cosmico planetario di Venere. Già nell’ambito del nostro stato terrestre, in un futuro non molto lontano (che possiamo fissare al termine della sesta Epoca Postatlantica, quando saremo nel sesto periodo di cultura cui di conseguenza si formerà il numero 66), Michele lotterà insieme alla Sofia cosmica, incatenando Sorat nell’abisso per mille anni, in modo da dare agli uomini la possibilità di rafforzarsi spiritualmente e moralmente per tenerlo a bada fino allo stato evolutivo di Venere. (Vedi la nota 26 e l’articolo precedente su questo blog: “La nuova comunità di Filadelfia … VII”).
9 Anima cosciente o anima dell’intelletto, è la quintessenza dell’anima umana attraverso cui, l’io umano, esprime quella parte più essenziale di sé come pura essenza della vera volontà umana tramite la quale, l’«io risvegliato» può, autoconoscersi e afferrarsi come un essere autonomo e libero, congiunto a un essere a lui superiore o Io superiore divino. In pratica è quella parte più profonda dell’anima umana attraverso cui l’io umano, può afferrarsi e riconoscersi come un che di divino o il «dio nell’uomo». Nel libro la «Scienza Occulta» Rudolf Steiner scrive: «L’uomo, tramite l’anima cosciente può trovare in sé un che di divino, perché la sua più caratteristica essenza proviene dal divino. Per mezzo dell’anima cosciente l’uomo raggiunge la vera conoscenza interiore di se stesso, cosi come per [mezzo dell’anima inferiore], raggiunge una conoscenza del mondo esterno (…). Nell’anima cosciente comincia a rivelarsi la vera natura dell’io. Poiché mentre attraverso la sensazione e l’intelletto, l’anima si abbandona ad altre cose, come anima cosciente essa afferra la sua essenza (…). Perciò l’io per potersi percepire, non può farlo quando si abbandona alle rappresentazioni esterne, ma solo quando lo fa attraverso la sua anima cosciente tramite una certa attività interiore». (pag.52-53.) Occorre ancora dire che lo sviluppo dell’anima cosciente se rettamente realizzato (attraverso la via iniziatica moderna rosicruciana o Antroposofia), conduce l’uomo alla trasformazione del suo pensiero concettuale astratto, in un pensiero intellettivo vivente immaginativo, vale a dire, allo sviluppo occulto della chiaroveggenza immaginativa tramite cui possiamo, entrare in rapporto con le entità del mondo astrale e della terza gerarchia (Angeli, Arcangeli e Archai). Vedi anche la nota 8. di 1.Note Integrative Antroposofiche).
10 Gli Spiriti del Tempo sono anche chiamati dalla Scienza antroposofica Spiriti della Personalità o Archai, sono degli Spiriti che si occupano dello sviluppo di ogni civiltà nascente. Attualmente lo Spirito del Tempo che dirige la nostra civiltà occidentale è l’Arcangelo Michele, assurto nel 1989 (in realtà già molto prima dopo l’evento del Golgotha) a Spirito del Tempo, il quale però è anche lo spirito reggitore del nostro periodo di cultura dell’anima cosciente, per la durata di circa 350- 400 anni. (Vedi anche la nota 11 di 2. Note Integrative Antroposofiche e la nota 21 di 3. Note Integrative Antroposofiche).
11 La metempsicosi è un concetto orientale antico il quale crede che l’anima dopo la morte possa passare attraverso incarnazioni di animale e perfino vegetale. Ritroviamo questa concezione anche nella Bibbia del vecchio testamento in Daniele, dove egli interpreta il sogno del re Nabucodònosor che avendo offeso Dio, viene cacciato dal consesso umano e fatto passare attraverso la metamorfosi di animale e vegetale fino a quando pentito del suo peccato verso Dio, viene di nuovo reintegrato nel consesso umano regale, con un potere ancora più grande; Daniele 4,ss. Nella Grecia antica si credeva invece nella metensomatosi, ossia la trasmigrazione dell’anima esclusivamente in altri corpi umani, in contrasto poi con la concezione di Origene, teologo e filosofo greco cristiano vissuto nei primi secoli, il quale credeva alla preesistenza dell’anima il cui spirito s’incarnava di volta in volta in un corpo materiale che poteva essere più o meno elevato, a secondo della purificazione ed elevazione spirituale che conquistava in ogni vita attraverso esperienze morali.
12 Il kali yuga è un periodo ciclico della durata di 5000 anni. Nella religione induista l’evoluzione del mondo avviene tramite lo sviluppo di quattro ere o periodi di tempo chiamati yuga, i quali sono cosi suddivisi: 1) Satya Yuga o Krita Yuga o età dell’oro; 2) Treta Yuga o età dell’argento; 3) Dvapara Yuga o età del bronzo; 4) Kali Yuga, o età del ferro iniziata circa 3101 a.C. e terminata nel 1899 d.C. Adesso siamo entrati nel ciclo di risalita cioè nel Dvapara Yuga che durerà di nuovo 5000 anni, poi il Treta Yuga e infine il Satya Yuga, ove termina il ciclo degli Yuga, ossia di 35000 anni.
13 Il Maitreya Buddha, è il nuovo Bodhisattva succeduto al Buddha Gautama che secondo alcune indicazioni concordanti sia della corrente orientale buddhista che di quella occidentale rosacrociana, s’incarnerà fra circa 5670 anni dopo il Buddha Gotama, o secondo l’esoterismo cristiano fra circa 2500 o 3000 anni dopo l’evento del Golgotha, cioè da quando il Cristo, il «Logos solare» dimora sulla Terra. Fra tremila anni Egli dovrà scendere sul piano fisico e incarnarsi completamente in un corpo umano preparato per lui, dimodoché possa percorrere quel grado umano chiamato da Rudolf Steiner “Buddha umano”, cui dovrà realizzare la “Dottrina” che ha ispirato alle diverse personalità bodhisattviche umane e realizzare la dignità di nuovo Buddha. Egli sarà il settimo e il primo Buddha umano cristiano, dopo l’illuminazione del grande Buddha Gotama e, userà la potenza della parola per istruire i suoi discepoli in modo magico, senza l’uso del pensiero concettuale. Ciò vuol dire che nel sesto periodo postatlantico chiamato “Filadelfia”, ossia quello che succederà al nostro che durerà ancora per circa 1500 anni, la saggezza divina sarà accolta senza l’ausilio del pensiero concettuale, cioè verrà accolta direttamente dall’anima umana attraverso un atto magico della potenza del logos del Bodhisattva. Per meglio dire, la parola “magica” del Maitreya Buddha, sarà accolta tramite una sorta d’intuizione cosciente da quelle anime più evolute che preparandosi fin da ora avranno raggiunto insieme allo sviluppo dell’anima cosciente un alto grado della coscienza morale. E affinché ciò possa realizzarsi, devono essere formati degli uomini che possano già da ora sviluppare e trasformare il pensiero razionale in un pensiero intellettuale veggente o immaginativo. È quindi della massima importanza che nel nostro periodo, una parte dell’umanità più progredita possa sviluppare in sé attraverso la fede verso un nuovo esoterismo cristiano moderno, un cammino spirituale onde riconoscersi tramite lo sviluppo della coscienza morale, di avere in sé un che di divino, da cui egli è sempre stato ispirato. Questa è la speranza dei Maestri che guidano sia l’evoluzione occidentale sia quella orientale e sia sperano appunto, che possa realizzarsi nell’ambito di tutte le comunità e movimenti spirituali, la formazione di quelle anime cui possono essere idonee ad accogliere la «Parola magica» del nuovo Buddha che deve venire. Questo è il compito più importante che la Società Antroposofica universale possa prendere coscienza e in modo particolare nei gruppi locali, affinché l’Antroposofia possa espandersi sempre più nel nostro periodo attuale, in modo da essere utili e aiutare l’umanità a sviluppare nel modo giusto l’anima cosciente che deve realizzarsi entro la fine del nostro quinto periodo postatlantico. Questo ha come scopo di preparare nello stesso tempo, delle anime più evolute in modo da poter accogliere nel modo giusto nel prossimo sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, il dono dall’alto del mondo angelico ossia, il principio del Sé spirituale.
14 Il sesto periodo di cultura o periodo di Filadelfia, si riferisce al prossimo sesto periodo di cultura che seguirà il nostro quinto periodo di civiltà o di cultura, il quale sarà un periodo in cui gli uomini che avranno sviluppato in modo giusto l’anima cosciente, come spiegato nella nota 8 precedente, accoglieranno dall’alto quale dono dello Spirito della nuova Pentecoste, un principio microcosmico del Sé spirituale, come preannuncio del principio superiore macrocosmico che svilupperemo nella prossima incarnazione cosmica Planetaria della Terra (ossia tutti i pianeti del nostro sistema solare) che la Scienza antroposofica chiama “Giove”. Il nome Giove non è riferito al nostro pianeta attuale, ma indica il punto, dove la sfera terrestre astrale si espanderà in quel lontano futuro.
15 L’uomo è un essere tripartito formato da corpo, anima e spirito; questa era anche la concezione cristiana di S. Paolo prima che l’ottavo concilio di Costantinopoli dell’869, i teologi cattolici decretassero “eresia” credere che l’uomo sia portatore di uno “Spirito umano”, ma che nell’anima umana esista soltanto una parte più sottile spirituale, in modo che possa distinguersi dall’animale, in quanto anche l’animale ha un’anima (corpo astrale). Rudolf Steiner attraverso la sua chiaroveggenza di altissimo iniziato cristiano – rosacrociano, ci rivela la natura umana, esattamente come la scienza materiale rivela le leggi della natura terrestre. Egli divide l’uomo in un Entità settemplice in divenire, vale a dire che non ha ancora raggiunto il completo sviluppo corporeo, animico e spirituale, e lo articola costituendolo in: “Corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, Io quale nucleo dell’anima, Sé spirituale o Manas, spirito Vitale o Buddhi e Uomo spirito o Atma”. Occorre dire che gli ultimi tre arti umani (Sé, Buddhi e Atma) sono ancora presenti soltanto in germe nel mondo spirituale, e saranno sviluppati nell’arco di prossime Epoche o periodi di cultura; i primi tre arti inferiori invece, cioè: il corpo fisico, il corpo eterico e il corpo astrale, presenti nell’uomo da passati sviluppi di periodi di cultura, saranno maggiormente sviluppati e perfezionati completamente dall’Io umano, in arti spirituali superiori della costituzione settemplice dell’uomo, durante le prossime Epoche di cultura terrestri e nelle incarnazioni cosmiche future di Giove, Venere e Vulcano.
16 Il Cristo è un Entità elevatissimo, cui non possiamo afferrarlo col nostro pensiero concettuale astratto, Egli è un Essere che abbraccia tutte le gerarchie spirituali del nostro sistema planetario e stellare, pertanto possiamo afferrarlo col nostro pensiero intellettivo solo attraverso la Sua conoscenza immaginativa che c’è data dai Bodhisattva o dagli iniziati, attraverso la loro “Dottrina” o rivelazione spirituale, o tramite la conoscenza esoterica dei grandi iniziati cristiani-rosacruciani delle diverse scuole di pensiero che operano nel mondo. Possiamo quindi dire che la Scienza antroposofica quale via rosacruciana moderna, ci rivela che il Cristo è una manifestazione della Trinità universale, la quale “emanò” o “generò” da Sé un “Pensiero Divino” * ossia, un “Io Universale” avente in sé le stesse facoltà caratteristiche trinitarie universali della Divinità Trina, vale a dire di “ Dio Padre, Dio Figlio e Dio Spirito”. Questo Io universale, fu mandato sulla Terra, avendo il Padre sentito il grido di dolore dell’umanità morente, ma affinché questo Io supremo potesse incorporarsi nell’uomo Gesù di Nazareth, occorse un processo per la Sua discesa, alquanto delicato e complesso, dove fu necessario la partecipazione di diverse Entità spirituali appartenenti a tutti e tre i rami gerarchici e in modo particolare, a elevati uomini iniziati e Profeti che preparassero un corpo fisico adeguato per accogliere l’altissimo Dio-Sole. Pertanto, questo Dio universale iniziò la Sua discesa dal mondo del “Logos o della “Parola”, unendosi prima con la prima gerarchia come “Io universale”, ove per modo di dire, si spogliò delle forze macrocosmiche per unirsi in un secondo tempo, come un “Io Cosmico” planetario, alla seconda gerarchia, quale espressione del Dio Figlio. Qui Egli si manifestò come “Agnello Mistico” attraverso un particolare Spirito del Movimento o Dynameis e poi dopo si unì ai sei Elohim solari o Spiriti della Forma come Elohim Yahve, tramite cui si manifestò come Dio Cosmico (Jehovah lunare) agli Ebrei e in un secondo tempo a Mosè, nel roveto ardente (nel mondo eterico elementare), come Yahve o l’Io Sono, e poi dopo, quando i tempi furono maturi Egli si manifestò agli uomini come “Pleroma”, l’inviato dei sei Elohim solari, l’Io Sono l’Io Sono, l’Io Cosmico o l’Altissimo Spirito del Sole che chiamiamo Cristo.
* Nel libro “Meraviglie del creato, prove dell’anima e manifestazioni dello spirito, O.O. n. 129”, a pag. 156 è scritto: “Con il Cristo entra nella vita fisica un’Entità divina per la stessa via che dovettero percorrere per la vita terrena gli Dei che in realtà prima erano solo esseri pensati degli altri Dei [ossia Dei luciferici che non avevano una loro autonomia e quindi dipendenti dagli altri Dei normali]. Ora però entra per la prima volta un’Entità reale che non è nello stesso senso pensiero degli altri Dei, ma che è indipendente [ossia che è un’Entità autonoma e libera che può evolvere secondo le sue forze spirituali a stati di coscienza superiori], ha una sostanza autonoma. Dallo spazio cosmico, in cui prima avevano vissuto solo i pensieri degli altri Dei, viene ora un pensiero divino che è reale.
17 Yahve o Jehovah è un Entità spirituale appartenente agli Spiriti della Forma o Elohim biblici. Quando all’Epoca Lemurica la Terra e la Luna erano ancora strettamente congiunte tra loro, gli dèi lunari misero in pericolo l’evoluzione umana con forze astrali troppo basse che tendevano a mummificare la materia terrestre che avrebbe dato dei corpi troppo duri e inaccessibili all’anima umana. Per questo si rese necessario che Yahve assumesse il compito di separare la Luna dalla Terra, in modo che regnasse il perfetto equilibrio evolutivo tra le forze solari, lunari e terrestri. Egli sacrificò la Sua natura spirituale di Elohim solare per trasferirsi nella sfera lunare in modo da contrastare le forze di Lucifero agenti dal Sole, che si manifestano nelle venature dorate terrestri; per questo l’oro è sempre stato motivo di contrasto luciferico nell’avidità umana. Inoltre, ha il compito di contrastare attraverso la luna fisica l’influsso negativo che opera dall’ottava sfera, come una Luna astrale la cui circonferenza ha per centro la nostra Terra e dietro cui agiscono Lucifero e Arimane quali servi della bestia apocalittica “Sorat” l’anticristo solare. Yahve è un grande servitore del Cristo e quando l’uomo sarà arrivato quasi alla sua meta e al fatidico numero d’evoluzione 666, Egli si riunirà di nuovo con i Suoi sei fratelli o Elohim solari, verso mondi più elevati dello spirito.
18 L’Io Sono l’Io Sono del Cristo, come già accennato nella nota 16, quale pura Essenza divina spirituale, è incomprensibile a noi uomini e possiamo conoscerlo solo tramite la Sua manifestazione attraverso i piani gerarchici che alcuni elevati iniziati chiaroveggenti cristiani, riescono a cogliere e portare alla nostra conoscenza intellettuale. Per cui secondo la conoscenza antroposofica, durante la discesa del Cristo alfine di congiungersi con l’uomo Gesù di Nazareth, Egli dovette scendere dalla sfera della “Parola cosmica” attraverso le “porte spirituali” di alcune costellazioni. Per cui, dal mondo della Parola creatrice entrò nell’ambito della sfera dello “Zodiaco” e passando dalla porta dell’Ariete, ove venne conosciuto come “Agnello mistico”, attraversò la porta della Vergine, dove si congiunse con la “Divina Sofia” e fu conosciuto come “Signore” o “Kyrios”. Entrando nel nostro cosmo solare planetario, dalla costellazione della Bilancia e dello Scorpione-Aquila fu conosciuto dai “Santi Rishi” come Visva Karman e poi dopo da Zarathustra come “Ahura Mazdā”. Continuando la Sua discesa attraverso la porta del “Capricorno” entrò nella sfera degli Arcangeli” manifestandosi con diversi nomi: “ Apollo, Osiride, Mitra, Baldur etc. e nel roveto ardente si manifestò a Mosè come “Io Sono l’Io Sono”. Poi sotto l’influsso della costellazione dei Pesci, compì il più grande sacrificio della storia umana unendosi all’uomo Gesù di Nazareth durante il Battesimo nel Giordano operato da Giovanni il Battista, cui sarà poi chiamato Cristo Gesù. Sergej O. Prokofieff nel libro “Le dodici notte sante e le gerarchie spirituali” scrive: “ In tal modo abbiamo tre gradini cosmici della discesa del Cristo: Stellare (Ariete), Solare (nei due aspetti, in quanto Vergine e in quanto Scorpione-Aquila) e Lunare (Capricorno). A questi tre aspetti Cosmici o Sacrifici, si aggiunge poi il quarto, legato al sacrificio più grande, il gradino della Terra (sotto il segno dei Pesci) l’unione del Cristo con Gesù durante il Battesimo nel Giordano. In definitiva possiamo definire i quattro gradini della discesa del Cristo dal Cosmo sulla Terra ancora nel modo seguente: primo – stellare (Ariete), secondo-solare, terzo – lunare e quarto – terrestre”; pag. 74.
19 Rudolf Steiner da notizie di Jeschu ben Pandira nella quarta e sesta conferenza del Vangelo di Matteo O.O. 123 dove viene menzionato come la guida della corrente degli Esseni, i quali erano sparsi in piccole comunità per tutta la Palestina. Jeschu ben Pandira (Gesù di Pandira), nacque in Palestina intorno all’anno 120 a.C. sotto il regno di Giovanni Ircano. Era figlio di una concubina chiamata Miriam (Maria) la quale di professione faceva la Pettinatrice che lo aveva partorito illegittimamente per cui, le costò secondo la pena di adulterio, la condanna a una morte atroce. Jeschu ben Pandira era discepolo di un Maestro dell’ordine dei Farisei che era chiamato Rabbi Josua ben Perachia, con il quale entrò in contrasto ciò che gli costò poi dopo, il motivo di condanna a morte da un fanatismo inquisitorio per blasfemia ed eresia, dove fu prima lapidato e poi impiccato a un albero, per aggiungere lo scherno alla pena. Dopo che il Buddha Gautama fu elevato a Buddha Celeste, essendo terminato il suo compito terreno, gli successe un nuovo Bodhisattva il cui compito fu di preparare una corrente precristiana tramite le due correnti spirituali degli Esseni e i Terapeuti nell’ambito della religione ebraica antica. Egli scelse per questo il Maestro degli esseni Jeschu ben Pandira come involucro e discepolo, per divulgare la sua “Dottrina”. Ciò fu possibile attraverso i cinque discepoli del bodhisattva e Maestro esseno, i cui nomi erano: Matthai, Naki, Nezer, Buni e Toda. Tramite il discepolo Matthai fluì la corrente esoterica dell’essenismo cui fu possibile a Matteo, discepolo di Gesù di Nazareth, descrivere nel suo Vangelo la genealogia di Gesù e tutti i fatti spirituali accaduti duranti i tre anni della vita del Cristo in Palestina fino al sacrificio sulla croce del Golgotha. Dal discepolo Nezer derivò la colonia essena di Nazareth ove fu possibile preparare e formare il pensiero spirituale dei due bambini Gesù, cui le due famiglie Maria e Giuseppe dopo che la prima coppia tornò dalla fuga in Egitto (come riportato dal Vangelo di Matteo) divennero amici con la coppia nativa di Nazareth, cosicché i due bambini Gesù divennero amici per prepararli al loro grande sacrificio, quali cristofori del Cristo (vedi sesta conferenza di Matteo opera citata).
20 Per spiegare che cos’è il corpo di resurrezione occorre capire cos’è il nostro corpo fisico o, meglio, la sua origine. Nel libro la «Scienza Occulta» troviamo la spiegazione dell’evoluzione dell’uomo che come accennato nella nota 22, deve attraversare sette stati di coscienza, ove durante il primo stato di coscienza saturneo, sviluppò il primo germe spirituale del corpo fisico quale dono degli «Spiriti della Volontà o Troni». Il corpo fisico sull’antico Saturno era dunque un corpo formato soltanto da forze di calore, lo stesso calore corporeo che portiamo in noi oggi e che Rudolf Steiner chiamò «Fantoma». Vale a dire che il corpo di resurrezione, è un corpo spirituale superiore quale trasformazione del Fantoma umano che il Cristo creò per l’ulteriore evoluzione dell’uomo dei prossimi stati di coscienza futuri alfine che possa raggiungere e realizzare la sua meta futura alla fine di Vulcano. Questo fu possibile appunto, per il fatto che Egli discese fino all’ottavo strato del «Frangimento» della Terra e ancora oltre, laddove avviene la frantumazione di tutti i Fantoma umani dopo la morte dell’uomo. E dove Egli poté trasformare il Fantoma di Gesù di Nazareth rimasto integro nel settimo strato dello “specchio della Terra”, prima che avvenisse la frantumazione da parte delle forze arimaniche nell’ottavo strato della “sfera del frangimento”, in quanto era stato purificato dal Cristo, prima della morte di Gesù, dal peccato originario dei nostri antenati biblici Adamo ed Eva, riportandolo al suo stato originario paradisiaco. Possiamo ancora aggiungere per meglio capire quest’azione spirituale alquanto complessa del Cristo che il corpo di resurrezione, è un arto spirituale di calore più elevato di quello costituitosi sull’antico Saturno, con il quale, il corpo di resurrezione forma un’unità. Questo corpo di resurrezione non va scambiato col corpo eterico con il quale il Cristo si presentò ai discepoli, ove Tommaso poté toccare con mano le cicatrici del Suo corpo, giacché questi era solo un corpo eterico densificato, cioè non visibile a nessun occhio umano, tant’è che il Cristo si presentò ai discepoli entrando a porte chiuse nel luogo dove si erano adunati (Gv 20, 27). Il corpo di resurrezione è quello con cui il Cristo si presentò a Giovanni nell’Apocalisse e a Paolo sulla via di Damasco quale «fuoco macrocosmico di luce» accecandolo e che oggi grazie all’Antroposofia, ogni uomo che l’accolga e che sappia infiammarsi con i suoi contenuti di conoscenza, può compenetrarsi di questo «fuoco di luce spirituale», unicamente se egli è capace di accendere nella sua anima sufficientemente il fuoco di conoscenza attraverso lo studio dell’Antroposofia; ove secondo la legge spirituale che il «fuoco non può essere divorato dal fuoco».
21 Le forze arimaniche sono forze negative dell’ostacolo che operano come contrasto nell’ambito dell’anima umana e in modo più specifico nel corpo eterico e nella parte pensante dell’uomo. Per un maggiore approfondimento vedi più avanti le note 24. e 25.
22 L’evoluzione umana secondo la Scienza dello Spirito o antroposofia, si svolge attraverso sette “Stati di Coscienza Cosmici” o “Eoni Cosmici” che sono chiamati: “Saturno, Sole, Luna, Terra, Giove, Venere e Vulcano”. Attualmente la Terra ha attraversato tre stati evolutivi cosmici di coscienza o possiamo anche dire “metamorfosi cosmiche”, e cioè: “Saturno, Sole, Luna e infine, il nostro eone Terra”. Saturno nacque come “Cosmo di calore” grazie al dono degli Spiriti della Volontà o Troni, dai quali nacquero gli Spiriti del tempo o Archai; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza minerale, molto ottuso. Esso si trasformò in “Cosmo eterico” cui si aggiunsero “l’aria e l’etere di luce” sull’antico Sole, quale dono degli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, dai quali nacquero gli Spiriti del Fuoco o Arcangeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza vegetale, ottuso. Nel terzo eone o stato di coscienza dell’antica Luna, si trasformò in “Cosmo astrale”, cui si aggiunsero “l’acqua e l’etere del suono”, grazie al dono degli Spiriti del movimento o Dynameis, dai quali nacquero gli Angeli; mentre l’uomo passava attraverso uno stato di coscienza animale, di sogno. Infine, nel quarto eone o stato di coscienza si trasformò nella nostra Terra fisica, cui si aggiunsero il “solido e l’etere di vita”, quale dono degli Elohim o Spiriti della Forma, da cui nacquero gli uomini, i quali passano attraverso una coscienza di veglia. I nomi scelti non sono riferiti ai pianeti attuali del nostro sistema solare ma, questi indicano soltanto il punto, dove si espandevano le sfere cosmiche dell’antico Saturno fino al pianeta Saturno attuale; l’antico Sole fino al pianeta Giove attuale e l’antica Luna fino al punto in cui è collocato il pianeta Marte attuale. Questi antichi sistemi Planetari o sfere cosmiche, non vanno immaginate come il nostro sistema fisico solare attuale, ma come sfere spirituali cui nessun occhio fisico avrebbe potuto vedere, in quanto erano delle sfere spirituali costituite da solo calore, da “Etere di Calore” che abbiamo chiamato Saturno. Poi il tutto si trasformò in un sistema eterico e astrale, cui si aggiunsero le sostanze più grossolane, ossia l’aria e l’acqua, e, quelle più sottili, cioè l’etere di luce e l’etere del suono; infine, nel nostro sistema solare e stellare, si aggiunse come sostanza più densa il solido e il minerale, e come sostanza più sottile o spirituale l’etere di vita. Soltanto, dunque, nel quarto stato di coscienza o eone cosmico terrestre il tutto si condensò nel nostro sistema solare attuale cui, si aggregarono insieme i quattro eteri: “Calore, luce, suono e vita”, che nell’Epoca Lemurica, con la cacciata dell’uomo dal paradiso terrestre, furono sottratti ad Adamo l’etere del suono e l’etere della vita, cui non è possibile aggiungere altro in questa nota. Possiamo solo aggiungere che i due eteri sottratti ad Adamo, ossia l’etere di vita e l’etere del suono, ci saranno dati nel momento in cui l’uomo avrà sviluppato l’anima cosciente, in modo da elevarsi a stati superiori di coscienza cosmici futuri che abbiamo chiamato: “Giove, Venere e Vulcano”.
23 La divina Iside nell’antico Egitto rappresentava sia la sorella e sposa di Osiride che l’antica Sapienza divina (Teosofia) che era cercata nei luoghi misteriosofici del culto di Iside, così come nei salmi Salomonici appare come l’amata Sapienza di Salomone e nei Profeta ebraici era presentita come la “Bat Kol”, ossia “la voce del cielo”. Nei filosofi greci era amata come “Filosofia” e oggi noi la conosciamo come “Antroposofia”. Quest’antica e moderna Sapienza è molto spesso confusa con lo Spirito Santo. In realtà appartengono a due rami gerarchici diversi, cui lo Spirito Santo è parte del terzo aspetto della Trinità Divina Universale che quale aspetto del terzo Logos si manifesta nell’ambito delle tre gerarchie, ossia: “I Cherubini o Spiriti dell’Armonia, gli Spiriti della Saggezza o Kyriotetes e gli Angeli chiamati anche gli Spiriti della vita”; e in modo particolare nell’ambito della terza gerarchia, cioè le Archai o Spiriti delle civiltà, gli Arcangeli e gli Angeli. Dalla Scienza antroposofica sappiamo che quest’Entità divina è un “Essere” settemplice composita, nata durante l’antica evoluzione solare sull’antico Sole ed è costituita dall’insieme di ogni rango gerarchico, e cioè da: “Spiriti della Saggezza o Kyriotetes, Spiriti del Movimento o Dynameis, Spiriti della Forma o Elohim, Spiriti della Personalità o Archai, Spiriti del Fuoco o Arcangeli; sull’antica Luna si aggiunsero gli Spiriti del Crepuscolo o Angeli e sulla Terra si aggiungerà l’Uomo l’Anthropos-Sofia.
24 Arimane è l’entità dell’ostacolo che conosciamo come “Satana o Mefistofele”, confuso dai teologi cattolici con Lucifero ossia il “Diavolo”, è uno spirito mefistofelico appartenente alla gerarchia degli Arcangeli, rimasti indietro durante l’evoluzione umana sull’antico Sole. Dal mondo astrale opera nel mondo materiale come sua specifica sfera, qui, egli manifesta pienamente la sua natura arimanica, mentre svolge un’azione diversa sia nel mondo elementare sia nella natura umana, in modo particolare nell’anima razionale. Rudolf Steiner nel libro “Sulla via dell’Iniziazione” scrive: “Una specie di quelle Entità spirituali [arimaniche], si manifestano in modo che in esse si può scoprire la ragione per cui l’uomo sperimenta il mondo sensibile come materiale. Si riconosce che in ogni cosa materiale in realtà è spirituale, e che è l’attività spirituale di quegli esseri a consolidare, a indurire la spiritualità del mondo sensibile fino allo stato materiale … Perciò chiameremo qui col nome di entità arimaniche gli esseri che effettuano questa materializzazione del mondo dei sensi. Si scopre pure, nei riguardi delle entità arimaniche, che esse hanno la specifica sfera loro propria nel regno minerale: ivi, esse dominano in modo da manifestarvi pienamente la loro natura”; pag.149.
25 Lucifero è un’entità dell’ostacolo che conosciamo come Diavolo o il “Serpente” del “Paradiso terrestre” che tenta Eva e Adamo, i nostri antenati biblici a disobbedire Dio nel mangiare il frutto proibito dell’albero del bene e del male collocato al centro di Eden insieme all’”albero della vita”. È un’entità appartenente alla gerarchia degli Angeli rimasti indietro durante l’eone dell’antica Luna, quando si evolvevano dal regno umano. In realtà l’entità “Lucifero” esiste come Spirito ostacolatore che si contrappone in tutte le gerarchie spirituali, dagli Angeli in su fino ai Serafini, con manifestazioni diverse a seconda della gerarchia a cui appartiene. L’entità “Lucifero” appartenente agli antichi Spiriti di Saggezza operanti sull’antico Sole, che in quell’epoca era reggente del Pianeta Venere, è stato redento dal Cristo sulla croce del Golgotha, ossia quel malfattore che è crocefisso alla Sua destra e che è chiamato dalla Chiesa S. Dismas, ha assunto il ruolo di Dio Cosmico e collaboratore del Cristo; Egli si è fatto mediatore dello Spirito Santo e quale guida dei dodici Bodhisattva. In merito Rudolf Steiner dice: “Se il principio del Cristo è chiamato a rafforzare sempre più l’interiorità umana, il principio luciferico ha la missione di potenziare, di elaborare le nostre facoltà di penetrare in modo completo nel mondo. Lucifero ci renderà sempre più forti per comprendere e conoscere il mondo, Cristo ci rafforzerà sempre più nella nostra interiorità”; O.O. 113 pag.128. All’uomo non resta dunque che redimere il suo essere luciferico, purificando il suo corpo astrale; egli può farlo con l’aiuto dell’Impulso del Cristo; mentre Arimane l’uomo potrà redimerlo solo alla fine dell’eone di Giove.
26 Con Saturno la Scienza antroposofica non vuole riferirsi al pianeta attuale del nostro sistema solare, ma a un antichissimo stato di coscienza cosmico, risalente a tre «Eoni» prima del nostro eone terrestre in cui il nostro sistema solare o la nostra Terra, erano immersi in un’immensa sfera di calore che si espandeva fino al punto in cui vediamo il pianeta fisico attuale di Saturno. In questa immensa sfera di tenebre non esisteva ancora né il «Tempo né lo Spazio», ma unicamente un mare di calore di «Volontà spirituale» dono del sacrificio dei Troni o Spiriti della Volontà, i quali insieme ai Serafini e ai Cherubini crearono la base e il fondamento del primo principio atmico di tutta l’evoluzione cosmica umana. In questa «Volontà» di calore primordiale attraversavano il loro stadio umano, gli Spiriti del Principio o Principati che, conosciamo anche come Archai o Spiriti della Personalità i quali, alla fine dell’eone saturnio divennero gli Spiriti del Tempo. Vale a dire che il tempo nel mondo spirituale è un «Essere reale del Tempo», ai quali, nella Bibbia sono assegnati i «sette giorni della creazione» che in realtà sono riferiti ai «sette Spiriti del Tempo» che vengono assegnati come guida alla fine di ogni periodo (eone), in cui sono stati creati gli archetipi di tutto ciò che si manifesterà poi nell’Universo fisico.
27 Sorat è lo spirito infernale apocalittico che si contrappone al Cristo nella sfera del Sole, appartiene alla categoria degli Spiriti della Forma rimasti indietro in un antichissimo eone cosmico sviluppatosi ancor prima che l’inizio del primo stato di coscienza di Saturno. Per questo egli non può entrare direttamente nella nostra evoluzione umana, ma lo può fare indirettamente tramite le tre correnti dell’ostacolo luciferiche, arimaniche e asuriche; in modo particolare tramite queste ultime i quali sono dei tremendi maghi neri.
28 Rudolf Steiner nel Vangelo antroposofico di Marco, ci rivela che l’impulso del Cristo è rappresentato da quel giovanetto che seguiva Gesù mentre era portato via dai soldati romani e a cui viene strappato il lenzuolo di cui era avvolto, fuggendo nudo. Egli continua dicendo che questo impulso giovanile cosmico del Cristo, ormai non aveva che un debole legame con il “Figlio dell’uomo”, giacché verrà poi dopo messo a morte sulla croce del Golgotha; Mc 14,51-52]. Non è possibile affrontare in una nota il tema sul significato dell’Impulso del Cristo, in quanto siamo di fronte a un argomento molto complesso che ha in sé diversi aspetti interpretativi scaturiti dal significato dell’evento del Golgotha nell’ambito della storia evolutiva umana e spirituale, non solo per l’uomo, ma anche per tutte le gerarchie spirituali superiori. Rudolf Steiner in una conferenza tenuta a Norrköping il 30 maggio 1912 rivela che l’Io Cosmico del Cristo nel dimorare negli involucri animici – corporeo di Gesù di Nazareth, come conseguenza della Sua azione divina nell’ambito terrestre, lasciò sulla Terra l’Impulso dell’Io, il quale restò come dire nudo, senza involucri esteriori, dopo la morte di Gesù. Affinché l’umanità possa avere l’aiuto dal Cristo alla fine del settimo periodo di cultura, quando cioè l’umanità si troverà ad affrontare una grande catastrofe umana simile al «Diluvio Universale» e annunciata da Rudolf Steiner come la «guerra di tutti contro tutti», occorre che gli uomini rivestano l’Io cristico o Impulso-Cristo, di un corpo astrale, un corpo eterico e un corpo fisico. Ed è sempre in questa conferenza che troviamo la risposta dove è detto che noi creiamo il corpo astrale dell’Impulso-Cristo attraverso la nostra fede e la meraviglia; il corpo eterico tramite l’amore e la dedizione agli altri e il corpo fisico (diverso dal nostro attuale, ossia meno denso) attraverso le azioni morali consapevoli, cioè azioni morali fatte liberamente in piena coscienza.
29 Prima dell’evento del Cristo la coscienza umana non era ancora presente nell’uomo come nello stato attuale; essa si manifestava attraverso una coscienza chiaroveggente ottusa che possedevano ancora i popoli antichi quali i greci e i romani. Mentre nell’uomo attuale il rimorso per aver compiuto una cattiva azione è accompagnato da un disagio interiore o dalla sofferenza animica per ciò che di male abbiamo compiuto, nei greci e nei romani antichi, si presentava loro un’immagine astrale esteriore terrificante che terrorizzava e perseguitava chi si era reso colpevole di un’azione malvagia. Queste immagini spettrali erano temute e conosciute dai greci col nome di «Erinni» e presso i romani col nome di «Furie». Col passare dei secoli insieme alla scomparsa della chiaroveggenza ottusa dell’umanità, anche queste immagini spettrali scomparvero lasciando il posto alla «voce della coscienza» che similmente a un giudice severo, cominciò a manifestarsi dal profondo umano giudicando e rimproverando quelle azioni scriteriate, mettendo l’uomo di fronte alla sua responsabilità morale. Essa cominciò a manifestarsi in concomitanza dell’evento del Golgotha tramite l’Impulso dell’Io-Cristo scaturito dall’incarnazione dell’altissima Entità solare nel corpo di Gesù di Nazareth. La coscienza del Cristo nacque durante lo sviluppo dell’anima razionale come coscienza dell’amore cosmico che si riversò nell’umanità attraverso il sacrificio del Golgotha, manifestandosi dapprima in modo istintivo alimentato da una fede viva nel Cristo Gesù. Con l’avvento di Costantino il Grande, il cristianesimo divenne religione di Stato perdendo così la freschezza quale originario impulso cristico nascente, indurendosi sempre più nei dogmi di un cristianesimo divenuto nell’arco dei secoli una sintesi di romanesimo, ebraismo e paganesimo. Cosicché la coscienza del Cristo fu sospinta dalle forze arimaniche nel profondo, facendo emergere sempre più una coscienza egoistica arimanizzata che dall’inizio del periodo dello sviluppo dell’anima cosciente (1413) ha causato e ancora oggi causa tanto dolore e sofferenze nell’umanità. Occorre che oggi appunto, se non vogliamo andare verso disastri peggiori, dobbiamo risvegliare la coscienza del Cristo così come insegnato dalla Scienza dello Spirito o antroposofia, in modo da realizzare nell’umanità attraverso l’Impulso del Cristo, quell’amore cosmico umano, che può unire gli uomini in una nuova fratellanza universale in unità col Cristo, in vista del prossimo avvento della comunità di Filadelfia quale sesto periodo futuro del Sé spirituale.
30 Gli asura sono spiriti degli ostacoli appartenenti alla gerarchia delle Archai o spiriti della Personalità rimasti indietro nella prima incarnazione della nostra Terra o del nostro sistema solare, sull’antico Saturno. Il nostro sistema solare o possiamo anche dire il nostro Sole con tutti i suoi pianeti, nasce come pianeta tre eoni prima della nascita dell’eone terrestre, cioè all’inizio dello sviluppo del primo stato di coscienza cosmico in cui l’uomo, era un minerale costituito esclusivamente di calore, mentre la sua essenza divina spirituale riposava ancora nel grembo della Divinità creatrice. In quell’eone antico in cui tutto e tutti gli esseri, erano immersi nel calore, le Archai attraversavano il loro gradino umano di cui però, non tutti riuscirono a superarlo e salire al rango angelico, alcuni restarono indietro fino allo stato attuale terrestre. Pertanto, oggi abbiamo delle archai-uomo, rimasti indietro di ben quattro eoni! per cui sono, di fatto, dei terribili «maghi neri». Essi si fanno servi della più malefica Entità spirituale del nostro mondo planetario, ossia dello spirito solare dell’ostacolo chiamato «Sorat», che è definito dall’apocalista Giovanni, l’anticristo del Sole-Cristo com’è rivelato nell’Apocalisse, il cui numero d’uomo è 666. Il male aumenterà sempre più durante il procedere della nostra evoluzione umana e siccome questo spirito soratico non può entrare direttamente nella nostra evoluzione, egli lo fa attraverso le tre correnti dell’ostacolo, ossia: la corrente luciferica dal capo Lucifero (Diavolo), la corrente arimanica dal capo Arimane (Satana, o Mefistofele) e in modo particolare, da quella degli «Asura» o spiriti delle tenebre. L’unica protezione contro questi maghi neri, è la «forza morale» e l’impulso del Cristo, poiché occorrerà fare molta attenzione durante lo sviluppo della nostra anima cosciente a non lasciarci sedurre da questi spiriti malefici, in quanto tutto ciò che essi riusciranno a strappare dall’anima umana quale esperienza del nostro Io terreno, non potrà mai più essere recuperato; vale a dire che quella parte di esperienza umana che essi estirperanno dall’io terreno, non potrà mai più esserci restituita e ciò potrà comportare che alla fine dell’evoluzione terrestre, l’Io umano potrà evidenziare in sé una parte lesa, non perfetta!
31 Non si può definire in una nota che cosa sia l’Antroposofia, ma possiamo cercare di spiegare in una sintesi biografica, la parte essenziale di quest’Essere spirituale che a tutta prima si presenta sotto l’aspetto oggettivo filosofico come corrente o via di conoscenza esoterica moderna a orientamento cristiana rosicruciana, che pone al centro l’evento del Golgotha e lo sviluppo del pensiero e dell’anima umana, quale visione spirituale chiaroveggente tratta dalla ricerca spirituale di uno dei più alti iniziati cristiano-rosicruciano vissuto tra il XIX e il XX secolo chiamato Rudolf Steiner, il fondatore della “Scienza dello Spirito o antroposofia”. Attraverso la sua visione chiaroveggente pressoché esatta, Rudolf Steiner dà una visione dei mondi spirituali come nessun’altro aveva potuto fare finora, essendo l’umanità entrata nell’epoca o periodo di cultura dello sviluppo del pensiero cosciente. Egli tramite la sua ricerca occulta meticolosa trae dalla lettura della cronaca dell’Akasha le immagini grandiose della “Scienza occulta”, così come dai mondi dello spirito la manifestazione delle nove “Entità Celesti” o “Intelligenze Cosmiche” che operano nel “cosmo Stellare” e in quello Planetario, in un rapporto armonico con la nostra Terra e con gli esseri umani e, similmente a come fa lo scienziato moderno quando scopre le leggi della natura, egli scopre le leggi e le regole celesti, così che possiamo giustificare il nome “Scienza dello Spirito” con cui chiamò la corrente antroposofica. Per questo Rudolf Steiner diede questa definizione dell’Antroposofia: «L’Antroposofia è una via di conoscenza che vorrebbe condurre lo spirituale che è nell’uomo allo spirituale che è nell’universo». E nello statuto principale della Società Antroposofica nel primo punto è detto: «La Società Antroposofica vuole essere un’associazione di uomini che intendono avere cura della vita dell’anima nell’uomo singolo e nella società umana sulla base di una vera conoscenza del mondo spirituale». Nel secondo aspetto soggettivo l’Anthropos-Sofia si presenta come un “Essere reale spirituale” il quale è la settima parte costitutiva della Celeste Sofia e che similmente all’uomo, è costituita da sette arti cosmici, il cui sviluppo per ogni singolo arto è di circa 700 anni. Perciò dobbiamo collocare la nascita dell’Anthropos-Sofia nel periodo abramitico, cioè circa 2100 anni a.C. Oggi l’Anthropos-Sofia è nello sviluppo del Sé spirituale e si pone di fronte all’uomo come Sé spirituale, come la vera Entità superiore dell’uomo; « … e ci accorgeremo che con l’Antroposofia bussa alla porta del nostro cuore qualcosa che dice: Fammi entrare, poiché io sono te stesso; io sono la tua vera natura umana”». Rudolf Steiner, 18 novembre 1923
32 Al di sopra dell’«Io superiore», Rudolf Steiner ci svela l’esistenza di un «Io» ancora più superiore che possiamo definire un «Entità superspirituale» il quale, è il «vero nocciolo» di tutto l’essere umano e che la Scienza antroposofica chiama, “vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner menziona pochissime volte questa parte costitutiva umana, Egli difatti, ne parla in una conferenza tenuta a Bologna e in alcune pagine del libro «Sulla Via Dell’Iniziazione», dove alla fine sintetizza il concetto del vero Io in questo modo: «L’uomo porta in sé un “vero Io” che appartiene a un mondo sopraspirituale. Nel mondo dei sensi [fisico] questo “vero Io” è come nascosto dalle esperienze del pensare, del sentire e del volere [che l’uomo fa durante la sua vita terrena]. Perfino ancora nel mondo spirituale l’uomo acquista coscienza di questo “vero Io” soltanto estirpando in sé i ricordi di quanto può sperimentare mediante il suo pensare, sentire e volere». (Sulla via dell’Iniziazione O.O. n.12 – La soglia del mondo spirituale, pag. 190 -194).
33 Vulcano è il nome che Rudolf Steiner dà all’ultimo stato di coscienza dello sviluppo dell’uomo, quando sarà arrivato al livello gerarchico di Archai o Spirito della Personalità, dopodiché egli proseguirà oltre, verso altri cinque stati di coscienza che il chiaroveggente non distingue più nei dettagli, ma, soltanto nell’insieme, come immagini che sfumano una nell’altra; mentre il Sole attuale con tutti i suoi Pianeti, si sacrificherà dando vita a un nuovo sistema solare.
34 Gli Elohim sono i sette creatori dell’uomo che, come abbiamo già accennato, appartengono alla gerarchia degli Spiriti della Forma o Exusiai, sono conosciuti in italiano col nome di Potestà”. Quando essi decisero di creare l’uomo presero coscienza che mancava loro qualcosa cui non erano in grado di dare all’uomo, cosicché chiesero aiuto alla “Divinità Suprema”, la quale diede una parte del Suo “Fuoco divino creatore”, ossia ciò che abbiamo chiamato il “Vero Io o Scintilla divina”. Rudolf Steiner dice che per realizzare questo, essi si unirono in una unità spirituale, creando un “Essere settemplice” ossia, un “Entità composita o Sobornica”, la quale è costituita da ogni singolo Elohim o Spirito della Forma, avente in sé tutte le facoltà spirituali dei sette Elohim. È un pensiero molto complicato da afferrare per chi ha poca conoscenza dell’Antroposofia, ma occorre dire che solo in questo modo gli Elohim potevano creare un uomo al quale dare l’autonomia di diventare un giorno simile ai creatori, e, avere la possibilità, di andare anche più oltre!
35 Vedi la nota 31. e la nota 23.
36 Il Guardiano della Soglia è un Entità astrale, il quale rappresenta la sintesi di tutte le nostre imperfezioni negative accumulate nelle diverse incarnazioni che l’io inferiore non è riuscito a purificare e a trasformare in qualità superiori animiche; è come guardarci nello specchio e vedere la nostra immagine riflessa, ma contenente in sé, tutte le nostre imperfezioni morali, per cui l’immagine che ci ritorna è difficile da sostenere in quanto di una bruttezza terrificante. Ciò che ci si ripresenta è il nostro karma negativo oggettivato dal nostro Sé spirituale che assume la nostra figura umana imperfetta. il quale ci impedisce di entrare nel mondo spirituale fino a quando non ci reputa maturo. Noi lo incontriamo ogni sera quando ci addormentiamo e ogni mattino quando ci svegliamo, ma ci viene evitato dal nostro spirito guida di fare suo incontro terrificante dal quale verremmo sconvolti. La figura del Guardiano della Soglia è come dire una sorta di io superiore che si riveste di tutte le nostre imperfezioni in modo da farci capire quanto ancora dobbiamo lavorare su noi stessi, prima di entrare in modo cosciente nel mondo spirituale, dal quale verremmo respinti e potremmo entrare con delle gravi conseguenze psichiche nel nostro corpo fisico.
37 TAVOLA I